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venerdì 4 luglio 2014

Ezio Casati: "Troviamo insieme altre soluzioni per evitare l'ecomostro"

Comunicato stampa
Rho-Monza, Il Tar respinge la sospensiva
Ezio Casati: "Troviamo insieme altre soluzioni per evitare l'ecomostro"

4 luglio 2014 - La risposta lapidaria del Tar, che ha respinto la richiesta di sospensiva dei lavori della Rho-Monza, è una notizia molto negativa per Paderno Dugnano. Il tribunale amministrativo lombardo adducendo l'interesse nazionale indica in quest'opera una priorità per Expo 2015 e della salute e della sicurezza dei cittadini non si fa menzione. 
Non possiamo accettarlo e per questo ribadisco il mio impegno, personale e istituzionale di deputato, nel respingere l'opera così come concepita da Serravalle.
Invito il sindaco, l'amministrazione comunale tutta, i partiti di maggioranza e opposizione, il Comitato dei Cittadini a fare quadrato e lanciare soluzioni per evitare che l'ecomostro sia realizzato. E' doveroso per me ricordare al sindaco Marco Alparone che accanto all'interesse nazionale, che non nego, purtroppo e soprattutto, sta' prevalendo l'interesse di Regione Lombardia guidata da Roberto Maroni.
Mi rifiuto di pensare che l'unica volontà di realizzare l'opera sia quella del Governo Renzi, quando sappiamo benissimo che l'ente più di tutti interessato, e che continua a sollecitare la realizzazione delle opere in vista di Expo 2015, è il Pirellone del Governatore Maroni. Se però l'Expo deve essere realizzata asfaltando i cittadini con un'autostrada invasiva noi non ci stiamo!
Dai miei incontri recenti con il Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi devo registrare  un assenso all'opera, ma anche un interesse per la problematica di Paderno Dugnano. Il Ministro Lupi mi ha palesato che, nel caso si riuscisse a mettere attorno ad un tavolo Regione Lombardia, Serravalle e tutti i principali "attori", non tutto potrebbe essere deciso nella direzione finora intrapresa. Prometto quindi che intensificherò questo lavoro di tessitura di un dialogo interistituzionale. 
A questo punto si deve riuscire ad ottenere un tavolo tecnico, certo forse l'ennesimo, dove Ministero, Regione, la ex-Provincia, Serravalle, le amministrazioni comunali e i Comitati dei Cittadini rivedano insieme il progetto complessivo. Non si deve trattare dell'ennesimo tavolo inconcludente o blindato, ma di un luogo di dialogo decisivo e operativo. Per questo è importante che le forze politiche più vicine al presidente Maroni lo convincano a istituire, il prima possibile, il confronto sulla Rho-Monza. Non si possono realizzare opere, nell'interesse della collettività, senza tenere conto del parere degli enti locali e dei cittadini, legittimamente preoccupati che le opere abbiano un impatto ecologico e sicuro sulle comunità. 
Per quanto riguarda il territorio, bene hanno fatto i capigruppo Antonella Caniato (Pd) e Giovanni Giuranna (Coccinelle), ad incontrare il sindaco Alparone e l'assessore di competenza Andrea Tonello. La collaborazione fattiva fra opposizione e amministrazione comunale può dare al nostro impegno maggiori risultati. Bene anche l'aver accolto la proposta di un consiglio comunale aperto e di un'assemblea pubblica. Auspico che insieme si possa trovare la soluzione ottimale per evitare, nella nostra città, l'ecomostro.

Ezio Casati
Camera dei Deputati



sabato 14 giugno 2014

ANPI: attenzione al neonazismo strisciante nel Nord Milano

Da tempo è in atto una strisciante penetrazione dei movimenti neonazisti nel Nord Milano. E' una infiltrazione mascherata da iniziative culturali e sociali, spesso patrocinate da enti locali come Regione Lombardia e Provincia di Milano, governati dalla destra, che però hanno ben altre finalità politiche. A denunciarlo con forza è soprattutto l'ANPI che con questo comunicato avverte del pericolo e indica nel concerto in programma oggi a Niguarda un'esempio di questa infiltrazione che ha il dichiarato obiettivo di raccogliere fondi a favore del movimento neonazista greco Alba Dorata.

giovedì 6 febbraio 2014

Seveso, no alle vasche di laminazione, si al risanamento del fiume

Ho ricevuto dal Partito Democratico padernese questo comunicato che informa sull'incontro che si è tenuto martedì a Senago avente per oggetto le vasche di laminazione delle piene del Seveso che Regione Lombardia vorrebbe realizzare nei territori di Senago, Paderno Dugnano e altri comuni dell'asta del fiume.
Un progetto discutibile perché è di carattere emergenziale, perché coinvolge comuni come Senago che non sono rivieraschi del Seveso, ma attraversati dal canale scolmatore, e infine perché il progetto vasche viene spacciato per la soluzione definitiva del problema.
Siamo alle solite, Regione Lombardia non investe un euro nel risanamento del fiume e del territorio che vi riversa le sue acque nere e bianche, ma impone ai comuni di farsi carico di una non soluzione che si risolve nella creazione di laghi di acqua sporca, una sorta di discarica permanente di liquami inquinati.

