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sabato 18 gennaio 2014

Paderno Dugnano ha bisogno di una svolta: a sinistra


Comunicato Stampa

I consiglieri comunali Maurizio Cerioni e Mauro Anelli, l'architetto Paolo Zago e il giornalista Carlo Arcari, promotori dell'iniziativa "Paderno Dugnano: un bene comune che ha bisogno della sinistra", lunedì 20 gennaio alle ore 11.30, al Caffè Letterario di Piazza della Divina Commedia, comunicheranno alla stampa i contenuti e le finalità dell'assemblea pubblica durante la quale verrà lanciata la proposta di costituzione della Lista Civica "Sinistra per Paderno Dugnano".

Tra due mesi comincia la campagna elettorale per le elezioni comunali che si terranno presumibilmente a metà maggio e molte forze politiche cittadine già si stanno muovendo in vista di questa importante scadenza. 
Lo schieramento del centrosinistra che si è presentato alle urne nel 2009 appare profondamente mutato alla luce di quanto accaduto negli ultimi 5 anni. Il Partito Democratico è guidato da una nuova segreteria nazionale che non dà ancora indicazioni utili a capire quale sarà la politica delle alleanze che il partito intende attuare e su quali programmi le diverse forze, un tempo alleate, potranno trovare un'intesa. Dal canto suo la Sinistra è frammentata in un arco di piccoli partiti che in questi anni non hanno messo in campo un'iniziativa unitaria tesa a costruire progetti comuni. I Verdi infine sono confluiti nella Rete Ecovicici e non hanno costruito finora alcun rapporto con le altre forze politiche.
Uno scenario immobile e paralizzante che personalmente ho cercato di rompere insieme ad altri cittadini impegnati in politica partendo dalla proposta di costruzione partecipata di nuovi programmi finalizzati ad affrontare i tanti problemi che opprimono la nostra città. Da qui l'iniziativa "Idee Comuni" che ha prodotto da settembre ad oggi una serie di idee programmatiche sulle quali è stato possibile costruire una piattaforma elettorale credibile che  nei prossimi tre mesi vogliamo arricchire con il contributo di tutti. 
Abbiamo scelto di proporla alla città utilizzando lo strumento della Lista Civica, di cui io, Anelli, Cerioni e Zago siamo i promotori, alla quale speriamo vogliano aderire, singoli cittadini,esponenti politici, gruppi sociali organizzati, partiti e associazioni. 
L'obiettivo è aggregare sul nostro programma (che è un cantiere in costruzione) un nuovo soggetto civico che, in alleanza con il PD e gli altri partiti del centro sinistra, possa raccogliere consenso tra i cittadini padernesi, contribuendo a portare al governo della città nuove idee, nuovi programmi e nuovi progetti, capaci di rimetterla in moto verso un futuro migliore.

giovedì 19 dicembre 2013

Sicurezza dei cittadini e dell'ambiente: un obiettivo per la nuova sinistra

Le cose che succedono a Paderno Dugnano da quando la destra governa la nostra città indicano che l'istituzione "Comune" nel suo complesso, sindaco, giunta, consiglio comunale, partiti di maggioranza e di opposizione, non è stata in grado di affrontare, meno che mai risolvere, i problemi emersi in questi quattro anni. Soprattutto sul fronte fondamentale per la convivenza civile che è quello della sicurezza.
Lo scenario è a fosche tinte. La Polizia Locale è da troppo tempo al centro di episodi sconcertanti e gravi che dimostrano l'inaffidabilità della sua gestione da parte degli amministratori preposti a questo compito. La criminalità assedia i padernesi nelle loro case mentre il sindaco nega che ci sia un'emergenza sicurezza e  concorda col giudizio inaccettabile del suo assessore alla Polizia Locale per il quale la nostra città "è un'isola felice". Il tutto mentre la sede dei Vigili Urbani viene fatta oggetto di oscuri attentati incendiari e una vigilessa viene arrestata con l'accusa di aver aiutato un personaggio legato alla mafia utilizzando le strutture informatiche del suo ufficio.
La città è insicura perché i padernesi si rendono conto che l'amministrazione non li protegge né garantisce la tutela delle loro proprietà, della loro tranquillità domestica e nemmeno della loro salute.
Non li tutela per quanto riguarda l'inquinamento provocato dalle attività industriali e produttive a rischio che operano nei quartieri, sulle quali il Comune non esegue controlli adeguati e non provvede ad informare i cittadini quando accadono incidenti. Due esempi su tutti: l'Eureco di Palazzolo, dopo la strage provocata dalle lavorazioni illegali che l'azienda si permetteva di fare grazie alla mancanza di controlli sulla sua attività, vuol ricominciare a fare affari nel settore rifiuti speciali solo cambiando nome, con il sostanziale beneplacito dell'ente locale. Il nuovo impianto della Leganti Naturali che al Villaggio Ambrosiano tratta ceneri di rifiuti urbani, è entrato in funzione e ha subito provocato un grave caso di inquinamento dell'aria perché nessuno degli enti preposti ha controllato il progetto sotto il profilo della sicurezza.

martedì 19 novembre 2013

Idee Comuni: la sinistra per Paderno

L'iniziativa "Idee Comuni" nelle riunioni che si sono tenute in questi mesi ha abbozzato un disegno programmatico in larga misura condiviso dai partecipanti che a Paderno Dugnano fanno riferimento a tutte le forze politiche di sinistra, dal PD a Italia dei Valori, oltre che da diversi Comitati e associazioni.
La bozza costituisce una base sufficiente ad avviare il confronto su come far nascere un nuovo soggetto politico nell'area della sinistra padernese in vista delle elezioni comunali del 2014. Di questo soggetto, come vado scrivendo da diversi mesi, c'è urgente bisogno e quel che sta succedendo a livello nazionale lo dimostra.
Due eventi in particolare fanno già sentire il loro impatto a livello padernese. Un PD, guidato da Renzi, che smette di guardare a sinistra perché cerca voti a destra, la crisi di SEL che per incapacità del suo leader non riesce a diventare punto di riferimento, rischiano di lasciare ai margini del campo elettorale le ragioni concrete e l'esistenza stessa della sinistra. Il PD da solo non li garantisce.
Il nuovo soggetto al quale sto pensando potrebbe partecipare alle elezioni come una lista civica sostenuta da personalità ed espressioni di esperienze politiche e singoli cittadini impegnati in politica e nella società, che fanno riferimento a un programma comune che in estrema sintesi è il seguente:

