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domenica 19 ottobre 2014

CCIRM; difendiamo gli ultimi alberi di via Battisti

Ricevo da Luigi Lunardi, del CCIRM questo appello alla resistenza e alla difesa degli ultimi alberi che Sarravalle non ha ancora distrutto. L'appuntamento è per domani mattina presto in via Battisti, angolo  via Trieste.




Nell’ultima settimana  abbiamo chiesto a tutti , Serravalle e, quindi, Fincosit, Collini, Sogelma, (l’Ammnistrazione comunale ha  avuto la comunicazione in copia), Prefettura, Provveditorato alle opere pubbliche di Lombardia e Liguria, di fermare la distruzione degli ultimi metri di casa nostra, in attesa del pronunciamento del T.A.R. , previsto nei prossimi giorni. 
Nessuno, NESSUNO ha avuto il coraggio, il fegato, l’intelligenza e la lungimiranza di imporre un atto di buon senso  che un bambino di 6 anni non avrebbe avuto alcuna difficoltà a fare suo.  Ancora una volta  tocca ai cittadini opporsi concretamente al disastro, nel tentativo estremo di salvare il salvabile. Sarebbe veramente paradossale , tragico e ridicolo allo stesso tempo   se,  il giorno dopo il taglio degli   ultimi alberi,  il T.A.R. dovesse pronunciarsi per la sospensione dei lavori. E ancora una volta tutto avviene nel silenzio  totale delle istituzioni e nell’isolamento, di fatto, dei cittadini.   Ecco, quindi,  che  si replica. A Luglio con la collinetta,  domani  con Via Battisti/Trieste. 
A Luglio per contenere  al minimo la recinzione e la distruzione della collinetta,  domani per sperare nel  T.A.R. Fincosit era pronta a tagliare gli alberi lunedì scorso. Questo non è avvenuto perché  i  cittadini , I CITTADINI si sono opposti , vigilando costantemente sul territorio  mentre pochissimi, purtroppo, rappresentanti politici locali,  che ringraziamo, hanno cercato di supportarci “nelle stanze del potere”. Dall'amministrazione comunale, dopo l'ultimo comunicato roboante del 19 Settembre, il silenzio.
La tregua, se così possiamo chiamarla, per quanto è dato conoscere, è scaduta e  domani  si ricomincia. Quindi, per chi ancora crede nella giustizia, per chi ancora crede nel sogno dell’interramento, per chi non accetta i soprusi  reiterati  del “potere”  e ha ancora energia e fede per opporsi e resistere, l’appuntamento è  domani in Via Battisti/incrocio via Trieste fin dal mattino presto, molto presto. Forse perderemo, forse no. Sarà stato comunque un grande esempio di resistenza civile e di riscoperta di valori umani e civili di solidarietà che ci hanno arricchito.
A domani.
Luigi

martedì 14 ottobre 2014

CCIRM: "basta col taglio degli alberi il presidio continua"

il CCIRM tramite Luigi Lunardi ci ha inviato copia della lettera che, nella tarda serata di Domenica 12/10, il Comitato ha  inviato a Serravalle e in copia conoscenza al Sindaco Alparone. I cittadini stanno intanto proseguendo con il presidio ad oltranza per opporci al taglio degli ultimi alberi della zona.




mercoledì 16 luglio 2014

Partecipazione nei Quartieri: la maggioranza comunque la vorrebbe

Si è chiuso oggi il mini sondaggio promosso dal nostro blog nei giorni scorsi  per avere dai lettori qualche indicazione sul futuro della partecipazione a partire dagli organismi di quartiere.
Quest'anno come tutti sanno non si sono tenute le elezioni dei rappresentanti nei Consigli di Quartiere come avveniva dal 1978. 
La destra che non li ha mai voluti, ha fatto di tutto nei cinque anni del suo  primo mandato per svuotarli di contenuti e competenze, li ha sempre usati come passerelle gratuite per assessori e Sindaco e poco altro. Il centro sinistra all'opposizione dal canto suo non ha fatto molto per difenderli.
Le domande proposte ai lettori dal sondaggio erano tre: con quali organismi si dovrebbero sostituire i vecchi "parlamentini": 1) comitati di cittadini residenti, autocandidati, votati ed eletti dai cittadini sulla base dei loro progetti personali di gestione delle nuove strutture 2) comitati di cittadini candidati da partiti e associazioni di volontariato, culturali, sportive e di categoria ed eletti dai cittadini sulla base dei loro progetti di gestione delle nuove strutture. 3) non sostituire i vecchi consigli con nessun organismo di gestione.
Le risposte sono state poche e certamente non sufficienti per ritenerle indicative. Le riporto pertanto a puro titolo di curiosità. I voti espressi sono stati in totale 23. Di questi, 10 erano totalmente negativi: non si doveva creare nessuna nuova struttura di partecipazione.
13 invece hanno chiesto una nuova forma di partecipazione organizzata: 8 con l'elezione di cittadini autocandidati, 5 con l'elezione di cittadini candidati da partiti e associazioni.
Una maggioranza di cittadini dunque li vorrebbe perché crede nella partecipazione. A questi, il centro  sinistra, che ha fatto della partecipazione un valore fondante, deve in tempi brevi un cenno di risposta.


sabato 12 luglio 2014

Consigli di quartiere: che vogliamo fare?

