Visualizzazione post con etichetta inquinamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inquinamento. Mostra tutti i post

sabato 22 marzo 2014

Leganti Naturali: i cittadini chiedono notizie l'amministrazione non risponde

Ricevo dal "Comitato Leganti Naturali No Grazie" la seguente lettera inviata allla stampa nella quale si denuncia la totale non volontà del Comune di Paderrno Dugnano di fornire ai cittadini padernesi informazioni in merito a quanto sta accadendo nell'impianto della Leganti Naturali Srl.


Buongiorno, desidero portare alla vostra attenzione la grossa difficoltà che noi cittadini, uniti in comitato, dei quartiere di Paderno Dugnano e del Villaggio Ambrosiano stiamo avendo nel conoscere cosa avviene all'interno della fabbrica Leganti Naturali srl e della qualità dell'aria che respiriamo. L'odore nelle ultime settimane è notevolmente diminuito ma non sappiamo se questo è dovuto allo scrubber, che dovrebbe essere stato installato, o se la fabbrica sta lavorando o meno. A riguardo non c'è nessuna informazione. Il 13 gennaio 2014 e poi il 17 Febbraio abbiamo posto delle domande all'amministrazione comunale.
Sommarizzo la risposta che ci è stata fornita il 18 febbraio dall'Ufficio Ambiente del nostro Comune:
- I dati relativi ai processi produttivi in ingresso e uscita dell'azienda Leganti Naturali srl , nonché le caratteristiche chimico fisiche dei materiali utilizzati e del prodotto finale sono reperibili nell'Autorizzazione Integrata Ambientale. 
- Il monitoraggio ARPA è relativo alla qualità dell'aria e misura le concentrazioni di ammoniaca media settimanale, pertanto tali monitoraggi vi verranno inviati  non appena in possesso dei dati relativi alla terza settimana dopo l'attivazione dello scrubber.
- Si comunica che la ditta non prevede emissioni in atmosfera, se non la presenza di ammoniaca (NH3), la quale è monitorata costantemente dagli organi competenti.  
Abbiamo colto l'invito e ci siamo letti con molta attenzione, da profani del settore, l'allegato tecnico del d.d.s. n. 7943 del 3 settembre 2013 e abbiamo integrato le domande precedenti, inviando una lettera il 28 febbraio all'Ufficio Ambiente, che riassumo nei punti essenziali:   
 Vogliamo conoscere i dati sulla qualità dell'aria registrati dalla centralina EcoBat installata all'interno del cortile della Scuola Primaria E. Curiel di Via Trieste distante 500 mt dalla fabbrica.
Vogliamo conoscere la qualità dell'aria in tutte le sue componenti  nelle adiacenze della fabbrica e in prossimità delle abitazioni limitrofe.
Richiediamo la pubblicazione del monitoraggio giornaliero dell'ammoniaca in atto presso la Leganti Naturali srl 
Vogliamo conoscere la composizione chimico fisica delle scorie da inceneritore sia pericolose che non pericolose (CER 19 01 11 e 19 01 12) trattate all'interno della fabbrica. 
Vogliamo conoscere, all'interno della sezione di accettazione descritta nel documento sopracitato , il tipo di controlli e la frequenza degli stessi. 
La Leganti Naturali dichiara : " Nell'impianto di stoccaggio degli additivi e dei reattivi sono presenti modeste emissioni in aria". Vogliamo conoscere la composizione delle emissioni e la composizione dei reattivi e additivi.
La massima capacità di messa in riserva nel bunker (stoccaggio) dichiarata dalla Leganti Naturali srl è di 4700 ton. Come mai in dicembre 2013 si è arrivati ad avere 10000 ton in attesa di lavorazione. Abbiamo letto che è previsto nel caso di fermo impianti di utilizzare le vasche di pretrattamento. Ci chiediamo, visto che era la prima fornitura ed i fase di inizio attività, perché la Leganti non ha fermato il conferimento di nuovo materiale e ha raggiunto le 10000 ton, più del doppio di quanto previsto. 
La Leganti Naturali srl dichiara: "che verrà installato un sistema a portale che permetta di effettuare in tempo reale il controllo radiometrico del veicolo in transito, identificando così l'eventuale presenza di sostanze radioattive all'interno del carico trasportato ". Riteniamo che ad oggi questo sistema sia stato installato. Quindi ci chiediamo, visto che pensiamo che la radioattività non si manifesti durante il trasporto, perché questo controllo non viene eseguito all'uscita dell'azienda in cui è stato prelevato il materiale. In questo modo si eviterebbe di portare a spasso per il territorio materiale radioattivo.
Il 14 marzo abbiamo sollecitato una riposta. Noi siamo fermamente convinti che per tranquillizzare i cittadini che abitano nei quartieri limitrofi alla fabbrica l'unico modo sia  far conoscere con la massima trasparenza i dati completi sulla qualità dell'aria e sul contenuto di tutti i materiali  trattati all'interno della fabbrica Leganti Naturali srl. Ad oggi purtroppo registriamo una chiusura e un silenzio assordate su questi temi.

Renato Lunardi
Comitato Leganti Naturali .. No Grazie 
villaggioambrosiano@gmail.com
renatolunardi@hotmail.it

