Le primarie di coalizione per il 30
marzo. Lo chiede con un comunicato stampa diffuso ai media locali, Giovanni Giuranna, il presidente delle Acli padernesi che si è
autocandidato sindaco a nome di una lista civica che dovrebbe nascere
per iniziativa di alcuni aderenti all'appello "Unirsi per
Cambiare" da lui lanciato 40 giorno fa.
E' questo il secondo tentativo di
forzare la mano al Partito Democratico che Giuranna mette in atto
dal momento che il PD ha appena iniziato le sue "consultazioni"
con le altre forze politiche che potenzialmente potrebbero far parte
dell'alleanza di centro sinistra. Il 6 febbraio aveva chiesto a tutto il centro sinistra di rinunciare a
presentare le sue liste e i suoi candidati sindaci e di rinunciare alle primarie perché esisteva già la sua candidatura che veniva da lui definita "rappresentativa di tutti". Oggi pretende di
dettare a mezzo stampa, a PD e a tutti gli altri, tempi e modi di costruzione della coalizione e delle eventuali primarie.
Il PD così violentemente strattonato
per ora non ha reagito, come non hanno reagito le altre Liste e forze
politiche che vorrebbero dar vita alla coalizione. Certo il metodo
piuttosto "radicale" del rappresentante di
quel mondo che ruota attorno ad alcune associazioni cattoliche del
Villaggio Ambrosiano e di Paderno, non è stato molto apprezzato e
probabilmente a breve una risposta politica ci sarà. Il suo comportamento è inaccettabile perché, prima di questa uscita a gamba tesa, non risulta si sia mai confrontato con le altre forze politiche con le quali dovrebbe allearsi, né sul programma né sulla coalizione.
Fissare addirittura una data per
elezioni primarie del centro sinistra, quando ancora non si sa chi
farà parte dell'alleanza e soprattutto su quale programma si
costruirà, appare se non una provocazione, uno strappo irrispettoso
della volontà e delle idee di tutti gli altri. Alla faccia del
metodo tanto sbandierato dell'ascolto e della condivisione. Errare umano, perseverare....