Si è svolta ieri, presso la Villa Sioli a Senago, la conferenza stampa del Partito Democratico sul sistema di vasche di laminazione che la Regione Lombardia vuole costruire lungo l’asse del Seveso e canale scolmatore CSNO al fine di ridurre l’impatto delle ricorrenti piene del fiume, soprattutto sulla zona nord di Milano.
Presenti L’onorevole Eleonora Cimbro, il Sindaco di Senago Lucio Fois, Il responsabile provinciale del PD sui temi ambientali Luca Elia, i coordinatori cittadini del PD di Senago, Bollate e Paderno Dugnano, Mozzi, Torri e Figus.
I promotori si sono detti consapevoli che la situazione di allagamento della zona di Niguarda vada affrontata e che si debba salvaguardare il parco del Ticino dall'afflusso delle acque inquinate del Seveso attraverso il canale scolmatore.
Ma proprio per questo si ritiene prioritario il disinquinamento del Seveso, con un piano regionale attraverso il contratto di bacino, analogamente a quanto fatto con successo sull'Adda, ed una serie di azioni di sostenibilità ambientale e non il continuo ricorso a opere in chiave emergenziale.
Il Seveso deve diventare una risorsa per i territori che attraversa.
Si continui quindi, come si è solo recentemente cominciato a fare, con una diversa strategia di apertura del canale scolmatore CSNO e vengano eliminate le strozzature portandolo tutto allo stesso calibro al fine di svolgere il suo compito in modo più efficiente che nel recente passato.
Si operi a livello regionale, sui comuni dell'asse del Seveso, affinché vengano gestite separatamente le acque bianche, le acque nere e le acque meteoriche, depurando le acque nere e gestendo in modo sostenibile le acque meteoriche che devono restare nei territori di caduta attraverso la ripermeabilizzazione del suolo, l'inverdimento e - al limite - attraverso pozzi perdenti, diminuendo così il contributo di acque al Seveso, soprattutto il contributo di acque inquinate.
La stessa città di Milano però corregga le inefficienze della propria rete fognaria.
Si agisca infine in modo più efficace contro chi inquina in modo illegale, aumentando i controlli e gli interventi.
Questi interventi, fatti insieme, renderebbero inutile il ricorso alle vasche di laminazione che invece, in assenza di questi, diventerebbero rapidamente vasche di decantazione per fanghi e inquinanti vari, con costi altissimi di manutenzione e deperimento delle aree di afferenza, su gli unici territori che hanno gli spazi per contenerle, quelli appartenenti ai comuni più virtuosi, quelli cioè che meno di altri hanno consumato suolo. E' anche una questione di giustizia.
Non vogliamo le vasche e non vogliamo il continuo ricorso alle opere di carattere emergenziale. Vogliamo una seria politica per il territorio.

mercoledì 22 gennaio 2014

Leganti Naturali: la Regione e il "giallo" dell'ammoniaca nelle scorie

Lunedì sera a conclusione della seduta del Consiglio Comunale, il Sindaco ha dato la parola al folto pubblico presente in sala che ha espresso negli interventi dubbi, timori e opinioni sul problema dell'inquinamento provocato in dicembre dalla Leganti Naturali.
Io sono intervenuto per invitare tutti a ragionare su quello che considero un fatto molto preoccupante emerso dopo la pubblicazione delle analisi delle scorie arrivate a Paderno Dugnano dagli inceneritori A2A di Brescia e Milano.
I dati relativi al contenuto di queste ceneri pubblicati dal Sindaco su sito comunale dicono che nelle scorie era già presente, al momento del loro ingresso nell'impianto del Villaggio Ambrosiano, un discreto quantitativo di ammoniaca pari a 100 parti per milione per metro cubo. Sostanza che non avrebbe dovuto esserci stando all'autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Lombardia e, soprattutto, non compare  nelle  schede di sicurezza rilasciate dagli inceneritori al momento del conferimento dei materiali.
Ciò significa che migliaia di tonnellate di ceneri pesanti prodotte dagli impianti lombardi del colosso dei rifiuti e dell'energia, una massa pari al 20% del totale degli RSU inceneriti, circolano sul territorio con dei documenti che non rispecchiano correttamente il loro contenuto perché, come dimostrano le analisi effettuate su quelle arrivate a Paderno Dugnano, contengono sostanze diverse?
Prima o poi l'assessore all'Ambiente della Regione Lombardia dovrà fornire spiegazioni e risposte più attendibili di quelle offerte finora su quanto è emerso dalle carte.

