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lunedì 2 dicembre 2013

GE. TRA. ME licenzia un lavoratore perché ha osato chiedere lo stipendio

Segnalo ai lettori questo comunicato emesso dalla Filt CGIL di Monza e Brianza per denunciare il licenziamento a Paderno Dugnano di un lavoratore dipendente della GE.TRA.ME, società che fa parte del gruppo di aziende di proprietà della famiglia Merlino, attiva nel settore dei rifiuti speciali. 
 
COMUNICATO STAMPA
Alla GE.TRA.ME, se chiedi lo stipendio, vinci una lettera di licenziamento
 
È quello che è accaduto ad un lavoratore della Ge.Tra.Me di Paderno Dugnano venerdì 30 novembre che, al termine del proprio turno di lavoro, si è visto chiamare in ufficio e notificare una lettera di licenziamento, così, giusto perché sia chiaro che, non solo ti faccio lavorare, ma pretendere pure che ti paghi lo stipendio quello no, è insopportabile!
Oggi i colleghi, anche loro a credito di un paio di mensilità, hanno scioperato in massa contro il licenziamento e si preparano a farlo anche nei prossimi giorni se il licenziamento non verrà ritirato e le spettanze arretrate saldate.
Abbiamo chiesto all'azienda un incontro urgente, ma dall'azienda nessuna risposta.

Salvatore Campisi 
Segretario Generale
Filt Cgil Monza e Brianza


Ge.Tra.Me Srl, è una società di Palazzolo Milanese. Ha sede in via Mazzini 101, all'interno dell'area dove aveva sede l'Eureco (oggi SIMAS).
L'azienda opera nel settore del trasporto, trattamento e smaltimento dei rifiuti industriali fin dal 1980, iniziando l'attività come raccoglitore dell'olio esausto presso le officine meccaniche di riparazione auto e utilizzando da sempre mezzi all'avanguardia e evoluti tecnologicamente. Attualmente dispone di n.30 automezzi idonei per il trasporto delle merci e dei rifiuti pericolosi.

martedì 26 novembre 2013

Eureco: cari consiglieri comunali le vostre promesse sono lettera morta

AIEA e il Comitato a sostegno dei famigliari delle vittime e dei lavoratori Eureco, esprimono il loro dissenso in merito alla decisione presa dalla maggioranza consiliare padernese di non indire un Consiglio Comunale Aperto sulla sicurezza in città e nei luoghi di lavoro.
La scelta di derubricare la richiesta ad Assemblea cittadina, appare infatti solo un modo di prendere tempo e rimandare a lungo termine (magari dopo le elezioni) l'assunzione di impegni precisi in materia da parte dell'amministrazione.
Non che la parola data da eletti e amministratori valga a qualcosa, purtroppo. L'Associazione e il Comitato ricordano agli amministratori e ai partiti di maggioranza che già nel Consiglio Comunale Aperto del 21 febbraio 2011, tre mesi dopo la tragedia, la giunta e il sindaco Alparone, avevano preso precisi impegni elencati nel verbale di quella seduta che restano tuttora lettera morta. Nella delibera di due anni fa la giunta si impegnava a: censire i siti e le attività produttive a rischio del nostro territorio, organizzare un gruppo di lavoro interno all'Amministrazione con l'incarico di monitorare e aggiornare questa mappatura, a considerare tale mappa nella VAS del PGT, a integrare i regolamenti comunali recependo le norme regionali e degli enti preposti in materia di sicurezza sul lavoro, a sensibilizzare le aziende locali con la promozione e il patrocinio di seminari informativi in materia, nel rispetto del Codice degli Appalti stabilire che oltre una certa soglia del valore dell'appalto una parte significativa dovrà essre attribuito alla sicurezza un adeguato valore, favorire protocolli d'intesa con enti, associazioni, rappresentnze sindacali e di categoria finalizzati a migliorare i controlli sulle condizioni di lavoro e sicurezza. Non era un gran che di fronte a un a strage come quella della Eureco, ma era qualcosa. Eppure neanche questo è stato fatto.
"Come associazioni riteniamo una grave mancanza da parte di questa amministrazione comunale, che si conferma sorda e insensibile nei confronti delle vittime dell'Eureco e del lavoro, scegliere di indire un'assemblea invece che un Consiglio Comunale Aperto con la vergognosa scusa dei costi – sottolineano AIEA e Comitato Eureco -. Anche indire un'assemblea in aula consigliare comunque prevede dei costi.  E quando poi si farà quest'assemblea? Inoltre si potrebbe chiedere almeno di devolvere il gettone di presenza (in ogni caso) a favore dei lavoratori superstiti alcuni dei quali sono tutt'ora in condizioni veramente disperate".

