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mercoledì 8 ottobre 2014

Il Ricorso del CCIRM: l'udienza di ieri. Sentenza attesa tra 15 giorni

Segnalo dal  sito del CCIRM  il resoconto dell'udienza di ieri davanti al TAR dove è stato discusso il ricorso dei cittadini padernesi.


Ieri mattina presso il Tribunale Amministrativo della Lombardia si è tenuta l'udienza per la discussione del ricorso proposto da alcuni cittadini, dal Ccirm e da Legambiente. Riportiamo di seguito un piccolo resoconto.
Oltre al nostro avvocato, segnaliamo la presenza del legale della consigliera regionale Silvana Carcano (che è intervenuta nel nostro ricorso per condividerne i contenuti), del legale di Regione Lombardia e di Serravalle. Ad inizio udienza il giudice (che dovrà redigere la sentenza) si è detto interessato a dirimere un dubbio preliminare ovvero l’attualità del legame esistente tra l’opera ed Expo. Ha dunque pregiudizialmente chiesto agli avvocati se il progetto fosse ancora realizzabile per Expo… 
Sul tema, il difensore di Serravalle ha espressamente dichiarato in aula ed ai giudici che l'opera non potrà essere realizzata per Expo e che, proprio qualche giorno fa, (la tempistica è quantomeno sospetta..) è stato inviato al ministero dell’ambiente un nuovo "piano B" per le dovute verifiche. 
Non sappiamo quale sia il contenuto di questo piano ennesimo "piano", ma conosciamo, per stessa ammissione del legale di Serravalle, che l'iter del "piano B" è ancora in corso e per di più sarà assoggettato alle procedure di valutazione di impatto ambientale. Tuttavia nessun documento è stato ufficialmente depositato o consegnato al nostro avvocato. 

mercoledì 10 settembre 2014

Salute in Lombardia: il contributo delle associazioni


La Regione Lombardia ha recentemente presentato il Libro Bianco sullo sviluppo del sistema socio-sanitario, in cui propone alcune riflessioni sulle attuali modalità di funzionamento del modello lombardo e alcune proposte per una sua revisione.
Con la presentazione del documento Regione Lombardia apre un processo partecipativo volto a raccogliere pareri, considerazioni e ulteriori proposte prima di procedere a iniziative legislative.
Le nostre tre associazioni, Senza Limiti, Associazione Italiana Esposti Amianto, Medicina Democratica, con il seguente comunicato hanno risposto all’invito portando il proprio importante contributo. Il testo completo si può trovare in questo link nel sito di Medicina Democratica Movimento di lotta per la Salute onlus.
http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=1947 
(Di seguito l'incipit del documento diffuso dalle tre associazioni)

In relazione al Libro Bianco – sullo sviluppo del sistema sociosanitario in Lombardia – presentato il 30 giugno 2014, le associazioni firmatarie della presente che hanno partecipato agli incontri del 16 e del 31 luglio, accogliendo la proposta di intervenire in termini propositivi sul testo presentato, inviano le seguenti rilevazioni e proposte:
1. Ritengono anzitutto positivo l’avere promosso le iniziative di presentazione e discussione sfociate nella richiesta di intervenire in merito mediante propri scritti. Fondamentale nella sanità, come nella società, la partecipazione dei soggetti collettivi interessati, così come è stato fatto. Non tutti hanno certamente lo stesso grado di rappresentatività, ma a volte, più che la rappresentatività, vale il ragionamento, valgono le proposte, vale, secondo la nostra concezione, la relazione fra soggetti e diritti.
Per entrare subito nel merito, se è stata ed è importante la partecipazione critica e propositiva dei soggetti interessati, riveste grande rilevanza definire più precisamente la partecipazione dei soggetti che utilizzano il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Le leggi lo stabiliscono, in particolare la legge 833/1978 art. 13, la legge 502/1992 e successive modifiche art. 14, e la legge regionale n. 48 del 1988 art. 3, ripresa dalla legge 31/1997 e dal Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità, che ha istituito i Comitati di Partecipazione dei cittadini utenti e degli operatori. Una legge che ci sembra sia
stata disattesa e che richiede di essere ripresa ed attuata in termini flessibili, adottandola alla nuovo quadro istituzionale che uscirà al termine della discussione sul Libro Bianco con nuove norme approvate dal Consiglio Regionale.
In altri termini, i cittadini e gli operatori del SSN, mediante proprie rappresentanze democratiche, nei territori di riferimento dovranno avere la possibilità di intervenire sul funzionamento dei servizi e delle strutture in funzione critica e propositiva. Altra cosa è la responsabilità della gestione che resta nelle mani di chi ne è stato deputato. Si aggiunge solo che la partecipazione così come viene intesa e da noi proposta può avere anche uno scopo di controllo, non istituzionale, relativo agli effetti che il sistema sanitario produce, che non sempre corrispondono ai diritti stabiliti.

lunedì 1 settembre 2014

Fondo Sociale regionale per il sostegno all'affitto

Segnalo dal sito comunale questa notizia di interesse pubblico.
Il Fondo sociale per il sostegno dell'affitto è stato istituito dalla Legge Regionale n. 27 del 04.12.2009 al fine di agevolare l'accesso alle abitazioni in locazione primaria sul mercato privato, riducendo l'incidenza del canone sul reddito delle famiglie in condizione economica disagiata. L'accesso al Fondo è regolato da un bando pubblicato, con cadenza annuale, dalla Regione Lombardia. Possono partecipare i conduttori di contratti di locazione, relativi ad unità immobiliari ad uso residenziale, site nel Comune e occupate a titolo di residenza esclusiva e principale, la locazione deve risultare da un contratto regolarmente registrato o in corso di registrazione. L'ammontare del contributo, erogato dall'Amministrazione Comunale, è determinato tenendo conto della situazione economica e della composizione del nucleo familiare (ISEE-fsa). L'attivazione dell'intervento è preceduta dal bando pubblicizzato dall' Ufficio Interventi Sociali, indicativamente - salvo diversa disposizione da parte della Regione - nei mesi tra luglio e novembre.

