domenica 31 ottobre 2010

Sisas di Pioltello: as time goes by

As time goes by, la canzone struggente del film Casablanca, mito cinematografico maschile del secolo scorso, mi risuona nella testa mentre leggo in questo pomeriggio grigio e piovoso le ultime notizie sulla Sisas di Pioltello-Rodano.
Così il tempo se ne va, ma non succede niente, o meglio succede quello che tutti noi che della storia sporca della Sisas ci siamo occupati negli anni 80 sapevamo sarebbe accaduto: le decine di migliaia di tonnellate di nerofumo cancerogeno accumulato dai fratelli Falciola (uno di loro è stato da poco condannato a 5 anni di reclusione) nel cortile della loro vecchia fabbrica di acetilene ce lo saremmo beccato solo noi, nei polmoni e nel portafoglio. Io mi deprimo a parlarne, ma voglio farlo per ricordare ancora una volta quanto è difficile per i cittadini difendersi dalla criminalità, economica e politica.

Nei primi anni 80 collaboravo con Panorama e scrivevo molto di ambiente, denunciando le attività degli inquinatori col colletto bianco che avvelenavano acqua, terreni e aria per arricchirsi a spese della salute di tutti. Uno di questi era Alberto Falciola, presidente della Sisas, che era da anni in lotta con tutti, operai, sindacati, cittadini, amministratori, medici provinciali per la sua discarica di nerofumo che si rifiutava pervicacemente di smaltire e bonificare, anzi rilanciava chiedendo di costruire nella stessa area altri impianti chimici inquinanti. E continuava a denunciare tutti, licenziare tutti, minacciare di querela chi ne scriveva sui giornali. Io decisi di inchiodarlo alle sue responsabilità e dopo aver fatto una lunga ricerca su documenti ufficiali scrissi un articolo su Panorama denunciando tutte le sue violazioni di leggi e regolamenti locali e nazionali e la pericolosità che queste rappresentavano per la collettività. Mi beccai immediatamente una querela per diffamazione.

No Eliporto al Parco Nord: la mobilitazione continua

Ricevo dal Comitato "No eliporto" che si riunirà martedì prossimo alle ore 18.30 nella sede Amici P.N. via Suzzani 273 a Milano questo comunicato che pubblico e segnalo agli interessati.
Dopo la biciclettata (un successo. Nonostante il rinvio, il tempo minaccioso e le previsioni tutte assai negative è andata benino e non potevamo aspettarci di più), il Comitato si è riunito martedì 26 per fare il punto. La linea (lo diciamo con ironia) emersa dalla discussione per le prossime settimane, ci dice che dovremo muoverci appoggiando più e meglio di prima su entrambe le gambe: quella istituzionale e quella del consenso dei cittadini.
Rispetto alla seconda che ho detto, informazione consenso e coinvolgimento dei cittadini, dobbiamo continuare il lavoro che finora abbiamo portato avanti assai bene. Almeno questa è la convinzione diffusa nel Comitato. Quindi, continuare a informare e a spiegare:ci sono ancora parecchi che confondono la nostra “lotta” contro l’Eliporto con una nostra supposta contrarietà all’Elisoccorso. Niente di più sbagliato. Sull’Elisoccorso ci siamo mossi e ci stiamo muovendo solo per assicurare a questo importante servizio una collocazione migliore e meno precaria, ma sempre all’interno del Campovolo, e con strutture più adeguate. In tal senso abbiamo sollecitato ancora recentemente il sindaco di Bresso, consapevoli, peraltro, che uno sblocco di questa faccenda darebbe più credibilità e slancio anche alla nostra “lotta”. Analoga, ma meno soggetta ad equivoci, è la nostra posizione rispetto all’Aeroporto. Anche qui, noi ci stiamo muovendo, dopo l’esito negativo della verifica del Politecnico, perché siano attuati gli accordi che prevedono il riassetto dell’aeroporto e il consolidamento della sua presenza. Il che non vuol dire potenziamento o peggio allargamento della tipologia di attività.
Continuiamo a mobilitare i cittadini. Torneremo ad essere presenti ai mercati di quartiere e di paese e nel Parco Nord con i nostri banchetti e volantini. Il prossimo martedì 2 nov. il Comitato deciderà dove e quando e ne daremo subito conto.
Rispetto invece alla prima questione, cioè ai rapporti con le istituzioni e le forze politiche, l’idea è che sia giunto il momento di un’azione più diretta e incisiva nei loro confronti. Troppo comodo lasciare il Comitato come un avamposto avanzato ed isolato (ma non dalla gente!)! Occorre “stringere” i rapporti con i sindaci, che a parte quello di Bresso, tendono a “lasciarci fare”, cioè a dimenticarsi del problema.

sabato 30 ottobre 2010

Berlusconi taglia i fondi all'Anpi

Il 1° novembre l’Anpi milanese, come da tradizione, insieme alle Associazioni degli ex Combattenti, ricorda e onora coloro che si sono sacrificati per ridare alla Patria onore e dignità. La cerimonia in memoria dei partigiani, dei deportati nei campi di sterminio, degli internati militari e combattenti dell'Esercito di Liberazione, si svolgerà al Cimitero Maggiore-Campo della Gloria (64) alle ore 10.30. Ai caduti saranno resi gli onori militari, alla presenza dei familiari, di autorità civili, militari e religiose. Verranno deposte corone d'alloro e vi saranno interventi di rappresentanti delle istituzioni e di Associazioni della Resistenza (la partenza dalla sezione di Paderno è prevista alle 9,30).
L’Anpi da quest'anno dovrà fare i conti anche con il governo di destra che con la scusa della crisi fa le sue vendette. Nei giorni scorsi l'associazione ha denunciato il taglio del contributo che il governo annualmente attribuisce per legge alle 16 Associazioni combattentistiche e partigiane. Berlusconi, infatti, ha pesantemente penalizzato soprattutto gli ex partigiani, dimezzando quest’anno il contributo (165.000 euro) concesso nel 2009. “Per giustificare questa odiosa discriminazione – spiegano all’associazione - il governo delle destre ha manomesso il numero degli iscritti del 2009 attribuendocene 44.000 anziché i 105.000 reali. Con quasi la metà di tutti gli iscritti alle 16 associazioni di ex combattenti, all’Anpi è stato assegnato solo il 10% del totale dei finanziamenti!”. Cos’altro è questo – si sottolinea - se non un tentativo di ridurci al silenzio? Di mettere a tacere l’antifascismo organizzato, la memoria della Resistenza, l’impegno dell’Anpi nella difesa e promozione della Costituzione?
I rapporti tra gli ex partigiani e il governo non sono idilliaci e la mossa di Berlusconi ha il sapore della ritorsione dal momento che arriva dopo la vivace critica sollevata dai primi nei confronti dei ministri Larussa e Gelmini che hanno deciso di introdurre un corso “premilitare” nelle scuole superiori. La decisione era stata denunciata dal settimanale Famiglia Cristiana e l’Anpi aveva aggiunto la sua critica a quella del giornale cattolico.

La Federazione della Sinistra: 1° Congresso Intercomunale

Ricevo questo invito a partecipare al Congresso della Federazione della Sinistra che pubblico volentieri
“L’Italia che non si piega”
1° Congresso della Federazione della Sinistra
La strada delineata della costruzione della Federazione come polo politico autonomo della sinistra costruita a partire dai conflitti sociali, l’offensiva unitaria per costruire una sinistra di alternativa e la proposta del fronte democratico per battere le destre e superare il bipolarismo unito all’indisponibilità ad un accordo organico di governo, sono i tre assi portanti del documento congressuale.
Una proposta che coniuga autonomia politica alla necessità di battere Berlusconi e di superare il sistema bipolare e la seconda repubblica.
Mercoledì 3 novembre, alle ore 21, a Cusano Milanino presso il Circolino Via Adige 22 si terrà il primo Congresso intercomunale della Federazione della Sinistra, lo scopo è quello di costruire, a partire dai territori, un processo che punti ad unificare le varie forze di sinistra che in modo autonomo si richiami ad un obiettivo di cambiamento e di una società alternativa, ponendo in primo piano il lavoro e i diritti.
I comuni di Bresso, Cusano Milanino, Cormano e Paderno Dugnano
Partito della Rifondazione Comunista – Partito dei Comunisti Italiani – Lista Civica “Un’altra Provincia” – Lavoro e Società – Socialismo 2000

Pensioni da fame per i giovani. Ribellarsi è giusto

“Se dovessimo pubblicare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, al Corriere della Sera giovedì scorso.
A quanto arriverà fra 30 anni l’importo della pensione di milioni di giovani che oggi lavorano come precari? Le diverse simulazioni pubblicate dal quotidiano tracciano uno scenario che dovrebbe provocare una rivolta generazionale violentissima, anche perché qui si parla di lavoratori che comunque hanno un contratto e non si tiene conto di altri milioni di giovani che contratti non ne hanno. Secondo la stima di Progetica i precari (o parasubordinati) nel 2050 avranno una pensione che oscillerà dal 36% dell’ultimo compenso a un massimo del 62% che con l’ipotesi di una retribuzione lorda di 36.000 euro (uno stipendio nella realtà medio alto, cioè oltre 2.500 euro lordi per 14 mensilità) si traduce in circa 13.000 euro lordi annui. Percentuali inferiori rispetto a quanto riceveranno i lavoratori dipendenti (dal 45 al 77% dell’ultima busta paga). Il Cerp, invece, ipotizza un tasso di sostituzione dal 49 al 53 per cento. Più cupo lo scenario della Cgil: il lavoratore precario che guadagna 1.240 euro al mese, riceverà un assegno pensionistico di 508 euro, poco più dell’assegno sociale. Inoltre il fondo che oggi raccoglie i contributi dei precari (8 miliardi) serve all’Inps per pagare le pensioni di altri lavoratori garantiti. Chi pagherà, fra 30-40anni le loro pensioni?

venerdì 29 ottobre 2010

La libertà è una lettera anonima lanciata sui blog?

