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domenica 26 gennaio 2014

Raccolta differenziata? Niente da dichiarare

Alparone e la sua squadra sono quasi alla fine della loro partita. Tra due mesi inizia la campagna elettorale e dal momento che il Sindaco e i suoi assessori hanno ben poco da sbandierare, si spendono gli ultimi soldi nostri per stampare e diffondere quintali di carta inutile nel disperato tentativo di dare ad intendere ai cittadini che qualcosa in questi 5 anni è stato fatto.
E' il caso dell'inutile e costoso calendario sulla raccolta differenziata che l'amministrazione ha distribuito in settimana nelle caselle della posta dei padernesi, un prodotto privo di qualunque utilità dal momento che nessuno con un po' di sale in zucca regala un calendario alla fine di gennaio del nuovo anno.
Ma a parte questa evidente bizzarria, l'oggetto di comunicazione che nelle intenzioni della giunta dovrebbe favorire e promuovere la raccolta differenziata nella nostra città, non comunica niente sui risultati, l'andamento, la quantità e la qualità della raccolta a Paderno Dugnano.
Insomma niente dati sulla quota di rifiuti domestici riciclati e smaltiti raggiunta nel 2013 e sull'andamento registrato nel periodo 2009-2013, nessuna informazione sulle frazioni raccolte e inviate al recupero, riciclaggio, incenerimento, compostaggio. 
L'ultimo dato in proposito è quello diffuso nel 2009 dalla precedente giunta di centro sinistra che indicava nel 51% la quota di riciclo dei nostri rifiuti. Da quando Alparone è al potere nessuno ne ha più saputo niente. 
Il calendario distribuito oggi a tutte le famiglie padernesi poteva essere l'occasione per segnalare i progressi e il miglioramento raggiunto dall'amministrazione in campo ambientale, ma evidentemente, non ci sono miglioramenti da comunicare. E sarebbe stato autolesionistico per il Sindaco mettere nero su bianco i passi indietro che la sua gestione ha fatto fare alla nostra città. Meglio gettare fumo colorato negli occhi fino all'ultimo e sperare nella labile memoria degli elettori. 

sabato 19 ottobre 2013

Opere pubbliche: tagli per 1,8 milioni nel 2014-2015

La giunta di desta padernese ha adottato il Piano Triennale delle opere pubbliche 2014/2015/2016, documento che costituirà un allegato del prossimo bilancio di previsione. E' possibile presentare eventuali osservazioni nei termini di legge presso l'ufficio protocollo del Comune di Paderno Dugnano.
Le risorse disponibili nel triennio, tra entrate e stanziamenti di bilancio, ammontano a 4,840 milioni di euro: 1,41 nel 2014, 1,68 nel 2015, 1,75 nel 2016. Di queste risorse, 2,905 milioni sono destinati a opere di manutenzione (strade, edilizia scolastica e sociale, immobili comunali); 110.000 euro per l'ampliamento cel centro sportivo; 1,150 milioni per le due metrotramvie, Mi-Desio e Mi-Limbiate; 675.000 per la riqualificazione dell'impianto di illuminazione pubblica.
Alla manutenzione degli edifici scolastici andranno 1,030 milioni, 550.000 agli immobili comunali, 105.000 alla sede storica del Comune.
Rispetto al Piano Triennale presentato e approvato lo scorso anno mancano1,250 milioni nel 2014 e 550.000 nel 2015, e questo taglio dimostra concretamente la scarsa produttività di questa amministrazione. A saltare nel 2014, ultimo anno di mandato della giunta di destra, sono le opere previste per i parcheggi interrati di via Buozzi e Piazza Berlinguer (500.000 euro), i 300.000 euro stanziati per la riqualificazione di via Sant'Ambrogio e i 250.000 euro per la realizzazione della fantomatica pista per ciclisti che faceva già parte del primo piano triennale di Alparone nel 2009.

lunedì 10 giugno 2013

Se questi sono amministratori....


Un'immagine vale più di mille parole? Questa le vale senz'altro. E' la scena desolante che la maggioranza di centro destra e la giunta Alparone hanno offerto stasera nell'aula consiliare dove si doveva discutere e approvare il Piano di Governo del Territorio.. 
Nel banco della maggioranza alle ore 20, dopo un'ora dalla convocazione ufficiale, era presente, unico e sconsolato un solo consigliere, l'ex capogruppo del PdL, Maurizio Rimoldi, mentre in quello della giunta oltre al Sindaco e al presidente Papaleo, erano seduti il Vicesindaco Bogani, e gli assessori Torraca e Tonello. Il banco della minoranza invece era quasi al completo, mancando solo il capogruppo Anelli e la consigliera Colnago. 
Di fronte a questa clamorosa assenza ingiustificata ha protestato la Vicepresidente del Consiglio, Carla Pedretti che ha bollato il comportamento del centro destra come "un'offesa ai cittadini padernesi". 
Era previsto che la maggioranza sul PGT avrebbe mostrato qualche crepa in termini di numero legale, ma era difficile prevedere che i problemi sarebbero esplosi con questa evidenza e resi pubblici con questa incredibile noncuranza. E pensare che i giovani di Paderno 7 avevano definito la seduta di stasera come l'avvio del "più importante atto politico" della giunta Alparone. Non c'è che dire, proprio un bell'atto politico.

