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sabato 30 agosto 2014
Un'Italia di gelatai
Agli italiani piace avere come primo ministro un buffone tutto battute e niente fatti. Dopo Berlusconi infatti si sono buttati a pesce su Renzi come abbiamo visto anche alle elezioni europee a Paderno Dugnano.
Io evidentemente non sono italiano perché a me battute, gaffe, buffonate dei politici incapaci non piacciono. Renzi è talmente cretino che per rispondere alle critiche dell'Economist sulla sua incapacità di rimettere in moto l'Italia ha pensato bene di dar vita a un piccolo show nel cortile di Palazzo Chigi facendosi portare un grosso cono gelato da un uomo col carrettino a pedali, citando evidentemente la famosa canzone di Battisti: "I giardini di marzo".
Ignorando (nel senso che è ignorante) evidentemente che il testo scritto nel 1972 recitava: "Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati, al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti...".
Ps anche a Paderno Dugnano l'idea dei gelati era già venuta a qualcuno mi pare.
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venerdì 30 maggio 2014
Antonella Caniato: Padernesi, abbiate fiducia nel cambiamento e nel futuro
Con questo comunicato stampa Antonella Caniato, il candidato sindaco del centro sinistra ringrazia i cittadini elettori e li invita ad avere fiducia nel suo progetto di città: "Una città vera, attenta alle persone e ai loro bisogni urgenti che sono lavoro, casa, ambiente, viabilità, giovani e scuole. un progetto sul quale metterò tutte le mie energie e competenza affiancata da una squadra di giovani consiglieri preparati e motivati, desiderosi di far bene".
Antonella Caniato: "Grazie ai 10.222 elettori che ci hanno sostenuto.
L'8
giugno al ballottaggio abbiamo la possibilità di cambiare il volto
della nostra città".
Paderno
Dugnano, 29 maggio 2014
PADERNO
DUGNANO, 29 maggio 2014 - "Dopo il primo turno elettorale
desidero ringraziare i 10.222 elettori che, domenica 25 maggio, si
sono recati alle urne ed hanno espresso fiducia e consenso verso la
coalizione di centro-sinistra che rappresento.
Grazie a
quanti ci hanno sostenuto, con impegno e passione, nella ferma
convinzione che a Paderno Dugnano, come in Italia, si possa avviare
un serio cambiamento. La fiducia espressa verso il Partito
Democratico del presidente del Consiglio Matteo Renzi, premiato alle
europee con un consenso elevatissimo, troverà, anche nella nostra
città, la possibilità di concretizzarsi.
Abbiamo
bisogno di un'amministrazione nuova, con una visione di città vera,
attenta alle persone e ai loro bisogni. Lavoro, casa, ambiente,
viabilità, giovani e scuole sono i temi sui quali il progetto della
Paderno Dugnano futura si sviluppa. E sui quali metto le mie energie
e competenze, affiancata da un gruppo di giovani consiglieri
preparati, motivati e desiderosi di fare bene.
Come
previsto abbiamo ora da affrontare il ballottaggio e si riparte da
zero.
Il
nostro invito ai cittadini Padernesi è di avere fiducia nel
cambiamento e nel futuro, unica soluzione possibile in una città
che, in cinque anni di centrodestra, è rimasta immobile. Ferma coi
suoi problemi, famiglie e imprese abbandonate da un'amministrazione
evanescente e bugiarda.
Stupisce
che il sindaco uscente Alparone, sostenuto da Lega Nord e partiti di
destra, si erga a "paladino" del centro-moderato. Il suo
tentativo di cavalcare l'onda del riformismo "Renziano"
appare debole e poco convincente. Non è salendo sul "carro del
vincitore" che Alparone potrà assolversi dai suoi cinque anni
di assenza politica-amministrativa. Occorre un progetto serio e
fattibile per rilanciare e migliorare la nostra comunità, stretta
fra la futura area metropolitana milanese ed una Brianza produttiva
che stenta a ripartire. Per questo le liste che mi sostengono hanno
elaborato un progetto condiviso che delineerà la Paderno Dugnano
fino ed oltre Expo 2015.
