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domenica 2 marzo 2014

Primarie PD: Caniato stravince... a Calderara

Un'ora dopo la chiusura dei seggi il risultato delle primarie del Partito Democratico appare netto: su 748 voti validi Antonella Caniato ne ha totalizzati 484, Marco Coloretti si è fermato a 264.
I Democratici padernesi hanno preferito affidare il compito di sfidare Alparone alla Consigliera Comunale, preside dell'Allende, e hanno bocciato il loro Capogruppo in Consiglio Comunale. Una scelta che sembra aver privilegiato la promessa di "cambiamento", di metodo, di cultura, di visione, rispetto ad altri contenuti di merito.
Il voto espresso nei quattro seggi è stato il seguente: Coloretti ha vinto solo a Palazzolo-Incirano, 72 a 55, mentre ha perso di misura 45 a 58 a Cassina Amata-Dugnano, e a Paderno-Villaggio, 126 a 150. Caniato ha stravinto a Calderara, il suo quartiere, 221 a 21, un  divario che è quasi pari alla differenza di consensi che la separa da Coloretti e fa della sua una vittoria molto (forse troppo) sbilanciata.
Da domani la candidata del PD dovrà iniziare a parlare di programmi e di coalizione con il suo partito e con i potenziali alleati. Il percorso del centro sinistra  verso le elezioni di maggio comincia adesso.

PD: urne aperte per le primarie

Aperti da mezz'ora i quattro seggi delle elezioni primarie del Partito Democratico padernese. Dalle 8 alle 20 si  vota  per  quartieri  nei seguenti seggi: Villaggio e Paderno sezione PD Gramsci, via Gramsci 57, Dugnano e Cassina Amata sezione PD, via Magretti angolo M.L.King, Incirano e Palazzolo sede quartiere di Palazzolo, via Mazzini 74,  Calderara sede quartiere di Calderara, via Armstrong 9.
Dalle urne uscirà stasera il nome del candidato sindaco del PD. In lizza due esponenti del partito: Antonella Caniato e Marco Coloretti, espressioni rispettivamente dell'ala ex Margherita ed ex DS che nel 2007 hanno dato vita al Partito Democratico formazione nella quale le due culture politiche originarie hanno cercato di integrarsi.
I due personaggi sono molto diversi e hanno visioni, culture politiche e idee molto diverse, anche se nel confronto pubblico dei giorni scorsi hanno fatto di tutto per occultarle privilegiando le similitudini e minimizzando le differenze.
Chi li conosce nel partito e fuori lo sa bene, ma anche chi non li conosce, leggendo le loro dichiarazioni e riascoltando i loro interventi pronunciati al confronto di martedì scorso in Tilane, ha capito che si tratta di scegliere tra due linee alternative. Da un lato c'è una candidata che propone per affrontare i problemi della città il "nuovo" metodo dell'ascolto e della condivisione con il quale realizzare il "cambiamento". Dall'altro c'è un candidato che ha guidato l'opposizione ad Alparone in Consiglio Comunale e oggi propone di rimettere in moto la città avviando il percorso di sviluppo e innovazione che i padernesi hanno già indicato in questi cinque anni di lotte sul territorio.
Questa sera  sapremo con quale candidato e con quale approccio il Partito Democratico ha deciso di affrontare la prova elettorale.

giovedì 27 febbraio 2014

Coloretti: sono favorevole al Registro del Testamento Biologico

Marco Coloretti ha aperto nei giorni scorsi il suo sito web personale all'indirizzo www.marcocoloretti.org. 
Il sito pubblica oggi un articolo dedicato ai diritti civili nel quale uno dei due candidati alle primarie del PD di domenica prossima, precisa la sua posizione in merito alla possibile istituzione del "Registro del Testamento Biologico" che è la seguente:
La mia posizione – che personalmente è e resta favorevole all’introduzione del registro del testamento biologico -, è accompagnata dall’auspicio di un dibattito in città che coinvolga concretamente la cittadinanza intorno a questa decisione, evitando una semplice imposizione dall’alto di questo strumento. Io auspico inoltre che la discussione sul registro del testamento biologico possa essere solo un pezzo di un dibattito più generale sui “nuovi diritti”. Un dibattito che in questa città è stato del tutto assente.

mercoledì 26 febbraio 2014

Primarie PD: confronto zero, dibattito zero, coalizione...forse

Confronto zero, differenze zero, dibattito zero. Per quale motivo il PD ha deciso di mettere a confronto nelle sue primarie due personaggi, più che complementari, intercambiabili perché identici nelle proposte e nelle risposte? 
Su una gamma di temi, dalla partecipazione, alle grandi opere, dal sostegno alla povertà, all'associazionismo, dal sostegno al lavoro, alla sicurezza, i due candidati che domenica si misureranno nelle urne delle primarie Democratiche, sono apparsi più impegnati a nascondere e minimizzare le differenze che a far emergere idee e visioni diverse.
Chi dal confronto tra Caniato e Coloretti si aspettava lumi per fare una scelta è rimasto deluso dal momento che i due contendenti hanno negato con forza di esserlo e quando un elettore del centro sinistra dalla sala ha detto: "Speravo di uscire da qui con una indicazione che mi consentisse di scegliere tra voi due", la Caniato ha risposto che era ovvio fosse così dal momento che lei e Coloretti non sono alternativi, sono due iscritti al PD e programmi e obiettivi sono comuni.
Ma allora se così stanno le cose, se uno e l'altra sono politicamente sovrapponibili, perché fare le primarie, perché scegliere tra i portatori di due programmi identici? Cosa si chiede domenica agli elettori del PD: di scegliere tra uomo e donna, tra esperto e inesperta, tra una storia politica corta e leggera, e una più lunga e consistente, linguaggio, cultura, età?
Anche chi si aspettava di sentire qualcosa di diverso in merito alla coalizione ha dovuto fermarsi davanti al muro di nebbia sollevato dai due candidati i quali hanno ribadito che decideranno dopo, sulla base del confronto programmatico con le altre forze politiche, e solo "se ci saranno le condizioni". 
Una frase che vuol dire in pratica: non prendiamo impegni, vediamo come vanno le primarie, se viene poca gente e il risultato non è più che netto ci penseremo, diversamente non sarà necessaria nessuna coalizione.
Coloretti del resto lo ha chiarito senza remore di sorta: il PD è il partito più forte e dunque il suo ruolo è quello di partito "guida", gli altri stiano al loro posto e aspettino contando sulla sua "generosità". Una frase molto infelice che a mio avviso si poteva (doveva) risparmiare.