Cos’è la libertà nell'era digitale? Ho proposto questo corposo tema di discussione sul blog della giovane destra cittadina “Paderno 7 on air” e ho ricevuto una prima interessante risposta dal gestore Francesco Rienzo: “Libertà significa, a nostro parere, lasciare a tutti la possibilità di argomentare le proprie opinioni ed esprimere le proprie ragioni. A nessuno interessa il cognome e il codice fiscale di chi scrive (sempre che non ci sia alcun tipo di offesa, ben inteso). Confrontarsi significa ragionare sulle idee, non sulle credenziali di chi scrive. Solo un atteggiamento così “liberale” può favorire il coinvolgimento delle tantissime voci che provengono dal web, senza isolarle e lasciare che odiino chi non dà loro spazio. Quel che è certo è che mai ci sogneremmo di definire libertà di intervenire su un blog “una mia libera scelta, non un diritto”. Bene, per noi è un diritto, nel momento in cui si decide di trasformare un blog personale in un sito di riferimento territoriale come il nostro. Mai ci sogneremmo di selezionare i commentatori in base a chi attaccano o in base a cosa esprimono, con la scusa della mancanza di nomi. Ecco perché la nostra è una concezione di libertà esattamente opposta a quella enunciata”. Cominciamo con una puntualizzazione di merito: io non ho mai censurato un’opinione diversa dalla mia perché era diversa, non ho pubblicato affermazioni palesemente false, provocatorie, diffamatorie anonime, perché se le avessi pubblicate me ne sarei assunto direttamente la responsabilità e le avrei avallate. Anche in un blog, che non è un giornale, ma una piazza o salotto virtuale, il principio della responsabilità personale delle opinioni espresse è e deve essere sacrosanto. In piazza si discute tra gente che si conosce o no? Io credo fermamente che non esista una vera libertà di opinione senza assunzione di responsabilità. L’anonimato del resto che bisogno di libertà soddisfa oltre a quello di essere irresponsabili?
Ma facciamo un passo indietro, cioè torniamo alla differenza tra Padernoforum e Paderno 7. Il mio è un blog personale che ho messo al servizio di un impegno civile, culturale e politico. Il giorno che il mio impegno finirà probabilmente lo chiuderò perché lo considero un mezzo e non un fine. In questo è molto simile a quelli tenuti da Giovanni Giuranna e Massimo Negrisoli, anche se loro di tanto in tanto tentano di trasformare i loro blog in fini, cioè in community. Io invece considero il mio uno spazio privato che apro all’esterno invitando i lettori ad esprimersi sulle cose che scrivo, ma non a chiunque, perché non è un’istituzione pubblica, anche se è aperto al pubblico. Fare community, insomma, non mi interessa. Sono una persona singola che vuol rivolgersi ad altre persone singole per confrontare idee e opinioni.

giovedì 28 ottobre 2010

Emergenza freddo alla scuola materna di Calderara

Torna l'autunno, l'ombra si allunga sulle meridiane, il Signore nelle campagne lascia liberi i venti e nelle scuole di Paderno Dugnano torna l'emergenza freddo. Mi è stato riferito che martedì scorso ,durante la riunione del Consiglio di Quartiere di Calderara alla quale partecipava anche l’assessore ai Lavori Pubblici, una cittadina ha denunciato che nella Scuola Materna del quartiere da diversi giorni, per via della bassa temperatura i bambini in mensa erano costretti a mangiare indossando il giubbotto. L’impianto di riscaldamento, infatti, non funziona o funziona male e nessuno sembra abbia provveduto per tempo alla necessaria manutenzione, prima dell’arrivo della brutta stagione.
L’assessore ha risposto assicurando che il Comune sta per intervenire con una serie di lavori di manutenzione straordinaria delle scuole cittadine. Il Piano Triennale delle opere pubbliche indica, infatti, che in programma ci sarebbero due generiche procedure di appalto aperte sotto la voce “Manutenzione straordinaria coperture patrimonio scolastico”, con una spesa complessiva prevista di 200mila euro l’anno, per ciascun apppalto e per i prossimi tre anni, senza però indicare a quale edificio scolastico saranno destinati i fondi. I cittadini osservano però, giustamente, che il problema è urgente dal momento che i bambini già oggi mangiano al freddo e non si può certo prevedere che nei prossimi mesi si verificherà un rialzo delle temperature. A cosa si devono preparare i bambini e gli insegnanti della scuola di Calderara: dovranno sostituire il giubbotto con il cappotto?

Commissione consiliare: ma la verità interessa a qualcuno?

Con ritardo leggo su Il Notiziario la cronaca della prima riunione della Commissione speciale, creata per verificare la correttezza degli atti amministrativi relativi alla gestione del Centro Falcone e Borsellino. L'organismo, in realtà, e questo è stato chiaro fin dal principio, serve alla maggioranza per tentare di criminalizzare gli ex dirigenti del Centro di aggregazione e attaccare politicamente il PD, che è sempre stato falsamente indicato dalla giunta di destra come il "vero gestore” del centro. Cosa non vera sotto il profilo sia formale che sostanziale.
Leggere la cronaca del giornale locale è un esercizio divertente per uno come me, abituato per mestiere a decrittare le parole scritte dai giornali. Sentite questa chicca: “la riunione di insediamento… è valsa a nominare il presidente e vicepresidente della commissione e a definire il calendario degli incontri. E così dopo un’ampia e serena discussione, Maurizio Cerioni è stato eletto presidente e vicepresidente, Giancarlo Pirovano”.


mercoledì 27 ottobre 2010

Cambiare sistema, cominciamo dall'alimentazione

Ricevo da Giovanna Baracchi questa riflessione sulla parola d'ordine "Cambiare sistema, non cambiare il clima" che volentieri pubblico.
In occasione della chiusura dell'Ecofestival a Paderno Dugnano vorrei esprimere anche il mio parere sui tanti modi che tutti possiamo attuare per mantenere in salute il nostro pianeta. Uno di questi è sicuramente l'alimentazione. Da anni le ricerche scientifiche ci raccontano quanti danni procurano gli allevamenti di animali su larga scala. Ormai la metà delle terre fertili è usata per la coltivazione di cereali,semi oleosi e foraggi che vanno a nutrire le bestie da portare in tavola, contribuendo anche alla fatidica deforestazione, poichè bisogna far spazio a nuove terre coltivabili e a nuovi pascoli. Tutto questo risponde ad un'aumento della domanda: solo in Italia ogni individuo consuma cca 90 kg. di carne all'anno (il triplo di 40 anni fa).
Il settore zootecnico è il maggiore responsabile del cambiamento climatico, la principale fonte di gas serra e fonte di inquinamento dell'acqua. Insomma la veloce bistecca che risolve molte cene e pranzi veloci ha alle spalle un vero disastro ecologico. Alcuni paesi più sensibili al problema (Germania) hanno invitato la popolazione al consumo di carne una volta la settimana, altri hanno proposto ai ristoranti di non offrire carne il lunedi.Senza divenire vegetariani per forza si può ridurre il consumo di carne aiutando l'ambiente . Esistono altri cibi che hanno quantità di proteine identiche o addirittura maggiori (legumi ad esempio).
Spero di essere riuscita a sensibilizzare almeno in parte coloro che amano la Madre Terra e vogliono contribuire a guarire questo nostro pianeta malaticcio

Rho-Monza: Serravalle trova i soldi solo per le operazioni finanziarie

Ricevo da Ferruccio Porati, portavoce del Comitato per l'Interramento della Rho-Monza il seguente comunicato stampa

La Provincia di Milano, attraverso la propria controllata ASAM s.p.a., è socio di maggioranza di Serravalle. La società, a sua volta, ha partecipazioni in società che stanno procedendo ad aumenti dei rispettivi capitali sociali ed, in particolare:
1) Autostrada Pedemontana Lombarda s.p.a, di cui detiene il controllo;
2) Autostrade Lombarde s.p.a.;
3) Società di progetto Brebemi s.p.a.;
4) Società Autostrada Broni Mortara s.p.a. (Sabrom
Una delibera approvata dalla maggioranza PdL-Lega in consiglio provinciale, lo scorso 14 ottobre 2010 (argomento 51/2010 dell’ordine del giorno), autorizza la società Serravalle a “scucire” nel breve termine, per tali aumenti di capitale, le seguenti cifre:

per il caso 1): fino ad un massimo di 67 milioni in qualità di socio di maggioranza, da versare entro fine giugno 2011, oltre a doversi fare pro quota carico di eventuali ulteriori aumenti di capitali necessari; per il caso 2): detenendo Serravalle il 10,10% di Autostrade Lombarde s.p.a., oltre 5 milioni dovranno essere sborsati entro novembre 2010 ed oltre 24 miloni nel corso dei tre anni successivi; per il caso 3): esborso di 500.000 a fronte della quota dell’1% detenuta, in relazione all’aumento complessivo di capitale di 50 milioni; per il caso 4): per la copertura dei costi alla realizzazione dell’opera (collegamento Broni-Pavia-Mortara) è necessario decuplicare il capitale sociale portandolo a 25 milioni. Detenendo Serravalle il 15% di Sabrom, l’esborso è di altri 3.375.000.


