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giovedì 8 novembre 2012

Palazzolo, Aliverti si dimette. La destra è in decomposizione

La coalizione di centrodestra che ha conquistato Paderno nel 2009 è ormai in avanzato stato di decomposizione. Lo testimonia il grottesco avanspettacolo messo in scena martedì scorso alla seduta del Consiglio di Quartiere di Palazzolo.
Il consigliere Aliverti, già vicepresidente dimissionario della lista Di Maio, ha rassegnato le sue dimissioni per sfiduciare il leghista Gaslini a causa del mancato accordo tra Pdl-Lega e la Lista Di Maio sull’avvicendamento della presidenza dopo i 2 anni è mezzo di mandato secondo il quale Aliverti doveva subentrare a Gaslini.
I tre consiglieri del PD all'opposizione erano al corrente delle intenzioni del consigliere della ex maggioranza e con la loro presenza garantivano che il voto sulla mozione avrebbe fatto cadere la maggioranza. Ma così non è stato per via dell'incredibile rissa che si è scatenata in Consiglio tra i rappresentanti della destra.
L’incontro era iniziato con il Consiglio di Quartiere al completo, escluso l'assente Santambrogio ( Pdl). Il pubblico non era quello delle grandi occasioni: oltre ai giornalisti del Cittadino e del Notiziario, c'erano 2 cittadini (il rappresentante dell’Associazione Patronale Addolorata e un certo Falletta di Cassina Amata, rappresentante dei mercatini dell’antiquariato il quale chiedeva l’appoggio del Quartiere alla richiesta di mettere le bancarelle nella piazza del mercato, 1 amico di Gaslini, 1 rappresentante della lista Di Maio (Pavani), il coordinatore del Pdl, Torraca  Successivamente si è presentato un altro cittadino (Franzina) rappresentante di classe delle scuole di Palazzolo.
Gaslini ha illustrato i due punti all'Ordine del giorno: 1) Comunicazione che la giunta taglia i soldi destinati ai quartieri, 2) I mercati. Aliverti chiede la parola e legge la mozione di sfiducia al presidente che comporta la contestuale nomina di quello nuovo (Lucio Romani) come da regolamento.
Gaslini e Gambino lo hanno criticato pesantemente contestandolo per il metodo. Poi è iniziato l'avaspettacolo con l'intervento nella rissa verbale del pubblico: Torracca a spada tratta in difesa della ex maggioranza e Pavani a difesa di Aliverti.

sabato 27 ottobre 2012

Consiglio comunale: ritroverà Alparone la sua maggioranza?

Il Consiglio Comunale di Paderno Dugnano è convocato presso la sala consiliare in seduta pubblica – in sessione straordinaria di seconda convocazione per lunedì 29 ottobre alle ore 20.30, per concludere l'esame degli argomenti rimasti da trattare secondo l'ordine già definito, e precisamente:
- Scioglimento e liquidazione di Energie Locali Srl - determinazione in materia di pubblica illuminazione.
- Sostituzione del Consigliere Comunale Umberto Torraca del gruppo Il Popolo della Libertà, in seno alle  commissioni consiliari "Economia e Funzione Pubblica" e "Territorio".
- Ordine del giorno sui disservizi dei mezzi di trasporto scolastico provinciale.

Questo il manifesto di convocazione dell'assemblea cittadina che fa seguito allo scioglimento della seduta del Consiglio Comunale di lunedì scorso per mancanza di numero legale alla cui cronaca rimando qui. Come si vede Alparone, di fronte alla decisa opposizione della minoranza, contraria per ragioni di metodo e di merito alla liquidazione della società Energie Locali, ha scelto di rispondere con il muro contro muro, ripresentando il punto senza convocare la commissione per discuterlo, ma fidando solo sulla forza (?) dei numeri.  Ma il sindaco potrà ancora contare su una maggioranza divisa e spaccata ormai su molti fronti? 
Lo vedremo lunedì sera in aula. Nell'attesa l'opposizione di centro sinistra affila le armi e si prepara allo scontro.

mercoledì 24 ottobre 2012

Coloretti: "La crisi della giunta Alparone è politica"


