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mercoledì 10 settembre 2014

Francesco: "Faccio il prete, mi piace"

Il Corriere della Sera di oggi ha diffuso in edicola un libriccino intitolato "Faccio il prete, mi piace". Il volumetto smilzo ed esile (83 pagine) è in realtà densissimo di cose importanti da leggere e meditare perché ripubblica l'intervista che Ferruccio De Bortoli fece il 3 marzo scorso al Papa in Vaticano a un anno dalla sua elezione, ma soprattutto è importante perché dedica metà dello spazio a raccontare la straordinaria realtà di questo Papa "venuto dalla fine del mondo" a cambiare la Chiesa, gettandola in mezzo all'umanità sofferente, come un "ospedale da campo dopo una battaglia".
Un uomo, Francesco, che ha "distaccato l'immagine del Pontefice da un affresco rinascimentale e l'ha fatta scendere dall'altare della propria oscura infallibilità, privata di ogni ornamento inutile".
Tra i suoi predecessori preferiti c'è Paolo VI (non Giovanni Paolo II) che con il Concilio costrinse la Chiesa e il sacerdote celebrante a rivolgersi ai fedeli cui per secoli aveva dato le spalle.
Oggi Francesco va oltre questo, telefona sorprendendoli a chi gli scrive, poveri e emarginati, disoccupati e disperati, perché "fare il prete" vuol dire fare questo, e gli piace mantenere le sue abitudini parrocchiali. Giù dagli altari, in mezzo al popolo sofferente.
Ma questo non è buonismo di una chiesa che usando il cellulare e twitter si arrende alla secolarizzazione e alla modernità. Tenerezza non significa debolezza, frutto di "una spiritualità dolciastra". La Chiesa di Francesco è sì un ospedale da campo, ma non rinuncia certo alle sue battaglie.
La misericordia e la compassione non sono sentimenti residuali, ma disegnano il percorso del cristiano oggi che deve essere innanzi tutto un buon cittadino. Sono l'esortazione a riconoscere la presenza dell'altro anche in assenza di Dio e si è, come oggi, di fronte al vuoto dei valori. Il prossimo non è un abitante senza volto della città virtuale nella quale rischiamo di chiuderci.
L'abisso che la Chiesa deve colmare è quello che si è scavato tra la sua dottrina e la vita reale della famiglia di oggi. "Questa la frontiera che Francesco ha davanti – conclude De Bortoli - ancora per certi versi infida e oscura".

giovedì 9 gennaio 2014

Arpa: "portare via le scorie". Cosa c'è davvero nel bunker?

Adesso anche l'Arpa, stando a quanto scrive oggi il Giorno, chiede la rimozione delle scorie inquinanti dall'impianto della Leganti . Secondo la cronaca, partecipando alla riunione del tavolo tecnico che si è tenuta ieri in Comune, l'Arpa, avrebbe cambiato improvvisamente atteggiamento sulla questione dell'inquinamento a Paderno Dugnano chiedendo espressamente di rivedere le autorizzazioni concesse dalla Regione all'azienda.
Inoltre l'agenzia regionale per l'ambiente, sempre secondo il Giorno, avrebbe chiesto: "di rivedere tutte le fasi della produzione, senza escludere la possibilità di chiudere l’azienda se ritenuta incompatibile con il territorio". Insomma dal "tutto bene, niente emergenza" nel giro di pochi giorni l'Arpa è passata a "via le scorie, rivedere le autorizzazioni e se occorre chiudere l'azienda". Un bel riposizionamento non c'è che dire. 
Cosa ha provocato questo improvviso voltafaccia? C'è da chiederselo anche alla luce di un commento anonimo giunto ieri da un lettore del Corriere della Sera che insinua la presenza nelle ceneri di altri e più pericolosi materiali. Riporto integralmente il commento che potete trovare qui:

"Riassumendo: Ceneri da forno di rifiuti vengono granulate e stoccate umide quale materiale riempitivo in agglomerati cementizi per uso edile. Si verificano esalazioni ammoniacali dai materiali in attesa di lavorazione. Tali notizie sono totalmente contraddittorie e confuse. Infatti: Se ceneri da rifiuti, si tratta di ossidi metallici puri, esenti da composti ammonici, carburi metallici ed altri legami organici, perché generate sopra 1200°C ad evitare formazioni possibili di diossine e furani. Se umide e stoccate in ambiente opportuno, sono praticamente non polverose e non emettono aeriformi. Se emettono gas non sono impiegabili in edilizia non essendo “ceneri”, ma prodotti intermedi da pirolisi. Se ceneri granulate, ma umide, sono geometricamente instabili, annullandosi gli effetti di agglomerazione, e lo stoccaggio deve avvenire “secco”. Se granulate, se ne conosce distribuzione granulometrica che si conserva evitando manipolazioni meccaniche, sorgenti di polveri da abrasione. Se si nota emissione ammoniacale, lo spostamento alcalino per idrolisi da umiditá dimostra impropria temperatura del forno inceneritore, essendo legami ammonici ed organici instabili ad alta t, ció che e´ rimasto evidentemente presente nei residui dal forno, condotto a temperatura impropria. Per non alzare i costi, non si sono cosí prodotte ceneri, ma di intermedi da pirolisi. Sintetizzando: Tutta una catena di fandonie, bugie, mezze veritá e dimostrazione di profonda incompetenza lontana da ogni obbligo professionale dal reporter in cerca di sensazioni fino ai responsabili tecnici incoscienti e scientifici da compromesso, evidentemente manipolati da ragionieri. Taranto & Co hanno altra dimensione, ma siamo alla solita italianata. Date le premesse, un incendio del materiale stoccato o l´emissione di cianuri altamente velenosi non sono improbabili: Carburi metallici producono metano, acetilene ed altri gas combustibili. Le “ceneri” non puzzano, mai".

La domanda che sorge spontanea è: cosa c'è davvero nelle ceneri stoccate nel bunker della Leganti Naturali? Forse qualcuno dovrebbe fare un esposto alla Magistratura per indagare a fondo sulla natura di questo stoccaggio?

mercoledì 8 gennaio 2014

Inquinamento: i miasmi di Paderno ancora in evidenza sul Corriere

Il Corriere della Sera ha dedicato ancora oggi quasi un'intera pagina (pag. 6) dell'inserto milanese al pesante inquinamento dell'aria a Paderno Dugnano. Un servizio ampio e documentato, articolato su due pezzi, realizzato ieri pomeriggio dalla coppia di giornalisti, Paola D'Amico (al desk) e Ferdinando Baron (sul campo) e illustrato con un servizio fotografico dedicato ai cittadini inquinati.
Il primo articolo riporta le testimonianze dei padernesi mentre il secondo fa il punto della situazione sul fronte istituzionale con le diverse iniziative (mozioni, interrogazioni, tavoli tecnici, ecc) di Comune, Provincia e Regione. Il titolo a tutta pagina del servizio dice: "Ultimatum del Comune: via le ceneri da Paderno" e nel sommario si legge: "Convocato un tavolo tecnico. Asl: i cittadini non restino esposti alle esalazioni di ammoniaca".
Il tema della salute è sollevato nella prima parte dell'articolo di Paola D'Amico. Il Sindaco Alparone nega l'emergenza sanitaria, ma chiede "un monitoraggio stretto del sito". Dalla Asl gli esperti precisano "I cittadini non devono assolutamente rimanere esposti alle esalazioni di ammoniaca". Insomma non c'è emergenza, ma non bisogna esporsi alla nube di ammoniaca che evidentemente è tossica dal momento che è bene non respirarla.
L'ambiguità delle istituzioni continua, da un lato si denuncia l'inquinamento, ma nessuno vuole ammettere che è nocivo per la salute dei cittadini. Anche i farmacisti che rappresentano  il presidio sanitario "di vicinato" nei due quartieri inquinati dalla nube di gas sono cauti nell'esprimere un parere. Luisa Ferraresi della Farmacia Sant'Andrea di via Tripoli al Villaggio Ambrosiano ammette che nell'ultimo mese ci sono state diverse richieste di aerosol a base di cortisonici, ma non segnala un picco anomalo rispetto alla normale domanda di stagione. "Abbiamo nel quartiere molti bambini e adulti asmatici, ma  non posso dire se i loro disturbi siano stati aggravati dalle condizioni dell'aria. E' certo che la puzza e il disagio ci sono e sono forti. I miasmi si sentono anche qui in farmacia". 