Via dalla politica digitale

Da tempo rifletto su un fenomeno tipico del nostro tempo che trovo insopportabile. Tutti si affannano, aiutati in questo dalla potenza delle tecnologie informatiche, a creare community, associazioni, gruppi, movimenti che, nati su istanze le più varie, spesso finiscono per evolvere in partiti perché esprimono leadership e si presentano alle elezioni, che però a differenza dei partiti tradizionali, in nome del principio della democrazia diretta, finiscono per negare la democrazia sostanziale. Partiti basati sull’iniziativa individuale per fini che prima o poi si scoprono banalmente individuali.
Questo scenario è quello che caratterizza la fase attuale della nostra realtà. E’ una patologia seguita al fallimento dei gruppi dirigenti della Prima Repubblica, che persiste però a quasi 20 anni di distanza a riprova del fatto che la nostra società è ormai vecchia e stanca perché non trova in sè stessa le energie sufficienti per andare oltre. Il risultato è una stagnazione insostenibile, isterizzata dal falso movimento creato da mille individualità frustrate nei loro bisogni di affermazione. Mille storie senza storia né futuro, che si esprimono solo “contro” l’unica cosa che davvero conoscono: il passato. Da qui l’odio per i partiti visti tutti come il male da cui rifuggire e in definitiva l'odio per la politica.
I protagonisti del presente ultra movimentista, odiano, perché non le capiscono e non se ne fidano, le strutture politiche che selezionano i gruppi dirigenti attraverso una pedagogia fatta di studio, elaborazione teorica e prassi, alla quale oppongono un continuo attivismo virtuale, un diluvio di microiniziative personali, montagne di parole vuote che non partoriscono mai dei fatti concreti. Al massimo riunioni, convegni, blog, eventi mediatici. Persino Marchionne, il capo della Fiat, per sostenere il suo programma di sviluppo dell'azienda, non va davanti all'assemblea dei soci, ma in televisione, nel salotto di Fazio; ma per rivolgersi a chi? Non alle sue controparti o alla sua proprietà, ma all'opinione pubblica. Ma cosa c'entra l'opinione pubblica con un'azienda privata? Cerca il consenso mediatico per bilanciare i dubbi che cominciano a serpeggiare tra i suoi veri interlocutori che stanno a Torino e non a Detroit?

Destra, ma quale sicurezza?

Il messaggio è arrivato alle questure tramite una semplice circolare: la copertura finanziaria per l’acquisto di carburante per i veicoli in servizio è esaurita. Altro che lotta alla criminalità e sicurezza: le forze dell’ordine rischiano di restare letteralmente a piedi. Il carburante potrà essere ottenuto solo tramite richieste preventive da presentare almeno con 5 giorni di anticipo: squadre mobili, digos e volanti dovranno quindi fare una previsione delle loro attività. Difficile quindi fronteggiare le emergenze o anche soltanto assolvere ai tanti compiti che si presentano quotidianamente.
Proprio su queste contraddizioni ha voluto porre l’attenzione il PD con un’interrogazione di Emanuele Fiano al Ministro dell’Interno Maroni. “Chiediamo al Ministro” ha detto il responsabile del Forum Sicurezza del PD “come sia possibile mantenere alto il livello di contrasto alla criminalità in queste condizioni”
Osserva, Gabriele Ghezzi, coordinatore del Forum Sicurezza del PD Lombardo “E’ difficile metterci d’accordo con i malviventi per programmare gli interventi. Così si impedisce agli agenti di compiere la normale attività a tutela dei cittadini”.

Cambiare sistema, non cambiare il clima

Si conclude questa sera al Centro Falcone e Borsellino la settimana dell’EcoFestival padernese organizzato dalle associazioni ambientaliste. L’incontro che si terrà alle ore 21, ha per tema: “Cambiare sistema, non cambiare il clima”, relatore è Antonio Lupo, del Comitato Italiano Amig@s Sem Terra. Introduce Loris Brioschi.
Durante la serata verrà presentata R.I.G.A.S  (Rete Italiana Giustizia Ambientale e Sociale) il cui obiettivo è: “Contribuire a salvare la nostra casa comune, la nostra Terra Madre ed allo stesso tempo dare voce e forza a quella parte del nostro paese che si batte giornalmente per la giustizia sociale ed ambientale, costruendo uno spazio pubblico aperto a tutti i soggetti che sentono propria questa necessità e questa aspirazione di cambiamento..”.

martedì 26 ottobre 2010

Comune, sussurri e grida

L’azienda “Comune” a Paderno Dugnano, dopo aver coperto a lungo una situazione di progressivo sfaldamento della sua struttura dirigenziale, si scopre in pieno marasma. I boatos si rincorrono con le notizie, e fatti e indiscrezioni su cose che stanno accadendo, indicano che la macchina amministrativa guidata dalla destra, dopo solo 18 mesi di governo, è in seria difficoltà.
Da giugno 2009, infatti, l'azienda si sta impoverendo di professionalità e di capacità. L’elenco delle perdite è lungo e significativo: l’architetto Borghi(dirigente ai LLPP) è andato in pensione, all’architetto Riva, dirigente all’Urbanistica, non è stato rinnovato incarico; il dirigente della Polizia Locale, dott.Grandesso, se n’è andato; la funzionaria responsabile dei Servizi sociali,è andata via; la responsabile del Servizio comunicazione e segreteria generale è stata sostituita con un generico “portavoce” del sindaco; il dott. Codarri, direttore e segretario generale, da novembre non c'è più: la perdita più grande e inspiegabile, dal momento che un anno fa aveva deciso di restare.
L’ultimo boatos che esce dal ventre buio del palazzo è il siluramento della dirigente dell’Urbanistica, Franca Rossetti, che pare costretta a lasciare l'incarico per insanabili dissidi con l’assessore Bogani. Cosa ampiamente prevista da chi conosceva i due soggetti e la storia dei loro rapporti pregressi.  Se questa voce si confermerà esatta (come pensiamo), sarà una grave sconfitta per Alparone, oltre che una brutta figura. Dopo aver riunificato due settori(Lavori Pubblici e Urbanistica) sbandierando il grande risparmio realizzato affidando le due funzioni al sindaco di Senago (come se avesse tempo sufficiente per seguire due incarichi come questi, oltre a guidare il Comune vicino), i vertici della giunta hanno infatti deciso di cercare un nuovo dirigente all'Urbanistica (a contratto), disfando nuovamente il settore appena unificato e facendo così un doppio errore: Rossetti per un anno non ha fatto niente all'urbanistica (che ne è del PGT?) e forse la lasciano ai Lavori Pubblici (dove però il settore non la vuole, visto che lei viene dall'Urbanistica). Non è difficile prevedere che ci sarà a breve una fuga di tecnici anche da qui....e le voci in questo senso girano già di bocca in bocca.

