"Mi dimetto perché sono
colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al
suo interno che non può piegare verso l'omologazione, di linguaggio
e pensiero". Così Gianni Cuperlo, in una lettera a Matteo
Renzi per motivare le sue dimissioni dalla presidenza del PD
Era inevitabile ed è avvenuta questa
scissione calda tra i nuovi fanfaniani evoluti, energici e sbrigativi
e gli ex berlingueriani eruditi e dolenti, rimasti immobili al palo dopo
la fine della storia, cioè dopo la caduta del muro di Berlino e
l'inizio della gobalizzazione.
Che angoscia per me, che sono stato iscritto per cinque anni a questo partito vederlo oggi lacerato e sull'orlo di una drammatica scissione provocata, anzi aizzata,
dai diktat volgari del segretario bulletto che risponde alla critiche di
merito con l'insulto personale perché ormai non ha più tempo da
perdere con il dissenso interno, meglio liberarsene il più
beceramente e il più velocemente possibile.
Cuperlo nella sua lettera di dimissioni
scrive che si dimette perché "vuole bene al PD". Mi
chiedo a quale PD vuol bene dal momento che il PD renziano non è più
né un partito né democratico perché è guidato da uno che
irride chi si esprime contro le sue scelte avvertendolo di stare votando
contro i 3 milioni di elettori delle primarie che, lui ne è
convinto, gli hanno dato un mandato in bianco a fare tutto.
Proprio come il suo cattivo maestro Berlusconi con il quale non a caso si trova tanto in sintonia. Sicuramente più che con Cuperlo.
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martedì 21 gennaio 2014
PD, nasce il partito del sindaco bulletto
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venerdì 6 dicembre 2013
Massetti, perché scelgo Cuperlo.
Ricevo da Gianfranco Massetti questa riflessione sulla sua scelta di voto alle elezioni primarie del PD di domenica prossima.
Domenica 8 dicembre gli elettori e gli iscritti al PD sono chiamati alle primarie per eleggere il segretario del Partito Democratico.
Questo è il punto. Non siamo chiamati al voto per scegliere un leader indiscusso e indiscutibile e nemmeno un mago con la bacchetta magica. Sappiamo quanto è difficile cambiare questo Paese e quanta energia e forza servano per cambiarlo davvero.
Ci vuole una persona che si metta al servizio del partito e del paese e non uno che pensi che il partito e il paese debbano essere le sue occasioni. Serve una persona che sappia fare squadra, che unisca le differenze, che faciliti una coalizione di forze di centrosinistra per vincere le prossime elezioni politiche.
Un progetto concreto di cambiamento, non solo un’idea vaga e indefinita. Questo si può ottenere facendo a meno della partecipazione attiva dei cittadini? Pensando i partiti come a comitati elettorali che si ritrovano ogni cinque anni? Dimenticando la natura parlamentare e non presidenziale della Repubblica? Io ho dei dubbi. In questi anni anche la sinistra e il centrosinistra non hanno saputo cambiare il paese? E’ vero. In parte anche perché sono mancati gli esempi ,come diceva Vittorio Foa.
Buoni esempi. Per questo bisogna fare sul serio cominciando dai privilegi: dimezzare i parlamentari, dimezzare i loro stipendi (anche nelle regioni),eliminare i doppi e tripli incarichi, doppi e tripli stipendi e doppie e triple pensioni. Nel partito, nello Stato e nelle Istituzioni. Come fa una persona a fare bene il sindaco di una grande città, il segretario del più grande partito italiano e curare gli interessi dell’intero paese, in Italia, in Europa e nel mondo, presumibilmente da parlamentare ? Quale esempio rimanda?
Bisognerà mettere mano alle ingiustizie che vi sono nel mondo dell’economia, della finanza, del lavoro, delle libere professioni. Rimettere al centro i diritti civili, i diritti del lavoro, quelli sociali. Offrire pari opportunità di genere e di generazione, rifare lo Stato..
E questa opera gigantesca di riforma può essere affidata ad un uomo solo o non è meglio invece confidare in una Comunità di uomini e donne ( un nuovo PD) ben radicata nel suo popolo che si fa carico di un di cambiamento in direzione di più democrazia, più giustizia sociale e più solidarietà?
