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mercoledì 16 luglio 2014

Partecipazione nei Quartieri: la maggioranza comunque la vorrebbe

Si è chiuso oggi il mini sondaggio promosso dal nostro blog nei giorni scorsi  per avere dai lettori qualche indicazione sul futuro della partecipazione a partire dagli organismi di quartiere.
Quest'anno come tutti sanno non si sono tenute le elezioni dei rappresentanti nei Consigli di Quartiere come avveniva dal 1978. 
La destra che non li ha mai voluti, ha fatto di tutto nei cinque anni del suo  primo mandato per svuotarli di contenuti e competenze, li ha sempre usati come passerelle gratuite per assessori e Sindaco e poco altro. Il centro sinistra all'opposizione dal canto suo non ha fatto molto per difenderli.
Le domande proposte ai lettori dal sondaggio erano tre: con quali organismi si dovrebbero sostituire i vecchi "parlamentini": 1) comitati di cittadini residenti, autocandidati, votati ed eletti dai cittadini sulla base dei loro progetti personali di gestione delle nuove strutture 2) comitati di cittadini candidati da partiti e associazioni di volontariato, culturali, sportive e di categoria ed eletti dai cittadini sulla base dei loro progetti di gestione delle nuove strutture. 3) non sostituire i vecchi consigli con nessun organismo di gestione.
Le risposte sono state poche e certamente non sufficienti per ritenerle indicative. Le riporto pertanto a puro titolo di curiosità. I voti espressi sono stati in totale 23. Di questi, 10 erano totalmente negativi: non si doveva creare nessuna nuova struttura di partecipazione.
13 invece hanno chiesto una nuova forma di partecipazione organizzata: 8 con l'elezione di cittadini autocandidati, 5 con l'elezione di cittadini candidati da partiti e associazioni.
Una maggioranza di cittadini dunque li vorrebbe perché crede nella partecipazione. A questi, il centro  sinistra, che ha fatto della partecipazione un valore fondante, deve in tempi brevi un cenno di risposta.


sabato 12 luglio 2014

Consigli di quartiere: che vogliamo fare?

Come  forse qualcuno di voi ha notato nei giorni scorsi ho lanciato un mini sondaggio sul blog con il tema "Consigli di quartiere, che fare per il  futuro?".
Le risposte alle tre proposte di partecipazione offerte dal sondaggio nei tre giorni precedenti sono state molto poche: 13 in tutto. Le prime due proposte riprendevano quelle emerse dal confronto sul tema che si era tenuto questa estate (settembre 2013) all'interno  dell'iniziativa "Idee Comuni". La terza proposta era di non farne niente e lasciare il vuoto creato nei quartieri  dalla giunta Alparone.
Le 13 risposte non possono certo rappresentare un campione significativo, del resto mancano ancora tre giorni alla conclusione del sondaggio e prima di dare i risultati preferisco attendere, ma già questa carenza di risposta la dice lunga sull'interesse che il tema raccoglie in città e non è un segnale positivo se si considera il livello di democrazia espresso dai circa 250 cittadini che in media leggono il mio blog.
Spero che in questi tre giorni arrivino altre risposte in modo da rendere più interessante il risultato che comunque sarà un indicatore per chi vorrà dedicarsi a promuovere soluzioni innovative di gestione locale del territorio cittadino.

mercoledì 18 giugno 2014

Sinistra per Paderno Dugnano: ripartire dalla partecipazione

Sinistra per Paderno Dugnano ricomincia a far politica ripartendo dal suo programma e propone alla coalizione di centro sinistra,  che ha sempre sostenuto e riconosciuto come soggetto politico collettivo, di affrontare insieme il tema più urgente che la nuova amministrazione ha davanti: la partecipazione.
Come è noto non sono stati eletti i Consigli di Quartiere e l'assemblea cittadina uscente aveva deciso all'unanimità di rimandare a dopo le elezioni la decisione su come sostituire questi organismi democratici la cui storia e ruolo non possono certo venire cancellati con un tratto di penna anche se è evidente a tutti che la destra preferirebbe fare così dal momento che non li ha mai apprezzati nè voluti, anzi ha fatto di tutto per svuotarli di contenuto e rimuoverli. Nella nuova giunta annunciata da Alparone la voce partecipazione tra le deleghe affidate non compare e questo è molto significativo.
La partita della partecipazione deve metterla in campo e giocarla la coalizione di centro sinistra e a fare il gioco dovrà essere in primis la sinistra che ha già espresso nel suo programma delle indicazioni che propone alla discussione di tutti con l'obiettivo di progettare e presentare insieme ai padernesi un nuovo modello di partecipazione.
Le domande alle quali dare una risposta sono: come restituire ai cittadini un ruolo centrale nella gestione complessiva delle risorse comuni? Come favorire una maggiore partecipazione di tutti, soprattutto di giovani e stranieri, allo sviluppo futuro della città, partendo dalla possibilità di proporre e discutere diverse  soluzioni ai problemi del proprio quartiere? Che ruolo e che funzione devono avere le sette sedi di quartiere attualmente vuote e inutilizzate? Come coordinare e mettere in rete, creando sinergie e collaborazione reciproca, le attività delle associazioni di volontariato e di scopo presenti sul territorio? 