Seconda giornata del corso “Milano democratica contro le mafie”

Ricevo da Gianfranco Massetti il resoconto della seconda giornata del corso "Milano contro le mafie" organizzato dal PD che si è tenuto sabato 16 ottobre a Milano presso la Sala delle Commissioni di Palazzo Marino. Sabato 30 ottobre ci sarà il terzo incontro con Pier Camillo Davigo e Roberto Cornelli.
L'incontro è iniziato con la relazione di Ivan Cicconi di Avviso Pubblico su “la normativa in tema di appalti pubblici ,concessioni e contraente generale”. Una puntuale rassegna delle parti più importanti del dlgs.163/2006 che ha recepito del direttive UE. Tutti gli aspetti e i limiti della normativa vengono spiegati dal RUP(responsabile unico del procedimento) alla problematica culturale di “rendere consapevoli gli amministratori dell’impatto –economico e imprenditoriale- di una scelta d’appalto .Aspetto delicato e sottovalutato soprattutto laddove la situazione economica è più ricca e l’ambiente meno semplice (al Nord).
Poi due testimonianza significative: il sindaco di Niscemi (CL) Giovanni Di Martino e l’assessore al Comune di Reggio Emilia, Franco Corradini, sulle “buone prassi”.
Di Martino racconta come, dopo due scioglimenti per mafia del suo Comune (1992 e 2004), a partire dal 2007,da quando è sindaco ,si è preoccupato del loro problema principale: come evitare le infiltrazioni e quindi fare una serie di azioni che ha elencato e che riassumo:
1) adesione ad Avviso Pubblico, una rete di buone prassi e per non sentirsi soli;
2) il controllo a valle dell’appalto. Del durante l’appalto (le forniture, i lavori, la mano d’opera..) e quindi l’applicazione della direttiva del giungo 2010 inviata da Maroni ai Prefetti (i protocolli di legalità che prevedono che le ditte si impegnano oltre il codice dei contratti di fare elenco lista dei lavori e dei sub fornitori e di fornirli al Comune che li può fornire alla Prefettura);
3) le convenzioni con sindacati e imprenditori per il controllo dei cantieri;
4) un regolamento contente anche norme per favorire le denunce di fenomeni estorsivi (usura)con le associazioni dei commercianti;
5) un'alleanza tra Comune, Prefettura, imprenditori, commercianti, operatori, società civile
per organizzare la prevenzione e la lotta contro i fenomeni criminali
6) un “Osservatorio permanente della legalità “,con la città di Niscemi per capire, riconoscere, documentare, fare analisi, fare proposte. Uno strumento operativo che può servire a tutti.


Incirano: i commercianti sono scontenti e la destra si preoccupa

A Incirano il Natale si avvicina e gli amministratori locali cominciano a preoccuparsi perché i commercianti, loro grandi elettori, non sono affatto contenti di come vanno le cose. Il presidente del Consiglio di Quartiere, Riccardo Stucchi, cerca di correre ai ripari parlando di una nuova associazione e di luminarie natalizie sperando di cominciare a cambiare qualcosa. Questo il testo della lettera che ha inviato a commercianti, artigiani ed esercenti, ai componenti del CdQ, al sindaco Alparone e al Consigliere delegato alla Partecipazione, Zaira Delizi.

Data la preoccupazione per la situazione in cui versa il commercio e per la scarsa partecipazione alla vita attiva del Nostro Quartiere di Incirano, Vi invito ad un incontro il giorno Giovedì 28 ottobre 2010 alle ore 21 presso la Villa Gargantini con il seguente ordine del giorno: fondazione dell’Associazione dei Commercianti di Incirano e relativa elezione di un Presidente dell’associazione stessa; proposte per l’organizzazione degli eventi delle prossime festività (compreso il S. Natale e le relative luminarie) per rivitalizzare il Quartiere. Il Consiglio di Quartiere, nell’attesa di incontrarvi, confida nel fatto che partecipiate numerosi a questo incontro, organizzato per cercare tutti insieme di trovare una soluzione per uscire da una situazione che, per la Nostra zona, rimane critica da anni.

Solidarietà: una vacanza ai Caraibi per i minatori cileni

Ricevo questo comunicato stampa che vi ripropongo per la sua singolarità e curiosità. A inviarlo è Sandals Resorts, conosciuto in tutto il mondo per la sua offerta di vacanze extralusso dedicate alla coppia nelle località più romantiche dei Caraibi. Mi sembra interessante questo approccio alla solidarietà. Sicuramente i minatori ai quali è rivolta l'iniziativa la apprezzeranno.
Profondamente colpito dallo spirito coraggioso dei minatori del Cile, l’Ente del Turismo Giamaicano ed il Ministro del Turismo Edmund Bartleet, hanno creato una speciale partnership con Sandals Resorts, per offrire ai minatori, alle loro famiglie ed agli eroici soccorritori, una vacanza sulle spiagge giamaicane. “Il salvataggio dei 33 minatori è una forte storia di sopravvivenza ed un miracolo straordinario che verrà ricordato a lungo e che desideriamo celebrare anche noi, con il nostro personale contributo” ha dichiarato Edmund Bartlett. Estremamente toccato dalla vicenda dei minatori cileni anche Gordon Butch Stewart, proprietario della catena Sandals Resorts, che ha dichiarato: “Questo salvataggio deve essere visto come il trionfo dello spirito umano; crediamo sia giusto e doveroso offrire ai nostri fratelli del Sud America un gesto d’amore dopo 69 lunghi giorni di sofferenza”. Le autorità giamaicane ed i Resort Sandals stanno così lavorando congiuntamente per poter offrire ai minatori, alle loro famiglie ed ai soccorritori una vacanza rilassante, che possa aiutarli, almeno in parte, a ritrovare serenità e ricominciare a vivere.
www.sandals.com

Attualmente ci sono 14 Sandals Resorts dislocati tra Jamaica, Antigua, St. Lucia e Bahamas. Ogni struttura gode di una posizione privilegiata sulla spiaggia ed offre ai suoi clienti una vasta scelta di ristoranti, vini e liquori pregiati grazie anche all’esclusiva partnership con il leggendario vigneto California Beringer, diverse categorie di camere dotate di ogni comfort, grande varietà di sport acquatici certificati dal programma PADI, servizio di maggiordomo, ed il tocco personale di Martha Stewart™ nell’organizzazione dei matrimoni.

Marchionne: guardiamo alla Germania e non alla Cina

Dopo la rabbia, il ragionamento. Sulle dichiarazioni insincere e sprezzanti di Marchionne occorre riflettere per dare risposte meno emotive e accettare il confronto. Risposte politiche innanzi tutto perché di questo si tratta: di politica industriale. Non si può negare, infatti, che quando il manager Fiat dice: “In Italia tutti parlano, ma il Paese non si capisce dove va”, abbia ragione.
Il Corriere della Sera ieri ha pubblicato un bel commento di Massimo Mucchetti nel quale il giornalista economico lucidamente chiede al capo dell’azienda torinese: “Che cosa ha inventato di grande in quest'ultimo lustro la Fiat? Come lavora l'ufficio progetti? Quanto incidono i 10 minuti di pausa in meno o il sabato lavorativo in più, sui margini di contribuzione dei diversi modelli? Come intende cambiare stabilimento per stabilimento, e con quale spesa, l'obsoleta struttura produttiva italiana? I mitici 20 miliardi in 5 anni vanno bene per introdurre il confronto, ma poi bisogna spiegarsi. Anche perché la Fiat non sta investendo al ritmo promesso”.
Già, cosa ha prodotto di innovativo la ricerca Fiat negli ultimi 5 anni, un periodo che nell’hi tech corrisponde a un’era geologica? Cosa contano una pausa di 10 minuti in più sul sistema della competitività? E quando cominciano gli investimenti produttivi sempre annunciati, ma non attuati?

lunedì 25 ottobre 2010

Berlusconi e Don Camillo

E’ deciso si va al voto. E alla svelta anche, forse prima di Natale. Questa è la mia previsione di osservatore della politica italiana. Me lo dicono i titoli dei giornali: “Fini, rischio di crisi sul lodo Alfano”, “Unipol, Paolo Berlusconi indagato”, “A Terzigno aggredita la Polizia”, “Fiat: bufera su Marchionne”. Ma soprattutto me lo rivela un segnale inequivocabile. Stasera, a sorpresa, Rete 4 manda in onda “Don Camillo, monsignore ma non troppo”, uno dei tanti film della saga cinematografica tratta dall’opera guareschiana interpretato dalla immarcescibile coppia Fernandel-Gino Cervi. E questo fatto parla chiaro.
Berlusconi, infatti, si affida a questa serie di film regolarmente, ogni qual volta deve affrontare le elezioni. In particolare quando il risultato è difficile. E’ una specie di messaggio subliminale che il capo della neodestra populista manda allo zoccolo duro del suo elettorato che in qualche modo riconosce gli stimoli di questo linguaggio. Un linguaggio che appartiene ai primordi della nostra storia repubblicana, ai primordi della nostra democrazia nata nella dura temperie della guerra fredda, quando non c’erano vie di mezzo: o si stava con Don Camillo o vinceva l’Unione Sovietica, il comunismo di Stalin e dei gulag che occhieggiavano dietro i baffoni di Peppone. Film che l'oratorio dei Salesiani di via Melchiorre Gioia, nel 1951-52, sicuramente proiettava.
Quando la fida Rete 4 manda in onda le avventure, sempre vincenti sullo schermo, del furbo e sanguigno pretone della Bassa, vuol dire che Berlusconi si sente in pericolo e si raccomanda ai suoi numi tutelari; l’Italia del dopoguerra, quella alle soglie del boom economico, l’età dell’oro nella quale il giovane Silvio cominciò la sua scalata al cielo dell’economia e della politica. Un brutto segnale per un uomo di 74 anni avviato ormai sul viale del tramonto.

