Di questi tempi esco poco di casa. Stamattina ho voluto fare una passeggiata anche per respirare un po' di primavera, godere dei fiori e del sole. I miei quattro passi mi hanno portato in piazza della Divina Commedia dove ho fatto una scoperta.
Spinta evidentemente a giocarsi il tutto per tutto a tre settimane dalle elezioni, la giunta di destra ha deciso di spararsi le ultime cartucce facendo finalmente qualcosa di concreto. Dopo cinque anni di lamentele, critiche e domande senza risposta da parte dei cittadini, l'amministrazione di fannulloni che ha lasciato degradare in modo vergognoso la piazzetta contornata da portici sulla quale si affacciano la Biblioteca e il Centro Culturale Tilane, ha improvvisamente deciso di attaccare sotto i portici e all'esterno di questi un certo numero di lampade trasformando un antro buio e tenebroso in uno spazio urbano vivibile anche di sera e di notte.
La giunta ha completato questo intervento minimale di manutenzione decidendo finalmente di coprire, anzi di far sparire quell'immondezzaio galleggiante al quale era stata ridotta la infelice "fontana-fosso" che contribuiva al degrado della piazza, realizzando al suo posto una lunga panchina in muratura gemella di quella già esistente lungo il portico occidentale (a sin. la foto dei lavori in corso a fine aprile).
L'intervento elettorale non si è spinto fino ad aprire finalmente il parcheggio sotterraneo che da anni attende vuoto e inutile sotto la piazza, ma in fondo mancano ancora 20 giorni. Dai Sindaco, che qualche voto potresti ancora prenderlo.
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domenica 4 maggio 2014
Lampadine (e fontane) elettorali
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giovedì 27 febbraio 2014
Cosa c'è oltre la paura? L'integrazione sociale della comunità.
Il Circolo Culturale Restare Umani è
una associazione che ama affrontare in maniera non scontata
alcuni temi dell’attualità sociale e culturale. Ama farlo anche
presentando libri e favorendo quindi l’incontro con gli autori e le
loro esperienze culturali.
Ieri sera all'Auditorium Tilane il
Circolo ha presentato l'ultimo libro di Roberto Cornelli, docente
universitario e Sindaco di Cormano, "Oltre la Paura", un
saggio di criminologia politica scritto a quattro mani con Adolfo
Ceretti (dello stesso autore: Proprietà e sicurezza – 2007 e Paura
e ordine nella modernità - 2008).
A intervistarlo, Gianfranco Massetti,
consigliere comunale ed ex sindaco di Paderno Dugnano che gli ha
chiesto come prima cosa "perché questo libro" e la risposta è
stata:
Perché nelle nostre città si
discute poco o male del tema della sicurezza ed è molto diffuso il sentimento della paura, almeno a leggere i media locali. E’
ancora possibile affrontare con tanta superficialità questo tema che
invece è stato tanto approfondito? Gli stereotipi sono ancora così
forti e cosi radicati nell’animo umano che non è possibile un
approccio più razionale, più scientifico, più moderno, più
positivo? Noi abbiamo provato a partire dai dati per analizzare e
spiegare il divario esistente tra la quantità e qualità degli eventi criminosi e
la percezione di insicurezza.
Si parla spesso in Italia di incremento
dei reati e della criminalità: ma i dati scientifici cosa dicono? E’
vero?
Non è vero, c'è stato un andamento
lento di crescita fino agli anni '70, poi un impennata che è durata
fino agli anni 90. Da allora si è registrato un declino costante del
numero dei reati che continua fino ad oggi. Solo da noi e solo negli
anni 90 si è assistito ad un uso pubblico (e politico ) della paura
come strumento di rassicurazione e consenso elettorale, ma i dati
indicano che oggi l'Italia è uno dei paesi del mondo con il tasso di
criminalità più basso.
Nel libro citi varie esperienze europee
ed americane: broken windows, gated communities, civility orders? Ce
ne puoi parlare?
Le inciviltà, le società o zone
segregate-recintate con la privatizzazione degli operatori della
sicurezza, le ordinanze americane, inglesi ed italiane dei sindaci
che si sono appropriati del tema pubblico della insicurezza
(tolleranza zero) hanno tentato – sbagliando perché ledono i
diritti universali dei cittadini - di trasformare le sofferenze
urbane (homless, indigenti, tossicodipendenti, psichiatrici, writers,
immigrati) in problema “penale” comunale. Invece che costruire o
progettare una società e una comunità inclusiva, si pensa di
reprimere, separare, disinfestare….allontanare i fastidi.
