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venerdì 10 ottobre 2014

Museo della Fotografia Contemporanea: a gennaio si chiude?

Ricevo dal Comune di Cinisello questo comunicato che ci informa sulla crisi "annunciata" del Museo  di Fotografia Contemporanea, fiore all'occhiello culturale della città. La crisi ha ragioni semplici e ovvie. Chi lo  finanziava era la Provincia di Milano e la fine dell'ente porterà con sé inevitabilmente la chiusura del museo. Forse era il  caso di pensarci prima e di capire che oggi, ma anche ieri, queste operazioni non possono stare in piedi solo  con i soldi pubblici. Il sindaco Trezzi fa delle proposte di soluzione inaccettabili perché arriva a ipotizzare lo spostamento delle mostre a Milano, riducendo la sede di Cinisello ad archivio. 


Museo di Fotografia Contemporanea: chiuso da gennaio 2015?
Le Istituzioni chiamate a impegnarsi su una proposta di rilancio

Dopo 10 anni di attività, il Museo di Fotografia Contemporanea rischia la chiusura. Dal 1° gennaio 2015 verrà a mancare uno dei partner della Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea, la Provincia di Milano, lasciando il Museo senza le risorse economiche necessarie per la sopravvivenza. Non solo, già negli ultimi mesi del 2014, non è chiaro se la Provincia sia in grado di onorare i suoi impegni.
Il Sindaco del Comune di Cinisello Balsamo Siria Trezzi e l'Assessore alla Cultura Andrea Catania lanciano l’allarme e chiedono pubblicamente il sostegno di Comune di Milano, Città Metropolitana, Regione Lombardia e Ministero dei Beni Culturali per assicurare un futuro.
"Non è più tempo di parole e generici interessamenti – dichiara Siria Trezzi - Il Comune di Cinisello Balsamo non può da solo di farsi carico di un’istituzione che, senza un intervento forte, non riuscirà a superare il 31 dicembre 2014. Occorre salvaguardare questo importante patrimonio culturale di valenza nazionale e garantire risposte al personale impiegato.
In questi mesi ho segnalato più volte alle istituzioni la situazione di emergenza e chiesto ripetutamente che si aprissero tavoli di confronto, ma nessuna risposta è mai arrivata. Ora chiedo un impegno ufficiale e pubblico per evitare che questa esperienza si consumi nel silenzio e nell'indifferenza”.
Continua il sindaco: "Quello che chiedo ai diversi livelli istituzionali è di aprire immediatamente un tavolo di confronto per costruire insieme nuove prospettive di governance del Museo che possano essere messe in campo a partire dal 1° gennaio 2015. Non si tratta solo di colmare un vuoto, ma di potenziare il quadro istituzionale che regge la gestione e le attività attraverso la partecipazione diretta di Città Metropolitana, Regione Lombardia (della quale il Museo conserva da sempre tre importanti fondi fotografici e circa 10.000 libri), Comune di Milano e che abbia il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo".
Per far convergere l'interesse delle figure istituzionali, il Sindaco Trezzi e l'Assessore Catania avanzano una proposta di rilancio che prevede uno sdoppiamento funzionale del Museo: la sede storica di Villa Ghirlanda Silva come sede legale-amministrativa, centro studi, luogo di conservazione e catalogazione grazie alla presenza degli archivi climatizzati e della biblioteca specializzata; lo Spazio Oberdan come sede milanese nella quale offrire al pubblico mostre, conferenze, presentazioni e convegni.
Un disegno in linea con quanto contenuto nella proposta di legge affinché il Museo venga dichiarato nazionale presentata in questi giorni alla Camera dei Deputati dall’On. Daniela Gasparini - ex sindaco di Cinisello Balsamo che ha dato avvio al Museo - insieme ad altri parlamentari dell’area metropolitana On. Ezio Casati, Eleonora Cimbro, Paolo Cova, Emila Grazia De Biasi, Emanuele Fiano, Daniela Gasparini, Francesco Laforgia, Simona Malpezzi, Michela Marzano, Matteo Mauri, Franco Mirabelli, Vinicio Peluffo, Barbara Pollastrini, Lia Quartapelle.

martedì 8 luglio 2014

Seveso: cosa sta facendo la Provincia

A proposito del Seveso e delle sue piene, da un recente comunicato stampa diffuso dalla Provincia di Milano ricavo queste informazioni che ritengo utile diffondere. (la foto dell'esondazione a Palazzolo è di Fabrizio Allegro)

"Per quanto riguarda inoltre le opere connesse alla salvaguardia idraulica del bacino del fiume Seveso, si ricorda che la Provincia di Milano, dopo aver realizzato i lavori per il raddoppio del Canale Scolmatore di Nord Ovest, da Palazzolo Milanese a Senago, conclusasi nel 2004, ha approvato in Giunta lo scorso 10 giugno la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori per un importo complessivo di circa Euro 15 ML (IVA Inclusa), per l'Adeguamento funzionale del Canale Scolmatore di Nord Ovest. 
I lavori prevedono di adeguare il restante tratto di canale per consentire di derivare il transito verso il nodo idraulico di Vighignolo di un massimo di 36 m3/s, rispetto al totale prelevato dal Seveso. Inizialmente interesseranno il canale scolmatore in due punti: Via De Gasperi – Via Pace nel territorio del Comune di Rho  e via Martiri di Marzabotto – via Brodolini nel Comune  di Senago. La consegna dei lavori è prevista per luglio 2014.
Si sottolinea inoltre che il sistema per la gestione delle manovre per la scolmatura del Seveso mediante deflusso nel Canale Scolmatore Nord Ovest, si attiva autonomamente secondo un preciso protocollo a partire della segnalazione di criticità letta alla stazione di telerilevamento di Cesano Maderno. Tale sistema anche in quest’occasione è stato attivato con tempistiche e modalità corrette".