venerdì 28 febbraio 2014

Sinistra per Paderno Dugnano e la sicurezza partecipata della città

La sicurezza della città, per la Lista Civica Sinistra per Paderno Dugnano, è un valore da difendere ed affermare. Servono nuovi strumenti di prevenzione e un nuovo approccio al problema per tutelare la sicurezza dei cittadini e migliorare la qualità della vita sul territorio. 
Nessuna politica è possibile se non parte dalla conoscenza. Pertanto bisogna iniziare realizzando un "Rapporto sulla Sicurezza" che raccolga e analizzi i dati sulla criminalità locale per individuare le emergenze alle quali dare risposta. 
I cittadini sono i primi e i più sensibili "sensori" dello stato di salute sociale della città e come tali vanno considerati e coinvolti dall'amministrazione nella elaborazione delle politiche di sicurezza. Occorre aprire uno "Sportello" attivo 24 ore su 24, dotato di una task force di pronto intervento che raccolga le segnalazioni dei cittadini realizzato in collaborazione con le associazioni, le parrocchie, le scuole e le organizzazioni di quartiere.
La Polizia Locale deve lavorare in collaborazione con i cittadini all'interno di un progetto integrato e partecipato di sicurezza che verrà elaborato dall'amministrazione e discusso con i quartieri, le associazioni, le forze politiche e sociali del territorio che devono partecipare alla sua definizione fin dalla fase progettuale   .
La sicurezza dei luoghi di lavoro e dell'ambiente. Anche qui bisogna  partire dai dati. La città non ha piena consapevolezza di essere già oggi una discarica di sostanze tossiche e nocive (inceneritore, Eureco, Metalli Preziosi, Leganti Naturali, ecc) che è necessario mappare, ad esempio con il censimento dell'amianto e delle attività a rischio, coinvolgendo le famiglie in questo rilevamento capillare.
E' necessario mappare le aziende che vanno periodicamente controllate e di cui va monitorata la correttezza dell'attività senza delegare a organismi sovracomunali questa funzione. Ci sono infine le bonifiche da fare, che vanno poste a carico di chi ha creato l'inquinamento, e programmate. 

lunedì 24 febbraio 2014

Sinistra per Paderno Dugnano e la partecipazione

Uno dei temi che sarà al centro del confronto programmatico dell'alleanza di centro sinistra è quello della partecipazione democratica dei cittadini alla gestione del loro territorio. 
Nel 2014 quasi sicuramente non si terrà l'elezione dei Consigli di Quartiere e chi si propone di governare la città con un diverso approccio ha dunque il compito di progettare e presentare ai padernesi un nuovo modello di partecipazione.
Le domande alle quali dare una risposta sono: come restituire ai cittadini un ruolo centrale nella gestione complessiva delle risorse comuni? Come favorire una maggiore partecipazione di tutti, soprattutto di giovani e stranieri, allo sviluppo futuro della città, partendo dalla possibilità di proporre e discutere diverse  soluzioni ai problemi del proprio quartiere? Che ruolo e che funzione devono avere le sette sedi di quartiere attualmente vuote e inutilizzate? Come coordinare e mettere in rete, creando sinergie e collaborazione reciproca, le attività delle associazioni di volontariato e di scopo? Come può l'amministrazione nell'ottica di una vera sussidiarietà programmare ed erogare servizi sociali insieme alle associazioni per rispondere ai bisogni dei cittadini?
La nuova amministrazione di centro sinistra dovrà proporre e realizzare un nuovo modello basato sull'esperienza positiva del passato, ma anche su nuovi strumenti di comunicazione e relazione che rendano possibili e produttive queste buone pratiche. Nel merito alcuni punti importanti da realizzare.
1) Non disperdere, ma recuperare l'esperienza dei Consigli di Quartiere e della partecipazione democratica costruiti dal centrosinistra nel 1978 a oggi. Recuperare i contenuti innovativi del Regolamento mai attuati (assemblee cittadine, referendum consultivi, ecc) e ripristinare l'assessorato alla Partecipazione dotato di un bilancio specifico per i quartieri.
2) Nel caso in cui i futuri Consigli di Quartiere non saranno eletti nel 2014, i nuovi organismi saranno creati direttamente dai cittadini del quartiere riuniti in assemblea che sceglieranno i nuovi consiglieri tra tutti coloro che si saranno autocandidati.

domenica 23 febbraio 2014

Consiglio Comunale: rimandata a marzo la discussione sui Quartieri

Domani sera è convocato presso la sala consiliare in seduta pubblica alle 19.30 uno degli ultimi Conigli Comunali dell'era Alparone, ma dal momento che la maggioranza non ha la certezza di avere il numero legale si è già cautelata fissando una seconda convocazione giovedì 27 febbraio 2014 alle ore 20.00
L'Ordine del giorno di domani sera contiene punti largamente condivisi, perché atti dovuti o rinnovi di convenzioni sui quali non è prevista una grande discussione, pertanto l'opposizione potrebbe anche assicurare il numero legale e consentire lo svolgimento della seduta. L'unico punto che vedrà probabilmente un po' di dibattito sarà relativo ai contenuti della convenzione delle scuole dell'infanzia paritarie. Nel corso della seduta verranno discusse anche le due interrogazioni presentate dalle consigliere del PD, Caniato e Colnago, sui temi della sicurezza in città e della cattiva manutenzione della scuola Gramsci.
Il punto più atteso che resta da dirimere in vista delle elezioni del 25 maggio è quello che domani sera non verrà discusso. Si tratta del destino dei Consigli di Quartiere la cui elezione molto probabilmente non si terrà in contemporanea con quelle per il Consiglio Comunale. La discussione sul punto, che è stata affrontata in Commissione Capigruppo la settimana scorsa, verrà probabilmente rimandata all'ultima Assemblea cittadina prima della campagna elettorale prevista entro la fine del mese di marzo.
La  mediazione raggiunta da maggioranza e opposizione sul delicato argomento è la seguente: le elezioni dei parlamentini non si terranno il 25 maggio, ma il Regolamento della Partecipazione che definisce norme e modalità di elezione degli organismi di quartiere resterà in vigore. La scelta sul futuro di queste istituzioni verrà demandata alla prossima amministrazione che, entro 6 mesi, deciderà il da farsi: eleggere nuovi Consigli di Quartiere o individuare una nuova formula di partecipazione.
 Il tema "quartieri" viene così posto in primo piano tra quelli della campagna elettorale e i partiti dovranno dire agli elettori se e come intendono garantire ai cittadini la possibilità di intervenire e contare nelle scelte di gestione del territorio.