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lunedì 17 febbraio 2014
Ludopatia, malattia sociale favorita dallo Stato biscazziere
Con l'adesione al Manifesto del Sindaci contro il gioco d'azzardo, il comune di Paderno si è fatto promotore della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per uniformare e razionalizzare la normativa vigente in materia di regolamentazione del gioco d'azzardo sul territorio.
Nell'ambito delle iniziative di informazione e sensibilizazzione sulla ludopatia (o GAP - Gioco d'Azzardo Patologico), si terrà l'incontro di martedì 18 febbraio alle ore 21 presso l'Auditorium Tilane.
Relatrice della serata sarà Angela Fioroni, ex-sindaco di Pero nonché principale promotrice del "Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo".
Durante la serata verranno raccolte le firme a sottoscrizione della proposta di legge d'iniziativa popolare.
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giovedì 30 gennaio 2014
La cultura nel programma di Sinistra per Paderno Dugnano
Martedì prossimo Sinistra per Paderno Dugnano ha organizzato un'assemblea pubblica nella sala consiliare del palazzo comunale per avviare un confronto aperto con tutti i cittadini, i gruppi, i partiti, i comitati e le associazioni che fanno riferimento al centro sinistra o che semplicemente aspirano a costruire un futuro migliore per la nostra città.
Tra i punti programmatici che la futura Lista Civica vuole discutere c'è la politica culturale. Uno dei fronti sui quali la sinistra si è sempre molto impegnata e che la destra in cinque anni di amministrazione ha invece dimostrato di non saper gestire perché, a differenza della giunta precedente, quella ormai dimissionaria fin dall'inizio del suo mandato ha considerato la cultura "un costo" da minimizzare e non un investimento.
Tra i punti programmatici che la futura Lista Civica vuole discutere c'è la politica culturale. Uno dei fronti sui quali la sinistra si è sempre molto impegnata e che la destra in cinque anni di amministrazione ha invece dimostrato di non saper gestire perché, a differenza della giunta precedente, quella ormai dimissionaria fin dall'inizio del suo mandato ha considerato la cultura "un costo" da minimizzare e non un investimento.
Di fatto dal 2009 a oggi l'amministrazione di Paderno Dugnano non ha espresso e attuato alcuna politica culturale, ma si è limitata a patrocinare iniziative singole di questa o quella associazione, senza scegliere né orientare. Questo non è frutto del caso, ma discende coerentemente dalla visione e dal retaggio ideologico della destra. Per la sinistra invece la politica culturale ha voluto dire in passato Metropolis 2.0 e Tilane, tante per fare due esempi concreti che fanno risaltare la differenza di visione e di azione.
Sinistra per Paderno Dugnano offre come contributo al dibattito e al confronto sul programma della futura amministrazione, una proposta che definisce la Cultura una risorsa direttamente produttiva. Vede la cultura come un valore moderno e metropolitano, non localista e dopolavoristico, uno strumento fondamentale di sviluppo e di integrazione della attuale città
sconnessa. A Paderno Dugnano possono essere progettati e realizzati
una serie di nodi culturali, attivi ed attrattivi, aperti e
interconnessi, che messi in rete daranno vita alla nuova città
virtuale la cui downtown è costituita dalle due infrastrutture esistenti. Un complesso che deve diventare la base delle nuove "fabbriche" culturali da realizzare, centri di produzione e non solo di
fruizione o meri contenitori di cultura.
La
politica culturale che la futura amministrazione deve proporre sarà basata sull'incontro e il confronto tra la produzione culturale locale e
quella dell'area metropolitana della quale facciamo parte, valorizzando le nostre risorse e promuovendone la conoscenza in città
(che spesso le ignora) e nel territorio.
L'esempio recente di questa visione politica viene non a caso da una città confinante amministrata dal centro sinistra: Cinisello Balsamo. Il
Centro culturale Il Pertini ospita AAA Aerosol Art Area, una mostra
in cui verranno esposte opere di alcuni giovani writer cinisellesi,
desiderosi di avvicinare i cittadini al linguaggio dell’arte
urbana.
La
mostra prenderà il via venerdì 31 gennaio e proseguirà, al piano
terra del Pertini, fino a domenica 9 febbraio. Il
programma prevede un live
painting (una
performance pubblica di writing) nell’area esterna del Pertini
dalle 16.00, quindi il vernissage
vero e proprio dalle 19.00, accompagnato da un tavolo di confronto
tra artisti ed amministratori locali sulla possibilità di
valorizzare la street art attraverso l’individuazione di spazi
cittadini da affidare alla creatività dei writer, in una prospettiva
di sinergia tra amministrazione ed artisti.