“Ci vuole ottimismo…facciamoli sognare.. i migliori ce la fanno…non parliamo della disperazione e della sofferenza.. delle ingiustizie..”. E’ un film che abbiamo già visto.
Il cambiamento, lo diceva anche Tomasi di Lampedusa, non è quello che appare evidente in superficie. A volte bisogna essere più attenti e più profondi.
Domenica 8 dicembre gli elettori e gli iscritti al PD sono chiamati alle primarie per eleggere il segretario del Partito Democratico.
Questo è il punto. Non siamo chiamati al voto per scegliere un leader indiscusso e indiscutibile e nemmeno un mago con la bacchetta magica. Sappiamo quanto è difficile cambiare questo Paese e quanta energia e forza servano per cambiarlo davvero.
Ci vuole una persona che si metta al servizio del partito e del paese e non uno che pensi che il partito e il paese debbano essere le sue occasioni. Serve una persona che sappia fare squadra, che unisca le differenze, che faciliti una coalizione di forze di centrosinistra per vincere le prossime elezioni politiche.
Un progetto concreto di cambiamento, non solo un’idea vaga e indefinita. Questo si può ottenere facendo a meno della partecipazione attiva dei cittadini? Pensando i partiti come a comitati elettorali che si ritrovano ogni cinque anni? Dimenticando la natura parlamentare e non presidenziale della Repubblica? Io ho dei dubbi. In questi anni anche la sinistra e il centrosinistra non hanno saputo cambiare il paese? E’ vero. In parte anche perché sono mancati gli esempi ,come diceva Vittorio Foa.
Buoni esempi. Per questo bisogna fare sul serio cominciando dai privilegi: dimezzare i parlamentari, dimezzare i loro stipendi (anche nelle regioni),eliminare i doppi e tripli incarichi, doppi e tripli stipendi e doppie e triple pensioni. Nel partito, nello Stato e nelle Istituzioni. Come fa una persona a fare bene il sindaco di una grande città, il segretario del più grande partito italiano e curare gli interessi dell’intero paese, in Italia, in Europa e nel mondo, presumibilmente da parlamentare ? Quale esempio rimanda?
Bisognerà mettere mano alle ingiustizie che vi sono nel mondo dell’economia, della finanza, del lavoro, delle libere professioni. Rimettere al centro i diritti civili, i diritti del lavoro, quelli sociali. Offrire pari opportunità di genere e di generazione, rifare lo Stato..
E questa opera gigantesca di riforma può essere affidata ad un uomo solo o non è meglio invece confidare in una Comunità di uomini e donne ( un nuovo PD) ben radicata nel suo popolo che si fa carico di un di cambiamento in direzione di più democrazia, più giustizia sociale e più solidarietà?
“Ci vuole ottimismo…facciamoli sognare.. i migliori ce la fanno…non parliamo della disperazione e della sofferenza.. delle ingiustizie..”. E’ un film che abbiamo già visto.
Il cambiamento, lo diceva anche Tomasi di Lampedusa, non è quello che appare evidente in superficie. A volte bisogna essere più attenti e più profondi.
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venerdì 29 novembre 2013
Primarie PD, stasera i tre candidati si sfidano in Tv
Tra dieci giorni, domenica 8 dicembre si terranno in tutta Italia le primarie che porteranno alla scelta del nuovo segretario del Partito Democratico.
I tre candidati alla segreteria nazionale, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati si confronteranno stasera in Tv sui temi principali della loro campagna e sui rispettivi progetti per il futuro del partito e dell'Italia.
L'appuntamento è alle ore 21 su Sky Tg24 HD (canali 100 e 500), in chiaro su Cielo (canale 26 del digitale terrestre e canale 19 della piattaforma Tivusat) e in streaming su skytg24.it. Grazie a Sky Go, inoltre, il dibattito può essere seguito in simulcast su smartphone, tablet e computer.