Il
Partito Democratico, con le Coccinelle di Insieme per Paderno, la
lista civica "Insieme per Antonella", Scelta Civica e
Sinistra per Paderno Dugnano, invita i cittadini padernesi a non farsi
ingannare. L'unica possibilità di cambiare il volto di Paderno
Dugnano, l'8 giugno, è votare per Antonella Caniato.
Antonella
Caniato - candidato Sindaco
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lunedì 26 maggio 2014
Europa-Paderno Dugnano, i cittadini hanno votato PD
Grande vittoria del Partito Democratico di Renzi alle elezioni europee. Con il 40,81% il PD doppia il risultato del Movimento 5 Stelle (ridicolizzando il Grillo che per settimane ha berciato con arrogante sicurezza "vinciamo noi") fermato al 20%, e surclassato Forza Italia che è rimasta al 16,8%.
Buona affermazione della lista di sinistra L'altra Europa per Tsipras che ha superato di poco il 4%, quasi alla pari con il Nuovo Centro Destra, mentre non sono entrati Fratelli d'Italia (3,66%) e tutti gli altri che hanno raccolto meno dell'1%.
A Paderno Dugnano (dove hanno votato oltre il 70% dei cittadini) e oggi pomeriggio inizierà lo spoglio dei voti per Sindaco e consiglieri comunali, questo risultato che supera le aspettative di tutti ha immediatamente fatto sperare la coalizione di centro sinistra di poter vincere addirittura al primo turno. Ai dati che confermano un PD al 41,56%, la lista Trispras (cioè la sinistra unita) al 3,66%, si sommeranno infatti i voti delle liste ambientaliste (Insieme per Cambiare) e di centro (Scelta Civica) che appoggiano Antonella Caniato Sindaco.
Forse non sarà proprio così, ma stando sempre ai numeri disponibili sul sito comunale è quasi certo che a un eventuale ballottaggio andranno le coalizioni di Caniato e Alparone perché il leader dei grillini locali, Abbati, il quale andava in giro a dire a tutti con il suo solito tono arrogante: "Questa volta vi asfaltiamo", dovrà lasciare in rimessa la betoniera. Gli elettori padernesi, al suo M5S hanno dato solo il 18,13% dei consensi, cioè meno della metà dei voti che hanno assegnato al PD.
La coalizione di Marco Alparone, probabilmente, parteciperà al secondo turno con il 34-36%% dei voti, staccata di quasi 10 punti da quella guidata da Antonella Caniato.
Aspettiamo con ansia l'esito di oggi pomeriggio. Io nonostante i miei acciacchi sarò presente come rappresentante di lista al mio seggio e assisterò dal vivo con enorme soddisfazione all'affermazione del centro sinistra. E' quello per il quale ho lavorato 5 anni e a questo punto credo di essermelo meritato.
Buona affermazione della lista di sinistra L'altra Europa per Tsipras che ha superato di poco il 4%, quasi alla pari con il Nuovo Centro Destra, mentre non sono entrati Fratelli d'Italia (3,66%) e tutti gli altri che hanno raccolto meno dell'1%.
A Paderno Dugnano (dove hanno votato oltre il 70% dei cittadini) e oggi pomeriggio inizierà lo spoglio dei voti per Sindaco e consiglieri comunali, questo risultato che supera le aspettative di tutti ha immediatamente fatto sperare la coalizione di centro sinistra di poter vincere addirittura al primo turno. Ai dati che confermano un PD al 41,56%, la lista Trispras (cioè la sinistra unita) al 3,66%, si sommeranno infatti i voti delle liste ambientaliste (Insieme per Cambiare) e di centro (Scelta Civica) che appoggiano Antonella Caniato Sindaco.
Forse non sarà proprio così, ma stando sempre ai numeri disponibili sul sito comunale è quasi certo che a un eventuale ballottaggio andranno le coalizioni di Caniato e Alparone perché il leader dei grillini locali, Abbati, il quale andava in giro a dire a tutti con il suo solito tono arrogante: "Questa volta vi asfaltiamo", dovrà lasciare in rimessa la betoniera. Gli elettori padernesi, al suo M5S hanno dato solo il 18,13% dei consensi, cioè meno della metà dei voti che hanno assegnato al PD.
