Leganti Naturali, l'azienda che l'inverno scorso aveva inquinato due quartieri della città (Villaggio e Paderno) con miasmi di ammoniaca sprigionati da 10mila tonnellate di scorie stoccate nel suo impianto, ha ripreso a lavorare.
Ad oggi l'azienda diretta da Alessandro Quadrio Curzio (nella foto) ha "pretrattato" il 90% dei materiali inquinanti stoccati nel suo "bunker", ha ricominciato a ricevere nuove scorie dagli inceneritori e a lavorare seguendo il suo programma al ritmo ridotto di 3 camion al giorno.
La risposta ci è stata finalmente fornita dalla Regione Lombardia, in particolare dall'Unità Operativa Progetti Sperimentali ed Innovativi in Materia di Rifiuti, che fa capo all'Ufficio Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile, diretta dal Dott. Dario Sciunnachn.
Dal mese di febbraio, quando l'attività dell'azienda era stata bloccata per installare nuovi sistemi di abbattimento delle emissioni inquinanti (scrubber) e di procedere lentamente alla trasformazione e inertizzazione delle scorie provenienti dagli inceneritori di Brescia e Milano, l'azienda, strettamente monitorata da Regione Lombardia, ha provveduto a pretrattare le ceneri pesanti per poi trasformarle in un prodotto intermedio detto "slurry", una fanghiglia contenente il 50% di acqua che successivamente macinata potrà venire utilizzata dai cementifici.
"Attualmente risultano pretrattate circa 9mila tonnellate di scorie - affermano i funzionari regionali che seguono l'attività dell'azienda - Di conseguenza abbiamo autorizzato Leganti Naturali a riattivare l'attività, per ora solo con una delle sue due linee di trattamento, ricevendo e stoccando al massimo 3 camion al giorno di scorie, vale a dire un quantitativo pari a 75-80 tonnellate per volta. Tutti i dati che riceviamo dall'azienda che provvede a monitorare e analizzare le nuove scorie in arrivo prima che vengano stoccate nell'impianto, ci dicono che tutto è regolare e l'attività procede in modo controllato, come l'assenza di miasmi e fenomeni inquinanti dimostra".
Insomma, in questi mesi, la Leganti Naturali, sotto la responsabilità della struttura di controllo di Regione Lombardia, ha provveduto a trattare le scorie inquinanti e riavviato l'attività dell'impianto che è stato autorizzato a lavorare. Tutto è finito bene dunque?
No, purtroppo, questo non si può affermarlo, perché il tutto è avvenuto senza fornire (come era stato promesso dal Sindaco Alparone) alcun dato o informazione ai padernesi inquinati, giustamente preoccupati da questo modo di procedere.
Ancora una volta le istituzioni locali, Regione Lombardia e Comune di Paderno Dugnano, hanno agito nei nostri confronti trattandoci da sudditi e non da cittadini.
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martedì 30 settembre 2014
Leganti Naturali: l'azienda ha ripreso a lavorare (3 camion al giorno)
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giovedì 27 febbraio 2014
Leganti Naturali: l'On. Toia interroga la Commissione Europea sulla VIA
Ricevo da Oscar Figus, coordinatore del PD padernese, il testo dell'interrogazione presentata dell'On. Patrizia Toia (PD - gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici) al Parlamento Europeo sull'autorizzazione rilasciata dalla Regione Lombardia alla Leganti Naturali senza l'espletamento della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Nell'interrogazione l'On. Toia chiede se la Commissione non ritenga questa autorizzazione una violazione della Direttiva 2005/370/CE. Ecco il testo della sua richiesta:
Può
la Commissione precisare:
-
se ritiene che tutto ciò
non violi la
Direttiva 2005/370/CE del Consiglio del 17 febbraio 2005 sull'accesso
alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi
decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale, la
Direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985 concernente la
valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici
e privati, art 3, la Direttiva 97/11/CE del Consiglio del 3 marzo
1997 che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione
dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati,
art 5.1 allegato IV e Direttiva 2008/98/CE del Consiglio del 19
novembre 2008 sui rifiuti pericolosi, art 13a e 13b trattandosi di un
impianto che esegue
dichiaratamente trattamento e recupero di rifiuti pericolosi
-
Se intende
intraprendere delle azioni affinché il diritto comunitario venga
rispettato.
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Leganti Naturali: Alparone (come al solito) tace, i cittadini vanno in Procura
La vicenda "Leganti Naturali" sta scivolando nel dimenticatoio. I giornali non se ne occupano più e anche i blog hanno allentato l'attenzione (nella foto il cumulo di scorie stoccate nell'impianto e il loro proprietario, Alessandro Quadrio Curzio).
Cosa stia succedendo all'interno dell'azienda inquinatrice non è dato sapere. Da due settimane sarebbe stato installato il famoso "scrubber" per la depurazione dei vapori emessi dalle scorie inquinate da ammoniaca e altre sostanze tossiche, e dovrebbe essere iniziata l'attività di lavaggio e messa in sicurezza delle 10 mila tonnellate di ceneri pesanti, ma il condizionale è d'obbligo dal momento che nessuna informazione al riguardo trapela da parte delle autorità preposte, cioè del Sindaco e dell'Arpa che dovrebbero monitorare tale attività.
Perdurando l'assenza di notizie, i cittadini inquinati del Villaggio
Ambrosiano riuniti nel Comitato "Leganti Naturali No grazie",
dalle parole sono passati agli atti e nei giorni scorsi hanno
inviato, come promesso, un esposto alla Magistratura nel quale
dichiarano:
Riteniamo che le risposte ad oggi
fornite, nonché le azioni ad oggi avviate dalle Autorità preposte
al controllo e degli enti territoriali non rispondono in modo
soddisfacente alle esigenze di tutela della salute pubblica, della
sicurezza dei cittadini, nonché di garanzia di legalità evocate
dalla collettività e che restano pesanti dubbi sulla conoscenza di
alcune informazioni essenziali, quali:
- La provenienza e quindi la composizione chimico fisica e la quantità del materiale in entrata presso la società “Leganti Naturali”;
- La composizione chimico fisica dei materiali chimici (additivi) utilizzati nel processo di lavorazione e loro quantità;
- La composizione chimico fisica del prodotto finale e la sua destinazione;
- L’utilizzo dell’acqua per il processo di lavorazione, le modalità di approvvigionamento e la destinazione di quella utilizzata;
- L’esistenza di validi motivi per chiedere allo stato attuale la Valutazione di Impatto Ambientale alle quale la ditta era stata esentata;
- La destinazione del materiale che non viene utilizzato nel processo lavorativo ed il suo smaltimento;
- Le sostanze quali-quantitative emesse nei diversi comparti ambientali (aria, acque superficiali e di falda, suolo e sottosuolo) da tutte le lavorazioni e le operazioni di movimentazione (carico e scarico) nonché di stoccaggio di tutte le sostanze (rifiuti ed altro) in entrata ed in uscita dallo stabilimento “Leganti Naturali S.r.l.” sito in Paderno Dugnano, Via Dei Giovi, 80;
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martedì 28 gennaio 2014
Villaggio Ambrosiano: le puzze continuano e la gente protesta
"Ragazzi in questo momento in via argentina odore fortissimo...non si riesce a star fuori...odore di intensità paragonabile ai primi giorni...bruciano gli occhi e ci siamo tappati in casa".
Questo scrive sulla pagina facebook "Leganti Naturali, No grazie", Jenny Carbone, promotrice della protesta contro l'inquinamento al Villaggio Ambrosiano. Oggi è scaduto il termine dell'ultimatum dato ufficialmente dal Sindaco al titolare dell'azienda di via Comasina: o cessano i problemi legati alle puzze o via le scorie. Ma in un'intervista rilasciata a Il Giorno di oggi il primo cittadino non sembra molto intenzionato a passare velocemente all'azione: "attendo le analisi dell'Arpa" dichiara.
Nelle farmacie dei due quartieri continua la richiesta di aerosol a base di cortisonici e di farmaci per curare le reazioni allergiche di chi non sopporta l'ammoniaca e si ritrova con la pelle piena di bolle e macchie rosse.
Il sindaco attende i dati dell'Arpa (ma non li doveva comunicare ogni giorno sul sito comunale?) intanto la gente del Villaggio continua a protestare per gli odori nauseabondi che si sentono fino a Paderno e prende atto che alle parole non sono seguiti i fatti.
Nelle farmacie dei due quartieri continua la richiesta di aerosol a base di cortisonici e di farmaci per curare le reazioni allergiche di chi non sopporta l'ammoniaca e si ritrova con la pelle piena di bolle e macchie rosse.