Queste le regole della sfida televisiva. Dopo la presentazione dei tre sfidanti, che saranno in piedi di fronte a un podio personale con leggio trasparente, partirà il confronto. Ogni candidato ha a disposizione per rispondere un tempo uguale a seconda della domanda che è identica per tutti: 30 secondi o di 1 minuto o di 1 minuto e 30 secondi. Ogni candidato ha diritto a 4 repliche e/o controrepliche da 30 secondi l’una. Può essere spesa una sola replica o controreplica per tema/domanda. Il diritto di replica deve essere esplicitamente chiesto al conduttore al termine del giro delle risposte. L’ordine del diritto di replica seguirà quello delle risposte precedenti. Ai candidati potranno essere rivolte domande ricevute via Twitter.
I tre candidati alla segreteria nazionale, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati si confronteranno stasera in Tv sui temi principali della loro campagna e sui rispettivi progetti per il futuro del partito e dell'Italia.
L'appuntamento è alle ore 21 su Sky Tg24 HD (canali 100 e 500), in chiaro su Cielo (canale 26 del digitale terrestre e canale 19 della piattaforma Tivusat) e in streaming su skytg24.it. Grazie a Sky Go, inoltre, il dibattito può essere seguito in simulcast su smartphone, tablet e computer.
Queste le regole della sfida televisiva. Dopo la presentazione dei tre sfidanti, che saranno in piedi di fronte a un podio personale con leggio trasparente, partirà il confronto. Ogni candidato ha a disposizione per rispondere un tempo uguale a seconda della domanda che è identica per tutti: 30 secondi o di 1 minuto o di 1 minuto e 30 secondi. Ogni candidato ha diritto a 4 repliche e/o controrepliche da 30 secondi l’una. Può essere spesa una sola replica o controreplica per tema/domanda. Il diritto di replica deve essere esplicitamente chiesto al conduttore al termine del giro delle risposte. L’ordine del diritto di replica seguirà quello delle risposte precedenti. Ai candidati potranno essere rivolte domande ricevute via Twitter.
È previsto il “fact checking” live: fatti
e dati dichiarati passeranno al vaglio di un gruppo di ricercatori
della Facoltà di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata e i
candidati saranno sottoposti in diretta alla verifica delle loro
risposte. Grazie al "voting" e all’applausometro, i
telespettatori potranno esprimere il loro gradimento su ciascuno dei
tre candidati. Tramite My Sky HD, l’app TG24 per iPhone e iPad, SKY
GO e il sito skytg24.it, si potrà rispondere alla domanda “Chi ti
sta convincendo di più” e decidere se applaudire o dissentire
rispetto a quello che i tre aspiranti alla segreteria del
Partito Democratico stanno dicendo.
martedì 19 novembre 2013
lunedì 18 novembre 2013
Primarie nazionali: vince Renzi, secondo Cuperlo, terzo Civati
La convenzione nazionale degli iscritti del PD ha scelto Matteo Renzi segretario nazionale. I numeri della convenzione a urne chiuse (esclusi un gruppo di circoli che le chiuderà entro domani) sono i seguenti: Renzi 46,7%, Cuperlo 38,4%, Civati 9,19%, Pittella, 6%.
Alle primarie hanno votato circa 300mila elettori in circa 7mila seggi aperti in tutta Italia.
Il risultato è stato comunicato alle ore 17 dal PD in una conferenza stampa. Il voto nazionale ribalta i valori del voto padernese che hanno visto ieri Cuperlo prevalere di sei punti percentuali su Renzi. Anche in Provincia di Milano, Cuperlo ha vinto col 44,1% dei voti contro il 42% di Renzi e il 12% di Civati.
Secondo il regolamento i primi tre candidati, Cuperlo, Civati e Renzi, si sfideranno nelle primarie "aperte" previste per l'8 dicembre.
La vittoria di Renzi a questa "convenzione" era prevista (soprattutto dai media), ma non scontata e consegna oggi al vincitore un partito nettamente diviso a metà, con una sinistra vecchia e nuova che raccoglie comunque, tra Cuperlo e Civati, la maggioranza (47,6%) dei militanti democratici.
Renzi è dunque avviato a diventare il segretario del PD, ma per portare avanti l'opera di "rottamazione" che ha dichiarato di voler fare dovrà prepararsi a compire una lunga marcia dentro al partito.