martedì 21 gennaio 2014

Leganti Naturali: tra una settimana il problema deve essere risolto

Il Consiglio Comunale di ieri sera ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno largamente condiviso da tutti i gruppi politici perché ha tenuto conto delle integrazioni e delle osservazioni dell'opposizione che hanno dato più forza e più determinazione al documento inizialmente proposto dal Sindaco. In particolare l'Ordine del Giorno impegna l'amministrazione a mantenere stretto il monitoraggio sulle attività di messa a norma dell'impianto della Leganti Naturali, cioè abbattimento delle emissioni e loro eliminazione da realizzarsi entro il termine fissato del 28 gennaio. Diversamente il Sindaco dovrà emettere ordinanza di rimozione delle ceneri dallo stoccaggio perché questo non corrisponde all'autorizzazione ottenuta dalla Regione Lombardia. Chiede inoltre alla Regione la revisione dell'autorizzazione ambientale rilasciata alla società e di accertare la compatibilità dell'attività dell'azienda che tratta rifiuti speciali all'interno di un quartiere densamente abitato. Infine chiede alle autorità competenti l'accertamento delle responsabilità in merito a quanto accaduto.
Nella discussione sono intervenuti i capigruppo ricordando l'assedio che sul fronte della salute e dell'ambiente la città sta subendo da cinque anni a questa parte. Una serie di aggressioni alla città che si chiamano Rho-Monza, Inceneritore, Eureco, e oggi Leganti Naturali tutte promosse e indirizzate su Paderno Dugnano da enti locali superiori, Regione e Provincia che dispongono del nostro territorio come fosse cosa loro. I rappresentanti dell'opposizione hanno ricordato che questo è avvenuto perché in molti casi si è sottovalutato il rischio quando sono state richieste le autorizzazioni, perché non ci si è impegnati adeguatamente nell'esigere maggiore controllo sulle attività a rischio. Il risultato di questo ritardo e di questa mancata prevenzione oggi si traduce in una continua e affannosa rincorsa delle decisioni altrui per cercare di ridurre il danno subito.
E' evidente che occorre una nuova politica ambientale e territoriale, uno sguardo più dall'alto che ci consenta di avere una visione più chiara di quello che sta accadendo. 
Personalmente credo che Paderno Dugnano sia stata e venga continuamente aggredita per un semplice motivo: perché si è fermata, perché non scegliendo una direzione di marcia è diventata come avviene in natura una preda. Se la nostra città e il nostro territorio (perché il problema non riguarda solo noi) non anticipano i problemi scegliendo un percorso verso mete precise e programmate, vengono raggiunte e costrette a difendersi da chi, vedendoli immobili, cerca di approfittarne e di scegliere al posto nostro.

martedì 14 gennaio 2014

Inquinamento: la Regione afferma "Non sappiamo niente, ma tutto è in regola"

Cosa cova sotto le ceneri della Leganti Naturali e perché dalle scorie "inerti" si è sprigionata una nube di ammoniaca che nessuno aveva previsto? 
A queste domande cruciali poste dai giornalisti a Regione Lombardia e Arpa durante la conferenza stampa di stamattina che si è tenuta al Pirellone, non è stata data una risposta convincente. Forse ne sapremo di più domani quando, stando alle dichiarazioni del Direttore Generale di Arpa Lombardia, Umberto Benezzoli, Leganti Naturali srl (l'azienda inquinatrice), consegnerà i risultati delle analisi condotte sul cumulo di 10mila tonnellate di scorie stoccate nel suo impianto "innovativo".
A un mese di distanza dalla prima denuncia di inquinamento, i cittadini padernesi del Villaggio Ambrosiano, forse sapranno finalmente perché da quelle scorie che non dovevano dare alcun problema, si sono invece sprigionate sostanze irritanti e maleodoranti che nessuno si aspettava. Conosceranno soprattutto con maggiore precisione quali sostanze sono contenute in quelle scorie e che tipo di esalazioni emettono.
Se la conferenza stampa voluta dall'assesore regionale all'Ambiente, la leghista Claudia Terzi, doveva servire a rassicurare i cittadini non si può dire che l'obiettivo sia stato raggiunto. Alla stampa è stato detto che per ora nessuno in Regione sa con precisione come e perché ci sia l'ammoniaca (e pare anche idrogeno) in quello stoccaggio. "I casi sono due – ha dichiarato il direttore dell'Arpa – o nelle scorie è presente un tasso di alluminio più elevato di quello dichiarato da chi ha conferito i rifiuti da trattare, oppure è intervenuto un fatto nuovo che nessuno poteva prevedere e che stiamo cercando di accertare con delle sofisticate analisi chimiche delle scorie".
Insomma, il giallo dell'ammoniaca fantasma non è stato minimamente chiarito. Il direttore dell'Arpa e il dott, Dario Sciunnach (dirigente della struttura autorizzazione e innovazione in materia di rifiuti) hanno fatto una serie di ipotesi improbabili per spiegarne la presenza nelle scorie, ma il fatto resta un enigma perché nell'inceneritore Silla 2 di Milano le scorie rimangono abitualmente stoccate in una vasca all'aperto per circa 10-15 giorni senza dare alcun problema di emissioni. Inoltre l'ammoniaca si produce nelle scorie in presenza di alluminio, ma solo se il composto viene sottoposto a forte pressione e calore.
Dal canto suo il Sindaco Alparone ha ribadito che "L'odore al Villaggio Ambrosiano c'è, l'ho sentito personalmente ed è forte – e io ho visto un'autorizzazione che assicurava l'assenza di emissioni. Non è giusto che i cittadini del villaggio sopportino questi odori irritanti per questo ho chiesto di intervenire subito per far cessare le molestie olfattive e di rivedere e modificare l'autorizzazione per impedire che questo succeda di nuovo".
Il problema delle autorizzazioni è stato al centro di molte domande. Non si capisce infatti il perché l'autorizzazione integrata ambientale sia stata concessa dalla Regione a un impianto "innovativo", mai realizzato in Italia, senza prima averlo sottoposto a VIA per verificare il suo buon funzionamento e non si comprende perché, in via prudenziale, non si era pensato di dotarlo di attrezzature di sicurezza quali aspiratori e depuratori dell'aria nei reparti di stoccaggio e lavorazione. Attrezzature che sono presenti negli impianti tradizionali che trattano queste scorie.
Il dottor Sciunnach, che ha firmato l'autorizzazione, ha risposto in modo chiaro e semplice: "L'impianto è innovativo perché a differenza degli altri tratta solo un rifiuto, le scorie degli inceneritori di RSU. Scorie che non emettono emissioni e che l'azienda intendeva trasformare interamente in pozzolana.  Per questo non erano previsti aspiratori e abbattitori. La sperimentazione doveva essere fatta in un ambiente fisico. In Lombardia con la densità abitativa che c'è non è possibile farlo senza coinvolgere qualcuno".
E' stato così ribadito che la Regione Lombardia aveva deciso di consentire a un'azienda privata di sperimentare "in un ambiente fisico" un impianto di tipo nuovo, che non conosceva se non in teoria e che trattava scorie, della cui composizione attualmente non è certa, che hanno dato luogo a un mese di inquinamenti imprevisti. Il tutto sulla pelle dei cittadini e del territorio di Paderno Dugnano. 
Per l'assessore all'Ambiente, Terzi, il direttore dell'Arpa, Benezzoli, e il dott Sciunnach, tutto quello che l'ente ha fatto in questa vicenda è corretto perché è stato fatto, affermano, "secondo le regole". Non credo proprio che i cittadini padernesi siano d'accordo.