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mercoledì 22 gennaio 2014
Leganti Naturali: la Regione e il "giallo" dell'ammoniaca nelle scorie
Lunedì sera a conclusione della seduta del Consiglio Comunale, il Sindaco ha dato la parola al folto pubblico presente in sala che ha espresso negli interventi dubbi, timori e opinioni sul problema dell'inquinamento provocato in dicembre dalla Leganti Naturali.
Io sono intervenuto per invitare tutti a ragionare su quello che considero un fatto molto preoccupante emerso dopo la pubblicazione delle analisi delle scorie arrivate a Paderno Dugnano dagli inceneritori A2A di Brescia e Milano.
I dati relativi al contenuto di queste ceneri pubblicati dal Sindaco su sito comunale dicono che nelle scorie era già presente, al momento del loro ingresso nell'impianto del Villaggio Ambrosiano, un discreto quantitativo di ammoniaca pari a 100 parti per milione per metro cubo. Sostanza che non avrebbe dovuto esserci stando all'autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Lombardia e, soprattutto, non compare nelle schede di sicurezza rilasciate dagli inceneritori al momento del conferimento dei materiali.
Ciò significa che migliaia di tonnellate di ceneri pesanti prodotte dagli impianti lombardi del colosso dei rifiuti e dell'energia, una massa pari al 20% del totale degli RSU inceneriti, circolano sul territorio con dei documenti che non rispecchiano correttamente il loro contenuto perché, come dimostrano le analisi effettuate su quelle arrivate a Paderno Dugnano, contengono sostanze diverse?
Prima o poi l'assessore all'Ambiente della Regione Lombardia dovrà fornire spiegazioni e risposte più attendibili di quelle offerte finora su quanto è emerso dalle carte.
Io sono intervenuto per invitare tutti a ragionare su quello che considero un fatto molto preoccupante emerso dopo la pubblicazione delle analisi delle scorie arrivate a Paderno Dugnano dagli inceneritori A2A di Brescia e Milano.
I dati relativi al contenuto di queste ceneri pubblicati dal Sindaco su sito comunale dicono che nelle scorie era già presente, al momento del loro ingresso nell'impianto del Villaggio Ambrosiano, un discreto quantitativo di ammoniaca pari a 100 parti per milione per metro cubo. Sostanza che non avrebbe dovuto esserci stando all'autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Lombardia e, soprattutto, non compare nelle schede di sicurezza rilasciate dagli inceneritori al momento del conferimento dei materiali.
Ciò significa che migliaia di tonnellate di ceneri pesanti prodotte dagli impianti lombardi del colosso dei rifiuti e dell'energia, una massa pari al 20% del totale degli RSU inceneriti, circolano sul territorio con dei documenti che non rispecchiano correttamente il loro contenuto perché, come dimostrano le analisi effettuate su quelle arrivate a Paderno Dugnano, contengono sostanze diverse?
Prima o poi l'assessore all'Ambiente della Regione Lombardia dovrà fornire spiegazioni e risposte più attendibili di quelle offerte finora su quanto è emerso dalle carte.
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martedì 21 gennaio 2014
Leganti Naturali: tra una settimana il problema deve essere risolto
Il Consiglio Comunale di ieri sera ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno largamente condiviso da tutti i gruppi politici perché ha tenuto conto delle integrazioni e delle osservazioni dell'opposizione che hanno dato più forza e più determinazione al documento inizialmente proposto dal Sindaco. In particolare l'Ordine del Giorno impegna l'amministrazione a mantenere stretto il monitoraggio sulle attività di messa a norma dell'impianto della Leganti Naturali, cioè abbattimento delle emissioni e loro eliminazione da realizzarsi entro il termine fissato del 28 gennaio. Diversamente il Sindaco dovrà emettere ordinanza di rimozione delle ceneri dallo stoccaggio perché questo non corrisponde all'autorizzazione ottenuta dalla Regione Lombardia. Chiede inoltre alla Regione la revisione dell'autorizzazione ambientale rilasciata alla società e di accertare la compatibilità dell'attività dell'azienda che tratta rifiuti speciali all'interno di un quartiere densamente abitato. Infine chiede alle autorità competenti l'accertamento delle responsabilità in merito a quanto accaduto.
Nella discussione sono intervenuti i capigruppo ricordando l'assedio che sul fronte della salute e dell'ambiente la città sta subendo da cinque anni a questa parte. Una serie di aggressioni alla città che si chiamano Rho-Monza, Inceneritore, Eureco, e oggi Leganti Naturali tutte promosse e indirizzate su Paderno Dugnano da enti locali superiori, Regione e Provincia che dispongono del nostro territorio come fosse cosa loro. I rappresentanti dell'opposizione hanno ricordato che questo è avvenuto perché in molti casi si è sottovalutato il rischio quando sono state richieste le autorizzazioni, perché non ci si è impegnati adeguatamente nell'esigere maggiore controllo sulle attività a rischio. Il risultato di questo ritardo e di questa mancata prevenzione oggi si traduce in una continua e affannosa rincorsa delle decisioni altrui per cercare di ridurre il danno subito.
E' evidente che occorre una nuova politica ambientale e territoriale, uno sguardo più dall'alto che ci consenta di avere una visione più chiara di quello che sta accadendo.
Personalmente credo che Paderno Dugnano sia stata e venga continuamente aggredita per un semplice motivo: perché si è fermata, perché non scegliendo una direzione di marcia è diventata come avviene in natura una preda. Se la nostra città e il nostro territorio (perché il problema non riguarda solo noi) non anticipano i problemi scegliendo un percorso verso mete precise e programmate, vengono raggiunte e costrette a difendersi da chi, vedendoli immobili, cerca di approfittarne e di scegliere al posto nostro.
Nella discussione sono intervenuti i capigruppo ricordando l'assedio che sul fronte della salute e dell'ambiente la città sta subendo da cinque anni a questa parte. Una serie di aggressioni alla città che si chiamano Rho-Monza, Inceneritore, Eureco, e oggi Leganti Naturali tutte promosse e indirizzate su Paderno Dugnano da enti locali superiori, Regione e Provincia che dispongono del nostro territorio come fosse cosa loro. I rappresentanti dell'opposizione hanno ricordato che questo è avvenuto perché in molti casi si è sottovalutato il rischio quando sono state richieste le autorizzazioni, perché non ci si è impegnati adeguatamente nell'esigere maggiore controllo sulle attività a rischio. Il risultato di questo ritardo e di questa mancata prevenzione oggi si traduce in una continua e affannosa rincorsa delle decisioni altrui per cercare di ridurre il danno subito.
E' evidente che occorre una nuova politica ambientale e territoriale, uno sguardo più dall'alto che ci consenta di avere una visione più chiara di quello che sta accadendo.
Personalmente credo che Paderno Dugnano sia stata e venga continuamente aggredita per un semplice motivo: perché si è fermata, perché non scegliendo una direzione di marcia è diventata come avviene in natura una preda. Se la nostra città e il nostro territorio (perché il problema non riguarda solo noi) non anticipano i problemi scegliendo un percorso verso mete precise e programmate, vengono raggiunte e costrette a difendersi da chi, vedendoli immobili, cerca di approfittarne e di scegliere al posto nostro.
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lunedì 20 gennaio 2014
Il Consiglio Comunale cerca l'accordo sulla gestione dell'emergenza mentre la Leganti Naturali inizia le prove di pre-trattamento delle scorie
Questa sera il Consiglio Comunale dovrebbe votare all'unanimità un Ordine del Giorno proposto dal Sindaco ed emendato dalla Commissione Capigruppo di maggioranza e opposizione.
Dovrebbe, perché alle 18, cioè poco prima dell'inizio dell'assemblea cittadina, i capigruppo si incontreranno per la stesura definitiva del documento, anche alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate da Alparone sulla vicenda, sia con un comunicato stampa che, soprattutto, intervenendo all'assemblea del Villaggio Ambrosiano di giovedì scorso. Dichiarazioni che vanno ben oltre il testo dell'OdG il quale, secondo i capigruppo della minoranza, deve necessariamente tenerne conto.
Ma proprio su queste integrazioni non è stato trovato l'accordo tra i capigruppo Coloretti, Rimoldi, Cerioni, Anelli e il Presidente del Consiglio Comunale, Papaleo, che si sarebbe opposto alle modifiche. Stasera dunque ultimo tentativo di convergere su un testo comune. In caso contrario l'Ordine del Giorno del Sindaco resterà tale.