casa
Per il 2014 il bando F.S.A. per il contributo al pagamento del canone di locazione relativo all'anno 2014 risultante da contratti d'affitto regolarmente registrati è aperto dal 15 settembre al 31 ottobre.
Per ulteriori informazioni:

sabato 5 luglio 2014

Rho-Monza:dalle parole all'azione. "No pasaran"

Sono anni che il Comitato lotta per ottenere risposte. Si è fatto e detto di tutto dal "suonare" le pentole, dagli incontri pubblici,alle manifestazioni ed anche al nuovo insediamento dell'attuale amministrazione la gente ha per l'ennesima volta espresso indignazione...Ora leggo che l'attuale opposizione chiede tavoli di lavoro ed assemblee aperte al pubblico anziché esigere azioni...E' terminato il tempo delle parole i nuovi amministratori devono concretizzare l'impegno dimostrando di essere accanto ai cittadini...e che l'opposizione per una buona volta faccia l'opposizione!
Giovanna

La lettera che ci ha inviato Giovanna Baracchi, candidata di Sinistra per Paderno Dugnano - Bene Comune, riassume ed esprime esattamente i miei pensieri sulla vicenda Rho-Monza. "E' finito il tempo delle  parole, i cittadini esigono azioni".
E' tempo, sottolinea Giovanna, che l'opposizione si muova diversamente. Al posto di chiedere tavoli e assemblee, tanto rituali quanto inutili, con il sindaco e una maggioranza sostanzialmente doppiogiochista (lo dimostra l'ultima mossa di Alparone che si sfila dall'impegno istituzionale in prima persona per lasciarlo all'assessore "tecnico" Tonello), tutta l'opposizione in Consiglio Comunale e fuori deve scendere coscientemente e convintamente sul terreno della lotta.
Tutta l'opposizione politica e sociale alla Rho-Monza a cielo aperto deve cominciare a fare qualcosa di più incisivo che faccia capire a Regione Lombardia, Governo Renzi, Serravalle, Expo, e anche alla nostra nuova giunta di destra, che a Paderno Dugnano i progetti autostradali devastanti e insostenibili fatti sulla pelle della gente "no pasaran".
Il presidio di tende e bandiere della collinetta deve scendere al piano e occupare la piazza del Palazzo Lombardia, portando sotto le finestre di Maroni la voce dei padernesi, una tenda va piantata anche davanti al Comune di Paderno perché la lotta alla Rho-Monza "mostro" è importante per noi almeno quanto la liberazione dei due Marò, i consiglieri dell'opposizione devono guidare i cittadini all'occupazione pacifica e simbolica dei cantieri per far capire a Serravalle che non li lasceremo lavorare in pace. Insomma la parola d'ordine "O si interra o sarà guerra" deve cominciare a diventare realtà. Ho sentito in questi anni più volte con le mie orecchie l'on. Ezio Casati, affermare che nel caso il governo e la Regione si fossero rifiutati di ascoltare la voce dei padernesi egli sarebbe stato il primo ad occupare i cantieri. Ebbene è venuto il momento per tutti di far seguire alle parole i fatti. Noi cittadini siamo pronti e dicendo questo credo di interpretare un sentimento comune. I consiglieri di opposizione, Caniato, Scorta, Caputo, Maestri, Marelli, Coloretti, Giuranna, Abbati, Cezza, sono pronti?


"No pasaran", in italiano non passeranno,è uno slogan di propaganda usato per indicare l'intenzione di difendere a ogni costo una posizione dal nemico. La frase fu dapprima proferita in francese dal generale Robert Nivelle durante la battaglia di Verdun della Prima guerra mondiale. In seguito apparirà su svariati poster di propaganda, dopo la seconda battaglia della Marna, e sui distintivi dei soldati che combatterono sulla Linea Maginot. La sua versione in lingua spagnola, più popolare dell'originaria francese, risale invece a un messaggio di Dolores Ibárruri (la Pasionaria) ai soldati al fronte, durante la guerra civile spagnola, in cui riprese la celebre frase per incitarli a combattere contro le truppe del generale Franco. Da allora è stata adottata come slogan politico della lotta contro il fascismo.

venerdì 17 gennaio 2014

Villaggio: "basta con gli esperimenti sulla nostra pelle, abbiamo già dato"