Come  forse qualcuno di voi ha notato nei giorni scorsi ho lanciato un mini sondaggio sul blog con il tema "Consigli di quartiere, che fare per il  futuro?".
Le risposte alle tre proposte di partecipazione offerte dal sondaggio nei tre giorni precedenti sono state molto poche: 13 in tutto. Le prime due proposte riprendevano quelle emerse dal confronto sul tema che si era tenuto questa estate (settembre 2013) all'interno  dell'iniziativa "Idee Comuni". La terza proposta era di non farne niente e lasciare il vuoto creato nei quartieri  dalla giunta Alparone.
Le 13 risposte non possono certo rappresentare un campione significativo, del resto mancano ancora tre giorni alla conclusione del sondaggio e prima di dare i risultati preferisco attendere, ma già questa carenza di risposta la dice lunga sull'interesse che il tema raccoglie in città e non è un segnale positivo se si considera il livello di democrazia espresso dai circa 250 cittadini che in media leggono il mio blog.
Spero che in questi tre giorni arrivino altre risposte in modo da rendere più interessante il risultato che comunque sarà un indicatore per chi vorrà dedicarsi a promuovere soluzioni innovative di gestione locale del territorio cittadino.

giovedì 10 luglio 2014

Collinetta Rho-Monza: diario di bordo


Ricevo  dalla consigliera Michela Scorta (PD) alcune impressioni sulla giornata di oggi alla manifestazione della Collinetta. Mentre il Sindaco si parla addosso i cittadini che amano davvero Paderno fanno quello che dovrebbe fare lui.
Diario di Bordo
Mattina importante al presidio della RHO-MONZA. Alla collinetta si sono presentati i tecnici di Serravalle accompagnati dalla forza pubblica per cominciare a transennare la collinetta e l'area circostante. E' partito un tamtam su cellulari e internet e ci siamo trovati in molti stamattina ai piedi della collinetta. Nella tarda mattinata è arrivata anche la RAI a cui abbiamo ribadito che i cittadini di Paderno Dugnano non si oppongono all'ampliamento dell'arteria, ma chiedono che un BREVE tratto sia interrato, all'unico fine di salvaguardare la salute, non solo propria, ma anche dell'intera cittadinanza (anche di quella parte che non ha compreso i rischi di una tale opera).
Non credo possibile riportare il contributo di tutti, ma oggi si è visto (e spero di non dovermi smentire dalla visione dei blog serali) una vera unione d'intenti. Da parte mia, mi sono preoccupata che le verifiche della documentazione - in base alla quale Serravalle pretendeva di accedere all'area - fossero state effettuate (tra l'altro, la delibera mostrata recava una data risalente al passato), cosicché a Serravalle è stato chiesto di portare gli atti pertinenti, arrivati in tarda mattina (ne chiederò copia in qualità di Consigliere, laddove comunicati al Comune). Altri hanno controllato la correttezza degli "avvisi" esposti, altri hanno chiamato la RAI, altri ancora hanno illustrato le ragioni del comitato; tutto ciò al fine di accertare la regolarità delle attività poste in essere stante l'incertezza informativa che avvolge il problema. Tutti ci siamo confrontati con la forza pubblica, alla quale deve essere riconosciuto di avere dato prova di professionalità e di capacità di valutazione della situazione.
Passato mezzogiorno, è giunta la notizia che un piano "B" - per quanto temporaneo e non ancora formalizzato - esiste. L'aggiornamento è stato comunicato dall'Onorevole Ezio Casati appena uscito dalla riunione tenutasi sul tema.
C'erano tutti salvo i rappresentanti dell'attuale Amministrazione, per quanto gli stessi abbiano dichiarato di essere contrari a questa opera così come oggi progettata. Da Consigliere Comunale - ma prima ancora COME CITTADINA - credo che oggi anche i rappresentanti dell'Amministrazione avrebbero dovuto essere presenti al presidio,
- non solo perché lì c'era un pezzo di città,
- non solo perché l'impegno sociale che queste persone spendono TUTTI I GIORNI, va a vantaggio dell'intera comunità di Paderno Dugnano,
- non solo perché questi cittadini concordano con l'Amministrazione sul fatto che quest'opera non possa essere fatta così come attualmente progettata,
ma anche perché
- le attività di verifica, interlocuzione e gestione della situazione odierna costituisce un compito dell'Amministrazione a cui i cittadini e i Consiglieri si sono sostituiti, mancando i diretti investiti del ruolo.
Oggi (anzi, anche oggi) era palpabile la preoccupazione dei cittadini per dovere lottare contro l'eventualità che si verifichi un danno grave tristemente preannunciato e la fatica di farlo contro l'indifferenza di chi dovrebbe tutelarli e per primi essere al loro fianco.
Una cosa è certa tuttavia che, nel pieno rispetto della legalità, saranno messe in campo tutte le azioni possibili affinché i diritti siano tutelati, primo fra tutti quello alla salute.