La coalizione di Marco Alparone, probabilmente, parteciperà al secondo turno con il 34-36%% dei voti, staccata di quasi 10 punti da quella guidata da Antonella Caniato.
Aspettiamo con ansia l'esito di oggi pomeriggio. Io nonostante i miei acciacchi sarò presente come rappresentante di lista al mio seggio e assisterò dal vivo con enorme soddisfazione all'affermazione del centro sinistra. E' quello per il quale ho lavorato 5 anni e a questo punto credo di essermelo meritato.
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lunedì 31 marzo 2014
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venerdì 14 marzo 2014
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lunedì 10 marzo 2014
venerdì 28 febbraio 2014
lunedì 24 febbraio 2014
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mercoledì 19 febbraio 2014
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venerdì 14 febbraio 2014
mercoledì 22 gennaio 2014
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martedì 21 gennaio 2014
PD, nasce il partito del sindaco bulletto
"Mi dimetto perché sono
colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al
suo interno che non può piegare verso l'omologazione, di linguaggio
e pensiero". Così Gianni Cuperlo, in una lettera a Matteo
Renzi per motivare le sue dimissioni dalla presidenza del PD
Era inevitabile ed è avvenuta questa scissione calda tra i nuovi fanfaniani evoluti, energici e sbrigativi e gli ex berlingueriani eruditi e dolenti, rimasti immobili al palo dopo la fine della storia, cioè dopo la caduta del muro di Berlino e l'inizio della gobalizzazione.
Che angoscia per me, che sono stato iscritto per cinque anni a questo partito vederlo oggi lacerato e sull'orlo di una drammatica scissione provocata, anzi aizzata, dai diktat volgari del segretario bulletto che risponde alla critiche di merito con l'insulto personale perché ormai non ha più tempo da perdere con il dissenso interno, meglio liberarsene il più beceramente e il più velocemente possibile.
Cuperlo nella sua lettera di dimissioni scrive che si dimette perché "vuole bene al PD". Mi chiedo a quale PD vuol bene dal momento che il PD renziano non è più né un partito né democratico perché è guidato da uno che irride chi si esprime contro le sue scelte avvertendolo di stare votando contro i 3 milioni di elettori delle primarie che, lui ne è convinto, gli hanno dato un mandato in bianco a fare tutto.
Proprio come il suo cattivo maestro Berlusconi con il quale non a caso si trova tanto in sintonia. Sicuramente più che con Cuperlo.
Era inevitabile ed è avvenuta questa scissione calda tra i nuovi fanfaniani evoluti, energici e sbrigativi e gli ex berlingueriani eruditi e dolenti, rimasti immobili al palo dopo la fine della storia, cioè dopo la caduta del muro di Berlino e l'inizio della gobalizzazione.
Che angoscia per me, che sono stato iscritto per cinque anni a questo partito vederlo oggi lacerato e sull'orlo di una drammatica scissione provocata, anzi aizzata, dai diktat volgari del segretario bulletto che risponde alla critiche di merito con l'insulto personale perché ormai non ha più tempo da perdere con il dissenso interno, meglio liberarsene il più beceramente e il più velocemente possibile.
Cuperlo nella sua lettera di dimissioni scrive che si dimette perché "vuole bene al PD". Mi chiedo a quale PD vuol bene dal momento che il PD renziano non è più né un partito né democratico perché è guidato da uno che irride chi si esprime contro le sue scelte avvertendolo di stare votando contro i 3 milioni di elettori delle primarie che, lui ne è convinto, gli hanno dato un mandato in bianco a fare tutto.
Proprio come il suo cattivo maestro Berlusconi con il quale non a caso si trova tanto in sintonia. Sicuramente più che con Cuperlo.
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domenica 19 gennaio 2014
sabato 18 gennaio 2014
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domenica 12 gennaio 2014
mercoledì 8 gennaio 2014
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domenica 5 gennaio 2014
Forza Pierluigi, non sei solo
L'emorragia cerebrale che ha
colpito oggi l'ex segretario del PD, Pierluigi Bersani, mi ha
umanamente colpito. La sua sofferenza fisica dimostra che purtroppo
le pesanti sconfitte personali e politiche subite negli ultimi mesi lo hanno crudelmente
percosso.