PGT: questa sera inizia la maratona urbanistica. O no?

Questa sera alle 19 è convocata la prima seduta del Consiglio Comunale fiume che nelle intenzioni di Alparone e della sua maggioranza (che ho visto riunita a mangiar salamelle venerdì sera all'Oratorio di Dugnano, sua dependance idologico-gastronomico-elettorale) si dovrebbe concludere venerdì sera con l'approvazione del PGT. Una conclusione che secondo i boys di Paderno7, dovrebbe spianare al centrodestra locale la strada per la vittoria elettorale nel 2014.
Si apre dunque stasera una settimana decisiva per la politica padernese anche se a prima vista i giochi sembrano fatti. La giunta ha già deciso di respingere in blocco tutte le osservazioni avanzate dall'opposizione e dalle associazioni rivolte alla tutela del territorio se si esclude quelle relative al famoso Polo Scolastico di Calderara, cassato a furor di popolo, mentre ne ha accettate molte relative allo sviluppo residenziale in quasi tutti gli ambiti per tenersi buoni gli elettori.
Difficilmente di fronte a una maggioranza blindata la minoranza avrà la possibilità in assemblea di cambiare qualcosa di un PGT da essa considerato negativo sotto tutti i punti di vista. Ma non si sa mai, una sorpresa potrebbe sempre saltar fuori visti i corposi interessi in gioco. Oggi pomeriggio ad esempio pare che il presidente del Consiglio Comunale abbia chiesto al capogruppo della maggioranza di rimandare la seduta di stasera. Motivo? La difficoltà del centro destra a garantire il numero legale. Se così fosse davvero potrebbe voler dire che la maggioranza tanto blindata non è. Staremo a vedere.

giovedì 6 giugno 2013

Diritti di superficie: l'83% dei condomini ha rifiutato le proposte della giunta

Il blog Caraterramia che dà voce ai condomini delle case 167, impegnati a rifiutare le inique proposte della giunta Alparone sulla trasformazione dei diritti di superficie, ha pubblicato un appello ai cittadini soci delle cooperative Edile Palazzolese di via Dante e via Vico, Acli Speranza e La Famiglia nel quale chiede loro di unirsi alla protesta e rigettare le offerte comunali.
Le ragioni del rifiuto spiegate nell'appello sono il raddoppio inaccettabile e ingiusto delle stime dei valori degli immobili e la disparità di trattamento con altri cittadini che nel 2010 e ancora nel corso del 2011 avevano pagato cifre molto inferiori,
Per questo i condomini, ingiustamente discriminati, non hanno aderito, non hanno pagato, perché non è un obbligo, e non hanno ceduto alla pretesa del Comune di fare cassa sulla loro pelle.
Le adesioni alle proposte estorsive della giunta di destra, nel 2012, sono state solo il 17%, una quota molto bassa se la si confronta con quella delle prime adesioni che su importi ben diversi superavano l’81%.

lunedì 8 aprile 2013

La mancata riqualificazione di Palazzo Vismara e le incursioni dei ladri

I giornali locali (vedi la foto di Pier Mastantuono per il Cittadino) hanno dato la notizia dell'incursione criminale avvenuta a Palazzo Vismara. Nella notte tra venerdì e sabato, una banda di ladri molto agguerrita e professionale ha  saccheggiato la sede delle associazioni di Palazzolo Milanese. 
Particolarmente colpita l'associazione anziani (Circolo Arci) la cui porta esterna è stata sfondata, la cassaforte scassinata e svuotata del contenuto. Lo stesso è avvenuto nelle altre sedi associative che complessivamente, stando a quanto riportato dalla stampa, avrebbero subito un danno di oltre 10mila euro.
Da anni le associazioni attendono dal Comune una sistemazione migliore delle loro sedi e l'amministrazione di centro sinistra aveva preso in esame il problema e aveva deciso di risolverlo programmando un piano di riqualificazione di Palazzo Vismara all'interno di un progetto di sistemazione complessiva del centro storico di Palazzolo, un progetto impegnativo perché approvato dal Consiglio Comunale.
Era stata stilata a questo scopo un'apposita convenzione con operatori privati che prevedeva l'impiego di 1,5 milioni di euro, proventi del Piano di Lottizzazione di via Garibaldi.
Insomma la soluzione al problema era stata trovata, purtroppo però questo non è avvenuto perché la nuova giunta di destra guidata dal sindaco Alparone, con uno dei suoi primi atti sconsiderati (nel giugno 2010), ha deciso altrimenti, disperdendo i fondi in altre iniziative senza costrutto. Il risultato della mancata riqualificazione di Palazzo Vismara è oggi sotto gli occhi di tutti. 