Lavoro e sviluppo da rilanciare con modelli nuovi di intervento pubblico e privato a sostegno delle imprese e dell'occupazione, creando ad esempio sulle aree dismesse industriali da sottrarre alla speculazione edilizia, un piccolo incubatore di imprese e istituendo un fondo ad hoc per aiutare le giovani imprese innovative a fare i primi passi, a crescere e nello stesso tempo avviare una politica tesa a favorire la nascita di distretti industriali.
I centri commerciali naturali  dei centri storici dei quartieri cittadini sono le uniche alternative di modello esistenti agli ipermercati, agli outlet e ai villaggi dello shopping che colonizzano il territorio a corona della città. Modelli che prevedono un commercio a chilometri zero o quasi, centri commerciali costituiti da una serie di negozi raggiungibili a piedi, che offrono prodotti esclusivi o comunque di qualità, animati da spettacoli e musica dal vivo, dove le relazioni tradizionali tra cittadini si ricostituiscono naturalmente.
La macchina comunale, deve essere razionalizzata, resa più trasparente e meno costosa, con la valorizzazione delle sue competenze, sviluppo delle professionalità e potenzialità per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini oltre che qualità del lavoro dei dipendenti.
La partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica è stata cancellata dalla destra e i Consigli di quartiere come istituzioni elettive nel 2014 spariranno. E' necessario proporre un nuovo modello di partecipazione basato sull'esperienza positiva delle consulte, ma anche su nuovi strumenti di comunicazione e relazione che rendano possibili e produttivi queste buone pratiche: ascolto delle proposte dal basso, condivisione con i cittadini delle scelte prima della deliberazione, amministrazione partecipata. Le sedi di quartiere devono venire gestite  e tenute aperte dai nuovi organismi  volontari (comitati di quartiere) per riunioni ed eventi politici, sociali e culturali di circoli, associazioni, comitati e partiti, Le sedi dovranno venire attrezzate dal Comune con l'acceso Wireless alla rete per consentire comunicazione e informazione.

lunedì 11 novembre 2013

Sfida Comune: le idee giovani provano a fare rete

Si moltiplicano in vista delle elezioni amministrative comunali del 2014 le iniziative di gruppi e forze sociali impegnati in un percorso di avvicinamento alla politica locale alternativo a quelli dei partiti tradizionali. La crisi della politica e dei modelli consolidati di rappresentanza è alla base di questo fenomeno che anche a Paderno Dugnano è emerso nei mesi scorsi con l'iniziativa "Idee Comuni".
A questo proposito segnalo l'evento organizzato da un gruppo di giovani cusanesi che con la sigla "Sfida Comune" persegue l'obiettivo di raccogliere idee e proporre progetti per il futuro della città.
L'evento si terrà sabato 16 novembre a Villa Bigatti dalle 14.30 alle 19.30 e ha in programma quattro sessioni dedicate a: Lavoro, Politica, Educazione e Territorio con progettisti e innovatori che si alterneranno sul palco per ispirare il pubblico con le loro esperienze relative a comunicazione politica, finanziamento dal basso nelle amministrazioni comunali, economia condivisa e coworking, sport e musica come educazione creativa, spazi di lavoro condiviso, rigenerazione urbana partecipata.
Le idee elaborate durante l'incontro verranno messe in  rete a disposizione dei cittadini e dei partiti che ne vorranno fare buon uso.

sabato 9 novembre 2013

Idee Comuni: una politica culturale per rilanciare la città

L'industria culturale in Francia vale oggi di più di quella automobilistica. Per la prima volta è stato calcolato l'intero fatturato del settore, sommando tutte le varie attività, dall'arte alla musica, dal cinema al teatro, l'architettura, l'editoria e i videogiochi: 74 miliardi di euro di fatturato, il 4% della ricchezza nazionale prodotta, contro i 60 miliardi circa dell'auto. Anche dal punto di vista occupazionale la cultura crea molti posti di lavoro: 7,1 milioni di persone impiegate nel settore, il 5% della popolazione attiva.
Idee Comuni, dopo aver discusso gli elementi di programma dei nuovi modelli di partecipazione e di politica della sicurezza, deve affrontare il tema dello sviluppo territoriale per disegnare un futuro possibile dal punto di vista economico e produttivo. La crisi ha evidenziato che a Paderno l’espansione residenziale non è più ipotizzabile né auspicabile, il turn over delle attività produttive dismesse non è avvenuto in assenza di imprese private e di forti iniziative pubbliche, il risveglio commerciale dei vecchi centri “naturali” è anche molto difficile.
A questo punto cosa resta alla città per immaginare il suo sviluppo? Resta una risorsa preziosa che non è mai stata riconosciuta come tale: la cultura. Ma per metterla in gioco i nuovi amministratori dovranno dimostrare di saper volare alto mettendo in campo uno sforzo di progettualità che risponda alla domanda di consumo e di produzione.
La Biblioteca Tilane, ad esempio, può e deve essere ben di più di una biblioteca comunale, deve produrre non solo contenere cultura e programmare un’offerta che si indirizzi al territorio vasto che potenzialmente presidia e dunque vada oltre l’associazionismo locale e il suo pubblico tradizionale. Tilane ha uno spazio mostre totalmente inutilizzato (per carenza di progettualità comunale) che si dovrebbe invece inserire almeno all’interno del circuito delle sedi espositive provinciali. L’auditorium piccolo, ma interessante, merita l’avvio di una vera programmazione di eventi culturali capaci di attirare pubblico dal territorio e non solo della città.