Un piccolo esempio che però dimostra come sia possibile senza enormi investimenti aprire la città all'incontro con le nuove espressioni delle giovani culture metropolitane che oggi mettono in relazione le grandi città del mondo. Un incontro e un'occasione di relazione di cui Paderno Dugnano ha urgente bisogno.
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martedì 3 dicembre 2013
Scarpetta presenta "Il vino naturale"
Segnalo ai lettori interessati questa iniziativa culturale enogastronomica proposta dalla associazione Scarpetta di Paderno Dugnano.
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mercoledì 27 novembre 2013
Lionello Mancini: senza legalità, non c'è impresa, innovazione, futuro
E' stata una serata per me illuminante
e credo anche per i presenti in sala, quella di ieri
sera all'auditorium Tilane dove, grazie al Circolo Restare Umani, abbiamo incontrato Lionello Mancini,
giornalista, inviato di cronaca giudiziaria de Il Sole-24 Ore, autore
del libro "L'Onere della toga".
Tra la ventina di cittadini interessati al tema della legalità venuti a parlare del suo libro che racconta attraverso le storie di cinque Pubblici Ministeri l'onerosa e difficile lotta alla corruzione nel nostro Paese, c'erano tre consiglieri comunali del centro sinistra, il presidente della sezione locale dell'Unione Commercianti, due imprenditori, tre insegnanti, il redattore del giornale parrocchiale, un paio di professionisti.
Non c'erano rappresentanti delle associazioni antimafia, non c'erano le Acli, il Sindacato, non c'erano le Forze dell'Ordine, esponenti della giunta e della maggioranza, non c'erano magistrati (a Paderno ne vivono alcuni) non c'erano avvocati né redattori dei giornali locali. Peccato perché sarebbe stato utile anche a loro ascoltare l'autore di un libro che ci ha spiegato come vivono e lavorano gli inquirenti impegnati a combattere ogni giorno contro una grave patologia, la corruzione, che è penetrata a fondo nel nostro tessuto sociale perché è stata ed è ancora una dei motori dello sviluppo distorto e in nero della nostra fragile economia.
Lionello Mancini è stato negli anni 80 mio collega al Sole-24 Ore dove allora si occupava di questo argomento come responsabile dell'inserto settimanale "Mezzogiorno" dedicato alla cronaca dell'economia meridionale. Io invece curavo l'inserto "Informatica" e scrivevo di tecnologia e innovazione nei distretti industriali. Cercammo di lavorare insieme e lui da caposervizio mi mandò a Trapani a fare un "rapporto", cioè un'inchiesta sulla realtà economica di quella provincia.
Tra la ventina di cittadini interessati al tema della legalità venuti a parlare del suo libro che racconta attraverso le storie di cinque Pubblici Ministeri l'onerosa e difficile lotta alla corruzione nel nostro Paese, c'erano tre consiglieri comunali del centro sinistra, il presidente della sezione locale dell'Unione Commercianti, due imprenditori, tre insegnanti, il redattore del giornale parrocchiale, un paio di professionisti.
Non c'erano rappresentanti delle associazioni antimafia, non c'erano le Acli, il Sindacato, non c'erano le Forze dell'Ordine, esponenti della giunta e della maggioranza, non c'erano magistrati (a Paderno ne vivono alcuni) non c'erano avvocati né redattori dei giornali locali. Peccato perché sarebbe stato utile anche a loro ascoltare l'autore di un libro che ci ha spiegato come vivono e lavorano gli inquirenti impegnati a combattere ogni giorno contro una grave patologia, la corruzione, che è penetrata a fondo nel nostro tessuto sociale perché è stata ed è ancora una dei motori dello sviluppo distorto e in nero della nostra fragile economia.
Lionello Mancini è stato negli anni 80 mio collega al Sole-24 Ore dove allora si occupava di questo argomento come responsabile dell'inserto settimanale "Mezzogiorno" dedicato alla cronaca dell'economia meridionale. Io invece curavo l'inserto "Informatica" e scrivevo di tecnologia e innovazione nei distretti industriali. Cercammo di lavorare insieme e lui da caposervizio mi mandò a Trapani a fare un "rapporto", cioè un'inchiesta sulla realtà economica di quella provincia.
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lunedì 25 novembre 2013
Giustizia: quanto pesa quella toga?
"L'onere della toga", il libro di Lionello Mancini che il Circolo Culturale Restare Umani presenterà domani sera all'Auditorium Tilane è un libro importante, di quelli che è bene leggere se si vuol capire come è difficile vivere e lavorare in quel paese "anormale" che è oggi l'Italia.