"Leganti Naturali, no grazie" così si chiamerà, come la pagina facebook del Gruppo che da un mese è il punto di incontro e di scambio delle informazioni dei cittadini , il nuovo Comitato per la difesa dell'ambiente e della salute di Paderno Dugnano. 
Dopo quello per l'Interramento della Rho-Monza, dopo quello NoInceneritore (che si voleva costruire sempre al Villaggio Ambrosiano), dopo quello a difesa delle famiglie delle vittime e dei lavoratori Eureco, dopo l'Associazione Esposti Amianto e quelli per l'acqua bene comune e contro il nucleare. Basta enumerarli per rendersi conto di come la nostra città, i padernesi e il territorio siano continuamente assediati da avidi predatori, la maggioranza dei quali hanno il volto delle istituzioni che li sostengono e favoriscono nella loro attività predatoria. 
Inceneritori, autostrade, impianti di trattamento scorie e rifiuti pericolosi, sono lucrose attività economiche che devastano l'ambiente, inquinano le persone grazie alle autorizzazioni degli enti locali che dovrebbero tutelare i cittadini e difendere i loro diritti, mentre invece non fanno altro che favorire e promuovere il business costruito sullo sfruttamento dei nostri beni comuni.
Ieri sera all'assemblea organizzata al Villaggio Ambrosiano da Jenny Carbone e Nicoletta Romano, che da un mese sono le animatrici della protesta, l'assemblea dei cittadini (circa 300) riuniti nella sala parrocchiale, ha dato loro mandato di costituire il Comitato che avrà il compito di vigilare sull'impianto della Leganti Naturali, sull'eliminazione dell'inquinamento dell'aria e sulla rimozione delle scorie inquinate che non dovevano mai arrivare al Villaggio e ci sono state portate con l'inganno violando tutte le norme e le leggi in materia.
All'assemblea gli interventi dei cittadini hanno ribadito con forza la richiesta di portare via le scorie dal quartiere e di chiudere l'impianto che ha dimostrato di non funzionare come aveva promesso di fare il suo titolare. Il quale per sua stessa ammissione dice di non sapere bene come uscire da questa situazione che non è stato in grado, per imperizia, imprudenza o incompetenza, di prevenire.
All'incontro hanno partecipato oltre al Sindaco, Marco Alparone, l'assessore all'Ambiente, il presidente del Consiglio Comunale e una folta rappresentanza di consiglieri ed esponenti politici padernesi. Il Sindaco si è offerto doverosamente al confronto e al dibattito rispondendo alle domande pressanti dei cittadini in sala, cosa che avrebbe dovuto fare subito, ai primi di dicembre, quando questi avevano con tempestività segnalato e denunciato l'inquinamento. 
Ha difeso il suo operato istituzionale scaricando giustamente la maggiore responsabilità dell'accaduto su chi doveva controllare e garantire la correttezza dell'autorizzazione ambientale concessa all'azienda, la Regione Lombardia, e invece non l'ha fatto. Ha rivendicato il lavoro fatto dal 27 dicembre fino ad oggi, fino all'ultimatum dato a Regione, Arpa e azienda che devono risolvere definitivamente il problema entro il 10 febbraio, eliminare ogni inquinamento e mettere in sicurezza l'impianto e il quartiere. Ha ricordato di avere provveduto ad autotutelare il Comune inviando tutto il dossier"Leganti Naturali" alla Magistratura che dovrà indagare sul "giallo dell'ammoniaca" per scoprire come e perché sia finita nelle scorie uscite dall'inceneritore di Brescia. 
Ma ha glissato sulla lunga, troppo lunga copertura da lui offerta alla Regione Lombardia che ha impiegato un  mese per fare quello che doveva fare immediatamente come prima cosa: analizzare le scorie, scoprendo che non  erano quelle autorizzate e rimuoverle dall'impianto. 
Ha glissato soprattutto sulle accuse di strumentalizzazione politica e allarmismo da lui lanciate contro i cittadini che i fatti hanno dimostrato avevano invece ragione da vendere e sono rimasti inascoltati per troppo tempo. Se spera che di questo i cittadini si siano dimenticati e si dimenticheranno presto temo che si sbagli di grosso, a meno che non impronti d'ora in avanti il suo comportamento di amministratore a una totale trasparenza e non li coinvolga alla pari nella gestione dell'emergenza
Il neonato Comitato intende infatti vigilare strettamente su quanto succederà da oggi alla conclusione di questa brutta storia,  e pretende giustamente di venire riconosciuto dal sindaco come un interlocutore privilegiato da coinvolgere nell'attività di ,monitoraggio delle operazioni di risanamento di quella discarica di rifiuti speciali che di fatto è diventata la Leganti Naturali.
Nei prossimi giorni infatti inizieranno, sotto il controllo dell'Arpa (un ente tecnico che alla prova dei fatti si è dimostrato inaffidabile) delle operazioni ancora una volta sperimentali tese a tentare di separare l'ammoniaca e portarla a smaltire altrove dilavando le scorie che poi potranno venire inertizzate legandole al cemento. Ancora una volta un'operazione a rischio sull'esito della quale nessuno, a cominciare dal proprietario dell'azienda, è disposto a giurare. E che dovrà essere l'ultimo esperimento perché i cittadini del Villaggio Ambrosiano l'hanno gridato chiaro e forte: basta con l'inquinamento,chiudere l'impianto della Leganti Naturali, portare via le scorie subito: il quartiere ha già dato.