martedì 18 febbraio 2014

Centro Sinistra - M5S: due modi di intendere partecipazione e trasparenza

Ieri si sono svolte a Paderrno Dugnano e Cormano due consultazioni organizzate da due partiti molto diversi per scegliere il nome del candidato sindaco alle elezioni amministrative di maggio. Qualche considerazione su partecipazione e trasparenza è d'obbligo.
A Paderno Dugnano si sono svolte le "comunarie" del M5Stelle, elezioni interne al gruppo grillino locale con le quali gli iscritti al movimento hanno potuto selezionare tra quattro candidati quello che sfiderà centro destra e centro sinistra. A Cormano si sono svolte le "primarie" degli iscritti ed elettori del Partito Democratico che hanno potuto fare la loro scelta tra il candidato del PD e quello di una Lista Civica.
Alla prima consultazione hanno partecipato al voto 44 elettori che hanno e la maggioranza dei suffragi, 28 voti, è andata ad Emiliano Abbati. Alla seconda hanno partecipato 804 votanti che hanno eletto con 637 voti Tatiana Cocca del PD.
Elezioni di partito le prime ed elezioni di coalizione le seconde. Poco o niente partecipate le une, molto partecipate le altre. A Cormano infatti si sono espressi oltre il 7% dei circa 11mila cittadini elettori registrati alle ultime elezioni mentre a Paderno Dugnano il livello della partecipazione è stato decisamente inferiore: 44 voti su un target di 34mila votanti nel 2013.
Ma veniamo alla trasparenza. Il Pd di Cormano ha comunicato il nome del candidato eletto e i dati della consultazione, numero di votanti e voti espressi, due ore dopo la chiusura del seggio. Il M5S di Paderno Dugnano ha postato sul suo sito solo ieri sera un comunicato sull'esito delle "comunarie" nel quale ci si parla molto addosso, ma non c'è nessun dato relativo alle elezioni. Si comunica solo il nome del candidato sindaco eletto e per i "dettagli" si rimanda alle pagine Facebook e Twitter. Uno strano modo di comunicare, come se di informare i cittadini non iscritti ai social network non importasse a nessuno. Chi non è online per i grillini è un drop out, un non cittadino?

sabato 8 febbraio 2014

Partecipazione: lo Statuto è da riscrivere

Compito dell'amministrazione di centro sinistra che ci auguriamo prenderà il posto di quella uscente sarà anche rivedere e riscrivere in parte lo Statuto e i Regolamenti comunali.
In particolare il settore al quale porre mano con attenzione è quello della "partecipazione popolare" che da tutte le forze politiche è stato indicato come il più importante per riavvicinare i cittadini alla gestione del bene comune di Paderno Dugnano.
A questo proposito Gianni Rubagotti mi ha segnalato il fatto che per lo Statuto della nostra città, fare proposte di iniziativa popolare presentando atti di competenza del Consiglio Comunale (tutti meno: bilancio e conto consuntivo comunali; assunzione di mutui; tributi, tasse e tariffe; occupazioni d'urgenza ed espropri; PGT e gli strumenti urbanistici attuativi) è più difficile e oneroso che presentare leggi di iniziativa popolare.
Nello Statuto, infatti, è scritto che è necessaria: "la presentazione di proposte sottoscritte da almeno 1/30 di cittadini residenti, vale a dire circa 1.600 firme". Una quantità assurda se si pensa che per una proposta di legge di iniziativa popolare da presentare in parlamento ne occorrono in proporzione molto meno, cioè 50mila. Se si dovesse applicare lo Statuto padernese la firme da raccogliere dovrebbero essere quasi 2milioni.
Inoltre il termine per la raccolta delle firme è di due mesi contro i cinque mesi previsti per le proposte di leggi nazionali. La Partecipazione popolare va liberata al più presto da queste pastoie e Sinistra per Paderno Dugnano si impegna a porre questa "liberazione" in cima alla lista delle sue priorità..  

