Come forse qualcuno di voi ha notato nei giorni scorsi ho lanciato un mini sondaggio sul blog con il tema "Consigli di quartiere, che fare per il futuro?".
Le risposte alle tre proposte di partecipazione offerte dal sondaggio nei tre giorni precedenti sono state molto poche: 13 in tutto. Le prime due proposte riprendevano quelle emerse dal confronto sul tema che si era tenuto questa estate (settembre 2013) all'interno dell'iniziativa "Idee Comuni". La terza proposta era di non farne niente e lasciare il vuoto creato nei quartieri dalla giunta Alparone.
Le 13 risposte non possono certo rappresentare un campione significativo, del resto mancano ancora tre giorni alla conclusione del sondaggio e prima di dare i risultati preferisco attendere, ma già questa carenza di risposta la dice lunga sull'interesse che il tema raccoglie in città e non è un segnale positivo se si considera il livello di democrazia espresso dai circa 250 cittadini che in media leggono il mio blog.
Spero che in questi tre giorni arrivino altre risposte in modo da rendere più interessante il risultato che comunque sarà un indicatore per chi vorrà dedicarsi a promuovere soluzioni innovative di gestione locale del territorio cittadino.
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sabato 12 luglio 2014
giovedì 5 dicembre 2013
Rho-Monza: non fare l'incontro pubblico con Serravalle è stato un errore
Seguo e partecipo attivamente, con questo blog e altre iniziative, alla battaglia per l'Interramento della Rho-Monza dal 3 febbraio 2009. Pertanto respingo al mittente le accuse che vengono sollevate nei miei confronti perché mi sono permesso di criticare alcune scelte del "Comitato Ristretto" che da qualche mese guida le iniziative di lotta.
Le accuse sono le solite che mi vengono rivolte in questi casi: sarei "ipercritico", "non costruttivo", colpevole di "stare sul piedestallo" e di "indebolire" con le mie osservazioni la posizione di Paderno Dugnano. Insomma se uno segnala un problema diventa egli stesso "il" problema. Da rimuovere.
Il "problema" che mi ostino a segnalare sono le discutibili scelte di comunicazione (e di gestione "politica" del movimento) fatte negli ultimi tempi dal "Comitato Ristretto" di cui sopra. A proposito sarebbe utile avere notizie sulla costituenda associazione che dovrebbe dare veste giuridica al Comitato e la annunciata pubblica raccolta fondi per il ricorso al TAR contro le delibere della Conferenza dei Servizi di cui non si sente più parlare.
Nel merito la mia prima osservazione riguarda la scelta del Comitato di comunicare rivolgendosi solo agli "amici" che leggono Facebook, una scelta sbagliata perché il social network è uno strumento di relazione non di comunicazione. Chi non è iscritto e non ha un account viene infatti escluso e questo è un errore evidente (voluto?) perché limita la comunicazione e non la diffonde come invece dovrebbe fare.
La vicenda dell'incontro pubblico con Serravalle che, pare, si sarebbe dovuto tenere allo Splendor ieri sera è emblematica. Siamo venuti a sapere dell'esistenza di questo importante evento solo ieri, leggendo un comunicato stampa pubblicato sul sito del CCIRM per informare che il "Comitato Ristretto" aveva deciso di non farlo più. Un modo ben strano di comunicare ne converrete. La scelta di non dar luogo all'incontro con Serravalle, informa il comunicato, è stata fatta per via del famoso "sondaggio" telefonico sulle opinioni di un campione statistico di padernesi che è stato considerato come un atto ostile nei confronti del quale la cancellazione dell'incontro sarebbe una ritorsione.
Le accuse sono le solite che mi vengono rivolte in questi casi: sarei "ipercritico", "non costruttivo", colpevole di "stare sul piedestallo" e di "indebolire" con le mie osservazioni la posizione di Paderno Dugnano. Insomma se uno segnala un problema diventa egli stesso "il" problema. Da rimuovere.
Il "problema" che mi ostino a segnalare sono le discutibili scelte di comunicazione (e di gestione "politica" del movimento) fatte negli ultimi tempi dal "Comitato Ristretto" di cui sopra. A proposito sarebbe utile avere notizie sulla costituenda associazione che dovrebbe dare veste giuridica al Comitato e la annunciata pubblica raccolta fondi per il ricorso al TAR contro le delibere della Conferenza dei Servizi di cui non si sente più parlare.