A presentarlo ai padernesi sarò io, perché Lionello è un amico (è il mio testimone di nozze), ed è un collega giornalista con il quale ho condiviso un tratto del mio percorso professionale nella redazione de Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1991. Siamo ovviamente diversi, personalmente e professionalmente, ma molte cose ci uniscono a cominciare dalla comune origine marchigiana (lui è di Fano, mia nonna paterna era di Piobbico) e dalla giovanile militanza giornalistica nei quotidiani della nuova sinistra degli anni 70. Lui ha iniziato a scrivere per Lotta Continua io per il Quotidiano dei Lavoratori, lui occupandosi di cronaca giudiziaria seguendo i processi e le inchieste sul terrorismo, io della ristrutturazione tecnologica, produttiva e sociale che stava trasformando l'Italia in una grande "fabbrica diffusa". Forse non è casuale se ci siamo ritrovati sul finire degli anni 80 a lavorare insieme per il principale quotidiano economico nazionale, lui a scrivere di mafia e magistratura, io di inquinamento, distretti industriali e informatizzazione delle imprese.
Sarò molto felice di rivederlo domani per discutere del suo libro che ci aiuta a capire, raccontando le vite di cinque "toghe", cinque anonimi magistrati che lavorano lontani dai riflettori dei media, chi sono e come vivono la loro funzione le persone che stanno dietro a quella sigla "PM" che tutti abbiamo imparato a conoscere da "Mani Pulite" ad oggi.
A presentarlo ai padernesi sarò io, perché Lionello è un amico (è il mio testimone di nozze), ed è un collega giornalista con il quale ho condiviso un tratto del mio percorso professionale nella redazione de Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1991. Siamo ovviamente diversi, personalmente e professionalmente, ma molte cose ci uniscono a cominciare dalla comune origine marchigiana (lui è di Fano, mia nonna paterna era di Piobbico) e dalla giovanile militanza giornalistica nei quotidiani della nuova sinistra degli anni 70. Lui ha iniziato a scrivere per Lotta Continua io per il Quotidiano dei Lavoratori, lui occupandosi di cronaca giudiziaria seguendo i processi e le inchieste sul terrorismo, io della ristrutturazione tecnologica, produttiva e sociale che stava trasformando l'Italia in una grande "fabbrica diffusa". Forse non è casuale se ci siamo ritrovati sul finire degli anni 80 a lavorare insieme per il principale quotidiano economico nazionale, lui a scrivere di mafia e magistratura, io di inquinamento, distretti industriali e informatizzazione delle imprese.
Sarò molto felice di rivederlo domani per discutere del suo libro che ci aiuta a capire, raccontando le vite di cinque "toghe", cinque anonimi magistrati che lavorano lontani dai riflettori dei media, chi sono e come vivono la loro funzione le persone che stanno dietro a quella sigla "PM" che tutti abbiamo imparato a conoscere da "Mani Pulite" ad oggi.
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lunedì 18 novembre 2013
Fare giustizia: Restare Umani presenta "L'onere della toga"
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domenica 27 ottobre 2013
Lega: dove è finito il mitico popolo padano?
Dove è finito il popolo padano padernese? Inevitabile porsi questa domanda partecipando questa mattina al convegno organizzato dalla Lega Nord: "Paderno Dugnano: ieri, oggi e domani" presso l'Auditorium Tilane.
All'incontro con il quale la Lega, forza politica che governa la città dal 2009, voleva tracciare un bilancio delle attività svolte nel suo primo mandato e illustrare i suoi progetti in vista delle elezioni della prossima primavera, di cittadini elettori ce n'erano davvero pochi. Ad ascoltare in sala gli interventi dei tre assessori del Carroccio, Bogani (Territorio), Tagliabue (Cultura), Caldan (Politiche per i Giovani) e del segretario locale del partito, non si contavano più di una trentina di persone, giornalisti, osservatori e amministratori compresi.
La crisi della partecipazione tocca ormai tutte le forze politiche e anche le associazioni ne risentono, ma il deserto che ha accolto il convegno leghista merita più di una riflessione, soprattutto da parte degli organizzatori. Se dopo i primi quattro anni di governo a Paderno Dugnano questo è tutto il raccolto ottenuto, significa che qualcosa si è rotto nel rapporto con la città.
Gli interventi degli assessori padani hanno rivendicato "le tante cose fatte" dalla Lega in questi quattro anni. Hanno ricordato le politiche per i giovani, la politica culturale, la gestione del territorio, ma l'assenza dei cittadini all'iniziativa dimostra che queste cose non le hanno viste ed apprezzate. L'assenza degli elettori leghisti segnala inoltre la forte delusione per un partito che aveva promesso molto, ma alla prova dei fatti non è stato capace di rispondere alle attese.