venerdì 5 aprile 2013

Palazzolo, il viale (alberato) del tramonto

La giunta Alparone è ormai avviata inesorabilmente sul viale del tramonto e a noi, che abbiamo sempre guardato con scetticismo un esperimento politico da lui definito pomposamente in campagna elettorale, "voltare pagina", non resta che osservare con sguardo compassionevole le ultime convulsioni della sua residuale avventura amministrativa.
Un'avventura all'insegna dell'improvvisazione e del dilettantismo più che della progettualità e della sperimentazione, come dimostrano i due ultimi tentativi di lasciare un segno del suo passaggio ai posteri: il polo scolastico di Calderara da realizzare con la cementificazione privata di un'area verde pubblica e il rifacimento di via Sant'Ambrogio che sacrifica un filare di tigli alle auto e al traffico.
In tutte e due i casi egli ha cercato di gabellare i suoi progetti come "partecipati" e frutto del dialogo con i cittadini dei quartieri. Nel caso di Calderara lo hanno smentito 1.200 firme di cittadini contrari alla speculazione edilizia mascherata da riqualificazione scolastica. Nel secondo caso ha addirittura tentato di imporre come "volontà" degli abitanti del quartiere i risultati di un questionario compilato da 114 residenti, che sta per essere sepolto sotto centinaia di firme contrarie.
Firme che esprimono una volontà e una partecipazione non fittizia, che non si limita a dire "no", ma propone un'alternativa di riqualificazione urbanistica che, salvando gli alberi esistenti e mettendo in sicurezza strade e marciapiedi, arricchisce la viabilità con una pista ciclabile a completamento del tracciato che collega i due quartieri al centro di Dugnano. Una progettualità dal basso che propone su scala locale una idea di città molto diversa da quella legata al modello di mobilità individuale attardato sulla visione anni '60 della "città drive in".

venerdì 15 marzo 2013

Coloretti: fanno pagare a Salgaro il loro fallimento

La defenestrazione brutale dell'assessore Salgaro da parte del Sindaco, ha una qualche motivazione politica e gestionale, come vorrebbe far credere il comunicato ufficiale, o è solo il furbesco tentativo di scaricare su un personaggio incolore la perdita di consenso che invece è da attribuire ad Alparone e alla sua coalizione? Lo abbiamo chiesto al capogruppo del PD in consiglio comunale, Marco Coloretti.
La faccenda è tutta da chiarire e per capire cosa c'è sotto questa mossa ho appena inoltrato un'interrogazione urgente al Sindaco perché mi risponda lunedì sera in consiglio comunale - premette il Capogruppo PD.
Quali sarebbero le "colpe" dell'assessore che non è stato eletto dai cittadini, ma nominato direttamente da Alparone?
Il giudizio su Salgaro è inutile che lo ripeta: non è stato capace di "difendere" le proprie deleghe, a partire da quella dei Lavori Pubblici dove c'è stato l'accanimento finanziario di Ruzzon (tutte le risorse usate per asfaltare i mutui, penalizzando gli investimenti - leggasi strade, ma anche scuole, patrimonio dell'ente e verde pubblico). In tutto questo è apparso un assessore amorfo, più preoccupato di tenere una posizione piuttosto che svolgere un compito. Epperò, se Salgaro ha le sue colpe, non è scaricandolo che si risolve il problema. Come si intende procedere? C'è un cambio di indirizzo alla base? Sono curioso di sapere cosa dirà il Sindaco in merito.
La cacciata dell'assessore avviene dopo l'uscita di scena in autunno della signora Ruzzon. La giunta Alparone sta andando a pezzi?
Con Salgaro fan due, ed entrambi gli assessorati coinvolti (Bilancio e Lavori Pubblici) sono di peso e strategici per la programmazione di una città. Casuale? Segno di forza o di debolezza di questa giunta? Secondo me, segno di annebbiamento collettivo: prima Ruzzon se ne va "sbattendo la porta" e il Sindaco fa finta che sia tutto normale, ora solleva dall'incarico Salgaro come se fosse un atto dovuto, ma dovuto da cosa? Nel leggere il comunicato mi colpisce il linguaggio "è venuto meno il rapporto di fiducia alla base della nomina" - raccontarla come un accadimento politico (la scelta di Salgaro di presentarsi con Fratelli d'Italia) fa veramente ridere: nel 2009 è diventato assessore senza neanche presentarsi alle elezioni e scopriamo adesso che Salgaro ha posizioni politiche non in sintonia con il PdL? Questa è una foglia di fico, qual è la vera ragione che spinge a scrivere "venuto meno il rapporto di fiducia"? A me sembra grave, le parole non si possono usare avventatamente.
Allora quale potrebbe essere la vera ragione di questa mossa?
Sentiremo il Sindaco in consiglio, ma far pagare a Salgaro che non ha preso voti la popolarità in picchiata di questa giunta rasenta l'infantilismo; alla stessa stregua allora PdL e Lega hanno meno voti del PD alla Camera: allora si dimettano tutti.  

giovedì 14 marzo 2013

Alparone liquida Salgaro

L'ufficio Stampa del Comune di Paderno Dugnano ha appena emesso questo scarno comunicato per informare ufficialmente i cittadini che il sindaco ha deciso di mettere fuori dalla sua giunta l'assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Salgaro. La decisione di Alparone arriva a due settimane dalle elezioni politiche e regionali del 24-25 febbraio alle quali Salgaro si era presentato candidato nella lista Fratelli d'Italia. Salgaro è il secondo assessore che Alparone perde per strada. Ecco il testo del comunicato stampa.