martedì 5 novembre 2013

Massetti interpella il Sindaco sulla ex Eureco

Il Consigliere del Partito Democratico, Gianfranco Massetti ha presentato un'interpellanza a Sindaco e assessore all'Urbanistica. Massetti chiede un chiarimento sulla compatibilità della nuova attività della ex Eureco con le norme urbanistiche vigenti (PGT e PRG). Segue il testo dell'interpellanza.
 
Al Sindaco di Paderno Dugnano
All’Ass. all’Urbanistica
Oggetto: interpellanza sull’area ex-Eureco

Dal comunicato stampa dell’ Amministrazione Comunale del 28 ottobre apprendo che: “presso l’ex sito industriale di via Mazzini, autorizzato in variante urbanistica dalla Regione sin dal 1970 e dove aveva sede operativa l’ex Eureco, oggi sono presenti tre attività di consulenza e uffici. Di queste, la Simas che si occupa di commercio all’ingrosso di batterie, attrezzature informatiche e pannelli solari senza deposito di materiali. Le altre aziende presenti, già esistenti da tempo e correlate all’attività in precedenza presente, si occupano di consulenza e trasporto rifiuti ma a Paderno Dugnano hanno solo sede gli uffici amministrativi. Si conferma che sul sito di via Mazzini non ci sono attività autorizzate per il trattamento dei rifiuti, come confermato anche dagli uffici della Provincia di Milano“.
Ma le attività di cui il comunicato stampa afferma l'esistenza nell'area ex Eureco, sono compatibili con la destinazione sia del PGT che del PRG (attività di consulenza, commercio all'ingrosso, uffici amministrativi) senz'altro non assimilabili al trattamento rifiuti e quindi non approvate dalla Provincia e pertanto non costituenti variante dello strumento urbanistico generale vigente (attualmente in forza c. 6 art. 208 D.Lgs. 152/06)?
In attesa di cortese risposta chiedo che questa mia venga iscritta all’odg del prossimo Consiglio Comunale.

Gianfranco Massetti.

domenica 3 novembre 2013

Eureco: Consiglio Comunale aperto su azienda, vittime e superstiti

A tre anni dalla tragedia di Palazzolo, il Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco chiede al Sindaco di Paderno Dugnano di convocare un Consiglio Comunale aperto non solo per commemorare le vittime ma per informare i cittadini sulla situazione attuale della Eureco che ha riavviato in loco l'attività con una nuova ragione sociale, la situazione giudiziaria e soprattutto sulla condizione di grande difficoltà in cui versano i lavoratori superstiti e le famiglie che non sono ancora state risarcite dai responsabili della strage.

venerdì 1 novembre 2013

Cosa fa la Simas (ex Eureco) a Paderno Dugnano?