Michela Scorta

Collinetta: mobilitazione generale


Ore 8.04,  squilla il telefonino, è Lunardi che lancia l'allarme: arrivano alla collinetta, mobilitazione generale. Faccio  appena in tempo a pubblicare la notizia sul  blog e sono  subito fuori, con mia moglie che mentre guida verso l'Unes  mugugna perché stamattina devo andare all'ospedale San Carlo  per parlare con l'oncologo del  mio tumore. Ma io non l'ascolto anche se ha mille ragioni. 
Sotto la collinetta siamo già una trentina e poco  distante davanti all'Unes comincia a suonare una sirena mentre mi dicono che anche il campanile di Paderno ha cominciato a suonare a martello.
La Paderno civica e politica migliore sta arrivando a piccoli gruppi, dei consiglieri comunali mescolati tra la gente riconosco Caniato, Abbati, Scorta, Caputo (due avvocati venuti a vedere e prestare se necessario assistenza legale), molti militanti  e candidati non eletti di Insieme per Cambiare e Sinistra per Paderno Dugnano-bene comune, molti iscritti alle associazioni che da anni difendono il  territorio e sostengono il Comitato. 
Gli operai dell'impresa incaricata dei lavori di recinzione vorrebbero entrare superando la
sbarra che chiude l'ingresso della collinetta, il tenente dei  Carabinieri ci chiede di lasciarli entrare, gli rispondiamo che dovranno spostarci fisicamente perché (alle 9.30 siamo ormai più di un centinaio) non intendiamo muoverci. Siccome ci hanno detto che occupare il marciapiede è un reato cominciamo  a fare una manifestazione mobile andando su giù sul marciapiede davanti alla sbarra.
Sono arrivate intanto le  dieci e mezza e io devo andare a casa per poi andare all'ospedale. Mi incammino mentre il frastuono delle pentole eccheggia sulla rotonda e copre anche il rumore del traffico. Questo è  quello  che vi posso raccontare per ora.  Quando avrò altre notizie dal fronte ve le darò.

mercoledì 9 luglio 2014

Rho-Monza: presidio e manifestazione all'UNES


Stamattina è continuato il presidio della collinetta da parte di un gruppo di militanti del Comitato per l'Interramento della Rho-Monza. Un presidio pacifico con intenti informativi per i cittadini. Nel pomeriggio altri padernesi verranno a sostituirli fino a sera. Dalle 21 in poi inizierà l'annunciata manifestazione a suon di pentole che si è data appuntamento al parcheggio dell'UNES e coinvolgerà anche i residenti delle case che si affacciano sul supermercato, da un anno divenuto il centro della protesta contro il "mostro". Inutile dirlo, ma ripetere giova, è importante essere numerosi e rumorosi. 

lunedì 16 giugno 2014

La solidarietà dei cittadini, la violenza dell'amministrazione locale

Ricevo  e trasmetto questa notizia da parte di mio figlio,laico come me, ma che comunque una sera alla settimana va all’oratorio a insegnare un po’ d’Italiano agli extracomunitari. Ciao
Pierino Favrin
Le due facce della medaglia
C’è un ragazzo al semaforo  tra la Comasina e la via Canova ( Cassina Amata ).
Ha 28 anni si chiama Aktar Hussain e viene dal Bangladesh.
Ha una moglie ed un figlio di quasi quattro anni  che vede una volta all’anno quando torna per rinnovare il visto per il nostro Paese.
Vende le rose agli automobilisti per 1 €uro e ti regala un sorriso gratuitamente.
Sabato scorso 7 giugno verso le 17.00 si è fermata una macchina rossa, una signora l’ha chiamato e gli ha regalato una borsa di generi alimentari e 2 €uro.
C’è lo stesso  ragazzo al semaforo tra via Canova e la Comasina  .
Domenica scorsa 8 giugno si è fermata una macchina sono scesi due individui che gli hanno preso le rose ( 27 ) e gliele hanno rotte.
Erano due vigili urbani .
Saranno felici costoro di aver potuto esercitare il loro meschino potere da aguzzini con chi vende una rosa per 1 €uro  e regala un sorriso.
Se vi capita di vederlo pensate che dopo di voi potrebbe passare una pattuglia della nostra polizia municipale e rischiereste di restare senza rosa.
Io divulgherei  questo racconto. E’ ora che la gente sappia che siamo fortunati ad avere chi si occupa con tanta solerzia della nostra sicurezza e della nostra incolumità.
Marco Favrin

venerdì 28 febbraio 2014

Sinistra per Paderno Dugnano e la sicurezza partecipata della città

La sicurezza della città, per la Lista Civica Sinistra per Paderno Dugnano, è un valore da difendere ed affermare. Servono nuovi strumenti di prevenzione e un nuovo approccio al problema per tutelare la sicurezza dei cittadini e migliorare la qualità della vita sul territorio. 
Nessuna politica è possibile se non parte dalla conoscenza. Pertanto bisogna iniziare realizzando un "Rapporto sulla Sicurezza" che raccolga e analizzi i dati sulla criminalità locale per individuare le emergenze alle quali dare risposta. 
I cittadini sono i primi e i più sensibili "sensori" dello stato di salute sociale della città e come tali vanno considerati e coinvolti dall'amministrazione nella elaborazione delle politiche di sicurezza. Occorre aprire uno "Sportello" attivo 24 ore su 24, dotato di una task force di pronto intervento che raccolga le segnalazioni dei cittadini realizzato in collaborazione con le associazioni, le parrocchie, le scuole e le organizzazioni di quartiere.
La Polizia Locale deve lavorare in collaborazione con i cittadini all'interno di un progetto integrato e partecipato di sicurezza che verrà elaborato dall'amministrazione e discusso con i quartieri, le associazioni, le forze politiche e sociali del territorio che devono partecipare alla sua definizione fin dalla fase progettuale   .
La sicurezza dei luoghi di lavoro e dell'ambiente. Anche qui bisogna  partire dai dati. La città non ha piena consapevolezza di essere già oggi una discarica di sostanze tossiche e nocive (inceneritore, Eureco, Metalli Preziosi, Leganti Naturali, ecc) che è necessario mappare, ad esempio con il censimento dell'amianto e delle attività a rischio, coinvolgendo le famiglie in questo rilevamento capillare.
E' necessario mappare le aziende che vanno periodicamente controllate e di cui va monitorata la correttezza dell'attività senza delegare a organismi sovracomunali questa funzione. Ci sono infine le bonifiche da fare, che vanno poste a carico di chi ha creato l'inquinamento, e programmate. 