Intanto oggi alla Leganti Naturali, stando al programma presentato dall'azienda, dovrebbero iniziare le attività di pre-trattamento, "in misura più graduale di quanto previsto in precedenza, effettuando una prova di circa due ore nella prima giornata durante la quale si effettueranno i dovuti monitoraggi per verificare le eventuali emissioni olfattive generate dalla lavorazione. La prova di pre-trattamento di cui sopra, verrà preceduta da alcuni test di semplice movimentazione delle scorie al fine di valutare il contributo della movimentazione e la modalità ottimali di lavoro in relazione allo sviluppo di ammoniaca e di idrogeno che verrà monitorato in continuo con lo strumento in dotazione secondo le modalità previste dal protocollo. In ogni caso durante la prova di pre-trattamento verrà attentamente monitorata l’eventuale presenza di idrogeno in tutti i reparti. A valle della prova di pre-trattamento e tenuto conto dei risultati di monitoraggio che emergeranno dalla medesima, in assenza di elementi ostativi, la società intende procedere con un programma di pre-trattamento delle scorie in stoccaggio che verrà sottoposto al “tavolo tecnico” entro martedì 21 gennaio".
Dovrebbe, perché alle 18, cioè poco prima dell'inizio dell'assemblea cittadina, i capigruppo si incontreranno per la stesura definitiva del documento, anche alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate da Alparone sulla vicenda, sia con un comunicato stampa che, soprattutto, intervenendo all'assemblea del Villaggio Ambrosiano di giovedì scorso. Dichiarazioni che vanno ben oltre il testo dell'OdG il quale, secondo i capigruppo della minoranza, deve necessariamente tenerne conto.
Ma proprio su queste integrazioni non è stato trovato l'accordo tra i capigruppo Coloretti, Rimoldi, Cerioni, Anelli e il Presidente del Consiglio Comunale, Papaleo, che si sarebbe opposto alle modifiche. Stasera dunque ultimo tentativo di convergere su un testo comune. In caso contrario l'Ordine del Giorno del Sindaco resterà tale.
Intanto oggi alla Leganti Naturali, stando al programma presentato dall'azienda, dovrebbero iniziare le attività di pre-trattamento, "in misura più graduale di quanto previsto in precedenza, effettuando una prova di circa due ore nella prima giornata durante la quale si effettueranno i dovuti monitoraggi per verificare le eventuali emissioni olfattive generate dalla lavorazione. La prova di pre-trattamento di cui sopra, verrà preceduta da alcuni test di semplice movimentazione delle scorie al fine di valutare il contributo della movimentazione e la modalità ottimali di lavoro in relazione allo sviluppo di ammoniaca e di idrogeno che verrà monitorato in continuo con lo strumento in dotazione secondo le modalità previste dal protocollo. In ogni caso durante la prova di pre-trattamento verrà attentamente monitorata l’eventuale presenza di idrogeno in tutti i reparti. A valle della prova di pre-trattamento e tenuto conto dei risultati di monitoraggio che emergeranno dalla medesima, in assenza di elementi ostativi, la società intende procedere con un programma di pre-trattamento delle scorie in stoccaggio che verrà sottoposto al “tavolo tecnico” entro martedì 21 gennaio".
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venerdì 17 gennaio 2014
Provincia: Gatti chiede di convocare la Commissione Ambiente
Ricevo dal consigliere provinciale Massimo gatti il seguente comunicato stampa
Milano, 17 gennaio 2014. In riferimento ai gravissimi problemi ambientali manifestatisi a Paderno Dugnano negli ultimi mesi per le esalazioni della ditta Leganti Naturali, alla mia interrogazione del 7 gennaio 2014 e alla risposta del 13 gennaio 2014, ho richiesto la convocazione urgente della Commissione provinciale ambiente per chiarire e riferire quali provvedimenti Regione Lombardia ha assunto per rimediare al fallimento dell'autorizzazione integrale ambientale (AIA) rilasciata all'impianto “innovativo in materia di gestione di rifiuti”. - dichiara il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti – Dopo l'assemblea popolare del 16 gennaio, molto partecipata, in cui la popolazione ha chiesto giustamente la tutela della propria salute, non vale il rimpallo di responsabilità tra il funzionamento dell'impianto e la pericolosità tossica delle 10.000 tonnellate di scorie provenienti dagli inceneritori di Brescia e di Silla (Milano).
In Regione Lombardia non ci sono marziani, ma un Presidente, un Assessore all'ambiente, una Giunta e dei Dirigenti che devono rispondere di quello che fanno alla Provincia di Milano, al Comune di Paderno Dugnano e soprattutto alla popolazione.
Per tutelare la salute pubblica vanno almeno sospese tutte le procedure industriali, tranne quelle che si riferiscono alla messa in sicurezza dell'impianto, verificati immediatamente gli ulteriori interventi e rifatte tutte le valutazioni con un coinvolgimento reale delle amministrazioni e della cittadinanza in cui, come mi auguro, vengano revocate le autorizzazioni e rese trasparenti le decisioni.
L'impunità nel settore dei rifiuti va smontata perché la salute è più importante del profitto.
Leganti Naturali Paderno, Massimo Gatti
chiede l'immediata convocazione della commissione ambiente in
Provincia
Milano, 17 gennaio 2014. In riferimento ai gravissimi problemi ambientali manifestatisi a Paderno Dugnano negli ultimi mesi per le esalazioni della ditta Leganti Naturali, alla mia interrogazione del 7 gennaio 2014 e alla risposta del 13 gennaio 2014, ho richiesto la convocazione urgente della Commissione provinciale ambiente per chiarire e riferire quali provvedimenti Regione Lombardia ha assunto per rimediare al fallimento dell'autorizzazione integrale ambientale (AIA) rilasciata all'impianto “innovativo in materia di gestione di rifiuti”. - dichiara il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti – Dopo l'assemblea popolare del 16 gennaio, molto partecipata, in cui la popolazione ha chiesto giustamente la tutela della propria salute, non vale il rimpallo di responsabilità tra il funzionamento dell'impianto e la pericolosità tossica delle 10.000 tonnellate di scorie provenienti dagli inceneritori di Brescia e di Silla (Milano).
In Regione Lombardia non ci sono marziani, ma un Presidente, un Assessore all'ambiente, una Giunta e dei Dirigenti che devono rispondere di quello che fanno alla Provincia di Milano, al Comune di Paderno Dugnano e soprattutto alla popolazione.
Per tutelare la salute pubblica vanno almeno sospese tutte le procedure industriali, tranne quelle che si riferiscono alla messa in sicurezza dell'impianto, verificati immediatamente gli ulteriori interventi e rifatte tutte le valutazioni con un coinvolgimento reale delle amministrazioni e della cittadinanza in cui, come mi auguro, vengano revocate le autorizzazioni e rese trasparenti le decisioni.
L'impunità nel settore dei rifiuti va smontata perché la salute è più importante del profitto.
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giovedì 16 gennaio 2014
Consiglio Comunale: un OdG congiunto per gestire l'emergenza
Lunedì 20 gennaio si terrà il primo Consiglio Comunale dell'anno. Al centro dei lavori dell'assemblea cittadina il "caso" dell'inquinamento provocato dalla Leganti Naturali al Villaggio Ambrosiano e le scelte che l'amministrazione ha preso dal 12 dicembre 2013 a oggi per fronteggiare l'emergenza.
Scelte che sono apparse molto discutibili e poco trasparenti fino a due giorni fa quando una volta emerse le prove che le scorie stoccate nell'impianto realizzato dall'azienda non avevano le caratteristiche previste dall'autorizzazione integrata ambientale rilasciata a suo tempo dalla Regione Lombardia, il Sindaco ha deciso di mettere online tutta la documentazione relativa alla vicenda, analisi delle scorie comprese, e di mettere la Regione di fronte alle sue responsabilità. Non si trattava infatti di ceneri inerti post combustione non suscettibili di rilasciare emissioni gassose, ma di scorie inquinate all'origine da ammoniaca ed altre sostanze che hanno provocato l'inquinamento dell'aria mettendo in allarme i padernesi e provocando disagi alla popolazione di due quartieri.
L' assemblea discuterà e approverà quasi sicuramente all'unanimità un Ordine del Giorno congiunto presentato dal Sindaco, emendato ed integrato dalla Commissione Capigruppo i cui punti principali sono il mandato al Sindaco:
1) Di proseguire nell’attività di
costante interlocuzione con gli enti preposti; 2) Di intensificare ogni forma di
monitoraggio circa l’effettiva attività dichiarata e posta in essere dall’azienda per abbattere le
emissioni fino al posizionamento dei necessari dispositivi per la definitiva risoluzione del disagio; 3) Di richiedere agli organi tecnici
regionali l’ampliamento del monitoraggio delle scorie, oltre che dal punto di vista delle
emissioni, anche da quello della composizione chimica e granulometrica della quantità
stoccata in sito; 4) Di chiedere agli organi competenti
della regione la revisione integrale dell’AIA anche in funzione dei quantitativi relativi allo
stoccaggio delle scorie; 5) Di riservarsi la facoltà, in quanto
autorità sanitaria locale, di promuovere e adottare ogni iniziativa necessaria per
l’eliminazione di ogni inconveniente connesso all’attività dell’azienda, ivi compresa
l’eventuale assunzione di un’ordinanza di rimozione delle scorie.