lunedì 13 gennaio 2014

Leganti Naturali: è stata l'Arpa a dare il via libera all'impianto delle puzze

Come funzionano o meglio non funzionano le nostre istituzioni locali? Per capirlo basta leggere qualche carta scelta a caso tra le tonnellate che queste producono.
La risposta data dall'assessore provinciale Cristina Stancari al Consigliere Massimo Gatti sulle "esalazioni odorigene" e moleste provenienti dalla Leganti naturali di Paderno Dugnano , ad esempio, è molto istruttiva.
Si ha la conferma  che l'autorizzazione rilasciata all'azienda non prevedeva che dalle scorie potessero sprigionarsi emissioni di sorta e dunque non erano stati prescritti sistemi di captazione e abbattimento dei gas con riferimento agli stoccaggi.
Si scopre che l'Arpa, dopo aver effettuato un sopralluogo nell'impianto il 20 ottobre 2013, aveva confermato la corrispondenza di quanto realizzato con quanto autorizzato dalla Regione e ha rilasciato il nulla osta all'esercizio dell'impianto stesso.
Purtroppo questo sopralluogo effettuato da tecnici non ha rilevato che il progetto autorizzato dalla Regione era profondamente sbagliato, come i fatti hanno ampiamente dimostrato. Ma come è possibile che si autorizzino con tanta facilità dei progetti sbagliati relativi ad impianti "sperimentali" che trattano rifiuti pericolosi e che i tecnici incaricati di verificarne la validità non se ne accorgano?
Il 13 dicembre l'azienda avverte la Regione e gli enti interessati che dal suo impianto si sprigionano emissioni di ammoniaca, ma se le scorie, dalle quali non dovevano sprigionarsi emissioni, hanno inquinato l'aria di due quartieri di Paderno Dugnano, ciò significa che o l'azienda ha combinato qualche pasticcio in fase di avvio della lavorazione o le scorie stoccate non erano quelle previste dal decreto autorizzativo.
Si apprende che il 23 dicembre, dopo 10 giorni dall'inizio dell'inquinamento, interviene ancora l'Arpa che, rilevata la presenza di ammoniaca proveniente dalle scorie durante un sopralluogo, chiede alla Regione di rivedere le autorizzazioni rilasciate. Ma nessuna decisione operativa viene presa.
Solo nel corso del tavolo tecnico dell'8 gennaio 2014 (a quasi un mese dall'inizio dell'inquinamento), tra Regione, Arpa, Comune e azienda si decide finalmente di procedere a fare un'analisi delle scorie stoccate, avviare il monitoraggio in continuo delle emissioni, pre lavare le ceneri per eliminare le particelle metalliche (alluminio) che concorrono a sviluppare ammoniaca, installare lo scrubber definitivo entro il 10 febbraio.
Velocità eccessiva e sospetta nel concedere autorizzazioni, ritardi e lentezze nel riconoscere gli errori e prendere contromisure adeguate, negligenza, incompetenza, sottovalutazione dei fatti, incapacità a gestire impianti a rischio. Queste sono le cose che vedono i cittadini con  i loro occhi. Come possono fidarsi di chi dovrebbe tutelare la loro salute e sicurezza e invece si comporta così?

martedì 7 gennaio 2014

Inquinamento: PD e M5S votano per mantenere le ceneri al Villaggio

Questa sera nell'aula del Consiglio Regionale lombardo i cittadini padernesi hanno subito una pesante sconfitta di cui devono ringraziare la pochezza politica dei consiglieri dell'opposizione, PD, M5S e Lista Ambrosoli.
Il dibattito che si è svolto attorno alla 18.00, trasmesso in streaming video dal sito regionale, aveva come oggetto  una mozione sull'inquinamento dell'aria a Paderno Dugnano, presentata dalla consigliera grillina Carcano e controfirmata dai gruppi PD e Lista Ambrosoli. 
Nel documento (il testo si può leggere sul blog La Scommessa) si chiedevano  una serie di cose banali, perché atti dovuti, e una sola cosa davvero importante: il punto che impegnava la Giunta Maroni  "a mettere in atto tutte le procedure affinché si giunga alla rimozione immediata a spese della ditta in questione di tutto il materiale stoccato", cioè le 10mila tonnellate di ceneri contenute nel bunker della Leganti Naturali.
Ebbene di fronte alla proposta dell'assessore all'Ambiente, Claudia Maria Terzi, di approvare insieme la mozione eliminando però dal testo la richiesta di allontanamento delle ceneri inquinanti da Paderno, la Consigliera  del Movimento 5 Stelle, Silvana Carcano, ha accettato e approvato la cancellazione di quella che era ed è la richiesta dei cittadini padernesi. 
Ha ottenuto così un voto unanime, ma inutile e negativo. Inutile perché non cambia niente per i cittadini inquinati, che continueranno a respirare i vapori irritanti e puzzolenti fino a quando, (il 10 febbraio) l'azienda installerà un impianto di abbattimento dei gas che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) eliminare odori e disturbi respiratori.
Un voto tutto negativo perché la mozione, modificata con l'assenso di PD e M5S, consentirà al sindaco Alparone di non emettere domani alcuna ordinanza tesa alla rimozione e allontanamento delle ceneri da Paderno. Cosa che oggi invece aveva promesso ai cittadini con la sua dichiarazione al Corriere della Sera. 
Non c'è che dire, proprio un bel risultato consigliera Carcano. Brava, 7+.

sabato 4 gennaio 2014

Villaggio: per Sciunnach è tutto in regola, ma allora perché siamo inquinati?