"L'antipolitica si crea quando i miti, gli ideali e le promesse dei partiti evaporano e si perdono" ha ricordato agli amministratori padani sul palco uno dei pochi elettori presenti in sala. Un monito che vale per tutti e con il quale la Lega nel 2014 dovrà fare i conti, anche a Paderno Dugnano.
All'incontro con il quale la Lega, forza politica che governa la città dal 2009, voleva tracciare un bilancio delle attività svolte nel suo primo mandato e illustrare i suoi progetti in vista delle elezioni della prossima primavera, di cittadini elettori ce n'erano davvero pochi. Ad ascoltare in sala gli interventi dei tre assessori del Carroccio, Bogani (Territorio), Tagliabue (Cultura), Caldan (Politiche per i Giovani) e del segretario locale del partito, non si contavano più di una trentina di persone, giornalisti, osservatori e amministratori compresi.
La crisi della partecipazione tocca ormai tutte le forze politiche e anche le associazioni ne risentono, ma il deserto che ha accolto il convegno leghista merita più di una riflessione, soprattutto da parte degli organizzatori. Se dopo i primi quattro anni di governo a Paderno Dugnano questo è tutto il raccolto ottenuto, significa che qualcosa si è rotto nel rapporto con la città.
Gli interventi degli assessori padani hanno rivendicato "le tante cose fatte" dalla Lega in questi quattro anni. Hanno ricordato le politiche per i giovani, la politica culturale, la gestione del territorio, ma l'assenza dei cittadini all'iniziativa dimostra che queste cose non le hanno viste ed apprezzate. L'assenza degli elettori leghisti segnala inoltre la forte delusione per un partito che aveva promesso molto, ma alla prova dei fatti non è stato capace di rispondere alle attese.
"L'antipolitica si crea quando i miti, gli ideali e le promesse dei partiti evaporano e si perdono" ha ricordato agli amministratori padani sul palco uno dei pochi elettori presenti in sala. Un monito che vale per tutti e con il quale la Lega nel 2014 dovrà fare i conti, anche a Paderno Dugnano.
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venerdì 25 ottobre 2013
PD: congresso cittadino a lista unica
Sabato pomeriggio, dalle 14 alle 19, si terrà all'Auditorium Tilane il congresso cittadino del PD per le elezioni del nuovo segretario e dei candidati al consiglio provinciale di Milano.
Dopo la decisione di riconfermare Oscar Figus alla guida della segreteria padernese, appoggiato da una sola lista, il congresso difficilmente offrirà agli osservatori molte indicazioni politiche. I nomi dei futuri membri del coordinamento, l'organismo che dovrebbe affiancare il segretario nella gestione del partito, non sono ancora noti e probabilmente sarà più interessante conoscere quelli degli esclusi dalla lista.
Più significativi saranno forse i risultati delle elezioni per il congresso provinciale che vedono la presenza di cinque iscritti padernesi nelle liste dei quattro candidati alla segreteria, a loro volta rappresentanti di diverse correnti del PD nazionale.
L'on. Ezio Casati e la consigliera Antonella Caniato si candidano a sostegno di Arianna Censi (Area Dem - Franceschini), il segretario Oscar Figus e il consigliere di quartiere, Lucio Romani, sostengono Arianna Cavicchioli (Area Bersani), Enzo Santagada, presidente dell'Associazione Rita Atria, è in lista per David Gentili che è sostenuto dall'ex segretario provinciale, Cornelli (ma anche da Pippo Civati).
Nessun padernese compare nella lista del candidato renziano, Pietro Bussolati, è questa assenza è curiosa dal momento che il sindaco di Firenze a Paderno Dugnano aveva raccolto il 34% dei voti alle primarie del 2012. Ciò significa che Renzi è gradito più agli elettori che agli iscritti?
Dopo la decisione di riconfermare Oscar Figus alla guida della segreteria padernese, appoggiato da una sola lista, il congresso difficilmente offrirà agli osservatori molte indicazioni politiche. I nomi dei futuri membri del coordinamento, l'organismo che dovrebbe affiancare il segretario nella gestione del partito, non sono ancora noti e probabilmente sarà più interessante conoscere quelli degli esclusi dalla lista.
Più significativi saranno forse i risultati delle elezioni per il congresso provinciale che vedono la presenza di cinque iscritti padernesi nelle liste dei quattro candidati alla segreteria, a loro volta rappresentanti di diverse correnti del PD nazionale.
L'on. Ezio Casati e la consigliera Antonella Caniato si candidano a sostegno di Arianna Censi (Area Dem - Franceschini), il segretario Oscar Figus e il consigliere di quartiere, Lucio Romani, sostengono Arianna Cavicchioli (Area Bersani), Enzo Santagada, presidente dell'Associazione Rita Atria, è in lista per David Gentili che è sostenuto dall'ex segretario provinciale, Cornelli (ma anche da Pippo Civati).