martedì 7 gennaio 2014

Corriere: Paderno ostaggio di una nuvola di gas


Il Corriere della Sera di oggi dedica mezza pagina di cronaca dell'inserto milanese (pag. 7 con richiamo in prima) all'inquinamento che da un mese "tiene in ostaggio" i cittadini di due quartieri di Paderno Dugnano. L'articolo ampio, documentato e corretto, pubblica anche due foto tratte dalla pagina Facebook del gruppo "Leganti Naturali no grazie" creato da Jenny Carbone, una giovane laureata in comunicazione e marketing costretta dalla crisi a fare l'operaia in un'azienda di idraulica. Le foto sono quelle del presidio davanti alla fabbrica e delle ceneri volatili depositate dall'inquinamento sui davanzali delle case del Villaggio.
Il servizio firmato dai giornalisti Paola D'Amico e Ferdinando Baron è frutto di una mia iniziativa perché ieri mattina, per sollecitare la grande stampa nazionale ad occuparsi di Paderno Dugnano inquinata, avevo scritto personalmente al direttore del quotidiano, Ferruccio De Bortoli inviando una stringata relazione su quanto accadeva nella nostra città. Il risultato è l'articolo che riproduco qui sopra.
Un articolo importante perché nel testo si legge una dichiarazione del sindaco Marco Alparone di cui riporto questi passaggi: "la proprietà ha detto che installerà entro l'8 febbraio abbattitori di esalazioni. Non ci stiamo. Il rischio di una reazione delle ceneri è stato sottovalutato in modo grave... Credo che intanto lo stoccaggio vada tolto da lì, in qualsiasi modo".
Benissimo, il Sindaco incalzato dai cittadini che chiedono da un mese queste cose, si è schierato finalmente al loro fianco e ha preso una posizione impegnativa: via le ceneri, poi tutto fermo fino a che il quadro non sarà chiaro. Adesso bisogna che alle parole seguano i fatti, cioè vengano emanate subito dopo il "Tavolo Tecnico" di domani, le ordinanze di sgombero delle ceneri dall'impianto di via Comasina e il loro allontanamento dal territorio cittadino.

giovedì 1 agosto 2013

La sinistra di De Gregori

Ho già detto altre volte  cosa penso dell'ex enfant prodige della sinistra monzese, Giuseppe (Pippo) Civati. Ci conosciamo e litighiamo da anni dopo aver lavorato a lungo insieme. Vi segnalo questo intervento di oggi sul suo seguitissimo blog perché (guarda un po') lo condivido in toto. Anche se non ho mai letto Hegel né Franceschini.


È tutto il giorno che mi chiedono una risposta a De Gregori e alla sua intervista pubblicata oggi dal Corriere.
Non mi è piaciuta, ma non perché come dice qualcuno sarebbe un’intervista a favore dell’alleanza con il Pdl e del gruppo dirigente attuale del Pd. Essere solidali con Epifani e Letta è legittimo, come dovrebbe essere legittimo essere scettici. Preferire il Pdl al M5s, cavallo di battaglia già un anno fa dell’attuale premier, anche. Sono scelte, preferenze, opinioni.
Non mi è piaciuta perché non mi piacciono le interviste in cui si chiede alla sinistra di non fare la sinistra (come se in giro, per altro, se ne vedesse chissà quanta, di questa sinistra): l’attacco rituale ai sindacati fa parte di questo approccio. La difesa a qualsiasi costo della Tav in Val di Susa, anche. Poi c’è il passaggio sulla Costituzione e i nemici a sinistra. Sono trent’anni che si leggono cose così. Cosa volete che sia: da Craxi in avanti, fino a Marchionne, non è una novità. La modernità è a destra, la sinistra è fastidiosa. C’è anche il puntuale hegelismo (franceschinismo) delle “anime belle”, in una ripresa un po’ così della Fenomenologia. Applausi.
Non mi è piaciuta, l’intervista, soprattutto per un motivo culturale più profondo: fare la caricatura dell’ambiente e di Slow Food (fighetti!), tra le altre cose, è molto sbagliato, perché per me, in quei temi, c’è molta della modernità di cui abbiamo bisogno.
Non averlo capito e continuare a parlarne in questi termini, è pericoloso e per altro molto popolare, soprattutto a destra (Berlusconi queste cose le dice meglio, e non da oggi). Come direbbe l’infastidito De Gregori, “proviamo piuttosto a dire qualcosa di sensato, di importante, di nuovo. Magari scopriremo che è anche di sinistra”. Ecco. Proviamo.

mercoledì 13 marzo 2013

Francesco 1°, ritorno a San Damiano?