venerdì 17 gennaio 2014

Villaggio: "basta con gli esperimenti sulla nostra pelle, abbiamo già dato"

"Leganti Naturali, no grazie" così si chiamerà, come la pagina facebook del Gruppo che da un mese è il punto di incontro e di scambio delle informazioni dei cittadini , il nuovo Comitato per la difesa dell'ambiente e della salute di Paderno Dugnano. 
Dopo quello per l'Interramento della Rho-Monza, dopo quello NoInceneritore (che si voleva costruire sempre al Villaggio Ambrosiano), dopo quello a difesa delle famiglie delle vittime e dei lavoratori Eureco, dopo l'Associazione Esposti Amianto e quelli per l'acqua bene comune e contro il nucleare. Basta enumerarli per rendersi conto di come la nostra città, i padernesi e il territorio siano continuamente assediati da avidi predatori, la maggioranza dei quali hanno il volto delle istituzioni che li sostengono e favoriscono nella loro attività predatoria. 
Inceneritori, autostrade, impianti di trattamento scorie e rifiuti pericolosi, sono lucrose attività economiche che devastano l'ambiente, inquinano le persone grazie alle autorizzazioni degli enti locali che dovrebbero tutelare i cittadini e difendere i loro diritti, mentre invece non fanno altro che favorire e promuovere il business costruito sullo sfruttamento dei nostri beni comuni.
Ieri sera all'assemblea organizzata al Villaggio Ambrosiano da Jenny Carbone e Nicoletta Romano, che da un mese sono le animatrici della protesta, l'assemblea dei cittadini (circa 300) riuniti nella sala parrocchiale, ha dato loro mandato di costituire il Comitato che avrà il compito di vigilare sull'impianto della Leganti Naturali, sull'eliminazione dell'inquinamento dell'aria e sulla rimozione delle scorie inquinate che non dovevano mai arrivare al Villaggio e ci sono state portate con l'inganno violando tutte le norme e le leggi in materia.
All'assemblea gli interventi dei cittadini hanno ribadito con forza la richiesta di portare via le scorie dal quartiere e di chiudere l'impianto che ha dimostrato di non funzionare come aveva promesso di fare il suo titolare. Il quale per sua stessa ammissione dice di non sapere bene come uscire da questa situazione che non è stato in grado, per imperizia, imprudenza o incompetenza, di prevenire.
All'incontro hanno partecipato oltre al Sindaco, Marco Alparone, l'assessore all'Ambiente, il presidente del Consiglio Comunale e una folta rappresentanza di consiglieri ed esponenti politici padernesi. Il Sindaco si è offerto doverosamente al confronto e al dibattito rispondendo alle domande pressanti dei cittadini in sala, cosa che avrebbe dovuto fare subito, ai primi di dicembre, quando questi avevano con tempestività segnalato e denunciato l'inquinamento. 
Ha difeso il suo operato istituzionale scaricando giustamente la maggiore responsabilità dell'accaduto su chi doveva controllare e garantire la correttezza dell'autorizzazione ambientale concessa all'azienda, la Regione Lombardia, e invece non l'ha fatto. Ha rivendicato il lavoro fatto dal 27 dicembre fino ad oggi, fino all'ultimatum dato a Regione, Arpa e azienda che devono risolvere definitivamente il problema entro il 10 febbraio, eliminare ogni inquinamento e mettere in sicurezza l'impianto e il quartiere. Ha ricordato di avere provveduto ad autotutelare il Comune inviando tutto il dossier"Leganti Naturali" alla Magistratura che dovrà indagare sul "giallo dell'ammoniaca" per scoprire come e perché sia finita nelle scorie uscite dall'inceneritore di Brescia. 
Ma ha glissato sulla lunga, troppo lunga copertura da lui offerta alla Regione Lombardia che ha impiegato un  mese per fare quello che doveva fare immediatamente come prima cosa: analizzare le scorie, scoprendo che non  erano quelle autorizzate e rimuoverle dall'impianto. 
Ha glissato soprattutto sulle accuse di strumentalizzazione politica e allarmismo da lui lanciate contro i cittadini che i fatti hanno dimostrato avevano invece ragione da vendere e sono rimasti inascoltati per troppo tempo. Se spera che di questo i cittadini si siano dimenticati e si dimenticheranno presto temo che si sbagli di grosso, a meno che non impronti d'ora in avanti il suo comportamento di amministratore a una totale trasparenza e non li coinvolga alla pari nella gestione dell'emergenza
Il neonato Comitato intende infatti vigilare strettamente su quanto succederà da oggi alla conclusione di questa brutta storia,  e pretende giustamente di venire riconosciuto dal sindaco come un interlocutore privilegiato da coinvolgere nell'attività di ,monitoraggio delle operazioni di risanamento di quella discarica di rifiuti speciali che di fatto è diventata la Leganti Naturali.
Nei prossimi giorni infatti inizieranno, sotto il controllo dell'Arpa (un ente tecnico che alla prova dei fatti si è dimostrato inaffidabile) delle operazioni ancora una volta sperimentali tese a tentare di separare l'ammoniaca e portarla a smaltire altrove dilavando le scorie che poi potranno venire inertizzate legandole al cemento. Ancora una volta un'operazione a rischio sull'esito della quale nessuno, a cominciare dal proprietario dell'azienda, è disposto a giurare. E che dovrà essere l'ultimo esperimento perché i cittadini del Villaggio Ambrosiano l'hanno gridato chiaro e forte: basta con l'inquinamento,chiudere l'impianto della Leganti Naturali, portare via le scorie subito: il quartiere ha già dato.