Nessun padernese compare nella lista del candidato renziano, Pietro Bussolati, è questa assenza è curiosa dal momento che il sindaco di Firenze a Paderno Dugnano aveva raccolto il 34% dei voti alle primarie del 2012. Ciò significa che Renzi è gradito più agli elettori che agli iscritti?
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mercoledì 18 settembre 2013
Vajont: ricordo di una strage in nome del profitto
Questa sera all'Auditorium Tilane verrà proiettato il film "Vajont - Orazione civile" di Marco Paolini per ricordare insieme la tragedia del Vajont, il crollo della diga che 50 anni fa seminò morte e distruzione nei paesi di Erto, Casso, Longarone, Castellavazzo facendo 2mila vittime. Questa estate alcuni degli organizzatori padernesi di questa serata hanno visitato i luoghi del disastro, tra loro Giovanna Baracchi che ci ha inviato questo personale ricordo della visita.
Gente ricca di umanità, gente con una forza d'animo inaspettata in quest'Italia cosi' diversamente "diversa". Questi giorni trascorsi con chi porta ancora addosso il dolore di non esser compreso per torti subiti anche anni addietro, mi ha reso una volta di piu' partecipe e soprattutto come diceva Vik (Vittorio Arrigoni) "human".
Ci sono momenti in cui il cuore smette di funzionare,si arresta non vuole ripartire per non accorgersi che fa male ascoltare lo sconvolgimento di chi ha vissuto tragedie di affetti e cose perdute per colpa di chi sapeva e poteva evitare.
"La vergogna di essere sopravvissuto ai miei familiari" queste le parole con cui Bepi ha iniziato il suo racconto, pacato, calibrando ogni vocabolo, dolorosamente il ricordo dello strazio di tutte quelle persone smembrate, di quei corpi denudati dall'onda del Vajont e soprattutto dal silenzio del "dopo" che nessuno ha mai avuto il coraggio di raccontare (voluto anche da chi ha lavorato perchè non avvenisse). L'abbandono, il rimanere in pochi a sostenere cause con tempistiche degne di paesi sottosviluppati non hanno scalfito la dignità dei pochi superstiti che sino ad oggi hanno resistito.Il maledetto profitto che continua ad influenzare le vite di tutti noi ha ucciso,continua ad uccidere senza che nessuno di noi possa rendersene conto...non è così ci siamo detti che non deve esser così.
Quando Bepi raccontava davanti a quella diga scuotevo la testa, scuotevamo la testa io, Lorena e Rossella venute da lontano per ascoltare, per ricordare, per testimoniare che esistono persone di una razza diversa: una razza umana.
Tina Merlin,Lucia Vastano, Paolini hanno avuto il coraggio di forare un muro, quel muro che era stato costruito per non concedere mai "udienza" a chi era considerato contadino o ignorante e soprattutto destinato a "pagare". Mi dico che non ho fatto nulla, solo km di strada. guidata assieme ad altre due donne, Lorena e Rossella da una grande forza, come quella di chi prima di noi ha trovato in nome di una giustizia che non c'è stata, come le scuse che mai sono arrivate o arriveranno ....Una lezione di vita che non scorderò.
(nella foto Bepi con me davanti alla diga del Vajont - 50anni dopo)
(nella foto Bepi con me davanti alla diga del Vajont - 50anni dopo)
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martedì 17 settembre 2013
Vajont Orazione Civile: proiezione all'Auditorium Tilane
Segnalo ai lettori il seguente manifesto che annuncia l'iniziativa che si terrà il prossimo mercoledì 18 settembre ore 20,30 presso l'Auditorium della biblioteca Tilane in Piazza della Divina Commedia 5 Paderno Dugnano. In programma la proiezione di: Vajont Orazione Civile - spettacolo teatrale di Marco Paolini
sabato 14 settembre 2013
Antichi casolari, "monumenti" dell'Abruzzo rurale in Tilane
E' stata inaugurata oggi allo spazio espositivo del centro Tilane una mostra di circa 20 opere dal titolo “Antichi casolari” realizzate da Giosuè Ripari.
37 anni, abruzzese di Pineto (Teramo), l'artista presentato da Antonio Lombardo, esporrà fino al 7 ottobre i suoi quadri che ritraggono scorci d’Abruzzo dipinti con tecnica ad olio, che hanno come soggetto le architetture rurali della sua regione, oggi quasi tutte in stato di abbandono.
La scelta di Ripari è appunto quella di conservare e tramandare fissandola sulla tela l'immagine di questi "monumenti" di un mondo agricolo quasi del tutto scomparso e che grazie alla sua pittura trasmettono nel tempo, forme, colori, luce e memoria di una cultura e di una società.