Questa la dichiarazione di Cristina Stancari, Assessore all’Ambiente e Risorse naturali, Franco De Angelis, Assessore alla Pianificazione territoriale e di Stefano Bolognini, Assessore alla Protezione civile della Provincia di Milano in merito all’esondazione del Seveso.

sabato 14 giugno 2014

ANPI: attenzione al neonazismo strisciante nel Nord Milano

Da tempo è in atto una strisciante penetrazione dei movimenti neonazisti nel Nord Milano. E' una infiltrazione mascherata da iniziative culturali e sociali, spesso patrocinate da enti locali come Regione Lombardia e Provincia di Milano, governati dalla destra, che però hanno ben altre finalità politiche. A denunciarlo con forza è soprattutto l'ANPI che con questo comunicato avverte del pericolo e indica nel concerto in programma oggi a Niguarda un'esempio di questa infiltrazione che ha il dichiarato obiettivo di raccogliere fondi a favore del movimento neonazista greco Alba Dorata.

martedì 4 febbraio 2014

CSBNO: la Provincia taglia, i Comuni (non Paderno) protestano

Ricevo dal Comune di Cinisello Balsamo questo comunicato stampa che annuncia la mobilitazione di 4 Comuni aderenti al Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest, contro i tagli dei fondi decisi dalla Provincia di Milano. Tra questi non compare il Comune di Paderno Dugnano al quale evidentemente la Biblioteca non interessa.

Tagli al Consorzio Bibliotecario:
gli assessori alla cultura uniscono le forze

Gli assessori alla cultura Antonella Ferrari di Bresso, Andrea Catania di Cinisello Balsamo, Rita Innocenti di Sesto San Giovanni e l’assessore alle Politiche Giovanili Alessandro Marini di Cormano si uniscono per contrastare i tagli ai fondi del Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest (CSBNO) effettuati dalla Provincia di Milano nel dicembre 2013.
Già con una lettera rivolta al Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, i vertici del Consorzio e delle altre reti bibliotecarie interessate (Milano Est, Nord Est e SBV) al taglio dei trasferimenti hanno manifestato la loro preoccupazione e hanno chiesto di trovare una soluzione. La Provincia di Milano ha, infatti, deciso di tagliare i 380.000 euro di contributi che riceve annualmente da Regione Lombardia. Una decisione che arriva senza alcun preavviso con un impatto grave non solo sul 2014 ma anche su un bilancio 2013 che si considerava ormai chiuso.
Con una nuova comunicazione, ora gli assessori del Nord Ovest contestano la netta riduzione del 73% dei finanziamenti, che, per quanto riguarda il CSBNO, scendono da 144.000 euro nel 2012 a 38.000 nel 2013: “Questa scelta arriva a fronte di un’altra riduzione operata già nel 2012 dalla Provincia di Milano. La comunicazione è arrivata in ritardo senza consentire ai comuni di valutare nuove strategie di spesa e di entrata. Il taglio difficilmente potrà essere compensato con risorse comunali e rischia di mettere in discussione il proseguimento e la qualità dei servizi”.
È noto il ruolo decisivo dei sistemi di pubblica lettura, che finora hanno garantito il funzionamento delle biblioteche e la circolazione dei documenti: la loro capacità organizzativa e progettuale garantisce un’offerta culturale di qualità. Grazie al CSBNO, gli utenti delle biblioteche hanno infatti accesso ad un prestito interbibliotecario con consegne 5 giorni su 7 per un totale di 1.199.252 libri disponibili, ad un catalogo on line, con prenotazioni, ricerca, rinnovo prestiti 24/24 ed alla MediaLibrary On Line, biblioteca digitale all'avanguardia a livello europeo, con migliaia di ebook, quotidiani, riviste, banche dati.
La decisione della Provincia di Milano – hanno aggiunto gli assessori – non trova riscontro in altre province lombarde. Molte, infatti, nonostante le difficoltà economiche, si sono impegnate ad assicurare la loro quota o hanno almeno segnalato in anticipo il taglio, in modo da consentire alle reti bibliotecarie di reperire risorse alternative”.
Rispetto al bilancio del CSBNO, siamo consapevoli della necessità di individuare nuove forme di finanziamento, anche dirette da parte degli utenti, ma sempre in forma volontaria e che questo sia frutto di un processo graduale e partecipato” – hanno proseguito gli assessori. Le tessere sostenitori volontarie di cui il Consorzio ha parlato in passato, rivolte a singoli cittadini ed imprese, vanno per ora in questa direzione. Ad esse potranno essere connessi benefici per quanto riguarda altri servizi culturali offerti dal Consorzio, ma nulla hanno a che fare con il prestito bibliotecario.
Ci auguriamo quindi che la Provincia torni sui suoi passi, in caso contrario si assumerà la responsabilità politica di colpire un servizio fondamentale per i cittadini” – così gli assessori concludono l’appello.
Le Amministrazioni coinvolte si attiveranno, anche con ordini del giorno nei rispettivi Consigli Comunali, affinché per il 2014 venga reintegrato il contributo provinciale e scongiurato il pericolo di una riduzione ulteriore della quota.