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mercoledì 15 gennaio 2014
Leganti Naturali: altro che allarmismo, le ceneri sono arrivate già inquinate
A conclusione del tavolo tecnico di
ieri pomeriggio il Sindaco Marco Alparone deve aver deciso che era venuta
l'ora di indossate l'elmetto e di scendere in trincea. Ha diffuso un
comunicato stampa con il quale annunciava di avere scritto a Regione
Lombardia (il testo è pubblicato in home page sul sito comunale)
chiedendo di riesaminare l’Autorizzazione rilasciata a Leganti
Naturali e di disporre la rimozione delle scorie qualora non si
riscontri la risoluzione definitiva degli odori molesti al Villaggio
Ambrosiano.
Nel comunicato si legge: “La
situazione deve essere costantemente monitorata e pretendo la massima
attenzione da parte degli Enti preposti alla tutela ambientale e
sanitaria – sottolinea il Sindaco – Fino ad oggi ho riscontrato
ampia collaborazione, adesso mi aspetto che le soluzioni messe in
campo diano ulteriori risultati per risolvere definitivamente il
disagio degli odori molesti. Ho ribadito, comunque, che la rimozione
delle scorie deve essere la soluzione da attuare qualora dai
monitoraggi dovessero emergere criticità”.
A provocare l'improvvisa svolta, nelle
forme e nei toni oltre che nei contenuti, della comunicazione del
primo cittadino è stata sicuramente la lettura dei primi risultati
delle analisi relative alle scorie stoccate al
Villaggio Ambrosiano che ieri pomeriggio l'azienda ha portato al
tavolo tecnico con Arpa, Comune e Regione. Pare, infatti, che nelle
scorie sia stato rilevato un elevato contentuto di ammoniaca che era
già presente al momento del conferimento delle ceneri, responsabili
dell'inquinamento.
Ciò giustificherebbe la immediata
reazione del Sindaco il quale nella sua lettera ribadisce che portare
via le scorie da Paderno Dugnano "è la soluzione da attuare in
caso di criticità". E le "criticità" sembrano
finalmente emerse da sotto le 10mila tonnellate di ceneri pesanti stoccate nel bunker.
Di qui la decisione di Alparone di
colmare immediatamente il deficit di trasparenza nella comunicazione
ai cittadini che lo ha contraddistinto nelle scorse settimane,
decidendo di pubblicare, sempre sul sito del Comune, tutta la
documentazione relativa al dossier Leganti Naturali, compresi i
risultati delle analisi che rilevano la difformità delle scorie
stoccate dall'autorizzazione rilasciata dalla Regione, direttamente
sul sito comunale per consentire a tutti di prenderne visione.
I cittadini inquinati del Villaggio non
facevano "allarmismo", avevano ragione da vendere.
martedì 14 gennaio 2014
Inquinamento: la Regione afferma "Non sappiamo niente, ma tutto è in regola"
Cosa cova sotto le ceneri della Leganti Naturali e perché dalle scorie "inerti" si è sprigionata una
nube di ammoniaca che nessuno aveva previsto?
A queste domande cruciali poste dai giornalisti a Regione Lombardia e Arpa durante la conferenza stampa di stamattina che si è tenuta al Pirellone, non è stata data una risposta convincente. Forse ne sapremo di più domani quando, stando alle dichiarazioni del Direttore Generale di Arpa Lombardia, Umberto Benezzoli, Leganti Naturali srl (l'azienda inquinatrice), consegnerà i risultati delle analisi condotte sul cumulo di 10mila tonnellate di scorie stoccate nel suo impianto "innovativo".
A queste domande cruciali poste dai giornalisti a Regione Lombardia e Arpa durante la conferenza stampa di stamattina che si è tenuta al Pirellone, non è stata data una risposta convincente. Forse ne sapremo di più domani quando, stando alle dichiarazioni del Direttore Generale di Arpa Lombardia, Umberto Benezzoli, Leganti Naturali srl (l'azienda inquinatrice), consegnerà i risultati delle analisi condotte sul cumulo di 10mila tonnellate di scorie stoccate nel suo impianto "innovativo".
A un mese di distanza dalla
prima denuncia di inquinamento, i cittadini padernesi del Villaggio
Ambrosiano, forse sapranno finalmente perché da quelle scorie che non dovevano dare alcun problema, si sono invece sprigionate
sostanze irritanti e maleodoranti che nessuno si aspettava.
Conosceranno soprattutto con maggiore precisione quali sostanze sono
contenute in quelle scorie e che tipo di esalazioni emettono.
Se la conferenza stampa voluta dall'assesore regionale all'Ambiente, la leghista Claudia Terzi, doveva servire a rassicurare i cittadini non si può dire che l'obiettivo sia stato raggiunto. Alla stampa è stato detto che per ora nessuno in Regione sa con precisione come e perché ci sia l'ammoniaca (e pare anche idrogeno) in quello stoccaggio. "I casi sono due – ha dichiarato il direttore dell'Arpa – o nelle scorie è presente un tasso di alluminio più elevato di quello dichiarato da chi ha conferito i rifiuti da trattare, oppure è intervenuto un fatto nuovo che nessuno poteva prevedere e che stiamo cercando di accertare con delle sofisticate analisi chimiche delle scorie".
Se la conferenza stampa voluta dall'assesore regionale all'Ambiente, la leghista Claudia Terzi, doveva servire a rassicurare i cittadini non si può dire che l'obiettivo sia stato raggiunto. Alla stampa è stato detto che per ora nessuno in Regione sa con precisione come e perché ci sia l'ammoniaca (e pare anche idrogeno) in quello stoccaggio. "I casi sono due – ha dichiarato il direttore dell'Arpa – o nelle scorie è presente un tasso di alluminio più elevato di quello dichiarato da chi ha conferito i rifiuti da trattare, oppure è intervenuto un fatto nuovo che nessuno poteva prevedere e che stiamo cercando di accertare con delle sofisticate analisi chimiche delle scorie".
Insomma, il giallo dell'ammoniaca fantasma non è stato minimamente
chiarito. Il direttore dell'Arpa e il dott, Dario Sciunnach
(dirigente della struttura autorizzazione e innovazione in materia di
rifiuti) hanno fatto una serie di ipotesi improbabili per
spiegarne la presenza nelle scorie, ma il fatto resta un enigma
perché nell'inceneritore Silla 2 di Milano le scorie rimangono
abitualmente stoccate in una vasca all'aperto per circa 10-15 giorni
senza dare alcun problema di emissioni. Inoltre l'ammoniaca si produce nelle scorie in presenza di alluminio, ma solo se il composto viene sottoposto a forte pressione e calore.
Dal canto suo il Sindaco
Alparone ha ribadito che "L'odore al Villaggio Ambrosiano c'è,
l'ho sentito personalmente ed è forte – e io ho visto
un'autorizzazione che assicurava l'assenza di emissioni. Non è
giusto che i cittadini del villaggio sopportino questi odori
irritanti per questo ho chiesto di intervenire subito per far cessare
le molestie olfattive e di rivedere e modificare l'autorizzazione per impedire che
questo succeda di nuovo".
Il problema delle
autorizzazioni è stato al centro di molte domande. Non si capisce
infatti il perché l'autorizzazione integrata ambientale sia stata
concessa dalla Regione a un impianto "innovativo", mai realizzato
in Italia, senza prima averlo sottoposto a VIA per verificare il suo
buon funzionamento e non si comprende perché, in via prudenziale,
non si era pensato di dotarlo di attrezzature di sicurezza quali
aspiratori e depuratori dell'aria nei reparti di stoccaggio e
lavorazione. Attrezzature che sono presenti negli impianti tradizionali che trattano queste scorie.
Il dottor Sciunnach, che ha
firmato l'autorizzazione, ha risposto in modo chiaro e semplice: "L'impianto è innovativo perché a differenza degli altri tratta solo un rifiuto, le scorie degli inceneritori di RSU. Scorie che non emettono emissioni e che l'azienda intendeva trasformare interamente in pozzolana. Per questo non erano previsti aspiratori e abbattitori. La sperimentazione doveva essere fatta in un
ambiente fisico. In Lombardia con la densità abitativa che c'è non
è possibile farlo senza coinvolgere qualcuno".