lunedì 13 gennaio 2014

Regione: domani il punto sull'inquinamento a Paderno Dugnano

Ricevo dall'Ufficio Stampa regionale l'invito a partecipare alla conferenza stampa che si terrà domani sulla situazione dell'inquinamento a Paderno Dugnano
 
Milano, 13 gennaio - Il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia Mario Mantovani e l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi terranno domani, martedì 14 gennaio, una conferenza stampa, per fare il punto della situazione sul caso di Paderno Dugnano (Milano).
Durante l'incontro, a cui parteciperanno il direttore della Asl Mi 1 Giorgio Scivoletto e il direttore generale di Arpa Lombardia Umberto Benezzoli, si ripercorreranno le tappe della vicenda, dai controlli effettuati fino al monitoraggio costante dell'area soggetta allo stoccaggio delle ceneri, ai risultati di Arpa e Asl e agli interventi messi già in campo a tutela della salute pubblica
- ore 11, Palazzo Pirelli (via F. Filzi, 22 - Milano), Sala Eventi, 1° piano.

giovedì 5 dicembre 2013

Mora (CdI Allende): no ai tagli regionali dei contributi alla scuola pubblica

Il neo eletto presidente del Consiglio d'Istituto dell'ICS Allende, Stefano Mora, scende in campo a difesa della scuola pubblica e denuncia la Regione Lombardia che ha tagliato i fondi destinati alle scuole pubbliche per garantirli alle scuole private. Mora ha scritto sul tema a Padernoforum la seguente lettera.
"Volevo segnalarvi questo articolo apparso oggi su Repubblica on-line. L'indignazione è massima verso coloro che sistematicamente stanno perseguendo il progetto di distruggere la scuola pubblica (oltre sanità, pensioni, etc.). La scuola è una risorsa fondamentale. E' il futuro (come diceva il motto della nostra lista per il Consiglio di Istituto dell'ICS Allende). Senza cultura non andremo da nessuna parte e saremo solo capaci di essere asserviti al primo potente che riuscirà ad essere convincente (Berlusconi docet). Facciamo sapere cosa succede, e informiamo la gente".
L'articolo citato informa che, nel bilancio di previsione regionale 2014-2016, a fronte di una quasi scomparsa dei contributi alla scuola pubblica, si confermano invece quelli destinati alle private.
I buoni scuola per le paritarie passano dai 33 milioni stanziati quest’anno ai 30 milioni per il 2014. Un taglio del 10%. Mentre le risorse regionali per le scuole statali tracollano dai 23,5 milioni del 2013 ai 5 milioni del 2014. E ancora, gli “Assegni di studio individuali a studenti meritevoli” sono stati tagliati da 5,2 milioni a 0 (zero) euro.