martedì 25 febbraio 2014

PD, verso le primarie tra sospetti e veleni

Stasera il confronto tra i due sfidanti, domenica il voto e la scelta del candidato sindaco. Il Partito Democratico è pronto ad eleggere il suo campione con il quale affrontare la battaglia elettorale. Nella lettera che il segretario padernese Oscar Figus ha spedito a iscritti, elettori e giornalisti c'è però un post scriptum che merita di venire segnalato. Nel messaggio Figus scrive:

"Come al solito, con l’approssimarsi delle nostre primarie, girano voci di progetti che vedrebbero i nostri avversari impegnati al fine di far vincere impropriamente l’uno o l’altro candidato portando propri elettori al voto. Vorrei rassicurare tutti e chiedere l’esercizio del buon senso.
Ritengo che i nostri avversari politici abbiano altro a cui pensare che preoccuparsi delle nostre primarie, ritengo inoltre che non siano interessati ad aumentarne la visibilità incrementandone i votanti.
Tali voci tendono, all’opposto, a cercare di ridurre la partecipazione insinuando trucchi e brogli e a cercare di delegittimarne il risultato qualunque esso sia.
Vi prego quindi di non dar credito alle insinuazioni, le primarie sono aperte e speriamo che gli elettori delusi dall’attuale amministrazione vengano a votare e scelgano liberamente.
Noi operiamo in maniera trasparente e comunque vigileremo,  a tutti chiedo di operarsi perché questo straordinario esercizio di partecipazione sia un successo. Grazie a tutti".

Perché il segretario del partito ha sentito il bisogno di lanciare questo avvertimento per rassicurare elettori ed iscritti? La ragione è una voce insistente messa in giro nei giorni scorsi a Calderara, quartiere dove risiede Antonella Caniato, secondo la quale Alparone in persona starebbe "assoldando" decine di elettori da inviare domenica ai seggi a votare Marco Coloretti. Scopo della manovra, secondo chi ha propagato questa voce, sarebbe far vincere quello che il Sindaco uscente considera l'avversario più facile da battere. Un piano machiavellico per eliminare la Caniato, che il centro destra, secondo la voce, considera pericolosa perché più centrista.
Chiunque abbia messo in giro questa voce è stato davvero astuto. Con una semplice bugia velenosa, diffusa con il metodo antico e infallibile del passa parola, ha ottenuto un risultato a doppio effetto: ha insultato Coloretti definendolo "perdente" e messo in dubbio l'esito del voto di domenica con un non richiesto assist alla Caniato, definita "vincente". Una vera e propria turbativa elettorale. Complimenti. 

sabato 8 febbraio 2014

Primarie PD: Coloretti e Caniato raccolgono le firme

Domani mattina dalle 10 alle 12.30 presso la sede PD di via Gramsci, Marco Coloretti sarà presente per raccogliere le firme (max 20) a sostegno della sua candidatura a Sindaco di Paderno Dugnano per le Primarie del PD che si terranno domenica 2 marzo. 
Mercoledì , 12 febbraio, ore 21, sempre presso la sede PD di via Gramsci, Antonella Caniato sarà presente per la raccolta delle firme a sostegno della sua candidatura a Sindaco di Paderno Dugnano.
Per i due candidati potranno firmare solo gli iscritti al Partito Democratico alla data del 31 dicembre 2013.

sabato 14 dicembre 2013

Mafia a Paderno: le opposizioni chiedono una Commissione Antimafia

La notizia clamorosa dell'arresto della vigilessa padernese accusata di aver controllato targhe di auto "sospette" per conto di un boss della famiglia mafiosa Messina Denaro, non ha ancora provocato reazioni significative tra le forze politiche che siedono in Consiglio Comunale.
Nessuna reazione ufficiale è  per ora venuta dal sindaco Marco Alparone che si è limitato a rilasciare caute dichiarazioni ai giornali (aspettiamo i documenti, per ora abbiamo solo sospeso la vigilessa). Dal canto loro i partiti di opposizione stanno preparando interrogazioni, interpellanze e altre iniziative in vista dell'assemblea cittadina di lunedì prossimo.
"Sto preparando un interrogazione urgente da protocollare" informa Mauro Anelli, capogruppo di PdCI-RC. "Anche noi abbiamo già pronta un'interrogazione, ma abbiamo deciso di non presentarla perché rischiamo di avere una risposta fuori tempo cioé a metà gennaio - osserva Marco Coloretti, capogruppo PD -. Vorremmo anche presentare un Ordine del Giorno per chiedere l'istituzione di una Commissione Antimafia perché la riteniamo una misura ormai necessaria visto l'infittirsi degli episodi che segnalano la presenza della criminalità organizzata in città e nella nostra  amministrazione. L'abbiamo già chiesta in passato senza ricevere risposta. Vorremmo questa volta ottenere un risultato e per questo cercheremo la necessarie convergenze politiche  in consiglio Comunale. Attendiamo le doverose comunicazioni del sindaco lunedì sera e poi decideremo come muoverci".

giovedì 7 novembre 2013

Riflessione su Patto di Stabilità e ruolo dei Comuni

Ricevo dal Capogruppo del Partito Democratico, Marco Coloretti questa riflessione sul Patto di Stabilità. limiti all'autonomia dei Comuni, e proposte di superamento.