domenica 9 marzo 2014

Inquinamento: il naso dei padernesi è sempre più sensibile

Da giovedì sera a sabato centinaia di persone hanno telefonato a Polizia Locale e Carabinieri denunciando un forte odore di bruciato nell'aria e sui social network è stato tutto un rincorrersi di voci e notizie relative alla puzza di gomma e plastica bruciata che si sentiva molto forte in diversi quartieri della città.
Nessuno ha saputo dire da dove venissero questi odori né da cosa erano provocati, c'è chi ha parlato in un primo tempo di un grande incendio in un'altra città, di cui però non si è avuto conferma, e chi ha segnalato un'automezzo in fiamme tra Palazzolo e Nova Milanese, ma alla fine nessuna notizia precisa sulla fonte dell'inquinamento.
Insomma nessun incendio rilevato in città, ma un grande allarme percepito dai cittadini. Il naso dei padernesi dopo quanto accaduto alla Leganti Naturali è diventato ipersensibile e adesso ogni qual volta un odore sospetto di spande nell'aria la mano corre subito al telefonino, al tablet e alla tastiera del netbook per dare il via al tam tam sull'inquinamento in corso.
E' un segnale politicamente chiaro. La sensibilità a l'attenzione dei padernesi per la qualità dell'aria che respirano è molto cresciuta dal momento che questi odori casuali nell'aria di Paderno Dugnano in passato ci sono sempre stati e gli amministratori ne devono tenere conto.
Le forze politiche se ne sono accorte e un po' strumentalmente, essendo ormai in campagna elettorale, cominciano ad avanzare richieste e a mostrare attenzioni che fino a ieri non avevano. 
La Lista Civica Sinistra per Paderno Dugnano ha nel suo programma un capitolo dedicato alla sicurezza dell'ambiente urbano.  I cittadini sono i primi e i più sensibili "sensori" dello stato di salute della città e come tali vanno considerati e coinvolti dall'amministrazione nella elaborazione delle politiche di sicurezza. Occorre aprire uno "sportello" che raccolga le segnalazioni dei cittadini realizzato in collaborazione con le associazioni, le parrocchie, le scuole e le organizzazioni di quartiere.
Per la sicurezza dei luoghi di lavoro e dell'ambiente bisogna  partire dai dati di conoscenza. La città non ha piena consapevolezza di essere già oggi una discarica di sostanze tossiche e nocive (inceneritore, Eureco, Metalli Preziosi, Leganti Naturali, ecc) che è necessario mappare.
Bisogna sapere quali e quante sono le aziende a rischio effettivo e potenziale che vanno periodicamente controllate e di cui va monitorata la correttezza dell'attività senza delegare a organismi sovracomunali questa funzione. Ci sono infine le bonifiche da fare, che vanno poste a carico di chi ha creato l'inquinamento, e programmate. Va fatto infine il censimento dell'amianto negli immobili della città coinvolgendo le famiglie in questo rilevamento capillare. 

martedì 4 febbraio 2014

Leganti Naturali, nasce il Comitato e prepara un esposto

Si è costituito al Villaggio Ambrosiano in forma non ufficiale (per ora) il Comitato Leganti Naturali No Grazie. Scopo principale del Comitato è negare all'azienda il permesso di portare avanti l'attività di trattamento di rifiuti speciali pericolosi in quanto la società, che fa capo ad Alessandro Quadrio Curzio, è priva delle necessarie autorizzazioni ad operare come smaltitore di questi rifiuti, è poco credibile sul piano tecnico e assolutamente inaffidabile su quello ben più importante della sicurezza ambientale . 
I cittadini intervenuti all'incontro hanno ribadito le ragioni per le quali l'azienda non è degna della loro fiducia. Nella sua richiesta di autorizzazione il suo titolare ha dichiarato che l'Impianto non produceva emissioni, che lavorava scorie inerti e non pericolose, mentre i fatti hanno rivelato, prima ancora che l'impianto entrasse in funzione, che le scorie erano inquinate da sostanze pericolose e hanno prodotto emissioni gassose irritanti e nocive inquinando due quartieri della città e altre aree urbane della vicina città di Cormano. 
Allo stato dei fatti la Leganti Naturali è in pratica una discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non è un  sito adatto né attrezzato per trattarli in sicurezza.
Pertanto l'assemblea dei cittadini ha deciso, in collaborazione con l'ufficio legale di Medicina Democratica, di raccogliere tutta la documentazione che dimostra questa situazione palesemente illegale e inviarla sotto forma di esposto alla Magistratura.
Nello stesso tempo il Comitato continuerà la sua attività di monitoraggio dell'inquinamento, incalzerà il Sindaco e il Consiglio Comunale per ottenere da loro tutti i risultati delle analisi effettuate da Arpa e Asl e tutte le informazioni relative alle attività che nell'azienda vengono svolte. Chiederà alla Regione di ritirare l'autorizzazione rilasciata incautamente dai suoi uffici, e al Sindaco il rispetto delle promesse solenni fatte ai cittadini di rimuovere le scorie tossiche dal territorio padernese.

venerdì 24 gennaio 2014

Leganti Naturali: a che punto sono monitoraggio e lavaggio scorie?

Cosa sta succedendo alla Leganti Naturali? Stamattina nella zona dell'Unes si sentiva una forte puzza, più forte, a detta di chi me l'ha segnalato, di quella avvertita nei giorni scorsi. Perché?
L'ipotesi è che l'azienda potrebbe avere iniziato a movimentare le scorie (come aveva scritto nella sua relazione inviata al Comune) per avviare le operazioni di lavaggio finalizzate a tentare di eliminare l'ammoniaca. Si tratta però di una pura supposizione dal momento che il Sindaco finora non ha dato seguito alla sua promessa di tenerci informati in tempo reale su quanto veniva fatto nel sito, a partire dai valori di inquinamento dell'aria nell'impianto relativi al famoso monitoraggio che egli aveva affermato di voler mettere online quotidianamente.
Insomma, dopo la bella prova di dialogo istituzionale offerta lunedì sera in Consiglio Comunale con l'apertura, a termine dei lavori consiliari, di una sessione di interventi e domande da parte del pubblico, la stagione della trasparenza dovrebbe continuare e il flusso delle informazioni al pubblico non interrompersi.
Invito pertanto il primo cittadino a informarci per quanto possibile puntualmente sullo stato di avanzamento delle operazioni di risanamento e messa a norma che l'azienda sta portando avanti sotto l'attento monitoraggio dei tecnici di Arpa. I padernesi residenti al Villaggio Ambrosiano e a Paderno si aspettano uno o più report settimanali sulla presenza degli inquinanti dell'aria che respirano e non devono venire delusi.