giovedì 21 novembre 2013

Rho-Monza, chi lancia allarmi e chi cerca soluzioni

Chi vusa pusè la vaca lè sua. Ormai per quanto riguarda la comunicazione sull'evolversi della cruciale vicenda legata alla firma del decreto di VIA per il progetto Rho-Monza siamo al foro boario.
La Regione Lombardia è il centro di diffusione della disinformazione. Da un lato l'assessore Del Tenno che porta avanti in modo martellante la sua campagna mediatica tesa a convincere i cittadini che ormai il dado è tratto, che anche il ministro dell'Ambiente si è piegato alle ragioni del governatore lombardo Maroni e ha firmato il decreto dando via libera ai cantieri dell'autostrada a cielo aperto. Dall'altro i grillini locali che, postisi alla testa del Comitato per l'Interramento, diffondono notizie fasulle di fonte regionale (è la seconda volta) sulla "capitolazione" di Orlando con l'obiettivo di chiamare i cittadini alla mobilitazione sotto le loro bandiere dal momento che "i politicanti hanno tradito", come loro avevano sempre sostenuto.
I "politicanti" però non sono tutti uguali. C'è chi non esita a raccontare bugie, lanciare allarmi fasulli, creare confusione per tirare l'acqua al suo mulino elettorale e c'è (per fortuna) chi invece in una situazione difficile cerca fino all'ultimo di trovare il modo di modificare il progetto per quanto riguarda il tratto di Paderno Dugnano, con l'obiettivo di portare a casa un risultato meno devastante per la città.
Ecco cosa fanno i politici per bene: cercano utilizzando le armi della democrazia in loro possesso di cambiare le cose in senso più favorevole ai padernesi. Quelli che strillano nel foro Boario e che insultano "i politicanti" genericamente, mettendoli tutti sullo stesso piano, invece, si guardano bene dal dire che se il progetto Serravalle finora non è partito è merito in primo luogo dei cittadini che per cinque anni si sono battuti per l'interramento, ma anche di chi nelle istituzioni si è opposto al "mostro" autostradale e ha rallentato a lungo l'iter delle approvazioni portando avanti le ragioni dei padernesi.

martedì 10 settembre 2013

Consumo di suolo: un catasto per immagini

Il PD lombardo passa all'azione sul tema del "consumo di suolo" e lancia una campagna social per coinvolgere i cittadini e far crescere la sensibilità riguardo la tutela di quel bene comune che è il terreno.
"Vogliamo abbattere il consumo di suolo e garantire una pianificazione urbanistica sostenibile - dicono i consiglieri regionali del PD -. Per farlo, stiamo costituendo un tavolo di lavoro tra professionisti del settore, associazioni ed amministratori locali, in modo da raccogliere le migliori competenze in vista della riforma della legge 12/2005 che regola il governo del territorio. Perché i bilanci comunali siano sempre meno dipendenti dagli oneri di urbanizzazione, la programmazione avvenga su area vasta per territori omogenei, si mettano in campo accordi tra istituzioni, banche e costruttori per agevolare la ristrutturazione del patrimonio edilizio".
Ma non sono solo gli amministratori locali che devono agire. Occorre sensibilizzare i cittadini e farli partecipare all'impresa di cambiare la legge urbanistica regionale. Nei comuni lombardi sono tante le abitazioni sfitte, le nuove costruzioni rimaste invendute o semivuote, le aree dismesse e le zone industriali degradate.  I cittadini sono invitati a documentarle scattando una foto con lo smartphone o tablet e pubblicala sulla pagina Facebook del Gruppo Pd Lombardia o mandarla via e-mail a gruppopdlombardia@gmail.com.
Così sarà possibile costruire insieme un censimento del consumo di suolo in Lombardia e dare forza al recupero del nostro patrimonio.

mercoledì 31 luglio 2013

Rho-Monza: resistere al golpe d'agosto della destra autostradale.

La strategia con la quale la destra leghista autostradale, che guida la Regione Lombardia, intende chiudere la partita Rho-Monza, senza fare concessioni di nessun genere ai cittadini padernesi è ormai chiarissima. 
Hanno preso tempo nei mesi scorsi ingannando i cittadini con dichiarazioni di volta in volta rassegnate (non si fa più in tempo) o rassicuranti (terremo conto delle indicazioni dei territori) e poi alla fine di luglio hanno improvvisamente accelerato i tempi per portare a casa il risultato prima dell'estate approfittando, da bravi e sperimentati golpisti, del caldo agostano che spopola le città e consente a chi vive nell'aria condizionata dei piani alti di mettere a segno più facilmente i suoi colpi di mano.
Prima, il 25 luglio (data fatidica), la delibera con la quale la giunta Maroni  ha espresso parere favorevole al Ministro dell'Ambiente in merito al progetto Serravalle per la riqualificazione dell'autostrada Rho-Monza a cielo aperto con 14 corsie e ponte aereo alto 80 metri a Paderno Dugnano, adesso la decisione di fissare la riunione della Conferenza dei Servizi per i lotti 1 e 2 (tratto Serravalle) l' 8 agosto, mentre quella per il lotto 3 (Autostrade per l'Italia) il 5 settembre.
Continua coerente a dispiegarsi il piano di battaglia, perché è ormai chiaro che si tratta di una guerra dichiarata ai padernesi, ideato da chi vuole imporre la sua volontà alla nostra città. Anche nella scelta delle due date emerge evidente la volontà di dividere il fronte dei cinque comuni, cosa già apparsa con molta chiarezza nel testo della delibera che per spezzare l'unità dei cittadini promettono qualche concessione in  termini di impatto ambientale a Bollate-Baranzate per isolare e rendere più deboli i padernesi.
A fronte di questa strategia aggressiva e determinata a piegare la resistenza dei cittadini che lottano da 5 anni per l'interramento, non c'è altra strada che rispondere all'aggressione istituzionale con la difesa civile, alla violenza del potere con la resistenza democratica. 
I cittadini dei cinque comuni devono rimanere uniti, oggi più che mai, e chiedere ai loro amministratori, locali e nazionali, di fare altrettanto, dimostrare con i mezzi a disposizione la loro opposizione e la loro determinazione a non farsi piegare, portare la protesta sotto i loro arroganti grattacieli e far capire a lor signori che il golpe d'agosto sulla Rho-Monza non passerà.