Ad abbatterlo è stato lo smacco della non vittoria elettorale di febbraio 2013, ma a schiantarlo è stata la miserabile pugnalata alle spalle che i parlamentari "democratici" gli hanno inferto in occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica. Un'esecuzione in puro stile mafioso che 101 "eletti" di quello che egli credeva fosse il suo partito, hanno portato a termine a freddo, sbeffeggiando platealmente la sua leadership e umiliandolo davanti al Paese intero.
L'attuale segretario del PD, il rottamatore Renzi, in quella vicenda non ha avuto forse responsabilità dirette, ma ha comunque giocato un ruolo dal momento che, questo è certo, i pugnalatori di Bersani sono oggi saliti tutti sul suo carro trionfale. E anche questa consapevolezza deve aver avvelenato non poco la vita di Bersani in questi ultimi mesi.
E' duro, Infatti, ascoltare il sindaco fiorentino dirsi più interessato alle battute offensive che al dibattito politico. Sentirlo sostenere con arroganza che lui risponde agli elettori delle primarie e non ai militanti del partito.
Assistere al lavoro di una segreteria dedita solo a sfregiare le basi culturali, ideali e programmatiche del PD, marchiandolo con uno stile di gestione bullesco e volgare, deve essere stato insopportabile.
Lo è stato per quelli come me che nel "nuovo partito della sinistra europea" hanno un giorno creduto. Figuriamoci per lui.
Ad abbatterlo è stato lo smacco della non vittoria elettorale di febbraio 2013, ma a schiantarlo è stata la miserabile pugnalata alle spalle che i parlamentari "democratici" gli hanno inferto in occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica. Un'esecuzione in puro stile mafioso che 101 "eletti" di quello che egli credeva fosse il suo partito, hanno portato a termine a freddo, sbeffeggiando platealmente la sua leadership e umiliandolo davanti al Paese intero.
L'attuale segretario del PD, il rottamatore Renzi, in quella vicenda non ha avuto forse responsabilità dirette, ma ha comunque giocato un ruolo dal momento che, questo è certo, i pugnalatori di Bersani sono oggi saliti tutti sul suo carro trionfale. E anche questa consapevolezza deve aver avvelenato non poco la vita di Bersani in questi ultimi mesi.
E' duro, Infatti, ascoltare il sindaco fiorentino dirsi più interessato alle battute offensive che al dibattito politico. Sentirlo sostenere con arroganza che lui risponde agli elettori delle primarie e non ai militanti del partito.
Assistere al lavoro di una segreteria dedita solo a sfregiare le basi culturali, ideali e programmatiche del PD, marchiandolo con uno stile di gestione bullesco e volgare, deve essere stato insopportabile.
Lo è stato per quelli come me che nel "nuovo partito della sinistra europea" hanno un giorno creduto. Figuriamoci per lui.
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sabato 4 gennaio 2014
Moai
martedì 24 dicembre 2013
La politica è l'anima del commercio
Pubblicità e politica ormai sono testimonial una dell'altra a riprova del carattere ormai prevalentemente mediatico e "commerciale" del linguaggio politico. Se Berlusconi è stato il dominus di questa mutazione genetica il suo profeta è Renzi. Lo dimostra questa notizia che il sottoscritto (da tempo molto sensibile all'argomento) ha pubblicato sul quotidiano Italia Oggi di stamattina. Buona lettura.
Il rottamatore Renzi testimonial di uno smartphone made in Italy? "No, diciamo che abbiamo sottoposto al Comune di Firenze la nostra affissione ed è stata accettata – precisa Erba -. Con questa campagna che è stata sviluppata e gestita dal nostro ufficio marketing interno, abbiamo scelto di rivolgere una comunicazione forte ai cittadini italiani per convincerli a scegliere un prodotto nazionale anche nel settore hi tech dove l'Italia è ai primi posti per qualità e design".