martedì 21 gennaio 2014

Leganti Naturali: tra una settimana il problema deve essere risolto

Il Consiglio Comunale di ieri sera ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno largamente condiviso da tutti i gruppi politici perché ha tenuto conto delle integrazioni e delle osservazioni dell'opposizione che hanno dato più forza e più determinazione al documento inizialmente proposto dal Sindaco. In particolare l'Ordine del Giorno impegna l'amministrazione a mantenere stretto il monitoraggio sulle attività di messa a norma dell'impianto della Leganti Naturali, cioè abbattimento delle emissioni e loro eliminazione da realizzarsi entro il termine fissato del 28 gennaio. Diversamente il Sindaco dovrà emettere ordinanza di rimozione delle ceneri dallo stoccaggio perché questo non corrisponde all'autorizzazione ottenuta dalla Regione Lombardia. Chiede inoltre alla Regione la revisione dell'autorizzazione ambientale rilasciata alla società e di accertare la compatibilità dell'attività dell'azienda che tratta rifiuti speciali all'interno di un quartiere densamente abitato. Infine chiede alle autorità competenti l'accertamento delle responsabilità in merito a quanto accaduto.
Nella discussione sono intervenuti i capigruppo ricordando l'assedio che sul fronte della salute e dell'ambiente la città sta subendo da cinque anni a questa parte. Una serie di aggressioni alla città che si chiamano Rho-Monza, Inceneritore, Eureco, e oggi Leganti Naturali tutte promosse e indirizzate su Paderno Dugnano da enti locali superiori, Regione e Provincia che dispongono del nostro territorio come fosse cosa loro. I rappresentanti dell'opposizione hanno ricordato che questo è avvenuto perché in molti casi si è sottovalutato il rischio quando sono state richieste le autorizzazioni, perché non ci si è impegnati adeguatamente nell'esigere maggiore controllo sulle attività a rischio. Il risultato di questo ritardo e di questa mancata prevenzione oggi si traduce in una continua e affannosa rincorsa delle decisioni altrui per cercare di ridurre il danno subito.
E' evidente che occorre una nuova politica ambientale e territoriale, uno sguardo più dall'alto che ci consenta di avere una visione più chiara di quello che sta accadendo. 
Personalmente credo che Paderno Dugnano sia stata e venga continuamente aggredita per un semplice motivo: perché si è fermata, perché non scegliendo una direzione di marcia è diventata come avviene in natura una preda. Se la nostra città e il nostro territorio (perché il problema non riguarda solo noi) non anticipano i problemi scegliendo un percorso verso mete precise e programmate, vengono raggiunte e costrette a difendersi da chi, vedendoli immobili, cerca di approfittarne e di scegliere al posto nostro.

domenica 19 gennaio 2014

Leganti Naturali: gli scopi del comitato

Il comitato "Leganti Naturali no grazie" che nascerà al Villaggio Ambrosiano  a seguito del voto dei partecipanti all'assemblea di giovedì scorso, ha uno scopo e un fine che la promotrice dell'iniziativa, Jenny Carbone, ha ben illustrato sulla pagina facebook del gruppo.
"L'intento con cui si vuol fare il comitato non è quello di far chiudere l'azienda ad occhi chiusi, senza sentire ragioni e motivi e senza pensare a chi ci lavora dentro perché tutti siamo o saremo dei lavoratori e tutti sappiamo quanto sia importante avere un impiego oggi.
Quello che ti posso dire è che lo scopo del comitato è quello di capire finalmente se questa azienda è a norma e se quello che davvero respiriamo non sia nocivo e, appurato questo, bisogna far sparire comunque subito anche quella puzza di cemento bagnato che tanto disturba. Se davvero si dovessero riscontrare delle anomalie ( come sembra che ci siano) la ditta non ha motivi di continuare ad esistere all'interno di un centro abitato".
Mi sembra espresso in modo molto chiaro. Il comitato non nasce contro l'azienda, ma per verificare che questa sia a norma, che i gas che ha emesso in atmosfera non provochino alcun danno alla salute e che provveda ad eliminare subito i miasmi che disturbano gli abitanti. Se si dovesse riscontrare qualche anomalia o irregolarità commessa dall'azienda questa dovrà andarsene dal quartiere.
Molti intervenendo dopo Jenny hanno dichiarato di non condividere lo scopo enunciato perché si dovrebbe invece pretendere la chiusura immediata di un'azienda legata al ciclo di smaltimento dei rifiuti basato sugli inceneritori, cioè una tecnologia (e un business) da combattere ed eliminare a prescindere. Ma questa posizione non è condivisa da altri perché vorrebbe dire  a Paderno Dugnano cancellare anche i 9 posti di lavoro creati dall'azienda e mettere in seria difficoltà il suo titolare che, se riconosciuto innocente dell'accaduto, rischierebbe di pagare per errori non suoi, vanificando un investimento di alcuni milioni di euro. Oltre a danneggiare le decine di aziende fornitrici che hanno contribuito a costruire l'impianto.
Io sono d'accordo con Jenny e con la sua visione del comitato che mi sembra quella più equilibrata e in grado di rispondere concretamente alle richieste fondamentali dei cittadini. Non possiamo però dimenticare che l'accaduto dimostra  comunque la pericolosità di tutto il ciclo di smaltimento dei rifiuti basato sull'incenerimento, dal momento che questo impianto è stato autorizzato sulla base di un assunto, scritto a chiare lettere nelle autorizzazioni  e ribadito continuamente dai tecnici regionali, che si è rivelato nei fatti totalmente falso: le scorie degli inceneritori sono "inerti" e non emettono emissioni inquinanti.
L'inquinamento provocato dalle emissioni invece è avvenuto e dopo un  mese si è scoperto dalle analisi che le scorie erano tutt'altro che "inerti" perché contenevano ancora sostanze organiche che emettevano gas nell'aria del quartiere.
Il comitato dovrà dunque perseguire il suo scopo, ma non dimenticare che quanto accaduto è frutto di una scelta di politica ambientale fatta dalla Regione Lombardia che dipende anche da noi cittadini.

venerdì 17 gennaio 2014

Provincia: Gatti chiede di convocare la Commissione Ambiente

Ricevo dal consigliere provinciale Massimo gatti il seguente comunicato stampa
 
Leganti Naturali Paderno, Massimo Gatti chiede l'immediata convocazione della commissione ambiente in Provincia

Milano, 17 gennaio 2014. In riferimento ai gravissimi problemi ambientali manifestatisi a Paderno Dugnano negli ultimi mesi per le esalazioni della ditta Leganti Naturali, alla mia interrogazione del 7 gennaio 2014 e alla risposta del 13 gennaio 2014, ho richiesto la convocazione urgente della Commissione provinciale ambiente per chiarire e riferire quali provvedimenti Regione Lombardia ha assunto per rimediare al fallimento dell'autorizzazione integrale ambientale (AIA) rilasciata all'impianto “innovativo in materia di gestione di rifiuti”. - dichiara il Capogruppo in Provincia di Milano per Lista civica un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti – Dopo l'assemblea popolare del 16 gennaio, molto partecipata, in cui la popolazione ha chiesto giustamente la tutela della propria salute, non vale il rimpallo di responsabilità tra il funzionamento dell'impianto e la pericolosità tossica delle 10.000 tonnellate di scorie provenienti dagli inceneritori di Brescia e di Silla (Milano).

In Regione Lombardia non ci sono marziani, ma un Presidente, un Assessore all'ambiente, una Giunta e dei Dirigenti che devono rispondere di quello che fanno alla Provincia di Milano, al Comune di Paderno Dugnano e soprattutto alla popolazione.
Per tutelare la salute pubblica vanno almeno sospese tutte le procedure industriali, tranne quelle che si riferiscono alla messa in sicurezza dell'impianto, verificati immediatamente gli ulteriori interventi e rifatte tutte le valutazioni con un coinvolgimento reale delle amministrazioni e della cittadinanza in cui, come mi auguro, vengano revocate le autorizzazioni e rese trasparenti le decisioni.
L'impunità nel settore dei rifiuti va smontata perché la salute è più importante del profitto.

