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domenica 14 settembre 2014

Casa della Cultura: Scuola di cultura politica 2014-2015


Segnalo ai  lettori  questo comunicato sul nuovo ciclo  formativo 2014-2015  della Scuola di cultura politica della Casa della Cultura di Milano

Carissimo, credo converrai con me che il perdurare della crisi economica e sociale, gli scenari politici non certo tranquillizzanti che le recenti elezioni europee ci hanno consegnato, così come le tragiche situazioni internazionali di queste settimane, impongono, a coloro che hanno la volontà di capire e intervenire di ricercare e condividere una chiave di lettura e analisi coerente e approfondita. 
La Casa della Cultura di Milano è da sempre impegnata in questo senso, nella ricerca profonda e critica mai, però, disgiunta dalla contemporaneità e dall’attualità culturale e politica. Per questo da 5 anni promuove la Scuola di Cultura Politica, una realtà di approfondimento, confronto e formazione divenuta, edizione dopo edizione, un punto di riferimento milanese e nazionale. 
Perciò è davvero un piacere per me, presentarti il nuovo Ciclo 2014/15 della nostra Scuola: fedeli alla nostra idea di unire la ricerca profonda e critica all’attualità del dibattito politico, nazionale e internazionale, l’edizione 2014/15 ha al suo centro la questione della democrazia, ovvero le minacce che incombono su di essa e le opportunità che si possono intravedere.
Come vedrai dettagliatamente sul sito www.casadellacultura.it, , il percorso formativo si articola in quattro moduli: l’ondata populista che rischia di sfigurare la democrazia europea; lo stato di salute della democrazia nel mondo; il contrasto delle disuguaglianze; la nostra idea di innovazione.
Come sempre, ci siamo impegnati a garantire la più alta qualità possibile delle lezioni. Un dato su tutti: ben nove docenti provengono da altri paesi. In più, abbiamo deciso di invitare anche quest’anno alcuni giovani protagonisti della vita pubblica. Per permettere la più larga partecipazione abbiamo contenuto i costi di iscrizione, contemplando anche grandi agevolazioni per i più giovani e permettendo l’iscrizione anche per singoli moduli. Troverai tutte le informazioni dettagliate sul nostro sito www.casdellacultura.it e negli allegati.
Augurandomi di poterti incontrare all’apertura di questo nuovo ed entusiasmante viaggio, ti ringrazio per la tua attenzione e la tua passione, contando sul tuo appoggio per promuovere verso tutti coloro che riterrai opportuno la nostra Scuola. 

Ferruccio Capelli
Direttore Casa della Cultura

domenica 22 dicembre 2013

Riapre la Casa della Cultura. Una vittoria democratica



Carissimi,
tutti insieme ci siamo riusciti! Grazie alle centinaia e centinaia di cittadini e associazioni che hanno sottoscritto e alle decine di artisti che ci hanno sostenuto con le loro donazioni, permettendo la fantastica collettiva “Arte Vs Emergenza”, abbiamo raggiunto l’obiettivo economico e sconfitto l’emergenza!
Oggi il nostro “Posto delle Idee” ha una sede ancora più bella e sicura, sempre più disponibile e aperta all’incontro e al confronto, che ci permetterà tante nuove iniziative e progetti da condividere e vivere insieme.
Milano democratica ha vinto una grande scommessa, quella di una cultura libera e senza “proprietari”, capace di contare e vivere nonostante le difficoltà e di affermare la forza di una grande storia collettiva che ancora molto può e potrà dare.
Ancora grazie per il tuo interesse e il tuo impegno e i miei più sinceri auguri per le Festività e per un 2014 che ci vedrà, insieme, sicuramente protagonisti della nostra Milano, nella nostra rinnovata sede di Via Borgogna 3.
 
Ferruccio Capelli
Direttore Casa della Cultura

lunedì 9 settembre 2013

La Casa della Cultura di Milano rischia la chiusura

Segnalo ai lettori la lettera appello di Ferruccio Capelli, Direttore della Casa della Cultura di Milano.  Sotto la lettera della consigliera comunale del PD milanese, Elena Buscemi.