venerdì 17 gennaio 2014

Provincia: Gatti chiede di convocare la Commissione Ambiente

Ricevo dal consigliere provinciale Massimo gatti il seguente comunicato stampa
 
Leganti Naturali Paderno, Massimo Gatti chiede l'immediata convocazione della commissione ambiente in Provincia

Milano, 17 gennaio 2014. In riferimento ai gravissimi problemi ambientali manifestatisi a Paderno Dugnano negli ultimi mesi per le esalazioni della ditta Leganti Naturali, alla mia interrogazione del 7 gennaio 2014 e alla risposta del 13 gennaio 2014, ho richiesto la convocazione urgente della Commissione provinciale ambiente per chiarire e riferire quali provvedimenti Regione Lombardia ha assunto per rimediare al fallimento dell'autorizzazione integrale ambientale (AIA) rilasciata all'impianto “innovativo in materia di gestione di rifiuti”. - dichiara il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti – Dopo l'assemblea popolare del 16 gennaio, molto partecipata, in cui la popolazione ha chiesto giustamente la tutela della propria salute, non vale il rimpallo di responsabilità tra il funzionamento dell'impianto e la pericolosità tossica delle 10.000 tonnellate di scorie provenienti dagli inceneritori di Brescia e di Silla (Milano).

In Regione Lombardia non ci sono marziani, ma un Presidente, un Assessore all'ambiente, una Giunta e dei Dirigenti che devono rispondere di quello che fanno alla Provincia di Milano, al Comune di Paderno Dugnano e soprattutto alla popolazione.
Per tutelare la salute pubblica vanno almeno sospese tutte le procedure industriali, tranne quelle che si riferiscono alla messa in sicurezza dell'impianto, verificati immediatamente gli ulteriori interventi e rifatte tutte le valutazioni con un coinvolgimento reale delle amministrazioni e della cittadinanza in cui, come mi auguro, vengano revocate le autorizzazioni e rese trasparenti le decisioni.
L'impunità nel settore dei rifiuti va smontata perché la salute è più importante del profitto.

lunedì 13 gennaio 2014

Leganti Naturali: è stata l'Arpa a dare il via libera all'impianto delle puzze

Come funzionano o meglio non funzionano le nostre istituzioni locali? Per capirlo basta leggere qualche carta scelta a caso tra le tonnellate che queste producono.
La risposta data dall'assessore provinciale Cristina Stancari al Consigliere Massimo Gatti sulle "esalazioni odorigene" e moleste provenienti dalla Leganti naturali di Paderno Dugnano , ad esempio, è molto istruttiva.
Si ha la conferma  che l'autorizzazione rilasciata all'azienda non prevedeva che dalle scorie potessero sprigionarsi emissioni di sorta e dunque non erano stati prescritti sistemi di captazione e abbattimento dei gas con riferimento agli stoccaggi.
Si scopre che l'Arpa, dopo aver effettuato un sopralluogo nell'impianto il 20 ottobre 2013, aveva confermato la corrispondenza di quanto realizzato con quanto autorizzato dalla Regione e ha rilasciato il nulla osta all'esercizio dell'impianto stesso.
Purtroppo questo sopralluogo effettuato da tecnici non ha rilevato che il progetto autorizzato dalla Regione era profondamente sbagliato, come i fatti hanno ampiamente dimostrato. Ma come è possibile che si autorizzino con tanta facilità dei progetti sbagliati relativi ad impianti "sperimentali" che trattano rifiuti pericolosi e che i tecnici incaricati di verificarne la validità non se ne accorgano?
Il 13 dicembre l'azienda avverte la Regione e gli enti interessati che dal suo impianto si sprigionano emissioni di ammoniaca, ma se le scorie, dalle quali non dovevano sprigionarsi emissioni, hanno inquinato l'aria di due quartieri di Paderno Dugnano, ciò significa che o l'azienda ha combinato qualche pasticcio in fase di avvio della lavorazione o le scorie stoccate non erano quelle previste dal decreto autorizzativo.
Si apprende che il 23 dicembre, dopo 10 giorni dall'inizio dell'inquinamento, interviene ancora l'Arpa che, rilevata la presenza di ammoniaca proveniente dalle scorie durante un sopralluogo, chiede alla Regione di rivedere le autorizzazioni rilasciate. Ma nessuna decisione operativa viene presa.
Solo nel corso del tavolo tecnico dell'8 gennaio 2014 (a quasi un mese dall'inizio dell'inquinamento), tra Regione, Arpa, Comune e azienda si decide finalmente di procedere a fare un'analisi delle scorie stoccate, avviare il monitoraggio in continuo delle emissioni, pre lavare le ceneri per eliminare le particelle metalliche (alluminio) che concorrono a sviluppare ammoniaca, installare lo scrubber definitivo entro il 10 febbraio.
Velocità eccessiva e sospetta nel concedere autorizzazioni, ritardi e lentezze nel riconoscere gli errori e prendere contromisure adeguate, negligenza, incompetenza, sottovalutazione dei fatti, incapacità a gestire impianti a rischio. Queste sono le cose che vedono i cittadini con  i loro occhi. Come possono fidarsi di chi dovrebbe tutelare la loro salute e sicurezza e invece si comporta così?