Non essendo in grado di offrire commenti alla elezione del nuovo Papa segnalo ai lettori interessati questo più che entusiastico commento del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli.

Un segnale straordinario e rivoluzionario della Chiesa - Video - Corriere TV


sabato 3 novembre 2012

Monza: che c'entra Teodolinda con la Città Metropolitana?


Vengo accusato spesso di essere troppo di parte, cioè di difendere sempre e comunque a spada tratta il mio partito, il PD e il centro sinistra di cui è l'asse portante. 
L'accusa è fondata, ma non è esatta perché quando si tratta di criticare nel merito un'iniziativa o una posizione politica che ritengo sbagliata non mi tiro certo indietro. E' il caso dell'intervento che oggi ha fatto il sindaco PD di Monza, Roberto Scanagatti (un compagno e un amico) sul blog "Milanesi" dell'edizione meneghina del Corriere della Sera al quale ho replicato contestandone la validità.
L'oggetto del suo post era la decisione governativa di accorpare la Provincia di Monza e Brianza con quella di Milano dalla quale era stata separata amministrativamente tre anni fa per motivi meramente elettoralistici da Berlusconi.
Egli ha scritto per motivare la sua opposizione all'accorpamento: "Si torna a Milano. Quella Milano in cui la Monza di Teodolinda non ha mai voluto andare. D’altronde se sant’Ambrogio, lasciando la città, volle pulire perfino la polvere dai calzari per non portarsi nulla di quella visita, significa che qualche problema di relazione dovrà pur esserci stato fin da allora. Infatti, nella diocesi milanese, l’unica città in cui si celebra la messa con il rito romano è proprio Monza. Ancora oggi la scarsa attenzione di Milano verso quel che succede fuori dalla propria cerchia daziaria è stato per molti tra i motivi che hanno spinto la Brianza a chiedere una provincia per sé.
Personalmente preferisco fare un accordo che non la guerra. Per questo se il nostro destino sarà la città metropolitana penso sia più utile trovare una soluzione equa che risponda agli interessi reali dei cittadini".
Trovo questa posizione molto sbagliata e poco motivata in tutti i sensi. Pertanto ho risposto con questo post dal titolo: "Munscia, Muscietta e la città infinita"
Caro Roberto non mi hai convinto. Teodolinda, Sant’Ambrogio(Munscia, Munscietta, ecc), il rito romano… Cosa c’entra l’Alto Medioevo con la Città Metropolitana? Allora perché non ricordare i sette secoli durante i quali Monza è stata un feudo milanese? Io credo avresti fatto meglio a lasciare da parte questi argomenti per parlare di economia e di territorio, di trasporti e del possibile ruolo di Monza come nodo della rete urbana della “città infinita”.

domenica 28 ottobre 2012

Giornali: edizioni on line a pagamento nel 2013


La crisi del modello di business basato sulla pubblicità e non sui lettori mette gli editori dei giornali  di fronte alla necessità di recuperare margini facendo pagare l'accesso alle edizioni on line di quotidiani e periodici. Propongo agli interessati la lettura di questa analisi della situazione in Italia e nel mondo tratta da  www.economiaweb.it

Da gennaio 2013 Corriere della Sera e La Repubblica faranno pagare l’informazione on line. E potrebbero essere seguiti presto dal Sole24Ore e da La Stampa. Il prezzo è ancora in via di definizione, così come la quantità di articoli al mese che sarà fruibile in forma gratuita. Il modello è quello dei giornali online in abbonamento con modalità di pagamento differenti insieme con una parte che resta, comunque, gratis.
A guidare questa tendenza è il calo della pubblicità che riduce i ricavi dei giornali e restituisce ai lettori il ruolo di target principale di mercato. Gli editori americani sono stati i primi a buttarsi nel business del pagamento delle notizia online, seguiti in Europa da inglesi e tedeschi con in testa il gruppo Axel Springer, l’editore di Die Welt e Bild. Il crollo della pubblicità è stato negli ultimi anni rovinoso: solo negli Stati Uniti si sono persi 35 miliardi di investimenti su carta dal 2008 al 2011, secondo dati di Newspaper Association of America (Naa). In Italia l’andamento pubblicitario è simile: il mercato degli annunci sui giornali è in calo del 10% in media dal 2008, mentre sul web la pubblicità sale nello stesso periodo del 14% (dati Nielsen).
Ma recuperare margini facendo pagare quello che finora è stato gratis non è facile. Negli Usa i casi di successo si contano sulle dita di una mano e i guadagni non coprono ancora i mancati ricavi da pubblicità cartacea. A fine 2011 i giornali che hanno avuto il risultato migliore sono stati Wall Street Journal, a pagamento dal 1996, che nella versione completa (online più digitale derivato dalla carta) costa 5,27 euro a settimana e ha più di 500 mila abbonati e il New York Times, online da marzo 2011, con 380 mila paganti sul web contro le 800 mila copie vendute in edicola. L’abbonamento completo costa 35 dollari al mese e dà l’acceso gratuito anche alla versione digitale del giornale stampato su carta.