martedì 30 luglio 2013

Rho-Monza: i cittadini devono scendere in campo a difendere la loro vita

"Vogliono costruire il mostro fregandosene della volontà dei cittadini, ma qui a Paderno senza l'interramento la Rho-Monza non passerà". Lo hanno ribadito i cinquanta padernesi che si sono ritrovati ieri sera nel parcheggio dell'UNES di via Battisti per discutere insieme a caldo di come rispondere alla dichiarazione di guerra emessa contro di loro dalla giunta lombarda. 
Il governo del leghista Maroni ha infatti espresso, all'unanimità, "..parere favorevole in ordine alla compatibilità ambientale del progetto di “Riqualificazione con caratteristiche autostradali della SP 46 Rho-Monza ..". Insomma il progetto Serravalle di autostrada a cielo aperto con 14 corsie per i vertici di Palazzo Lombarda si farà, passando sopra senza tante storie alla volontà e alla salute dei padernesi. 
Perché della pelle della gente si sta parlando. Basta leggere alcune delle prescrizioni a cui la giunta vincola, nella delibera di approvazione del progetto, il suo giudizio. Tra tutte spicca la seguente: 5.3. E - Salute pubblica. Prima della messa in esercizio nella nuova configurazione di progetto andrà prodotta una relazione che stimi il numero di eventi attesi - di mortalità e/o morbilità o altri indicatori epidemiologici - potenzialmente attribuibili (in più o in meno) alla esposizione della popolazione a inquinanti determinati dall’esercizio stesso."
Insomma, lor signori danno per scontato che la gente morirà o si ammalerà a causa di quest'opera; vogliono solo capire di quante vittime si tratterà.

Da queste considerazioni è partita la discussione dell'assemblea che nel susseguirsi dei vari interventi ha delineato un programma di mobilitazione per il breve periodo, cioè tra agosto e settembre. All'assemblea erano presenti i rappresentanti politici dei partiti padernesi che da sempre sono schierati a favore dell'interramento: PD, PRC-PdCI, M5S, Verdi, oltre a consiglieri comunali, provinciali e regionali.
"Basta chiacchiere - hanno ribadito i cittadini -. Vogliamo i rappresentanti politici e istituzionali schierati fisicamente a fianco del CCIRM padernese e di tutti i Comitati locali. In questi anni abbiamo fatto di tutto per tenere un approccio positivo alla vicenda, suggerendo idee progettuali alternative, ipotizzando scenari di costruzione su piu tempi, consigliando vie di uscita per evitare la costruzione senza il pagamento di penali, ma tutto è caduto nel nulla. Adesso vogliamo che i nostri sindaci si uniscano contro questa decisione regionale e confermino formalmente la loro opposizione al progetto che non tiene conto delle prese di posizione ufficiali dei loro consigli comunali".

I padernesi e i membri degli altri Comitati presenti (Novate, Baranzate) hanno deciso alcune cose prima di sciogliere l'assemblea: riprendere a esporre in città lenzuoli, striscioni e manifesti che chiedono l'interramento della Rho-Monza, impegnare i sindaci a riunire il tavolo dei 5 comuni e schierarsi a fianco dei cittadini nella mobilitazione, inviare come Comitati una lettera a Governo, Regione Lombardia e Provincia di Milano che ribadisca le richieste di modifica del piano di Serravalle nel senso indicato dal progetto alternativo approvato dalle loro amministrazioni. In questa lettera verrà indicata la data di una grande manifestazione pubblica contro la decisione regionale da tenersi entro settembre. Si è deciso anche per quanto riguarda Paderno Dugnano di inviare una nutrita delegazione nei prossimi giorni in Comune per chiedere al sindaco Alparone di farsi promotore della riunione del tavolo dei sindaci per l'interramento.

martedì 18 giugno 2013

Cultura, creatività, lavoro, in Lombardia

Segnalo ai creativi e agli innovatori padernesi questo interessante appuntamento.

Cultura, Creatività, Lavoro: verso Europa 2020
Giornata dedicata alle imprese culturali e creative, organizzata da Regione Lombardia, in collaborazione con UnionCamere Lombardia e Politecnico di Milano nell'ambito del progetto europeo CCALps. Un ricco programma con interventi qualificati per discutere come le imprese culturali creative siano un motore per l'economia in Europa e in Lombardia.
Giovedì 20 giugno, ore 10 - Sala Marco Biagi, Palazzo Lombardia, piazza Città di Lombardia, Milano.
Programma completo: www.cultura.regione.lombardia.it
Registrazioni: EventBrite@Creative_Camps

martedì 14 maggio 2013

Regione Lombardia: nel 2012 i partiti hanno "gonfiato" i rimborsi di 1 mln di euro