Marchionne il bugiardo

Chi lo conosce bene lo chiama “Marpionne” e uno, dopo averlo ascoltato ieri sera a “Che tempo che fa”, capisce bene il perché. Il capo della Fiat, il commercialista abruzzese emigrato nel '66 in Canada perché suo padre "non si fidava dell'Italia",  è un gran bugiardo, anzi appartiene alla peggior specie di bugiardi in circolazione; i bugiardi seriosi e per questo più credibili.
Berlusconi è un ballista spudorato, te lo dice in faccia che sta mentendo e non cerca di dissimulare le sue menzogne e ne fa lui stesso la caricatura. Ma Marchionne no, vuole proprio ingannare chi lo ascolta in buona fede. Lo senti parlare, serio e professionale, tutto, cifre e statistiche, voce stanca e affaticata di chi porta da solo il peso della verità e dici: “Che bravo, dice proprio come stanno le cose”. E invece mente perché ti racconta solo la sua verità, che, come si insegna nelle scuole di comunicazione, è solo la sua personale versione dei fatti.
Bugiardo, quando dice che l’Italia non produce un euro degli utili Fiat (2 miliardi), Bugiardo quando dice che la Fiat non chiede soldi allo Stato (negli ultimi due anni) e non guadagna dagli incentivi governativi perché in Italia ha “solo” il 30% del mercato. Bugiardo quando dice che il problema della competitività italiana è provocato dalla Fiom e da una minoranza di operai che si oppongono a lavorare, pagati, dieci minuti in più. Bugiardo quando dice che se la Fiat andasse via dall’Italia i suoi conti andrebbero meglio e che lui sta qui solo perché non vuol creare un grave problema sociale. Bugiardo.

domenica 24 ottobre 2010

Berlusconi fa propaganda a spese nostre. Digli di smettere

Una decina di giorni fa, il capo del governo,Silvio Berlusconi, ha annunciato che invierà a tutte le famiglie italiane il libro “Due anni di Governo“, un volume che spiega l’attività da lui svolta in questi primi due anni di legislatura. Molti cittadini si sono subito chiesti: chi paga? (risposta ovvia, lo sappiamo tutti chi paga!). E poi, immediatamente dopo, è sorta la domanda successiva: cosa posso fare per non ricevere questo libro di propaganda berlusconiana? E sono nate diverse iniziative tra cui questa petizione online che vi invito a inviare subito al sito del governo. E’ molto semplice, ecco il testo della petizione:
Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi che intende inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed al relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si risparmierà, venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica Istruzione e/o del Ministero della Sanità. Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.
Da incollare sulla pagina
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp
e inviare. Facciamolo tutti.

PD: dalla parte dei lavoratori

Sul blog dei lavoratori Lares è comparso un messaggio che mi ha riempito di orgoglio e di speranza. Dice: “I lavoratori della Lares sono molto grati ad Oscar Figus, Coordinatore del PD a Paderno Dugnano, per il suo interessamento alla loro situazione e per il sostegno concreto che continua a dare al presidio. Grazie a nome di tutti i lavoratori”. Mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione perché Oscar, che è il mio segretario, ha fatto una cosa buona e giusta e sta interpretando correttamente le idee e la volontà espresse dal PD di Paderno Dugnano, dimostrando vicinanza e assicurando sostegno politico e personale alla lotta dei lavoratori. Di speranza perché se questa diventa la prassi di tutto il partito possiamo ancora riprendere il nostro posto alla testa delle masse lavoratrici (sì, ci sono ancora) di chi davvero vuole e può cambiare in meglio questo Paese. Sul fronte del lavoro e della difesa dei lavoratori il PD deve fare una scelta impegnativa e coerente con la sua storia. Anche se questa scelta dovesse significare una rottura al suo interno e la perdita di qualche dirigente. Ho ascoltato ieri (grazie a Radio Radicale che segue tutti i congressi e gli eventi politici) l’intervento di Landini, segretario della Fiom, al congresso di Sinistra Ecologia e Libertà, e mi sono convinto che il mio partito non può continuare a galleggiare su questo problema. Deve scegliere: o rappresentare i lavoratori o sparire progressivamente dalla scena politica per mancanza di radicamento sociale.
Coprire tutti i soggetti del lavoro, dal precariato alle professioni, dai commercianti all’impresa, è un’immagine suggestiva, ma è un miraggio, anzi, sembra il modo per sottrarsi a un dovere storico che non si vuol più fare. Il risultato di questa fuga dalla realtà è che il PD, che nega e rifiuta la lotta di classe, non è più il partito per il quale votano i lavoratori, i precari, i disoccupati, che sono la maggioranza del Paese. Tutti elettori che ormai si rivolgono nel Nord alla Lega e nel Sud alla destra o direttamente alla mafia imprenditrice.

sabato 23 ottobre 2010

Fuga dall'inferno digitale

Leggo sul Corriere.it questo titolo inquietante: "Pullman in arrivo ad Avetrana, il primo cittadino chiude le strade: stop agli accessi davanti alle case dei Misseri e degli Scazzi".
Questa settimana la grande badante elettronica (i giornali non contano) ha diffuso oltre 42 ore di programmi di intrattenimento (non di informazione) su questa triste vicenda e la gente reagisce come un animale ammaestrato agli stimoli dirigendosi in massa verso lo studio open air dove va in onda il reality più caldo del momento. A questo ci hanno ridotto la televisione commerciale e i suoi format che in trenta e passa anni di dominio incontrastato hanno fatto terra bruciata di ogni altra forma di relazione umana. Solo per questo il suo impresario e padrone meriterebbe di bruciare all’inferno e il suo nome nei secoli futuri divenire sinonimo di degrado e miseria morale.
Il modello di cultura e di società basato sul consumo di ogni cosa ridotta a merce, dal sesso, ai surgelati (that's amore, amore capite?), fino alla vita stessa delle persone, ci ha scaraventato giù nel buco nero di un pozzo scavato in una plaga desolata come quello in cui è stato infilato il cadavere di una ragazzina innocente. Vittima anch’essa di chissà quale altra malattia sociale indotta da questa peste mediatica, fatta di telefonini, amici, sms, televoti, sponsor e consigli per gli acquisti. Basta, è ora di fermarsi tutti quanti. Buttiamo via la scheda del cellulare, stacchiamo la spina del netbook, spegniamo il televisore. Ricominciamo a pensare, riflettere, guardiamo da vicino un albero o una siepe, alziamo lo sguardo al cielo, seguiamo il volo degli uccelli, riprendiamo contatto con la realtà. Se proprio non possiamo fare altro usciamo sul balcone a guardare il colore delle foglie d'autunno. Una boccata d'aria..

PGT: la Cultura è il motore del futuro di Paderno Dugnano

Si parla a Paderno Dugnano di PGT e l’occasione porta inevitabilmente a discutere di un nuovo modello di sviluppo territoriale. Un dibattito che parte da questi dati di fatto imposti dalla crisi: l’espansione residenziale non è ipotizzabile né auspicabile, il turn over delle attività produttive dismesse, sostituite da nuova industrializzazione, è improbabile in assenza di imprese private e di forti iniziative pubbliche, il risveglio commerciale dei vecchi centri “naturali” molto difficile se non etero guidato. La grande distribuzione tradizionale e un polo cinematografico Multisala sono già presenti da anni e non portano significativi vantaggi alla città che al contrario è oppressa dai flussi di traffico da essi generati che incidono pesantemente sull’ambiente e la qualità dell’aria. A questo punto cosa resta alla città per immaginare il suo futuro sviluppo?  Restano a mio avviso due importanti risorse che sono state finora sottoutilizzate perché poco riconosciute come tali: la cultura e il benessere La prima si colloca nel centro della città, la seconda ai margini, tutte e due servite ottimamente da infrastrutture di trasporto che le collegano, da un lato a Milano e dell’altro al territorio nord milanese e brianzolo dove è possibile identificare un grande bacino d’utenza, già in parte coinvolto. Ma per metterle in gioco gli amministratori devono dimostrare di saper volare più alto di quanto hanno fatto finora.