martedì 29 ottobre 2013

Idee Comuni: una nuova politica per la sicurezza

E' di ieri la notizia dell'ultimo attentato intimidatorio messo a segno a Paderno Dugnano. Ad essere colpiti sono stati questa volta gli automezzi della cooperativa sociale "Sommozzatori della Terra" che cura il verde padernese, custoditi all'interno di un'area comunale,
Questo attentato è la prova che la nostra città e la sua amministrazione sono da tempo nel mirino di un'entità criminale molto aggressiva. La sicurezza è dunque il tema all'ordine del giorno e per questo motivo deve essere messo al centro del prossimo incontro di Idee Comuni, per consentire ad associazioni, comitati, partiti e cittadini interessati al bene comune di tracciare insieme i lineamenti della nuova politica della sicurezza partecipata che la futura amministrazione dovrà realizzare.
Agitata strumentalmente dalla destra in campagna elettorale nel 2009, l'emergenza sicurezza in città e nei luoghi di lavoro è letteralmente esplosa negli anni successivi e la giunta Alparone ha dovuto ammettere per bocca dello stesso Sindaco la sua incompetenza e incapacità di affrontarla, tantomeno risolverla.
'Ndrangheta, attentati alla Polizia locale, Eureco, sono gli eventi delittuosi e tragici che insieme a rapine, furti nelle abitazioni e nei negozi aumentati in modo esponenziale, hanno accompagnato la vita di questa amminiatrazione che non è mai stata nemmeno in grado di fornire dati statistici, qualitativi e quantitativi al riguardo.
La sicurezza nei luoghi di lavoro e nella città è un valore da rivendicare, difendere ed affermare con nuovi strumenti di prevenzione e repressione al fine di tutelare la sicurezza e la qualità della vita, delle persone nelle fabbriche e sul territorio.
Alcune cose da fare subito sono evidenti. La Polizia locale va gestita in modo diverso e la sua azione non deve essere contro i cittadini, ma di collaborazione con i cittadini. A questo proposito va recuperata l'esperienza positiva del Patto Locale di Sicurezza Urbana (progetti e azioni) lasciato cadere da questa amministrazione.
Associazioni padernesi quali AIEA, Medicina Democratica, Comitato Eureco, Caraterramia, hanno già avanzato delle proposte concrete in tema di sicurezza: 1) riprendere l'attività di raccolta e analisi dei dati relativi ai reati commessi sul territorio (quanti, cosa, dove) per tenere sotto controllo il trend e la diffusione dei reati. 2) l'istituzione di uno sportello sicurezza con numero verde (aperto 24x7) che raccolga le denunce dei cittadini, dotato di una task force di pronto intervento. 3) la città non ha consapevolezza di essere già oggi una discarica di sostanze tossiche e novive che è necessario mappare, ad esempio, realizzando il censimento dell'amianto coinvolgendo le famiglie in questo rilevamento capillare. 3) ci sono infine le bonifiche che vanno realizzate, i cui costi vanno posti a carico di chi ha creato l'inquinamento.
Invito dunque i promotori e gli aderenti a Idee Comuni, partendo da questo contributo (già accennato durante il primo incontro alla Sala Splendor) a farmi pervenire le loro idee e proposte al fine di integrarle in un documento programmatico da discutere e definire.

domenica 27 ottobre 2013

Partecipazione: la proposta di Idee Comuni

Il dibattito di venerdì sera sulla partecipazione è stato poco partecipato. Solo una quindicina di persone si sono ritrovate allo Splendor per discutere i contenuti delle sette proposte ricevute da Idee Comuni. Ciononostante l'incontro non è stato inutile.
Il confronto ha fatto emergere alcuni punti largamente condivisi sui quali è possibile definire un nuovo modello partecipativo da presentare ai cittadini inserito in un programma elettorale e questo obiettivo dell'iniziativa si può dire raggiunto.
I punti condivisi dall'assemblea sono stati:
1) Non disperdere, ma recuperare l'esperienza dei Consigli di Quartiere e della partecipazione democratica costruiti dal centrosinistra nel 1978 a oggi. Recuperare i contenuti innovativi del Regolamento mai attuati (assemblee cittadine, referendum consultivi, ecc) e ripristinare l'assessorato alla Partecipazione dotato di un bilancio specifico per i quartieri.
2) Nel caso in cui i futuri Consigli di Quartiere non saranno eletti nel 2014, i nuovi organismi saranno creati direttamente dai cittadini del quartiere riuniti in assemblea che sceglieranno i nuovi consiglieri tra tutti coloro che si saranno autocandidati.
3) I consiglieri eletti resteranno in carica per un periodo definito dall'assemblea e avranno il compito (svolto volontariamente) di gestire l'apertura e l'uso della sede di Quartiere (riunioni ed eventi politici, sociali e culturali di circoli, associazioni, comitati e partiti) che dovrà venire attrezzata dal Comune con l'acceso Wireless alla rete per consentire comunicazione e informazione.
4) I nuovi organismi di Quartiere avranno il compito di raccogliere le istanze dei cittadini e, dopo averle discusse in assemblea, inviarle come petizioni o proposte da inserire all'ordine del giorno del Consiglio Comunale

giovedì 24 ottobre 2013

Idee Comuni, sette proposte per rilanciare la partecipazione

Nei giorni scorsi ho ricevuto e pubblicato su Padernoforum sette contributi di idee al dibattito sul tema della partecipazione, frutto di elaborazioni di singoli cittadini, di comitati e associazioni, che saranno presentati all'assemblea di "Idee Comuni" che si terrà domani sera alla Sala Splendor. 
Tutti i testi, completi o abstract, ricevuti contengono indicazioni concrete per rilanciare su nuove basi le forme della democrazia partecipativa a Paderno Dugnano. Il confronto di venerdì sera  si svilupperà a partire da questi contributi ai quali si potranno aggiungere quelli degli altri partecipanti all'incontro. Obiettivo della serata è fare mergere dal dibattito delle conclusioni condivise. Come? Votando alla fine della serata per le proposte che rispondono a domande quali: in futuro i quartieri avranno ancora un ruolo come luoghi della partecipazione? I nuovi organismi di partecipazione dovranno essere eletti o no? Saranno rappresentativi di categorie, gruppi di interesse, partiti, o no? Saranno consultivi o anche deliberativi? Su quali materie avranno competenza?
L'ideale sarebbe riuscire ad arrivare con questo metodo a far emergere delle convergenze significative sulle soluzioni da sperimentare.
I sette contributi che Padernoforum ha già pubblicato verranno stampati e distribuiti ai partecipanti. Grazie a tutti, ci vediamo venerdì sera.

mercoledì 23 ottobre 2013

Idee Comuni: informazione, ascolto, cultura, salute

Ricevo dal cittadino Stefano Mora questo contributo al dibattito di Idee Comuni. I primi due punti da lui sottolineati, informazione e ascolto, sono i pilastri sui quali si dovrà fondare il nuovo modello di partecipazione.