Il dott. Dario Sciunnach, dirigente della Struttura Autorizzazioni e Innovazione in Materia di Rifiuti di Regione Lombardia, ha scritto una lettera al blog La Scommessa, nella quale egli replica ad alcune affermazioni pronunciate nei suoi confronti dalla consigliera regionale Silvana Carcano (M5S) dalla quale ritiene di essere stato "gravemente e gratuitamente calunniato in sede pubblica".
In sostanza egli difende il suo operato, cioè la firma dell'autorizzazione rilasciata alla Leganti Naturali, azienda  che ha prodotto il grave inquinamento al Villaggio Ambrosiano.
Sciunnach scrive. "l'Autorizzazione Ambientale di So.Le.Na. è stata firmata dal sottoscritto ad appena due mesi dall'ingresso in ruolo, dopo che l'intero iter autorizzativo era stato esperito - in modo del tutto corretto, per quanto risulta da successive verifiche - dal mio predecessore Roberto Cerretti".
Un frase con la quale egli tenta palesemente di scaricare la responsabilità dell'autorizzazione sul suo predecessore, ma senza riuscirci dal momento che la firma il calce è la sua e quindi sua è la piena responsabilità dell'atto. Inoltre nel momento in cui afferma che l'iter autorizzativo del suo predecessore era stato esperito "in modo del tutto corretto" egli condivide il giudizio positivo sull'autorizzazione concessa che ha consentito all'azienda di inquinare il territorio padernese.
Il dirigente regionale si dilunga poi in una autodifesa della sua competenza professionale affermando: "Il mio stato di servizio è immacolato e il mio curriculum accademico è superiore alla media, già alta, della dirigenza regionale; per accedere alla dirigenza regionale ho vinto due concorsi, senza aver mai avuto in tasca tessere di partito, di sindacati o di... società segrete!".
Prendiamo atto delle dichiarazioni del funzionario, ma lamentiamo una totale assenza di spiegazioni sul perché per lui e il suo predecessore era "corretta" l'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla Leganti Naturali. Mi rivolgo direttamente a lui, come cittadino e giornalista e gli chiedo di rispondere a una semplice domanda: Perché un impianto che eseguiva lavorazioni "sperimentali", dunque oggettivamente a rischio, come il mescolamento nel cemento di ceneri provenienti da inceneritori di rifiuti in un centro abitato è stato da lui autorizzato a lavorare senza prima sottoporlo alla Valutazione di Impatto Ambientale?
In base a quele norma discrezionale è stata da lui rilasciata l'autorizzazione a trasformare il nostro territorio in un laboratorio a cielo aperto per la messa a punto di impianti a rischio e i suoi abitanti in cavie?

mercoledì 4 dicembre 2013

Lombardia: Piano rifiuti, differenziata spinta, stop a discariche e inceneritori

Ricevo dal consigliere, Gianfranco Massetti, questa nota sul tema degli inceneritori e dei rifiuti in Regione Lombardia che segnalo ai lettori.

Il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni ho postato questo suo comunicato che vorrei segnalare ai cittadini padernesi :

“La VI Commissione Ambiente ha approvato ieri, giovedì 28 novembre 2013, una risoluzione sul programma regionale di gestione dei rifiuti, di cui la Giunta ha reso nota la proposta. Prima che il piano diventi definitivo, anche i Consiglieri Regionali hanno voluto dare il proprio parere.
Il Pd ha approvato con convinzione la risoluzione, messa nero su bianco in modo collegiale, perché contiene proprio i principi che stiamo sposando e sostenendo da tempo: spingere sulla raccolta differenziata e il riciclo e dire basta alle discariche e agli inceneritori.
Se, cioè, lo spirito del piano è condivisibile, vogliamo anche che l’Assessore Regionale all’Ambiente, Terzi, passi dagli annunci a politiche coerenti. Ad esempio, sui rifiuti urbani riteniamo siano necessarie norme più stringenti per non autorizzare discariche, chiudere i termo valorizzatori obsoleti e non permetterne di nuovi, mentre servono norme semplificate per sostenere le aziende che intendono riconvertire gli inceneritori e per autorizzare la nuova impiantistica (compostaggio, biodigesracctione, trattamento meccanico biologico, impianti di riciclaggio).

La politica ambientale che anima il Pd in questa battaglia va verso la bacinizzazione regionale e il modello unico di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Per questo è urgente prevedere incentivi per i Comuni e le Province virtuosi in tema di raccolta differenziata. E questo è stato uno dei punti fondanti della risoluzione. Inoltre, per quanto ci riguarda, sarebbe importante stabilire la possibilità di estendere l’ecotassa non solo allo smaltimento in discarica ma anche all’incenerimento. Infine, è necessario concertare con il Ministero dell’Ambiente una revisione del disegno di legge in materia ambientale a proposito della rete nazionale integrata di incenerimento. Altrimenti il rischio è che verranno utilizzati a pieno regime gli inceneritori esistenti, localizzati al nord e molti in Lombardia, e nel resto del Paese si continuerà a smaltire in discarica e a esportare all’estero.
Anche se la risoluzione non li ha presi in esame non dimentichiamo i problemi connessi ai rifiuti speciali e alle bonifiche. Nel primo caso, il Pd punta a far inserire nel nuovo piano norme più cautelative per la localizzazione degli impianti, un potenziamento dei controlli e dei monitoraggi e una maggiore responsabilità dei comuni interessati..”

Ora, leggendo anche la stampa di questi giorni, risulta chiara una presa di posizione della Regione Lombardia sulla chiusura degli inceneritori. Questo significa che non si potranno autorizzarne di nuovi? Pur con tutte le cautele ( non sarebbe la prima volta che ordini del giorno e affermazioni del Consiglio Regionale non siano seguiti da conseguenti atti della Giunta e di Maroni) questo significa che si può considerare chiusa la vicenda del nuovo inceneritore di Paderno Dugano?
Sarebbe utile a questo punto una nuova presa di posizione dell’Amministrazione Comunale padernese.