Villaggio: "basta con gli esperimenti sulla nostra pelle, abbiamo già dato"

"Leganti Naturali, no grazie" così si chiamerà, come la pagina facebook del Gruppo che da un mese è il punto di incontro e di scambio delle informazioni dei cittadini , il nuovo Comitato per la difesa dell'ambiente e della salute di Paderno Dugnano. 
Dopo quello per l'Interramento della Rho-Monza, dopo quello NoInceneritore (che si voleva costruire sempre al Villaggio Ambrosiano), dopo quello a difesa delle famiglie delle vittime e dei lavoratori Eureco, dopo l'Associazione Esposti Amianto e quelli per l'acqua bene comune e contro il nucleare. Basta enumerarli per rendersi conto di come la nostra città, i padernesi e il territorio siano continuamente assediati da avidi predatori, la maggioranza dei quali hanno il volto delle istituzioni che li sostengono e favoriscono nella loro attività predatoria. 
Inceneritori, autostrade, impianti di trattamento scorie e rifiuti pericolosi, sono lucrose attività economiche che devastano l'ambiente, inquinano le persone grazie alle autorizzazioni degli enti locali che dovrebbero tutelare i cittadini e difendere i loro diritti, mentre invece non fanno altro che favorire e promuovere il business costruito sullo sfruttamento dei nostri beni comuni.
Ieri sera all'assemblea organizzata al Villaggio Ambrosiano da Jenny Carbone e Nicoletta Romano, che da un mese sono le animatrici della protesta, l'assemblea dei cittadini (circa 300) riuniti nella sala parrocchiale, ha dato loro mandato di costituire il Comitato che avrà il compito di vigilare sull'impianto della Leganti Naturali, sull'eliminazione dell'inquinamento dell'aria e sulla rimozione delle scorie inquinate che non dovevano mai arrivare al Villaggio e ci sono state portate con l'inganno violando tutte le norme e le leggi in materia.
All'assemblea gli interventi dei cittadini hanno ribadito con forza la richiesta di portare via le scorie dal quartiere e di chiudere l'impianto che ha dimostrato di non funzionare come aveva promesso di fare il suo titolare. Il quale per sua stessa ammissione dice di non sapere bene come uscire da questa situazione che non è stato in grado, per imperizia, imprudenza o incompetenza, di prevenire.
All'incontro hanno partecipato oltre al Sindaco, Marco Alparone, l'assessore all'Ambiente, il presidente del Consiglio Comunale e una folta rappresentanza di consiglieri ed esponenti politici padernesi. Il Sindaco si è offerto doverosamente al confronto e al dibattito rispondendo alle domande pressanti dei cittadini in sala, cosa che avrebbe dovuto fare subito, ai primi di dicembre, quando questi avevano con tempestività segnalato e denunciato l'inquinamento. 
Ha difeso il suo operato istituzionale scaricando giustamente la maggiore responsabilità dell'accaduto su chi doveva controllare e garantire la correttezza dell'autorizzazione ambientale concessa all'azienda, la Regione Lombardia, e invece non l'ha fatto. Ha rivendicato il lavoro fatto dal 27 dicembre fino ad oggi, fino all'ultimatum dato a Regione, Arpa e azienda che devono risolvere definitivamente il problema entro il 10 febbraio, eliminare ogni inquinamento e mettere in sicurezza l'impianto e il quartiere. Ha ricordato di avere provveduto ad autotutelare il Comune inviando tutto il dossier"Leganti Naturali" alla Magistratura che dovrà indagare sul "giallo dell'ammoniaca" per scoprire come e perché sia finita nelle scorie uscite dall'inceneritore di Brescia. 
Ma ha glissato sulla lunga, troppo lunga copertura da lui offerta alla Regione Lombardia che ha impiegato un  mese per fare quello che doveva fare immediatamente come prima cosa: analizzare le scorie, scoprendo che non  erano quelle autorizzate e rimuoverle dall'impianto. 
Ha glissato soprattutto sulle accuse di strumentalizzazione politica e allarmismo da lui lanciate contro i cittadini che i fatti hanno dimostrato avevano invece ragione da vendere e sono rimasti inascoltati per troppo tempo. Se spera che di questo i cittadini si siano dimenticati e si dimenticheranno presto temo che si sbagli di grosso, a meno che non impronti d'ora in avanti il suo comportamento di amministratore a una totale trasparenza e non li coinvolga alla pari nella gestione dell'emergenza
Il neonato Comitato intende infatti vigilare strettamente su quanto succederà da oggi alla conclusione di questa brutta storia,  e pretende giustamente di venire riconosciuto dal sindaco come un interlocutore privilegiato da coinvolgere nell'attività di ,monitoraggio delle operazioni di risanamento di quella discarica di rifiuti speciali che di fatto è diventata la Leganti Naturali.
Nei prossimi giorni infatti inizieranno, sotto il controllo dell'Arpa (un ente tecnico che alla prova dei fatti si è dimostrato inaffidabile) delle operazioni ancora una volta sperimentali tese a tentare di separare l'ammoniaca e portarla a smaltire altrove dilavando le scorie che poi potranno venire inertizzate legandole al cemento. Ancora una volta un'operazione a rischio sull'esito della quale nessuno, a cominciare dal proprietario dell'azienda, è disposto a giurare. E che dovrà essere l'ultimo esperimento perché i cittadini del Villaggio Ambrosiano l'hanno gridato chiaro e forte: basta con l'inquinamento,chiudere l'impianto della Leganti Naturali, portare via le scorie subito: il quartiere ha già dato.

