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martedì 25 febbraio 2014

Coloretti: la mia città è semplice, solidale e sicura

Ricevo da Marco Coloretti, candidato alle primarie del PD, questa lettera che illustra la  sua visione della città e anticipa molti temi del suo programma elettorale.

PADERNO DUGNANO FUTURA: SEMPLICE, SOLIDALE, SICURA
Cari cittadini, elettori e simpatizzanti del Partito Democratico, il PD di Paderno Dugnano ha deciso di scegliere il proprio candidato Sindaco attraverso le Primarie. Raccogliendo l’invito di molti, iscritti e semplici cittadini, ho accettato la sfida di candidarmi a SINDACO della nostra città.
La mia biografia umana e politica è insieme semplice e ricca di esperienze. Sono nato a Paderno Dugnano nel 1965 e qui sono cresciuto. Da quando ero ragazzo partecipo alla vita sociale e politica della città, sono stato consigliere comunale, Assessore al Bilancio e dal 2009 sono capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale.
Sono iscritto alla Legambiente, alla CGIL e all’ANPI da diversi anni perché ne condivido istanze ideali e programmatiche sia locali che nazionali.
Ritengo importante rimarcare gli ideali che ispirano da sempre la mia condotta politica: solidarietà, giustizia sociale e libertà.
Da Sindaco vorrei Paderno Dugnano protagonista del cambiamento, dopo anni di immobilismo. Per questo penso sia necessario promuovere la fantasia e le idee dei giovani cittadini padernesi. Anche a Paderno Dugnano la politica ha bisogno di forze fresche e intelligenze vive, è con loro che voglio governare la città.
La città che ho in mente è una città semplice con l’orecchio rivolto ai bisogni degli individui e dell'impresa, quindi semplifica il rapporto tra cittadini e Comune e rende trasparente l’agire della pubblica amministrazione.
La mia città ha inoltre l’occhio vigile sulla legalità, attraverso un Osservatorio tra istituzioni e associazioni affinché si respinga ogni tipo di infiltrazione criminosa in città.
Ho in mente una città solidale perché ha mani che si stringono per unire. E’ una città che promuove il vivere insieme favorendo pratiche di buon vicinato, facendo rete tra istituzione e volontariato. La mia città riconosce il bisogno e se ne fa carico, attraverso la promozione di servizi alla persona che creino sostegno e incentivino l’inserimento dell’individuo nel vivere sociale. E' una città che accoglie le differenze perché cariche di ricchezza umana, opera contro la povertà e il disagio sociale anche attraverso azioni di mutuo aiuto a cui l’istituzione comunale partecipa con politiche attive.
Per chi è più giovane occorre promuovere spazi di co-working e incubatori d’impresa, favorire le forme di green economy che oggi rappresentano un modello di sviluppo che investe sulla qualità della vita di tutti i cittadini e possono rappresentare la vera ricchezza futura.
Ho in mente una città sicura perché è la città di tutti. E tutti possono fare qualcosa per la città dove si vive, si lavora, si studia e ci si diverte. Paderno Dugnano ha eccellenze da valorizzare: i suoi parchi a cominciare dal recupero del parco Lago Nord, i tanti giardini di quartiere, il suo centro sportivo, il Cinema Metropolis e tutto il complesso culturale della Biblioteca Tilane, le scuole, le sedi di quartiere. Lo sviluppo della città si sostiene con la partecipazione dei cittadini alle scelte importanti e nel loro coinvolgimento rispetto ai piccoli interventi.
L’integrità della città è un valore, per cui si respingono gli interventi che sfregiano il territorio. Consumo zero di suolo e recupero edilizio devono essere priorità di governo e non slogan elettorali.
La sicurezza della salute dei cittadini va difesa tornando a essere informati con dati certi sulla qualità dell’aria che respiriamo e dell’acqua pubblica di cui usufruiamo, anche attraverso centraline di rilevamento comunali.
Ho in mente una città che promuove il riciclo perché combatte lo spreco. E’ una città che dà diritto alla casa, favorendo la giusta aspirazione di chi ha bisogno con le legittime garanzie per chi la possiede. Paderno Dugnano fa scuola, ne sostiene la formazione e si occupa dell’integrità dei suoi edifici.
Ho in mente una città in cui tutti paghino il giusto per i servizi che si offrono perché a tutti sia garantito poterne usufruire in caso di necessità. Paderno Dugnano ha cittadini liberi nel pensiero e promuove il diritto di tutti di compiere scelte libere che non vadano a danneggiare altri.
La mia città aiuta chi sta indietro perché è capace di andare avanti.
Questa è la città che ho in mente e per realizzarla insieme mi candido a Sindaco.
I cittadini elettori e simpatizzanti del PD possono scegliere di votarmi DOMENICA 2 MARZO dalle 8 alle 20 nei 4 seggi predisposti in città, perché Paderno Dugnano Futura sia davvero semplice, solidale e sicura.
Un caro saluto
Marco Coloretti