Caro Carlo,
ho partecipato alla prima assemblea di Idee Comuni, ma per impegni non rinviabili, non mi sarà possibile partecipare a quella di venerdì prossimo. Vorrei comunque par pervenire il pensiero e i desideri di un cittadino qualunque.
Non so quali siano gli spazi economici che rendano possibili grandi cambiamenti, come è stato sottolineato nella scorsa riunione da Gianfranco Massetti. Credo però che sia importante per la nuova amministrazione invertire la tendenza di questi anni,  promuovere con forza una vera informazione. Informazione sui problemi da affrontare e sulle proposte per risolverli, utilizzando tutti i mezzi oggi possibili. A partire dalla Calderina, ridotta ad un foglio di mera propaganda, fino ad arrivare alla rete. Ma anche con una presenza costante e capillare del futuro sindaco e degli assessori alle iniziative sul territorio.
E veniamo al secondo punto: la capacità di ascolto. La nuova amministrazione dovrà ascoltare la gente per capire quali sono le idee ed i problemi reali ed importanti. Non abbiamo bisogno di grandi opere, ma di fatti anche piccoli che però rispondano  a reali esigenze della gente. Anche le scelte meno popolari possono essere alla fine capite ed accettate quando  le motivazioni sono chiare e soprattutto non vengono calate dall'alto come inevitabili e indiscutibili. In quest'ottica credo che la nuova amministrazione dovrà essere pronta a prendere posizioni chiare e tempestive e a comunicarle in modo non equivoco alla cittadinanza. La gente comune ha bisogno di sentire che il "comune" non è un entità lontana, ma un alleato.
Un altro punto importante è la scuola e la cultura. Per anni si è proceduto ad uno smantellamento consapevole e sistematico del sistema scolastico e dell'ambito culturale nel nostro paese. Tuttavia, ho potuto verificare in questi anni un movimento trasversale di resistenza a questo processo. Nella scuola gli insegnanti si sono fatti carico delle mancanze che via via si creavano, dimostrando una disponibilità sorprendente. Contemporaneamente parecchi genitori si sono mobilitati con lo stesso obbiettivo. Il risultato è che nelle scuole Padernesi si è salvaguardato un livello culturale importante. Ma non basta. La nuova amministrazione dovrà a mio parere sostenere sia con risorse economiche, ma anche con fantasia e vicinanza tutte le iniziative culturali. Scuola e cultura, laboratorio di idee, sono il futuro della nostra città e della nostra nazione.
Da ultimo credo che uno dei compiti più difficili del sindaco sia quello di promuovere la salute dei cittadini sul territorio. Ci sono molti problemi aperti che non hanno ricevuto risposte adeguate. Anche in questo caso, credo che anche senza investimenti importanti si possa e si debbano utilizzare le risorse disponibili per dare risposte ai problemi aperti, e per sensibilizzare la popolazione su questioni di salute pubblica importanti.
Stefano Mora

Partecipazione: prima ascoltare, poi dialogare

Segnalo il contributo di Caraterramia al dibattito sulla Partecipazione che si terrà all'assemblea di "Idee Comuni", venerdì sera alla Sala Splendor.

Il desiderio da parte dei cittadini di essere parte attiva della vita della propria comunità/società. Esserci e agire, non solo nel momento della consultazione come accade durante le elezioni, ma anche nel quotidiano.
Rendere partecipi i cittadini, includerli nei processi decisionali, significa prima di tutto fornire un'informazione adeguata sui processi e sull'azione amministrativa, significa rendere l'amministrazione trasparente, accessibile e dialogante, capace cioè di comunicare e di ascoltare. Ma quanto, questo trova riscontro nella vita sociale e politica di Paderno Dugnano?
Il più delle volte per questa amministrazione la partecipazione diventa un fastidio, ci avete votato e allora lasciateci fare. Pensate al PGT e di come volutamente non abbiano fatto informazione, il tutto presentato da cattivi venditori nelle riunioni di quartiere, dove i cittadini presenti in percentuale non raggiungevano il 5%. E ancora per quanto ci riguarda come Condomini 167, con una lettera si chiede di pagare una cifra esosa, senza allegare le stime sui calcoli e sui parametri utilizzati. Non c’è partecipazione se non c’è trasparenza, dialogo e accesso alle informazioni. E ancora la Rho Monza, nella forma più democratica e di partecipazione, la manifestazione a Paderno il sindaco, il vice sindaco e gli assessori erano assenti.
Quindi Paderno Dugnano ha bisogno di una amministrazione che ponga al centro dei propri impegni la partecipazione, prima ascoltare e poi dialogare.

Alcune proposte:
Il sito del Comune è unidirezionale. Manca uno spazio, forum o altro in cui chiunque possa porre dei quesiti o fare delle proposte. Assessori e uffici comunali sono obbligati a fornire delle risposte, con visibilità da parte di tutti.
Creando diverse mailing list (lista di indirizzi di posta elettronica) tematiche: i cittadini che si iscrivono riceveranno gli sviluppi degli argomenti a cui sono interessati. Lo facciamo noi di CARA TERRA MIA perché non lo deve fare il comune. Questo permette ai cittadini di essere informati sugli eventi senza dover andarsi a cercare i temi e gli argomenti, il più delle volte introvabili.
Promuovere corsi gratuiti finalizzati all'alfabetizzazione informatica dei cittadini in modo da renderli autonomi nel reperimento delle informazioni via web. (da fare nei quartieri gratuitamente).
Potenziando e migliorando l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) pubblicizzando problemi, quesiti e risposte. (se un cittadino segnala, un problema che riguarda la comunità tutti lo devono sapere).
Accompagnare alla distribuzione della Calderina un opuscolo che riassuma i temi trattai nei forum e di interesse della comunità, da consegnare a chi non ha comunicato l’indirizzo di posta elettronica. Dedicare spazio nell’opuscolo ad associazioni, volontariato, movimenti e comitati presenti a Paderno Dugnano (anche se indipendenti e non presenti a livello nazionale).
Fornire la copertura WI-MAX in tutta la città (copertura gratuita per tutti della connessione a internet), per rendere possibile ed estendere il più possibile il dialogo tra P.A. e Cittadini.
Mettere a punto strumenti di democrazia partecipata quali i referendum propositivi e le delibere di iniziativa popolare.
Con l'adozione del bilancio partecipativo, coinvolgere i cittadini attraverso informazioni rese e quesiti posti attraverso il sito del Comune oppure con assemblee ed incontri con i consiglieri.

lunedì 21 ottobre 2013

Idee Comuni: un nuovo patto per la Partecipazione

Ricevo da Oscar Figus questa nota che riassume i temi dell'intervento sulla Partecipazione che svolgerà all'assemblea di Idee Comuni venerdì 25 ottobre alla Sala Splendor.
 