martedì 7 gennaio 2014

Inquinamento: Gatti interroga la Provincia di Milano

Massimo Gatti, Capogruppo di PdCI-PRC del Consiglio Provinciale milanese, ha presentato oggi un'interrogazione urgente al Presidente e agli assessori all'Ambiente, alla Sicurezza e alla Pianificazione Territoriale, competenti a rispondere in merito all'inquinamento provocato a Paderno Dugnano dalla Leganti Naturali Srl.
Gatti chiede di conoscere: 1) quali controlli e verifiche preliminari ha effettuato la Provincia 2) per quali ragioni la Provincia di Milano non ha preso parte alla Conferenza dei Servizi decisoria e non ha espresso un parere formale compiendo scelte ingiustificate e negative 3) a quali conclusioni era giunto il gruppo di lavoro della Provincia e da chi era composto 4) quali iniziative ha intrapreso e intende intraprendere la Provincia di Milano per salvaguardare la salute e la sicurezza della cittadinanza e dei lavoratori. 

mercoledì 18 dicembre 2013

Inquinamento: la Provincia chiede la deroga, ma Milano dice no

L'aria della metropoli milanese è irrespirabile, satura di polveri sottili e gas cancerogeni, ma la Provincia di Milano ha chiesto una deroga per non disturbare la corsa ai consumi di Natale. Nel comunicato diffuso ieri dall'ente governato dalla giunta Podestà si legge infatti:
“Nonostante oggi i valori di PM10 abbiano sforato per il 10 giorno consecutivo la soglia media di 50 microgrammi per metro cubo segnalato dalle 10 centraline di Arpa, riteniamo opportuno raccogliere l'appello dei Sindaci del territorio e delle Associazioni di categoria per una deroga al 'Protocollo d’intesa per il miglioramento della qualità dell’aria' per il periodo natalizio” ha detto l'assessore all'Ambiente della Provincia di Milano, Cristina Stancari.
“Sembra infatti irragionevole volere applicare a tutti i costi il Protocollo in questo momento anche di grave crisi economica, viste anche le condizioni meteorologiche che prevedono per i prossimi giorni precipitazioni che porterebbero all'abbassamento delle concentrazioni di PM10".
Insomma speriamo che piova alla svelta, in caso contrario i milanesi si avvelenino, ma per carità continuino a consumare usando l'auto. A questa proposta indecente della Provincia si sono però opposti la maggioranza dei Comuni aderenti al Protocollo, Milano in testa, i quali hanno invece confermato, in caso le condizioni atmosferiche non cambino, che da domani 19 dicembre entreranno in vigore le misure antismog: divieto di circolazione dei veicoli Euro 3, riduzione di un grado del riscaldamento degli edifici (da 20° a 19°) e sospensione per due ore al giorno.

venerdì 29 novembre 2013

Strade senza uscita

Mercoledì 4 dicembre, ore 18.00 nella Sala del Tavolo Rotondo di Palazzo Isimbardi in C.so Monforte 35 a Milano verrà presentato il libro Strade senza uscita -  Banche, costruttori e politici le nuove autostrade al centro di un colossale spreco di denaro pubblico di Roberto Cuda. A discuterne con l'autore, Andrea Di Stefano e Massimo Gatti 
 
Tagliare nastri sembra essere lo sport più diffuso tra amministratori pubblici e politici del Belpaese. Cantieri, cantieri e ancora cantieri. Potrebbe essere questo lo scenario che si presenterà ai nostri occhi nei prossimi anni, se andranno in porto gli oltre 2.000 km di nuove autostrade preventivate. Costo stimato: 50 miliardi di euro. La nuova colata di asfalto, spiega Roberto Cuda in questo documentatissimo libro, colpirà soprattutto le regioni del Nord e in particolare la Lombardia, dove le arterie in costruzione aumenteranno del 90 per cento l’attuale dotazione autostradale. Una bomba inesplosa che potrebbe sfigurare per sempre il paesaggio ma anche cambiare gli assetti del potere economico nel nostro Paese. Tuttavia, ci rivela l’autore, molti progetti sono al palo e la colpa non è degli ambientalisti, ma delle finanze. Le decantate "grandi opere" non hanno la copertura necessaria. I soldi a disposizione sono pochi e le banche, che si erano gettate a capofitto nella partita, ora si stanno sfilando. Che sta succedendo? Conviene davvero investire su queste strade? Un caso emblematico è quello della BreBeMi: 62 km di autostrada per 2,4 miliardi di euro complessivi, costo raddoppiato negli ultimi anni, per rientrare dal quale la concessionaria dovrà incassare 10 milioni di euro al mese per 20 anni. Intanto, la Milano-Serravalle è sull’orlo del fallimento. Una cosa è certa, spiega Cuda: grazie ai «trucchi» del project financing all’italiana, ad accollarsi i rischi non saranno i "signori del cemento" ma gli italiani, sui cui ricadranno i debiti accumulati.
 
Roberto Cuda, giornalista, si occupa di economia e di finanza. Ha collaborato con «Altreconomia», «Valori» e il Fatto Quotidiano. it, per il quale ha seguito la questione del Tav Torino-Lione. Ha lavorato nel settore finanziario come consulente per Banca Etica. Ha coordinato il sito Vizicapitali.org, promosso da quindici organizzazioni della società civile allo scopo di monitorare il comportamento sociale e ambientale delle banche. È tra gli autori dell'opera collettiva No Tav d'Italia (edizioni Intra Moenia, 2012).

venerdì 25 ottobre 2013

Rho-Monza: ok al bond di Serravalle, ma chi lo comprerà?

(AGENORD) – Milano, 24 ott. – Il Consiglio provinciale di Milano ha autorizzato la controllata Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa all’emissione di un prestito obbligazionario da 300 mln di euro. L’operazione, approvata dall’assemblea di Palazzo Isimbardi nella seduta di oggi, è “finalizzata alla realizzazione di opere infrastrutturali del corpo autostradale”. Il prestito obbligazionario avrà una durata di sette anni ed è “rivolto a investitori istituzionali”.