lunedì 6 gennaio 2014

Inquinamento: al tavolo tecnico devono partecipare anche i cittadini

Il blog "Paderno 7", portavoce non ufficiale dell'amministrazione comunale, ci ha informato che il 3 gennaio scorso si è svolto un Tavolo Tecnico tra Comune, Arpa e Asl sull'inquinamento provocato dalla società Leganti Naturali al Villaggio Ambrosiano.
Da quell'incontro non sono però uscite soluzioni concrete e il "tavolo" sarebbe stato riconvocato mercoledì 8 gennaio. Sul blog, a questo proposito, si legge: "Comune e ARPA hanno ritenuto parziale la documentazione della Leganti Naturali in merito alle richieste del Sindaco per l’eliminazione degli odori: alla prossima riunione dovrebbero partecipare alcuni tecnici della Leganti Naturali Srl con lo scopo di illustrare accorgimenti tecnici efficaci affinché si arrivi alla soluzione definitiva del problema".
Il sindaco Alparone continua a non voler coinvolgere in questa vicenda i suoi amministrati che da oltre un mese protestano contro l'inquinamento provocato da un'azienda autorizzata dalla Regione. La prudenza dovrebbero invece consigliarlo, di fronte all'inaffidabilità di questi soggetti pubblici e privati, ad aprire il Tavolo Tecnico ai cittadini e ai loro rappresentanti. I fatti hanno dimostrato abbondantemente che tutte le scelte e le decisioni in merito alla Leganti Naturali prese finora dagli enti locali, hanno provocato solo danni alle persone e al territorio.
Consultare i padernesi e coinvolgerli nelle soluzioni possibili dell'emergenza ambientale risponde ad un elementare dovere di trasparenza e di democrazia.

martedì 29 ottobre 2013

Idee Comuni: una nuova politica per la sicurezza

E' di ieri la notizia dell'ultimo attentato intimidatorio messo a segno a Paderno Dugnano. Ad essere colpiti sono stati questa volta gli automezzi della cooperativa sociale "Sommozzatori della Terra" che cura il verde padernese, custoditi all'interno di un'area comunale,
Questo attentato è la prova che la nostra città e la sua amministrazione sono da tempo nel mirino di un'entità criminale molto aggressiva. La sicurezza è dunque il tema all'ordine del giorno e per questo motivo deve essere messo al centro del prossimo incontro di Idee Comuni, per consentire ad associazioni, comitati, partiti e cittadini interessati al bene comune di tracciare insieme i lineamenti della nuova politica della sicurezza partecipata che la futura amministrazione dovrà realizzare.
Agitata strumentalmente dalla destra in campagna elettorale nel 2009, l'emergenza sicurezza in città e nei luoghi di lavoro è letteralmente esplosa negli anni successivi e la giunta Alparone ha dovuto ammettere per bocca dello stesso Sindaco la sua incompetenza e incapacità di affrontarla, tantomeno risolverla.
'Ndrangheta, attentati alla Polizia locale, Eureco, sono gli eventi delittuosi e tragici che insieme a rapine, furti nelle abitazioni e nei negozi aumentati in modo esponenziale, hanno accompagnato la vita di questa amminiatrazione che non è mai stata nemmeno in grado di fornire dati statistici, qualitativi e quantitativi al riguardo.
La sicurezza nei luoghi di lavoro e nella città è un valore da rivendicare, difendere ed affermare con nuovi strumenti di prevenzione e repressione al fine di tutelare la sicurezza e la qualità della vita, delle persone nelle fabbriche e sul territorio.
Alcune cose da fare subito sono evidenti. La Polizia locale va gestita in modo diverso e la sua azione non deve essere contro i cittadini, ma di collaborazione con i cittadini. A questo proposito va recuperata l'esperienza positiva del Patto Locale di Sicurezza Urbana (progetti e azioni) lasciato cadere da questa amministrazione.
Associazioni padernesi quali AIEA, Medicina Democratica, Comitato Eureco, Caraterramia, hanno già avanzato delle proposte concrete in tema di sicurezza: 1) riprendere l'attività di raccolta e analisi dei dati relativi ai reati commessi sul territorio (quanti, cosa, dove) per tenere sotto controllo il trend e la diffusione dei reati. 2) l'istituzione di uno sportello sicurezza con numero verde (aperto 24x7) che raccolga le denunce dei cittadini, dotato di una task force di pronto intervento. 3) la città non ha consapevolezza di essere già oggi una discarica di sostanze tossiche e novive che è necessario mappare, ad esempio, realizzando il censimento dell'amianto coinvolgendo le famiglie in questo rilevamento capillare. 3) ci sono infine le bonifiche che vanno realizzate, i cui costi vanno posti a carico di chi ha creato l'inquinamento.
Invito dunque i promotori e gli aderenti a Idee Comuni, partendo da questo contributo (già accennato durante il primo incontro alla Sala Splendor) a farmi pervenire le loro idee e proposte al fine di integrarle in un documento programmatico da discutere e definire.

domenica 27 ottobre 2013

Lega: dove è finito il mitico popolo padano?