Nel merito la mia prima osservazione riguarda la scelta del Comitato di comunicare rivolgendosi solo agli "amici" che leggono Facebook, una scelta sbagliata perché il social network è uno strumento di relazione non di comunicazione. Chi non è iscritto e non ha un account viene infatti escluso e questo è un errore evidente (voluto?) perché limita la comunicazione e non la diffonde come invece dovrebbe fare.
La vicenda dell'incontro pubblico con Serravalle che, pare, si sarebbe dovuto tenere allo Splendor ieri sera è emblematica. Siamo venuti a sapere dell'esistenza di questo importante evento solo ieri, leggendo un comunicato stampa pubblicato sul sito del CCIRM per informare che il "Comitato Ristretto" aveva deciso di non farlo più. Un modo ben strano di comunicare ne converrete. La scelta di non dar luogo all'incontro con Serravalle, informa il comunicato, è stata fatta per via del famoso "sondaggio" telefonico sulle opinioni di un campione statistico di padernesi che è stato considerato come un atto ostile nei confronti del quale la cancellazione dell'incontro sarebbe una ritorsione.
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lunedì 2 dicembre 2013
Rho-Monza, sondaggi e paure
Il Comitato per l'Interramento della Rho-Monza ha denunciato, tramite il blog La Scommessa, quello che ritiene "un fatto gravissimo", cioè un sondaggio in corso, commissionato (non si sa bene da chi) a Lorien Consulting, società specializzata in queste rilevazioni, finalizzato a indagare le opinioni dei cittadini padernesi in merito al progetto di riqualificazione della Rho-Monza.
Gli esponenti del Comitato bollano l'iniziativa, che coinvolge un campione statistico di circa 400 persone, come "un'infamia" e accusano, ma non ne hanno le prove, la Regione Lombardia di averlo commissionato e pagato con soldi pubblici, mentre la società Lorien interpellata ha affermato che il suo cliente sarebbe un privato.
I membri del CCIRM leggono la rilevazione, che è stata sicuramente commissionata da un soggetto interessato al progetto, non necessariamente pubblico perché sono molti i privati coinvolti in questo affare a cominciare da Serravalle, come un atto ostile. Nelle loro dichiarazioni la descrivono come un'attività di propaganda sleale perché le domande sarebbero poste in modo da convincere gli intervistati che la Rho.Monza è utile e conveniente per il territorio e concludono denunciando: la "democrazia si è trasformata in vile marketing"..
Mi sembrano queste preoccupazioni infondate. Nel marketing i sondaggi sono strumenti usati per conoscere le idee dei consumatori e dei potenziali clienti, non per sostenere e diffondere un'opinione o modificare le opinioni consolidate dell'intervistato. Chi denuncia il sondaggio come un atto teso solo a dimostrare la tesi precostituita che i padernesi vogliono la Rho-Monza a 14 corsie per me si sbaglia di grosso. In questi casi per avere una risposta credibile si deve indire un referendum cittadino, non basta fare 400 interviste telefoniche.
Le denunce però rivelano la grande debolezza e solitudine del CCIRM che teme evidentemente di non essere riuscito a convincere delle sue ragioni i cittadini padernesi. La paura è quella di trovarsi a non avere solidi argomenti da opporre al risultato del sondaggio se questo dovesse rivelare che la maggioranza dei padernesi non è contraria all'autostrada urbana e anzi la considera un'opera necessaria.
Io credo che si sbagliano ancora una volta. Il sondaggio potrebbe dare infatti risultati molto diversi e inattesi. Ad esempio potrebbe rivelare che i padernesi vogliono la Rho-Monza, ma non il mostro a "cielo aperto" e trovano ingiusto che a subire le conseguenze debbano essere i pochi abitanti dei quartieri attraversati dalle 14 corsie.
Perché chi oggi demonizza il sondaggio non ha fatto niente nemmeno in questi ultimi mesi per conoscere l'opinione dei cittadini e valutare correttamente le loro idee in merito? Conoscere il loro pensiero, come chiede il committente del sondaggio in corso, avrebbe consentito al Comitato di studiare e mettere in atto azioni di comunicazione e informazione diverse e più efficaci di quelle attuate.
Gli esponenti del Comitato bollano l'iniziativa, che coinvolge un campione statistico di circa 400 persone, come "un'infamia" e accusano, ma non ne hanno le prove, la Regione Lombardia di averlo commissionato e pagato con soldi pubblici, mentre la società Lorien interpellata ha affermato che il suo cliente sarebbe un privato.