La decisione di ieri della Provincia di Milano conferma che Serravalle non ha i soldi per costruire la Rho-Monza e deve cercarli sul mercato in un momento poco favorevole. Commentando la notizia, il consigliere Massimo Gatti (PRC-PdCI) ha dichiarato: "Si sprecano quattrini per rifinanziare Serravalle Spa mentre nemmeno le banche si fidano più e non concedono più liquidità. Regione Lombardia non controlla nulla e la Provincia di Milano si appresta a svendere anche Serravalle. È il segno della capitolazione".
Tutto ciò significa che la partita è ancora aperta e il fronte finanziario si conferma quello più difficile per i fautori dell'autostrada urbana. L'autorizzazione della Provincia non significa affatto che Serravalle riuscirà a piazzare sul mercato il suo bond con i proventi del quale finanziare la Rho-Monza.
Precondizione per centrare il bersaglio sarà infatti un aumento di capitale di altri 300 milioni di euro che i soci di Serravalle (Provincia di Milano 52,9%, Comune di Milano 18,6%, SIAS 10,6%)  saranno costretti a garantire se vorranno mantenere il rating Tripla B da parte delle agenzie internazionali.
Senza questo rating difficilmente le banche compreranno il bond della società autostradale e la Rho-Monza resterà al palo per mancanza di soldi.

venerdì 27 settembre 2013

Provincia: approvata mozione PD sull'interramento della Rho-Monza

Ricevo dall'Ufficio Stampa del gruppo PD alla Provincia di Milano il seguente comunicato stampa.
Rho-Monza, Ceccarelli (Pd): approvata mozione a favore dell’interramento. Ribadiamo sostegno a amministratori, comitati e cittadini.
Milano, 26 settembre 2013 - È stata approvata a larga maggioranza nel consiglio provinciale di oggi una mozione urgente che si esprime in favore di un intervento che preveda l’interramento della tratta della Rho-Monza che insiste su Paderno Dugnano e che invita il Governo e la Regione Lombardia a reperire i fondi necessari per le modifiche dell’opera prima dell’inizio dei lavori sul lotto 1.
 “Un punto in più per fare pressione per l’interramento della Rho Monza a Paderno Dugnano”. Così Bruno Ceccarelli, capogruppo del Pd a Palazzo Isimbardi definisce l’approvazione della mozione. 
 “Con il Decreto del Fare, il Governo ha stanziato 55 milioni di euro per la realizzazione del tunnel tra Novate e Bollate. Bene, peccato che si sia dimenticato di un altro tratto importante e anche controverso: quello di Paderno Dugnano. Dopo la mozione approvata nel 2011, abbiamo voluto ribadire il sostegno agli amministratori, alle associazioni e ai cittadini che hanno espresso preoccupazione per un’opera che, per come è stata progettata, deturpa quella parte di territorio”.
 “In vista della Conferenza dei servizi di lunedì prossimo che si esprimerà sulla riqualificazione della Rho-Monza – conclude Diana De Marchi, vice capogruppo del Pd - abbiamo proposto questa mozione. Crediamo che nella conferenza dei servizi questa posizione debba essere ribadita”.
 

venerdì 20 settembre 2013

Rho-Monza: il tempo è scaduto, tutti in piazza il 29-30 settembre

Segnalo ai lettori il seguente comunicato stampa relativo alla vicenda Rho-Monza
 
Comunicato Stampa
S.P. Rho-Monza, Massimo Gatti presenta un’interrogazione in Provincia:
“Il tempo è scaduto: tutte e tutti in piazza il 29 e il 30 settembre!”
 

Milano 20 settembre 2013 - Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha presentato oggi un’interrogazione urgente rivolta al Presidente Podestà e all’Assessore De Nicola in merito alla Conferenza di servizi sulla Strada Provinciale 46 Rho-Monza che si terrà il prossimo 30 settembre a Milano.
Nell’interrogazione il Capogruppo chiede, innanzitutto, quali azioni ha già intrapreso o intende intraprendere la Provincia di Milano, in vista della Conferenza di servizi del 30 settembre, per dare seguito al parere favorevole al progetto di interramento del Lotto 1 manifestato dal rappresentante dell’Amministrazione provinciale nel corso della prima conferenza di Servizi che si è tenuta lo scorso 5 settembre.
Inoltre Massimo Gatti chiede quali indicazioni la Provincia di Milano ha già dato o intende dare urgentemente alla società Milano Serravalle affinché si adegui finalmente alle scelte degli Enti locali coinvolti.
“In continuità con il mio impegno in questa battaglia sarò ancora una volta in piazza al fianco dei cittadini e dei comitati sia il 29 settembre, per la grande manifestazione che si terrà a Paderno Dugnano, sia il 30 settembre per il presidio organizzato in concomitanza con lo svolgimento della Conferenza dei Servizi che si terrà a Milano. Inoltre oggi ho presentato un’ulteriore interrogazione urgente con la richiesta esplicita che la Provincia di Milano vada fino in fondo facendo rispettare con atti concreti a Milano Serravalle SpA quanto deciso dal Consiglio provinciale all’unanimità il 1 dicembre 2011 per l’interramento della Rho-Monza (fino ad oggi disatteso). Così come richiesto anche da cittadini, comitati ed Enti locali per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Il tempo è ormai scaduto e tutte le Istituzioni devono fare la propria parte per l’interramento della Rho-Monza, a partire dalla Provincia di Milano. I minuti sono contati. Governo e Regione Lombardia non facciano scherzi e votino per l’interramento. Il territorio unitariamente non tollererebbe furbizie ed inganni”.