Insieme ai quadri l'artista espone anche una serie di sculture dipinte realizzate con materiali diversi.
37 anni, abruzzese di Pineto (Teramo), l'artista presentato da Antonio Lombardo, esporrà fino al 7 ottobre i suoi quadri che ritraggono scorci d’Abruzzo dipinti con tecnica ad olio, che hanno come soggetto le architetture rurali della sua regione, oggi quasi tutte in stato di abbandono.
La scelta di Ripari è appunto quella di conservare e tramandare fissandola sulla tela l'immagine di questi "monumenti" di un mondo agricolo quasi del tutto scomparso e che grazie alla sua pittura trasmettono nel tempo, forme, colori, luce e memoria di una cultura e di una società.
Insieme ai quadri l'artista espone anche una serie di sculture dipinte realizzate con materiali diversi.
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sabato 18 maggio 2013
Restiamo umani
I padernesi che oggi pomeriggio hanno partecipato alla presentazione del libro "Il Viaggio di Vittorio" che racconta la vita e la morte di Vittorio Arrigoni, scritto da sua madre, hanno avuto la fortuna di incontrare una persona eccezionale e il privilegio di ascoltarla descrivere la figura di un uomo straordinario.
Egidia Beretta Arrigoni non è una donna qualsiasi, come suo figlio Vittorio non era un uomo comune. Nel libro che gli ha dedicato dopo la tragica morte in Palestina, sua madre scrive: "Vittorio non era un eroe né un martire, ma solo un ragazzo che ha voluto riaffermare con una vita speciale che i diritti umani vanno rispettati e difesi ovunque".
Solo un ragazzo "che come me amava i Beatles e i Rolling Stones"? Difficile affermarlo sapendo quello che Vittorio Arrigoni ha fatto nella sua breve vita (4 febbraio 1975- 15 aprile 2011) in cui è stato volontario, attivista, pacifista, scrittore, reporter, scudo umano, difensore fino all'estremo limite dei diritti umani della popolazione palestinese e dei più deboli: le donne, i bambini, i contadini, i pescatori, vittime della violenza di una guerra che sembra non avere mai fine. Eppure ripercorrendo il suo viaggio terreno, da Bulciago in Brianza a Gaza in Palestina, raccontato da una mamma che ha scritto con gli occhi non sempre asciutti questo libro come un atto d'amore per "il suo bambino" perduto, non si può non rintracciare e riconoscere in Vittorio Arrigoni qualcosa che tutti noi abbiamo avuto dentro e avremmo voluto essere, perché è vero che egli era uno di noi che voleva restare umano. La differenza è che mentre noi che abbiamo avuto un sogno un bel giorno abbiamo smesso di sognarlo, egli invece, per vincere la sua battaglia, ha voluto continuare a sognare, come diceva Nelson Mandela, uno dei miti della sua infanzia che aveva imparato ad amare in famiglia.
Il libro di Egidia Beretta ha la forma narrativa del diario e inizia appunto con l'immagine di Vittorio bambino, descrivendolo attraverso i suoi primi temi, le cose che scriveva sui quaderni delle elementari e medie, prosegue con Vittorio ragazzo, che non amava molto studiare, ma moltissimo leggere in modo onnivoro. "Non era un intellettuale però - ha confermato durante l'incontro all'auditorium Tilane - era più portato ad agire e nell'azienda di suo padre, quando ha iniziato a lavorare dopo il diploma, preferiva guidare il camion che stare in ufficio".
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lunedì 13 maggio 2013
"Il viaggio di Vittorio", da Bulciago a Gaza
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lunedì 22 aprile 2013
Tilane: il Comune mette di nuovo all'asta un negozio
In evidenza sul sito comunale è stato pubblicato il seguente annuncio: "Avviso d'asta per
l'assegnazione in locazione di un'unità immobiliare del Comune di
Paderno Dugnano (MI) sita in via Pepe, 1 - presso il Centro Culturale
Tilane. Scadenza presentazione offerte: ore 12.00 del giorno 8 maggio
2013. Apertura offerte: ore 10.00 del giorno 10 maggio 2013"
Si tratta di un negozio di 46 metri
quadrati la cui locazione il Comune aveva già messo all'asta senza
successo ai primi di marzo. Il bando specifica che il locale verrà
affittato a rustico, cioè privo di impianti e di rivestimenti, per
un periodo di 6 anni, rinnovabili. La base d'asta è fissata in 7.100
euro di canone l'anno e sono possibili solo offerte al rialzo. Nel
bando sono escluse destinazioni d'uso del locale quali, in
particolare, bar, ristoranti, caffetterie, panifici, wine-bar ed
altri esercizi commerciali, perché "incompatibili con il
contesto del centro culturale".
martedì 16 aprile 2013
La "fontana" della Tilane è stata ripulita e svuotata. Che ne faranno?