E' stato così ribadito che la Regione Lombardia aveva deciso di
consentire a un'azienda privata di sperimentare "in un ambiente
fisico" un impianto di tipo nuovo, che non conosceva se non in
teoria e che trattava scorie, della cui composizione attualmente non è certa, che hanno dato luogo a un mese di inquinamenti imprevisti. Il tutto
sulla pelle dei cittadini e del territorio di Paderno Dugnano.
Per l'assessore all'Ambiente, Terzi, il direttore
dell'Arpa, Benezzoli, e il dott Sciunnach, tutto quello che l'ente ha fatto in questa vicenda è corretto perché è stato fatto, affermano, "secondo le regole". Non credo proprio che i cittadini padernesi siano d'accordo.
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domenica 12 gennaio 2014
Inquinamento: un'amministrazione poco trasparente non è credibile
Il comportamento del Sindaco di Paderno
Dugnano che emerge dalle sue interviste alla stampa nelle quali dice
molte cose alle quali non corrispondono fatti (atti, delibere,
comunicati ufficiali, ecc), e non dice altre cose relative ad atti
compiuti quasi clandestinamente,
è coerente con quello ondivago e ambiguo al quale ci ha abituati dal
2009 a oggi.
Alparone non ha mai annunciato azioni
di autotutela della sua amministrazione coinvolta nell'inquinamento
della Leganti Naturali, ma veniamo a sapere informalmente via twitter
dal Comando della Polizia Locale, che quest'ultima ha inviato alla
magistratura milanese i rapporti delle sue ispezioni per valutare le
violazioni delle norme e i reati ambientali eventualmente commessi
dall'azienda.
Il sindaco attualmente non sa ancora quante scorie e
cosa siano realmente quelle stoccate nel bunker dell'azienda e non conosce con precisione la
natura dei gas emessi nell'aria, ma accusa i cittadini che protestano e denunciano l'inquinamento di "continuare a fare allarmismo".
Il sindaco si comporta in modo poco responsabile quando delega di fatto all'azienda
inquinatrice la soluzione del problema e pretende di essere l'unico
controllore e garante della soluzione adottata dall'impresa. Egli continua a definire
l'inquinamento "molestie olfattive ", un tentativo evidente
di minimizzare l'emergenza e ridurla a semplice fastidio per
sostenere la sua scelta di far respirare ai cittadini
i miasmi ancora per un mese e oltre dal momento che nessuno assicura
la cessazione delle emissioni entro la metà di febbraio.
Mi sembra sia venuto il momento di dire
con forza a Marco Alparone che è ora di smetterla di fare il furbo,
non parlare di pericoli per la salute né di inquinamento, ma
cautelarsi inviando alla Magistratura i verbali della Polizia Locale.
Il Sindaco deve cominciare in modo trasparente a fare gli
interessi dei padernesi, non quelli della Leganti Naturali, azienda
ormai screditata quanto meno sul piano tecnico (se è in buona fede),
alla quale non si può delegare la ricerca di una soluzione al disastro da lei combinato. Non è credibile.
Tantomeno può continuare a nascondersi
dietro le rassicurazioni della Regione, un ente che ha autorizzato ad
operare un impianto "sperimentale", funzionante solo sulla
carta come si è visto, senza sottoporlo a doverosa Valutazione di
Impatto Ambientale.
La questione della rimozione delle scorie infine. Anche
se le analisi delle ceneri stoccate (che finora non sono state fatte)
dovessero confermare la loro natura non pericolosa per la salute, l'allontanamento delle ceneri da Paderno deve venire prevista come soluzione doverosa nel caso l'azienda entro
i termini dichiarati (metà febbraio) non avrà eliminato in modo
certificato ogni tipo di inquinamento.
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venerdì 10 gennaio 2014
Inquinamento: Alparone cerca di addormentare cittadini e opposizioni
Niente di fatto, tutto rimandato a lunedì 13 gennaio. Il risultato della Commissione Capigruppo che si è riunita ieri sera è stato molto deludente.
Da un lato il Sindaco, come si legge nella lunga relazione del capogruppo PD pubblicata dal blog" La Scommessa", ha continuato a minimizzare l'impatto dell'inquinamento che i cittadini devono sopportare e ha rimandato ancora la decisione sul che fare, alla lettura dei risultati del tavolo tecnico che si è tenuto l'8 dicembre (che saranno consegnati oggi ai consiglieri comunali).
Dall'altro i capigruppo dell'opposizione chiedono con un Ordine del Giorno di rimuovere al più presto le scorie fonte dei disturbi e dei malesseri denunciati dai cittadini dall'impianto della Leganti Naturali e allontanarle dal territorio padernese. Scorie di cui, dopo oltre un mese di inquinamento, di "analisi" e "ispezioni" effettuate dall'ARPA, non si conosce ancora con precisione quantità e natura. Finora sono state definite "ceneri da incenerimento di RSU", ma le emissioni inquinanti prodotte dal loro stoccaggio appaiono agli esperti del settore anomale e non compatibili. Ciò induce a pensare che forse sotto le ceneri cova dell'altro e a chiedere con forza che l'ARPA proceda a una immediata analisi del contenuto della vasca di stoccaggio.
La riunione è stata rimandata anche perché il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale, Papaleo, hanno proposto ai Capigruppo dell'opposizione di ritirare il loro Ordine del Giorno presentato il 29 dicembre, cioè 10 giorni fa, per aderire a un documento comune, ma la risposta è stata negativa perché il testo proposto è minimale, troppo vago sulle cose da fare e di fatto non impegna l'amministrazione ad agire nel senso voluto dai cittadini.
L'OdG proposto da Alparone, ribadisce che non ci sono pericoli per l'ambiente e la salute dei padernesi, e demanda al Sindaco di continuare a monitorare la situazione e le attività dall'azienda in merito alla riduzione delle emissioni ed eventualmente, solo in caso di "accertato pericolo per l'ambiente e la salute", emettere ordinanza di rimozione delle scorie. Il che significa non muoverle mai da dove stanno dal momento che sia ARPA che Regione si sono dichiarate contrarie a farlo paventando fantomatici pericoli e rischi.
L'OdG del Sindaco, insomma, insiste nella politica da lui seguita finora che di fatto delega all'azienda inquinatrice, la scelta della soluzione del problema più conveniente per lei, come se l'interesse dei cittadini inquinati venisse dopo quello degli inquinatori a pagamento. Come se di questi ci si potesse fidare sulla parola.
I capigruppo della Sinistra hanno già dichiarato che il documento proposto non è accettabile né condivisibile e non cederanno sul punto della rimozione immediata dei rifiuti che rappresenta la richiesta fondamentale dei cittadini e la soluzione ovvia e certa del loro problema.
Da un lato il Sindaco, come si legge nella lunga relazione del capogruppo PD pubblicata dal blog" La Scommessa", ha continuato a minimizzare l'impatto dell'inquinamento che i cittadini devono sopportare e ha rimandato ancora la decisione sul che fare, alla lettura dei risultati del tavolo tecnico che si è tenuto l'8 dicembre (che saranno consegnati oggi ai consiglieri comunali).
Dall'altro i capigruppo dell'opposizione chiedono con un Ordine del Giorno di rimuovere al più presto le scorie fonte dei disturbi e dei malesseri denunciati dai cittadini dall'impianto della Leganti Naturali e allontanarle dal territorio padernese. Scorie di cui, dopo oltre un mese di inquinamento, di "analisi" e "ispezioni" effettuate dall'ARPA, non si conosce ancora con precisione quantità e natura. Finora sono state definite "ceneri da incenerimento di RSU", ma le emissioni inquinanti prodotte dal loro stoccaggio appaiono agli esperti del settore anomale e non compatibili. Ciò induce a pensare che forse sotto le ceneri cova dell'altro e a chiedere con forza che l'ARPA proceda a una immediata analisi del contenuto della vasca di stoccaggio.
La riunione è stata rimandata anche perché il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale, Papaleo, hanno proposto ai Capigruppo dell'opposizione di ritirare il loro Ordine del Giorno presentato il 29 dicembre, cioè 10 giorni fa, per aderire a un documento comune, ma la risposta è stata negativa perché il testo proposto è minimale, troppo vago sulle cose da fare e di fatto non impegna l'amministrazione ad agire nel senso voluto dai cittadini.