giovedì 16 gennaio 2014

Consiglio Comunale: un OdG congiunto per gestire l'emergenza

Lunedì 20 gennaio si terrà il primo Consiglio Comunale dell'anno. Al centro dei lavori dell'assemblea cittadina il "caso" dell'inquinamento provocato dalla Leganti Naturali al Villaggio Ambrosiano e le scelte che l'amministrazione ha preso dal 12 dicembre 2013 a oggi per fronteggiare l'emergenza. 
Scelte che sono apparse molto discutibili e poco trasparenti fino a due giorni fa quando una volta emerse le prove che le scorie stoccate nell'impianto realizzato dall'azienda non avevano le caratteristiche previste dall'autorizzazione integrata ambientale rilasciata a suo tempo dalla Regione Lombardia, il Sindaco ha deciso di mettere online tutta la documentazione relativa alla vicenda, analisi delle scorie comprese, e di mettere la Regione di fronte alle sue responsabilità.  Non si trattava infatti di ceneri inerti post combustione non suscettibili di rilasciare emissioni gassose, ma di scorie inquinate all'origine da ammoniaca ed altre sostanze che hanno provocato l'inquinamento dell'aria mettendo in allarme i padernesi e provocando disagi alla popolazione di due quartieri.
L' assemblea discuterà e approverà quasi sicuramente all'unanimità un Ordine del Giorno congiunto presentato dal Sindaco, emendato ed integrato dalla Commissione Capigruppo i cui punti principali sono il mandato al Sindaco:
1) Di proseguire nell’attività di costante interlocuzione con gli enti preposti; 2) Di intensificare ogni forma di monitoraggio circa l’effettiva attività dichiarata e posta in essere dall’azienda per abbattere le emissioni fino al posizionamento dei necessari dispositivi per la definitiva risoluzione del disagio; 3) Di richiedere agli organi tecnici regionali l’ampliamento del monitoraggio delle scorie, oltre che dal punto di vista delle emissioni, anche da quello della composizione chimica e granulometrica della quantità stoccata in sito; 4) Di chiedere agli organi competenti della regione la revisione integrale dell’AIA anche in  funzione dei quantitativi relativi allo stoccaggio delle scorie; 5) Di riservarsi la facoltà, in quanto autorità sanitaria locale, di promuovere e adottare ogni iniziativa necessaria per l’eliminazione di ogni inconveniente connesso all’attività dell’azienda, ivi compresa l’eventuale assunzione di un’ordinanza di rimozione delle scorie.

Paderno Dugnano e il suo territorio assediato sotto i riflettori

L'ambiente assediato, minacciato, violentato di Paderno Dugnano è in questi giorni al centro di inchieste e servizi giornalistici che confermano l'accerchiamento che attanaglia i padernesi aggrediti da iniziative economiche che sfruttano, depredano e abusano, come fosse cosa loro, il territorio che è il nostro bene comune.
Ieri pomeriggio la troupe di "Presa diretta", la bella trasmissione di inchieste sull'Italia reale (in onda dal 6 gennaio al 24 marzo, ogni lunedì in prima serata su Rai3) condotta e diretta dal giornalista Riccardo Jacona, è stata impegnata su un set improvvisato nel dehors  del Caffè Letterario in una intervista multipla ai famigliari delle vittime della strage dell'Eureco. Il servizio sarà parte di una puntata dedicata alle tragedie ambientali che andrà in onda probabilmente tra due settimane.
Questa sera sarà la volta della troupe di "Terra" il programma di approfondimento di Canale 5 diretto da Tony Capuozzo a venire al Villaggio Ambrosiano per fare riprese e interviste all'assemblea indetta dai cittadini per discutere dell'inquinamento provocato dalla Leganti Naturali. 
Insomma la nostra città è sotto i riflettori al centro della scena nazionale, ancora una volta per episodi gravi che riflettono un'immagine di territorio assediato, ieri dalla 'ndrangheta, oggi dal business sporco e molto pericoloso dei rifiuti industriali. Un'immagine poco attrattiva e per niente gradevole che però riflette, ci piaccia o meno, la nostra realtà. La reazione civile dei cittadini onesti che da quattro anni lottano contro l'inquinamento ambientale e criminale non è sufficiente a oscurarla.
Quello che ci opprime non è un problema di questo o quel quartiere, Paderno, Palazzolo o Villaggio Ambrosiano, ma un problema che ci riguarda tutti come cittadini e membri di questa comunità. Un problema che va affrontato senza tentare scorciatoie e messo al centro del dibattito civile e politico cittadino. Che non si risolve trovando di volta in volta un colpevole (che c'è e va giustamente perseguito dalla magistratura), ma mettendoci in discussione tutti, cittadini, amministratori, forze politiche, realtà sociali e culturali, per individuare insieme le cause profonde di questa nostra realtà, per capire e poi proporre possibili soluzioni che ci consentano di affrontare, con un programma condiviso di medio e lungo periodo,  la sfida che ci porterà a cambiare lo stato di cose presenti. La strada è stretta e faticosa, ma scorciatoie non ce ne sono.

martedì 14 gennaio 2014

Inquinamento: la Regione afferma "Non sappiamo niente, ma tutto è in regola"