sabato 8 settembre 2012

Rcs: esposto alla Procura su rialzo del titolo


Segnalo agli interessati questo servizio ANSA sulla presunta "scalata" al Corriere della Sera.
Milano, 7 settembre 2012.  E’ stato presentato in Procura a Milano un esposto nel quale si chiede alla magistratura di valutare se l’eccesso di rialzo del titolo Rcs in Borsa degli ultimi mesi possa essere legato a presunti profili di insider trading. Lo ha reso noto l’avvocato Luigi Giuliano Martino, che ha presentato l’esposto “per conto di un professionista”, che al momento vuole mantenere l’anonimato. Nell’esposto, come ha spiegato il legale, “si evidenzia la situazione che tra il primo gennaio e il 5 settembre 2012 di fronte all’indice di Borsa che è cresciuto del 2,49% il titolo Rcs ha avuto un +272%”. Nell’esposto depositato stamani in Procura, come ha chiarito il legale, si indica alla magistratura che “negli ultimi 3 mesi c’é stata una esplosione di volumi trattati con un +297% e che, secondo i nostri calcoli, il flottante Rcs è solo l’11%, mentre per la Consob dovrebbe essere del 25%”. Nell’esposto, in particolare - ha spiegato l’avvocato - “chiediamo di accertare chi abbia comprato o venduto il titolo e se questi scambi siano stati concentrati su pochi intermediari finanziari e su quali e se sono stati concentrati su pochi, per conto di chi”. Il legale ha precisato che il professionista che ha presentato l’esposto “non è un azionista e non ha interessi particolari sul titolo, ma vuole sottoporre un dubbio alla magistratura, invitandola a fare i suoi accertamenti e le sue valutazioni anche su eventuali profili di insider trading”. Per questo, ha concluso il legale, “abbiamo messo a disposizione dei magistrati molto materiale, spiegando dove andare a prendere tutti i dati societari, e allegando in particolare quelli dell’ultima semestrale”. (ANSA)

mercoledì 5 settembre 2012

RCS +200% in due settimane. Chi sta scalando il Corriere?


Un rastrellamento con la complicità dell'organo di controllo della borsa. Ricucci era nessuno al confronto. Il titolo del più grande gruppo editoriale (debiti in bilancio per 1 miliardo e perdite superiori a 1/3 del capitale) ha un flottante di appena 11%: dovrebbe essere sospeso. Impunità per chi scala il Corriere della Sera. Obiettivo: poter manipolare la battaglia politica elettorale di primavera. 
Così uno dei più noti siti italiani di informazione finanziaria ha dato ieri la notizia della scalata al quotidiano di Via Solferino e ha denunciato il tentativo di condizionare la politica italiana giunta a una svolta cruciale della sua storia recente. Ecco l'articolo di Luca Ciarrocca su wallstreetitalia del 4/9/2012.