La Eureco ha cambiato nome e ha ripreso a lavorare nel business dei rifiuti. A questa allarmante denuncia lanciata pochi giorni fa del Comitato a difesa delle famiglie delle vittime e dei lavoratori Eureco, l'amministrazione comunale di Paderno Dugnano si è affrettata a rispondere con un comunicato stampa per rassicurare la popolazione sulla ripresa di attività dell'azienda della famiglia Merlino.
Nel comunicato il Comune sosteneva che: "La Simas si occupa di commercio all’ingrosso di batterie, attrezzature informatiche e pannelli solari senza deposito di materiali. Le altre aziende presenti, già esistenti da tempo e correlate all’attività in precedenza presente, si occupano di consulenza e trasporto rifiuti, ma a Paderno Dugnano hanno solo sede gli uffici amministrativi. Si conferma che sul sito di via Mazzini non ci sono attività autorizzate per il trattamento dei rifiuti".
Le cose non starebbero proprio così e fa specie che l'amministrazione guidata dal sindaco Alparone non dimostri un po' di prudenza in questa vicenda e nella sua ansia di troncare sopire diffonda informazioni incomplete dove invece avrebbe il dovere di essere più precisa ed affidabile.  
Da una lettura della visura camerale presso la Camera di Commercio di Milano si evince che la società Simas Srl, amministrata da Elena Merlino, figlia del titolare della Eureco (gli altri soci sono Elisabetta e Giovanni Merlino, e la lussemburghese Varfor Holding), ha rilevato dal padre l'azienda di Palazzolo nel luglio 2012. Dalla stessa visura risulta che attualmente l'attività prevalente esercitata da Simas Srl è quella indicata dal comunicato comunale, ma emerge anche che il suo oggetto sociale prevede comunque la possibilità di esercitare le stesse operazioni pericolose e rischiose della vecchia Eureco. Quelle che tre anni fa hanno ucciso in modo orrendo quattro persone.
Si legge, infatti, nel documento camerale che l'azienda può effettuare: "la raccolta, il trasporto, il conferimento agli impianti di smaltimento finali di rifiuti speciali, pericolosi e non, di rifiuti assimilabili agli urbani, di rifiuti solidi urbani, la raccolta differenziata e la distruzione di beni. L'autotrasporto di spurghi e pozzi neri, la gestione di impianti di smaltimento di rifiuti propri e di terzi".
Insomma i fatti stanno così: la Eureco cha cambiato nome e amministrata dagli stessi proprietari continua la sua attività precedente, per ora limitatamente a una parte del suo oggetto sociale, ma potrebbe a sua discrezione rimettersi a fare le stesse cose di prima. e il rischio oggettivamente esiste. Perché il Comune e la giunta di destra vogliono nascondere questo rischio ai cittadini?


martedì 29 ottobre 2013

Eureco: per il Comune è tutto ok

Dopo la denuncia da parte del Comitato a sostegno delle famiglie e dei lavoratori Eureco, che chiedeva di vigilare sulla "nuova" attività aperta nel sito della strage di lavoratori nel 2010 dalla figlia del titolare, l'amministrazione comunale ha diffuso il seguente comunicato.
 
Sede ex Eureco: nessuna attività di trattamento rifiuti
Paderno Dugnano (28 ottobre 2013). In merito a notizie recentemente diffuse anche tramite la stampa, si informa che presso l’ex sito industriale di via Mazzini, autorizzato in variante urbanistica dalla Regione sin dal 1970 e dove aveva sede operativa l’ex Eureco, oggi sono presenti tre attività di consulenza e uffici. Di queste, la Simas che si occupa di commercio all’ingrosso di batterie, attrezzature informatiche e pannelli solari senza deposito di materiali. Le altre aziende presenti, già esistenti da tempo e correlate all’attività in precedenza presente, si occupano di consulenza e trasporto rifiuti, ma a Paderno Dugnano hanno solo sede gli uffici amministrativi.
Si conferma che sul sito di via Mazzini non ci sono attività autorizzate per il trattamento dei rifiuti, come confermato anche dagli uffici della Provincia di Milano.
L’Amministrazione Comunale
 
Fin qui il comunicato rassicurante del Comune, ma non tutti sono d'accordo con quanto affermato e sollevano delle perplessità. Ci si chiede: 1) le nuove attività aperte nel sito sono in regola con le normative del nuovo strumento urbanistico? 2) le altre aziende che continuano a occuparsi di consulenza e trasporto rifiuti, direttamente collegate alla vecchia attività della Eureco, possono continuare in loco la loro l'attività?

giovedì 17 ottobre 2013

L'Eureco cambia nome e continua l'attività nel business dei rifiuti

Ricevo dal Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco il seguente comunicato stampa.

martedì 30 luglio 2013

Tragedia Eureco: heri dicebamus

"I quattro morti dell’Eureco, tragedia scientificamente legata al profitto". Dure motivazioni per la condanna inflitta al titolare. "Merlino - scrive il giudice - svolgeva la gestione dei rifiuti in modo totalmente illegale, con netta, evidente prevalenza del fine di lucro". Giovanni Merlino era il titolare dell’azienda di Paderno Dugnano dove a novembre di tre anni fa il rogo provocò quattro morti tra gli operai. La voglia di fare più soldi trattando rifiuti pericolosi che avrebbe solo dovuto stoccare, "ha comportato ovviamente aspetti di frode “formale” quale la falsificazione dei formulari e l’attribuzione ai rifiuti di codici “di comodo” che consentissero un più agevole ed economico smaltimento".