Cosa cova sotto le ceneri della Leganti Naturali e perché dalle scorie "inerti" si è sprigionata una nube di ammoniaca che nessuno aveva previsto? 
A queste domande cruciali poste dai giornalisti a Regione Lombardia e Arpa durante la conferenza stampa di stamattina che si è tenuta al Pirellone, non è stata data una risposta convincente. Forse ne sapremo di più domani quando, stando alle dichiarazioni del Direttore Generale di Arpa Lombardia, Umberto Benezzoli, Leganti Naturali srl (l'azienda inquinatrice), consegnerà i risultati delle analisi condotte sul cumulo di 10mila tonnellate di scorie stoccate nel suo impianto "innovativo".
A un mese di distanza dalla prima denuncia di inquinamento, i cittadini padernesi del Villaggio Ambrosiano, forse sapranno finalmente perché da quelle scorie che non dovevano dare alcun problema, si sono invece sprigionate sostanze irritanti e maleodoranti che nessuno si aspettava. Conosceranno soprattutto con maggiore precisione quali sostanze sono contenute in quelle scorie e che tipo di esalazioni emettono.
Se la conferenza stampa voluta dall'assesore regionale all'Ambiente, la leghista Claudia Terzi, doveva servire a rassicurare i cittadini non si può dire che l'obiettivo sia stato raggiunto. Alla stampa è stato detto che per ora nessuno in Regione sa con precisione come e perché ci sia l'ammoniaca (e pare anche idrogeno) in quello stoccaggio. "I casi sono due – ha dichiarato il direttore dell'Arpa – o nelle scorie è presente un tasso di alluminio più elevato di quello dichiarato da chi ha conferito i rifiuti da trattare, oppure è intervenuto un fatto nuovo che nessuno poteva prevedere e che stiamo cercando di accertare con delle sofisticate analisi chimiche delle scorie".
Insomma, il giallo dell'ammoniaca fantasma non è stato minimamente chiarito. Il direttore dell'Arpa e il dott, Dario Sciunnach (dirigente della struttura autorizzazione e innovazione in materia di rifiuti) hanno fatto una serie di ipotesi improbabili per spiegarne la presenza nelle scorie, ma il fatto resta un enigma perché nell'inceneritore Silla 2 di Milano le scorie rimangono abitualmente stoccate in una vasca all'aperto per circa 10-15 giorni senza dare alcun problema di emissioni. Inoltre l'ammoniaca si produce nelle scorie in presenza di alluminio, ma solo se il composto viene sottoposto a forte pressione e calore.
Dal canto suo il Sindaco Alparone ha ribadito che "L'odore al Villaggio Ambrosiano c'è, l'ho sentito personalmente ed è forte – e io ho visto un'autorizzazione che assicurava l'assenza di emissioni. Non è giusto che i cittadini del villaggio sopportino questi odori irritanti per questo ho chiesto di intervenire subito per far cessare le molestie olfattive e di rivedere e modificare l'autorizzazione per impedire che questo succeda di nuovo".
Il problema delle autorizzazioni è stato al centro di molte domande. Non si capisce infatti il perché l'autorizzazione integrata ambientale sia stata concessa dalla Regione a un impianto "innovativo", mai realizzato in Italia, senza prima averlo sottoposto a VIA per verificare il suo buon funzionamento e non si comprende perché, in via prudenziale, non si era pensato di dotarlo di attrezzature di sicurezza quali aspiratori e depuratori dell'aria nei reparti di stoccaggio e lavorazione. Attrezzature che sono presenti negli impianti tradizionali che trattano queste scorie.
Il dottor Sciunnach, che ha firmato l'autorizzazione, ha risposto in modo chiaro e semplice: "L'impianto è innovativo perché a differenza degli altri tratta solo un rifiuto, le scorie degli inceneritori di RSU. Scorie che non emettono emissioni e che l'azienda intendeva trasformare interamente in pozzolana.  Per questo non erano previsti aspiratori e abbattitori. La sperimentazione doveva essere fatta in un ambiente fisico. In Lombardia con la densità abitativa che c'è non è possibile farlo senza coinvolgere qualcuno".
E' stato così ribadito che la Regione Lombardia aveva deciso di consentire a un'azienda privata di sperimentare "in un ambiente fisico" un impianto di tipo nuovo, che non conosceva se non in teoria e che trattava scorie, della cui composizione attualmente non è certa, che hanno dato luogo a un mese di inquinamenti imprevisti. Il tutto sulla pelle dei cittadini e del territorio di Paderno Dugnano. 
Per l'assessore all'Ambiente, Terzi, il direttore dell'Arpa, Benezzoli, e il dott Sciunnach, tutto quello che l'ente ha fatto in questa vicenda è corretto perché è stato fatto, affermano, "secondo le regole". Non credo proprio che i cittadini padernesi siano d'accordo.

domenica 12 gennaio 2014

Inquinamento: un'amministrazione poco trasparente non è credibile

Il comportamento del Sindaco di Paderno Dugnano che emerge dalle sue interviste alla stampa nelle quali dice molte cose alle quali non corrispondono fatti (atti, delibere, comunicati ufficiali, ecc), e non dice altre cose relative ad atti compiuti quasi clandestinamente, è coerente con quello ondivago e ambiguo al quale ci ha abituati dal 2009 a oggi.
Alparone non ha mai annunciato azioni di autotutela della sua amministrazione coinvolta nell'inquinamento della Leganti Naturali, ma veniamo a sapere informalmente via twitter dal Comando della Polizia Locale, che quest'ultima ha inviato alla magistratura milanese i rapporti delle sue ispezioni per valutare le violazioni delle norme e i reati ambientali eventualmente commessi dall'azienda.
Il sindaco attualmente non sa ancora quante scorie e cosa siano realmente quelle stoccate nel bunker dell'azienda e non conosce con precisione la natura dei gas emessi nell'aria, ma accusa i cittadini che protestano e denunciano l'inquinamento di "continuare a fare allarmismo".
Il sindaco si comporta in modo poco responsabile quando delega di fatto all'azienda inquinatrice la soluzione del problema e pretende di essere l'unico controllore e garante della soluzione adottata dall'impresa. Egli continua a definire l'inquinamento "molestie olfattive ", un tentativo evidente di minimizzare l'emergenza e ridurla a semplice fastidio per sostenere la sua scelta di far respirare ai cittadini i miasmi ancora per un mese e oltre dal momento che nessuno assicura la cessazione delle emissioni entro la metà di febbraio.
Mi sembra sia venuto il momento di dire con forza a Marco Alparone che è ora di smetterla di fare il furbo, non parlare di pericoli per la salute né di inquinamento, ma cautelarsi inviando alla Magistratura i verbali della Polizia Locale.
Il Sindaco deve cominciare in modo trasparente a fare gli interessi dei padernesi, non quelli della Leganti Naturali, azienda ormai screditata quanto meno sul piano tecnico (se è in buona fede), alla quale non si può delegare la ricerca di una soluzione al disastro da lei combinato. Non è credibile. 
Tantomeno può continuare a nascondersi dietro le rassicurazioni della Regione, un ente che ha autorizzato ad operare un impianto "sperimentale", funzionante solo sulla carta come si è visto, senza sottoporlo a doverosa Valutazione di Impatto Ambientale.
La questione della rimozione delle scorie infine. Anche se le analisi delle ceneri stoccate (che finora non sono state fatte) dovessero confermare la loro natura non pericolosa per la salute, l'allontanamento delle ceneri da Paderno deve venire prevista come soluzione doverosa nel caso l'azienda entro i termini dichiarati (metà febbraio) non avrà eliminato in modo certificato ogni tipo di inquinamento.