Partiamo dai dati di fatto: il titolo RCS Media Group, l'azienda quotata a Piazza Affari a cui fa capo il Corriere della Sera, è target di un rastrellamento forsennato e improvviso. Sotto l'occhio spento e poco vigile della Consob, il 3 agosto 2012 RCS prezzava €0,4550, il 24 agosto (inizio della forte risalita) €0,5570, ieri 3 settembre ha chiuso a €1,70. La variazione è da capogiro, il valore in borsa del gruppo editoriale è triplicato in meno di due settimane, con un rialzo pari a +205,21%.
Ebbene, diciamolo, si tratta di un rastrellamento scandaloso, con la complicità indiretta dell'organo di controllo della borsa, che non batte ciglio e anzi pare avallare con la sua inazione il fatto che un titolo quotato possa più che triplicare di valore in pochi giorni, mentre la stessa Consob solleva obiezioni se Camfin (è successo ieri) sale del +7%.
L'odontotecnico divenuto immobiliarista Stefano Ricucci era nessuno al confronto, quando tentò la scalata a Rizzoli/Corriere della Sera nel 2005 (anche se all'epoca non c'erano i problemi dello spread, la recessione in Europa, la crisi globale, per cui il titolo strappò a 7 euro). La cosa più grottesca è il silenzio assoluto del resto dei media italiani: nessuno vuole andare a toccare il caposaldo dei "poteri forti" e del loro quotidiano, il Corriere della Sera. Per cui nessuno ne parla. A parte gli amici di Dagospia.
Centrale all'intera questione è comunque il fatto che RCS Media Group abbia un flottante (cioè la parte di azioni disponibile per le contrattazioni libere sul mercato) di appena l'11%, mentre la legge e i regolamenti chiaramente indicano una quota minima di flottante per le aziende quotate pari al 25%.
Per quel che sta accadendo, il titolo RCS dovrebbe essere sospeso ad infinitum, qui e ora, oppure bisognerebbe iniziare la procedura per ritirare l'azione dal mercato azionario e "riprivatizzare" la società: così è una farsa, il solito giocattolo in mano alle caste, per esclusivi fini di potere. Quel che è peggio, il governo di Mario Monti e il presidente della Consob Giuseppe Vegas stanno garantendo l'impunità a chi scala il Corriere della Sera. L'obiettivo è noto anche ai più sprovveduti: poter arrivare a manipolare la cruciale battaglia politica elettorale di primavera, quando andremo a votare, controllando il quotidiano "numero 1" in Italia per vendite (anche se si tratta di poco più di 400.000 copie al giorno).
In un articolo pubblicato a giugno 2012 Wall Street Italia ha evidenziato che sono soltanto sei (6) i quotidiani che superano il tetto delle 100.000 copie effettivamente vendute ogni giorno al netto delle rese, una classifica che ci pone al livello di un paese del quarto mondo. "Poteri forti" quindi, ma mica tanto.

martedì 22 maggio 2012

La dura verità delle urne

Il centro sinistra vince in tutta Italia alle elezioni amministrative e cancella la destra che governava da 15 anni oppure, come in molti comuni del Nord, da sempre. Ma sono molti i commentatori di destra, di centro e di sinistra, in Italia e anche a Paderno Dugnano che negano si tratti di "vera vittoria".
Lo scrive ad esempio esplicitamente il Corriere della Sera, ma anche il blog dei giovani di destra Paderno7, e lo scrive sottotraccia il blog La Scommessa il cui gestore si dichiara vicino al PD. Eppure i numeri sono lì a dimostrare che i cittadini elettori la loro scelta l'hanno fatta e hanno affidato al centro sinistra, in particolare al Partito Democratico, il governo della maggior parte dei Comuni chiamati al voto. Perché allora questa negazione di un risultato politico evidente e di una volontà espressa da milioni di italiani?
Vediamo gli argomenti usati dal direttore del Corriere della Sera e confrontiamoli con quelli dei due blog cittadini. De Bortoli afferma che il sistema politico nazionale è cambiato. La neodestra uscita vincente vent'anni fa dal terremoto di "mani pulite" per iniziativa di Berlusconi e Bossi che hanno creato due partiti carismatici fondati sulla loro personalità, è fallita ed è stata cestinata dagli elettori. Il PD nato dall'unione di due partiti di massa protagonisti della storia politica del dopoguerra, fondatori della Repubblica e padri della Costituzione è rimasto l'unico vincitore sul terreno, ma non avrebbe vinto perché, secondo il direttore del Corriere, non interpreta e non risponde alla domanda di cambiamento che il popolo italiano chiede alla politica. Bisogno al quale invece risponderebbe il movimento di Grillo che viene, dove si presenta come a Parma, considerato "alternativo" dai cittadini e dunque il possibile nuovo strumento per fare politica.
Questa lettura della realtà è condivisa in parte dai giovani padernesi i quali osservano che i voti in libera uscita dal centrodestra non sono stati raccolti dalla sinistra e sono finiti nell'astensione o ai candidati di Grillo dove il Movimento 5 Stelle appariva come l'unica alternativa alla probabile vittoria della sinistra. Secondo i giovani, questo fenomeno è avvenuto perché il PD non è stato in grado di "riempire il vuoto" lasciato nella scena politica dal tramonto di Berlusconi e dall'implosione della Lega.