lunedì 2 dicembre 2013

Rho-Monza, sondaggi e paure

Il Comitato per l'Interramento della Rho-Monza ha denunciato, tramite il blog La Scommessa, quello che ritiene "un fatto gravissimo", cioè un sondaggio in corso, commissionato (non si sa bene da chi) a Lorien Consulting, società specializzata in queste rilevazioni, finalizzato a indagare le opinioni dei cittadini padernesi in merito al progetto di riqualificazione della Rho-Monza.
Gli esponenti del Comitato bollano l'iniziativa, che coinvolge un campione statistico di circa 400 persone, come "un'infamia" e accusano, ma non ne hanno le prove, la Regione Lombardia di averlo commissionato e pagato con soldi pubblici, mentre la società Lorien interpellata ha affermato che il suo cliente sarebbe un privato.
I membri del CCIRM leggono la rilevazione, che è stata sicuramente commissionata da un soggetto interessato al progetto, non necessariamente pubblico perché sono molti i privati coinvolti in questo affare a cominciare da Serravalle, come un atto ostile.  Nelle loro dichiarazioni la descrivono come un'attività di propaganda sleale perché le domande sarebbero poste in modo da convincere gli intervistati che la Rho.Monza è utile e conveniente per il territorio e concludono denunciando: la "democrazia si è trasformata in vile marketing"..
Mi sembrano queste preoccupazioni infondate. Nel marketing i sondaggi sono strumenti usati per conoscere le idee dei consumatori e dei potenziali clienti, non per sostenere e diffondere un'opinione o modificare le opinioni consolidate dell'intervistato. Chi denuncia il sondaggio come un atto teso solo a dimostrare la tesi precostituita che i padernesi vogliono la Rho-Monza a 14 corsie per me si sbaglia di grosso. In questi casi per avere una risposta credibile si deve indire un referendum cittadino, non basta fare 400 interviste telefoniche. 
Le denunce però rivelano la grande debolezza e solitudine del CCIRM che teme evidentemente di non essere riuscito a convincere delle sue ragioni i cittadini padernesi. La paura è quella di trovarsi a non avere solidi argomenti da opporre al risultato del  sondaggio se questo dovesse rivelare che la maggioranza dei padernesi non è contraria all'autostrada urbana e anzi la considera un'opera necessaria.
Io credo che si sbagliano ancora una volta. Il sondaggio potrebbe dare infatti risultati molto diversi e inattesi. Ad esempio potrebbe rivelare che i padernesi vogliono la Rho-Monza, ma non il mostro a "cielo aperto" e trovano ingiusto che a subire le conseguenze debbano essere i pochi abitanti dei quartieri attraversati dalle 14 corsie. 
Perché chi oggi demonizza il sondaggio non ha fatto niente nemmeno in questi ultimi mesi per conoscere l'opinione dei cittadini e valutare correttamente le loro idee in merito? Conoscere il loro pensiero, come chiede il committente del sondaggio in corso, avrebbe consentito al Comitato di  studiare e mettere in atto azioni di comunicazione e informazione diverse e più efficaci di quelle attuate.

mercoledì 31 luglio 2013

Rho-Monza: il PD a fianco di cittadini e comitati

Ricevo da Oscar Figus, coordinatore cittadino del PD, questo comunicato stampa sulla decisione della giunta regionale in merito al progetto della Rho-Monza.


Deliberazione della Giunta Regionale Lombarda sulla riqualificazione della Rho Moza

Paderno Dugnano, 31 luglio 2013
Nonostante il parere contrario dei territori (amministrazioni, comitati, cittadini e partiti politici) e persino di diversi pareri tecnici che vedono difficoltà nel finire l'opera prima di Expo 2015, la Giunta regionale lombarda ha deliberato parere positivo in ordine alla compatibilità ambientale dell’attuale progetto di riqualificazione della sp46
Lo ha fatto - tra l'altro - nel modo peggiore; confrontando nella relazione istruttoria (allegato A) - relativamente al capitolo 2.5 "Alternative progettuali e considerazioni di merito" - dove la proposta dei comuni viene definita - pag. 20 - "non sostenibile per la collettività"
Anche sorvolando sul fatto che la "variante comuni" non è un progetto esecutivo ma solo la dimostrazione tecnica della possibilità di un'opera progettata diversamente - contrariamente a quanto sempre sostenuto da Serravalle - e che quindi le due proposte non possono essere confrontate tout-court (ad esempio sui costi).
Di interramento a Paderno Dugnano nel documento NON SI PARLA, 
neppure per negarne l'utilità o la fattibilità. Si dice che è stato esaminato come parte della "variante comuni" (pag. 17), lo si cita nel capitolo 2.5.2.1 "Potenziamento dell’itinerario in sede (compreso interramento tratta Paderno D.)" - e il titolo tra parentesi già da l’impressione di essere stato aggiunto in un secondo tempo - poi NON NE PARLA PIU' fino alle osservazioni del pubblico da pag. 32 (tutte le osservazioni dei padernesi chiedono l'interramento).
Senza però affrontare il tema dell'interramento a Paderno neppure nelle conclusioni al capitolo 5. "Conclusioni: parere regionale e proposta di prescrizioni" da pag. 42, limitandosi ad indicare come indispensabile la costituzione di un Osservatorio Ambientale che però a questo punto potrebbe intervenire solo a posteriori - e non si capisce come - sull'impatto ambientale dell'opera.

venerdì 26 luglio 2013

Rho-Monza, golpe estivo?