lunedì 6 gennaio 2014

Inquinamento: al tavolo tecnico devono partecipare anche i cittadini

Il blog "Paderno 7", portavoce non ufficiale dell'amministrazione comunale, ci ha informato che il 3 gennaio scorso si è svolto un Tavolo Tecnico tra Comune, Arpa e Asl sull'inquinamento provocato dalla società Leganti Naturali al Villaggio Ambrosiano.
Da quell'incontro non sono però uscite soluzioni concrete e il "tavolo" sarebbe stato riconvocato mercoledì 8 gennaio. Sul blog, a questo proposito, si legge: "Comune e ARPA hanno ritenuto parziale la documentazione della Leganti Naturali in merito alle richieste del Sindaco per l’eliminazione degli odori: alla prossima riunione dovrebbero partecipare alcuni tecnici della Leganti Naturali Srl con lo scopo di illustrare accorgimenti tecnici efficaci affinché si arrivi alla soluzione definitiva del problema".
Il sindaco Alparone continua a non voler coinvolgere in questa vicenda i suoi amministrati che da oltre un mese protestano contro l'inquinamento provocato da un'azienda autorizzata dalla Regione. La prudenza dovrebbero invece consigliarlo, di fronte all'inaffidabilità di questi soggetti pubblici e privati, ad aprire il Tavolo Tecnico ai cittadini e ai loro rappresentanti. I fatti hanno dimostrato abbondantemente che tutte le scelte e le decisioni in merito alla Leganti Naturali prese finora dagli enti locali, hanno provocato solo danni alle persone e al territorio.
Consultare i padernesi e coinvolgerli nelle soluzioni possibili dell'emergenza ambientale risponde ad un elementare dovere di trasparenza e di democrazia.

venerdì 3 gennaio 2014

Villaggio: i cittadini devono parlare con il loro Sindaco non con Cornelli

La lotta dei cittadini del Villaggio Ambrosiano contro l'inquinamento provocato dalla Leganti Naturali e dal suo impianto di trattamento ceneri, rischia di prendere una direzione sbagliata che va corretta subito se si vuol dare uno sbocco positivo alla vicenda.
L'incontro di ieri tra Jenny Carbone, l'animatrice della raccolta di firme di 1000 cittadini e della manifestazione davanti alla fabbrica del 27 dicembre, e il Sindaco di Cormano è stata a mio avviso un'iniziativa giusta e sbagliata insieme.
Giusta perché abbiamo visto un'istituzione locale interessarsi e ascoltare direttamente le richieste dei cittadini per dare insieme a loro soluzione a un grave problema che riguarda tutto il territorio. Sbagliata perché i cittadini del Villaggio hanno richiesto e ottenuto l'incontro con il Sindaco di una città vicina, Cormano, ma non hanno fatto altrettanto con il loro sindaco, cioè con il primo cittadino di Paderno Dugnano.
Questo è purtroppo il risultato di due errori di impostazione di un corretto rapporto politico tra amministrati e amministratori. I cittadini del Villaggio non possono rinunciare a un confronto diretto e privilegiato con il loro primo cittadino che hanno eletto nel 2009 e non devono andare a discutere i loro problemi con un estraneo, cioè con il Sindaco di una città che non è la loro. Il Sindaco Alparone deve smetterla di tentare di portare avanti una politica personale incomprensibile e anti istituzionale, che lo vede negare e sottrarsi al corretto confronto con i suoi amministrati che da lui aspettano risposte e soluzioni.
Cittadini e Sindaco che si comportano così dimostrano in modo speculare di non avere coscienza dei loro doveri e dei loro diritti democratici.
Detto questo però bisogna sottolineare con forza che il principale responsabile di questa brutta situazione è il sindaco Marco Alparone perché è il suo comportamento sbagliato, frutto della sua cultura reazionaria e poco democratica, a provocare se non a giustificare il comportamento dei cittadini.
E' assurdo ad esempio che il sindaco vada in giro per il Villaggio di sera ad annusare l'aria e suonare ai citofoni delle case per chiedere ai residenti se sentono la puzza. E' inconcepibile che non abbia finora sentito l'elementare dovere di andare ufficialmente nel quartiere a incontrare e ascoltare i cittadini, dicendo loro cosa intende fare per eliminare un disagio provocato da un'azienda autorizzata dalle istituzioni e quindi anche dal Comune che lui guida.
Le forze politiche padernesi in questa fase hanno il dovere di correggere e superare tale insostenibile incomunicabilità tra amministrati e amministratori, convincendo gli uni e gli altri a trasformare l'assemblea che Jenny Carbone sta organizzando nella sala parrocchiale del Villaggio per l'8 gennaio, in un incontro pubblico tra Sindaco e cittadini dove il primo cittadino potrà ascoltare le richieste degli abitanti, confrontarsi con loro direttamente e rispondere alle loro domande su cosa egli sta facendo e intende fare per eliminare al più presto l'inquinamento e mettere in sicurezza la fabbrica e il quartiere. La democrazia non è una parola vuota, ma una pratica, un dovere e un diritto che si conquistano  e realizzano tutti i giorni.