La scorsa settimana, per iniziativa dell’amministrazione comunale padernese, si è tenuta un’assemblea pubblica sulle problematiche negative che comporta il rispetto del patto di stabilità da parte degli enti locali. Alla presenza di tre sindaci – Paderno, Cusano e Cinisello, esponenti di partiti diversi a capo di maggioranze di segno politico opposto – si è ragionato sulla comune difficoltà a mantenere i programmi per i quali si è stati eletti dai cittadini dentro la morsa determinata dal rispetto di un patto che non solo limita l’autonomia di spesa degli enti, ma li obbliga ad un risparmio forzoso, vissuto oggi da tutti come un aggravio rispetto ad una situazione finanziaria sempre più precaria.
Se la protesta non solo è legittima, ma anche condivisibile da chi come noi siede all’opposizione dell’attuale giunta padernese, quello che andrebbe invece approfondito è l’eventuale proposta per arrivare ad un superamento dell’attuale patto, senza pregiudicarne l’obiettivo di contenimento della spesa – in sostanza per arginarne gli sprechi – per cui era nato.
Vorrei portare in questa sede alcuni spunti di riflessione che mi sembrano indispensabili per concorrere a determinare qualche cambiamento in merito.
1 – COSTRUIRE UNA POSIZIONE ISTITUZIONALE COMUNE DENTRO L’AREA METROPOLITANA MILANESE, A PARTIRE DAL NORD MILANO.
Pensare di uscire dalla morsa in beata solitudine – o violando il patto o cercando sponde istituzionali che possano assolvere alle eventuali debolezze finanziarie di un ente – è un percorso rischioso, inutile e non virtuoso, da evitare. Ma costruire insieme una proposta territoriale che possa assumere un carattere sempre più largo (dall’area metropolitana milanese fino al coinvolgimento della Regione) i cui parametri possano dare più ossigeno ai Comuni soprattutto per quanto riguarda la propria spesa di investimento, potrebbe essere una soluzione innovativa rispetto alla situazione attuale.
Il punto sta proprio nel rilanciare l’obiettivo di fondo del patto: risparmiare sulla spesa riducendo gli sprechi (e per questo contenere la spesa corrente), ma non prevaricare la spesa d’investimento, mettendo in moto quel volano pubblico che serve anche alla crescita economica del Paese. Se anche questo significasse meno rigore per i Comuni sul piano finanziario (ma con precisi impegni programmatori da cui non derogare), ricordiamo che in questi anni proprio i Comuni hanno totalizzato il miglior risultato complessivo di risparmio, mentre lo stesso parametro di virtuosità non ha riguardato né Province né Regioni né il corpo centrale dello Stato. C’è da riprendere il filo di un ragionamento intorno ad un federalismo fiscale nel segno dell’unità territoriale e della solidarietà nazionale che si è perduto per colpa di chi lo aveva trasformato in una bandiera di pura propaganda ideologica (vedi anche il retro del volantino che presentava la serata : una serie di cifre a dimostrare virtù nordiste e vizi meridionali, peccato non ci fossero segnati i milioni di aiuti statali a Roma e Catania negli anni in cui la destra governava entrambe le città e l’intero Paese – a proposito di sprechi e favori, coi leghisti al governo, tanto per fare un esempio).

2 – COINVOLGERE I CITTADINI PER UN PATTO CHE RAPPRESENTI ANCHE UN RILANCIO DELLA POLITICA E DELLA RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE.

Pensare ad una discussione tutta tecnicista (sulla formulazione del patto, se per tetti di spesa o per obiettivi di risparmio) o tutta delegata ai livelli istituzionali (dai sindaci ai governatori ai parlamentari) rischia di diventare controproducente perché tiene lontani i cittadini da una precisa presa di coscienza del problema, incentivandone l’ostilità laddove le stesse istituzioni ne denunciano il limite.

mercoledì 12 giugno 2013

PGT: l'atto finale di una farsa tragica per la città

Ricevo da Oscar Figus e Marco Coloretti questo comunicato stampa sull'approvazione del PGT che segnalo ai lettori interessati.

LA FINE DELLA FARSA
Paderno Dugnano, 12 giugno 2012 - Dopo l’assurda commedia della mancanza del numero legale di lunedì scorso si concluderà, con ogni probabilità questa settimana, la ben peggiore farsa dell’approvazione del PGT.
Un PGT appaltato all’esterno a chi il nostro territorio neanche lo conosce, costato un sacco di soldi alla collettività, sbandierato come a consumo di suolo zero e con tante piste ciclabili in realtà con l’alta trasformabilità di molte aree – non solo quelle industriali dismesse – con aziende che già se ne vanno da Paderno Dugnano, con una fetta dello stesso Grugnotorto concessa alla costruzione, senza attenzione per il commercio, senza un piano dei servizi.
Un PGT dove non si parla di Rho Monza né di inceneritore a Calderara o a Incirano (non sia mai che qualcuno si offenda) e che non prende posizione su quasi nulla, dove tutto è permesso (sia chiaro non obbligatorio), ma permesso.
Si chiude con l’idea peregrina del polo scolastico a Calderara che ha fatto sollevare la Città costringendo la maggioranza di centro destra – almeno su questo – a fare un passo indietro.
Un PGT che d’altronde hanno tentato in tutti i modi di portare a termine coinvolgendo il meno possibile i Cittadini, le Commissioni consiliari e il Consiglio Comunale al punto di scontentare e costringere alle dimissioni lo stesso capogruppo del PDL Rimoldi.
Ma perché tanta paura ad aprire una discussione vera dentro le sedi istituzionali e nella Città come chiesto dal PD ? Che anche da partito di opposizione ha voluto fare proposte alla Città e non insulso ostruzionismo (ben diversamente dal comportamento passato delle forze politiche attualmente in maggioranza).
Consiglio comunale chiamato invece a un “tour de force” nei prossimi giorni per la valutazione di quasi 300 osservazioni, alcune suddivide in sotto osservazioni in modo curioso quando non addirittura arbitrario, con pareri discordanti su questioni simili, mentre i pareri di Giunta - dove positivi - danno l’impressione di ben altre logiche che probabilmente troveranno i consiglieri di maggioranza pronti come sempre all’approvazione (sempre che si presentino).
Senza vergogna cercheranno di far valutare osservazioni fuori termine (tanto le regole cosa si fanno a fare) minimizzando invece quelle di Provincia e Regione che di fatto sono sufficienti a stroncare questo PGT.
Fra pochi giorni la farsa sarà finita e mentre questa maggioranza racconterà di aver raggiunto uno dei suoi obiettivi elettorali in realtà, con questo PGT sbagliato e dannoso, sancirà definitivamente la sua rinuncia al governo del territorio della Città di Paderno Dugnano.

