Il Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale, Marco Coloretti e la consigliera del PD, Antonella Caniato, saranno gli sfidanti alle prossime primarie del centro sinistra dalle quali uscirà il nome del candidato Sindaco.
I due esponenti del PD hanno dato ieri sera la loro disponibilità all'assemblea del coordinamento del partito il quale non ha ancora sciolto la riserva in merito alle primarie: di coalizione o solo di partito?
Il dibattito è in corso e si deciderà la prossima settimana in un senso o nell'altro a seconda dell'esito dei colloqui che il segretario Oscar Figus sta avviando con le forze politiche della possibile futura coalizione. Questo primo confronto avverrà sulla base di un programma di massima che il segretario presenterà ai suoi interlocutori.
Il processo politico elettorale si è dunque messo in moto sul fronte del centro sinistra. I due candidati i cui nomi circolavano da tempo hanno profili e idee diverse. Marco Coloretti, 48 anni, ha una profonda conoscenza della macchina comunale per essere stato dal 2004 al 2009 assessore al Bilancio e al Personale, oltre a una corposa esperienza politica avendo ricoperto la carica di capogruppo dell'opposizione alla giunta Alparone dal 2009 a oggi. Antonella Caniato, 52 anni, non ha esperienza amministrativa non avendo mai ricoperto cariche nelle giunte precedenti e sul piano politico può vantare, oltre alla sua attività di consigliere comunale, la partecipazione cinque anni fa alle primarie del PD quale sfidante di Massetti per la candidatura alle elezioni del 2009.
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martedì 28 gennaio 2014
martedì 10 dicembre 2013
Primarie PD: "Ho votato Renzi perché voglio vincere"
"Perché ho votato Renzi? Perché mi
sono stufato di perdere e voglio provare a vincere". Non occorre
essere un esperto politologo per capire le
ragioni del plebiscito con il quale domenica scorsa gli elettori del Partito
Democratico, dal Nord al Sud, passando per le regioni rosse del rosso
più antico e glorioso, hanno incoronato Matteo Renzi segretario del
partito del centro sinistra. Basta scendere in strada, entrare in un
bar, andare al mercato e chiedere al primo "democratico"
che si incontra.
Gli elettori del PD vogliono vincere. Renzi ha promesso di farli vincere e loro hanno detto: ok, proviamo. Semplice no? Come hanno fatto gli elettori di centro destra per vent'anni con Berlusconi. Lui prometteva e loro votavano. Poi magari non manteneva le promesse, ma che importava. Intanto si vinceva, si entrava in Parlamento, in Regione, in consiglio comunale. Qualcuno andava persino a Bruxelles.
Questa è la nuova strategia, questa la nuova politica. Cominciamo a vincere poi vedremo, hanno pensato gli elettori del centro sinistra in Italia e a Paderno Dugnano dove hanno travolto gli iscritti del PD i quali non avevano affatto scelto il sindaco di Firenze, imponendo loro di credere all'uomo del miracolo. Il berlusconismo come si vede non è morto con il tramonto del Cavaliere, perché la sua cultura diffusa dai media ha infettato totalmente anche il popolo di sinistra che ha accettato tutti i suoi schemi: un uomo solo al comando, no al partito pesante degli iscritti, si al partito gassoso degli elettori, il partito del leader carismatico senza identità. Perché questo hanno fatto i partecipanti alle primarie nazionali, non hanno scelto un segretario, ma un leader al quale delegare tutto, linea politica, forma partito, programma. In cambio ovviamente della vittoria.
Cosa comporterà a Paderno Dugnano questo gigantesco cambio di visione e di identità (mutazione antropologica direbbe Enrico Berlinguer) non è ancora chiaro. Il partito degli iscritti non c'è più e quello degli elettori non c'è ancora, anche perchè nessuno sa come si fa a gestirlo e soprattutto a farlo funzionare a livello locale, cominciando magari a vincere le elezioni amministrative del 2014.
Nell'attesa di vederci più chiaro la previsione che mi sento di fare a caldo è che il PD padernese in salsa renziana cercherà di rimandare a dopo le elezioni la inevitabile resa dei conti tra vincitori e vinti. Oscar Figus che è un segretario disponibile a ogni possibile compromesso proverà a tenere insieme tutti: quelli che già scalpitano per fare finalmente accordi ed alleanze con gli elettori più vicini al centro, ma lontani dalla destra (i vincitori) e quelli che invece guardano con preoccupazione alla prospettiva di abbandonare il campo della sinistra (i vinti) alla mercé del Movimento 5 Stelle nel quale sono già confluiti molti elettori ex Verdi ed ex "comunisti" movimentisti. Ci riuscirà?