La Casa della Cultura è a rischio chiusura per il cedimento del controsoffitto. Occorrono 100.000 euro, tanti, tantissimi, anche in una città come Milano.
Il periodo non è facile, i problemi sembrano sovrastarci da ogni lato, la crisi economica e della democrazia può far sembrare questa richiesta "fuori dalla storia". Non è così, non può essere così.
Per uscire da questa tremenda crisi occorre pensiero politico, persone che sappiano immaginare un futuro, che si confrontino sui grandi temi, che formino nuove classi dirigenti.
La Casa della Cultura non è quindi solo un "pezzo di storia", ma un "tassello per il futuro", oggi più che mai di fronte alla difficoltà che i partiti (e in generale i luoghi della politica) hanno nello svolgere questa funzioni.
Occorre promuovere luoghi di pensiero politico ed elaborazione. La Casa della Cultura è un presidio in questo senso. Io credo, per questo,  che questa funzione debba tornare ad essere presente anche nei partiti, e per questo mi batterò.  Ne va della ragion stessa di vivere della sinistra. 

Come Consigliera Comunale mi adopererò nelle sedi competenti perché questo "patrimonio" possa svolgere la sua funzione, conscia delle difficoltà di bilancio e delle priorità (come sottolinea lo stesso Direttore, mostrando un tatto oggi raro in una stagione basata sulla "rivendicazione"). Ma sempre come Consigliera e attivista del centrosinistra voglio sensibilizzarvi e mobilitarvi.
Occorre una Casa della Cultura, Milano non può farne a meno. Io l'ho frequentata, la ho "utilizzata", come uno dei pochi luoghi veri di formazione.

Può sembrar un ragionamento elitario, ma non è così, soprattutto oggi , in una società pervasa da modelli semplificatori pericolosi.
Diamogli una mano, DIAMOCI UNA MANO.
In allegato l'IBAN per chi volesse contribuire, oppure usate il sistema PayPall segnalato nel seguente sito 
www.casadellacultura.it.
 
Elena Buscemi
Consigliera Comunale Pd Milano

martedì 19 febbraio 2013

Un nuovo umanesimo per ricostruire l'industria culturale

La crisi economica, sociale e morale nella quale è sprofondata l'Italia (a partire dalla Lombardia) non è frutto del caso, ma è figlia di 20 anni di dittatura culturale berlusconiana che si è affermata grazie al dominio incontrastato della TV commerciale.  
Rimuovere questo pesante strato di ideologie inquinate di populismo liberista dalla coscienza dei cittadini sarà il compito della prossima stagione d'iniziativa culturale democratica e progressista che la nuova Lombardia deve promuovere. Ne è convinto Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano, candidato per il PD al Pirellone che ho intervistato oggi, dopo la sua visita alla Biblioteca Tilane, insieme all'ex sindaco Gianfranco Massetti.

La cultura è una risorsa economica direttamente produttiva o è solo un costo come dice la destra?
"Può essere molto produttiva a patto che si nutra di idee nuove. La cultura è civiltà: forma alla cittadinanza, protegge dall’imbarbarimento, fornisce nuovi strumenti ai giovani e ai cittadini, li educa alla giustizia e alla responsabilità, dà forma al presente e costruisce il futuro – sostiene -. Questo mi ha insegnato l’esperienza di lavoro culturale e intendo metterla alla prova su scala più ampia, nel Consiglio regionale lombardo. Se sarò eletto i miei primi impegni saranno: nuove politiche di apertura e di interscambio internazionale per la cultura, l’educazione alla legalità, il riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità, nuovi strumenti e azioni contro tutti i razzismi e il neofascismo".
59 anni, laureato in lettere, Capelli ha fondato e dirige anche la “Scuola di cultura politica” dell'istituzione milanese, diventata in 3 anni, con i suoi 700 iscritti, luogo di formazione per molti giovani. Questa intensa attività ruota intorno ai temi del bene comune, del pensiero critico e al progetto di un nuovo umanesimo.
"Quello che la destra considera solo un costo e un lusso per pochi, è invece un investimento produttivo di grande rilevanza per tutti – afferma -. La filiera fatta di formazione, educazione, informazione, arti visive, creatività, letteratura, teatro e cinema, è un campo di attività che nei Paesi più sviluppati quali, Germania, Francia e Stati Uniti, dà lavoro a milioni di persone che producono e vivono di cultura. Un'attività economicamente importante sia per chi la consuma che per chi la realizza"