I membri del CCIRM leggono la rilevazione, che è stata sicuramente commissionata da un soggetto interessato al progetto, non necessariamente pubblico perché sono molti i privati coinvolti in questo affare a cominciare da Serravalle, come un atto ostile. Nelle loro dichiarazioni la descrivono come un'attività di propaganda sleale perché le domande sarebbero poste in modo da convincere gli intervistati che la Rho.Monza è utile e conveniente per il territorio e concludono denunciando: la "democrazia si è trasformata in vile marketing"..
Mi sembrano queste preoccupazioni infondate. Nel marketing i sondaggi sono strumenti usati per conoscere le idee dei consumatori e dei potenziali clienti, non per sostenere e diffondere un'opinione o modificare le opinioni consolidate dell'intervistato. Chi denuncia il sondaggio come un atto teso solo a dimostrare la tesi precostituita che i padernesi vogliono la Rho-Monza a 14 corsie per me si sbaglia di grosso. In questi casi per avere una risposta credibile si deve indire un referendum cittadino, non basta fare 400 interviste telefoniche.
Le denunce però rivelano la grande debolezza e solitudine del CCIRM che teme evidentemente di non essere riuscito a convincere delle sue ragioni i cittadini padernesi. La paura è quella di trovarsi a non avere solidi argomenti da opporre al risultato del sondaggio se questo dovesse rivelare che la maggioranza dei padernesi non è contraria all'autostrada urbana e anzi la considera un'opera necessaria.
Io credo che si sbagliano ancora una volta. Il sondaggio potrebbe dare infatti risultati molto diversi e inattesi. Ad esempio potrebbe rivelare che i padernesi vogliono la Rho-Monza, ma non il mostro a "cielo aperto" e trovano ingiusto che a subire le conseguenze debbano essere i pochi abitanti dei quartieri attraversati dalle 14 corsie.
Perché chi oggi demonizza il sondaggio non ha fatto niente nemmeno in questi ultimi mesi per conoscere l'opinione dei cittadini e valutare correttamente le loro idee in merito? Conoscere il loro pensiero, come chiede il committente del sondaggio in corso, avrebbe consentito al Comitato di studiare e mettere in atto azioni di comunicazione e informazione diverse e più efficaci di quelle attuate.
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giovedì 7 novembre 2013
Primarie PD: 7 elettori su 10 non andranno a votare
Le polemiche infuriano tra i quattro candidati alla segreteria del Partito Democratico che tra loro discutono, non del tipo di partito che vogliono costruire e guidare e del programma che vogliono presentare alle prossime elezioni politiche, ma di tessere fasulle, regolamenti astrusi e altre questioni burocratiche che sembrano interessare solo a loro.
L'effetto che queste miserie fanno ad iscritti ed elettori del partito è devastante e la maggior parte di questi si dicono delusi e depressi. Lo confermano i dati impietosi pubblicati oggi da l'Espresso che ha commissionato un sondaggio a Demopolis dal quale emerge che il 73% degli elettori PD intervistati dichiara di non avere alcuna intenzione di partecipare alle Primarie dell'8 dicembre. L'11% ha risposto di non avere ancora deciso, mentre gli elettori che si dicono pronti a partecipare sono solo il 16%.
Se poi si consulta il grafico che registra le intenzioni di voto degli elettori si evince senza ombra di dubbio che Matteo Renzi ha già vinto la gara aggiudicandosi il 66% delle preferenze contro il 21% di Cuperlo e il 10% di Civati, mentre Pittella raggranella solo un misero 3%.
Ma se le cose stanno così, vale la pena di stare ancora a perdere tempo, soldi e fatica quando più del 70% dei democratici ha ormai gettato la spugna?
L'effetto che queste miserie fanno ad iscritti ed elettori del partito è devastante e la maggior parte di questi si dicono delusi e depressi. Lo confermano i dati impietosi pubblicati oggi da l'Espresso che ha commissionato un sondaggio a Demopolis dal quale emerge che il 73% degli elettori PD intervistati dichiara di non avere alcuna intenzione di partecipare alle Primarie dell'8 dicembre. L'11% ha risposto di non avere ancora deciso, mentre gli elettori che si dicono pronti a partecipare sono solo il 16%.
Se poi si consulta il grafico che registra le intenzioni di voto degli elettori si evince senza ombra di dubbio che Matteo Renzi ha già vinto la gara aggiudicandosi il 66% delle preferenze contro il 21% di Cuperlo e il 10% di Civati, mentre Pittella raggranella solo un misero 3%.
Ma se le cose stanno così, vale la pena di stare ancora a perdere tempo, soldi e fatica quando più del 70% dei democratici ha ormai gettato la spugna?