domenica 22 dicembre 2013

Inquinamento: autorizzazioni facili e istituzioni inaffidabili

Crescono preoccupazione e allarme tra i cittadini del Villaggio Ambrosiano e del quartiere Paderno, inquinati dai miasmi sprigionati dalle ceneri dei rifiuti urbani stoccate nell'impianto della Leganti Naturali. Che molto "naturali" evidentemente non sono.
Il Giorno di oggi scrive che sono già 1.000 le firme raccolte nei negozi del quartiere dai cittadini contro la presenza pericolosa e inquinante dell'azienda.  Azienda che, dichiarando cose non vere sulla natura del suo impianto nella richiesta di autorizzazione e conducendo in modo incompetente la sua attività, ha provocato un oneroso danno ambientale alla città di cui dovrà venire chiamata a rispondere.
Dovranno venire chiamati a rispondere anche i funzionari della Regione Lombardia che hanno autorizzato l'avvio dell'attività senza sottoporla a VIA, basandosi soltanto sulle dichiarazioni dell'azienda.
Lo chiede il Partito Democratico  in un comunicato nel quale, ricostruendo la vicenda amministrativa, scrive: (l'azienda) con parere favorevole di Regione, Provincia e Comune di Paderno Dugnano - dalla stessa struttura – con atto 256 del 1/6/2011 - ha ricevuto l’autorizzazione Integrata ambientale, sicuramente anche perché dichiarava che non erano previste emissioni in atmosfera. Ma se invece queste emissioni ci sono (o ci sono state) e l’impianto è stato modificato, non è più l’impianto autorizzato in origine, non sono quindi più sufficienti le procedure di monitoraggio (che non prevedevano controlli sull’aria), né le procedure di emergenza (come evidenziato anche dal punto 3 del decreto di autorizzazione che per le modifiche obbliga sopralluogo e autorizzazione preventiva di Arpa).
La storia puzza molto, non solo di ammoniaca e altri miasmi, ma anche e soprattutto di illeciti, se si tiene conto (come sottolinea il PD) che la "Struttura Autorizzazione e Innovazione in materia di rifiuti" della Regione Lombardia è già stata al centro di indagini giudiziarie per aver rilasciato altre autorizzazioni ambientali molto discutibili.

Riapre la Casa della Cultura. Una vittoria democratica



Carissimi,
tutti insieme ci siamo riusciti! Grazie alle centinaia e centinaia di cittadini e associazioni che hanno sottoscritto e alle decine di artisti che ci hanno sostenuto con le loro donazioni, permettendo la fantastica collettiva “Arte Vs Emergenza”, abbiamo raggiunto l’obiettivo economico e sconfitto l’emergenza!
Oggi il nostro “Posto delle Idee” ha una sede ancora più bella e sicura, sempre più disponibile e aperta all’incontro e al confronto, che ci permetterà tante nuove iniziative e progetti da condividere e vivere insieme.
Milano democratica ha vinto una grande scommessa, quella di una cultura libera e senza “proprietari”, capace di contare e vivere nonostante le difficoltà e di affermare la forza di una grande storia collettiva che ancora molto può e potrà dare.
Ancora grazie per il tuo interesse e il tuo impegno e i miei più sinceri auguri per le Festività e per un 2014 che ci vedrà, insieme, sicuramente protagonisti della nostra Milano, nella nostra rinnovata sede di Via Borgogna 3.
 
Ferruccio Capelli
Direttore Casa della Cultura

mercoledì 18 dicembre 2013

Villaggio Ambrosiano: l'inquinamento continua e i cittadini protestano

Ricevo dalla Sig.ra Nicoletta Romano questa lettera sull'inquinamento in atto al Villaggio Ambrosiano.

Buon giorno. Scrivo perché ormai da quasi un mese dalle 7 di sera fino alle prime ore del mattino, presso il quartiere Villaggio Ambrosiano in Paderno Dugnano si propaga nell'aria un odore fastidioso simile all'ammonisca che negli ultimi giorni e' diventato talmente forte da non poter stare all'aria aperta e addirittura con le finestre aperte,
Le scrivo perché io come altri cittadini siamo preoccupati in primis per la nostra salute , visto che non sappiamo di cosa si tratti.
Abbiamo scritto al comune e dopo nostre verifiche siamo venuti a conoscenza dell'apertura di questa fabbrica in via reali a paderno dugnano a 200 mt  dal centro abitativo che trasforma le ceneri derivate da inceneritori in cemento industriale .
Un consigliere comunale ci comunica che le ceneri arrivano da fuori comune e sono già trattate. Infatti chi si è recato a vedere l'azienda non ha trovato camini o ciminiere.
L'attività è appena stata brevettata e riguarda un processo grazie al quale si riciclano queste ceneri producendo un sostituto del cemento (o cmq qualcosa del genere).
La Regione Lombardia ha dato il permesso senza l'obbligo dell'utilizzo di aspiratori e filtri senza che i loro intelligentissimi esperti prevedessero che questo processo portasse allo sprigionamento di sostanza gassose simili all'ammoniaca ma di cui ancora non sono certi, nell'aria per un raggio di 5 km (non sanno neanche loro come giustificarsi).
 Il secondo aspetto è che i proprietari dicono di essersi mossi immediatamente e fin da subito di aver contattato l'Arpa (agenzia regionale per l'ambiente) con la quale stanno lavorando per porre fine a questo puzzo. Stanno proprio aspettando il via libera per risolverlo. Non è vero perché l'arpa sta dormendo e non ha ancora effettuato nessuna analisi l'azienda ha comunque fatto fare delle analisi di cui si attendono i risultati E' strano che queste analisi vengano fatte direttamente dall'azienda e non dall ARPA, intanto però l'attività continua, le ceneri stoccate in un capannone continuano a disperdere nell'aria questa sostanza probabilmente ammoniaca Resta il fatto che l'odore continua ad esserci compreso oggi. Le ceneri provengono dall'inceneritore di Brescia
Ieri l'assessore all'urbanistica ha risposto ad alcune domande rimarcando che gli esperti della Regione Lombardia non avevano previsto queste esalazioni che il progetto è sperimentale e stanno studiando il modo di arrestare il processo gassoso, stamattina il giornalista da noi interpellato non è stato fatto entrare nello stabilimento e non hanno voluto rispondere alle domande. E' sconvolgente che un processo sperimentale venga avviato in mezzo a un centro abitato, senza sapere che conseguenze comportasse.
Noi cittadini da oggi stiamo facendo firmare una petizione ma i tempi burocratici sono lunghi e intanto noi respiriamo non so cosa , vorremmo che tutti scendessero in piazza per una marcia di protesta, ora stiamo pensando al 27 dicembre quando tutti sono a casa . Alcuni bambini hanno reazioni allergiche e non si può stare all aria aperta.