A mio avviso la partecipazione non può essere una concessione e va al di là dell’essere un diritto dei cittadini ma diventa necessariamente una necessità per chi amministra.
La complessità della realtà moderna rende impossibile una percezione totale, da parte di qualsiasi amministrazione o singolo leader, di tutti i problemi, le necessità, le questioni in campo.
Certo bisogna avere chiare le priorità tra le questioni che si intendono affrontare, ma le questioni vanno affrontate chiedendo il contributo sia di chi è toccato direttamente dal problema e, soprattutto, da chi, quel problema, lo affronta da sempre.
Affrontare le questioni da questo presupposto significa cambiare l’approccio con cui si governa: non governare i cittadini ma governare con i cittadini.
Che è cosa assai diversa dal riceverli, dall’ascoltarli, anche quando se ne tiene conto.
Naturalmente di primo acchito ci sono i cittadini già organizzati su un certo problema, con la loro visione verticale della singola questione per cui hanno anche in mente delle soluzioni, ma a tutti i cittadini - oltre che per decidere - devono essere forniti gli strumenti per conoscere, comprendere, farsi una opinione e – quindi – contribuire.
Gli strumenti sono quindi essenziali ma, come dicevo,  non può essere il loro numero la misura della partecipazione. Non basta ripristinare i consigli di quartiere o le consulte, è necessario formare, informare, misurare e scegliere continuamente: un nuovo patto per la partecipazione.
Con la revisione dello statuto che definisca gli obiettivi  e gli strumenti per la partecipazione e dia mandato all’amministrazione di divulgarne l’esistenza e l’utilizzo.
Perché la trasformazione della città, a maggior ragione in questi tempi difficili e complessi, passa necessariamente dalla creazione di un “ethos” condiviso e dal costruire insieme la nostra città futura.
 

Partecipazione: oltre i consigli, oltre i quartieri

Dopo i sommari delle proposte di Gianfranco Massetti e di Mauro Anelli, pubblico anche la mia per arricchire la riflessione prima del confronto di venerdì sera.

Il tema della partecipazione è centrale nel dibattito sul nuovo modello di relazione tra cittadini e istituzioni. La buona politica di cui la città ha bisogno e il successo della sua applicazione, dipenderanno direttamente dall’ampia partecipazione che si saprà assicurare lungo tutto il percorso degli atti amministrativi, dall'elaborazione all'esecuzione.
Attraverso la consultazione e la condivisione dei progetti, la futura amministrazione potrà confrontarsi con i cittadini,  acquisire le informazioni necessarie per la formulazione delle sue strategie, coinvolgerli nelle scelte e misurarne insieme la validità.
Io vedo la partecipazione come un percorso di cambiamento, una strategia e un metodo in continua evoluzione che procedendo innesca il processo di innovazione della democrazia in senso partecipativo e inclusivo, verso un modello di società aperta che risponda meglio alla complessità del nostro tempo. Complessità che riguarda allo stesso modo l'area metropolitana, la città, il quartiere.
La partecipazione si rivolge a tutti i cittadini in quanto tali (inclusi gli stranieri residenti), alle associazioni di categoria, di volontariato, sociali, culturali, sportive,  partendo dalla fase di iniziativa a quella decisionale di un progetto amministrativo, attraverso fasi successive definite e formalizzate ma al tempo stesso elastiche e aperte all’innovazione in cui le strutture politico rappresentative e quelle tecnico burocratiche delle istituzioni (Giunta, Consiglio comunale e Uffici comunali) interagiscono continuamente con i cittadini attraverso nuovi strumenti partecipativi che prendano il posto di quelli cancellati o rimossi.
A livello di Quartiere, ad esempio, non è possibile pensare di ricostruire Consigli i cui membri siano stati candidati da forze politiche ed eletti dai cittadini, per far parte di organismi che in quanto tali sono privi di ruolo e potere. Questo è quello che avveniva un tempo e l'esperienza ci ha insegnato che il modello non funziona.
Non mi convince nemmeno l'idea di ricostruire i Consigli chiamando a farne parte cittadini candidati da altri soggetti diversi dai partiti (associazioni, comitati, parrocchie, ecc.). Ad essere superato, a mio avviso è infatti il vecchio concetto di rappresentanza basata sulla delega di tipo elettivo.

Idee Comuni: la partecipazione come garanzia delle scelte di governo

Ricevo da Mauro Anelli una nota sull'intervento sul tema "Partecipazione" che il capogruppo di PdCI-RC svolgerà all'assemblea di "Idee Comuni", venerdì sera alla Sala Splendor.