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mercoledì 17 aprile 2013
Governo: cosa vogliono gli elettori milanesi del centro sinistra
Il 46% di 5.289 elettori che hanno
partecipato alle primarie del centro sinistra, conferma la fiducia a
Bersani come capo del governo, il 43% chiede un governo sostenuto da
PD, SEL, M5S. Il governissimo o un governo PD, PDL e Lega raccoglie
il 18%.
Questi in sintesi i risultati del
sondaggio web lanciato dal Partito Democratico di Milano con una mail
inviata agli iscritti e agli elettori delle primarie. Gli
intervistati (3.447 maschi e 1.842 femmine) hanno risposto al
questionario che prevedeva tre domande su governo, commissioni
parlamentari e finanziamento ai partiti. La consultazione ha
interessato una maggioranza di non iscritti (65%), rispetto al 35% di
iscritti al partito. Il 32% degli intervistati si dichiara a favore
di un governo PD a guida Bersani che porti in parlamento gli otto
punti di programma su cui cercare il sostegno delle altre forze
politiche. Per il 14% l'esecutivo deve essere sempre a guida Bersani,
ma con una maggioranza formata da Sel e M5S. Il 29% sostiene un
governo Pd, Sel e M5S, ma con un premier diverso da Bersani, mentre
il 16% auspica un governo del Presidente o istituzionale con
un'alleanza trasversale di tutte le forze politiche. Solo il 2%
vorrebbe un esecutivo con Pdl e Lega. Bassa anche la percentuale di
chi auspica un voto immediato (7%).
Interessanti i risultati sul tema delle
commissioni parlamentari. Per il 47% degli intervistati le
commissioni andrebbero istituite al più presto mentre per il 33%
sarebbe sufficiente che i parlamentari Pd si riunissero in gruppi di
lavoro tematici per preparare iniziative legislative. Il 20% ritiene
invece che vada rispettata la prassi costituzionale, aspettando la
formazione del governo per costituire le commissioni.
Secondo la maggioranza relativa dei
partecipanti (38%) bisognerebbe costruire un sistema di finanziamento
pubblico/privato, dove la parte pubblica sia vincolata al rispetto di
alcune condizioni, quali la parità di genere nelle liste elettorali
e la selezione democratica dei quadri dirigenti. Per il 24% degli
intervistati, invece, il finanziamento pubblico ai partiti andrebbe
abolito del tutto. Il 27% ritiene che vada costruito un sistema di
finanziamento privato che, al di sotto di una certa soglia dia
diritto a un finanziamento minimo.
mercoledì 31 ottobre 2012
Gli elettori di Grillo delusi dal Cav o dal PD?
I
media sono fatti così. Due giorni dopo l'evento "epocale",
il titolo sulle elezioni siciliane è praticamente scomparso dalla
parte alta della prima pagina dei principali giornali italiani e
quando c'è occhieggia ridimensionato tra un boxino, un commentino,
una vignetta. Significativi però e a mio avviso meritevoli di
attenzione.
La
Repubblica ad esempio ha un titolo su due righe di una colonna e mezza che dice:
"Crocetta apre ai Grillini. La replica: ci seduca". Ciò
dimostra che forse aveva ragione Mussolini: l'Italia populista è femmina,
chiede di essere sedotta, non sposata e per questo finisce
inevitabilmente fottuta e abbandonata.
La
Stampa ribatte sul tema con un ruffianesco corsivo dal titolo
"Compagni di Beppe" in cui l'onirico Gramellini afferma che
i grillini non sono elettori delusi di Berlusconi, come molti commentatori sostengono, ma "compagni",
cioè lettori de "Il Fatto" e spettatori di Santoro delusi
dal PD. Elettori che, lascia intendere il corsivista, vorrebbero venire riconquistati dal deludente
amante che con Bersani avrebbe spento il sogno della "Bella
Politica" per offrire loro solo il prosaico presente quotidiano
della politica.
Ma è davvero così? Gli elettori di Grillo non sono un popolo di delusi dal berlusconismo, ma come si sarebbe detto un tempo "compagni che sbagliano" delusi dal partito frutto dell'ultimo compromesso storico tra ex Popolari ed ex DS?
Ma è davvero così? Gli elettori di Grillo non sono un popolo di delusi dal berlusconismo, ma come si sarebbe detto un tempo "compagni che sbagliano" delusi dal partito frutto dell'ultimo compromesso storico tra ex Popolari ed ex DS?
Mi piacerebbe verificare questa ipotesi e pertanto propongo ai lettori di Padernoforum un sondaggio nella colonna di destra con il quale chiedo loro di scegliere tra le due risposte. Sono molto curioso di vedere cosa ne uscirà.
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