L'OdG proposto da Alparone, ribadisce che non ci sono pericoli per l'ambiente e la salute dei padernesi, e demanda al Sindaco di continuare a monitorare la situazione e le attività dall'azienda in merito alla riduzione delle emissioni ed eventualmente, solo in caso di "accertato pericolo per l'ambiente e la salute", emettere ordinanza di rimozione delle scorie. Il che significa non muoverle mai da dove stanno dal momento che sia ARPA che Regione si sono dichiarate contrarie a farlo paventando fantomatici pericoli e rischi.
L'OdG del Sindaco, insomma, insiste nella politica da lui seguita finora che di fatto delega all'azienda inquinatrice, la scelta della soluzione del problema più conveniente per lei, come se l'interesse dei cittadini inquinati venisse dopo quello degli inquinatori a pagamento. Come se di questi ci si potesse fidare sulla parola.
I capigruppo della Sinistra hanno già dichiarato che il documento proposto non è accettabile né condivisibile e non cederanno sul punto della rimozione immediata dei rifiuti che rappresenta la richiesta fondamentale dei cittadini e la soluzione ovvia e certa del loro problema.
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Quante scorie ci sono nel bunker e cosa sono? L'ARPA non lo sa.
"Paderno, il business delle scorie e il giallo dell'ammoniaca". Ancora oggi il Corriere della Sera torna sulla vicenda della Leganti Naturali affrontando il tema forse più caldo: cosa c'è nel bunker dell'azienda?
Nell'articolo si riporta la testimonianza di un esperto del settore il quale afferma "Non è possibile che le scorie di inceneritore determinino emissione di ammoniaca a meno che questa non venga aggiunta come additivo chimico nella fase di miscelazione". Ma se è così chi ha aggiunto l'ammoniaca e perché? Una domanda alla quale può rispondere solo l'azienda inquinatrice.
Resta la domanda: cosa contengono quelle ceneri, quante tonnellate sono state stoccate realmente e, soprattutto, sono solo ceneri? Domande alle quali nessuno, a un mese di distanza dall'inizio dell'inquinamento, ha dato ancora una risposta. Sempre nell'articolo di Paola D'Amico si apprende che l'ARPA non sa quante e quali sostanze sono stoccate nella vasca dell'azienda dell'Ing. Quadrio Curzio."Non conosciamo la natura delle ceneri. E' quello che chiediamo di sapere" afferma quell'anima candida del direttore dell'ARPA Milano, dott. Olivieri.
Chissà a chi chiede di sapere il titolare di quella che dovrebbe essere l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente. Non dovrebbe essere lui a dirlo a noi? Anche perché, pare che l'ARPA sia a conoscenza (l'ha scritto in una relazione consegnata al Comune di Paderno Dugnano) che le scorie accumulate nell'impianto non proverrebbero solo da Brescia, ma anche dall'inceneritore di Milano. Quindi nel bunker ci potrebbero essere, oltre alle 10.000 tonnellate di ceneri bresciane, anche un quantitativo imprecisato di ceneri milanesi di cui finora non si è mai parlato
La giornalista del Corriere affronta poi l'altro tema caldo di questa brutta vicenda, quello dei soldi sul quale avevo dato anch'io qualche indicazione in un post titolato significativamente "L'odore dei soldi". Non meno di 400mila euro è quello che il titolare della Leganti Naturali avrebbe già incassato dall'Inceneritore di Brescia. Il business delle scorie valeva fino a qualche tempo fa 50 euro a tonnellata, ma oggi "il prezzo è calato a 40/42 euro per l'aumento della concorrenza". Il business delle ceneri fa evidentemente gola a molti nuovi smaltitori improvvisati, pardon "sperimentali" come i padroni della Leganti Naturali. Improvvisati e sperimentatori al punto da non installare nei loro impianti, come invece fanno normalmente gli operatori consolidati del settore, dei sistemi di aspirazione e di abbattimento delle emissioni. Autorizzati e ultra favoriti dalla Regione Lombardia. Chissà perché?
Nell'articolo si riporta la testimonianza di un esperto del settore il quale afferma "Non è possibile che le scorie di inceneritore determinino emissione di ammoniaca a meno che questa non venga aggiunta come additivo chimico nella fase di miscelazione". Ma se è così chi ha aggiunto l'ammoniaca e perché? Una domanda alla quale può rispondere solo l'azienda inquinatrice.
Resta la domanda: cosa contengono quelle ceneri, quante tonnellate sono state stoccate realmente e, soprattutto, sono solo ceneri? Domande alle quali nessuno, a un mese di distanza dall'inizio dell'inquinamento, ha dato ancora una risposta. Sempre nell'articolo di Paola D'Amico si apprende che l'ARPA non sa quante e quali sostanze sono stoccate nella vasca dell'azienda dell'Ing. Quadrio Curzio."Non conosciamo la natura delle ceneri. E' quello che chiediamo di sapere" afferma quell'anima candida del direttore dell'ARPA Milano, dott. Olivieri.
Chissà a chi chiede di sapere il titolare di quella che dovrebbe essere l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente. Non dovrebbe essere lui a dirlo a noi? Anche perché, pare che l'ARPA sia a conoscenza (l'ha scritto in una relazione consegnata al Comune di Paderno Dugnano) che le scorie accumulate nell'impianto non proverrebbero solo da Brescia, ma anche dall'inceneritore di Milano. Quindi nel bunker ci potrebbero essere, oltre alle 10.000 tonnellate di ceneri bresciane, anche un quantitativo imprecisato di ceneri milanesi di cui finora non si è mai parlato
La giornalista del Corriere affronta poi l'altro tema caldo di questa brutta vicenda, quello dei soldi sul quale avevo dato anch'io qualche indicazione in un post titolato significativamente "L'odore dei soldi". Non meno di 400mila euro è quello che il titolare della Leganti Naturali avrebbe già incassato dall'Inceneritore di Brescia. Il business delle scorie valeva fino a qualche tempo fa 50 euro a tonnellata, ma oggi "il prezzo è calato a 40/42 euro per l'aumento della concorrenza". Il business delle ceneri fa evidentemente gola a molti nuovi smaltitori improvvisati, pardon "sperimentali" come i padroni della Leganti Naturali. Improvvisati e sperimentatori al punto da non installare nei loro impianti, come invece fanno normalmente gli operatori consolidati del settore, dei sistemi di aspirazione e di abbattimento delle emissioni. Autorizzati e ultra favoriti dalla Regione Lombardia. Chissà perché?
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giovedì 9 gennaio 2014
Arpa: "portare via le scorie". Cosa c'è davvero nel bunker?
Adesso anche l'Arpa, stando a quanto scrive oggi il Giorno, chiede la rimozione delle scorie inquinanti dall'impianto della Leganti . Secondo la cronaca, partecipando alla riunione del tavolo tecnico che si è tenuta ieri in Comune, l'Arpa, avrebbe cambiato improvvisamente atteggiamento sulla questione dell'inquinamento a Paderno Dugnano chiedendo espressamente di rivedere le autorizzazioni concesse dalla Regione all'azienda.
Inoltre l'agenzia regionale per l'ambiente, sempre secondo il Giorno, avrebbe chiesto: "di rivedere tutte le fasi della produzione, senza escludere la possibilità di chiudere l’azienda se ritenuta incompatibile con il territorio". Insomma dal "tutto bene, niente emergenza" nel giro di pochi giorni l'Arpa è passata a "via le scorie, rivedere le autorizzazioni e se occorre chiudere l'azienda". Un bel riposizionamento non c'è che dire.
Cosa ha provocato questo improvviso voltafaccia? C'è da chiederselo anche alla luce di un commento anonimo giunto ieri da un lettore del Corriere della Sera che insinua la presenza nelle ceneri di altri e più pericolosi materiali. Riporto integralmente il commento che potete trovare qui:
"Riassumendo: Ceneri da forno di rifiuti vengono granulate e stoccate umide quale materiale riempitivo in agglomerati cementizi per uso edile. Si verificano esalazioni ammoniacali dai materiali in attesa di lavorazione. Tali notizie sono totalmente contraddittorie e confuse. Infatti: Se ceneri da rifiuti, si tratta di ossidi metallici puri, esenti da composti ammonici, carburi metallici ed altri legami organici, perché generate sopra 1200°C ad evitare formazioni possibili di diossine e furani. Se umide e stoccate in ambiente opportuno, sono praticamente non polverose e non emettono aeriformi. Se emettono gas non sono impiegabili in edilizia non essendo “ceneri”, ma prodotti intermedi da pirolisi. Se ceneri granulate, ma umide, sono geometricamente instabili, annullandosi gli effetti di agglomerazione, e lo stoccaggio deve avvenire “secco”. Se granulate, se ne conosce distribuzione granulometrica che si conserva evitando manipolazioni meccaniche, sorgenti di polveri da abrasione. Se si nota emissione ammoniacale, lo spostamento alcalino per idrolisi da umiditá dimostra impropria temperatura del forno inceneritore, essendo legami ammonici ed organici instabili ad alta t, ció che e´ rimasto evidentemente presente nei residui dal forno, condotto a temperatura impropria. Per non alzare i costi, non si sono cosí prodotte ceneri, ma di intermedi da pirolisi. Sintetizzando: Tutta una catena di fandonie, bugie, mezze veritá e dimostrazione di profonda incompetenza lontana da ogni obbligo professionale dal reporter in cerca di sensazioni fino ai responsabili tecnici incoscienti e scientifici da compromesso, evidentemente manipolati da ragionieri. Taranto & Co hanno altra dimensione, ma siamo alla solita italianata. Date le premesse, un incendio del materiale stoccato o l´emissione di cianuri altamente velenosi non sono improbabili: Carburi metallici producono metano, acetilene ed altri gas combustibili. Le “ceneri” non puzzano, mai".