La Giunta Regionale della Lombardia ha espresso parere favorevole al Ministro dell'Ambiente in merito al progetto Serravalle per la riqualificazione della Rho-Monza. Il Comitato per l'interramento chiama tutti alla mobilitazione per evitare colpi di mano sul territorio approfittando del "generale agosto" (noto golpista). Il testo della delibera è visibile cliccando qui.

mercoledì 3 luglio 2013

Rho-Monza: in Provincia PdL e Lega votano contro l'interramento

Ricevo e segnalo ai lettori questi due messaggi, di Ferruccio Porati e Massimo Gatti sulla recente decisione del Consiglio Provinciale di respingere l'OdG sull'interramento della Rho-Monza, smentendo sé stesso e la Regione Lombardia. Qualcuno dovrebbe dire al centro destra milanese di smetterla di comportarsi in modo irresponsabile e incomprensibile

Il consiglio provinciale smentisce se stesso (non applica la mozione del 1 dicembre 2011) e va contro la mozione regionale della Carcano (approvata all’unanimità).
Unica consolazione: votazione molto incerta, finita 18 a 16.
Strana la posizione di chi ha votato contro: in Regione vale una posizione, in Provincia un’altra. Mah!
Ing. Ferruccio Porati

Carissime/i, 
per opportuna conoscenza vi inoltro l'ordine del giorno per l'interramento della Rho-Monza respinto dal Consiglio provinciale lo scorso 25 giugno, con 18 voti contrari (PDL e Lega) e 16 favorevoli (Lista Un'Altra Provincia-PRC-PdCI, SEL, IDV e PD). 
A presto,  

Massimo Gatti 

mercoledì 19 giugno 2013

Regione Lombardia: approvata all'unanimità la mozione per l'interramento

Ricevo dal portavoce del Comitato per l'Interramento padernese, Ferruccio Porati, questo messaggio relativo all'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio Regionale della mozione presentata da Silvana Carcano (M5S) condivisa da tutti i gruppi politici regionali. 

Flash dalla Regione Lombardia.
Mozione Carcano approvata all’unanimità: la giunta lombarda dovrà adoperarsi per l’interramento.
Del Tenno incazzatissimo, e questo mi fa ancora più felice.
Ciao.

lunedì 4 marzo 2013

Voti comprati: l'Italia criminale che inquina la democrazia

La notizia del giorno che apre tutti i TG è quella dello sbarco a Roma dei grillini con i loro due capi. Per me invece è quella dell'arresto a Monza dell'ex assessore monzese al patrimonio del PdL per compravendita di voti dalla camorra.
Venti euro un voto singolo, 50 in caso di voto famigliare. Questa la tariffa secondo il Gip di Monza, Claudio Tranquillo, titolare dell'inchiesta che ha portato in prigione 35 persone tra cui l'ex amministratore monzese del PdL e diversi personaggi che avrebbero gestito le attività criminali nel capoluogo brianzolo negli ultimi anni. Questa inchiesta è simile a quella che aveva già portato in autunno all'arresto dell'assessore regionale del PdL, Zambetti, e aveva provocato la caduta della giunta Formigoni.
Ciò conferma un pensiero che mi gira insistentemente per la testa da lunedì sera, quando è terminato lo spoglio dei voti delle elezioni politiche che hanno visto la clamorosa e inattesa rimonta del partito di Berlusconi. Dove il capo della neodestra italiana ha vinto di più? Nelle regioni dove più forte è il controllo sociale della criminalità organizzata, Sicilia, Calabria, Campania,Puglia e in Lombardia, dove questa criminalità si è intrecciata da 20 anni a quella economica, come tutte le inchieste della Magistratura hanno dimostrato.
Lo scenario italiano uscito dalle elezioni della scorsa settimana è dunque il seguente: il 30% del Paese è rappresentato da un centrosinistra che cerca responsabilmente di salvare l'Italia dalla rovina, il 30% da un centrodestra irresponsabile, pesantemente inquinato dalle bande criminali, che aveva già portato nel 2011 il Paese sull'orlo del baratro, e il 30% da un movimento populista antieuropeo, che disprezza le istituzioni, cavalca la protesta prodotta dal disagio sociale e punta dichiaratamente allo sfascio. 
Se questa è la realtà, e temo sia così, il problema vero evidenziato dal voto è la incapacità della democrazia italiana di autoriformarsi che poi vuol dire l'incapacità degli italiani di autogovernarsi. E una simile carenza non può venire imputata a questo o a quello: siamo tutti coinvolti. Ha ragione Bersani a dire a Grillo: "Tutti a casa? Va bene, tutti però, anche tu".  

mercoledì 6 febbraio 2013

Inceneritore: il comunicato dell'Amministrazione

Segnalo ai lettori il comunicato stampa diffuso oggi da Sindaco e Vicesindaco in merito alla bocciatura del progetto di inceneritore a Paderno Dugnano da parte della Regione Lombardia.

COMUNICATO STAMPA
Respinto definitivamente il progetto per un termovalorizzatore
“Ha vinto la città e ha prevalso il buon senso”
Paderno Dugnano (6 febbraio 2013). “La decisione della Regione Lombardia dimostra il buon senso delle nostre Istituzioni e la capacità di ascolto e comprensione verso il territorio. La bocciatura definitiva del progetto per la realizzazione di un termovalorizzatore al Villaggio Ambrosiano è una vittoria di tutta la nostra città”, è il commento del Sindaco Marco Alparone e del Vice Sindaco Gianluca Bogani dopo che è stato reso noto il parere degli uffici regionali che hanno bocciato la richiesta avanzata dalla società Paderno Energie.
“Non abbiamo mai condiviso quel progetto, siamo stati sin dal primo istante convinti che la città e tutto il territorio non ne avessero bisogno – ribadiscono il Sindaco e il Vice Sindaco - non abbiamo esitato a ritirare subito il permesso di costruire sull’area ex Tonolli e poi abbiamo avanzato costantemente osservazioni
contrarie alla nascita del termovalorizzatore. Una battaglia condotta su più tavoli e prezioso è stato sicuramente il contributo forte da parte dei cittadini, delle Amministrazioni limitrofe e della rete associativa. Oggi possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo e goderci questo bel risultato”.