Marco Coloretti e Oscar Figus
Capogruppo Consiliare e Coordinatore Cittadino

Partito Democratico Paderno Dugnano

martedì 14 maggio 2013

Cambiamento: marciare non marcire?

Wait and see ? No, è ora di muoversi. Non so come andranno a finire né il governo Letta né il congresso del PD,anche dopo l’elezione di Epifani.Troppo incatenato il primo e ancora troppo confuso il secondo. Una cosa è certa: non possiamo più restare a guardare e ad aspettare. Facciamo quello che possiamo noi, qui ed ora.
Gianfranco Massetti rompe gli indugi con un messaggio inviato a due blogger (io a Giuranna), al segretario del Partito Democratico, Oscar Figus e al capogruppo, in Consiglio comunale, Marco Coloretti con il quale l'ex sindaco cerca di spingere il PD padernese ad uscire dall'angolo in cui gli eventi post elettorali l'hanno cacciato.
L'orizzonte del suo ragionamento sono le elezioni amministrative della primavera 2014 che forse si terranno in concomitanza con le politiche). “A quell’appuntamento ci si deve arrivare con un nuovo progetto per la nostra città – egli osserva -. Il centro destra con Alparone ha avuto una chance e, in cinque anni, non ha combinato alcunché . Anzi ha bloccato lo sviluppo della città. Il PD ha sperimentato il sapore dell’opposizione e ora è davanti ad un bivio. Aggrapparsi alla vocazione maggioritaria e fare tutto da solo (programma, primarie, candidato) per poi rivolgersi agli elettori, o mettersi al servizio di un progetto civico ed offrire alla città idee, proposte, strumenti e candidati senza pregiudizi di primogeniture?”.
La sua proposta è aprire subito il cantiere politico sul futuro di Paderno Dugnano perché non si può aspettare né la conclusione dell'azione amministrativa della giunta Alparone (PGT-Bilancio) né il Congresso del Partito Democratico in ottobre. Egli chiede ai vertici del centro sinistra locale di partire da alcune idee forza del programma che aiutino ad approfondire i problemi della città, valorizzarne le risorse e trovare proposte innovative per lanciare due due Forum tematici aperti: Ambiente (territorio, urbanistica, trasporti, viabilità, finanze, area metropolitana, commercio..) e “Persona” (welfare, lavoro, cultura, partecipazione, scuola, cittadinanza, legalità..). 

giovedì 11 aprile 2013

Eutanasia legale: appello di Rubagotti, Coloretti, Figus, Ranzenigo

Ben oltre la metà degli italiani, secondo ogni rilevazione statistica, è  a favore dell'eutanasia legale, per poter scegliere, in determinate condizioni, una morte opportuna invece che imposta nella sofferenza. 
I vertici dei partiti e la stampa  nazionale, invece, preferiscono non parlarne: niente dibattiti su come si muore in Italia, tranne quando alcune storie personali si impongono: Eluana e Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli, i leader radicali Luca Coscioni e Piero Welby.
Oggi, chi aiuta un malato terminale a morire - magari un genitore o un figlio che implora di  porre fine alla sofferenza del proprio caro - rischia molti anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la propria volontà è costantemente violato, anche solo per paura, o per ignoranza. La conseguenza è il rafforzamento della piaga tanto dell'eutanasia clandestina che dell'accanimento terapeutico.
Per rimediare a questa situazione, vengono proposte dall'Associazione Coscioni poche regole e chiare, che stabiliscano con precisione come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all'eutanasia. 
Gianni Rubagotti, Marco Coloretti, Oscar Figus, Roberto Ranzenigo hanno diffuso oggi un appello a  firmare per introdurre l'eutanasia legale in Italia. Presso la Segreteria comunale di Paderno Dugnano tutti i cittadini residenti in città possono firmare. Chi volesse potrà farlo anche  sabato 13 aprile in Piazza della Divina Commedia (Tilane). Questo il testo della proposta di legge.

Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia
Articolo 1
Ogni cittadino può rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di  trattamento di sostegno vitale e/o terapia nutrizionale. Il personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente ove essa:
1) provenga da soggetto maggiorenne;
2) provenga da un soggetto che non si trova in condizioni, anche temporanee, di incapacità di intendere e di volere, salvo quanto previsto dal successivo articolo 3;
3) sia manifestata inequivocabilmente dall’interessato o, in caso di incapacità sopravvenuta, anche temporanea dello stesso, da persona precedentemente nominata, con atto scritto con firma autenticata dall’ufficiale di anagrafe del comune di residenza o domicilio, “fiduciario per la manifestazione delle volontà di cura”.

mercoledì 3 aprile 2013

Caso Salgaro, il PD segnala nuovi sviluppi

Ricevo dal Partito Democratico di Paderno Dugnano questo comunicato stampa sullo "scandalo Salgaro" che segnalo ai lettori. Una Commissione d'Inchiesta che faccia piena luce sulla vicenda è sempre più necessaria.


Aggiornamento sul caso Salgaro
Paderno Dugnano, 3 aprile 2013 - Richiedendo un'integrazione dei documenti agli uffici è saltato fuori un NUOVO debito dell'ex assessore - in parte personale in parte societario - risalente al 2006 (sul quale esiste un parziale rientro) ma che peggiora la situazione di debito nei confronti del nostro comune ad oltre 31mila euro.
Noi ci chiediamo: visto che l'ultima parte del debito di cui siamo venuti a conoscenza risale al 2006 ed è già in recupero coattivo, se non avessimo proceduto con l'accesso agli atti, avremmo saputo tutto questo?
E soprattutto: si è provveduto ad informarne il Sindaco?
E come giudica il Sindaco questo nuovo sviluppo della vicenda? E come giudica l'intervista al suo ex assessore?
A leggere quanto l'ex assessore afferma, infatti, emergerebbe che per lui non c'è stato alcun problema. Per quello che lui ha potuto appurare, non esiste incompatibilità tra la morosità verso l'ente e la carica di assessore, quindi perché rimuoverlo?
Ma può essere questa l'etica che ha guidato un amministratore pubblico, ora tardivamente allontanato, ma che per quattro anni è rimasto imperterrito al suo posto, cumulando debiti con l'ente che avrebbe dovuto rappresentare mentre questa maggioranza, Sindaco in testa, non si accorgeva di nulla?
Per questi motivi noi pensiamo che questa non sia una vicenda privata tra un Sindaco e un suo ex collaboratore, ma un fatto pubblico vergognoso che ha incrinato il rapporto di fiducia tra chi amministra o ha amministrato e i propri cittadini.
Noi le risposte continuiamo a chiederle agli uffici come ci compete, ma restiamo sempre in attesa della commissione consiliare speciale, per ristabilire quel rapporto di fiducia tra amministratori e cittadini che è stato fortemente compromesso e che la doverosa reazione del Sindaco non è sufficiente a ricostruire.