Dove è finito il popolo padano padernese? Inevitabile porsi questa domanda partecipando questa mattina al convegno organizzato dalla Lega Nord: "Paderno Dugnano: ieri, oggi e domani" presso l'Auditorium Tilane.
All'incontro con il quale la Lega, forza politica che governa la città dal 2009, voleva tracciare un bilancio delle attività svolte nel suo primo mandato e illustrare i suoi progetti in vista delle elezioni della prossima primavera, di cittadini elettori ce n'erano davvero pochi. Ad ascoltare in sala gli interventi dei tre assessori del Carroccio, Bogani (Territorio), Tagliabue (Cultura), Caldan (Politiche per i Giovani) e del segretario locale del partito, non si contavano più di una trentina di persone, giornalisti, osservatori e amministratori compresi.
La crisi della partecipazione tocca ormai tutte le forze politiche e anche le associazioni ne risentono, ma il deserto che ha accolto il convegno leghista merita più di una riflessione, soprattutto da parte degli organizzatori. Se dopo i primi quattro anni di governo a Paderno Dugnano questo è tutto il raccolto ottenuto, significa che qualcosa si è rotto nel rapporto con la città.
Gli interventi degli assessori padani hanno rivendicato "le tante cose fatte" dalla Lega in questi quattro anni. Hanno ricordato le politiche per i giovani, la politica culturale, la gestione del territorio, ma l'assenza dei cittadini all'iniziativa dimostra che queste cose non le hanno viste ed apprezzate. L'assenza degli elettori leghisti segnala inoltre la forte delusione per un partito che aveva promesso molto, ma alla prova dei fatti non è stato capace di rispondere alle attese.
 "L'antipolitica si crea quando i miti, gli ideali e le promesse dei partiti evaporano e si perdono" ha ricordato agli amministratori padani sul palco uno dei pochi elettori presenti in sala. Un monito che vale per tutti e con il quale la Lega nel 2014 dovrà fare i conti, anche a Paderno Dugnano.

Partecipazione: la proposta di Idee Comuni

Il dibattito di venerdì sera sulla partecipazione è stato poco partecipato. Solo una quindicina di persone si sono ritrovate allo Splendor per discutere i contenuti delle sette proposte ricevute da Idee Comuni. Ciononostante l'incontro non è stato inutile.
Il confronto ha fatto emergere alcuni punti largamente condivisi sui quali è possibile definire un nuovo modello partecipativo da presentare ai cittadini inserito in un programma elettorale e questo obiettivo dell'iniziativa si può dire raggiunto.
I punti condivisi dall'assemblea sono stati:
1) Non disperdere, ma recuperare l'esperienza dei Consigli di Quartiere e della partecipazione democratica costruiti dal centrosinistra nel 1978 a oggi. Recuperare i contenuti innovativi del Regolamento mai attuati (assemblee cittadine, referendum consultivi, ecc) e ripristinare l'assessorato alla Partecipazione dotato di un bilancio specifico per i quartieri.
2) Nel caso in cui i futuri Consigli di Quartiere non saranno eletti nel 2014, i nuovi organismi saranno creati direttamente dai cittadini del quartiere riuniti in assemblea che sceglieranno i nuovi consiglieri tra tutti coloro che si saranno autocandidati.
3) I consiglieri eletti resteranno in carica per un periodo definito dall'assemblea e avranno il compito (svolto volontariamente) di gestire l'apertura e l'uso della sede di Quartiere (riunioni ed eventi politici, sociali e culturali di circoli, associazioni, comitati e partiti) che dovrà venire attrezzata dal Comune con l'acceso Wireless alla rete per consentire comunicazione e informazione.
4) I nuovi organismi di Quartiere avranno il compito di raccogliere le istanze dei cittadini e, dopo averle discusse in assemblea, inviarle come petizioni o proposte da inserire all'ordine del giorno del Consiglio Comunale

giovedì 24 ottobre 2013

Idee Comuni, sette proposte per rilanciare la partecipazione

Nei giorni scorsi ho ricevuto e pubblicato su Padernoforum sette contributi di idee al dibattito sul tema della partecipazione, frutto di elaborazioni di singoli cittadini, di comitati e associazioni, che saranno presentati all'assemblea di "Idee Comuni" che si terrà domani sera alla Sala Splendor. 
Tutti i testi, completi o abstract, ricevuti contengono indicazioni concrete per rilanciare su nuove basi le forme della democrazia partecipativa a Paderno Dugnano. Il confronto di venerdì sera  si svilupperà a partire da questi contributi ai quali si potranno aggiungere quelli degli altri partecipanti all'incontro. Obiettivo della serata è fare mergere dal dibattito delle conclusioni condivise. Come? Votando alla fine della serata per le proposte che rispondono a domande quali: in futuro i quartieri avranno ancora un ruolo come luoghi della partecipazione? I nuovi organismi di partecipazione dovranno essere eletti o no? Saranno rappresentativi di categorie, gruppi di interesse, partiti, o no? Saranno consultivi o anche deliberativi? Su quali materie avranno competenza?
L'ideale sarebbe riuscire ad arrivare con questo metodo a far emergere delle convergenze significative sulle soluzioni da sperimentare.
I sette contributi che Padernoforum ha già pubblicato verranno stampati e distribuiti ai partecipanti. Grazie a tutti, ci vediamo venerdì sera.

mercoledì 23 ottobre 2013

Centriamo il Futuro: dai Consigli alle Consulte.

L'associazione Centriamo il Futuro parteciperà all'assemblea di "Idee Comuni" portando come contributo al dibattito il suo Progetto Quartieri che è visibile sotto forma di slide sul blog dell'associazione. Pubblico qui sotto una sintesi. 