giovedì 5 settembre 2013

Rho-Monza: l'interramento è possibile anche per Provincia e Serravalle


Incredibile ma vero. Anche la Provincia di Milano per bocca dell'assessore De Nicola ha dichiarato oggi di essere d'accordo per l'interramento della Rho-Monza a Paderno Dugnano e Serravalle ha detto di essere disponibile a cambiare il suo progetto in questo senso se il Governo si farà carico dei maggiori costi. 
Queste in estrema sintesi le novità uscite dalla Conferenza dei Servizi di stamattina che ha visto schierati a favore dell'interramento i cinque Comuni, Paderno Dugnano in testa. Una conclusione "aperta" dell'incontro istituzionale che rimanda di un mese ogni decisione è il risultato della grande mobilitazione di questi giorni.
Erano centinaia i cittadini padernesi, di Baranzate, Bollate e degli altri comuni, con alla testa i rispettivi comitati che hanno partecipato questa mattina al presidio pro interramento occupando per tre ore buone la centrale Piazza Cavour a Milano. Insieme a loro il Sindaco Alparone e il vicesindaco Bogani, i consiglieri comunali Pedretti, Anelli, Ranzenigo, Colnago e altri amministratori locali quali la consigliera regionale Carcano e i parlamentari Casati e De Rosa. Il presidio molto rumoroso ma civile e ordinato ha riempito di suoni e colori la piazza ed è stato ripreso da decine di fotografi e videoreporter di giornali ed emittenti televisive. La manifestazione è sempre stata allegra e non ha bloccato il traffico evitando così di creare problemi di ordine pubblico. 
Alla fine della riunione la notizia è che nulla è stato deciso, e che Casati è disponibile a presentare, insieme alla Provincia di Milano, in Parlamento, la richiesta urgente al governo per finanziare l'interramento a Paderno Dugnano.Alla riunione Serravalle ha presentato un progetto molto modificato rispetto a quello noto finora. Scomparso nella nuova versione il super ponte strallato alto 80 metri sostituito da un ponte più lungo e tradizionale, scomparsa la strada complanare e introdotte altre modifiche di mitigazione del rumore. Ma per i cittadini questo non può bastare perché le 14 corsie rimangono. Per i commenti e le informazioni più precise rimando al comunicato che il Comitato CCIRM farà nelle prossime ore.
Una cosa è certa, la mobilitazione dove continuare.

martedì 3 settembre 2013

Massimo Gatti: bloccare le nuove autostrade inutili e dannose

COMUNICATO STAMPA
Summit a Milano con il ministro Orlando sulle strategie antismog, Massimo Gatti: “Bloccare le nuove autostrade inutili e dannose e interrare la Rho-Monza!”

Milano, 3 settembre 2013. In merito al vertice convocato domani, 4 settembre, a Milano dal ministro dell’ambiente Andrea Orlando per concordare con le regioni del Nord Italia una strategia antismog comune per il bacino padano, il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, dichiara:
“Bene che il ministro si preoccupi di programmare una strategia per abbattere lo smog nel nostro territorio e nel nord Italia. Ci permettiamo però di suggerire al signor ministro e al suo squalificato governo PD-PDL-Scelta Civica che le prime cose da fare per dare un chiaro segnale in tal senso sono quelle di bloccare tutte le nuove autostrade inutili e dannose e di interrare la SP 46 Rho-Monza così come da anni chiedono le istituzioni, i comitati e cittadini del territorio.
Purtroppo però i 330 milioni di soldi pubblici appena regalati vergognosamente ai privati dal governo per salvare la TEM non danno un segnale incoraggiante in questo senso.
Altra via maestra da seguire per abbattere lo smog è quella di incentivare il trasporto pubblico locale e la mobilità alternativa, ma anche in questo campo il governo si è contraddistinto per i tagli massici agli enti locali, seguito a ruota dal governatore leghista Maroni, che hanno portato a pesanti aumenti delle tariffe segando così le gambe ai cittadini, pendolari in primis.
Il tempo è scaduto e non siamo più disposti ad essere presi in giro.
Per quanto riguarda l’interramento della SP 46 Rho-Monza non ci rassegniamo e il 5 settembre alle 9.30 saremo in piazza al fianco dei cittadini per partecipare al presidio convocato dal Coordinamento dei Comitati dei Cittadini dei cinque comuni per la Rho-Monza a Milano in Piazza Cavour angolo Piazzale Morandi in occasione dellaconferenza dei Servizi. Invitiamo i cittadini a partecipare numerosi. Se non ci sono garanzie sull’interramento, i lavori vanno bloccati subito perché i rischi per la salute e per l’ambiente sono enormi.
Questa sera, 3 settembre, parteciperò anche alla manifestazione “Batti un colpo contro la Rho-Monza” che si terrà alle 21.00 a Paderno Dugnano.