Marco Coloretti e Oscar Figus
Capo Gruppo Consiliare e Coordinatore cittadino
Partito Democratico Paderno Dugnano

lunedì 25 marzo 2013

Scandalo Salgaro: il PD non si fa intimidire e chiede la Commissione


SCANDALO SALGARO
Paderno Dugnano, 25 marzo 2013 - A delle domande legittime il PDL di Paderno Dugnano, per bocca dei segretari Torraca e Cavaletto, risponde con l’offesa, l’insinuazione e la menzogna come fa da quando governa, ma soprattutto cerca di evitare le risposte parlando d’altro.
Solo che noi non ci lasciamo intimidire; aspettiamo quelle risposte e ribadiamo la richiesta di istituire una Commissione Consiliare Speciale di inchiesta sulla questione.

Marco Coloretti e Oscar Figus
Capo Gruppo Consiliare e Coordinatore cittadino
Partito Democratico Paderno Dugnano

Scandalo Salgaro: la "risposta" del Sindaco

Ricevo dall'Ufficio Stampa del Comune questo comunicato del Sindaco sul caso Salgaro che pubblico riservandomi di commentarlo in seguito.

COMUNICATO STAMPA
“Trasparenza, non accettiamo lezioni da Coloretti e il PD”
Paderno Dugnano (25 marzo 2013). “Sul caso dell’ex Assessore Salgaro non ho più niente da aggiungere. Ho spiegato pubblicamente in Consiglio Comunale come e quando sono venuto a sapere della vicenda: ho agito con trasparenza e tempestività.
Il Capogruppo Coloretti e il suo partito, il PD, invece continuano a fare illazioni e ricostruzioni retroscenistiche di basso profilo. Un atteggiamento che sicuramente chiude le strade al dialogo visto che continuano a dubitare delle mie dichiarazioni. Mi risulta che anche gli uffici abbiano spiegato a Coloretti di avermi informato solo qualche giorno prima del mio decreto di revoca. Per quanto attiene le procedure messe in atto dagli uffici comunali, non c’è stato nessun trattamento di favore verso l’ex assessore che ha usufruito dello stesso iter di un qualsiasi cittadino che si trova in difficoltà. C’è bisogno di una commissione d’inchiesta per appurare questo? 
Le carte che il capogruppo Coloretti ha consultato e avuto in copia e le dichiarazioni rese dai funzionari non bastano? In questa città di omertoso negli anni passati abbiamo visto altro e su vicende drammaticamente ben più gravi: il PD non venga a fare lezioni quando avrebbe bisogno di dosi massicce di ripetizioni su etica e trasparenza.
Mentre Coloretti e il suo partito sono impegnati sulle cartelle dell’ex assessore non fidandosi evidentemente nemmeno degli uffici comunali, noi ci occupiamo di lavoro analizzando i dati dello sportello Afol e del supporto psicologico alle famiglie senza lavoro, facciamo i tavoli con la Caritas e stiamo programmando la seconda edizione di incontri nei quartieri con le Forze dell’Ordine sulla criminalità. Basta lo dico io adesso: basta con le menzogne, basta con le manie investigative quando tutto è alla luce del sole, basta con gli atteggiamenti da professori dell’etica da parte di chi ha responsabilità politiche su fatti per i quali non ha mai nemmeno chiesto scusa o fatto autocritica. Basta”.
Il Sindaco
Marco Alparone

martedì 19 marzo 2013

Alparone reticente sullo scandalo Salgaro

Molta curiosità ieri sera in Consiglio comunale per l'atteso chiarimento sullo scandalo Salgaro. Scandalo, sì, perché così in qualsiasi altra città verrebbe definita la vicenda poco trasparente di un assessore in carica che come imprenditore accumula nel tempo un debito fiscale non pagato nei confronti dell'amministrazione di cui fa parte e dalla quale riceve uno stipendio.
Attesa delusa. Chi sperava che il Sindaco avrebbe fatto doverosa chiarezza si è dovuto scontrare contro la sua pervicace reticenza e il solito muro di gomma, tipico comportamento di chi ha una concezione privatistica della politica e della gestione della cosa pubblica.
Nelle sue comunicazioni in apertura di seduta, Alparone, non ha risposto per niente alle domande sulla brutta e ancora limacciosa faccenda. Si è limitato a ripetere le poche cose che tutti hanno letto sulla stampa e cioè che lui non ne sapeva niente, che quando l'ha saputo pochi giorni fa ha chiesto a Salgaro di dimettersi perché non poteva restare al suo posto nelle condizioni di morosità fiscale in cui versava, che non avendo l'assessore colto il suo invito ha proceduto a ritirargli le deleghe. Il tutto condito con grandi espressioni di comprensione umana e solidarietà per "l'amico Angelo" che come molti altri imprenditori combatte contro la crisi, ecc. 
Naturalmente sulla realtà del fantomatico debito tributario, cosa, quanto, da quanto tempo, come mai lui ne è stato informato solo ieri, e altre domande interessanti del genere, ha invocato il rispetto della riservatezza dovuta a Salgaro come se questi non fosse un amministratore in carica, titolare dei lavori pubblici e altre deleghe importanti, sfiduciato per comportamenti non corretti, ma un comune cittadino in difficoltà. Un capolavoro di reticenza e ipocrisia travestite da "sensibilità".