La società brianzola è praticamente una start up dal momento che è nata solo 3 anni fa eppure fattura già, con 250 dipendenti, circa 40 milioni di euro realizzando una gamma completa di strumenti ad alta tecnologia. La società opera in oltre 80 paesi nei mercati EMEA e America Latina e in alcuni detiene oltre il 40% del mercato dei gps di precisione.
“Contiamo di raddoppiare nel 2014 il nostro fatturato proprio grazie ai nuovi smartphone di alta gamma, come il nostro ultimo STX Ultra che è sbarcato sul mercato solo da tre mesi ed è stato già venduto in decine di migliaia di esemplari nonostante il mercato sia molto competitivo e presidiato dai più agguerriti produttoti mondiali – sottolinea Davide Erba -. La campagna che inizia domani a Firenze durerà fino all'Epifania, poi proseguiremo sempre con le maxi affissioni su tutto il territorio nazionale, fino alla fine di febbraio".
L'azienda sta facendo le dovute verifiche sui possibili nomi da utilizzare nelle grandi città, da Beppe per Genova a Enrico per Roma e così via. Finita la campagna outdoor i materiali dei board verranno riciclati per creare delle cover per i cellulari Stonex."Nel 2014, come abbiamo già fatto quest'anno, saremo di nuovo on air sulle reti Mediaset e sulla stampa con un investimento complessivo previsto di 4 milioni di euro".
Carlo Arcari
Nei giorni scorsi a Firenze, sul
Lungarno non lontano da Pontevecchio, è comparsa una maxi affissione
che dice: "Matteo, rottama il tuo smartphone... passa a Stonex".
Il messaggio che invita “Matteo” a
cambiare il suo attuale smartphone e passare alla creatività made in
Italy, è un'idea di Davide Erba, 33 anni, titolare di Stonex,
società italiana con sede a Lissone, produttrice di smartphone e
altri dispositivi digitali. "La scelta di partire da Firenze con
la nostra campagna outdoor non è casuale, perché ci rivolgiamo a
tutti i Matteo d'Italia, cittadini che oggi rappresentano la voglia
di cambiamento e come Stonex dimostrano di essere capaci di creare e
innovare con soluzioni tecnologiche d’avanguardia".
Il rottamatore Renzi testimonial di uno smartphone made in Italy? "No, diciamo che abbiamo sottoposto al Comune di Firenze la nostra affissione ed è stata accettata – precisa Erba -. Con questa campagna che è stata sviluppata e gestita dal nostro ufficio marketing interno, abbiamo scelto di rivolgere una comunicazione forte ai cittadini italiani per convincerli a scegliere un prodotto nazionale anche nel settore hi tech dove l'Italia è ai primi posti per qualità e design".
La società brianzola è praticamente una start up dal momento che è nata solo 3 anni fa eppure fattura già, con 250 dipendenti, circa 40 milioni di euro realizzando una gamma completa di strumenti ad alta tecnologia. La società opera in oltre 80 paesi nei mercati EMEA e America Latina e in alcuni detiene oltre il 40% del mercato dei gps di precisione.
“Contiamo di raddoppiare nel 2014 il nostro fatturato proprio grazie ai nuovi smartphone di alta gamma, come il nostro ultimo STX Ultra che è sbarcato sul mercato solo da tre mesi ed è stato già venduto in decine di migliaia di esemplari nonostante il mercato sia molto competitivo e presidiato dai più agguerriti produttoti mondiali – sottolinea Davide Erba -. La campagna che inizia domani a Firenze durerà fino all'Epifania, poi proseguiremo sempre con le maxi affissioni su tutto il territorio nazionale, fino alla fine di febbraio".
L'azienda sta facendo le dovute verifiche sui possibili nomi da utilizzare nelle grandi città, da Beppe per Genova a Enrico per Roma e così via. Finita la campagna outdoor i materiali dei board verranno riciclati per creare delle cover per i cellulari Stonex."Nel 2014, come abbiamo già fatto quest'anno, saremo di nuovo on air sulle reti Mediaset e sulla stampa con un investimento complessivo previsto di 4 milioni di euro".
Carlo Arcari
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lunedì 23 dicembre 2013
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