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sabato 3 novembre 2012

Monza: che c'entra Teodolinda con la Città Metropolitana?


Vengo accusato spesso di essere troppo di parte, cioè di difendere sempre e comunque a spada tratta il mio partito, il PD e il centro sinistra di cui è l'asse portante. 
L'accusa è fondata, ma non è esatta perché quando si tratta di criticare nel merito un'iniziativa o una posizione politica che ritengo sbagliata non mi tiro certo indietro. E' il caso dell'intervento che oggi ha fatto il sindaco PD di Monza, Roberto Scanagatti (un compagno e un amico) sul blog "Milanesi" dell'edizione meneghina del Corriere della Sera al quale ho replicato contestandone la validità.
L'oggetto del suo post era la decisione governativa di accorpare la Provincia di Monza e Brianza con quella di Milano dalla quale era stata separata amministrativamente tre anni fa per motivi meramente elettoralistici da Berlusconi.
Egli ha scritto per motivare la sua opposizione all'accorpamento: "Si torna a Milano. Quella Milano in cui la Monza di Teodolinda non ha mai voluto andare. D’altronde se sant’Ambrogio, lasciando la città, volle pulire perfino la polvere dai calzari per non portarsi nulla di quella visita, significa che qualche problema di relazione dovrà pur esserci stato fin da allora. Infatti, nella diocesi milanese, l’unica città in cui si celebra la messa con il rito romano è proprio Monza. Ancora oggi la scarsa attenzione di Milano verso quel che succede fuori dalla propria cerchia daziaria è stato per molti tra i motivi che hanno spinto la Brianza a chiedere una provincia per sé.
Personalmente preferisco fare un accordo che non la guerra. Per questo se il nostro destino sarà la città metropolitana penso sia più utile trovare una soluzione equa che risponda agli interessi reali dei cittadini".
Trovo questa posizione molto sbagliata e poco motivata in tutti i sensi. Pertanto ho risposto con questo post dal titolo: "Munscia, Muscietta e la città infinita"
Caro Roberto non mi hai convinto. Teodolinda, Sant’Ambrogio(Munscia, Munscietta, ecc), il rito romano… Cosa c’entra l’Alto Medioevo con la Città Metropolitana? Allora perché non ricordare i sette secoli durante i quali Monza è stata un feudo milanese? Io credo avresti fatto meglio a lasciare da parte questi argomenti per parlare di economia e di territorio, di trasporti e del possibile ruolo di Monza come nodo della rete urbana della “città infinita”.

mercoledì 12 settembre 2012

Parco e Autodromo: l'approccio della giunta PD


Alle ultime elezioni amministrative il centrosinistra ha riconquistato il Comune di Monza, malgovernato per cinque anni da una giunta di destra a guida leghista. 
Il nuovo sindaco del PD, Roberto Scanagatti (nella foto da MB News), sta affrontando i numerosi problemi lasciati sul tappeto dalla precedente amministrazione, non ultimi quelli annosi che riguardano il più grande patrimonio storico ambientale della capitale brianzola: il complesso Regio Parco-Villa Reale. Nel suo programma elettorale scaricabile dal suo sito però la parola "autodromo" non compare. Si parla genericamente di restituire il Parco e la Villa Reale ai cittadini e di rivedere la gestione delle concessioni nel Parco (cioè Autodromo e Golf Club). Ma non ci sono impegni programmatici puntuali.
Scanagatti e la sua giunta, in realtà, non sono contrari alla presenza nel Parco dell'Autodromo e del Golf Club. Anzi,  il sindaco sostiene da sempre la compatibilità della vecchia e per molti suoi elettori, obsoleta, inquinante e insostenibile,  pista, con il Parco. Egli considera l'Autodromo "una risorsa" da far convivere con l'ambiente non da dismettere e lo ha dimostrato organizzando quest'anno la solita manifestazione cittadina a sostegno del Gran Premio, riverniciandola di "verde" e di "educazione stradale" per tentare di darle un segno diverso. Ma questo sforzo non sarà considerato sufficiente dalle associazioni e dagli ambientalisti che da anni lottano contro l'ingombrante presenza della Formula1. La lista delle cose da fare per rendere "compatibile" l'impianto nel Parco è molto lunga.
A questo proposito segnalo il comunicato stampa emesso dal Comitato per il Parco in occasione della conferenza stampa di ieri.

