La bozza costituisce una base sufficiente ad avviare il confronto su come far nascere un nuovo soggetto politico nell'area della sinistra padernese in vista delle elezioni comunali del 2014. Di questo soggetto, come vado scrivendo da diversi mesi, c'è urgente bisogno e quel che sta succedendo a livello nazionale lo dimostra.
Due eventi in particolare fanno già sentire il loro impatto a livello padernese. Un PD, guidato da Renzi, che smette di guardare a sinistra perché cerca voti a destra, la crisi di SEL che per incapacità del suo leader non riesce a diventare punto di riferimento, rischiano di lasciare ai margini del campo elettorale le ragioni concrete e l'esistenza stessa della sinistra. Il PD da solo non li garantisce.
Il nuovo soggetto al quale sto pensando potrebbe partecipare alle elezioni come una lista civica sostenuta da personalità ed espressioni di esperienze politiche e singoli cittadini impegnati in politica e nella società, che fanno riferimento a un programma comune che in estrema sintesi è il seguente:
Lavoro e sviluppo da rilanciare con modelli nuovi di
intervento pubblico e privato a sostegno delle imprese e dell'occupazione,
creando ad esempio sulle aree dismesse industriali da sottrarre alla
speculazione edilizia, un piccolo incubatore di imprese e istituendo
un fondo ad hoc per aiutare le giovani imprese innovative a fare i
primi passi, a crescere e nello stesso tempo avviare una politica
tesa a favorire la nascita di distretti industriali.
I centri commerciali naturali dei centri storici dei quartieri cittadini sono le uniche alternative di modello esistenti agli ipermercati, agli outlet e ai villaggi dello shopping che colonizzano il territorio a corona della città. Modelli che prevedono un commercio a chilometri zero o quasi, centri commerciali costituiti da una serie di negozi raggiungibili a piedi, che offrono prodotti esclusivi o comunque di qualità, animati da spettacoli e musica dal vivo, dove le relazioni tradizionali tra cittadini si ricostituiscono naturalmente.
I centri commerciali naturali dei centri storici dei quartieri cittadini sono le uniche alternative di modello esistenti agli ipermercati, agli outlet e ai villaggi dello shopping che colonizzano il territorio a corona della città. Modelli che prevedono un commercio a chilometri zero o quasi, centri commerciali costituiti da una serie di negozi raggiungibili a piedi, che offrono prodotti esclusivi o comunque di qualità, animati da spettacoli e musica dal vivo, dove le relazioni tradizionali tra cittadini si ricostituiscono naturalmente.
La
macchina comunale, deve essere razionalizzata, resa più
trasparente e meno costosa, con la valorizzazione delle sue
competenze, sviluppo delle professionalità e potenzialità per
migliorare la qualità dei servizi ai cittadini oltre che qualità
del lavoro dei dipendenti.
La
partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica è stata
cancellata dalla destra e i Consigli di quartiere come istituzioni
elettive nel 2014 spariranno. E' necessario proporre un nuovo modello
di partecipazione basato sull'esperienza positiva delle consulte, ma
anche su nuovi strumenti di comunicazione e relazione che rendano
possibili e produttivi queste buone pratiche: ascolto delle proposte
dal basso, condivisione con i cittadini delle scelte prima della deliberazione,
amministrazione partecipata. Le sedi di quartiere devono venire gestite e tenute aperte dai nuovi organismi volontari (comitati di quartiere) per riunioni ed eventi politici, sociali e culturali di circoli, associazioni, comitati e partiti, Le sedi dovranno venire attrezzate dal Comune con l'acceso Wireless alla rete per consentire comunicazione e informazione..jpg)