martedì 12 novembre 2013

Rho-Monza: il braccio di ferro è quello dei cittadini

Il portavoce del Comitato per l'Interramento della Rho-Monza di Paderno Dugnano, Ferruccio Porati, utilizzando il collaudato metodo della rassegna stampa, ha fatto sabato scorso il punto della situazione.
Il confronto tra il partito dell'autostrada (Serravalle, Provincia, Regione, Governo, EXPO) e i cittadini padernesi organizzati nel Comitato, appoggiati dal Comune e da alcune forze politiche locali che da sempre sono state al loro fianco (PD, RC-PdCI, Verdi, M5S), è sostanzialmente fermo a sette giorni fa.
Il Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, sollecitato in ottobre dai parlamentari del PD e nei giorni scorsi da quelli del M5S, non ha ancora firmato il decreto di VIA. L'unica notizia emersa con chiarezza nell'ultimo incontro col ministro è il nome di chi vuole a tutti i costi realizzare il "mostro a 14 corsie): il governatore lumbard, Roberto Maroni.
Il ministro dell'Ambiente ha detto che proprio l'insistenza martellante del presidente della Regione lo costringerà a firmare il decreto nei prossimi giorni, a meno che non intervenga un fatto nuovo... E il fatto nuovo può essere solo la crescita e l'estendersi della protesta dei cittadini che si oppongono a questo scempio urbanistico. Solo la mobilitazione decisa e ferma dei padernesi potrà rallentare ancora il progetto fino a costringere il partito del mostro" a rimandare l'opera a dopo il 2015.
E' un braccio di ferro decisivo, una prova di forza nella quale si vince o si perde e i cittadini lo sanno bene. Per questo hanno deciso di replicare stamattina la manifestazione lungo la Milano-Meda e di trovarsi domani mattina con striscioni, bandiere e pentole sotto il Palazzo Lombardia per far sentire la loro voce. Di seguito il programma ripreso dal sito del CCIRM.

Martedì 12 Novembre dalle ore 7.30 alle 8.30
PRESIDIO SUL BORDO DELLA MILANO - MEDA con pentole , fischietti striscioni , ecc.- ritrovo al parcheggio dell'UNES in via cesare battisiti 41 a paderno dugnano. Sarà presente i TG3 regionale

Mercoledì 13 Novembre dalle ore 9.30 alle 13.30
presidio presso il palazzo della regione in via Melchiorre Gioia in occasione della riunione del sotto tavolo infrastrutture expo dove si discuterà anche del progetto di riqualificacazione della Rho-Monza.

venerdì 11 ottobre 2013

Due dottor Stranamore senza controllo

Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità. Non siamo d’accordo sull’emendamento approvato mercoledì in Senato nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno. (post congiunto di Grillo e Casaleggio sul blog di Beppe Grillo)


Ma in un movimento in cui uno vale uno, perché uno fa un post per sconfessare qualcuno  ma quel post se lo fa co-firmare da un altro? Se uno vale uno, perché in certi casi – e non in altri – quell'uno si premura di presentarsi accompagnato da un altro uno, che anche lui dovrebbe valere uno? La verità sul Movimento Cinque Stelle è tutta in quella doppia firma. (post di Marco Bracconi sul blog Politica Pop di Repubblica)

In questi due post relativi all'ultima convulsione che segnala la sempre più problematica vita interna del movimento grillino, l'ordine del giorno contro la Bossi-Fini (proposto da due senatori del M5S e sconfessato duramente dai due fondatori del non-partito), sono messi alla luce del sole tutti gli elementi della contraddizione insanabile che mina alla base la credibilità dell'azione politica del movimento basata sulla parola d'ordine fondativa "uno vale uno".
Uno slogan che suona falso perché è falso, come questa storia dimostra ampiamente. Se uno vale uno, cioè se il parere di Grillo vale quello di qualunque "cittadino" o "portavoce", eletto e non, iscritto o elettore, perché le sue parole sono pronunciate e ascoltate come fossero legge divina mentre quelle degli altri milioni di anonimi non contano niente o contano infinitamente meno?
La risposta è ovvia: perché Grillo è proprietario del partito (nome e brand sono suoi) e Casaleggio è titolare e amministratore del sistema digitale che ne costituisce l'organizzazione.