La futura amministrazione dovrà istituire una Consulta in ogni quartiere il cui consiglio sarà costituito da cittadini singoli e rappresentanti di associazioni riconosciute dal Comune (volontariato sociale, insegnanti genitori, culturali, di categoria, ecc) parrocchie, società sportive e delle forze politiche. La finalità di tali organismi sarà stimolare la partecipazione dei cittadini. Le competenze saranno consultive e decisionali in merito agli atti che riguardano il quartiere.
Le Consulte si formano per autocandidatura dei cittadini padernesi residenti o esercitanti una professione nel quartiere, singoli o rappresentanti di un gruppo sociale, e sono costituite dall'assessore alla Partecipazione. Successivamente la Consulta provvede a eleggere Presidente e Segretario. A tre mesi dalla loro costituzione le Consulte riceveranno un mandato ufficiale dalla giunta. 
Le petizioni e interrogazioni presentate dalle consulte e le relative risposte verranno inviate ad un Assessore alla Partecipazione che provvederà a comunicarle ai Capigruppo dei partiti presenti in Consiglio Comunale. L'Assessorato ha il compito di collezionare i verbali delle sedute delle Consulte e inviarle ai Capigruppo consiliari.
La consulta si riunisce almeno 5 volte l'anno e le riunioni verranno comunicate ai cittadini dall'amministrazione. Il suo presidente rimane in carica per tutta la durata della Consulta e ha il compito di rappresentare la Consulta e attuare io provvedimenti discussi e approvati, intrattenere rapporti con l'amministrazione tramite l'Assessore alla Partecipazione.
I presidenti delle sette Consulte comunali si riuniscono 3 volte l'anno in Assemblee  dei Presidenti che verranno convocate dall'Assessore o richieste da 3 presidenti. Il verbale di queste assemblee verranno inviati ai capigruppo consiliari.


Idee Comuni: informazione, ascolto, cultura, salute

Ricevo dal cittadino Stefano Mora questo contributo al dibattito di Idee Comuni. I primi due punti da lui sottolineati, informazione e ascolto, sono i pilastri sui quali si dovrà fondare il nuovo modello di partecipazione.

Caro Carlo,
ho partecipato alla prima assemblea di Idee Comuni, ma per impegni non rinviabili, non mi sarà possibile partecipare a quella di venerdì prossimo. Vorrei comunque par pervenire il pensiero e i desideri di un cittadino qualunque.
Non so quali siano gli spazi economici che rendano possibili grandi cambiamenti, come è stato sottolineato nella scorsa riunione da Gianfranco Massetti. Credo però che sia importante per la nuova amministrazione invertire la tendenza di questi anni,  promuovere con forza una vera informazione. Informazione sui problemi da affrontare e sulle proposte per risolverli, utilizzando tutti i mezzi oggi possibili. A partire dalla Calderina, ridotta ad un foglio di mera propaganda, fino ad arrivare alla rete. Ma anche con una presenza costante e capillare del futuro sindaco e degli assessori alle iniziative sul territorio.
E veniamo al secondo punto: la capacità di ascolto. La nuova amministrazione dovrà ascoltare la gente per capire quali sono le idee ed i problemi reali ed importanti. Non abbiamo bisogno di grandi opere, ma di fatti anche piccoli che però rispondano  a reali esigenze della gente. Anche le scelte meno popolari possono essere alla fine capite ed accettate quando  le motivazioni sono chiare e soprattutto non vengono calate dall'alto come inevitabili e indiscutibili. In quest'ottica credo che la nuova amministrazione dovrà essere pronta a prendere posizioni chiare e tempestive e a comunicarle in modo non equivoco alla cittadinanza. La gente comune ha bisogno di sentire che il "comune" non è un entità lontana, ma un alleato.
Un altro punto importante è la scuola e la cultura. Per anni si è proceduto ad uno smantellamento consapevole e sistematico del sistema scolastico e dell'ambito culturale nel nostro paese. Tuttavia, ho potuto verificare in questi anni un movimento trasversale di resistenza a questo processo. Nella scuola gli insegnanti si sono fatti carico delle mancanze che via via si creavano, dimostrando una disponibilità sorprendente. Contemporaneamente parecchi genitori si sono mobilitati con lo stesso obbiettivo. Il risultato è che nelle scuole Padernesi si è salvaguardato un livello culturale importante. Ma non basta. La nuova amministrazione dovrà a mio parere sostenere sia con risorse economiche, ma anche con fantasia e vicinanza tutte le iniziative culturali. Scuola e cultura, laboratorio di idee, sono il futuro della nostra città e della nostra nazione.
Da ultimo credo che uno dei compiti più difficili del sindaco sia quello di promuovere la salute dei cittadini sul territorio. Ci sono molti problemi aperti che non hanno ricevuto risposte adeguate. Anche in questo caso, credo che anche senza investimenti importanti si possa e si debbano utilizzare le risorse disponibili per dare risposte ai problemi aperti, e per sensibilizzare la popolazione su questioni di salute pubblica importanti.
Stefano Mora

Partecipazione: prima ascoltare, poi dialogare

Segnalo il contributo di Caraterramia al dibattito sulla Partecipazione che si terrà all'assemblea di "Idee Comuni", venerdì sera alla Sala Splendor.