martedì 29 ottobre 2013

L'arroganza degli umili

L'insostenibile arroganza degli umili. E' quello che ho pensato ieri sera quando sono uscito dall'auditorium Tilane dopo aver ascoltato il profluvio di parole che gli Ecocivici padernesi, per bocca della loro leader, la Verde storica, Anna Varisco, hanno preteso di gabellare per "programma" elettorale.
Chi si aspettava la presentazione del programma di governo della nuova forza politica che ha inglobato "anche " alcuni Verdi è rimasto deluso, ma chi li conosce da tempo mi assicura che sono sempre stati un po' così. Il loro "programma" infatti, presentato con un format da happening teatrale (la telefonata dell'amico che informa di aver subito un furto, l'impiegata licenziata che su Facebook dice di volersi mettere in proprio per realizzare il suo sogno, la casalinga indignata perché vogliono fare la Rho-Monza sotto casa sua, ecc.), altro non era che la solita lunga lista della spesa ecologista con la quale i vecchi-nuovi ambientalisti civici vorrebbero cambiare il mondo, facendo di Paderno Dugnano una città ideale.
Rifiuti zero, no auto, tutti i cittadini in rete, condivisione dei progetti scolastici, condivisione del lavoro, condivisione della povertà, decrescita, lavoro gratuito, rivoluzione culturale fin dai banchi della scuola. Il tutto naturalmente da realizzare per decreto. Anzi "perché è così", come hanno affermato.
L'unica cosa che ha animato la serata è stata la prima domanda fatta da una signora del pubblico alla fine della lunga esposizione: "Voi siete di sinistra – ha osservato – le cose che dite sono quelle che ha sempre detto la sinistra. Alle prossime elezioni con quali partiti volete allearvi e chi è il vostro candidato sindaco?". Grande imbarazzo della ex consigliera comunale Verde, già presidente della Commissione Servizi con il sindaco Casati dal 1999 al 2003, candidata (sconfitta) con Penati alla Provincia nel 2009. E' stato divertente e un po' penoso vederla arrampicarsi sui vetri con le unghie per non rispondere alla domanda, anche se nel farfugliamento qualche elemento di verità è affiorato. Ha infatti citato il Movimento 5 Stelle come unico possibile alleato "se ci stanno", guardandosi bene dal citare gli alleati naturali, cioè PD e  Comunisti con i quali aveva amministrato e si era alleata in passato.
Per quanto riguarda il possibile candidato sindaco ha sostenuto di averne già individuato più d'uno e di non volerli svelare, ma pochi minuti prima, durante l'esposizione del "programma", un nome significativo gli era sfuggito: quello di Claudio Figini, padernese, 55 anni, pedagogista, coordinatore della cooperativa sociale Comin, presidente del CNCA Lombardia e blogger del quotidiano "Il Fatto".
A parte questo imprevisto siparietto, non è stato tanto il "programma" ambientalista, i cui pochi punti qualificanti erano già tutti contenuti nel programma elettorale del centro sinistra nel 2009, ad avermi colpito, bensì la reticenza e l'ambiguità della proposta ben riassunta nello slogan autopromozionale della "rete ecovivica": imperfetti, autentici, umili, coerenti. Quattro parole sostenute da una grande arroganza che qualifica politicamente con uno slogan mistificante questo gruppo dirigente in cerca di elettori. Che significano infatti le parole? Imperfetto è sinonimo di: impreciso, sbagliato, incompleto, lacunoso, viziato, manchevole. Coerente sta per: conforme, rigoroso, logico, ragionevole, razionale, lucido. Autentico è invece semplicemente ciò che è vero.
Delle quattro parole usate dagli Ecovivici per definirsi, quella meno credibile alla luce del significato delle prime tre è la parola "umili". Come non giudicare arrogante chi si definisce con orgoglio, sbagliato e manchevole, ma vero, logico e razionale?