Revocato dall’incarico l’Assessore Salgaro
Paderno Dugnano (14 marzo 2013). Oggi, il Sindaco Marco Alparone ha revocato la nomina di Assessore di Angelo Salgaro in quanto è venuto meno il rapporto di fiducia alla base della nomina stessa.
Le deleghe ai Lavori Pubblici, Edilizia Residenziale Pubblica e Patrimonio Pubblico saranno mantenute dal Sindaco.
Il Sindaco
Marco Alparone

martedì 19 febbraio 2013

Il Comune sfratta il Circolo Fotografico 80 di Palazzolo


L'amministrazione comunale padernese ha deciso di sfrattare, dopo 33 anni  di attività culturale al servizio della città, il Circolo Fotografico 80 di Palazzolo.
Lo storico sodalizio nato alla fine del 1979 che ha iniziato la sua attività nel febbraio del 1980 (da qui il nome) con l'organizzazione del primo concorso fotografico, dovrà, infatti, lasciare tra breve la sede di via Mazzini 74.
Il Comune, stando a quello che è stato comunicato ai dirigenti dell'associazione, ha bisogno dei locali da utilizzare per altri scopi e sembra intenzionato ad offrire loro in cambio una nuova sede.
"La cosa si ha colto di sorpresa - dicono i fotoamatori padernesi che devono fronteggiare questo inatteso e immotivato sfratto con tutti i disagi che ne conseguono -. Se anche ci verrà offerta in affitto un'altra sede il trasloco dell'attività sarà per noi un grosso problema oltre che un pesante costo". I locali che ospitano il Circolo, sono stati in 30 anni trasformati in una grande sala di posa attrezzata con fondali e luci per le riprese, e in una camera oscura per lo sviluppo e la stampa dei negativi che rappresenta, in un'epoca di passaggio alla fotografia digitale, l'unico importante e rarissimo presidio di quest'arte fotografica sul territorio che rischia di sparire mentre merita invece di venire tramandata e conservata.
Il Circolo F80, che conta su una cinquantina di soci, organizza grazie a queste strutture corsi di fotografia digitale e analogica, mostre, concorsi, workshop aperti a tutti i fotoamatori e ai cittadini che vogliono avvicinarsi a questa disciplina. La sfratto deciso dalla giunta Alparone mette pesantemente in mora la sua attività e rischia di impoverire il patrimonio culturale della città. 

lunedì 18 febbraio 2013

Aspettando Godot


Da due mesi tutto tace dalle parti dell'amministrazione padernese, La giunta Alparone, sembra non avere ancora smaltito il pranzo di Natale e il cenone di capodanno. Ma questo silenzio post prandiale prolungato dalla campagna elettorale, è diventato insopportabile. Abbiamo chiesto a Marco Coloretti di commentare questa irreale situazione che ancora una volta rispecchia il basso livello politico di una destra sempre più lontana dai bisogni della città.  

Si potrebbe dire: nessuna nuova, buona nuova. Ma è proprio così, pensando all’assordante silenzio delle istituzioni padernesi negli ultimi due mesi?
Non è la prima volta che ciò accade e questa volta, secondo me, è ancora più preoccupante. L’anno scorso aprimmo noi con una conferenza stampa nella quale elencammo l’insieme delle cose da fare, il bilancio di previsione in primis, quest’anno siamo alle solite. Ma con un aggravante: settimana prossima si vota per il Parlamento e per la Regione Lombardia. Aver aspettato di “vedere” il voto per poi procedere dimostra l’incapacità di questa amministrazione di essere prima di tutto al servizio della città che li ha eletti.

Eppure non sembrano particolarmente occupati dalla campagna elettorale.
Lasciami togliere un sassolino dalla scarpa: come è già successo in passato, ci risulta che anche stasera ci sia una bella cena ad inviti in un noto ristorante della città. Cento padernesi selezionati alla corte del candidato Mantovani, con l’illustre presenza del Sindaco. Liberi ovviamente di fare come credano: resta il fatto però che le campagne elettorali si fanno tra i cittadini e non con alcuni di essi, la crème padernese. In questi casi, spesso lo ha dimostrato la cronaca, si rischia di avere una maionese impazzita.

E allora dobbiamo attendere l’esito elettorale per avere notizie da Palazzo?
Se per notizie intendi ciò che a me sembra normale – cioè convocazioni ufficiali in sedi istituzionali per discutere di materia amministrativa – penso di si. Nel contempo, ti posso solo anticipare alcune preoccupazioni che avvertiamo come PD, partito e gruppo consiliare, e di cui abbiamo parlato nel corso delle nostre assemblee pubbliche, in giro per la città.