Vorremmo la partecipazione come reale possibilità democratica di tutti i cittadini nel potersi confrontare con le scelte dell’Amministrazione. In quest’ottica di “socializzazione amministrativa” e di “partecipazione attiva” vorremmo impostare la costruzione del “progetto” partecipato, strumento di vera consultazione e soprattutto di ascolto del territorio e delle sue espressioni più caratterizzanti.
Vorremmo fare della partecipazione un nostro dovere e soprattutto un diritto e un’opportunità per tutti. Dobbiamo impegnarci perché gli strumenti della comunicazione rendano sempre più visibile ciò che facciamo, cercando di creare una linea di continuità tra informazione, conoscenza e opportunità.
Il diritto del cittadino di sapere, di essere al corrente, di intervenire sui temi riguardanti la collettività deve essere garantito con un sistema integrato di interventi di informazione, di attivazione della partecipazione, di semplificazione dell’accesso agli atti e dei linguaggi della pubblica amministrazione.
Come già sperimentato nel corso dell’ultima legislatura di centro-sinistra, ho avuto modo di vivere la partecipazione in prima persona; si poteva fare di più? Sicuramente, ma oggi mi chiedo come fare nella prossima legislatura visto che non è prevista l’elezione dei Consigli di quartiere, continuare ed ampliare tale esperienza partecipativa? Con gli eletti dai partiti che forniscono un numero di candidati che poi i cittadini scelgono?
Personalmente è una opzione che in questo momento non mi convince e penso si possano sperimentare altre strade, per esempio facendo eleggere un Comitato di gestione con votazioni dirette, previa candidatura spontanea di cittadini residenti nel quartiere che vogliono garantire presenza, peculiarità, professionalità e competenza.
Mi interrogo su quali strumenti dotare questi Comitati:
- risorse economiche adeguate come nelle passate amministrazioni?
- attrezzature idonee quali i sistemi informatici oggi assenti?
- vie preferenziali e semplificazioni per accesso atti del Comune?
- ripresa del progetto di bilancio partecipativo quale quello della costruzione ed integrazione del bilancio comunale?
- audizione dei quartieri nella prima mezz’ora del Consiglio Comunale, quale contributo nella costruzione delle scelte amministrative?
Tante potranno essere le proposte che spero vengano discusse in assemblea venerdì sera. Personalmente credo che alla base della riuscita di un nuovo processo partecipativo, tutti debbano essere consapevoli che per l’amministrazione centrale il decentramento non va visto come “una cessione di potere”, ma deve essere percepito come uno stimolo partecipativo e direi quasi una forma di “garanzia” delle scelte che si intraprenderanno.

domenica 20 ottobre 2013

Idee Comuni: oltre il Bilancio Partecipativo

Gianfranco Massetti, consigliere del PD ed ex sindaco di Paderno Dugnano, ha inviato a Padernoforum il sommario sintetico dell'intervento che farà all'assemblea di Idee Comuni in programma alla Sala Splendor venerdì 25 ottobre. Invito anche gli altri partecipanti a inviare il sommario dei loro interventi.
 
Il tema della partecipazione verrà analizzato svolgendo questi punti: 
1. Il contesto locale
L'esperienza della partecipazione democratica a Paderno Dugnano dal 1978 al 2004. La partecipazione popolare e la sua “regolamentazione istituzionale” sono stati una costante della vita politica locale.
 2. I Consigli di Quartiere
Sono stati la forma originale di coniugare rappresentanza universale e “democrazia diretta”
3. Il Regolamento della Partecipazione.
Un modello che  non è stato completamente attuato.
4. Il Bilancio Partecipativo a Paderno Dugnano.
Una risposta innovativa alla crisi della partecipazione. Cos'è il Bilancio Partecipativo e come ha funzionato :punti di forza e punti di debolezza.
6. Dopo il Bilancio Partecipativo quali ipotesi per il 2014?
Una partecipazione più “molecolare".

sabato 19 ottobre 2013

Idee Comuni, dal confronto al programma


Rilanciare la partecipazione dei cittadini alla gestione del territorio è la sfida alla quale una forza politica che guarda al futuro deve saper dare risposta. E deve farlo confrontandosi alla pari con i comitati, i gruppi di interesse e le associazioni padernesi, che con le loro iniziative hanno affermato nei fatti questo grande valore democratico.
Idee Comuni convoca sul tema della "Partecipazione" una assemblea cittadina aperta a tutti ,venerdì 25  ottobre alle ore 21 alla Sala Splendor di Paderno. All'incontro i soggetti portatori di nuove idee e proposte sono invitati a condividerle e discuterle insieme. L'obiettivo è definire insieme un modello innovativo di partecipazione da inserire, quale elemento portante e qualificante, in un  programma elettorale condiviso. 
La partecipazione che abbiamo conosciuto a Paderno Dugnano fino al 2009 è  stata cancellata dalla destra in questi quattro anni e i Consigli di Quartiere come istituzioni nel 2014 spariranno. Diverse sono le ipotesi alternative che cittadini, comitati, partiti e associazioni stanno discutendo e valutando in queste settimane.
Alcune sono basate sull'innovazione di modelli tradizionali i quali prevedono che la difesa degli interessi locali sia comunque affidata a rappresentanti eletti o candidati all'elezione dalle realtà politiche, sociali, di categoria o religiose, presenti nei quartieri. Altre invece non prevedono la creazione di organismi elettivi, ma si basano su forme sperimentali di democrazia partecipativa e deliberativa. Alcuni pensano a organismi stabili gestiti da un gruppo di cittadini investiti di una delega, altri pensano invece a organismi  mobili, costituiti di volta in volta, sulla base delle necessità, da persone diverse.
Insomma, le soluzioni possibili sono tante e Idee Comuni vi invita a confrontarle e discuterle insieme.