Partecipazione: il difficile rapporto tra cittadini e amministrazione

Il 9 ottobre la cittadina padernese Stefania Persona ha inviato all'ufficio Urbanistica del Comune una richiesta di intervento urgente per sanare un problema di sicurezza relativo alla Scuola Media Gramsci, di fronte alla quale la segnaletica orizzontale del passaggio pedonale è ormai quasi invisibile e un marciapiede rotto da tempo rischiava di causare incidenti.
Oggi, dopo tre giorni, il Comune ha risposto per bocca di un funzionario. Il carteggio tra uffici pubblici e amministrati evidenzia il rapporto sempre difficile e diffidente tra cittadini e amministrazione locale, aggravato a mio avviso dalla scomparsa dei Consigli di Quartiere che, dopo essere stati svuotati di ogni ruolo e funzione, non vengono più presi in considerazione dai padernesi ai quali non rimane altro che rivolgersi direttamente ai terminali della macchina comunale.
L'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune, però non è certo sufficiente a far fronte alle richieste di intervento che si riferiscono a problemi di viabilità, manutenzione strade e marciapiedi o altri disservizi che si vengono a creare sul territorio.
Bisogna dare una risposta vera e credibile, cioè politica e non burocratica, alla domanda di partecipazione dei cittadini che dimostrano di voler contribuire attivamente alla gestione della cosa pubblica. Domanda che non si può liquidare dicendo loro, "chiamate l'URP o scrivete al sito del Comune".

sabato 28 settembre 2013

Rho-Monza, sindaci uniti, ma non con i cittadini

Questa mattina, in occasione dell'assemblea dei sindaci dei cinque Comuni interessati dal progetto Serravalle di trasformazione della Rho-Monza,  ho ripreso lo sciopero della fame che avevo già fatto da 12 al 15 settembre. Lo porterò avanti fino a domani quando la città griderà in piazza il suo "no" al "mostro" a 14 corsie.
Con addosso il cartello-sandwich che segnalava la mia adesione fisica alla protesta civile e non violenta ho manifestato nella sala consiliare del Palazzo Comunale, dove si teneva l'assemblea, insieme agli altri 9 cittadini digiunatori.
L'incontro al quale ho assistito però non mi ha dato soddisfazione perché al posto di affermare una volta per tutte l'unità faticosamente raggiunta tra cittadini, amministratori locali e istituzioni nella battaglia per una Rho-Monza sostenibile, ha visto emergere ancora una volta le divisioni di questo fronte che a mio avviso è uscito purtroppo indebolito da un confronto e da un dialogo mancato perché le divisioni tra i diversi soggetti in campo non sono state superate, ma confermate.
Oggetto dell'assemblea era la firma che gli amministratori dei 5 Comuni interessati dall'opera, Paderno Dugnano, Cormano, Novate, Baranzate e Bollate, volevano apporre pubblicamente sotto alla richiesta congiunta che verrà portata lunedì 30 settembre alla Conferenza dei Servizi che dovrà decidere il destino dell'autostrada. Il documento afferma che:
 "Si rende necessario e inderogabile lo spostamento temporale rispetto al cronoprogramma dei lavori delle opere del Lotto 1, oggetto delle contestazioni del territorio di Paderno Dugnano, al fine di poter reperire risorse per le varianti progettuali finalizzate all'interramento della tratta. Solo l'accoglimento di tale condizione in sede di Conferenza dei Servizi, ferme restando le specifiche richieste dei Comuni, potrà portare all'espressione di parere positivo di tutti i Comuni coinvolti, che altrimenti permarrà negativo".
In sintesi i sindaci dei cinque comuni chiedono di fermare il progetto relativo alla tratta padernese fino a quando non si troveranno i soldi per fare l'interramento. In caso contrario, diranno "no" alla costruzione dell'opera.
Si tratta di un passo avanti molto importante perché dimostra che i cinque Comuni sono rimasti uniti, non si sono fatti dividere dal Ministero delle Infrastrutture e da Serravalle che premono per fare la Rho-Monza alle loro condizioni, e portano avanti tutti insieme tale posizione. Ma la firma di questo atto non è stata ritenuta sufficiente dai Comitati di Paderno, Cormano e Baranzate presenti in sala.

venerdì 27 settembre 2013

Rho-Monza: il Comitato chiama in piazza cittadini, partiti e istituzioni

Con questo comunicato il CCIRM padernese (Comitato per l'interramento della Rho-Monza) invita cittadini, forze politiche e istituzioni ad essere presenti domenica pomeriggio alla grande manifestazione (partenza ore 14, via Argentina al Villaggio Ambrosiano) che attraverserà Paderno Dugnano per ribadire il "no" della città all'autostrada a cielo aperto che Serravalle vorrebbe costruire in mezzo alle case della città. 
Le forze politiche e i rappresentanti del centrosinistra e della sinistra, che da sempre nelle istituzioni appoggiano il Comitato e lottano da cinque anni al suo fianco per l'interramento della Rho-Monza, hanno già fatto sapere che ci saranno. Il  Sindaco di Paderno Dugnano, rispondendo ieri sera ad un appello lanciato dal consigliere e Capogruppo di RC-PdCI, Mauro Anelli, ha affermato che parteciperà alla manifestazione come cittadino e non in veste di Sindaco, cioè non portando in corteo il Gonfalone del Comune e non indossando la fascia tricolore. Dal canto suo il Movimento 5 Stelle ha fatto filtrare la voce della possibile presenza al corteo del suo leader carismatico Beppe Grillo, presenza che assicurerebbe all'evento un forte impatto mediatico e nel contempo massimizzerebbe in termini di propaganda l'iniziativa del suo partito a livello locale. Staremo a vedere.