Immagino a cominciare dal bilancio di previsione 2013.
Facciamo un passo indietro e parliamo di IMU, che è anche un tema di campagna elettorale su cui si sprecano promesse tanto ingannevoli quanto truffaldine. Abbiamo visto pubblicati – anche per iniziativa dei blog padernesi - i dati della raccolta IMU 2012 divisi per comune. Per mio diletto, ho provato a vedere come è posizionata la nostra città rispetto ai comuni intorno e a quelli significativamente vicini a noi per dimensione dell’area milanese. Ebbene sono emerse alcune cifre su cui ci sarebbe da discutere approfonditamente e sulle quali chiameremo a rispondere l’amministrazione padernese.

mercoledì 23 gennaio 2013

Elezioni: Alparone chiede a Salgaro di dimettersi


Le elezioni si avvicinano e il momento della verità incombe. La destra cittadina è in fibrillazione e i boss locali del PdL hanno messo alla frusta i ragazzi del risorto megafonino comunale che, nelle ultime settimane, aveva pigolato sempre più piano. 
Da Natale alla metà di gennaio, infatti, avevano pubblicato quasi soltanto dei riempitivi: cartoline, ricette, comunicati sui servizi comunali, robetta. Poi, dopo la sortita del loro cavaliere nero in TV, si sono improvvisamente ringalluzziti: forse non tutto era perduto. 
Hanno cominciato a dare segni di vitalità pubblicando un sondaggio che mostrava Berlusconi in forte ripresa, naturalmente quello più spudoratamente ottimista tra i tanti disponili, poi hanno proseguito mettendo in scena la pantomima del "gran rifiuto" per amore della città del loro sindaco a una fantomatica candidatura "sicura" al Senato. Oggi confermano la ritrovata militanza pubblicando con grande evidenza la richiesta di dimissioni dell'assessore Salgaro da parte del segretario PdL, Elia Torraca.
La notizia dunque è la seguente: Alparone fa fuori Salgaro. Per quale motivo? Perché è assente, deludente, poco incisivo e privo di idee, inadeguato al compito, inaffidabile come amministratore, poco collaborativo ed estraneo? No, affatto, Salgaro deve dimettersi perché si è presentato alle elezioni regionali e politiche come candidato di un altro partito, la lista Fratelli d'Italia, messa in piedi a Roma da Crosetto-Meloni e a Milano dai fratelli Larussa. Una lista quasi civetta, di ex ministri ed esponenti fidati di Berlusconi, incaricati dal Cav di rastrellare qualche voto dell'elettorato di destra stanco del PdL. Come si vede la motivazione di questa richiesta di dimissioni non sembra proprio rispondere ad alte ragioni politiche. Tanto più che Salgaro non è un eletto dal popolo (nel 2009 non si era candidato), ma un assessore nominato direttamente dal sindaco.
La motivazione più probabile è forse un altra: Alparone vuole liberare in giunta una poltrona occupata da un personaggio incolore e inutile per assegnarla, in vista dei delicati passaggi elettorali che lo aspettano da qui all'anno prossimo, a qualche portatore di voti più interessante. E lo comunica alla città nel suo solito modo trasversale e ambiguo.
Quello che va sottolineato è che i boys di Paderno7, fino a ieri lamentosi e critici di fronte al degrado e allo sfacelo del loro ex partito, quelli che avevano inviato il 5 gennaio, via Twitter, a Mario Monti, una proposta di collaborazione, anzi una precisa richiesta di "venire coinvolti nel progetto", hanno risposto prontamente all'appello di Torraca, prestandosi alla bisogna quasi avessero ritrovato di colpo ruolo e identità perduti . In cambio di quali promesse non si sa, magari di nessuna. I giovani sono così generosi.

venerdì 14 dicembre 2012

Lega Nord: a chi il PGT padernese? A noi!

Da chi è stato scritto e riscritto il PGT di Paderno Dugnano? A questa domanda che molti cittadini e consiglieri comunali si sono fatti nei giorni scorsi dopo aver letto il documento urbanistico, stravolto dal maxi emendamento reso noto tre giorni prima della sua presentazione in aula dalla coppia Alprarone-Bogani, ha risposto finalmente ieri sera il capogruppo della Lega, il "deterso" Caldan.
"Questo è un buon PGT, che tiene conto delle osservazioni dei cittadini ed è stato redatto anche sulla base delle valutazioni positive del nostro segretario provinciale" ha dichiarato candidamente in aula all'inizio del suo intervento a favore del piano.
Insomma, ha ragione l'ex capogruppo del PdL dimissionario, Maurizio Rimoldi che ieri sera ha clamorosamente abbandonato i banchi della maggioranza andandosi a sedere tra il pubblico dopo avere denunciato molto severamente il PGT della sua (ex?) giunta: il piano urbanistico che l'amministrazione vuol adottare e poi approvare è stato scritto nelle stanze della segreteria provinciale della Lega Nord e Alparone lo ha accettato perché era l'unica scelta che gli consentiva di rimanere seduto sulla sua poltrona.
Questa la notizia politica più importante che mi sono appuntato sul taccuino ieri sera assistendo alla prima parte dell'assemblea cittadina che si è conclusa con l'esame e la bocciatuta da parte della maggioranza del blocco di emendamenti "soppressivi" presentati dall'opposizione. A mezzanotte la seduta è stata tolta come da accordi presi dalla Commissione Capigruppo e i consiglieri si sono dati appuntamento a questa sera per finire il dibattito e concludere le votazioni sul punto.
"Sono totalmente contrario a questo PGT, è una scelta burocratica e non liberale, contraria agli interessi della città che ne viene bloccata e non rimessa in moto, che disprezza la partecipazione ed è stata elaborata totalmente nelle segrete stanze e portata in aula quando era già tutto deciso, delude tutto, è uno strumento che nega lo sviluppo – ha dichiarato l'ex capogruppo del PdL, Maurizio Rimoldi, in un intervento durissimo nei confronti della sua ex maggioranza e della giunta. Un intervento irruento nei toni e nei contenuti che è risuonato come uno schiaffo in faccia ad Alparone il quale come sempre ridacchiava ilare mentre Rimoldi pronunciava la sua requisitoria in cui ogni parola era una pietra -. Nel PGT portato oggi in aula non c'è niente di quello che afferma Bogani, anzi è vero il contrario ed è per questo che mi rifiuto di votare questo punto, anzi esco dall'aula, rinuncio al gettone di presenza e me ne vado tra il pubblico".

mercoledì 5 dicembre 2012

Alparone perde anche il suo capogruppo?