giovedì 12 aprile 2012

Il Corriere della Sera lancia la nuova edizione per iPad

E' on air oggi sul web la nuova edizione del "Corriere della Sera" per iPad. 
Il direttore, Ferruccio De Bortoli, presentando il prodotto, ne ha parlato come di “un nuovo giornale” per il quale è stata creata una redazione tecnica e giornalistica di 50 persone di cui 30 giornalisti professionisti.
Obiettivo della seconda fase di sviluppo (la prima edizione digitale del Corriere è di due anni fa) della versione per tablet del quotidiano di via Solferino è allargare la platea degli attuali 60mila lettori-abbonati a 100mila, massa critica oltre la quale diventa più interessante anche il discorso pubblicitario.
 Questi lettori sono in parte un allargamento, in parte una sostituzione e a volte una duplicazione di quelli del quotidiano di carta. Ciò dimostra che il mezzo tecnologico non cannibalizza, ma si aggiunge a quello tradizionale, in ossequio alla legge fondamentale dei media. La carta, insomma, non scompare e la tiratura del giornale resta identica. 
Come si sosterrà economicamente il nuovo Corriere per tablet? La soluzione è data dagli abbonamenti con i quali vengono pagate le app per iPad che garantiscono all'editore anche la stabilità del parco lettori. Questi i prezzi: abbonamento settimanale: 4,99 euro, abbonamento mensile: 19,99 euro, abbonamento annuale: 179,99 euro Il pagamento è gestito da iTunes e l’acquisto sarà addebitato sull'account dell'abbonato.

venerdì 30 marzo 2012

Monti: l'ultimo tecnico della stagione antipolitica

"Caro Direttore,  vedo solo ora che alcune considerazioni da me fatte in una conferenza tenuta l'altro ieri a Tokyo presso il giornale Nikkei hanno suscitato vive reazioni in Italia. Ne sono molto rammaricato, tanto più che quelle considerazioni, espresse nel corso di un lungo intervento in inglese, avevano l'obiettivo opposto a quello che, fuori dal contesto, è stato loro attribuito. Volevano infatti sottolineare che, pur in una fase difficile, le forze politiche italiane si dimostrano vitali e capaci di guardare all'interesse del Paese".
Mario Monti piscia fuori dal vaso in Tv e si comporta come un Berlusconi qualsiasi andando all'estero a lanciare sfide e insulti ai suoi critici (il governo ha un alto consenso i partiti no), cioè al PD che gli chiede di modificare la sua inaccettabile riforma del lavoro, e il direttore del Corriere della Sera, di cui il professore è un collaboratore, gli impone la scrittura immediata di una lettera di precisazione in cui egli ricordando "i meriti dei partiti" sostiene esattamente il contrario di quel che aveva affermato. Insomma, è stato travisato il suo pensiero, forse perché espresso in inglese. 
Monti, purtroppo, comincia pericolosamente ad assomigliare a un politico italiano qualunque. Dovrebbero fare analizzare l'acqua e l'aria di Roma perché non è possibile che dopo qualche mese di permanenza nella capitale anche la persona più intelligente ed equilibrata finisca per comportarsi così: dire cazzate spaziali in pubblico e davanti alle telecamere per smentirle subito dopo dando la colpa a chi le ascolta e le riporta.
Nella sua lettera ai lettori del quotidiano di via Solferino, il Presidente del Consiglio, dice anche altre cose. Afferma che gli investitori cinesi e asiatici, attualmente i più liquidi del mondo, non vengono a investire in Italia per colpa dell'articolo 18, banco di prova della capacità "riformista" del nostro sistema. Gli stranieri, egli dice, apprezzano la riduzione del disavanzo, la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni. Ma restano riserve e dubbi legati alla capacità del governo di comprimere ulteriormente il costo del lavoro per le imprese, cioè i lavoratori, tutti i lavoratori, quelli dipendenti e quelli precari, quelli autonomi e quelli che non lavorano. Quelli cioè che quasi ogni giorno da un anno in qua si suicidano dandosi fuoco come i bonzi tibetani.