Così il Giorno di oggi, 30 luglio 2013, riporta le motivazioni della sentenza che ha con dannato mesi fa il padrone dell'azienda di Palazzolo a 5 anni di reclusione (di cui molto probabilmente non sconterà nemmeno un giorno).
E' con amara soddisfazione che leggiamo queste parole condivisibili, ma che difficilmente purtroppo porteranno ad impedire che tragedie del genere si possano ripetere. Perché non basta una sentenza ben motivata per cambiare il sistema in cui persone come Merlino si arricchiscono bordeggiando leggi e norme troppo facili da aggirare grazie alla compiacenza di chi vuole che il sistema resti com'è.
Nell'ottobre 2011, un anno dopo la strage, su Padernoforum avevo scritto queste considerazioni che ripubblico oggi.

Occorre riflettere e devono farlo tutti i cittadini, ma in primo luogo devono farlo le forze politiche e le istituzioni locali e nazionali: il sistema non è più accettabile né sostenibile. Il profitto massimo non può essere più considerato il fine che giustifica tutto. 
La vita umana deve essere posta al di sopra degli utili di qualsiasi azienda e tra la sicurezza del lavoratore e la sopravvivenza dell’azienda deve essere chiaro chi dei due soggetti ha il diritto alla vita e questo deve venire riaffermato e dichiarato un valore indisponibile.
Bisogna cambiare, non le norme che ci sono, non le sanzioni, non i controlli che ci sarebbero, ma gli enti, le istituzioni, gli uffici e i responsabili che non le attuano o le applicano con troppa discrezionalità e indulgenza, consentendo – come dimostra la vicenda Eureco, che vengano aggirate da imprenditori pluricondannati, che non controllano come dovrebbero sulle condizioni reali in cui vengono svolte le attività nelle aziende a rischio, che non vigilano sulla sicurezza di lavoratori e ambiente. 
Insomma bisogna punire, sanzionare e togliere gli incarichi agli inadempienti. Alcuni di questi soggetti, che fanno capo a istituzioni elette dai cittadini devono essere denunciati pubblicamente e i loro responsabili politici che guidano gli enti da cui dipendono devono venire puniti esemplarmente  con il voto alle prosssime elezioni amministrative, oltre a venire perseguiti penalmente e civilmente con severità dove si ravvisino responsabilità o negligenze. Quindi per iniziare a cambiare bisogna in primo luogo avviare e sostenere una grande campagna di denuncia dei responsabili dei mancati controlli e delle certificazioni troppo indulgenti a partire dai fatti fin qui emersi dall’inchiesta Eureco.

mercoledì 24 aprile 2013

Eureco: ancora uno sconto di pena. Perché?

Ricevo dal Comitato Eureco il seguente comunicato a commento della sentenza di ieri contro Giovanni Merlino che ha ottenuto dal Tribunale un ulteriore (e a detta dei familiari immotivato) sconto di pena.

martedì 9 aprile 2013

Processo Eureco: la difesa tenta di scaricare la colpa sulle vittime

COMUNICATO STAMPA 
Processo Eureco: per la difesa un vergognoso scarico di responsabilità 
sulle vittime del rogo
Tribunale di Milano 8 aprile 2013, settima udienza del processo Eureco con l'inaccettabile replica degli avvocati dell'imputato e dell'azienda, i quali, pur non essendo tecnici hanno voluto proporre una ricostruzione tecnica della tragedia diversa dalla ricostruzione puntuale espressa dal PM nella precedente udienza.
Sia nei fatti che nei modi la linea difensiva dell'imputato si dimostra scorretta e pervicacemente dilatoria, infatti dopo aver chiesto il rito abbreviato non condizionato, ottenendo agevolazioni di pena, chiede una nuova perizia tecnica dai tempi lunghissimi. Inoltre è emerso evidente il tentativo di voler scaricare le colpe sui lavoratori bruciati vivi per
irresponsabilità di un imprenditore già recidivo: condannato per i reati di omicidio colposo, incendio colposo e violazioni delle norme riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro, inquinamento e smaltimento irregolare di rifiuti pericolosi. 
Un comportamento del genere è abominevole, ancor più dopo aver saputo delle intercettazioni telefoniche del Merlino effettuate dai magistrati in cui l'imputato incita i propri difensori alla ricerca di motivazioni contro i propri dipendenti.
L'affermazione di un avvocato della difesa che “il primo ad essere addolorato per l'accaduto è
Giovanni Merlino” urta il dolore e la sofferenza dei parenti delle vittime e dei lavoratori superstiti. Confidiamo in una puntuale e meticolosa replica del Pubblico Ministero, D.ssa Manuela Massenz in occasione della prossima udienza del 23 aprile alla quale seguiranno sicuramente quelle degli avvocati delle Parti Civili per smontare e sbugiardare la ricostruzione dei difensori.
Il “Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco” si augura che il Giudice respinga la richiesta dell'imputato e che venga considerato come aggravante il tentativo dilazionatorio messo in atto da una personalità particolarmente pericolosa in cui prevalgono gli interessi personali ed il profitto a scapito dei dipendenti, della società e dell'ambiente.
Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco

martedì 26 marzo 2013

Processo Eureco: Merlino "imprenditore pericoloso"

Il Comitato Eureco ha diffuso questo comunicato a commento della richiesta  di condanna di Merlino, titolare dell'azienda, da parte del Pubblico Ministero al processo di Milano.

6 ANNI E MEZZO SARANNO SUFFICIENTI PER UN PENTIMENTO?
Tribunale di Milano, 25 marzo 2013, sesta udienza del processo Eureco, imperniata sulla requisitoria del Pubblico Ministero e degli avvocati di Parte Civile.
Il “Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco” ha molto apprezzato la precisione con cui il Pubblico Ministero, D.ssa Manuela Massenz ha elencato i fatti accaduti e la descrizione della personalità dell'imputato Giovanni Merlino.
Ha sottolineato innanzitutto la recidività del Merlino (nel 2005 aveva patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione per i reati di omicidio colposo, incendio colposo e violazioni delle norme riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro). Ha elencato le numerose inosservanze relativamente al mancato rispetto delle minime norme di sicurezza, la falsificazione dei documenti tecnici e del loro mancato aggiornamento ed inoltre ha descritto precisamente la modalità allucinante e medioevale in cui i lavoratori operavano in fabbrica, ed ha evidenziato la protervia con cui gestiva i rapporti con i dipendenti e le forme contrattuali precarie per speculazioni economiche.
Il capitolo della personalità dell'imputato è stata quanto mai puntuale, un individuo/imprenditore
particolarmente pericoloso per la società perché, nel tempo, ha usato qualsiasi modalità e metodo irregolare per massimizzare i propri profitti a scapito di tutto e di tutti. Ha rivelato che da una intercettazione telefonica l'imputato intendeva incolpare e perseguire i sui dipendenti addossando loro le responsabilità dell'accaduto.
Riteniamo molto indulgente la richiesta di pena di 6 anni, 5 mesi e 20 giorni per un soggetto che non si è minimamente ravveduto e pentito e che continua a preoccuparci per danni che ancora potrebbe provocare con le relazioni in essere. Non ci sembra comunque un buon esempio per tutti coloro che continuano ad operare nel mondo del lavoro senza rispettare le regole.
Nuovo appuntamento l'8 aprile per la replica della difesa e le controdeduzione del PM, prima della sentenza definitiva.

lunedì 25 marzo 2013

Eureco: il PM chiede 6 anni e cinque mesi per Merlino


Sei anni, 5 mesi e 20 giorni, questa la condanna chiesta dal pubblico ministero per Giovanni Merlino, titolare della Eureco di Palazzolo e responsabile della morte orrenda di 4 lavoratori bruciati vivi nella sua azienda mentre eseguivano su suo ordine delle operazioni di miscelazione di rifiuti pericolosi vietate dalle leggi.
Questa richiesta di condanna per omicidio colposo e gli altri reati accertati dalle indagini degli inquirenti e acclarate dal dibattimento in Tribunale, sono il frutto del giudizio con rito abbreviato chiesto e ottenuto dall'imputato che è un criminale recidivo dal momento che è stato già condannato anni fa per l'omicidio colposo di un altro lavoratore, bruciato vivo in circostanze simili in una sua azienda a San Nazzaro dei Burgundi (Pavia).

giovedì 17 gennaio 2013

Eureco: il rito abbreviato danneggia le vittime

Segnalo ai lettori il comunicato stampa diffuso dal Comitato Eureco a seguito dell'udienza di ieri al Tribunale di Milano.