domenica 16 dicembre 2012

PGT: fine del primo tempo a favore della giunta

Il PGT di Paderno Dugnano è stato adottato venerdì sera a conclusione della seduta del Consiglio Comunale. Il sindaco Marco Alparone, pur perdendo per strada un pezzo importante della sua maggioranza, l'ex capogruppo del PdL, Maurizio Rimoldi, è riuscito a portare a casa in extremis un importante atto amministrativo.
Questo, indipendentemente dal giudizio che si può e si potrà dare nel merito del provvedimento, rappresenta oggettivamente per lui e la sua giunta un indiscutibile successo dal punto di vista amministrativo e politico. Si tratta ovviamente solo della conclusione del primo tempo di una partita ancora da giocare, cioè quella dell'approvazione del documento urbanistico della città che non avverrà prima di aprile-maggio 2013, ma per ora egli può dirsi giustamente soddisfatto.
La seduta di venerdì sera è in sintesi filata via senza intoppi dal momento che la maggioranza di centro destra non è mai venuta meno e ha votato su tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione obbedendo alle indicazioni dell'assessore Bogani e del primo cittadino che avevano presentato un maxi emendamento che correggeva e introduceva modifiche al testo originario.
L'approvazione di quello che era stato definito dalla minoranza "un altro PGT" è stato approvato quasi senza discussione dal momento che Alparone aveva negato al Consiglio Comunale la possibilità di discuterlo per punti. Il capogruppo del PD, Marco Coloretti nel suo intervento ha comunque dichiarato che il suo gruppo si riserva di valutare un possibile ricorso perché c'è il sospetto fondato che il maxi emendamento modifichi in alcuni punti le volumetrie definite dal piano.
Prima del voto finale, negli interventi conclusivi, Coloretti aveva ricordato il contributo di tutti alla discussione sul PGT, ricordando anche quello importante dato dall'ex capogruppo Romoldi, che non era (come annunciato) in aula. "Resta aperto il capitolo PGT che deve adesso uscire da quest'aula per coinvolgere i cittadini che qui non ci sono – ha detto rivolgendosi a sindaco e vicesindaco -. Il piano è stato portato all'approvazione troppo in fretta dopo un avvio iniziale del percorso che era stato troppo lento. Prima dell'approvazione definitiva dovrà essere, per vostra stessa ammissione, molto migliorato. Il vostro maxi emendamento ha sì tolto di mezzo dei macroscopici errori, come il centro commerciale nel centro sportivo, ma ha introdotto molte variazioni contraddittorie. Sotto la coperta dell'housing sociale di fatto c'è l'edilizia residenziale introdotta in tutte le aree pubbliche e in ambiti produttivi che sono o verranno ulteriormente svuotati di attività e dunque di lavoro. Bisognerà tradurre i troppi slogan retorici del vostro PGT in atti concreti facendone dei veri obiettivi. Noi non molleremo il punto e andremo a vedere se sarete all'altezza della vostra proposta alla città. Ci sono spazi per discutere e capirsi meglio".

martedì 27 novembre 2012

Consiglio comunale: Alparone insulta e l'opposizione dice "basta"

Padernoforum non ha fatto la cronaca dell'ultimo Consiglio comunale alla fine del quale il sindaco si è permesso di insultare il PD e i membri della passata amministrazione facendo insorgere la minoranza. Il capogruppo Marco Coloretti ha faticato a tenere in aula i suoi consiglieri, in testa una inviperita Carla Pedretti, e ha garantito il numero legale consentendo la votazione sul Bilancio anche se la maggioranza non era tale a causa delle numerose assenze che ormai la contraddistinguono. Dopo il grande appuntamento delle primarie che ha impegnato il centro sinistra padernese, proviamo a fare il punto sulla politica locale amministrativa con il capogruppo del PD.

Capogruppo Coloretti, dalla coda del Consiglio in cui si è votato per la liquidazione di Energie Locali all’ultima seduta in cui il suo gruppo è insorto contro le dichiarazioni del Sindaco su variazione e mutui, ci può spiegare meglio cosa è successo e quale valutazione date della situazione in corso?
Cosa è successo : intanto, chiudendo il punto su Energie Locali – che si è chiuso una settimana dopo per l’assenza di 4 esponenti della maggioranza in consiglio comunale nella seduta precedente – le dichiarazioni del sindaco sono state particolarmente irritanti perché fuori luogo. Intanto, il giudizio sulla società costituita con Sesto e Cormano: un carrozzone! Strano davvero, nei fatti ci ha consentito un risparmio significativo nei costi per punto luce a Paderno. Poi, appena insediato, il Sindaco ha nominato in quella società – il cui “carrozzone” era composto da 3 o 4 persone – un uomo di sua fiducia, che vi è rimasto per tre anni. Questa persona è il nuovo consigliere comunale del PdL in consiglio, subentrato per le dimissioni di Ruzzon da assessore e la nomina di Torraca in giunta. Sedersi in consiglio per essere accolto come uno scarto di carrozzone scommetto che deve aver riempito di orgoglio il neoconsigliere. Soprattutto quando poi il consigliere Scurati si è astenuto e nel farlo ha dovuto sentire il sindaco declamare “glielo ho detto io”. Vabbè che Paolo Scurati è un po’ attempato, ma non credo abbia bisogno della badante.
Voi però vi siete arrabbiati anche per altro…
Altroché! Intanto per certe affermazioni fatte “a cuor leggero”, tipo: mettiamo fine ad un’esperienza di “penatiana memoria”. Ma se Penati non era più sindaco da 4 anni quando è stata costituita Energie Locali! E poi, sapendo di dire una falsità in termini storici, cosa significa in termini amministrativi e politici? Che c’era del marcio in Danimarca, tanto per citare Shakespeare? O che Energie Locali rispondeva ad “altro” che non fosse la sua funzione? E in questo caso, chi sarebbe il principale responsabile per Paderno Dugnano, se non il Sindaco o il suo nominato? E cosa sa il sindaco per fare certe affermazioni? E’ reticente o sta facendo insinuazioni per gettare fango su tutto ciò che non gli va a genio? E’ reticente o usa la tecnica del fango per distrarre l’attenzione da quello su cui si sta votando, che – ripeto – non è stato solo lo scioglimento della società in oggetto ma il contestuale passaggio di mano di tutta la partita della manutenzione punti luce e contestualmente della fornitura ad altro soggetto per nove anni di contratto, senza che il consiglio comunale però si potesse esprimere sulla validità della scelta lasciata in mano ai tecnici dell’Ente?
Domande che restano aperte, o che il voto del consiglio favorevole alla proposta di scioglimento ha definitivamente chiuso?
No, credo che restino apertissime, anche perché sia il mio gruppo sia gli altri consiglieri di opposizione si sono rifiutati di partecipare anche al voto finale, in coerenza con quanto già fatto. Ora vigileremo e continueremo a domandare e a sollevare interrogativi. L’attenzione deve restare alta nell’interesse della nostra città. Periodicamente, presenteremo interrogazioni sull’argomento, come è facoltà dei consiglieri. Non intendiamo affatto farci spegnere la luce dal sindaco e farci mettere a nanna.
Nel consiglio comunale successivo nuovo scontro finale, con fuochi d’artificio anche per le scale e nella piazza sottostante. Eppure, chi ha seguito il consiglio dall’inizio pensava di assistere ad una seduta completamente anestetizzata, tutti d’accordo o quasi su tutto, e poi?
Andiamo per ordine. Nei capigruppo si fa un po’ di fatica ultimamente a fissare la data del consiglio, anche perché le assenze nelle fila della maggioranza si ripetono. Ci viene chiesto se abbiamo problemi a garantire il numero legale in consiglio, a me a agli altri due capigruppo di opposizione. Valutiamo che, pur essendoci opinioni contrastanti in merito soprattutto a variazione di bilancio e ammortamento mutui – punti discussi e approfonditi nell’apposita commissione – siamo disponibili a garantire il numero legale, anche per effetto della “doppia convocazione” che trascinerebbe un consiglio relativamente breve in termini di deliberazioni su due serate con relative spese. Diamo quindi il via libera per convocare il consiglio. 