Ultimora. Pierino Favrin che è persona seria e non ama  (come me) far circolare pettegolezzi, ci informa che la maggioranza del sindaco Alparone è ormai una poltiglia. 
Dopo aver perso l'assessore al Bilancio del PdL (alla viglia del Bilancio di Previsione) e subito qualche sonoro smacco in Consiglio Comunale per l'impossibilità di garantire il numero legale sui banchi del centro destra, viene data per certa da Favrin (alla viglia dell'adozione del PGT) anche l'uscita di scena del capogruppo del PdL, architetto Maurizio Rimoldi, il quale probabilmente si dimetterà dall'incarico a breve per tenersi le mani libere proprio sul PGT, oggetto del suo profondo dissenso con la giunta e col sindaco.
Secondo Favrin,  malgrado la disapprovazione di molti membri della maggioranza, il PGT non correrebbe pericoli perché, egli sostiene, verrà "votato per senso di responsabilità in quanto la non approvazione bloccherebbe qualsiasi attività urbanistica".
Un'affermazione questa sul senso di responsabilità dei consiglieri di maggioranza che francamente a me pare più un pio desiderio di Favrin che una previsione credibile. Ma il futuro è nella mani del fato.

mercoledì 24 ottobre 2012

Coloretti: "La crisi della giunta Alparone è politica"


Lunedì sera come tutti sanno la giunta Alparone è scivolata malamente nel tentativo arrogante di far approvare, senza averne i numeri, la sua delibera di scioglimento della società partecipata Energie Locali titolare del servizio di illuminazione della città. Ma non si è trattato di un incidente di percorso. Dietro a questo episodio c'è un problema politico grande come una casa che il sindaco tenta senza riuscirci di nascondere. Su questo problema abbiamo intervistato il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Marco Coloretti:

Da dove cominciamo, capogruppo Coloretti?”
Cominciamo rivendicando al gruppo del PD il merito di fare un’opposizione seria e senza sconti. Come ha ben ricordato il consigliere Boggia, interpretando al meglio la nostra protesta, solo l’arroganza dei numeri può soverchiare il nostro tentativo di porre una questione di metodo istituzionale e di sostanza democratica nel merito di una decisione così importante come lo scioglimento di Energie Locali.”
Era così necessario l’abbandono dell’aula?”
Sì, per tre ragioni: avevamo chiesto in commissione che ci fosse più tempo per approfondire un argomento così importante alla luce di tante variabili in corso e di soluzioni alternative possibili (vedi anche l’intervento del nostro consigliere Massetti su questo blog). Ci hanno risposto che la decisione era presa e solo su nostra forte pressione abbiamo ricevuto qualche informazione in più, che non ha però dissipato i dubbi sull’eccessiva fretta di chiudere questa partita, anzi. Anche in commissione ci hanno ricordato che loro “avevano i numeri” per votarla, ma di fatto non sanno contare, almeno fino a 16.”
Quindi gli avete fatto lo sgambetto…”
Non siamo lì a giocare, almeno noi. Voglio ricordare che abbiamo garantito il numero legale già in un’altra occasione (orti comunali), anche in presenza di una deliberazione su cui non c’era pieno assenso. Ma allora almeno se ne discusse. E già un’altra volta abbandonammo l’aula, quando era chiaro che decisioni importanti (termovalorizzatore) già preconfezionate dovevano essere votate senza “disturbare il manovratore”. Bhe, i numeri quella sera c’erano anche senza di noi, ma guarda un po’ anche altri due consiglieri di maggioranza ci seguirono. Quindi, quello che noi poniamo riguarda anche il ruolo del consiglio comunale nel suo insieme, non è schermaglia politica. Ed è proprio qui che ne è derivato il secondo motivo per non stare in aula.”
Cioè?”
Quella sera non funzionavano le riprese video, non so se fosse funzionante l’audio per i cittadini a casa, ma spero che qualcuno abbia scattato almeno una foto. I banchi della giunta, completamente dimezzati: all’assente per eccellenza (ma possibile che il punto riguardasse l’illuminazione pubblica soprattutto per le sue ricadute di manutenzione e non ci fosse l’assessore ai lavori pubblici? Non si dice di intervenire – quello meglio di no – ma almeno di esserci) si aggiungeva l’intera pattuglia dei tre assessori leghisti più un consigliere comunale, quel consigliere vicepresidente della commissione bilancio che una volta nominato Torraca assessore magari si aspettava una promozione e invece non l’avrà – o forse era raffreddato. L’assenza in contemporanea dei tre assessori della Lega forse era un caso, ma non è per caso che la Lega a Paderno è commissariata, anche se non è dato sapere per fare cosa. Nel PdL altre tre assenze: una giustificata per studi all’estero (una mano in fuga, mi si perdoni la battuta) e altri due malati. O c’è un’epidemia o c’è qualche problema “politico”, io propendo per la seconda con questa unica osservazione. Nel 2009 sarebbero stati tutti presenti anche con le stampelle, com’è accaduto. Nel 2012 basta il raffreddore per non venire in consiglio. Se c’è qualcuno che deve essere richiamato al senso di responsabilità è il Sindaco e la sua maggioranza. Decisioni importanti per la città non si possono prendere in un consiglio comunale svogliato, disattento e pieno di piccoli protagonismi al limite della decenza. Ma non finisce qui.”