venerdì 10 gennaio 2014

Inquinamento: Alparone cerca di addormentare cittadini e opposizioni

Niente di fatto, tutto rimandato a lunedì 13 gennaio. Il risultato della Commissione Capigruppo che si è riunita ieri sera è stato molto deludente. 
Da un lato il Sindaco, come si legge nella lunga relazione del capogruppo PD pubblicata dal blog" La Scommessa", ha continuato a minimizzare l'impatto dell'inquinamento che i cittadini devono sopportare e ha rimandato ancora la decisione sul che fare, alla lettura dei risultati del tavolo tecnico che si è tenuto l'8 dicembre (che saranno consegnati oggi ai consiglieri comunali).
Dall'altro i capigruppo dell'opposizione chiedono con un Ordine del Giorno di rimuovere al più presto le scorie fonte dei disturbi e dei malesseri denunciati dai cittadini dall'impianto della Leganti Naturali e allontanarle dal territorio padernese. Scorie di cui, dopo oltre un mese di inquinamento, di "analisi" e "ispezioni" effettuate dall'ARPA, non si conosce ancora con precisione quantità e natura. Finora sono state definite "ceneri da incenerimento di RSU", ma le emissioni inquinanti prodotte dal loro stoccaggio appaiono agli esperti del settore anomale e non compatibili. Ciò induce a pensare che forse sotto le ceneri cova dell'altro e a chiedere con forza che l'ARPA proceda a una immediata analisi del contenuto della vasca di stoccaggio.
La riunione è stata rimandata anche perché il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale, Papaleo, hanno proposto ai Capigruppo dell'opposizione di ritirare il loro Ordine del Giorno presentato il 29 dicembre, cioè 10 giorni fa, per aderire a un documento comune, ma la risposta è stata negativa perché il testo proposto è minimale, troppo vago sulle cose da fare e di fatto non impegna l'amministrazione ad agire nel senso voluto dai cittadini.  
L'OdG proposto da Alparone, ribadisce che non ci sono pericoli per l'ambiente e la salute dei padernesi, e demanda al Sindaco di continuare a monitorare la situazione e le attività dall'azienda in merito alla riduzione delle emissioni ed eventualmente, solo in caso di "accertato pericolo per l'ambiente e la salute", emettere ordinanza di rimozione delle scorie. Il che significa non muoverle mai da dove stanno dal momento che sia ARPA che Regione si sono dichiarate contrarie a farlo paventando fantomatici pericoli e rischi.
L'OdG del Sindaco, insomma, insiste nella politica da lui seguita finora che di fatto delega all'azienda inquinatrice, la scelta della soluzione del problema più conveniente per lei, come se l'interesse dei cittadini inquinati venisse dopo quello degli inquinatori a pagamento. Come se di questi ci si potesse fidare sulla parola.
I capigruppo della Sinistra hanno già dichiarato che il documento proposto non è accettabile né condivisibile e non cederanno sul punto della rimozione immediata dei rifiuti che rappresenta la richiesta fondamentale dei cittadini e la soluzione ovvia e certa del loro problema. 

Medicina Democratica-AIEA: via le ceneri dal Villaggio


giovedì 9 gennaio 2014

Arpa: "portare via le scorie". Cosa c'è davvero nel bunker?

Adesso anche l'Arpa, stando a quanto scrive oggi il Giorno, chiede la rimozione delle scorie inquinanti dall'impianto della Leganti . Secondo la cronaca, partecipando alla riunione del tavolo tecnico che si è tenuta ieri in Comune, l'Arpa, avrebbe cambiato improvvisamente atteggiamento sulla questione dell'inquinamento a Paderno Dugnano chiedendo espressamente di rivedere le autorizzazioni concesse dalla Regione all'azienda.
Inoltre l'agenzia regionale per l'ambiente, sempre secondo il Giorno, avrebbe chiesto: "di rivedere tutte le fasi della produzione, senza escludere la possibilità di chiudere l’azienda se ritenuta incompatibile con il territorio". Insomma dal "tutto bene, niente emergenza" nel giro di pochi giorni l'Arpa è passata a "via le scorie, rivedere le autorizzazioni e se occorre chiudere l'azienda". Un bel riposizionamento non c'è che dire. 
Cosa ha provocato questo improvviso voltafaccia? C'è da chiederselo anche alla luce di un commento anonimo giunto ieri da un lettore del Corriere della Sera che insinua la presenza nelle ceneri di altri e più pericolosi materiali. Riporto integralmente il commento che potete trovare qui:

"Riassumendo: Ceneri da forno di rifiuti vengono granulate e stoccate umide quale materiale riempitivo in agglomerati cementizi per uso edile. Si verificano esalazioni ammoniacali dai materiali in attesa di lavorazione. Tali notizie sono totalmente contraddittorie e confuse. Infatti: Se ceneri da rifiuti, si tratta di ossidi metallici puri, esenti da composti ammonici, carburi metallici ed altri legami organici, perché generate sopra 1200°C ad evitare formazioni possibili di diossine e furani. Se umide e stoccate in ambiente opportuno, sono praticamente non polverose e non emettono aeriformi. Se emettono gas non sono impiegabili in edilizia non essendo “ceneri”, ma prodotti intermedi da pirolisi. Se ceneri granulate, ma umide, sono geometricamente instabili, annullandosi gli effetti di agglomerazione, e lo stoccaggio deve avvenire “secco”. Se granulate, se ne conosce distribuzione granulometrica che si conserva evitando manipolazioni meccaniche, sorgenti di polveri da abrasione. Se si nota emissione ammoniacale, lo spostamento alcalino per idrolisi da umiditá dimostra impropria temperatura del forno inceneritore, essendo legami ammonici ed organici instabili ad alta t, ció che e´ rimasto evidentemente presente nei residui dal forno, condotto a temperatura impropria. Per non alzare i costi, non si sono cosí prodotte ceneri, ma di intermedi da pirolisi. Sintetizzando: Tutta una catena di fandonie, bugie, mezze veritá e dimostrazione di profonda incompetenza lontana da ogni obbligo professionale dal reporter in cerca di sensazioni fino ai responsabili tecnici incoscienti e scientifici da compromesso, evidentemente manipolati da ragionieri. Taranto & Co hanno altra dimensione, ma siamo alla solita italianata. Date le premesse, un incendio del materiale stoccato o l´emissione di cianuri altamente velenosi non sono improbabili: Carburi metallici producono metano, acetilene ed altri gas combustibili. Le “ceneri” non puzzano, mai".

La domanda che sorge spontanea è: cosa c'è davvero nelle ceneri stoccate nel bunker della Leganti Naturali? Forse qualcuno dovrebbe fare un esposto alla Magistratura per indagare a fondo sulla natura di questo stoccaggio?