La Provincia ha un Podestà nucleare

Settimana nucleare per il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà che nei giorni scorsi si è dedicato, mettendo alla frusta il suo ufficio stampa, a diffondere l'idea che l'atomo è la base portante del futuro sviluppo della provincia e in particolar modo del Nord Milano. Ha cominciato una settimana fa al convegno "La ripresa economica nella Provincia di Milano tra innovazione e nuovi mercati", lanciando la proposta di localizzare nel "Distretto dell’energia", il territorio ad alta tecnologia individuato dalla Regione Lombardia che coincide in parte con l’Alto Milanese, la produzione di componenti per le nuove centrali nucleari italiane.
“Il referendum del 1987 contro il nucleare ci ha fatto perdere tempo, risorse e competenze in un campo in cui figuravamo all’avanguardia – ha dichiarato Podestà -. Sono favorevole, dunque, all’individuazione di un territorio che possa fungere da incubatore della produzione di componenti per le centrali nucleari da realizzare nei prossimi anni nel nostro Paese”. Questo, naturalmente, non vuol dire che si possa costruire una centrale nucleare nel Milanese perché, si è affrettato a riconoscere Podestà, il nostro territorio è troppo conurbato per poter ospitare un impianto del genere. Meno male.

venerdì 22 ottobre 2010

Il PD in prima linea contro le mafie

Sull'ultimo numero di PD News, la newsletter del Partito Democratico dell'area metropolitana milanese, il segretario Roberto Cornelli, sindaco di Cormano, ha scritto questo intervento che ripubblico volentieri perché illustra tutte le iniziative prese dal partito su questo fronte di lotta. Buona lettura.
La criminalità organizzata è una piaga che ormai da tempo si è infiltrata e strutturata in Lombardia e abbiamo ben chiaro quanto sia importante che le istituzioni, i partiti, le associazioni a tutti i livelli collaborino per arginarla e debellarla.
Il PD e i suoi amministratori pongono una continua attenzione affinché il pericolo di infiltrazioni o collusioni sia tenuto lontano. Ricordiamo, per esempio, che siamo il partito che nelle elezioni regionali di quest’anno ha inviato formalmente alla Commissione Antimafia la lista dei possibili candidati in tutte le Regioni per una valutazione preventiva alla candidatura e che lo stesso faremo a Milano per le elezioni del 2011.
In provincia di Milano abbiamo organizzato come PD un corso dal titolo “Infiltrazioni mafiose al nord Italia e appalti. Conoscere per prevenire”, indirizzato principalmente agli amministratori degli enti locali cui potranno partecipare tutti coloro che sono interessati a dotarsi di strumenti utili per comprendere e combattere il fenomeno mafioso. Abbiamo scelto, insieme ad Avviso Pubblico - Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, che collabora con il PD nell’organizzazione del corso, un taglio pratico affinché gli amministratori possano riconoscere le infiltrazioni mafiose negli appalti e attuare politiche di contrasto anche in vista di Expo 2015.


Falcone e Borsellino: "Ricominciare ad operare normalmente"

l nuovi dirigenti del Circolo Arci che gestisce il centro di aggregazione sociale Falcone & Borsellino si augurano che in tempi brevi sia possibile ricominciare ad operare normalmente e riprendere a lavorare per “rendere vivo e attivo questo luogo di socialità”. Lo scrivono in una lettera inviata a tutti i 700 soci del circolo padernese che ha mantenuto, nonostante la chiusura e le polemiche che ne sono seguite, tutti i programmi avviati la primavera scorsa. In collaborazione con il Comune e le altre associazioni di volontariato, il circolo intende promuovere nuove iniziative finalizzate a migliorare i servizi resi ai soci (ad esempio visite mediche a giorni fissi effettuate da personale sanitario) e approfondire temi di attualità quali la cultura della legalità a Paderno Dugnano. “L’unico vero modo per vincere questa battaglia di civiltà e continuare a riempire questo luogo di vita, di emozioni, di pensieri. In assenza di questo il Centro si ridurrebbe ad essere, appunto, solamente un luogo” concludono i firmatari della lettera, cioè la presidente del consiglio direttivo del circolo, Ideanna Giuliani, e l’assessore Alberto Ghioni.
Non posso che aderire, come cittadino e come iscritto al Circolo Falcone e Borsellino alla richiesta di “ritorno alla normalità”. Per quanto posso fare a questo fine offro al Centro il mio contributo attivo a “riempire questo luogo di vita, di emozioni, di pensieri”, mettendo a disposizione la mia mostra fotografica “Italiani in Bianco e Nero – 1974/1984” che alla fine di questa settimana conclude la sua esposizione al Circolo Arci “La Scighera” di Milano (sopra due immagini della mostra). Sarebbe per Paderno l'occasione di vedere una serie di immagini d'epoca (risalgono a 35 anni fa), che è stato possibile ristampare su carta forografica e non in digitale, grazie alla camera oscura del Circolo Fotografico 80 di Palazzolo. Fotgrafie che rappresentano la realtà sociale italiana di quel periodo e ci mostrano come eravamo. Invito altri operatori culturali padernesi a fare altrettanto offrendo i loro contenuti al circolo.

Maria Grazia Cutuli, un esempio di giornalismo al femminile

La stampa italiana non ha ancora una memoria condivisa della figura professionale di Maria Grazia Cutuli, la giornalista del Corriere della Sera, uccisa a 39 anni in Afganistan nel 2001, sulla quale si continuano a raccontare cose non vere anche ai massimi livelli della categoria. Lo ha denunciato, stupita e amareggiata, Barbara Stefanelli, vicedirettore del quotidiano di via Solferino, intervenendo alla proclamazione dei vincitori della sesta edizione del Premio internazionale intitolato alla collega. “Pochi giorni fa durante un corso di giornalismo organizzato dalla Federazione della Stampa e dal Ministero della Difesa, rivolto ai giornalisti che operano nelle aree di crisi, si è parlato di Maria Grazia come di una freelance che era andata in Afganistan alla disperata ricerca di uno scoop per ottenere un contratto dal Corriere. Morta, insomma, a causa della sua imprudenza. Questo è totalmente falso – ha dichiarato -. Maria Grazia era stata assunta con contratto a tempo indeterminato nel 1999, ed è assurdo, incredibile e penoso dover ribadire ancora oggi, dopo tutto questo tempo, la verità su fatti che chiunque può verificare. E’ stata nominata ‘inviato’ dopo la sua morte in omaggio al suo coraggio e alla sua professionalità, ma già da due anni Maria Grazia era una giornalista del Corriere della Sera. Anche il suo ultimo viaggio verso Kabul era stato programmato con la redazione la sera prima”
L’edizione 2010 del premio ha riservato una sorpresa: per la prima volta la giuria presieduta da Ferruccio De Bortoli, ha premiato solo donne. Quello per la stampa estera è stato assegnato a Cécile Hennion, corrispondente de Le Monde per il Medio Oriente con base a Beirut. Nel 2008, inviata in Irak, è stata aggredita in albergo e ferita a coltellate da uomini armati.

Lotta alla mafia, l'impegno della politica a Paderno Dugnano

Dobbiamo essere grati tutti all’attività di informazione portata avanti puntualmente da Giovanni Giuranna sul suo blog “La scommessa”. Giuranna ha scelto di dedicare il massimo dell’attenzione al tema legalità e in particolare all’emergenza “mafia” che riguarda da vicino il Nord Milano dove l’organizzazione criminale si è infiltrata da molti anni inquinando con la sua presenza l’ambiente, l’economia e la pubblica amministrazione. Egli quasi ogni giorno sollecita tutti noi a puntare gli occhi su questo problema e a prendere coscienza che senza una mobilitazione civile di tutta la società non si potrà sconfiggere il malaffare. Oggi nel suo intervento commenta gli ultimi tre arresti dell'operazione "Il crimine" (la stessa che quest'estate ha portato in carcere 300 persone) che ha riguardato anche la famosa riunione mafiosa a Paderno Dugnano con queste parole: “Contro questa 'economia malata' dobbiamo lottare, con tutte le nostre forze. Non per finta sparando qualche colpo a salve per poter dire agli elettori: "Contro la mafia noi abbiamo reagito, lo Stato c'era, lo Stato ha vinto, evviva la libertà...". Non miriamo basso! I magistrati stanno facendo il loro lavoro, la politica padernese ha dato il via alla Commissioncina antimafia che sta indagando su alcune questioni preliminari, ma dov'è la reazione della società civile di Paderno Dugnano? L'unica iniziativa seria che per ora vedo all'orizzonte è il convegno organizzato dalla Scuola media Allende-Croci in programma martedì 16 novembre. Complimenti agli organizzatori: il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Caniato, e il responsabile della Commissione Legalità della scuola, Prof. Santagada”.
Parole e giudizi più che condivisibili che però difettano di completezza. Non dicono infatti una cosa importante per giudicare e farsi un quadro preciso di questa realtà anche sotto il profilo dell'impegno richiesto alle forze politiche che non può essere disgiunto da quello richiesto alla società civile. C’è infatti una politica che va in piazza a fare scena davanti alle telecamere o che strumentalizza gli eventi per fini di bassa cucina locale e quella che invece lavora concretamente e coerentemente per costruire tra i cittadini coscienza e consapevolezza contro la mafia. Il commento di Giuranna sarebbe stato completo, a mio avviso, se avesse messo in risalto il fatto che gli organizzatori del convegno organizzato alla scuola Allende non sono solo due insegnanti, ma anche due esponenti del Partito Democratico di Paderno Dugnano di cui uno, la preside Antonella Caniato, è anche consigliere comunale del PD (Santagada e Caniato al centro nella foto). Mi chiedo perché tacere questo aspetto non marginale della realtà? Giuranna non può fingere di ignorarla.

giovedì 21 ottobre 2010

Acqua pubblica: la proposta di legge del Partito Democratico

“Siamo qui perché, testardamente, vogliamo occuparci di questioni reali” così Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del Pd sull'acqua pubblica.
La proposta nasce da un giudizio profondamente negativo sul decreto Ronchi, che ha imposto la privatizzazione forzata del servizio idrico integrato togliendo agli enti locali e quindi alle comunità ogni potere di decisione. E da un giudizio altrettanto negativo sul decreto Calderoli, che ha successivamente disposto la soppressione degli Ato (Assemblee di ambito territoriale ottimale) entro il dicembre 2010, creando un’incertezza che impedisce una corretta ed efficiente gestione del servizio.
Dal successo della raccolta di firme per i referendum per l’acqua pubblica arriva una forte e giusta rivendicazione di tutela e di garanzia sulle condizioni in cui viene svolto il servizio idrico integrato. Il Partito Democratico è impegnato nella stessa battaglia e propone un disegno di riforma organica del settore che tuteli la risorsa acqua e la garanzia di un servizio di massima qualità per i cittadini a tariffe eque. Il testo sarà poi sottoposto a una consultazione con gli iscritti, gli amministratori locali, le associazioni dei consumatori, le associazioni ambientaliste, le parti sociali.