giovedì 29 agosto 2013

Gatti: senza interramento fermare la Rho-Monza

COMUNICATO STAMPA
SP 46 Rho-Monza, Massimo Gatti: “Senza interramento la super-autostrada va fermata”
Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un'Altra Provincia-PRC-PdCI parteciperà al presidio convocato dai comitati per il 5 settembre a Milano in occasione della Conferenza dei Servizi
Milano, 29 agosto 2013. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, intervenendo questa mattina nel corso della Commissione provinciale Mobilità e Trasporti in merito all’interramento della strada provinciale 46 Rho-Monza, ha dichiarato:
“A pochi giorni dalla Conferenza dei servizi sulla S.P. Rho-Monza, Podestà e la sua giunta PDL-Lega continuano a far finta di niente. Non solo non si sono degnati di rispondere all’interrogazione urgente che ho presentato il primo agosto, ma continuano a non fare assolutamente nulla per applicare con atti amministrativi concreti la mozione approvata all’unanimità dal consiglio provinciale milanese in data 1 dicembre 2011 e quella approvata dal consiglio regionale lombardo (MOZ. n. 55/2013), sempre all’unanimità. I dispositivi di queste mozioni dicono chiaramente, come già sostenuto in modo molto costruttivo da comitati, cittadini ed enti locali del territorio, che l’opera si può fare solo con l’interramento.
Ci aspettavamo uno scatto di dignità e delle risposte da Podestà e De Nicola che invece continuano a fare gli struzzi e a fare l’opposto di quanto deliberato dai consigli provinciale e regionale (esattamente come stanno facendo Maroni e Del Tenno in Regione). Inoltre non hanno fatto nulla per imporre a Serravalle SpA (partecipata dalla Provincia di Milano e con un ruolo di primo piano nella realizzazione dell’opera) il rispetto di quanto deciso dalle assemblee elettive lasciando campo libero ai cementificatori.
Il tempo però è scaduto e non siamo più disposti ad essere presi in giro.
Non ci rassegniamo e parteciperemo, ed invitiamo ai cittadini apartecipare numerosi, al presidio convocato dal Coordinamento dei Comitati dei Cittadini dei cinque comuni per la Rho-Monzaconvocato il 5 settembre alle 9.30 a Milano in Piazza Cavour angolo Piazzale Morandi in occasione della conferenza dei Servizi.
Se non ci sono garanzie sull’interramento, i lavori vanno bloccati subito perché i rischi per la salute dei cittadini e per l’ambiente sono enormi. Non è accettabile, infine, che per finanziare l’opera si ricorra per l’ennesima volta alla Cassa Depositi e Prestiti con ulteriori regali concessi ai privati dal governo in carica, mentre per i pendolari e il trasporto pubblico ci sono solo tagli. La strada provinciale Rho-Monza va interrata!”.

venerdì 2 agosto 2013

Rho-Monza: Gatti presenta un'interrogazione urgente in Provincia

Ricevo da Ferruccio Porati, portaoce del CCIRM di Paderno Dugnano il seguente comunicato stampa che segnalo ai lettori

COMUNICATO STAMPA
 SP 46 Rho-Monza, Massimo Gatti presenta un’interrogazione urgente in Provincia: “Podestà e Maroni rispettino le posizioni assunte all’unanimità dal consiglio provinciale e regionale a favore dell’interramento”

Milano, 2 agosto 2013. Il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha presentato, in data 1 agosto 2013, un’interrogazione urgente rivolta al presidente della Provincia di Milano e all’Assessore provinciale competente in merito all’interramento della strada provinciale 46 Rho-Monza.
“Con questa interrogazione chiedo alla giunta provinciale e al suo Presidente quali azioni ha già intrapreso la Provincia di Milano direttamente, o tramite le sue società controllate, a partire da Serravalle SpA, per far sì che venga rispettato, con atti concreti, quanto deciso con una mozione approvata all’unanimità dal consiglio provinciale milanese, in data 1 dicembre 2011, in merito all’interramento della strada provinciale Rho-Monza.
Trovo infatti gravissimo che, trascorsi due anni, Podestà non abbia ancora fatto assolutamente nulla.
Altrettanto grave che la giunta regionale di Maroni nella seduta del 25 luglio 2013 abbia addirittura approvato una delibera che contraddice nei fatti quanto chiesto dal consiglio regionale lombardo con una mozione (MOZ. n. 55/2013) votata all’unanimità che si esprimeva a favore dell’interramento della strada provinciale Rho-Monza.
Chiediamo a Podestà che la Provincia si faccia parte diligente promuovendo un’azione di coordinamento con Regione Lombardia, Comuni interessati, popolazioni e comitati territoriali per bocciare con atti amministrativi concreti tutte le procedure in corso che non prevedono l’interramento richiesto e comunque per bloccare e respingere un’opera che, se non vengono accolte le istanze avanzate, devasta il territorio.
Abbiamo chiesto, infine, che, nella Conferenza dei servizi convocata per la mattina del 5 settembre 2013, venga respinto qualsiasi atto che si discosterà da ciò che è stato approvato motivatamente e all’unanimità dal consiglio provinciale in data 01/12/2011 e dal consiglio regionale con la mozione n. 55/2013. Insieme ai cittadini e ai comitati, che da anni portano avanti con competenza un lavoro partecipato per la tutela del territorio e della salute, ribadiamo: la strada provinciale Rho-Monza va interrata!”.

martedì 23 luglio 2013

Podestà firma i referendum radicali

Ricevo questo comunicato dall'Ufficio Stampa della Provincia di Milano  e lo segnalo ai lettori interessati .