Gli elettori del PD vogliono vincere. Renzi ha promesso di farli vincere e loro hanno detto: ok, proviamo. Semplice no? Come hanno fatto gli elettori di centro destra per vent'anni con Berlusconi. Lui prometteva e loro votavano. Poi magari non manteneva le promesse, ma che importava. Intanto si vinceva, si entrava in Parlamento, in Regione, in consiglio comunale. Qualcuno andava persino a Bruxelles.
Questa è la nuova strategia, questa la nuova politica. Cominciamo a vincere poi vedremo, hanno pensato gli elettori del centro sinistra in Italia e a Paderno Dugnano dove hanno travolto gli iscritti del PD i quali non avevano affatto scelto il sindaco di Firenze, imponendo loro di credere all'uomo del miracolo. Il berlusconismo come si vede non è morto con il tramonto del Cavaliere, perché la sua cultura diffusa dai media ha infettato totalmente anche il popolo di sinistra che ha accettato tutti i suoi schemi: un uomo solo al comando, no al partito pesante degli iscritti, si al partito gassoso degli elettori, il partito del leader carismatico senza identità. Perché questo hanno fatto i partecipanti alle primarie nazionali, non hanno scelto un segretario, ma un leader al quale delegare tutto, linea politica, forma partito, programma. In cambio ovviamente della vittoria.
Cosa comporterà a Paderno Dugnano questo gigantesco cambio di visione e di identità (mutazione antropologica direbbe Enrico Berlinguer) non è ancora chiaro. Il partito degli iscritti non c'è più e quello degli elettori non c'è ancora, anche perchè nessuno sa come si fa a gestirlo e soprattutto a farlo funzionare a livello locale, cominciando magari a vincere le elezioni amministrative del 2014.
Nell'attesa di vederci più chiaro la previsione che mi sento di fare a caldo è che il PD padernese in salsa renziana cercherà di rimandare a dopo le elezioni la inevitabile resa dei conti tra vincitori e vinti. Oscar Figus che è un segretario disponibile a ogni possibile compromesso proverà a tenere insieme tutti: quelli che già scalpitano per fare finalmente accordi ed alleanze con gli elettori più vicini al centro, ma lontani dalla destra (i vincitori) e quelli che invece guardano con preoccupazione alla prospettiva di abbandonare il campo della sinistra (i vinti) alla mercé del Movimento 5 Stelle nel quale sono già confluiti molti elettori ex Verdi ed ex "comunisti" movimentisti. Ci riuscirà?
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lunedì 18 novembre 2013
Primarie nazionali: vince Renzi, secondo Cuperlo, terzo Civati
La convenzione nazionale degli iscritti del PD ha scelto Matteo Renzi segretario nazionale. I numeri della convenzione a urne chiuse (esclusi un gruppo di circoli che le chiuderà entro domani) sono i seguenti: Renzi 46,7%, Cuperlo 38,4%, Civati 9,19%, Pittella, 6%.
Alle primarie hanno votato circa 300mila elettori in circa 7mila seggi aperti in tutta Italia.
Il risultato è stato comunicato alle ore 17 dal PD in una conferenza stampa. Il voto nazionale ribalta i valori del voto padernese che hanno visto ieri Cuperlo prevalere di sei punti percentuali su Renzi. Anche in Provincia di Milano, Cuperlo ha vinto col 44,1% dei voti contro il 42% di Renzi e il 12% di Civati.
Secondo il regolamento i primi tre candidati, Cuperlo, Civati e Renzi, si sfideranno nelle primarie "aperte" previste per l'8 dicembre.
La vittoria di Renzi a questa "convenzione" era prevista (soprattutto dai media), ma non scontata e consegna oggi al vincitore un partito nettamente diviso a metà, con una sinistra vecchia e nuova che raccoglie comunque, tra Cuperlo e Civati, la maggioranza (47,6%) dei militanti democratici.
Renzi è dunque avviato a diventare il segretario del PD, ma per portare avanti l'opera di "rottamazione" che ha dichiarato di voler fare dovrà prepararsi a compire una lunga marcia dentro al partito.
Alle primarie hanno votato circa 300mila elettori in circa 7mila seggi aperti in tutta Italia.
Il risultato è stato comunicato alle ore 17 dal PD in una conferenza stampa. Il voto nazionale ribalta i valori del voto padernese che hanno visto ieri Cuperlo prevalere di sei punti percentuali su Renzi. Anche in Provincia di Milano, Cuperlo ha vinto col 44,1% dei voti contro il 42% di Renzi e il 12% di Civati.
