Il comitato "Leganti Naturali no grazie" che nascerà al Villaggio Ambrosiano a seguito del voto dei partecipanti all'assemblea di giovedì scorso, ha uno scopo e un fine che la promotrice dell'iniziativa, Jenny Carbone, ha ben illustrato sulla pagina facebook del gruppo.
"L'intento con cui si vuol fare il comitato non è quello di far chiudere l'azienda ad occhi chiusi, senza sentire ragioni e motivi e senza pensare a chi ci lavora dentro perché tutti siamo o saremo dei lavoratori e tutti sappiamo quanto sia importante avere un impiego oggi.
Quello che ti posso dire è che lo scopo del comitato è quello di capire finalmente se questa azienda è a norma e se quello che davvero respiriamo non sia nocivo e, appurato questo, bisogna far sparire comunque subito anche quella puzza di cemento bagnato che tanto disturba. Se davvero si dovessero riscontrare delle anomalie ( come sembra che ci siano) la ditta non ha motivi di continuare ad esistere all'interno di un centro abitato".
Mi sembra espresso in modo molto chiaro. Il comitato non nasce contro l'azienda, ma per verificare che questa sia a norma, che i gas che ha emesso in atmosfera non provochino alcun danno alla salute e che provveda ad eliminare subito i miasmi che disturbano gli abitanti. Se si dovesse riscontrare qualche anomalia o irregolarità commessa dall'azienda questa dovrà andarsene dal quartiere.
Molti intervenendo dopo Jenny hanno dichiarato di non condividere lo scopo enunciato perché si dovrebbe invece pretendere la chiusura immediata di un'azienda legata al ciclo di smaltimento dei rifiuti basato sugli inceneritori, cioè una tecnologia (e un business) da combattere ed eliminare a prescindere. Ma questa posizione non è condivisa da altri perché vorrebbe dire a Paderno Dugnano cancellare anche i 9 posti di lavoro creati dall'azienda e mettere in seria difficoltà il suo titolare che, se riconosciuto innocente dell'accaduto, rischierebbe di pagare per errori non suoi, vanificando un investimento di alcuni milioni di euro. Oltre a danneggiare le decine di aziende fornitrici che hanno contribuito a costruire l'impianto.
Io sono d'accordo con Jenny e con la sua visione del comitato che mi sembra quella più equilibrata e in grado di rispondere concretamente alle richieste fondamentali dei cittadini. Non possiamo però dimenticare che l'accaduto dimostra comunque la pericolosità di tutto il ciclo di smaltimento dei rifiuti basato sull'incenerimento, dal momento che questo impianto è stato autorizzato sulla base di un assunto, scritto a chiare lettere nelle autorizzazioni e ribadito continuamente dai tecnici regionali, che si è rivelato nei fatti totalmente falso: le scorie degli inceneritori sono "inerti" e non emettono emissioni inquinanti.
L'inquinamento provocato dalle emissioni invece è avvenuto e dopo un mese si è scoperto dalle analisi che le scorie erano tutt'altro che "inerti" perché contenevano ancora sostanze organiche che emettevano gas nell'aria del quartiere.
Il comitato dovrà dunque perseguire il suo scopo, ma non dimenticare che quanto accaduto è frutto di una scelta di politica ambientale fatta dalla Regione Lombardia che dipende anche da noi cittadini.
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domenica 19 gennaio 2014
lunedì 17 giugno 2013
Inceneritore di Incirano: Romani smentisce il Cittadino
Il Cittadino del 15/06/2013 ha pubblicato una notizia dal titolo inquietante: "Inceneritore - Rifiuti radioattivi, i dubbi di Romani", ma il vicepresidente del Consiglio di Quartiere di Palazzolo, Lucio Romani, lo smentisce.
"Non ho mai rilasciato le dichiarazioni che mi vengono attribuite di sospette attività dell’inceneritore di Incirano - ha affermato in una nota -. La volontà del quartiere di Palazzolo,
e non solo del sottoscritto, è quella di capire se l’inceneritore
funzioni regolarmente senza che le relative emissioni gravino sulla
salute dei cittadini, motivo per cui è stato anche chiesto
all’Amministrazione di organizzare nei prossimi giorni un’assemblea
pubblica (dopo di quella effettuata nel mese di marzo) con la
presenza di un responsabile dell’Arpa a garanzia della
cittadinanza".
Romani ha ribadito inoltre la richiesta del Quartiere: "L'impianto deve venire attrezzato di tecnologie che
permettano anche ai cittadini di verificarne il corretto
funzionamento, con l’installazione di un tabellone luminoso che
riporti i valori delle emissioni. Soluzione migliore sarebbe quella
di chiuderlo perché troppo vicino a centri abitati e al confine del parco Grugnotorto. Spero che l’impegno preso nel primo
incontro dall’Amministrazione, sia rispettato nell’interesse di
tutti i cittadini".
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