venerdì 19 ottobre 2012

Consiglio comunale: la destra liquida Energie Locali


Come annunciato martedì scorso, oggi si legge sul sito istituzionale dell'amministrazione che: 
il Consiglio Comunale è convocato presso la sala consiliare in seduta pubblica, in sessione straordinaria di prima convocazione, lunedì 22 ottobre alle ore 20.30.
Questi i punti iscritti all'Ordine del giorno:
  1. Convalida del Consigliere Comunale Paolo Luigi Scurati subentrato nel seggio rimasto vacante ai sensi dell'art. 64, comma 2, del D. Lgs. n. 267/2000;
  2. Comunicazione del Sindaco in ordine alla composizione della Giunta Comunale e prelievo del fondo di riserva - Comunicazioni varie;
  3. Ordine del giorno riguardante il biglietto unico per i cittadini padernese presentato dal Capogruppo Mauro Anelli del gruppo Rifondazione Comunisti Italiani;
  4. Scioglimento e liquidazione di Energie Locali Srl - determinazione in materia di pubblica illuminazione;
  5. Sostituzione del Consigliere Comunale Umberto Torraca del gruppo Il Popolo della Libertà, in seno alle commissioni consiliari "Economia e Funzione Pubblica" e il "Territorio".
Come si vede la serata sarà interamente occupata a discutere e deliberare in merito alle conseguenze provocate dalle dimissioni comunicate durante la scorsa seduta dell'assemblea dall'assessore Ruzzon del PdL. Unica novità di rilievo posto in discussione è lo scioglimento e la liquidazione della società Energie Locali Srl (servizi di illuminazione pubblica). Le opposizioni si sono già dichiarate contrarie nel metodo e nel merito a questa scelta della giunta Alparone che impoverisce ulteriormente la città .

martedì 16 ottobre 2012

Giunta: giro di poltrone con il Bilancio sullo sfondo

Alla prossima seduta del consiglio comunale che probabilmente si terrà lunedì 22 ottobre, si discuterà di quanto accaduto in queste ultime settimane nel mondo politico padernese.
All'Ordine del Giorno, il sindaco, ha fatto inserire un punto relativo a "Comunicazioni sulla nuova giunta" che vedrà Alparone affrontare il tema delle dimissioni del suo ex assessore al Bilancio, Lidia Katia Ruzzon (del cui futuro approdo politico ancora non si sa niente), e dell'inevitabile rimpasto che queste dimissioni a sorpresa hanno provocato.
Giro di poltrone che si rende necessario sia nelle file della giunta che in quelle della maggioranza perché, mentre il consigliere Torraca è stato nominato assessore al posto della signora Ruzzon, il primo dei non eletti del PdL, Paolo Scurati, andrà a occupare il posto lasciato libero sui banchi del suo partito.
Probabilmente quest'ultimo avvicendamento darà luogo a discussioni perché il neo consigliere Scurati è ancora consigliere di amministrazione di Energie Locali Srl, società energetica costituita da Paderno Dugnano, Sesto S. Giovanni e Cormano. E anche dello scioglimento di Energie Locali, voluto da Paderno Dugnano per meri motivi economici (recuperare poche migliaia di euro della sua quota di proprietà), si discuterà nel corso della seduta.
I conti del Comune insomma restano sempre  in primo piano e il problema aperto delle dimissioni dell'assessore Ruzzon, non verrà archiviato tanto presto. Sono molti a pensare che dietro l'uscita dell'animosa signora forse non ci sono solo dei "motivi personali" legati alla sua delusione per il fallimento dell'esperienza del PdL e del crepuscolo berlusconiano.

mercoledì 3 ottobre 2012

Diritti di superficie: perché devo pagare 1.000 euro in più al mq?

Continua sul blog del comitato Cara Terra Mia, il confronto con l'amministrazione comunale sul riscatti dei diritti di superficie. Al blog arrivano continuamente lettere di condomini che respingono le proposte del comune considerate troppo esose, ma soprattutto non capiscono la ragione di questa insostenibile esosità se non accettando il fatto che la giunta Alparone ha deciso di fare cassa con i loro diritti. Segue l'ultima lettera arrivata al blog.