Secondo il regolamento i primi tre candidati, Cuperlo, Civati e Renzi, si sfideranno nelle primarie "aperte" previste per l'8 dicembre.
La vittoria di Renzi a questa "convenzione" era prevista (soprattutto dai media), ma non scontata e consegna oggi al vincitore un partito nettamente diviso a metà, con una sinistra vecchia e nuova che raccoglie comunque, tra Cuperlo e Civati, la maggioranza (47,6%) dei militanti democratici.
Renzi è dunque avviato a diventare il segretario del PD, ma per portare avanti l'opera di "rottamazione" che ha dichiarato di voler fare dovrà prepararsi a compire una lunga marcia dentro al partito.
venerdì 15 novembre 2013
Che PD vogliono i democratici padernesi? Lo sapremo domenica
Ieri sera ho partecipato alla assemblea
aperta del PD padernese nella quale sono state presentate agli iscritti e agli
elettori le quattro mozioni dei candidati alla segreteria
nazionale.
Speravo che i presentatori delle mozioni, Maestri per Renzi, Serato per Civati, Massetti per Cuperlo (quella di Pittella è stata solo letta perché nessuno a Paderno la rappresenta) approfondissero ed evidenziassero le diverse visioni del partito contenute nei documenti dal momento che scopo delle primarie non è eleggere il candidato premier, ma scegliere il segretario del PD.
Purtroppo questo è stato fatto in modo solo superficiale e un dibattito sulla forma partito che i quattro candidati propongono non c'è stato. Di conseguenza non è stato discusso il bilancio dell'azione politica che il PD ha realizzato a Paderno Dugnano dall'autunno 2009 a oggi, valutazione senza la quale è difficile immaginare come il "nuovo" PD che uscirà da questo confronto potrà affrontare le sfide del futuro prossimo, cioè le elezioni amministrative del 2014.
Per parlare del PD che ci sarà, si sarebbe dovuto parlare del PD che c'è e del perché ha mancato clamorosamente la prova elettorale nel febbraio 2013 con tutto quello che ne è seguito (elezioni del Presidente della Repubblica, governo delle larghe intese con il PdL, ecc.). Gli interventi del segretario Oscar Figus e del deputato On. Ezio Casati non hanno spiegato niente nè hanno affrontato l'argomento. Casati non ha spiegato in modo politicamente convincente nemmeno perché lui ( e la sua corrente Area Dem) oggi sta con Renzi, mentre l'anno scorso era contro Renzi. I 28 iscritti (su 83) presenti in sala, dal canto loro non hanno chiesto chiarimenti.
Speravo che i presentatori delle mozioni, Maestri per Renzi, Serato per Civati, Massetti per Cuperlo (quella di Pittella è stata solo letta perché nessuno a Paderno la rappresenta) approfondissero ed evidenziassero le diverse visioni del partito contenute nei documenti dal momento che scopo delle primarie non è eleggere il candidato premier, ma scegliere il segretario del PD.
Purtroppo questo è stato fatto in modo solo superficiale e un dibattito sulla forma partito che i quattro candidati propongono non c'è stato. Di conseguenza non è stato discusso il bilancio dell'azione politica che il PD ha realizzato a Paderno Dugnano dall'autunno 2009 a oggi, valutazione senza la quale è difficile immaginare come il "nuovo" PD che uscirà da questo confronto potrà affrontare le sfide del futuro prossimo, cioè le elezioni amministrative del 2014.
Per parlare del PD che ci sarà, si sarebbe dovuto parlare del PD che c'è e del perché ha mancato clamorosamente la prova elettorale nel febbraio 2013 con tutto quello che ne è seguito (elezioni del Presidente della Repubblica, governo delle larghe intese con il PdL, ecc.). Gli interventi del segretario Oscar Figus e del deputato On. Ezio Casati non hanno spiegato niente nè hanno affrontato l'argomento. Casati non ha spiegato in modo politicamente convincente nemmeno perché lui ( e la sua corrente Area Dem) oggi sta con Renzi, mentre l'anno scorso era contro Renzi. I 28 iscritti (su 83) presenti in sala, dal canto loro non hanno chiesto chiarimenti.
mercoledì 13 novembre 2013
Primarie PD: la posta in gioco
Si riunirà stasera a Cassina Amata,
alle ore 21, nella sede del PD, il Comitato padernese per Gianni
Cuperlo. Promotore del Comitato che sosterrà alle elezioni primarie
il candidato triestino della sinistra PD alla segreteria nazionale
del partito è Gianfranco Massetti.
