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giovedì 1 agosto 2013

La sinistra di De Gregori

Ho già detto altre volte  cosa penso dell'ex enfant prodige della sinistra monzese, Giuseppe (Pippo) Civati. Ci conosciamo e litighiamo da anni dopo aver lavorato a lungo insieme. Vi segnalo questo intervento di oggi sul suo seguitissimo blog perché (guarda un po') lo condivido in toto. Anche se non ho mai letto Hegel né Franceschini.


È tutto il giorno che mi chiedono una risposta a De Gregori e alla sua intervista pubblicata oggi dal Corriere.
Non mi è piaciuta, ma non perché come dice qualcuno sarebbe un’intervista a favore dell’alleanza con il Pdl e del gruppo dirigente attuale del Pd. Essere solidali con Epifani e Letta è legittimo, come dovrebbe essere legittimo essere scettici. Preferire il Pdl al M5s, cavallo di battaglia già un anno fa dell’attuale premier, anche. Sono scelte, preferenze, opinioni.
Non mi è piaciuta perché non mi piacciono le interviste in cui si chiede alla sinistra di non fare la sinistra (come se in giro, per altro, se ne vedesse chissà quanta, di questa sinistra): l’attacco rituale ai sindacati fa parte di questo approccio. La difesa a qualsiasi costo della Tav in Val di Susa, anche. Poi c’è il passaggio sulla Costituzione e i nemici a sinistra. Sono trent’anni che si leggono cose così. Cosa volete che sia: da Craxi in avanti, fino a Marchionne, non è una novità. La modernità è a destra, la sinistra è fastidiosa. C’è anche il puntuale hegelismo (franceschinismo) delle “anime belle”, in una ripresa un po’ così della Fenomenologia. Applausi.
Non mi è piaciuta, l’intervista, soprattutto per un motivo culturale più profondo: fare la caricatura dell’ambiente e di Slow Food (fighetti!), tra le altre cose, è molto sbagliato, perché per me, in quei temi, c’è molta della modernità di cui abbiamo bisogno.
Non averlo capito e continuare a parlarne in questi termini, è pericoloso e per altro molto popolare, soprattutto a destra (Berlusconi queste cose le dice meglio, e non da oggi). Come direbbe l’infastidito De Gregori, “proviamo piuttosto a dire qualcosa di sensato, di importante, di nuovo. Magari scopriremo che è anche di sinistra”. Ecco. Proviamo.