Sicurezza stradale: De Nicola ha ragione

Non mi è piaciuta la reazione di Fabrizio Allegro, tecnico del comitato per l’interramento della Rho-Monza e di altri amici padernesi, con la quale è stata accolta la decisione della Provincia di Milano di prescrivere l’obbligo di catene a bordo dei veicoli che transitano sulle strade provinciali nei mesi invernali. I loro commenti affidati al web o ai giornali locali (vedi articolo su Il Giorno di oggi) non sono condivisibili, primo perché sembrano una reazione pavloviana che scatta ormai contro ogni iniziativa presa dall’assessore provinciale De Nicola (era già scattata sui limiti di velocità applicati alla Milano-Meda), secondo perché si afferma che la misura, tesa nelle intenzioni di De Nicola ad aumentare la sicurezza di chi viaggia su queste strade nei mesi invernali, quando neve e ghiaccio sono la regola, sarebbe solo un costo inutile, anzi una nuova tassa scaricata sulle spalle dei poveri automobilisti per coprire i disservizi dell’ente pubblico. Non approvo questo accodarsi alle posizioni populiste che si fanno sentire ogni qual volta il tema della sicurezza stradale entra in rotta di collisione con la libertà di guida degli autodromisti locali. Anche perché contraddice le giustissime proteste sulla sicurezza dei padernesi che vivono nelle vicinanze della Rho-Monza. La sicurezza è un valore da garantire a tutti o no? Inoltre vorrei sottolineare il fatto che le catene per auto costano dai 25 ai 30 euro e che prima o poi uno che vive nel Nord Milano finisce per doverle comprare, anche senza che una norma lo imponga. Insomma, per me De Nicola aveva ragione sui limiti di velocità e ha ragione ancora sulle catene antineve che sono una dotazione necessaria e non un optional. O vogliamo rimettere in discussione anche l'obbligo delle cinture di sicurezza?

Lares: oltre la cassa integrazione ci sono solo parole

Ho ricevuto da Angelo Lupi, tecnico della Lares in cassa integrazione che dal 2009 presidia l’azienda padernese (a sin. nella foto), questo messaggio.
Ciao Carlo, Ti allego un articolo che è apparso sul "Sole 24 ore Lombardia". Sarà anche vero che stiamo usufruendo degli ammortizzatori sociali, ma è anche vero che in un anno e mezzo di lotta i lavoratori Lares, hanno chiesto in tutte le stanze che vogliono lavorare, hanno chiesto di tornare a fare impresa nel territorio, ma dopo il nostro gridare, il silenzio più assordante.Io per esempio, fin dall'inizio di questa storia, sono iscritto al programma di ricollocamento della Afol (Provincia di Milano), più ad altre agenzie per il lavoro, ma in tutto questo tempo non si è fatto vivo nessuno. Che ci sia la crisi? Che quelli della mia età siano troppo vecchi per essere ricollocati? Angelo
Questo il link all’articolo citato http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-19/imprese-dove-cassa-trasformata-172944.shtml  in cui si cerca di sottolineare l'importanza di mettere in atto, a fianco degli ammortizzatori sociali anche le strategie necessarie alla creazione di sbocchi lavorativi. Nell'elenco contenuto nell'articolo figurano anche la Metalli Preziosi e la Lares e per questo i lavoratori di Lares sul loro blog hanno tenuto a precisare alcuni punti che ripubblico di seguito. Buona lettura


L'alternativa verde ci riprova

Basta con il rosso e il nero, il colore del futuro è il verde. Gli ambientalisti ci riprovano dopo decenni di esperimenti (e sostanziali fallimenti) a fare un nuovo partito. In Lombardia l’evento principale di questa iniziativa è la Costituente ecologista che si terrà sabato 23 ottobre nella sala delle Acli in via Conte Rosso a Milano.
Obiettivo ambizioso: cambiare in meglio l’Italia con la riconversione ecologica dell’economia e della società, una scelta non più rinviabile sia dal punto di vista economico che da quello della lotta ai cambiamenti climatici. “La politica industriale del nostro paese è ancorata al passato ed ignora i percorsi di modernizzazione che, invece, costituiscono la base dell’innovazione negli altri paesi europei – dice il leader verde Bonelli -. L’industria automobilistica è in crisi? La risposta più naturale sarebbe quella di riconvertire gli stabilimenti che rischiano la chiusura alla produzione di mezzi pubblici, come già accade in tutta Europa”. Come si vede Bonelli ripropone, senza saperlo forse, parole d’ordine che erano già del sindacato negli anni 70. “Lo stesso avviene per quanto riguarda l’energia. Tutto il mondo investe con forza sulle rinnovabili che sono le energie del futuro. L’Italia berlusconiana decide di fare un doppio salto mortale all’indietro verso il nucleare – afferma - Basterebbe ridurre le spese per gli armamenti (l’Italia spenderà dei prossimi anni oltre 40 miliardi di euro) per avere risorse per le politiche sociali e per l’ambiente, per le rinnovabili e per la messa in sicurezza di un territorio che cade a pezzi”. Anche qui niente di nuovo. Basti ricordare l’esortazione di Pertini di 30 anni fa: "svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai", antico slogan socialista.
Insomma i Verdi ripropongono oggi come "moderne", vecchie, se non vecchissime parole d’ordine della sinistra proprio per dire che “bisogna superare gli schemi classici di destra e sinistra e guardare avanti”. Gli esempi: la brasiliana Marina Silva, i Grunen tedeschi di Cohn Bendit. E il luogo nuovo dove costruire la nuova proposta politica verde, che si riassume nello slogan "green economy", è il web, superando la forma partito tradizionale, perché i luoghi della democrazia oggi sono solo quelli virtuali.
A me sembra un po' troppo facile e "vecchia" come analisi della realtà per essere credibile. Il suo punto di forza mediatico  è la parzialità e la semplicità. Che poi si riveli anche pagante politicamente è tutto da vedere. Comunque auguri.

mercoledì 20 ottobre 2010

Giovani: Alparone organizza gite turistiche con happy hour alcolica

 Molti, io per primo, si sono chiesti in passato e si chiedono ancora: cosa fa per i giovani questa giunta? E in particolare cosa fa l’evanescente assessore ai Giovani per i suoi amministrati? Ieri un comunicato stampa del Comune ci ha illuminato fornendo finalmente delle risposte alle nostre ansiose domande. L’Assessorato alle Politiche Giovanili, Eventi e Promozione squarcia il velo di mistero che si era creato attorno alla sua esistenza in vita, passa all'azione e assume ufficialmente il ruolo che gli è stato affidato dall’amministrazione berluscoleghista: l’animatore del villaggio turistico alparoniano.
Con il pretesto virtuoso quanto improbabile della “educazione alla sicurezza stradale” ha deciso di organizzare (tramite una sedicente associazione culturale messa in piedi dalla destra subito dopo la presa del potere) una bella gita con pranzo ed happy hour musicale riservata ai giovani. Meta della gita, programmata per fine novembre e pomposamente definita “un contributo formativo alla guida responsabile”, il Museo della Ferrari a Maranello, che è in pratica come portare dei giovani alcolisti in visita a una distilleria di whisky scozzese. “In ricordo delle vittime della strada vogliamo vivere una domenica positiva dove il brivido per la velocità sia solo legato al mito sportivo della Ferrari” scrive nel serioso comunicato sciuretta Caldan. Costo della bella giornata 39 euro, tour del lodigiano e sosta nella ridente cittadina di Zelo Buon Persico compresi.
Ecco, questa è la politica giovanile della giunta autodromista guidata dal pilota Alparone e la cultura che ci sta sotto è sempre quella prevedibile, cioè a metà strada tra l’oratorio e il bar sport. Cari giovani padernesi è di questo che avevate bisogno per non morire di noia?

martedì 19 ottobre 2010

Consigli di Quartiere: arriva il comitato. L'ennesimo.