La posta in gioco di queste primarie non è solo la scelta del segretario nazionale perché dall'esito di questa elezione dipenderanno molte delle cose che accadranno in campo politico a Paderno Dugnano da qui al maggio 2014.
Lo scenario dentro al PD è radicalmente cambiato. Il partito padernese che alle primarie di dicembre 2012 aveva dato vita solo al Comitato Bersani, oggi si presenta diviso in tre "correnti": i renziani, che come tali a Paderno non esistevano fino a quando Ezio Casati, non è salito sul carro del rottamatore, i civatiani, che vedono schierato il segretario Oscar Figus, i cuperliani che fanno capo a Gianfranco Massetti.
Visto il peso delle forze in campo, dalle primarie degli iscritti che si terranno prima del previsto, il 17 novembre, uscirà inevitabilmente un partito molto diverso da quello che abbiamo conosciuto finora. La vittoria dei renziani non è scontata, ma la divisione della sinistra a sostegno di due candidati concorrenti oggettivamente la favorisce. Se vincerà Renzi a livello nazionale e la corrente di Casati prevarrà a livello locale, questa prenderà in mano il partito e lo guiderà alle elezioni amministrative decidendo strategia e soprattutto candidature.
La posta in gioco di queste primarie è dunque il candidato sindaco che il centro sinistra porterà alle elezioni comunali del 2014, la composizione della sua squadra e il programma politico che presenterà ai cittadini. Dovesse vincere la fazione renziana rappresentata a livello locale dalle consigliere comunali, Caniato, Colnago e Scorta, dalla new entry Cozzi e dai "giovani" Saita e Maestri, il PD non farà alleanze a sinistra, ma cercherà di farne di altro segno e in altre direzioni lasciando scoperto a sinistra un grande spazio nel quale si muoverà indisturbato il Movimento 5 Stelle.
Ma se così sarà, molti iscritti ed elettori democratici non si riconosceranno in questa scelta e difficilmente un centrosinistra che non parla a sinistra, diviso e abbandonato dai delusi, potrà farcela a rimanere unito e riconquistare la guida della città.
La posta in gioco di queste primarie non è solo la scelta del segretario nazionale perché dall'esito di questa elezione dipenderanno molte delle cose che accadranno in campo politico a Paderno Dugnano da qui al maggio 2014.
Lo scenario dentro al PD è radicalmente cambiato. Il partito padernese che alle primarie di dicembre 2012 aveva dato vita solo al Comitato Bersani, oggi si presenta diviso in tre "correnti": i renziani, che come tali a Paderno non esistevano fino a quando Ezio Casati, non è salito sul carro del rottamatore, i civatiani, che vedono schierato il segretario Oscar Figus, i cuperliani che fanno capo a Gianfranco Massetti.
Visto il peso delle forze in campo, dalle primarie degli iscritti che si terranno prima del previsto, il 17 novembre, uscirà inevitabilmente un partito molto diverso da quello che abbiamo conosciuto finora. La vittoria dei renziani non è scontata, ma la divisione della sinistra a sostegno di due candidati concorrenti oggettivamente la favorisce. Se vincerà Renzi a livello nazionale e la corrente di Casati prevarrà a livello locale, questa prenderà in mano il partito e lo guiderà alle elezioni amministrative decidendo strategia e soprattutto candidature.
La posta in gioco di queste primarie è dunque il candidato sindaco che il centro sinistra porterà alle elezioni comunali del 2014, la composizione della sua squadra e il programma politico che presenterà ai cittadini. Dovesse vincere la fazione renziana rappresentata a livello locale dalle consigliere comunali, Caniato, Colnago e Scorta, dalla new entry Cozzi e dai "giovani" Saita e Maestri, il PD non farà alleanze a sinistra, ma cercherà di farne di altro segno e in altre direzioni lasciando scoperto a sinistra un grande spazio nel quale si muoverà indisturbato il Movimento 5 Stelle.
Ma se così sarà, molti iscritti ed elettori democratici non si riconosceranno in questa scelta e difficilmente un centrosinistra che non parla a sinistra, diviso e abbandonato dai delusi, potrà farcela a rimanere unito e riconquistare la guida della città.
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sabato 28 settembre 2013
Anelli: andrò al corteo per l'interramento con la mia bandiera
Ricevo da Mauro Anelli, capogruppo di
FdS (PdCI-RC) in Consiglio Comunale questo commento sull'assemblea di
questa mattina e la conferma che intende partecipare alla manifestazione di domani portando orgogliosamente la bandiera del suo partito. Cosa che mi risulta faranno anche gli amministratori, gli iscritti e i simpatizzanti del PD, per rivendicare l'impegno costante a sostegno del Comitato per l'interramento e le tante iniziative istituzionali di informazione ai cittadini e di mobilitazione portate avanti in questi anni a Paderno Dugnano e sul territorio, dentro e fuori dalle istituzioni.
