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sabato 6 settembre 2014

Raccolta differenziata: meno ideologia e più concretezza

Gli ambientalisti padernesi cercano di riprendere contatto con la città rilanciando una vecchia battaglia che finora il movimento verde locale non è mai riuscita a vincere, nemmeno quando erano i suoi esponenti più noti a governare la città: l'aumento significativo e progressivo della raccolta differenziata
Sperare di rilanciarla oggi con toni ideologici e moralistici (cambiamo stile di vita, ecc) non credo proprio porterà all'aumento del tasso di raccolta, da cinque anni ferma a poco più del 50%. A mio avviso ci vuole un altro approccio più concreto, meno ambizioso e facilmente praticabile.
Per esempio offrire ai cittadini la raccolta di nuove frazioni di rifiuti domestici recuperabili che attualmente vengono buttate via in modo "indifferenziato" per mancanza di alternative.
E' il caso di una sostanza molto inquinante che sarebbe facile da recuperare salvaguardando l'ambiente e che invece finisce nella gran parte dei casi negli scarichi idrici delle abitazioni e da lì (se va bene) nelle fognature: l'olio fritto di cucina.
Non c'è bisogno di inventare niente, tanto meno di presentare l'iniziativa come una scelta ideologica. Basta copiare i comuni che già lo fanno. 
A Chiavari (città da sempre amministrata dalla destra) dove vive la mia famiglia da anni, quasi in ogni quartiere c'è un contenitore giallo appositamente installato per l'olio fritto. I cittadini (ristoranti e pizzerie hanno un servizio apposito) lo raccolgono in casa e quando vogliono vanno a versarlo nel bidone senza alcuna formalità. Il Comune provvede periodicamente a svuotarli e recuperare questo olio vegetale che può venire così riutilizzato anche come biocarburante.
A Paderno Dugnano l'olio fritto invece viene spessissimo buttato negli scarichi anche perché i cittadini che (come me) vogliono smaltirlo in modo meno selvaggio oggi possono solo portarlo alla discarica dove attualmente viene però mescolato con gli oli minerali, cosa che impedisce ad esempio un riutilizzo "bio" del materiale che invece ha origini naturali. Insomma una soluzione poco ecologica, scomoda e tutta a carico dei volonterosi.

domenica 26 gennaio 2014

Raccolta differenziata? Niente da dichiarare

Alparone e la sua squadra sono quasi alla fine della loro partita. Tra due mesi inizia la campagna elettorale e dal momento che il Sindaco e i suoi assessori hanno ben poco da sbandierare, si spendono gli ultimi soldi nostri per stampare e diffondere quintali di carta inutile nel disperato tentativo di dare ad intendere ai cittadini che qualcosa in questi 5 anni è stato fatto.
E' il caso dell'inutile e costoso calendario sulla raccolta differenziata che l'amministrazione ha distribuito in settimana nelle caselle della posta dei padernesi, un prodotto privo di qualunque utilità dal momento che nessuno con un po' di sale in zucca regala un calendario alla fine di gennaio del nuovo anno.
Ma a parte questa evidente bizzarria, l'oggetto di comunicazione che nelle intenzioni della giunta dovrebbe favorire e promuovere la raccolta differenziata nella nostra città, non comunica niente sui risultati, l'andamento, la quantità e la qualità della raccolta a Paderno Dugnano.
Insomma niente dati sulla quota di rifiuti domestici riciclati e smaltiti raggiunta nel 2013 e sull'andamento registrato nel periodo 2009-2013, nessuna informazione sulle frazioni raccolte e inviate al recupero, riciclaggio, incenerimento, compostaggio. 
L'ultimo dato in proposito è quello diffuso nel 2009 dalla precedente giunta di centro sinistra che indicava nel 51% la quota di riciclo dei nostri rifiuti. Da quando Alparone è al potere nessuno ne ha più saputo niente. 
Il calendario distribuito oggi a tutte le famiglie padernesi poteva essere l'occasione per segnalare i progressi e il miglioramento raggiunto dall'amministrazione in campo ambientale, ma evidentemente, non ci sono miglioramenti da comunicare. E sarebbe stato autolesionistico per il Sindaco mettere nero su bianco i passi indietro che la sua gestione ha fatto fare alla nostra città. Meglio gettare fumo colorato negli occhi fino all'ultimo e sperare nella labile memoria degli elettori. 

lunedì 3 giugno 2013

Pile usate: sparito il contenitore di via Battisti

Ricevo dalla gentile Sig.ra Camilla la segnalazione di un disservizio che riguarda il contenitore per la raccolta delle pile di via Battisti-Marzabotto.
Buongiorno Sig. Arcari, abito in via Battisti. Un paio di giorni fa sono andata al raccoglitore di pile usate, che si trova in Via Marzabotto angolo via Battisti; da moltissimi anni è presente e svolge un servizio egregio (a parte qualche cafone che lascia le pile appoggiate sopra e qualche incomprensibile ammaccatura) scoprendo che non c'era più.
Solo ieri e passando per caso ho visto che era stato posizionato davanti alla scuola media in via IV novembre un nuovo raccoglitore. Quello che non ho capito perché, se rotto, non sia stato rimesso un altro raccoglitore che per tanti anni ha servito la zona via battisti, Marzabotto e vie laterali. Non penso che arrecasse alcun fastidio in tale posizione, anzi. Il mio timore è inoltre che molte persone non trovandolo più al solito posto, sbrigativamente buttino le pile nel sacco nero.
Vorrei segnalare inoltre che continuo a vedere passare camion molto grossi nella via in tutto l'arco della giornata. Io ho avvisato più di un anno fa l'amministrazione ed il sindaco della situazione. Ho detto e ripeto PIU' DI UN ANNO FA....
Qualcuno pensa che io me ne sia dimenticata?
O pensa che le cose si risolvono da sole?
Non è il massimo mentre cammino con la nipotina piccola trattenere e farle trattenere il fiato. Forse per l'amministrazione è un gioco, ma io non mi sto divertendo.
E non mi diverto nemmeno a dover pulire frequentemente le tapparelle, le tende, i balconi, i vasi dei fiori coperti da del pulviscolo finissimo nero. 
E non mi diverto a stendere i panni coprendoli ogni volta con un telo per un questione di ovvia igene...
Consiglio a chi tiene bimbi e nipotini a non farli transitare vicino a dove ci sono camion e macchine in fila accese ed a evitare la via Cesare Battisti, a costo di allungare la strada a piedi.
Almeno fino al raggiungimento della normalizzazione.  

Penso che qualcuno oggi, per come (non) è stata affrontata la questione dovrebbe veramente cominciare a vergognarsi, ma dubito che ciò avvenga perché richiede una coscienza....