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mercoledì 23 ottobre 2013

Centriamo il Futuro: dai Consigli alle Consulte.

L'associazione Centriamo il Futuro parteciperà all'assemblea di "Idee Comuni" portando come contributo al dibattito il suo Progetto Quartieri che è visibile sotto forma di slide sul blog dell'associazione. Pubblico qui sotto una sintesi. 

La futura amministrazione dovrà istituire una Consulta in ogni quartiere il cui consiglio sarà costituito da cittadini singoli e rappresentanti di associazioni riconosciute dal Comune (volontariato sociale, insegnanti genitori, culturali, di categoria, ecc) parrocchie, società sportive e delle forze politiche. La finalità di tali organismi sarà stimolare la partecipazione dei cittadini. Le competenze saranno consultive e decisionali in merito agli atti che riguardano il quartiere.
Le Consulte si formano per autocandidatura dei cittadini padernesi residenti o esercitanti una professione nel quartiere, singoli o rappresentanti di un gruppo sociale, e sono costituite dall'assessore alla Partecipazione. Successivamente la Consulta provvede a eleggere Presidente e Segretario. A tre mesi dalla loro costituzione le Consulte riceveranno un mandato ufficiale dalla giunta. 
Le petizioni e interrogazioni presentate dalle consulte e le relative risposte verranno inviate ad un Assessore alla Partecipazione che provvederà a comunicarle ai Capigruppo dei partiti presenti in Consiglio Comunale. L'Assessorato ha il compito di collezionare i verbali delle sedute delle Consulte e inviarle ai Capigruppo consiliari.
La consulta si riunisce almeno 5 volte l'anno e le riunioni verranno comunicate ai cittadini dall'amministrazione. Il suo presidente rimane in carica per tutta la durata della Consulta e ha il compito di rappresentare la Consulta e attuare io provvedimenti discussi e approvati, intrattenere rapporti con l'amministrazione tramite l'Assessore alla Partecipazione.
I presidenti delle sette Consulte comunali si riuniscono 3 volte l'anno in Assemblee  dei Presidenti che verranno convocate dall'Assessore o richieste da 3 presidenti. Il verbale di queste assemblee verranno inviati ai capigruppo consiliari.


lunedì 21 ottobre 2013

Partecipazione: oltre i consigli, oltre i quartieri

Dopo i sommari delle proposte di Gianfranco Massetti e di Mauro Anelli, pubblico anche la mia per arricchire la riflessione prima del confronto di venerdì sera.

Il tema della partecipazione è centrale nel dibattito sul nuovo modello di relazione tra cittadini e istituzioni. La buona politica di cui la città ha bisogno e il successo della sua applicazione, dipenderanno direttamente dall’ampia partecipazione che si saprà assicurare lungo tutto il percorso degli atti amministrativi, dall'elaborazione all'esecuzione.
Attraverso la consultazione e la condivisione dei progetti, la futura amministrazione potrà confrontarsi con i cittadini,  acquisire le informazioni necessarie per la formulazione delle sue strategie, coinvolgerli nelle scelte e misurarne insieme la validità.
Io vedo la partecipazione come un percorso di cambiamento, una strategia e un metodo in continua evoluzione che procedendo innesca il processo di innovazione della democrazia in senso partecipativo e inclusivo, verso un modello di società aperta che risponda meglio alla complessità del nostro tempo. Complessità che riguarda allo stesso modo l'area metropolitana, la città, il quartiere.
La partecipazione si rivolge a tutti i cittadini in quanto tali (inclusi gli stranieri residenti), alle associazioni di categoria, di volontariato, sociali, culturali, sportive,  partendo dalla fase di iniziativa a quella decisionale di un progetto amministrativo, attraverso fasi successive definite e formalizzate ma al tempo stesso elastiche e aperte all’innovazione in cui le strutture politico rappresentative e quelle tecnico burocratiche delle istituzioni (Giunta, Consiglio comunale e Uffici comunali) interagiscono continuamente con i cittadini attraverso nuovi strumenti partecipativi che prendano il posto di quelli cancellati o rimossi.
A livello di Quartiere, ad esempio, non è possibile pensare di ricostruire Consigli i cui membri siano stati candidati da forze politiche ed eletti dai cittadini, per far parte di organismi che in quanto tali sono privi di ruolo e potere. Questo è quello che avveniva un tempo e l'esperienza ci ha insegnato che il modello non funziona.
Non mi convince nemmeno l'idea di ricostruire i Consigli chiamando a farne parte cittadini candidati da altri soggetti diversi dai partiti (associazioni, comitati, parrocchie, ecc.). Ad essere superato, a mio avviso è infatti il vecchio concetto di rappresentanza basata sulla delega di tipo elettivo.