La domanda che sorge spontanea è: cosa c'è davvero nelle ceneri stoccate nel bunker della Leganti Naturali? Forse qualcuno dovrebbe fare un esposto alla Magistratura per indagare a fondo sulla natura di questo stoccaggio?
Inoltre l'agenzia regionale per l'ambiente, sempre secondo il Giorno, avrebbe chiesto: "di rivedere tutte le fasi della produzione, senza escludere la possibilità di chiudere l’azienda se ritenuta incompatibile con il territorio". Insomma dal "tutto bene, niente emergenza" nel giro di pochi giorni l'Arpa è passata a "via le scorie, rivedere le autorizzazioni e se occorre chiudere l'azienda". Un bel riposizionamento non c'è che dire.
Cosa ha provocato questo improvviso voltafaccia? C'è da chiederselo anche alla luce di un commento anonimo giunto ieri da un lettore del Corriere della Sera che insinua la presenza nelle ceneri di altri e più pericolosi materiali. Riporto integralmente il commento che potete trovare qui:
"Riassumendo: Ceneri da forno di rifiuti vengono granulate e stoccate umide quale materiale riempitivo in agglomerati cementizi per uso edile. Si verificano esalazioni ammoniacali dai materiali in attesa di lavorazione. Tali notizie sono totalmente contraddittorie e confuse. Infatti: Se ceneri da rifiuti, si tratta di ossidi metallici puri, esenti da composti ammonici, carburi metallici ed altri legami organici, perché generate sopra 1200°C ad evitare formazioni possibili di diossine e furani. Se umide e stoccate in ambiente opportuno, sono praticamente non polverose e non emettono aeriformi. Se emettono gas non sono impiegabili in edilizia non essendo “ceneri”, ma prodotti intermedi da pirolisi. Se ceneri granulate, ma umide, sono geometricamente instabili, annullandosi gli effetti di agglomerazione, e lo stoccaggio deve avvenire “secco”. Se granulate, se ne conosce distribuzione granulometrica che si conserva evitando manipolazioni meccaniche, sorgenti di polveri da abrasione. Se si nota emissione ammoniacale, lo spostamento alcalino per idrolisi da umiditá dimostra impropria temperatura del forno inceneritore, essendo legami ammonici ed organici instabili ad alta t, ció che e´ rimasto evidentemente presente nei residui dal forno, condotto a temperatura impropria. Per non alzare i costi, non si sono cosí prodotte ceneri, ma di intermedi da pirolisi. Sintetizzando: Tutta una catena di fandonie, bugie, mezze veritá e dimostrazione di profonda incompetenza lontana da ogni obbligo professionale dal reporter in cerca di sensazioni fino ai responsabili tecnici incoscienti e scientifici da compromesso, evidentemente manipolati da ragionieri. Taranto & Co hanno altra dimensione, ma siamo alla solita italianata. Date le premesse, un incendio del materiale stoccato o l´emissione di cianuri altamente velenosi non sono improbabili: Carburi metallici producono metano, acetilene ed altri gas combustibili. Le “ceneri” non puzzano, mai".
La domanda che sorge spontanea è: cosa c'è davvero nelle ceneri stoccate nel bunker della Leganti Naturali? Forse qualcuno dovrebbe fare un esposto alla Magistratura per indagare a fondo sulla natura di questo stoccaggio?
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mercoledì 8 gennaio 2014
Leganti Naturali, No grazie. Assemblea cittadina al Villaggio Ambrosiano
Giovedì 16 gennaio 2013 alle ore 21 presso il salone dell’Oratorio San Francesco al Villaggio Ambrosiano si terrà un incontro con i cittadini di Paderno Dugnano e Cormano per discutere di tutte le tematiche che riguardano la Leganti Naturali Srl.
Sarà un momento di informazione e confronto importante, invitiamo pertanto tutti i cittadini e le istituzioni a partecipare all’assemblea.
Visto che utilizzeremo la sala parrocchiale, gentilmente concessa dal don, e non quella del quartiere per problemi di spazio ( si attende una forte partecipazione e l'aula del quartiere è troppo piccola per ospitare tutti), ci sembra giusto contribuire almeno alle spese per il riscaldamento; per questo chiediamo la vostra gentile collaborazione... all'entrata ci sarà una scatola dove, se siete d'accordo, verseremo tutti un euro.
Grazie
Per info: villaggioambrosiano@gmail. com
Jenny Carbone 3299422476
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L'odore dei soldi
L'edizione bresciana del Corriere della Sera ha pubblicato ieri un articolo nel quale si legge che A2A, società proprietaria del grande inceneritore di Brescia, uno dei più grandi d'Europa, ha conferito dal 30 ottobre al 14 dicembre 2013, circa 10mila tonnellate di ceneri alla Leganti Naturali di Paderno Dugnano.
Il quantitativo rappresenta circa il 3% del totale delle ceneri prodotte in un anno dall'inceneritore che vengono abitualmente conferite per il trattamento, il riciclo e lo smaltimento ad altre società che li trasformano in conglomerati bituminosi e inerti per l'edilizia.
Nell'articolo si afferma che: "Quelle scorie, considerate dalla normativa non pericolose (si tratta di quel che resta sul fondo del forno dopo la combustione) sono state trasportate bagnate e sono rimaste troppo tempo nel capannone: dopo 50 giorni nel cumulo si è sprigionata una reazione chimica che ha prodotto una nube mefitica, dall’odore d’ammoniaca. A2A ribadisce di non avere alcuna responsabilità, che sarebbero in capo all’azienda che non ha trattato le ceneri e che non ha ancora in azione i macchinari per farlo".
Stando a questa ricostruzione si ha la conferma che la Leganti Naturali ha ritirato nei mesi scorsi (si presume a pagamento) da A2A circa 10mila tonnellate di scorie di combustione che dovevano venire trattate nel suo impianto, ma queste scorie sono rimaste stoccate fino ad ora perché l'impianto "sperimentale" non è ancora funzionante. E' stata dunque la permanenza prolungata delle ceneri nel bunker dell'azienda ad avere provocato l'inquinamento che l'ing. Quadrio Curzio non aveva previsto.
Evidentemente aveva previsto solo di intascare dei soldi per riempire il suo bunker (discarica abusiva?) con le ceneri dell'inceneritore bresciano. Ma gli è andata male e adesso quei soldi (quanti?) dovrà cacciarli fuori per rimuovere le scorie dal territorio di Paderno Dugnano e portarle altrove, oltre a pagare i danni provocati dalla sua evidente imperizia, imprudenza, negligenza.
ps. Non so quanti soldi abbia pagato la A2A alla Leganti Naturali per smaltire nell'impianto di Paderno le 10mila tonnellate di ceneri, ma ho verificato presso una delle aziende che trattano abitualmente tali ceneri che la base d'asta per i conferimenti è di 50 euro/ton. Fate voi i conti.
Il quantitativo rappresenta circa il 3% del totale delle ceneri prodotte in un anno dall'inceneritore che vengono abitualmente conferite per il trattamento, il riciclo e lo smaltimento ad altre società che li trasformano in conglomerati bituminosi e inerti per l'edilizia.
Nell'articolo si afferma che: "Quelle scorie, considerate dalla normativa non pericolose (si tratta di quel che resta sul fondo del forno dopo la combustione) sono state trasportate bagnate e sono rimaste troppo tempo nel capannone: dopo 50 giorni nel cumulo si è sprigionata una reazione chimica che ha prodotto una nube mefitica, dall’odore d’ammoniaca. A2A ribadisce di non avere alcuna responsabilità, che sarebbero in capo all’azienda che non ha trattato le ceneri e che non ha ancora in azione i macchinari per farlo".