Alle primarie hanno votato circa 300mila elettori in circa 7mila seggi aperti in tutta Italia.
Il risultato è stato comunicato alle ore 17 dal PD in una conferenza stampa. Il voto nazionale ribalta i valori del voto padernese che hanno visto ieri Cuperlo prevalere di sei punti percentuali su Renzi. Anche in Provincia di Milano, Cuperlo ha vinto col 44,1% dei voti contro il 42% di Renzi e il 12% di Civati.
Secondo il regolamento i primi tre candidati, Cuperlo, Civati e Renzi, si sfideranno nelle primarie "aperte" previste per l'8 dicembre.
La vittoria di Renzi a questa "convenzione" era prevista (soprattutto dai media), ma non scontata e consegna oggi al vincitore un partito nettamente diviso a metà, con una sinistra vecchia e nuova che raccoglie comunque, tra Cuperlo e Civati, la maggioranza (47,6%) dei militanti democratici.
Renzi è dunque avviato a diventare il segretario del PD, ma per portare avanti l'opera di "rottamazione" che ha dichiarato di voler fare dovrà prepararsi a compire una lunga marcia dentro al partito.
domenica 17 novembre 2013
Primarie PD: Cuperlo batte Renzi, terzo Civati
Renzi a Paderno Dugnano non sfonda. Nonostante il forte appoggio politico ricevuto da Ezio Casati e dai tre consiglieri comunali Colnago, Caniato e Scorta che hanno costituito un comitato di sostegno alla sua candidatura, il "rottamatore" non ha superato la soglia dei 25 voti su 69.
Dalle urne dell'unico seggio di via Gramsci sono usciti i seguenti risultati: Cuperlo, sostenuto da Massetti, si è aggiudicato il podio con 29 voti (42%), mentre il sindaco di Firenze si è fermato a quota 35%. Un buon risultato lo ha ottenuto Pippo Civati con 15 voti. Nessun voto invece è andato al quarto sfidante, Pittella.
Se si vuol trarre un significato da questa elezione si può osservare che la "sinistra", vecchia e nuova, del PD padernese, alla quale fanno riferimento sia i sostenitori di Cuperlo che di Civati, ha mantenuto la guida del partito sommando i voti del 65% degli iscritti. L'atteso sorpasso al centro, insomma, non c'è stato.
E curioso rilevare il fatto che Renzi, anche in questa competizione elettorale, ha ottenuto una percentuale di consensi simile a quella raccolta un anno fa, quando però Ezio Casati, leader degli ex popolari, stava con Bersani. Evidentemente tra i democratici locali l'idea di partito e la linea politica del "rottamatore" non convincono.
"E' un voto che premia l'idea che si possa cambiare senza per questo disfarsi del partito - ha commentato il Capogruppo del PD in Consiglio comunale, Marco Coloretti -. Gli iscritti sono una risorsa, non un ostacolo".
Dalle urne dell'unico seggio di via Gramsci sono usciti i seguenti risultati: Cuperlo, sostenuto da Massetti, si è aggiudicato il podio con 29 voti (42%), mentre il sindaco di Firenze si è fermato a quota 35%. Un buon risultato lo ha ottenuto Pippo Civati con 15 voti. Nessun voto invece è andato al quarto sfidante, Pittella.
Se si vuol trarre un significato da questa elezione si può osservare che la "sinistra", vecchia e nuova, del PD padernese, alla quale fanno riferimento sia i sostenitori di Cuperlo che di Civati, ha mantenuto la guida del partito sommando i voti del 65% degli iscritti. L'atteso sorpasso al centro, insomma, non c'è stato.
E curioso rilevare il fatto che Renzi, anche in questa competizione elettorale, ha ottenuto una percentuale di consensi simile a quella raccolta un anno fa, quando però Ezio Casati, leader degli ex popolari, stava con Bersani. Evidentemente tra i democratici locali l'idea di partito e la linea politica del "rottamatore" non convincono.
"E' un voto che premia l'idea che si possa cambiare senza per questo disfarsi del partito - ha commentato il Capogruppo del PD in Consiglio comunale, Marco Coloretti -. Gli iscritti sono una risorsa, non un ostacolo".
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