Volevo esprimere la mia personale soddisfazione riguardo la firma del documento siglato dalla ns. amministrazione e da quelle di Cormano, Bollate, Novate e non è poca cosa, vista l’importanza di avere il consenso delle Istituzioni su tali decisioni.
Sono contento degli interventi che politici e cittadini, con varie sfaccettature, oggi sono stati fatti. Obiettivo comune fra cittadini e amministrazioni è interrare la Rho-Monza, perché non vi sono altre soluzioni!
Quello che invece mi ha ferito profondamente è la risposta, credo scorretta e non corrispondente al vero, che è stata data al mio intendimento di partecipare alla manifestazione di domani anche come Partiti con le proprie bandiere. La risposta è stata l’accusa di strumentalismo visto che siamo vicini alla campagna elettorale.
Preciso che sia in veste di Consigliere che di cittadino, non solo ho partecipato attivamente alle proteste di questi anni, ma ho anche praticato tale protesta con tutti i mezzi leciti a mia disposizione, io personalmente ci sono sempre stato in questi anni!
Partendo dal presupposto che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e che in questi anni ognuno ha dato per la battaglia contro il progetto Rho-Monza quello che umanamente era possibile chi con le pentole, chi digiunando, chi firmando, chi scrivendo, chi tutte queste cose contemporaneamente personalmente, visto il ruolo istituzionale che mi compete ho presentato:
21.5.2009 (come giunta di cui facevo parte) Ho detto e detto scritto chiaramente di dover ricercare una soluzione alternativa
7.09.2009 Ordine del giorno sulla Rho-Monza
Mauro Anelli
Partito dei Comunisti Italiani
Volevo esprimere la mia personale soddisfazione riguardo la firma del documento siglato dalla ns. amministrazione e da quelle di Cormano, Bollate, Novate e non è poca cosa, vista l’importanza di avere il consenso delle Istituzioni su tali decisioni.
Sono contento degli interventi che politici e cittadini, con varie sfaccettature, oggi sono stati fatti. Obiettivo comune fra cittadini e amministrazioni è interrare la Rho-Monza, perché non vi sono altre soluzioni!
Quello che invece mi ha ferito profondamente è la risposta, credo scorretta e non corrispondente al vero, che è stata data al mio intendimento di partecipare alla manifestazione di domani anche come Partiti con le proprie bandiere. La risposta è stata l’accusa di strumentalismo visto che siamo vicini alla campagna elettorale.
Preciso che sia in veste di Consigliere che di cittadino, non solo ho partecipato attivamente alle proteste di questi anni, ma ho anche praticato tale protesta con tutti i mezzi leciti a mia disposizione, io personalmente ci sono sempre stato in questi anni!
Partendo dal presupposto che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e che in questi anni ognuno ha dato per la battaglia contro il progetto Rho-Monza quello che umanamente era possibile chi con le pentole, chi digiunando, chi firmando, chi scrivendo, chi tutte queste cose contemporaneamente personalmente, visto il ruolo istituzionale che mi compete ho presentato:
21.5.2009 (come giunta di cui facevo parte) Ho detto e detto scritto chiaramente di dover ricercare una soluzione alternativa
7.09.2009 Ordine del giorno sulla Rho-Monza
1.12.2009 Interrogazione urgente sulla
Rho-Monza
6.10.2010 Interrogazione su
inquinamento atmosferico per Rho-Monza ecc.
27.10.2010 Ordine del giorno urgente
sulla Rho-Monza
E’ poco è tanto, sicuramente è
quello che potevo fare e ne sono orgoglioso ma è quello che
politicamente era possibile fare per il mandato che alcuni cittadini
anni fa mi hanno delegato riconoscendosi in una bandiera
e in un ideale. E’ per quell’ideale che mai ho abbandonato che
domani sarò presente con le bandiere di Partito anche se oggi
qualcuno pensa a strumentalizzazioni. Io sono convinto che se non
avessi questi ideali e questa prassi, forse non mi sarei speso così
tanto per Paderno e per i suoi cittadini.
Un caro saluto e a domani!
Mauro Anelli
Partito dei Comunisti Italiani
Capogruppo FdS
martedì 30 aprile 2013
mercoledì 13 marzo 2013
sabato 6 ottobre 2012
Moai
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