In un Comunicato stampa il Movimento 5 Stelle Lombardia informa che la Corte dei Conti ha stabilito che, solo nel 2012, i gruppi e i consiglieri della Regione Lombardia si sono attribuiti illegittimamente oltre 1 milione di euro di rimborsi spese. Non sono, infatti, stati capaci di giustificare alla Corte scontrini e fatture che avevano addossato alle spese relative all’attività politica per quella somma.
In particolare, la Lega Nord ha speso 597.525 euro di denaro pubblico senza averne diritto, il Pdl 297.721 euro, l’Udc si è attribuita ingiustamente 48.886 euro mentre il Pd 46.256 euro. L’Idv ha  speso 12.365 euro di troppo, Sel 10.308 euro e il Partito Pensionati 827 euro.
Il capogruppo della Lega Nord, Massimiliano Romeo si è limitato a minimizzare: “la vicenda dei rimborsi è una pagina che riguarda il passato e che si è chiusa definitivamente”. Fabrizio Cecchetti, vicepresidente della Lega Nord ed ex presidente del Consiglio regionale, per parte sua ha tardivamente espresso “l’assoluta volontà di fare chiarezza”. Il Presidente del Consiglio regionale in carica Raffaele Cattaneo del PdL ha parlato di “aspetti problematici relativi all’interpretazione della delibera della Corte”. Allo stesso modo per Sara Valmaggi  del Partito democratico ci sarebbe “un problema complessivo di interpretazione della normativa nazionale”. 
Per il Movimento 5 Stelle Lombardia la contestazione della regolarità  del controllo dei rendiconti dalla Corte dei Conti è irricevibile, ogni tentativo di autoassoluzione assurdo.

venerdì 8 marzo 2013

PD, basta soldi alla casta

Tre mesi a stipendio pieno senza una sola riunione d'aula o una seduta di commissione. Per gli 80 consiglieri regionali uscenti l'ultimo appuntamento istituzionale risale al 19 dicembre: da allora più niente, salvo ovviamente la campagna elettorale. Lo stipendio, più di 9 mila euro al mese, continuerà invece ad arrivare regolarmente fino alla fine di marzo, fino all'avvenuta proclamazione dei nuovi eletti.
La notizia pubblicata sui giornali di stamattina è di quelle che subito fanno incazzare il lettore e con ragione. Due famiglie su tre non riescono ad arrivare a fine mese, secondo l'Istat, e questi compensi senza scopo a eletti decaduti sono inaccettabili oltre che insostenibili. Se il PD vuol dimostrare ai suoi elettori e militanti di avere capito la lezione e sottolineare la sua voglia di cambiamento deve muoversi subito e chiedere a tutti i consiglieri uscenti nullafacenti da metà dicembre, di donare i propri compensi destinandoli all'assistenza dei bisognosi lombardi. E i consiglieri del PD, Valmaggi, Martina e Pizzul in testa, devono essere i primi a dare l'esempio, perché in questo momento c'è bisogno di dare segnali precisi e inequivocabili.

martedì 19 febbraio 2013

Un nuovo umanesimo per ricostruire l'industria culturale

La crisi economica, sociale e morale nella quale è sprofondata l'Italia (a partire dalla Lombardia) non è frutto del caso, ma è figlia di 20 anni di dittatura culturale berlusconiana che si è affermata grazie al dominio incontrastato della TV commerciale.  
Rimuovere questo pesante strato di ideologie inquinate di populismo liberista dalla coscienza dei cittadini sarà il compito della prossima stagione d'iniziativa culturale democratica e progressista che la nuova Lombardia deve promuovere. Ne è convinto Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano, candidato per il PD al Pirellone che ho intervistato oggi, dopo la sua visita alla Biblioteca Tilane, insieme all'ex sindaco Gianfranco Massetti.

La cultura è una risorsa economica direttamente produttiva o è solo un costo come dice la destra?
"Può essere molto produttiva a patto che si nutra di idee nuove. La cultura è civiltà: forma alla cittadinanza, protegge dall’imbarbarimento, fornisce nuovi strumenti ai giovani e ai cittadini, li educa alla giustizia e alla responsabilità, dà forma al presente e costruisce il futuro – sostiene -. Questo mi ha insegnato l’esperienza di lavoro culturale e intendo metterla alla prova su scala più ampia, nel Consiglio regionale lombardo. Se sarò eletto i miei primi impegni saranno: nuove politiche di apertura e di interscambio internazionale per la cultura, l’educazione alla legalità, il riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità, nuovi strumenti e azioni contro tutti i razzismi e il neofascismo".
59 anni, laureato in lettere, Capelli ha fondato e dirige anche la “Scuola di cultura politica” dell'istituzione milanese, diventata in 3 anni, con i suoi 700 iscritti, luogo di formazione per molti giovani. Questa intensa attività ruota intorno ai temi del bene comune, del pensiero critico e al progetto di un nuovo umanesimo.
"Quello che la destra considera solo un costo e un lusso per pochi, è invece un investimento produttivo di grande rilevanza per tutti – afferma -. La filiera fatta di formazione, educazione, informazione, arti visive, creatività, letteratura, teatro e cinema, è un campo di attività che nei Paesi più sviluppati quali, Germania, Francia e Stati Uniti, dà lavoro a milioni di persone che producono e vivono di cultura. Un'attività economicamente importante sia per chi la consuma che per chi la realizza"

mercoledì 6 febbraio 2013

Inceneritore: il comunicato del PD

Ricevo dal Partito Democratico di Paderno Dugnano il seguente comunicato stampa sulla chiusura della pratica VIA relativa al progetto di inceneritore al Villaggio Ambrosiano. Il progetto in questione era relativo alla costruzione di un impianto per lo smaltimento di rifiuti industriali, speciali e ospedalieri. 