Il desiderio da parte dei cittadini di essere parte attiva della vita della propria comunità/società. Esserci e agire, non solo nel momento della consultazione come accade durante le elezioni, ma anche nel quotidiano.
Rendere partecipi i cittadini, includerli nei processi decisionali, significa prima di tutto fornire un'informazione adeguata sui processi e sull'azione amministrativa, significa rendere l'amministrazione trasparente, accessibile e dialogante, capace cioè di comunicare e di ascoltare. Ma quanto, questo trova riscontro nella vita sociale e politica di Paderno Dugnano?
Il più delle volte per questa amministrazione la partecipazione diventa un fastidio, ci avete votato e allora lasciateci fare. Pensate al PGT e di come volutamente non abbiano fatto informazione, il tutto presentato da cattivi venditori nelle riunioni di quartiere, dove i cittadini presenti in percentuale non raggiungevano il 5%. E ancora per quanto ci riguarda come Condomini 167, con una lettera si chiede di pagare una cifra esosa, senza allegare le stime sui calcoli e sui parametri utilizzati. Non c’è partecipazione se non c’è trasparenza, dialogo e accesso alle informazioni. E ancora la Rho Monza, nella forma più democratica e di partecipazione, la manifestazione a Paderno il sindaco, il vice sindaco e gli assessori erano assenti.
Quindi Paderno Dugnano ha bisogno di una amministrazione che ponga al centro dei propri impegni la partecipazione, prima ascoltare e poi dialogare.

Alcune proposte:
Il sito del Comune è unidirezionale. Manca uno spazio, forum o altro in cui chiunque possa porre dei quesiti o fare delle proposte. Assessori e uffici comunali sono obbligati a fornire delle risposte, con visibilità da parte di tutti.
Creando diverse mailing list (lista di indirizzi di posta elettronica) tematiche: i cittadini che si iscrivono riceveranno gli sviluppi degli argomenti a cui sono interessati. Lo facciamo noi di CARA TERRA MIA perché non lo deve fare il comune. Questo permette ai cittadini di essere informati sugli eventi senza dover andarsi a cercare i temi e gli argomenti, il più delle volte introvabili.
Promuovere corsi gratuiti finalizzati all'alfabetizzazione informatica dei cittadini in modo da renderli autonomi nel reperimento delle informazioni via web. (da fare nei quartieri gratuitamente).
Potenziando e migliorando l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) pubblicizzando problemi, quesiti e risposte. (se un cittadino segnala, un problema che riguarda la comunità tutti lo devono sapere).
Accompagnare alla distribuzione della Calderina un opuscolo che riassuma i temi trattai nei forum e di interesse della comunità, da consegnare a chi non ha comunicato l’indirizzo di posta elettronica. Dedicare spazio nell’opuscolo ad associazioni, volontariato, movimenti e comitati presenti a Paderno Dugnano (anche se indipendenti e non presenti a livello nazionale).
Fornire la copertura WI-MAX in tutta la città (copertura gratuita per tutti della connessione a internet), per rendere possibile ed estendere il più possibile il dialogo tra P.A. e Cittadini.
Mettere a punto strumenti di democrazia partecipata quali i referendum propositivi e le delibere di iniziativa popolare.
Con l'adozione del bilancio partecipativo, coinvolgere i cittadini attraverso informazioni rese e quesiti posti attraverso il sito del Comune oppure con assemblee ed incontri con i consiglieri.

martedì 22 ottobre 2013

Partecipazione: il Town Meeting di Parma

In tema di partecipazione, un esempio interessante e innovativo di cui meriterebbe discutere all'assemblea di venerdì prossimo (e di cui non a caso la stampa nazionale non ha dato notizia) è quello di Parma.
Il 29 settembre, la giunta a 5 Stelle della città emiliana ha voluto e realizzato la Giornata della Democrazia, una forma di Town Meeting che ha coinvolto diverse centinaia di cittadini (circa 300) i quali divisi in una trentina di tavoli hanno discusso e approvato 20 proposte. Queste, avendo raggiunto il maggior numero di voti dai partecipanti all'evento, sono state inviate al vaglio del Segretario Comunale per essere poi inserire in un apposito Ordine del giorno da presentare in Consiglio Comunale.
Due delle proposte riguardavano i Consigli di Quartiere, i poteri che dovevano ad essi venire conferiti, la loro composizione ed elezione.
Ai Consigli secondo i cittadini dovevano venire assegnati poteri consultivi obbligatori su: bilanci preventivi, viabilità, tessuto commerciale, urbanistica, ordine pubblico, ambiente, contributi economici per attività socio-culturali.
La loro composizione veniva così definita: i candidati eleggibili cittadini singoli residenti nel quartiere da 3 anni, non rappresentanti di partiti o associazioni, per il 50% autocandidati e 50% sorteggiati; elettori tutti i cittadini con più di 18 anni residenti nel quartiere anche da un giorno; liste diverse per autocandidati e sorteggiati al fine di mantenere la quota pari.
Adesso toccherà al Consiglio Comunale approvare, emendare o respingere la proposta.

lunedì 21 ottobre 2013

Idee Comuni: un nuovo patto per la Partecipazione

Ricevo da Oscar Figus questa nota che riassume i temi dell'intervento sulla Partecipazione che svolgerà all'assemblea di Idee Comuni venerdì 25 ottobre alla Sala Splendor.
 