sabato 19 gennaio 2013

Via i ticket sotto i 30mila euro: il PD chiede equità


Più equità nell'accesso alle cure. Torna a chiederlo il PD e ricorda alla Lega le sue proposte per far pagare davvero meno chi ha di meno. La Lombardia è infatti quella che fa pagare i ticket sanitari più alti ai suoi cittadini: più complesso è l'esame da svolgere, più alto è il costo per il cittadino a differenza delle altre ragioni dove si è deciso di rimodulare il ticket più equamente, in base al reddito e non al valore delle prestazioni. 
"E' necessario invece alleggerire le famiglie che non hanno redditi alti da questa spesa perché le cure devono essere garantite alla stessa maniera anche alle fasce più deboli" dice il consigliere e segretario regionale Maurizio Martina. Il PD propone quindi di togliere i ticket sui farmaci e il superticket sulle prestazioni ambulatoriali alle famiglie con redditi al di sotto dei 30mila euro. A partire da quella soglia la compartecipazione alla spesa sanitaria deve diventare progressiva. "Chi ha di più paga di più, chi ha di meno paga di meno".

domenica 13 gennaio 2013

Ambrosoli: un programma per la nuova Lombardia

Legalità, sviluppo, Europa, trasporti, ticket sanitari da rimodulare a seconda del reddito. Sono questi i punti forti del programma che Umberto Ambrosoli, candidato del centro sinistra alla presidenza della Regione Lombardia ha lanciato ieri sera al teatro Dal Verme gremito di folla.
Su tutte un'idea a far da traino della sua campagna elettorale: una banca regionale per lo sviluppo.Al primo posto del programma il richiamo alla trasparenza e alla moralità, condizioni indispensabili per un vero 'contratto sociale' con la comunità lombarda. Al secondo posto, la necessità di rilanciare gli investimenti per creare nuova occupazione con strumenti adeguati come una 'Banca regionale per lo sviluppo'. Sviluppo e crescita che devono avvenire in una prospettiva di maggiore apertura verso l'Europa.
Dopo lavoro e sviluppo, l'attenzione ai bisogni delle persone che devono tornare al centro del governo regionale offrendo innovazione sul fronte dei servizi con una visione che riunifichi quel che la destra aveva diviso: prevenzione, cura e assistenza. Ambrosoli ha posto come uno dei punti chiave del suo progetto la riforma del ticket secondo principi di progressività basati sul reddito: "Chi ha di più paghi di più", è il punto di partenza del candidato del centro sinistra. Infine una revisione delle politiche dei trasporti che si fondi sul concetto di mobilità sostenibile e di maggiore attenzione alle questioni ambientali.   

domenica 16 dicembre 2012

Ha vinto Ambrosoli e con lui la democrazia e il cambiamento

Ricevo da Gianfranco Massetti questo commento a caldo sui risultati delle "primarie civiche" lombarde a Paderno Dugnano. Una prima analisi sottolinea che qui il voto per Kustermann unito a quello di Di Stefano supera i consensi ottenuti da Ambrosoli che, a differenza della media del Nord Milano, non raggiungono il 50%. 

Un primo commento a caldo. Nonostante le difficoltà del tempo e la stanchezza i volontari del centrosinistra sono riusciti ad allestire un seggio anche per le primarie lombarde.
Fatto rilevante a 30 giorni da quelle nazionali per Bersani.
E così i padernesi in 482, pari cioè al 25% dell'affluenza registrata alle Primarie nazionali, sono tornati ad esprimere la propria voce. Ambrosoli ha ottenuto 236 voti , Di Stefano 154, Kustermann 92. Umberto Ambrosoli a Paderno Dugnano si è aggiudicato con largo margine la candidatura a guidare il centro sinistra alle elezioni regionali del 2013. Il suo risultato padernese (48,9%), però è inferiore alla media regionale del 58%. Notevole il voto ottenuto da Di Stefano (32% circa contro il 23% delle regionali). In linea con quello regionale il risultato della Kusterman (19%).
Un dato da rilevare è che la somma dei voti di Kusterman e di Di Stefano è superiore a quelli di Ambrosoli. Forse significa che Ambrosoli, soprattutto con le sue prime uscite sulla sanità privata e la scuola privata, aveva dimostrato poca chiarezza nella volontà di cambiamento radicale della Regione Lombardia che invece gli altri due candidati hanno incarnato da subito. Forse significa che i padernesi , ma anche i lombardi, vogliono un centro sinistra deciso e netto nella volontà e nei programmi di cambiamento e non cercano altre mediazioni.
Un altro dato è da sottolineare: c’è stato poco tempo per far conoscere i programmi e i candidati.
Questi tre protagonisti, comunque, possono formare davvero una squadra credibile nella battaglia per le elezioni regionali che devo servire a cambiare la Regione Lombardia. Ci vuole un’altra Lombardia e soprattutto bisogna fare piazza pulita di 20 ani di governo formigoniano. Non sarà facile ma se saremo chiari e limpidi nella volontà di cambiamento la vittoria potrebbe essere possibile nonostante le forze berlusconiane e maroniane.
Intanto con Ambrosoli ha vinto la democrazia e la partecipazione dei cittadini insieme e alla volontà di un netto cambiamento. Non si potrà non tenerne conto.