La Regione Lombardia dice NO all’inceneritore
Paderno Dugnano, 6 febbraio 2013  - La Direzione Generale Energia/Ambiente e Reti della Regione Lombardia ha emesso, il 30 gennaio scorso ai sensi del D.Lgs 152/2006 e della L.R. 5/2010, la “Pronuncia di compatibilità ambientale” respingendo il progetto di un inceneritore al Villaggio Ambrosiano proposto da Paderno Energia.
Dopo tre anni dalla presentazione del progetto, innumerevoli azioni sul territorio e nelle sedi istituzionali, ripetute deduzioni e controdeduzioni non possiamo che essere soddisfatti di questo successo, importante risultato collettivo che ha visto comitati, associazioni, singoli cittadini, partiti e movimenti politici, Comuni del territorio ed il Consiglio Provinciale uniti contro quest’opera.
Ma anche se questa battaglia è stata vinta l’attenzione deve restare alta, stante la possibilità di ricorsi al T.A.R. della Lombardia (di cui al D.Lgs. 104 del 2 luglio 2010) oppure mediante un ricorso straordinario al Capo dello Stato. Come deve tornare alta l’attenzione sull’altro inceneritore che da molti anni opera a Paderno Dugnano, quello di Incirano, contro il quale chiediamo a tutti di operare al fine della sua chiusura.
Le battaglie importanti si possano vincere insieme, e le polemiche con cui in questi anni qualcuno ha cercato di avvelenare il clima perseguendo gli interessi della propria coalizione politica prima che gli interessi comuni dei cittadini, in maniera dissennata anche rispetto al proprio dovere istituzionale, non ci appartengono.
Il Partito Democratico di Paderno Dugnano è orgoglioso di aver dato, anche dall’opposizione, un contributo al nostro territorio, in coerenza con la propria visione di politica ambientale: più raccolta differenziata, più riciclo, meno imballi, attenzione alla filiera e più controlli per una gestione innovativa ed ecosostenibile del ciclo integrato dei rifiuti.

Oscar Figus
Coordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

martedì 5 febbraio 2013

Casati: grande vittoria dei cittadini, la Regione dice no all’inceneritore

Sulla decisione della Regione Lombardia in merito al progetto di inceneritore al Villaggio Ambrosiano, ricevo da Ezio Casati, candidato del PD al Parlamento, questo commento che segnalo ai lettori.
“È un giorno importante per i cittadini di Paderno Dugnano, visto che uno degli incubi che li aveva assillati in questo periodo è scomparso”. Con queste parole Ezio Casati, vicepresidente del Consiglio provinciale, commenta la pubblicazione del decreto di chiusura del procedimento di valutazione ambientale per l’inceneritore che Paderno Energia voleva realizzare nel territorio padernese.
 “Viene finalmente accantonato il progetto dell’inceneritore – aggiunge Casati - e finalmente la Regione Lombardia ha detto “no” a questo impianto assurdo. Tutto ciò grazie anche alla grande mobilitazione che c’è stata e all’unità che la comunità padernese ha dimostrato in questi anni. Da tempo avevo denunciato che avevamo a che fare con un interlocutore poco serio, perché non si poteva pensare di insediare in un’area così urbanizzata e storicamente utilizzata per attività insalubri un impianto del genere. Anche in Provincia ci eravamo mobilitati, tanto che era stato approvata la mozione che avevo proposto che esprimeva un netto parere contrario alla realizzazione di quell’insediamento nel territorio di Paderno Dugnano”.
“Prendo atto della decisione negativa della Regione – conclude Casati - e me ne compiaccio. Ora bisogna concentrarsi su altre battaglie ancora aperte come quella della Rho-Monza”.


Inceneritore: la Regione boccia l'impianto al Villaggio

Il blog La Scommessa riporta la notizia ufficiale della chiusura del procedimento di VIA relativo al progetto di installare un inceneritore al Villaggio Ambrosiano. Il Parere della Regione Lombardia è negativo e chiude una partita iniziata tre anni fa con un decreto a favore dei cittadini di Paderno Dugnano. Il soggetto proponente l'impianto, Paderno Energia aveva chiesto un'ennesima proroga di 120 giorni per fornire controdeduzioni al parere negativo, ma questa volta non gli è stata accordata. In teoria potrebbe fare ricorso al TAR contro il decreto regionale, ma gli enti locali, le associazioni e i cittadini che si sono battuti per tre anni contro l'inceneritore  possono oggi cantare vittoria. Una vittoria a difesa del bene comune, della salute e dell'ambiente. Di seguito il post pubblicato dal blog del Villaggio Ambrosiano.

Il 30 gennaio scorso la Struttura VIA della Regione ha pubblicato il decreto di chiusura del procedimento di valutazione ambientale per l'inceneritore chePaderno Energia srl voleva realizzare nell'area ex Tonolli del Villaggio Ambrosiano.
Per la gioia di tutti coloro che dal dicembre 2009 si sono battuti contro l'inceneritore il decreto della Regione è NEGATIVO!!!
Scarica e leggi il DECRETO (tra le persone citate nel testo mi fa un certo effetto leggere anche il mio nome e quello di altri cittadini di Paderno e dei Comuni interessati).
Tutta la documentazione relativa al procedimento si trova sul sito regionale S.I.L.V.I.A.