mercoledì 8 gennaio 2014

L'odore dei soldi

L'edizione bresciana del Corriere della Sera ha pubblicato ieri un articolo nel quale si legge che A2A, società proprietaria del grande inceneritore di Brescia, uno dei più grandi d'Europa, ha conferito dal 30 ottobre al 14 dicembre 2013, circa 10mila tonnellate di ceneri alla Leganti Naturali di Paderno Dugnano.
Il quantitativo rappresenta circa il 3% del totale delle ceneri prodotte in un anno dall'inceneritore che vengono abitualmente conferite per il trattamento, il riciclo e lo smaltimento ad altre società che li trasformano in conglomerati bituminosi e inerti per l'edilizia. 
Nell'articolo si afferma che: "Quelle scorie, considerate dalla normativa non pericolose (si tratta di quel che resta sul fondo del forno dopo la combustione) sono state trasportate bagnate e sono rimaste troppo tempo nel capannone: dopo 50 giorni nel cumulo si è sprigionata una reazione chimica che ha prodotto una nube mefitica, dall’odore d’ammoniaca. A2A ribadisce di non avere alcuna responsabilità, che sarebbero in capo all’azienda che non ha trattato le ceneri e che non ha ancora in azione i macchinari per farlo".
Stando a questa ricostruzione si ha la conferma che la Leganti Naturali ha ritirato nei mesi scorsi (si presume a pagamento) da A2A circa 10mila tonnellate di scorie di combustione che dovevano venire trattate nel suo impianto, ma queste scorie sono rimaste stoccate fino ad ora perché l'impianto "sperimentale" non è ancora funzionante. E' stata dunque la permanenza prolungata delle ceneri nel bunker dell'azienda ad avere provocato l'inquinamento che l'ing. Quadrio Curzio non aveva previsto. 
Evidentemente aveva previsto solo di intascare dei soldi per riempire il suo bunker (discarica abusiva?) con le  ceneri dell'inceneritore bresciano. Ma gli è andata male e adesso quei soldi (quanti?) dovrà cacciarli fuori per rimuovere le scorie dal territorio di Paderno Dugnano e portarle altrove, oltre a pagare i danni provocati dalla sua evidente imperizia, imprudenza, negligenza.

ps. Non so quanti soldi abbia pagato la A2A alla Leganti Naturali per smaltire nell'impianto di Paderno le 10mila tonnellate di ceneri, ma ho verificato presso una delle aziende che trattano abitualmente tali ceneri che la base d'asta per i conferimenti è di 50 euro/ton. Fate voi i conti.

Inquinamento: i miasmi di Paderno ancora in evidenza sul Corriere

Il Corriere della Sera ha dedicato ancora oggi quasi un'intera pagina (pag. 6) dell'inserto milanese al pesante inquinamento dell'aria a Paderno Dugnano. Un servizio ampio e documentato, articolato su due pezzi, realizzato ieri pomeriggio dalla coppia di giornalisti, Paola D'Amico (al desk) e Ferdinando Baron (sul campo) e illustrato con un servizio fotografico dedicato ai cittadini inquinati.
Il primo articolo riporta le testimonianze dei padernesi mentre il secondo fa il punto della situazione sul fronte istituzionale con le diverse iniziative (mozioni, interrogazioni, tavoli tecnici, ecc) di Comune, Provincia e Regione. Il titolo a tutta pagina del servizio dice: "Ultimatum del Comune: via le ceneri da Paderno" e nel sommario si legge: "Convocato un tavolo tecnico. Asl: i cittadini non restino esposti alle esalazioni di ammoniaca".
Il tema della salute è sollevato nella prima parte dell'articolo di Paola D'Amico. Il Sindaco Alparone nega l'emergenza sanitaria, ma chiede "un monitoraggio stretto del sito". Dalla Asl gli esperti precisano "I cittadini non devono assolutamente rimanere esposti alle esalazioni di ammoniaca". Insomma non c'è emergenza, ma non bisogna esporsi alla nube di ammoniaca che evidentemente è tossica dal momento che è bene non respirarla.
L'ambiguità delle istituzioni continua, da un lato si denuncia l'inquinamento, ma nessuno vuole ammettere che è nocivo per la salute dei cittadini. Anche i farmacisti che rappresentano  il presidio sanitario "di vicinato" nei due quartieri inquinati dalla nube di gas sono cauti nell'esprimere un parere. Luisa Ferraresi della Farmacia Sant'Andrea di via Tripoli al Villaggio Ambrosiano ammette che nell'ultimo mese ci sono state diverse richieste di aerosol a base di cortisonici, ma non segnala un picco anomalo rispetto alla normale domanda di stagione. "Abbiamo nel quartiere molti bambini e adulti asmatici, ma  non posso dire se i loro disturbi siano stati aggravati dalle condizioni dell'aria. E' certo che la puzza e il disagio ci sono e sono forti. I miasmi si sentono anche qui in farmacia". 

Sindaco, basta nascondersi dietro i "tavoli tecnici"

Ricevo da Oscar Figus coordinatore cittadino del PD questo comunicato stampa che segnalo ai lettori. Ne condivido i contenuti anche perché sono quelli che personalmente avevo già espresso in un post precedente qui. Alparone deve smetterla di giocare a nascondino con i padernesi. Il responsabile sanitario della città è lui.

Tavolo tecnico sulla situazione al Villaggio Ambrosiano

Paderno Dugnano, 8 gennaio 2014 - Continuano giochetti e polemiche mentre la situazione al Villaggio Ambrosiano rimane irrisolta e le informazioni – e soprattutto le risposte - continuano a mancare.
Da un mese molti cittadini lamentano puzza e bruciore a gola e occhi. Dovranno continuare così per un altro mese ?
Si rendano pubblici i dati puntuali dei monitoraggi dell’aria fatti dall’ARPA. Perché – come parrebbe dall’incontro di ieri a Palazzolo – né gli Assessori né il Sindaco partecipano al tavolo tecnico di oggi ? E’ ora di smetterla con la manfrina degli aspetti tecnici separati – e in qualche modo più degni – degli aspetti politici.
Il Sindaco è il responsabile della salute dei propri cittadini ed è il referente di quanto succede sul territorio che amministra. Non può tirarsene indietro. Sul nostro territorio si è verificato un problema che i tecnici non sono stati in grado (o non hanno voluto) prevedere e al di là di qualsiasi atto proposto dalle opposizioni in Regione, Provincia o Comunità Europea (con le quali comunque continueremo a chiedere di chi sono le colpe) ai cittadini di Paderno Dugnano – in particolare ai cittadini del Villaggio Ambrosiano – è necessario dare delle risposte immediate.
Si aprano i tavoli tecnici ai Cittadini ed ai Consiglieri almeno in qualità di osservatori. Basta con le cose fatte di nascosto e con l’assenza di risposte e di decisioni. La Politica torni ad appropriarsi del proprio ruolo.

Oscar Figus
Coordinatore Cittadino
Partito Democratico Paderno Dugnano
www.pd-padernodugnano.org

martedì 7 gennaio 2014

Inquinamento al Villaggio. Se ne discute a Palazzolo

Questa sera martedì 7 gennaio alle ore 21 ci sarà la prevista riunione del Consiglio di Quartiere di Palazzolo (via Mazzini 74), durante la quale si affronterà anche il caso della Leganti Naturali.
L'argomento è stato posto all'ordine del giorno dal Consigliere Pavan e alla riunione parteciperà Jenny Carbone, promotrice della raccolta di firme per una petizione che chiede l'allontanamento delle ceneri inquinanti della Leganti Naturali dal territorio padernese.