Qualcuno nei giorni scorsi
ha letto questo blog, ha visto le fotografie (scattate da Gianni
Rubagotti) e ha pensato bene di provvedere.
Oggi una squadra di operai
ha svuotato dell'acqua sporca (con i secchi perché a loro non
risultavano esserci altri sistemi) la fontana-discarica di Piazza
Divina Commedia e l'ha ripulita dall'immondizia. Adesso che è vuota
staremo a vedere come il Comune gestirà quest'opera che avrebbe
dovuto, nelle intenzioni di chi l'ha progettata, abbellire e
ingentilire la piazza, ma si è rivelata solo fonte di
problemi.
L'importante elemento di
arredo dello spazio antistante la biblioteca civica, per come è
stato disegnato (Dio l'abbia in gloria), somiglia più a un fosso che
a una fontana. Il suo sistema di zampillo e riciclo dell'acqua non
sembra funzionare bene, probabilmente per mancanza di manutenzione e
la sua forma estetica che lo svilisce a livello di canale di scolo
attira irresistibilmente i piccoli rifiuti: lattine, pacchetti di
sigarette, mozziconi, bastoncini da gelato, cartacce, pezzi di
plastica, che si mescolano a foglie secche e altri scarti naturali.
Sono stato testimone diretto anche di un problema che forse i
progettisti della piazza non avevano previsto: causa la scarsa e
fallace illuminazione a filo d'acqua della fontana, e della piazza
che la ospita, di sera più di un passante c'è finito dentro.
Che la ripulitura di oggi
preluda a una trasformazione del fosso in altro tipo di arredo
urbano? Non si sa, ma non sapendo o volendo gestire la "fontana",
i nostri amministratori qualcosa faranno per levarsi dai piedi il
problema. Come hanno fatto a Calderara con le piante di via Toscanini
e prima ancora con la fontana di piazza della Resistenza. Modus
operandi, lombrosiano.
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sabato 13 aprile 2013
Supermilano: la fontana discarica della Tilane come biglietto da visita
Ricevo
da Gianni Rubagotti questa segnalazione su un problema di ordinario degrado che dimostra come le reiterate denunce e segnalazioni sulla mancanza di manutenzione che sta mandando in malora anche le nostre opere pubbliche più importanti non servano a niente, Questa giunta è un disastro di cui la città deve liberarsi senza se e senza ma.

Oggi
il programma padernese prevedeva a Cassina Amata: dalle
ore 14.30 alle ore 17.00 raduno e infopoint ex Villa Belloni,
via Corridori, 16, visita guidata dal Parco Belloni alla Chiesa di
Sant’Ambrogio. In mostra in via Corridori16, "Immagini
dal passato (1900-1950)", a cura di Claudio Stoppa, 300
cartoline di Paderno Dugnano che raccontano luoghi ormai mutati del
territorio comunale.

E'
iniziata oggi a Paderno Dugnano la settimana di Supermilano,
caratterizzata da una serie di eventi finalizzati ad portare
cittadini di altri comuni a visitare la nostra città.Gli eventi di
Supermilano sono un'occasione importante per diffondere una nuova
immagine di Paderno nel Nordmilano e non solo.
Oggi
il programma padernese prevedeva a Cassina Amata: dalle
ore 14.30 alle ore 17.00 raduno e infopoint ex Villa Belloni,
via Corridori, 16, visita guidata dal Parco Belloni alla Chiesa di
Sant’Ambrogio. In mostra in via Corridori16, "Immagini
dal passato (1900-1950)", a cura di Claudio Stoppa, 300
cartoline di Paderno Dugnano che raccontano luoghi ormai mutati del
territorio comunale.
Alle ore 19.00, Chiesa di Sant’Ambrogio di
Cassina Amata - via Reali, 3: l'antico organo, una straordinaria
macchina musicale. Concerto con visita guidata virtuale a
cura di "Le Voci della Città". Ingresso libero fino ad
esaurimento posti.
Alla Biblioteca Tilane invece è stata
inaugurata alle 16.00 la mostra fotografica realizzata da volontari e
detenuti del Carcere di Bollate "Uno sguardo dentro". Ma
ecco
cosa vedevano oggi in piazza Divina Commedia i visitatori. Il
biglietto da visita che la città presentava era questo: una fontana
chiusa piena di rifiuti e alghe maleodoranti. Ce lo meritiamo?
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