A mio avviso la partecipazione non può essere una concessione e va al di là dell’essere un diritto dei cittadini ma diventa necessariamente una necessità per chi amministra.
La complessità della realtà moderna rende impossibile una percezione totale, da parte di qualsiasi amministrazione o singolo leader, di tutti i problemi, le necessità, le questioni in campo.
Certo bisogna avere chiare le priorità tra le questioni che si intendono affrontare, ma le questioni vanno affrontate chiedendo il contributo sia di chi è toccato direttamente dal problema e, soprattutto, da chi, quel problema, lo affronta da sempre.
Affrontare le questioni da questo presupposto significa cambiare l’approccio con cui si governa: non governare i cittadini ma governare con i cittadini.
Che è cosa assai diversa dal riceverli, dall’ascoltarli, anche quando se ne tiene conto.
Naturalmente di primo acchito ci sono i cittadini già organizzati su un certo problema, con la loro visione verticale della singola questione per cui hanno anche in mente delle soluzioni, ma a tutti i cittadini - oltre che per decidere - devono essere forniti gli strumenti per conoscere, comprendere, farsi una opinione e – quindi – contribuire.
Gli strumenti sono quindi essenziali ma, come dicevo,  non può essere il loro numero la misura della partecipazione. Non basta ripristinare i consigli di quartiere o le consulte, è necessario formare, informare, misurare e scegliere continuamente: un nuovo patto per la partecipazione.
Con la revisione dello statuto che definisca gli obiettivi  e gli strumenti per la partecipazione e dia mandato all’amministrazione di divulgarne l’esistenza e l’utilizzo.
Perché la trasformazione della città, a maggior ragione in questi tempi difficili e complessi, passa necessariamente dalla creazione di un “ethos” condiviso e dal costruire insieme la nostra città futura.
 

Idee Comuni: la partecipazione come garanzia delle scelte di governo

Ricevo da Mauro Anelli una nota sull'intervento sul tema "Partecipazione" che il capogruppo di PdCI-RC svolgerà all'assemblea di "Idee Comuni", venerdì sera alla Sala Splendor.

Vorremmo la partecipazione come reale possibilità democratica di tutti i cittadini nel potersi confrontare con le scelte dell’Amministrazione. In quest’ottica di “socializzazione amministrativa” e di “partecipazione attiva” vorremmo impostare la costruzione del “progetto” partecipato, strumento di vera consultazione e soprattutto di ascolto del territorio e delle sue espressioni più caratterizzanti.
Vorremmo fare della partecipazione un nostro dovere e soprattutto un diritto e un’opportunità per tutti. Dobbiamo impegnarci perché gli strumenti della comunicazione rendano sempre più visibile ciò che facciamo, cercando di creare una linea di continuità tra informazione, conoscenza e opportunità.
Il diritto del cittadino di sapere, di essere al corrente, di intervenire sui temi riguardanti la collettività deve essere garantito con un sistema integrato di interventi di informazione, di attivazione della partecipazione, di semplificazione dell’accesso agli atti e dei linguaggi della pubblica amministrazione.
Come già sperimentato nel corso dell’ultima legislatura di centro-sinistra, ho avuto modo di vivere la partecipazione in prima persona; si poteva fare di più? Sicuramente, ma oggi mi chiedo come fare nella prossima legislatura visto che non è prevista l’elezione dei Consigli di quartiere, continuare ed ampliare tale esperienza partecipativa? Con gli eletti dai partiti che forniscono un numero di candidati che poi i cittadini scelgono?
Personalmente è una opzione che in questo momento non mi convince e penso si possano sperimentare altre strade, per esempio facendo eleggere un Comitato di gestione con votazioni dirette, previa candidatura spontanea di cittadini residenti nel quartiere che vogliono garantire presenza, peculiarità, professionalità e competenza.
Mi interrogo su quali strumenti dotare questi Comitati:
- risorse economiche adeguate come nelle passate amministrazioni?
- attrezzature idonee quali i sistemi informatici oggi assenti?
- vie preferenziali e semplificazioni per accesso atti del Comune?
- ripresa del progetto di bilancio partecipativo quale quello della costruzione ed integrazione del bilancio comunale?
- audizione dei quartieri nella prima mezz’ora del Consiglio Comunale, quale contributo nella costruzione delle scelte amministrative?
Tante potranno essere le proposte che spero vengano discusse in assemblea venerdì sera. Personalmente credo che alla base della riuscita di un nuovo processo partecipativo, tutti debbano essere consapevoli che per l’amministrazione centrale il decentramento non va visto come “una cessione di potere”, ma deve essere percepito come uno stimolo partecipativo e direi quasi una forma di “garanzia” delle scelte che si intraprenderanno.

domenica 20 ottobre 2013

Idee Comuni: oltre il Bilancio Partecipativo

Gianfranco Massetti, consigliere del PD ed ex sindaco di Paderno Dugnano, ha inviato a Padernoforum il sommario sintetico dell'intervento che farà all'assemblea di Idee Comuni in programma alla Sala Splendor venerdì 25 ottobre. Invito anche gli altri partecipanti a inviare il sommario dei loro interventi.
 
Il tema della partecipazione verrà analizzato svolgendo questi punti: 
1. Il contesto locale
L'esperienza della partecipazione democratica a Paderno Dugnano dal 1978 al 2004. La partecipazione popolare e la sua “regolamentazione istituzionale” sono stati una costante della vita politica locale.
 2. I Consigli di Quartiere
Sono stati la forma originale di coniugare rappresentanza universale e “democrazia diretta”
3. Il Regolamento della Partecipazione.
Un modello che  non è stato completamente attuato.
4. Il Bilancio Partecipativo a Paderno Dugnano.
Una risposta innovativa alla crisi della partecipazione. Cos'è il Bilancio Partecipativo e come ha funzionato :punti di forza e punti di debolezza.
6. Dopo il Bilancio Partecipativo quali ipotesi per il 2014?
Una partecipazione più “molecolare".