Podestà sottoscrive i referendum proposti dal Partito Radicale
Milano, 23 luglio 2013 – Oggi, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, si recherà presso l’anagrafe del Comune di Milano per sottoscrivere i referendum proposti dal Partito Radicale.

giovedì 13 dicembre 2012

Provincia di Milano: il presidente Podestà a giudizio per firme false

Apprendo dal sito Firstonline la seguente notizia:

Il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà è stato rinviato a giudizio dal Gup Stefania Donadeo in relazione alle firme false raccolte nel 2010 per le elezioni regionali a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista del Pdl. Con Podestà saranno processati quattro consiglieri provinciali a partire dal 4 marzo prossimo.

lunedì 26 novembre 2012

Smog, da domani le misure antismog nei Comuni dell’hinterland


Ricevo dalla Provincia di Milano il seguente comunicato sulle misure antismog. Pronto maxiprestito agevolato della Bei, che consentirà, a un primo gruppo di Comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci contro l'inquinamento di modernizzare 98 strutture scolastiche senza aggravi di costi. Naturalmente il sindaco Alparone non ha aderito al blocco dei veicoli più inquinanti.  
Comunicato stampa
La Provincia di Milano informa che, così come stabilito dal Protocollo d’intesa e dalla cabina di regia dei Sindaci, nata per monitorare e proporre nuove azioni condivise per il miglioramento della qualità dell’aria su scala provinciale, a partire da domani (27 novembre) scatteranno le ordinanze con i provvedimenti antismog nei Comuni dell’hinterland.
Le disposizioni si rendono necessarie a causa del superamento di dieci giorni consecutivi della soglia media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, segnalato dalle centraline di Arpa posizionate sul territorio provinciale(Arese, Cassano D’Adda, Limito di Pioltello, Magenta, Milano Città Studi, Milano via Senato, Milano Verziere, Robecchetto, Trezzo d’Adda, Turbigo).
A partire da domani, scatteranno, quindi, le seguenti disposizioni:
- per i Comuni di prima fascia, che già applicano l’ordinanza regionale prevista dal DGR n. 7635 e dalla DGR n. 9958, il blocco dei veicoli diesel Euro 3 senza fap per fasce orarie:
1.blocco veicoli privati dalle ore 8.30 alle ore 18.00
2.blocco dei veicoli commerciali dalle ore 7.30 alle ore 10;
-  per i Comuni di seconda fascia scatta, invece, l’applicazione dell’ordinanza regionale (blocco dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 19.30 degli autoveicoli a benzina Euro 0, blocco degli autoveicoli diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2; blocco dei ciclomotori e motocicli a due tempi Euro 0 dal lunedì alla domenica dalle ore 00.00 alle ore 24.00; fermo permanente degli autobus M3 di classe Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 diesel dal lunedì alla domenica dalle ore 00.00 alle ore 24.00 su tutto il territorio regionale; divieto di circolazione per la classe Euro 2 diesel dei veicoli per trasporti specifici e per uso speciale) e, volontariamente, il blocco dei veicoli diesel Euro 3 senza fap per fasce orarie;
- la riduzione di 1 C° del valore massimo delle temperatura dell’aria delle unità immobiliari;
- la riduzione di due ore delle durata massima giornaliera di attivazione degli impianti termici destinati alla climatizzazione invernale;
- l’invito per gli esercizi commerciali di chiudere le porte di accesso ai propri locali esclusi quelli dotati di sistemi a lame d’aria;
- il potenziamento dei controlli relativi alle fonti veicolari;
- l’incremento dei controlli degli impianti termici civili.

mercoledì 10 ottobre 2012

Podestà: l'ufficio stampa dice "E' stato uno sbaglio"

Ricevo e segnalo ai lettori questo comunicato stampa ricevuto stamattina dalla Provincia

Il portavoce di Podestà si assume la piena responsabilità di quanto accaduto: "È stato un mio errore".
Milano, 10 ottobre 2012 – Nel convocare la conferenza stampa tenuta ieri dal Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, è stato compiuto un errore nel testo del comunicato che lasciava pensare a effettive dimissioni del Presidente. Di tale errore mi assumo piena responsabilità. Come mi assumo la responsabilità del messaggio inviato via Twitter che induceva ulteriormente ad analoghe interpretazioni. Lo ha dichiarato Andrea Radic, portavoce del presidente Podestà -.
«Avrei dovuto ammettere – prosegue Radic - tali responsabilità già durante la conferenza stampa di ieri, lo faccio oggi rimettendo il mio incarico nelle mani del Presidente.
L’intenzione del presidente Podestà è sempre stata quella di illustrare ai media le ragioni di difficoltà legate alla situazione del governo del territorio e della gestione della Province. Non ha mai chiesto, né immaginato di utilizzare la parola dimissioni per attirare maggior attenzione. Era sua intenzione comunicare la scelta di proseguire nel proprio mandato per senso del dovere e rispetto verso i cittadini, pur comprendendo le ragioni di profonda incertezza che hanno portato alle dimissioni di altri presidenti di Provincia.
Mi rivolgo, infine, ai colleghi giornalisti che giustamente hanno sottolineato una «inversione di marcia» confermando che tale interpretazione è stata causata esclusivamente da un mio errore».

Ufficio Stampa Presidenza
tel. 02 7740 6655
ufficiostampa@provincia.milano.it

Questo il messaggio originale giunto ieri mattina alla stampa via e.mail
Provincia di Milano, alle 16 conferenza stampa di Podestà sulle ragioni delle dimissioni 
Milano, 9 ottobre 2012 - Il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, illustrerà, oggi, nel corso di una conferenza stampa, le ragioni delle dimissioni dal suo incarico.
Ore 16 – Sala Giunta di Palazzo Isimbardi

Ufficio Stampa Presidenza
tel. 02 7740 6655
ufficiostampa@provincia.milano.it