Stando a questa ricostruzione si ha la conferma che la Leganti Naturali ha ritirato nei mesi scorsi (si presume a pagamento) da A2A circa 10mila tonnellate di scorie di combustione che dovevano venire trattate nel suo impianto, ma queste scorie sono rimaste stoccate fino ad ora perché l'impianto "sperimentale" non è ancora funzionante. E' stata dunque la permanenza prolungata delle ceneri nel bunker dell'azienda ad avere provocato l'inquinamento che l'ing. Quadrio Curzio non aveva previsto.
Evidentemente aveva previsto solo di intascare dei soldi per riempire il suo bunker (discarica abusiva?) con le ceneri dell'inceneritore bresciano. Ma gli è andata male e adesso quei soldi (quanti?) dovrà cacciarli fuori per rimuovere le scorie dal territorio di Paderno Dugnano e portarle altrove, oltre a pagare i danni provocati dalla sua evidente imperizia, imprudenza, negligenza.
ps. Non so quanti soldi abbia pagato la A2A alla Leganti Naturali per smaltire nell'impianto di Paderno le 10mila tonnellate di ceneri, ma ho verificato presso una delle aziende che trattano abitualmente tali ceneri che la base d'asta per i conferimenti è di 50 euro/ton. Fate voi i conti.
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Inquinamento: i miasmi di Paderno ancora in evidenza sul Corriere
Il Corriere della Sera ha dedicato ancora oggi quasi un'intera pagina (pag. 6) dell'inserto milanese al pesante inquinamento dell'aria a Paderno Dugnano. Un servizio ampio e documentato, articolato su due pezzi, realizzato ieri pomeriggio dalla coppia di giornalisti, Paola D'Amico (al desk) e Ferdinando Baron (sul campo) e illustrato con un servizio fotografico dedicato ai cittadini inquinati.
Il primo articolo riporta le testimonianze dei padernesi mentre il secondo fa il punto della situazione sul fronte istituzionale con le diverse iniziative (mozioni, interrogazioni, tavoli tecnici, ecc) di Comune, Provincia e Regione. Il titolo a tutta pagina del servizio dice: "Ultimatum del Comune: via le ceneri da Paderno" e nel sommario si legge: "Convocato un tavolo tecnico. Asl: i cittadini non restino esposti alle esalazioni di ammoniaca".
Il tema della salute è sollevato nella prima parte dell'articolo di Paola D'Amico. Il Sindaco Alparone nega l'emergenza sanitaria, ma chiede "un monitoraggio stretto del sito". Dalla Asl gli esperti precisano "I cittadini non devono assolutamente rimanere esposti alle esalazioni di ammoniaca". Insomma non c'è emergenza, ma non bisogna esporsi alla nube di ammoniaca che evidentemente è tossica dal momento che è bene non respirarla.
L'ambiguità delle istituzioni continua, da un lato si denuncia l'inquinamento, ma nessuno vuole ammettere che è nocivo per la salute dei cittadini. Anche i farmacisti che rappresentano il presidio sanitario "di vicinato" nei due quartieri inquinati dalla nube di gas sono cauti nell'esprimere un parere. Luisa Ferraresi della Farmacia Sant'Andrea di via Tripoli al Villaggio Ambrosiano ammette che nell'ultimo mese ci sono state diverse richieste di aerosol a base di cortisonici, ma non segnala un picco anomalo rispetto alla normale domanda di stagione. "Abbiamo nel quartiere molti bambini e adulti asmatici, ma non posso dire se i loro disturbi siano stati aggravati dalle condizioni dell'aria. E' certo che la puzza e il disagio ci sono e sono forti. I miasmi si sentono anche qui in farmacia".
Il primo articolo riporta le testimonianze dei padernesi mentre il secondo fa il punto della situazione sul fronte istituzionale con le diverse iniziative (mozioni, interrogazioni, tavoli tecnici, ecc) di Comune, Provincia e Regione. Il titolo a tutta pagina del servizio dice: "Ultimatum del Comune: via le ceneri da Paderno" e nel sommario si legge: "Convocato un tavolo tecnico. Asl: i cittadini non restino esposti alle esalazioni di ammoniaca".
Il tema della salute è sollevato nella prima parte dell'articolo di Paola D'Amico. Il Sindaco Alparone nega l'emergenza sanitaria, ma chiede "un monitoraggio stretto del sito". Dalla Asl gli esperti precisano "I cittadini non devono assolutamente rimanere esposti alle esalazioni di ammoniaca". Insomma non c'è emergenza, ma non bisogna esporsi alla nube di ammoniaca che evidentemente è tossica dal momento che è bene non respirarla.
L'ambiguità delle istituzioni continua, da un lato si denuncia l'inquinamento, ma nessuno vuole ammettere che è nocivo per la salute dei cittadini. Anche i farmacisti che rappresentano il presidio sanitario "di vicinato" nei due quartieri inquinati dalla nube di gas sono cauti nell'esprimere un parere. Luisa Ferraresi della Farmacia Sant'Andrea di via Tripoli al Villaggio Ambrosiano ammette che nell'ultimo mese ci sono state diverse richieste di aerosol a base di cortisonici, ma non segnala un picco anomalo rispetto alla normale domanda di stagione. "Abbiamo nel quartiere molti bambini e adulti asmatici, ma non posso dire se i loro disturbi siano stati aggravati dalle condizioni dell'aria. E' certo che la puzza e il disagio ci sono e sono forti. I miasmi si sentono anche qui in farmacia".
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Sindaco, basta nascondersi dietro i "tavoli tecnici"
Ricevo da Oscar Figus coordinatore cittadino del PD questo comunicato stampa che segnalo ai lettori. Ne condivido i contenuti anche perché sono quelli che personalmente avevo già espresso in un post precedente qui. Alparone deve smetterla di giocare a nascondino con i padernesi. Il responsabile sanitario della città è lui.
Tavolo tecnico sulla situazione al
Villaggio Ambrosiano
Paderno Dugnano, 8 gennaio 2014 -
Continuano giochetti e polemiche mentre la situazione al Villaggio
Ambrosiano rimane irrisolta e le informazioni – e soprattutto le
risposte - continuano a mancare.
Da un mese molti cittadini lamentano
puzza e bruciore a gola e occhi. Dovranno continuare così per un
altro mese ?
Si rendano pubblici i dati puntuali dei
monitoraggi dell’aria fatti dall’ARPA. Perché – come parrebbe
dall’incontro di ieri a Palazzolo – né gli Assessori né il
Sindaco partecipano al tavolo tecnico di oggi ? E’ ora di smetterla
con la manfrina degli aspetti tecnici separati – e in qualche modo
più degni – degli aspetti politici.
Il Sindaco è il responsabile della
salute dei propri cittadini ed è il referente di quanto succede sul
territorio che amministra. Non può tirarsene indietro. Sul nostro
territorio si è verificato un problema che i tecnici non sono stati
in grado (o non hanno voluto) prevedere e al di là di qualsiasi atto
proposto dalle opposizioni in Regione, Provincia o Comunità Europea
(con le quali comunque continueremo a chiedere di chi sono le colpe)
ai cittadini di Paderno Dugnano – in particolare ai cittadini del
Villaggio Ambrosiano – è necessario dare delle risposte immediate.
Si aprano i tavoli tecnici ai Cittadini
ed ai Consiglieri almeno in qualità di osservatori. Basta con le
cose fatte di nascosto e con l’assenza di risposte e di decisioni.
La Politica torni ad appropriarsi del proprio ruolo.
Oscar Figus
Coordinatore Cittadino
Partito Democratico Paderno Dugnano
www.pd-padernodugnano.org
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martedì 7 gennaio 2014
Inquinamento al Villaggio. Se ne discute a Palazzolo
Questa sera martedì 7 gennaio alle ore 21 ci sarà la prevista riunione del Consiglio di Quartiere di Palazzolo (via Mazzini 74), durante la quale si affronterà anche il caso della Leganti Naturali.
L'argomento è stato posto all'ordine del giorno dal Consigliere Pavan e alla riunione parteciperà Jenny Carbone, promotrice della raccolta di firme per una petizione che chiede l'allontanamento delle ceneri inquinanti della Leganti Naturali dal territorio padernese.
L'argomento è stato posto all'ordine del giorno dal Consigliere Pavan e alla riunione parteciperà Jenny Carbone, promotrice della raccolta di firme per una petizione che chiede l'allontanamento delle ceneri inquinanti della Leganti Naturali dal territorio padernese.
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