Gentili lettori, vorrei sottoporre un dubbio alla vostra attenzione.
Vivo in una casa  di cooperativa costruita negli anni ’70 su un terreno concesso in diritto di superficie della durata di 99 anni.
Per poter comprare la casa costruitaci sopra, tutti i proprietari nel 1979 pagarono circa 56 milioni di lire per il diritto di superficie.
Nel 1998 a della sentenza protocollata n. 15378 del 1990 che adeguava il prezzo del diritto di superficie, furono pagati altri 425 milioni di lire (cioè 62.800 lire a mq.).
Ma i conti non tornano, quando nel 1979 il Comune espropriò il terreno ai proprietari lo pagò 3.000 lire al mq. (prezzo di allora).
Oggi a distanza di 32 anni a seguito delle varie legislazioni che lo hanno concesso, il Comune decide di darci la possibilità di riscattare tale terreno, e decide che per poter riscattare il terreno ormai strapagato, occorre corrispondere un importo calcolato su 2.250 euro/mq. (valore immobile nuovo).
Ma se dai dati ricavati dall’Agenzia del Territorio nel 2010 i prezzi degli immobili nelle aree periferiche come la mia si attestano intorno a 1.250/1.500 euro a mq.;
Perché dovrei pagare 1.000 euro a mq. in più?
Pare che questo prezzo sia lievitato perché riapprezzato a seguito del valore aggiunto dato dalla costruzione che vi sta sopra. E poi siamo proprio sicuri che occorre pagare il prezzo ad oggi e non quello dell’epoca? Non basterebbe prendere il prezzo dell’epoca e rivalutarlo secondo gli indici ISTAT?
Io sono un pensionato e le risposte non le ho, so solo che dopo tutto ciò che ho speso per la casa (abitazione in edilizia convenzionata di tipo economico popolare) pagata allora 55 milioni di lire, nonostante il prezzo pattuito era di 27 milioni di lire, il prezzo da pagare per riscattare il terreno deciso dal Comune è di 7.707,00 euro.

Un condomino di
Via Agostino Novella 5
Paderno Dugnano

Al di la dei comunicati, delle prese di posizione, dei parametri utilizzati, rimangono tante lettere come queste che ci ricordano  quanto i condomini abbiamo già pagato, e che ne nessuno considera. E  l’interrogativo di fondo rimane, perché dobbiamo pagare ancora e perché, alle condizioni imposte dalla Giunta Alparone e Bogani di Paderno Dugnano?

mercoledì 26 settembre 2012

Ruzzon: domani è un altro giorno



Le dimissioni dell'assessore Lidia Katia Ruzzon hanno sollevato diverse reazioni a caldo. Sul blog di Paderno7, sito di riferimento dei giovani del centro destra, i commenti alla notizia sono poco significativi e non aiutano a capire le ragioni di un gesto che appare a tutti clamoroso. 
La signora Ruzzon non è un personaggio qualsiasi nel panorama politico locale. E' stata infatti una delle cofondatrici di Forza Italia a Paderno Dugnano e alle elezioni del 2009 è stata uno dei candidati più votati del suo partito.
Sul sito del Comune così Lidia Katia sì descrive: 38 anni, laureata in Scienze Politiche-Economiche, libera professionista, ha iniziato la sua carriera politica nella stagione 1994-1995 come componente della segreteria del coordinamento cittadino di Milano di Forza Italia e come componente del direttivo del Club forzista "Città di Paderno Dugnano". Poi componente del direttivo regionale di Forza Italia Giovani e componente della segreteria del coordinamento cittadino di Paderno Dugnano. Eletta nel Consiglio comunale di Paderno Dugnano per tre mandati amministrativi in Forza Italia, candidata anche alla Camera dei Deputati, ha proseguito recentemente i suoi incarichi nel PdL, dove oggi è co-coordinatore del PdL di Paderno Dugnano, componente della Consulta Nazionale ANCI-Giovani e componente del Consiglio nazionale dell'A.I.C.C.R.E. (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa).
Ieri sera dopo il consiglio comunale, durante il quale ha annunciato le sue dimissioni dalla Giunta (ma non dalla politica, ha tenuto a precisare), nei capannelli sulla piazza non si parlava d'altro: cosa vuol fare adesso la Ruzzon? Le ipotesi più accreditate provenienti dall'interno del suo ex partito e confermate dall'esterno erano unanimi nell'affermare che la sua destinazione politica a breve sarà l'Italia dei Valori. 
Pare infatti che l'assessore sia stata vista alla corte di Tonino di Pietro a Vasto la scorsa settimana dove si sarebbe recata in compagnia di altri personaggi lombardi in uscita dal PdL.“Non ce la faremo per queste elezioni politiche ma sicuramente per le prossime. Costruiremo un nuovo soggetto politico che si chiamerà Alleanza per l’Europa, capace di governare questo Paese”, ha dichiarato il leader dell'IdV al termine del settimo incontro nazionale del suo partito. Insomma la decisione dell'ex assessore al Bilancio, il primo pilastro a cedere della giunta Alparone, non sarebbe maturata a livello locale, ma si inscriverebbe in un processo di riposizionamento politico in atto a livello nazionale, anche se è difficile per molti di noi immaginare la Ruzzon andare a braccetto con Cerioni.   
Detto questo nel Palazzo padernese cosa succederà? Nell'immediato si prevedono due cose: l'assunzione ad interim della delega da parte di Alparone o la nomina ad assessore di Torraca junior, attuale presidente della Commissione Bilancio, ma sono molti a interrogarsi sul seguente quesito: la giunta Alparone, lacerata da numerosi conflitti e fratture, mangerà il fatidico panettone?