mercoledì 25 settembre 2013

Idee Comuni: partecipazione anno zero

La scomparsa della partecipazione a Paderno Dugnano è stato il tema che ha attraversato molti degli interventi ascoltati allo Splendor nel corso dell'assemblea di "Idee Comuni" del 12 settembre scorso.
Quando nel 2009 la destra ha vinto le elezioni e si è formata la nuova amministrazione, a Paderno avevamo un modello di partecipazione consolidato nel tempo e sul quale erano stati fatti notevoli investimenti, basato sulle seguenti istituzioni: sette Consigli di Quartiere, un Bilancio Partecipativo e tre Consulte (Volontariato, Cultura e Sport).
Le prime scelte della nuova amministrazione hanno subito chiarito che l'intenzione della destra era quella di smantellare ogni forma di partecipazione in città e oggi, a sette mesi dalle elezioni del 2014 possiamo dire che questo programma reazionario è stato ampiamente raggiunto. Le Consulte che riunivano e coordinavano le associazioni di volontari sono state eliminate, il Bilancio Partecipativo che aveva consentito ai cittadini di programmare e progettare interventi nei quartieri è stato dichiarato inutile ed è stato cancellato, i Consigli di Quartiere, organi elettivi voluti dai cittadini fin dal 1978, sono stati prima svuotati di ogni contenuto politico e amministrativo, poi occupati di fatto dalla giunta che li ha usati esclusivamente per le passerelle di Sindaco e assessori, infine abbandonati a se stessi come vuoti a perdere. Nel 2014 quasi sicuramente non si terrà più l'elezione di queste istituzioni e sarà così sancita ufficialmente la scomparsa della partecipazione democratica a Paderno Dugnano. Chi si propone di governare la città con un diverso approccio ha dunque il compito di progettare e presentare ai padernesi un nuovo modello di partecipazione.
Nel 2009 il centro sinistra, nel suo programma elettorale, dichiarava di voler continuare l'esperienza del Bilancio Partecipativo per rendere i cittadini protagonisti sempre più responsabili e più attivi nella gestione delle risorse del territorio, migliorando la partecipazione di tutti, giovani e stranieri soprattutto. L'esperienza andava allargata e doveva assumere aspetti formativi di sviluppo della comunità, investendo nel "capitale sociale" della città. Era già emersa la questione del nuovo funzionamento dei consigli di Quartiere a fronte dell’attribuzione di maggiori poteri (obbligatori, consultivi..) in merito alla gestione delle risorse locali e alle scelte di bilancio. Le Sedi di quartiere dovevono diventare sempre più luoghi di inclusione sociale, di dialogo, di ascolto. Si doveva valutare se in qualche quartiere, dovessero essere anche sedi di erogazione di servizi.
Oggi questa prospettiva è profondamente cambiata e occorre ripensare tutta la materia. Le domande alle quali dare una risposta sono: come restituire ai cittadini un ruolo centrale nella gestione complessiva delle risorse del territorio? Come favorire una maggiore partecipazione di tutti, soprattutto di giovani e stranieri, allo sviluppo futuro della città, partendo dalla possibilità di proporre le soluzioni ai problemi del proprio quartiere? Che ruolo e che funzione devono avere le sette sedi di quartiere attualmente vuote e inutilizzate? Come coordinare e mettere in rete, creando sinergie e collaborazione reciproca, le attività delle associazioni di volontariato e di scopo? Come può l'amministrazione nell'ottica di una vera sussidiarietà programmare ed erogare servizi sociali insieme alle associazioni per rispondere ai bisogni dei cittadini?
E' dunque fondamentale il contributo di idee e proposte dei comitati, associazioni, gruppi di interesse, movimenti e partiti politici che con le loro iniziative in questi anni si sono opposti alla deriva antidemocratica della destra e hanno cercato di riempire con la positività delle loro azioni il vuoto che la giunta Alparone aveva prodotto. Questi soggetti, forti dell'esperienza di questi anni sono chiamati a confrontare le rispettive idee su questo tema e insieme disegnare il progetto di un nuovo modello di partecipazione che può diventare l'ossatura di un programma di governo condiviso.
Pedernoforum e la pagina Facebook di Idee Comuni ospiteranno i contributi di cittadini e associazioni che costituiranno la piattaforma di confronto dell'assemblea cittadina organizzata a questo scopo nella seconda metà di ottobre. L'assemblea dovrà essere il più concreta e propositiva possibile con l'obiettivo di arrivare a delineare un nuovo modello condiviso di partecipazione da proporre alla città nel 2014. Per questo i promotori hanno concordato di fare aprire l'incontro da una relazione che faccia il punto sulla situazione attuale della partecipazione politica e sulle nuove esperienze di partecipazione in atto in Italia.

giovedì 19 settembre 2013

Partecipazione: un modello innovativo per la Paderno di domani

"Idee Comuni" prosegue il percorso iniziato positivamente con l'assemblea del 12 settembre. Gli aderenti e promotori dell'iniziativa, sono invitati a partecipare martedì 24 settembre ore 21 al Caffè Letterario della Biblioteca Tilane, ad un incontro di preparazione della prossima assemblea di confronto sui programmi da tenersi possibilmente entro fine mese o nei primi giorni di ottobre.
Vi ricordo che gli interventi allo Splendor sono stati fatti da cittadini iscritti e aderenti a Coop Lares 2012, Partito dei Comunisti Italiani, AIEA - Medicina Democratica, Caraterramia (Condomini 167), Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, ANPI, PSI, Rifondazione Comunista, mentre in sala erano presenti ad ascoltare iscritti e aderenti a UDC, Polo Civico, Lista Favrin, ACLI, Verdi-Ecocivici, e ai Comitati CCIRM, Acqua Pubblica, No Inceneritore, e a diverse associazioni culturali e di volontariato.
L'assemblea che vogliamo organizzare consentirà a partiti, comitati e associazioni di discutere e definire insieme una risposta programmatica alla domanda che è stata posta dalla maggior parte degli interventi: quale modello di partecipazione  è possibile sperimentare nel 2014? E' necessario per organizzare i lavori definire la base di discussione sulla quale si dovrà sviluppare il confronto con l'obiettivo di arrivare a una mozione finale condivisa sul punto. Che è molto importante e qualificante perché lo sviluppo innovativo della partecipazione democratica dovrà essere  il punto di riferimento e connotare politicamente la nuova amministrazione che vogliamo dare alla città.

lunedì 16 settembre 2013

Idee Comuni: bilancio e proposta

Dopo aver pubblicato la sintesi degli interventi che abbiamo ascoltato durante l'assemblea cittadina promossa da "Idee Comuni" giovedì scorso alla Sala Splendor di Paderno, vorrei condividere con i partecipanti alla serata e i lettori interessati all'iniziativa il mio personale bilancio dell'incontro.
La quindicina di interventi che si sono succeduti sono venuti da cittadini singoli o rappresentanti di comitati, associazioni e partiti padernesi mentre ad ascoltarli in sala c'erano altri cittadini promotori o aderenti a comitati, gruppi politici e associazioni che in questa fase iniziale del percorso non hanno contribuito al dibattito.
Gli interventi sono venuti da cittadini notoriamente iscritti e aderenti a Coop Lares 2012, Partito dei Comunisti Italiani, AIEA - Medicina Democratica, Caraterramia (Condomini 167), Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, ANPI, PSI, Rifondazione Comunista, mentre in sala erano presenti ad ascoltare iscritti e aderenti a UDC, Polo Civico, Lista Favrin, ACLI, Verdi-Ecocivici, e ai Comitati CCIRM, Acqua Pubblica, No Inceneritore, e a diverse associazioni culturali e di volontariato.
Gli interventi oltre a tracciare un quadro realistico dei principali problemi della città che la futura amministrazione dovrà affrontare in modo nuovo e con un approccio diverso da quelli sperimentati finora, hanno anche avanzato proposte da approfondire successivamente per farle diventare "idee comuni" a disposizione di un nuovo programma di governo.
A mio giudizio questo inizio di percorso collettivo rappresenta un risultato molto positivo dal quale partire proponendo ai partecipanti all'assemblea e agli aderenti all'iniziativa "Idee Comuni" un primo incontro di approfondimento e discussione finalizzato a dare una risposta programmatica alla domanda che più è stata posta dagli interventi: quale modello di partecipazione sperimentare nel prossimo futuro? L'incontro dovrebbe tenersi entro la fine di settembre.

