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sabato 18 maggio 2013

Restiamo umani

I padernesi che oggi pomeriggio hanno partecipato alla presentazione del libro "Il Viaggio di Vittorio" che racconta la vita e la morte di Vittorio Arrigoni, scritto da sua madre, hanno avuto la fortuna di incontrare una persona eccezionale e il privilegio di ascoltarla descrivere la figura di un uomo straordinario.
Egidia Beretta Arrigoni non è una donna qualsiasi, come suo figlio Vittorio non era un uomo comune. Nel libro che gli ha dedicato dopo la tragica morte in Palestina, sua madre scrive: "Vittorio non era un eroe né un martire, ma solo un ragazzo che ha voluto  riaffermare con una vita speciale che i diritti umani vanno rispettati e difesi ovunque".
Solo un ragazzo "che come me amava i Beatles e i Rolling Stones"? Difficile affermarlo sapendo quello che Vittorio Arrigoni ha fatto nella sua breve vita (4 febbraio 1975- 15 aprile 2011) in cui è stato volontario, attivista, pacifista, scrittore, reporter, scudo umano, difensore fino all'estremo limite dei diritti umani della popolazione palestinese e dei più deboli: le donne, i bambini, i contadini, i pescatori, vittime della violenza di una guerra che sembra non avere mai fine.  Eppure ripercorrendo il suo viaggio terreno, da Bulciago in Brianza a Gaza in Palestina, raccontato da una mamma che ha scritto con gli occhi non sempre asciutti questo libro come un atto d'amore per "il suo bambino" perduto, non si può non rintracciare e riconoscere in Vittorio Arrigoni qualcosa che tutti noi abbiamo avuto dentro e avremmo voluto essere, perché è vero che egli era uno di noi che voleva restare umano. 
La differenza è che mentre noi che abbiamo avuto un sogno un bel giorno abbiamo smesso di sognarlo, egli invece, per vincere la sua battaglia, ha voluto continuare a sognare, come diceva Nelson Mandela, uno dei miti della sua infanzia che aveva imparato ad amare in famiglia.
Il libro di Egidia Beretta ha la forma narrativa del diario e inizia appunto con l'immagine di Vittorio bambino, descrivendolo attraverso i suoi primi temi, le cose che scriveva sui quaderni delle elementari e medie, prosegue con Vittorio ragazzo, che non amava molto studiare, ma moltissimo leggere in modo onnivoro. "Non era un intellettuale però - ha confermato durante l'incontro all'auditorium Tilane - era più portato ad agire e nell'azienda di suo padre, quando ha iniziato a lavorare dopo il diploma, preferiva guidare il camion che stare in ufficio".

venerdì 19 aprile 2013

Il viaggio di Vittorio


"Il viaggio di Vittorio" è un libro doloroso. Un libro scritto da una madre che ricorda il figlio perduto descrivendo la sua figura come quella di un uomo che ammirava, ucciso mentre testimoniava in Palestina i loro comuni ideali.
Egidia Beretta, mamma di Vittorio Arrigoni, ha accettato l'invito del Circolo Culturale Restare Umani di venire a presentare a Paderno Dugnano il suo libro nel quale racconta la breve, intensa, appassionata vita di suo figlio, il cui barbaro assassinio, avvenuto a Gaza nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2011, è stato pianto dai giovani di tutto il mondo. 
Vittorio, "Vik", il volontario, l'attivista, il pacifista, è stata a voce libera che ci raccontava sulle pagine de Il Manifesto e su internet con il suo blog, l'inferno di Gaza dall'interno. Reportage e testimonianze dirette che ci hanno permesso di conoscere giorno dopo giorno una realtà mai così ben rappresentata, senza slogan, ma con la ferma convinzione che "conoscere è il primo passo per la soluzione". 
In Palestina, Arrigoni, ci andò la prima volta nel 2002 a fare lo scudo umano davanti a una scuola piena di bambini assediata dai carri armati israeliani. Da quel momento Vittorio affrontò molti rischi per aiutare la gente del posto e raccontare ciò che vedeva: i bombardamenti, la morte di ragazzini inermi, il dolore negli ospedali, le abitazioni distrutte.
Fra madre e figlio la corrispondenza era molto frequente "Io e Vittorio eravamo molto uniti, come idee, obiettivi e ideali, sono molto orgogliosa di lui, è sempre stato così" scrive la mamma nel libro che raccoglie una selezione di quelle lettere, dettata dal sentimento e dall'importanza del contenuto, che ci fa capire quanto fosse forte il loro legame: "Domenica scorsa ero a Nazareth. Percorro strade che rappresentano la nascita, il viaggio esistenziale, il miracolo, il calvario di un Dio che di queste terre sembra essersi scordato. Lo faccio anche per te, mummy..." gli ha scritto Vittorio in una delle sue ultime lettere.
L'incontro con Egidia Beretta si terrà all'Auditorium Tilane sabato 18 maggio alle ore 17.30.

Il viaggio di Vittorio
Egidia Beretta Arrigoni
Delai Editore - novembre 2012
Pag. 185 – Euro15