martedì 30 ottobre 2012

Alparone chiede la fiducia e la ottiene.. a denti stretti

Alparone ha chiesto la fiducia alla sua maggioranza e... l'ha avuta. A denti stretti, senza cioè che la voce di un solo consigliere del centro destra sia sia levata in aula per difendere con qualche argomento la decisione della giunta di liquidare Energie Locali, azienda posseduta al 30% dal Comune, in cambio di poco o niente di concreto: forse i 70mila euro "lordi" della quota sociale e una previsione non quantificabile con certezza di futuri risparmi sui costi del servizio elettrico.
In estrema sintesi la cronaca della serata. L'assessore Tonello ha ripresentato il punto che non era stato approvato lunedì scorso perché la giunta di destra, in modo arrogante com'è nello stile del sindaco, aveva preteso di portare in aula una delibera senza avere il numero legale per votarla, contando evidentemente sull'acquiescenza dell'opposizione. Che invece gli ha strofinato giustamente il naso dentro, come si fa per insegnare l'educazione ai cagnolini che la fanno sulla moquette, mandandolo a casa. 
La maggioranza precettata era tutta presente ed ha ascoltato in silenzio l'assessore ripresentare la delibera. Su questa sono intervenuti con critiche puntuali sul metodo e nel merito i consiglieri del PD, Ranzenigo, Massetti, Grassi e Boggia i quali hanno argomentato i numerosi motivi che li hanno indotti a dichiararsi contrari alla liquidazione della società elettrica.
I consiglieri intervenuti hanno ricordato con accenti diversi che non ci sono motivi seri per liquidare una società che rappresenta un patrimonio pubblico e una risorsa utile alla comunità. Energie Locali ha funzionato bene ha fatto risparmiare il Comune di Paderno Dugnano, non ha debiti o problemi gestionali e i bilanci dal 2006 al 2010 sono lì a dimostrarlo. Si dice che la sua liquidazione sarebbe un atto dovuto per via delle leggi recenti sulle società comunali e della spending review, ma su queste norme non c'è affatto chiarezza, ci sono interpretazioni discordi e ormai molti consigliano di non procedere e di attendere una sistemazione della normativa che a dir poco è confusa. Inoltre la legge fissa una data stringente al 31.12.2013. Quindi non è affatto urgente liquidare questa società.

mercoledì 24 ottobre 2012

Coloretti: "La crisi della giunta Alparone è politica"


Lunedì sera come tutti sanno la giunta Alparone è scivolata malamente nel tentativo arrogante di far approvare, senza averne i numeri, la sua delibera di scioglimento della società partecipata Energie Locali titolare del servizio di illuminazione della città. Ma non si è trattato di un incidente di percorso. Dietro a questo episodio c'è un problema politico grande come una casa che il sindaco tenta senza riuscirci di nascondere. Su questo problema abbiamo intervistato il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Marco Coloretti:

Da dove cominciamo, capogruppo Coloretti?”
Cominciamo rivendicando al gruppo del PD il merito di fare un’opposizione seria e senza sconti. Come ha ben ricordato il consigliere Boggia, interpretando al meglio la nostra protesta, solo l’arroganza dei numeri può soverchiare il nostro tentativo di porre una questione di metodo istituzionale e di sostanza democratica nel merito di una decisione così importante come lo scioglimento di Energie Locali.”
Era così necessario l’abbandono dell’aula?”
Sì, per tre ragioni: avevamo chiesto in commissione che ci fosse più tempo per approfondire un argomento così importante alla luce di tante variabili in corso e di soluzioni alternative possibili (vedi anche l’intervento del nostro consigliere Massetti su questo blog). Ci hanno risposto che la decisione era presa e solo su nostra forte pressione abbiamo ricevuto qualche informazione in più, che non ha però dissipato i dubbi sull’eccessiva fretta di chiudere questa partita, anzi. Anche in commissione ci hanno ricordato che loro “avevano i numeri” per votarla, ma di fatto non sanno contare, almeno fino a 16.”
Quindi gli avete fatto lo sgambetto…”
Non siamo lì a giocare, almeno noi. Voglio ricordare che abbiamo garantito il numero legale già in un’altra occasione (orti comunali), anche in presenza di una deliberazione su cui non c’era pieno assenso. Ma allora almeno se ne discusse. E già un’altra volta abbandonammo l’aula, quando era chiaro che decisioni importanti (termovalorizzatore) già preconfezionate dovevano essere votate senza “disturbare il manovratore”. Bhe, i numeri quella sera c’erano anche senza di noi, ma guarda un po’ anche altri due consiglieri di maggioranza ci seguirono. Quindi, quello che noi poniamo riguarda anche il ruolo del consiglio comunale nel suo insieme, non è schermaglia politica. Ed è proprio qui che ne è derivato il secondo motivo per non stare in aula.”
Cioè?”
Quella sera non funzionavano le riprese video, non so se fosse funzionante l’audio per i cittadini a casa, ma spero che qualcuno abbia scattato almeno una foto. I banchi della giunta, completamente dimezzati: all’assente per eccellenza (ma possibile che il punto riguardasse l’illuminazione pubblica soprattutto per le sue ricadute di manutenzione e non ci fosse l’assessore ai lavori pubblici? Non si dice di intervenire – quello meglio di no – ma almeno di esserci) si aggiungeva l’intera pattuglia dei tre assessori leghisti più un consigliere comunale, quel consigliere vicepresidente della commissione bilancio che una volta nominato Torraca assessore magari si aspettava una promozione e invece non l’avrà – o forse era raffreddato. L’assenza in contemporanea dei tre assessori della Lega forse era un caso, ma non è per caso che la Lega a Paderno è commissariata, anche se non è dato sapere per fare cosa. Nel PdL altre tre assenze: una giustificata per studi all’estero (una mano in fuga, mi si perdoni la battuta) e altri due malati. O c’è un’epidemia o c’è qualche problema “politico”, io propendo per la seconda con questa unica osservazione. Nel 2009 sarebbero stati tutti presenti anche con le stampelle, com’è accaduto. Nel 2012 basta il raffreddore per non venire in consiglio. Se c’è qualcuno che deve essere richiamato al senso di responsabilità è il Sindaco e la sua maggioranza. Decisioni importanti per la città non si possono prendere in un consiglio comunale svogliato, disattento e pieno di piccoli protagonismi al limite della decenza. Ma non finisce qui.”

sabato 28 luglio 2012

Contro editoriale

Ricevo dal capogruppo Pd, Marco Coloretti, questo commento all'editoriale del Sindaco pubblicato sul numero di luglio della Calderina. 

IL RUGGITO DEL CONIGLIO
Niente di personale: versi e animali non si riferiscono alla persona del Sindaco ma alle sue dichiarazioni pubbliche che fanno da editoriale all’ultimo numero della Calderina.
Perché il ruggito? 
Perché l’impressione è che dopo alcune manifestazioni di incertezza e di indecisioni nella maggioranza di centrodestra, palesate in consiglio comunale e nelle commissioni come ha ben messo in luce il comunicato del PD, si sia sentita la necessità di una reazione, quasi a voler dimostrare una vitalità politica che nella realtà è del tutto assente.
Probabilmente frutto di sudati brain storming estivi, si è passati al contrattacco, cercando di dimostrare come questa giunta, malgrado le avversità degli astri e del governo tecnico (peraltro sostenuto dagli stessi parlamentari amici del Sindaco che hanno mantenuto in vita per tre anni un governo Berlusconi inoperoso, inadeguato e incapace di garantire gli interessi nazionali), questa giunta Alparone riesca ad ottenere importanti risultati, malgrado tutto.
Ad esempio, un nuovo asilo nido, lo stesso che è stato programmato e finanziato dalla giunta di centrosinistra, negli anni in cui lui stava all’opposizione e votava contro tutto, (s)parlando di sprechi e cattedrali nel deserto, peccato che se la nostra città non è (ancora) disertificata socialmente lo si deve a questi investimenti (che è cosa diversa dal debito per spese inutili, come quelle che servono a pagare i brain storming di cui sopra – ma non sembra averlo ancora capito). L’unico vero spreco è la fetta di nastro tagliata dopo queste dichiarazioni.
Perché del coniglio?
Perché in un momento in cui i comuni, con voce unanime, stanno chiedendo al governo di rivedere alcune scelte fondamentali collegate ai tagli alla spesa, per non mettere in ginocchio chi ogni giorno garantisce servizi essenziali sul territorio ai propri cittadini – e dopo anni in cui l’unico comparto in attivo della pubblica amministrazione sono proprio gli enti locali – ecco che l’obiettivo di oggi non è perseguire con forza gli orientamenti congiunti dei colleghi sindaci, ma quello di ritorcere la testa verso un passato che non è mai esistito se non nelle fantasie di chi ha dormito sui banchi del consiglio comunale per anni.
Ed allora si inventa l’arcadia, quel mondo dorato dove le vacche erano grasse e si mungevano euro a catinelle (forse pensava a Catania, non a Paderno).
Peccato che dal 2004 al 2009, i comuni abbiano subito tagli lineari alla spesa a volontà (Tremonti), patti di stabilità sempre più strozzanti (non stringenti) con blocco delle assunzioni (Brunetta) e dei pagamenti per garantire gli equilibri di bilancio di uno stato mal governato il cui debito pubblico è passato dal 103 al 118% in rapporto al Pil (Berlusconi).
Dicono niente questi nomi?
Ora, io posso immaginare che sia stata dura svegliarsi un giorno e trovarsi sindaco, dopo aver sognato metropolitane e rimborsi dei biglietti, niente ICI e buoni regionali per i servizi sociali da distribuire a tutti.
Posso immaginare che sia stata veramente dura sognare di vacche grasse e scoprire che erano quelle di plastica dei formaggini per giunta sgonfie.
Però adesso è ora di darsi una sveglia e decidere se si è all’altezza del compito, per quanto arduo, oppure non sia il tempo di tornare a dormire sui banchi dell’opposizione.
Marco Coloretti