Visualizzazione post con etichetta taglio degli alberi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta taglio degli alberi. Mostra tutti i post

sabato 13 settembre 2014

Rho-Monza: Serravalle disbosca la collinetta. Che fanno i cittadini?

Segnalo ai lettori l'ultimo comunicato diffuso dal CCIRM


Serravalle, con la copertura, la connivenza e il silenzio di tutte le istituzioni, sta proseguendo, in questi giorni, nell’opera immonda di distruzione del nostro territorio.
Il 24 Luglio in una assemblea pubblica, alla presenza dei cittadini, ma anche di Governo, Regione e Amministrazione Comunale dichiarava la impossibilità di realizzare il suo progetto in tempo per Expo e annunciava un piano provvisorio dall’impatto, momentaneamente, ridotto sul nostro territorio.
Di questo piano non si sa più nulla e non ne parlano più. Assistiamo, invece, ad una improvvisa accelerazione del progetto esecutivo che anticipa semplicemente e drammaticamente solo la distruzione e la devastazione.
Ieri, in 15 minuti, sono stati tagliati tutti gli alberi della collinetta che avevano impiegato 15 anni per crescere (la foto è  di M.  Azzolini). Nelle prossime ore toccherà a quelli rimasti nella zona.
Protervia, arroganza e ignoranza che nessuno ferma. Ed è difficile, molto difficile per i cittadini mantenere la calma e stare nel solco della legalità in cui si sono sempre mossi finora.
In troppi sono rimasti in questi anni e continuano ancora in questi giorni a rimanere alla finestra a guardare lo scempio. Tuttavia si prosegue.
Il 7 ottobre prossimo al T.A.R verrà discusso il nostro ricorso. Ci auguriamo che arrivi dai giudici, finalmente, un segnale confortante di giustizia.
CCIRM Comitato Cittadini per interramento Rho  Monza

venerdì 5 aprile 2013

Palazzolo, il viale (alberato) del tramonto

La giunta Alparone è ormai avviata inesorabilmente sul viale del tramonto e a noi, che abbiamo sempre guardato con scetticismo un esperimento politico da lui definito pomposamente in campagna elettorale, "voltare pagina", non resta che osservare con sguardo compassionevole le ultime convulsioni della sua residuale avventura amministrativa.
Un'avventura all'insegna dell'improvvisazione e del dilettantismo più che della progettualità e della sperimentazione, come dimostrano i due ultimi tentativi di lasciare un segno del suo passaggio ai posteri: il polo scolastico di Calderara da realizzare con la cementificazione privata di un'area verde pubblica e il rifacimento di via Sant'Ambrogio che sacrifica un filare di tigli alle auto e al traffico.
In tutte e due i casi egli ha cercato di gabellare i suoi progetti come "partecipati" e frutto del dialogo con i cittadini dei quartieri. Nel caso di Calderara lo hanno smentito 1.200 firme di cittadini contrari alla speculazione edilizia mascherata da riqualificazione scolastica. Nel secondo caso ha addirittura tentato di imporre come "volontà" degli abitanti del quartiere i risultati di un questionario compilato da 114 residenti, che sta per essere sepolto sotto centinaia di firme contrarie.
Firme che esprimono una volontà e una partecipazione non fittizia, che non si limita a dire "no", ma propone un'alternativa di riqualificazione urbanistica che, salvando gli alberi esistenti e mettendo in sicurezza strade e marciapiedi, arricchisce la viabilità con una pista ciclabile a completamento del tracciato che collega i due quartieri al centro di Dugnano. Una progettualità dal basso che propone su scala locale una idea di città molto diversa da quella legata al modello di mobilità individuale attardato sulla visione anni '60 della "città drive in".

mercoledì 20 marzo 2013

Una petizione per salvare i tigli di via Sant'Ambrogio

Lunedì scorso il Consiglio Comunale, con il voto compatto della maggioranza che sostiene la giunta di destra, ha bocciato l'Ordine del Giorno del Consigliere Giorgio Grassi del PD che chiedeva al Sindaco di non procedere al taglio degli alberi di Via Sant'Ambrogio per coinvolgere un maggior numero di cittadini, come singoli, come associazioni e istituzioni nella decisione finale.
La scelta di abbattere 65 tigli non può essere presa così, sulla base di 103 questionari, rappresentanti la volontà solo dello 0,2% circa della popolazione residente nel quartiere (11mila circa), ha sottolineato Grassi.
La viabilità in quel tratto di Via Sant'Ambrogio è un problema su cui bisogna intervenire, ma vi sono comunque altre soluzioni che possono prevedere il mantenimento degli alberi facendo coincidere le esigenze di sicurezza del traffico veicolare e ciclopedonale con la salvaguardia dei 65 tigli. Introdurre il senso unico, ad esempio, vorrebbe dire risolvere il problema senza sacrificare gli alberi, mantenere il doppio senso di circolazione invece comporta il loro taglio. Altre soluzioni non ce ne sono. 
La scelta riguarda tutti, perché gli alberi sono fondamentali nella vita delle città, oltre ad essere un patrimonio pubblico, mentre, stando a quanto detto da Grassi in assemblea. su questo aspetto del problema i cittadini non sono stati consultati adeguatamente e nemmeno la Commissione Paesaggio si è espressa al riguardo.
In questa vicenda emergono ancora una volta due visioni della città e dei suoi valori urbani e sociali che dividono la maggioranza di destra e l'opposizione di sinistra. Da un lato una concezione privatistica e automobilistica della "città drive in" che vive la limitazione del traffico veicolare (il senso unico in via Sant'Ambrogio) come una limitazione della libertà individuale e dall'altra quella più sociale ed ecologica, che vede nella integrazione alla pari, tra automobili, biciclette e pedoni, un equilibrio più sostenibile e corretto.
Dopo il voto contrario della destra in Consiglio comunale la Rete Ecocivici ha proposto una raccolta di firme. Hanno messo in rete qui  il modulo per la raccolta di firme (n.b. sono da stampare in fronte e retro, su un unico foglio). Invitano cittadini, gruppi, associazioni, partiti, a farsi promotori con loro dell'iniziativa perchè l'amministrazione riveda le sue decisioni, scegliendo di procedere in maniera saggia e utile per tutti.