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domenica 5 gennaio 2014

Forza Pierluigi, non sei solo

L'emorragia cerebrale che ha colpito oggi l'ex segretario del PD, Pierluigi Bersani, mi ha umanamente colpito. La sua sofferenza fisica dimostra che purtroppo le pesanti sconfitte personali e politiche subite negli ultimi mesi lo hanno crudelmente percosso.
Ad abbatterlo è stato lo smacco della non vittoria elettorale di febbraio 2013, ma a schiantarlo è stata la miserabile pugnalata alle spalle che i parlamentari "democratici" gli hanno inferto in occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica. Un'esecuzione in puro stile mafioso che 101 "eletti" di quello che egli credeva fosse il suo partito, hanno portato a termine a freddo, sbeffeggiando platealmente la sua leadership e umiliandolo davanti al Paese intero.
L'attuale segretario del PD, il rottamatore Renzi, in quella vicenda non ha avuto forse responsabilità dirette, ma ha comunque giocato un ruolo dal momento che, questo è certo, i pugnalatori di Bersani sono oggi saliti tutti sul suo carro trionfale. E anche questa consapevolezza deve aver avvelenato non poco la vita di Bersani in questi ultimi mesi.
E' duro, Infatti, ascoltare il sindaco fiorentino dirsi più interessato alle battute offensive che al dibattito politico. Sentirlo sostenere con arroganza che lui risponde agli elettori delle primarie e non ai militanti del partito.
Assistere al lavoro di una segreteria dedita solo a sfregiare le basi culturali, ideali e programmatiche del PD, marchiandolo con uno stile di gestione bullesco e volgare, deve essere stato insopportabile.
Lo è stato per quelli come me che nel "nuovo partito della sinistra europea" hanno un giorno creduto. Figuriamoci per lui.