venerdì 13 settembre 2013

Paderno Dugnano: altre idee da mettere in comune

Se nella prima parte dell'incontro i temi posti sul tappeto dagli interventi riguardavano il lavoro da creare, la partecipazione, la sicurezza nelle fabbriche e sul territorio, la casa, il bilancio comunale e la difesa del territorio, la seconda parte ha visto emergere altri punti chiave di un possibile programma di governo: il decentramento schiacciato dalla centralizzazione amministrativa, il ruolo di Paderno nella futura città metropolitana milanese, il rinnovamento della politica e il confronto tra partiti e associazioni per un nuovo modello di governo, la necessità di definire una politica che metta al centro i giovani, ma soprattutto un programma, un sogno, una politica nuova per ridare un senso alla città. 

Il tema della partecipazione democratica è stato toccato da Lucio Romani, Consigliere di quartiere a Palazzolo. "Dopo cinque anni di impegno sono molto deluso – ha detto -. La partecipazione non c'è perché la si nega e i problemi che c'erano nel 2009 sono ancora lettera morta. La giunta non ci ascolta, decide di fare e disfare nel quartiere passando sulla nostra testa. Il caso di via Coti Zelati è emblematico. Il salotto di Palazzolo è stato lasciato degradare senza fare alcuna manutenzione e quando la pavimentazione smossa dal passaggio dei mezzi pesanti è venuta via quasi tutta, lo si è asfaltato senza chiedere niente al Consiglio di Quartiere. Fanno così perché invece quando ci consultano, come nel caso di via S. Ambrogio, le nostre critiche bloccano le loro ruspe. Bisogna tornare al Bilancio partecipativo per coinvolgere davvero i cittadini nelle decisioni. Un altro tema importante è quello della Città Metropolitana. Paderno deve dire come intende muoversi nei confronti di questa innovazione, il sindaco del nuovo ente locale deve essere eletto da tutti i cittadini del territorio e non solo dai milanesi. Milano inoltre edeve trasformare i suoi quartieri in Municipi per metterli alla apri con le città dell'hinterland quando si dovrà discutere di trasporti, viabilità, infrastrutture e sviluppo economico".
Del problema della partecipazione alla politica ha parlato anche Paolo Zago. "La società è addormentata dalle oliogarchie e questo sonno delle coscienze risponde ai bisogni delle lobby del potere. Senza un rinnovamento della politica il processo di degrado è inarrestabile a Paderno come in Italia. Solo le associazioni e i partiti insieme possono innescare un processo politico positivo per governare in modo nuovo la città, rileggendo la composizione sociale padernese la futura amministrazione potrà usare positivamente quel 25% gestibile del suo bilancio. Con poco è comunque possibile fare bene se c'è passione e c'è il contatto con la città vera. Rompere la gabbia si può, ma solo rimettendo in moto la politica cogliendo le indicazioni che salgono dal basso verso l'alto. Non è il PGT che trasforma il territorio, sono le persone, le forze dell'economia e della società. Il PGT non legge la società perché è senz'anima. La politica invece può farlo e ridare anima alla città".

Idee comuni: cominciamo a discutere le nostre proposte

Una città in declino, dove non c'è più lavoro, in cui lo spazio pubblico viene ridotto a favore di interessi privati, dove la partecipazione è stata negata e cancellata. Una città che vede dopo cinque anni di governo della destra la sua più grande azienda, il Comune, bloccata e incapace di sostenere lo sviluppo della comunità. Una città nella quale non c'è sicurezza nei pochi luoghi di lavoro rimasti e dove non si fa nulla per difendere la salute dei cittadini messa rischio dalla presenza non controllata nel territorio di rifiuti nocivi. Una città non governata perché l'amministrazione non indica priorità ma si limita a galleggiare sulla crisi senza dare risposte. Una città da rimettere in cammino e alla quale è possibile offrire una nuova prospettiva di crescita.
Questo lo scenario negativo tracciato ieri sera allo Splendor dalla sessantina di cittadini intervenuti alla riunione autoconvocata dai padernesi che hanno promosso e avviato con il titolo "Idee comuni, vieni a proporre insieme a noi la tua idea di città", un percorso di confronto e dibatto che vuol guardare al futuro di Paderno Dugnano con l'obiettivo di costruire insieme un diverso programma di governo.
Dopo aver osservato un minuto di silenzio per ricordare i tre operai caduti in Calabria vittime dell'ennesima strage sul lavoro, e una introduzione che ha riassunto brevemente ragioni e obiettivi della riunione, la platea ha potuto ascoltare una quindicina di interventi su diversi temi, alcuni dei quali hanno anche avanzato le prime proposte di soluzione. Riporto qui in estrema sintesi i primi cinque interventi, il resto seguirà nei successivi post.

Il primo intervento, di Mario Rossetti della Coop Lares 2012 è stato sul tema del lavoro che non c'è e che da troppo tempo nessuno si propone di rilanciare. "Il nuovo lavoro non nasce per decreto, ma dalla consapevolezza che solo sviluppando e facendo crescere quello che c'è e valorizzando le competenze e potenzialità produttive che esistono è possibile creare nuova occupazione - ha detto ricordando che la cooperativa di operai licenziati dalla Lares ha già presentato due brevetti innovativi che attendono solo un finanziamento per diventare prodotti in grado di affermarsi sul mercato facendo così ripartire l'occupazione -. La città ha molte aree dismesse sulle quali è possibile creare un distretto di nuove imprese locali del settore che avrebbero anche bisogno di uno spazio espositivo. L'amministrazione dovrà soprattutto fare da tramite tra le nuove imprese e i finanziamenti europei che ci sono e non vengono sfruttati".