Oggi ricevo da Emiliano Abbiati questo messaggio che mi segnala la nascita di un nuovo “comitato”. Questa volta dedicato al controllo e al monitoraggio del funzionamento formale dei Consigli di Quartiere (aperture, orari, ecc). Ecco il testo:

Recenti fatti di cronaca sui consigli di quartiere (tra cui quelli relativi alla Leva 91) ci hanno portato a cercare di creare un gruppo di cittadini disposto a monitorare il loro funzionamento: chiunque può partecipare, basta anche solo andare una volta al mese a controllare che il consiglio sia aperto nella data prevista. Fatti che sembrano banali, come tenere aperto nei giorni previsti, leggere le mail che arrivano, rispondere alle domande dei cittadini non sono più una cosa scontata.
Cercheremo di monitorare e segnalare anche gli atti di buona volontà dei consigli di quartiere, come le recenti intelligenti innovazioni di quello del Villaggio Ambrosiano.
L'Osservatorio è aperto a tutti, di qualunque credo politico: per partecipare basta anche farci sapere alla pagina del gruppo facebook se, andati a una riunione aperta ai cittadini del proprio quartiere, si e trovato aperto o chiuso o anche solo se si è ricevuta o no una risposta a una mail mandata a un quartiere o a un consigliere di quartiere. A gennaio speriamo di pubblicare on line il primo dossier annuale.
Curiosa iniziativa, ho pensato, poi ho seguito il link indicato
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_168339693176894&view=members e ho verificato che si tratta, sì di un nuovo gruppo di pressione, ma formato dai soliti noti: due giornalisti locali interessati a farne una notizia più tre o quattro persone che già partecipano a molti degli altri comitati cittadini (acqua, inceneritore, Rho-Monza, ecc). E l'entusiasmo è  un po' venuto meno.
ps. una curiosità, quali sarebbero le "intelligenti innovazioni del Villaggio Ambrosiano"?

Territorio: da Bogani nessuna risposta, il dialogo non esiste

“Come si prevedeva le risposte sono state: siamo in carica da un anno e qualche mese lasciateci studiare il territorio vedremo terremo conto di quello che avete suggerito e rivolto come sempre alla precedente amministrazione, che gli aveva fatto notare che c'erano anche loro all'opposizione, Bogani ha risposto: voi non siete riusciti in cinque anni ad approntare il PGT, dateci tempo, (con molto aggressività). Conclusione: sempre colpa degli altri dateci tempo vedremo ecc..”.

Questo secondo la nostra lettrice Silvia, in estrema sintesi, il risultato dell’incontro organizzato giovedì scorso alla Biblioteca Tilane sul tema. “Consumo del territorio”. Chi si attendeva di più dalla presenza di Bogani, titolare per l’amministrazione della partita, è rimasto deluso. Chi invece, come lei, non si aspettava molto di più del solito traccheggiare, ha avuto ragione. Del resto con questa amministrazione a pensare male si fa (forse) peccato, ma quasi sempre si indovina.
Anche altri miei informatori presenti alla serata mi hanno assicurato che Bogani per l’ennesima volta non ha detto niente. Perché evidentemente non ha (ancora) niente da dire. Perché non è certo lui a fare il PGT e il confronto politico può avvenire solo se chi discute idee e opzioni diverse ha in comune un linguaggio e una cultura amministrativa e tecnica, oltre che una proposta seria da fare. Cosa che la giunta finora non ha mai dato l’impressione di avere, mentre il centro sinistra delle linee guida e dei punti fermi in tema di territorio li ha e li ha già dichiarati.
Quali sono le idee di Bogani, del suo sindaco e della sua giunta sul PGT? Non lo sa nessuno. Dobbiamo per ora contentarci di leggere le cose che egli ha ufficialmente scritto sull’argomento (il programma elettorale della Lega e il documento di presentazione del Piano Casa ad esempio). Nel ducumento del 2009 rivelava di non avere un’idea chiara delle cose di cui parlava, nel secondo testo invece tratteggiava un’idea di città francamente inaccettabile. L’impostazione della “città per comparti” (qui si abita, qui si lavora, qui si fa sport, qui si studia, qui si fanno gli acquisti), infatti, oltre ad essere culturalmente ferma agli anni ’50 del secolo scorso, è contraria alla natura stessa delle città che sono da sempre miste, residenziali, commerciali, artigianali e produttive.

lunedì 18 ottobre 2010

Francia-Italia: due idee di sinistra

“Che differenza con l’Italia – mi dice Roberto indicando la piazza piena di gente e bandiere – guarda cosa succede qui quando il governo vuol alzare l’età minima per andare in pensione a 62 anni e massima a 67 anni. Da noi invece, ci sono dei leader sindacali minoritari che arringano la gente affermando con enorme arroganza e irresponsabilità: ‘10,100,1.000 Pomigliano’ in odio alla CGIL che continua a raccogliere la stragrande maggioranza dei lavoratori. Qui è tutta la società, studenti, famiglie, che lotta per difendere i diritti, da noi ci sono dei sindacalisti che credono giusto ridurre i diritti in cambio di un posto di lavoro sempre più precario e non contrattabile”.

Nella piazza che si affaccia sul Vieux Port sfila il lungo corteo degli studenti e dei lavoratori de La Rochelle, città industriale francese che si affaccia sull’Atlantico. In testa i pensionati che gridano nel microfono degli altoparlanti “40 ore sono già troppe.." Proprio come succedeva da noi fino a non molti anni fa. Gli studenti protestano anche perché un ragazzo giovedì scorso è stato colpito in faccia e ferito seriamente da una pallottola di gomma sparata da un poliziotto.
Roberto è un tecnico della Alstom che sta seguendo la costruzione dei primi cinque treni ordinati alla grande azienda francese dalla società di Montezemolo fondata per fare concorrenza alle Ferrovie dello Stato nel mercato del trasporto passeggeri in Italia. Treni modernissimi e superveloci che rappresentano i primi di una trentina di convogli, che verranno tutti costruiti a La Rochelle. “Gli operai francesi mi sfottono. Mi chiamano ‘Berlusconi’ come un tempo dicevano 'macaronì' e mi ridono in faccia. Poi seri mi chiedono: ‘ma perché non li costruite in Italia i vostri treni; non siete capaci?’- Io gli dico che non è vero, siamo bravissimi a fare treni e cito quelli delle nuova metropolitana di Copenaghen costruiti da Finmeccanica. Ma loro insistono: ‘Se è così, perché non li ha costruiti la vostra azienda?’. Il cliente è un’impresa privata, fa quel che vuole, ribatto, è la legge del mercato. Allora mi guardano con vero compatimento e chiedono: ‘Il mercato per i vostri treni? Ma non avete un governo?’. E io non so più cosa dire”.
In Francia la sinistra sarà vecchia, ma evidentemente sa ancora da che parte stare se si tratta di difendere i diritti delle persone più deboli. Da noi invece è moderna, si vuol fare carico dei lavoratori, ma anche dell’impresa, perché gli operai non sono più la classe generale, dicono i nuovi riformisti, perché non ci sono più le classi.
Beati i lavoratori francesi. Come li invidio.

giovedì 14 ottobre 2010

UDC: alle critiche la destra risponde con gli insulti. Come sempre

Quello che non mi è mai piaciuto di questa destra padernese è l’aggressività esagerata che ha dimostrato fin da subito nei confronti degli oppositori, anche dei più moderati. Leggere i commenti che i lettori del blog Paderno 7 (schierato con la destra), hanno riservato alla notizia del confronto critico tra il segretario cittadino dell’UDC, Pirovano, e il segretario cittadino del PdL, Torraca, è illuminante perché dimostra come questa maggioranza (soprattutto il PdL), non cerca di dialogare e discutere, tenendo conto delle osservazioni, ma tenta invece subito di schiacciare qualsiasi manifestazione di dissenso, ricorrendo anche agli insulti personali o quasi. E tra i leader politici e i loro sostenitori non c’è diversità di comportamenti e di espressioni a dimostrazione che il cattivo maestro ha gli scolari che si merita. Cito un commento su tutti, quello di un tale Alfredo che trasuda una forte dose di livore e ignoranza (nel senso che ignora quello di cui parla): “Ma poi chi sarebbe questo Pirovano? Da dove è saltato fuori? A quanto leggo è il segretario cittadino UDC, ma su Paderno ha mai fatto qualcosa? O è saltato fuori dal nulla? Ba…solite storie della politica, per farsi notare sputano sentenze che già altri hanno fatto. Ben fatto il PdL a rispondere a tono” , scrive.
Pacatamente Efrem Maestri ha cercato di spiegare all’inclita guarnigione che: “Dario Pirovano è stato Consigliere Comunale per la Democrazia Cristiana dal 1975 al 1990, nel 1975. E’ stato uno degli 8 membri della Commissione per il Decentramento. Quest’ultima, tre anni dopo, ha ideato i 6 Consigli di Quartieri (che nel 1995 sono diventati 7). Dario Pirovano è stato anche Segretario Cittadino della Democrazia Cristiana”. Cioè non uno qualsiasi, ma un cittadino noto e stimato in città, un esponente politico di primo piano, un ex amministratore di lungo corso che ha dedicato molti anni della sua vita allo sviluppo di Paderno Dugnano.