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PARCO A. CEDERNA

Primo punto: 90 anni di autodromo nel Parco
Per il Parco l’insediamento dell’autodromo ha voluto dire devastazione certa e lo aveva ben capito il direttore del Cittadino che nell’editoriale del 9 marzo del 1922 titolava “L’agonia del Regio Parco” soffermandosi su cosa avrebbe comportato questa presenza ingombrante nel grande Parco storico. Sin da subito i gestori si sono rivelati contraenti inaffidabili e inadempienti e gli esempi storici documentati sono molteplici.
Come Comitato per il Parco nel 96 abbiamo pubblicato una parte dei documenti che testimoniano tale comportamento, che non si è arrestato ma anzi è proseguito nel tempo, come attestano i molteplici casi di interventi realizzati senza previa autorizzazione, sanati ex post o del tutto abusivi: basti ricordare la tribuna Goodyear, che attualmente rende 370 euro a biglietto alla società. Tribuna periodicamente sequestrata e dissequestrata.
Dall’altra parte, il Parco ha subito la devastazione conseguente alla presenza di tifosi che fino a pochi anni fa, come testimoniato dalle foto del 2007, si mostravano inconsapevoli del valore storico e paesaggistico del Parco. Il grande lavoro pedagogico svolto da diverse persone, tra cui le Guardie Ecologiche Volontarie  e il Comitato Parco, ha consentito di contenere questo impatto devastante. Se avessimo atteso che la Sias si muovesse in questa direzione saremmo ancora qui a lamentare chiodi nei tronchi e abbattimento di alberi. Lo stesso ragionamento vale anche per i parcheggi fuori dall’area in concessione e per i campeggi nel Parco. Ora il piano parcheggi funziona perché sono state individuate aree esterne al Parco e abbiamo ottenuto che non fossero più consentiti parcheggi nei prati del Parco esterni alla concessione.

sabato 5 maggio 2012

PD ed elezioni: il modello Monza è da imitare


In Lombardia sono 126 i Comuni al voto per le elezioni amministrative del 6-7 maggio, 25 hanno più di 15mila abitanti e quindi è previsto il doppio turno. 
A Monza, Sesto San Giovanni e Como le sfide più importanti dal punto di vista politico. Praticamente ovunque PdL e Lega si presentano separati. Il centrosinistra punta sull'alleanza tra Pd, Sel e Idv. Le elezioni di maggio saranno il primo test per i partiti dopo le ultime vicende riguardanti la Lega di Bossi e il PdL di Formigoni e ancor prima Penati e il Pd.
La competizione di Monza mi sembra la più interessante per due motivi: perché Monza è una città di destra dove la Lega e il PdL hanno mostrato negli ultimi 5 anni tutti i limiti e le incapacità di governo del progetto berlusconiano, perché è la città dove il centro sinistra ha già sconfitto questa destra nel 2002 e il suo attuale candidato sindaco, Roberto Scanagatti, era stato uno dei protagonisti di quella vittoria insperata che oggi si ripresenta avendo riunito e rimesso in campo il meglio di quella esperienza. 
Le liste che lo sostengono lo dimostrano: Città Persone Lista Civica Faglia (l'ex sindaco di centro sinistra), Federazione della Sinistra-Noi un’altra Monza, Italia dei Valori, Moderati – Ecologisti, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà. Uno schieramento progressista "moderato" (dove questo aggettivo connota anche una lista di ambientalisti), che appoggia un candidato sindaco, Scanagatti, un Bersani monzese che non ha fatto accordi con l'UDC, e fronteggia un centrodestra diviso con ben 8 candidati sindaci. 
Importante ricordare che Scanagatti, è attualmente assessore al Bilancio del Comune di Sesto San Giovanni dove ha preso il posto molto scomodo lasciato da Pasqualino Di Leva. Una scelta che conferma la sua grande generosità personale e il valore del suo impegno politico.
E' interessante vedere come Scanagatti ha organizzato e portato avanti la sua campagna elettorale dopo aver vinto le primarie di coalizione. Lo strumento base è stato un portale internet molto efficace e interattivo con il quale sono stati lanciati i “Cantieri delle idee”, lo strumento che è servito a costruire il progetto per amministrare Monza nei prossimi anni attraverso una forte partecipazione dei cittadini.