Lunedì sera come tutti sanno la giunta Alparone è scivolata malamente nel tentativo arrogante di far approvare, senza averne i numeri, la sua delibera di scioglimento della società partecipata Energie Locali titolare del servizio di illuminazione della città. Ma non si è trattato di un incidente di percorso. Dietro a questo episodio c'è un problema politico grande come una casa che il sindaco tenta senza riuscirci di nascondere. Su questo problema abbiamo intervistato il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Marco Coloretti:

Da dove cominciamo, capogruppo Coloretti?”
Cominciamo rivendicando al gruppo del PD il merito di fare un’opposizione seria e senza sconti. Come ha ben ricordato il consigliere Boggia, interpretando al meglio la nostra protesta, solo l’arroganza dei numeri può soverchiare il nostro tentativo di porre una questione di metodo istituzionale e di sostanza democratica nel merito di una decisione così importante come lo scioglimento di Energie Locali.”
Era così necessario l’abbandono dell’aula?”
Sì, per tre ragioni: avevamo chiesto in commissione che ci fosse più tempo per approfondire un argomento così importante alla luce di tante variabili in corso e di soluzioni alternative possibili (vedi anche l’intervento del nostro consigliere Massetti su questo blog). Ci hanno risposto che la decisione era presa e solo su nostra forte pressione abbiamo ricevuto qualche informazione in più, che non ha però dissipato i dubbi sull’eccessiva fretta di chiudere questa partita, anzi. Anche in commissione ci hanno ricordato che loro “avevano i numeri” per votarla, ma di fatto non sanno contare, almeno fino a 16.”
Quindi gli avete fatto lo sgambetto…”
Non siamo lì a giocare, almeno noi. Voglio ricordare che abbiamo garantito il numero legale già in un’altra occasione (orti comunali), anche in presenza di una deliberazione su cui non c’era pieno assenso. Ma allora almeno se ne discusse. E già un’altra volta abbandonammo l’aula, quando era chiaro che decisioni importanti (termovalorizzatore) già preconfezionate dovevano essere votate senza “disturbare il manovratore”. Bhe, i numeri quella sera c’erano anche senza di noi, ma guarda un po’ anche altri due consiglieri di maggioranza ci seguirono. Quindi, quello che noi poniamo riguarda anche il ruolo del consiglio comunale nel suo insieme, non è schermaglia politica. Ed è proprio qui che ne è derivato il secondo motivo per non stare in aula.”
Cioè?”
Quella sera non funzionavano le riprese video, non so se fosse funzionante l’audio per i cittadini a casa, ma spero che qualcuno abbia scattato almeno una foto. I banchi della giunta, completamente dimezzati: all’assente per eccellenza (ma possibile che il punto riguardasse l’illuminazione pubblica soprattutto per le sue ricadute di manutenzione e non ci fosse l’assessore ai lavori pubblici? Non si dice di intervenire – quello meglio di no – ma almeno di esserci) si aggiungeva l’intera pattuglia dei tre assessori leghisti più un consigliere comunale, quel consigliere vicepresidente della commissione bilancio che una volta nominato Torraca assessore magari si aspettava una promozione e invece non l’avrà – o forse era raffreddato. L’assenza in contemporanea dei tre assessori della Lega forse era un caso, ma non è per caso che la Lega a Paderno è commissariata, anche se non è dato sapere per fare cosa. Nel PdL altre tre assenze: una giustificata per studi all’estero (una mano in fuga, mi si perdoni la battuta) e altri due malati. O c’è un’epidemia o c’è qualche problema “politico”, io propendo per la seconda con questa unica osservazione. Nel 2009 sarebbero stati tutti presenti anche con le stampelle, com’è accaduto. Nel 2012 basta il raffreddore per non venire in consiglio. Se c’è qualcuno che deve essere richiamato al senso di responsabilità è il Sindaco e la sua maggioranza. Decisioni importanti per la città non si possono prendere in un consiglio comunale svogliato, disattento e pieno di piccoli protagonismi al limite della decenza. Ma non finisce qui.”