RISARCIMENTI INSIGNIFICANTI CON PENE CHE SARANNO SICURAMENTE RIDOTTE
Tribunale di Milano, 16 gennaio 2013, quinta udienza del processo Eureco.
Già nelle precedenti udienze fu evidente la propensione del GUP all'accordo risarcitorio nei confronti delle Parti Civili tramite l'assicurazione del Merlino e dell’Eureco, senza mai forzare gli imputati ad esporsi direttamente.
Il risultato è stato un parziale anticipo provvigionale per i soli dipendenti dell'azienda, trascurando totalmente i lavoratori della cooperativa TNT, che operava esclusivamente per Eureco.
Altra decisione, da noi fortemente contestata, fu la mancata accettazione di costituzione di Parte Civile di Associazioni come A.I.E.A e Medicina Democratica, ammesse invece in altri importanti processi di omicidi sul lavoro. L'eliminazione totale delle Parti Civili avrebbe comportato sconti di pena e chiusura anticipata del processo.
Oggi, dopo aver respinto il patteggiamento proposto dagli avvocati del Merlino con l'aggiunta di un misero esborso economico, insufficiente per le spese processuali e da dividere equamente fra le 14 Parti Civili, grazie alla ferma opposizione del Pubblico Ministero, il GUP ha però deciso il rito abbreviato che favorisce gli imputati riducendo loro automaticamente di un terzo la pena che verrà sentenziata nella prossima udienza del 25 marzo oppure l'8 aprile.
Ad oltre due anni di distanza dalla tragedia di Paderno Dugnano si verifica il quadro che un
imprenditore senza scrupoli, recidivo per essere stato condannato ad 1 anno e 4 mesi per la morte di un operaio in una sua fabbrica nel 2005 in provincia di Pavia, potrebbe non fare un solo giorno di carcere.
Grave è la nostra preoccupazione per una possibile sentenza che non dia giustizia ai morti ed ai loro familiari, ai feriti ed alle vittime della logica del profitto, dello sfruttamento delle persone e della pervicace volontà di non rispettare le norme sulla sicurezza del lavoro e della difesa dell'ambiente. Se siamo sconcertati, amareggiati, di certo non siamo rassegnati e denunceremo ogni mancato rispetto della Giustizia.
Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco

mercoledì 16 gennaio 2013

Lavoratori Eureco: se questi sono uomini

Quanto vale la vita di un uomo? Per il padrone della Eureco, ritenuto responsabile della morte orrenda di quattro esseri umani, evidentemente molto poco.
Oggi in aula, al Tribunale di Milano, i suoi avvocati hanno tentato la via del patteggiamento offrendo poche migliaia di euro per risarcire le 14 parti civili in cambio di una pena minima (4 anni), ridotta di un terzo grazie al rito abbreviato, cosa che terrebbe in ogni caso Giovanni Merlino fuori dal carcere. Il Pubblico Ministero e il Giudice hanno detto di no, ma il Gup ha disposto comunque il rito abbreviato che lascia all'imputato la speranza di ottenere lo sconto sulla pena.
Questo in sintesi il risultato dell'udienza di stamattina riportato dai membri del Comitato a sostegno delle famiglie delle vittime e dei lavoratori che hanno assistito all'udienza e che ribadiscono le loro critiche al modo in cui viene condotto il processo. 
Il quotidiano online, Nordmilano24.it, ha pubblicato la denuncia del presidente del comitato, Mauro Petazzini. Egli definisce ingiusta la decisione del Gup di accettare il rito abbreviato richiesto da Merlino perché questo ridurrà la pena a un imputato di omicidio colposo plurimo, ritenuto colpevole della morte di quattro persone per la grave negligenza riscontrata nella sicurezza dei luoghi di lavoro. Un imputato recidivo perché già giudicato colpevole e condannato in passato per la morte di un altro lavoratore in una sua azienda in provincia di Pavia.
Il Comitato che annuncia un comunicato sull'accaduto lamenta anche il fatto che mentre le vittime italiane della strage dipendenti diretti della Eureco sono già state in parte risarcite dall'assicurazione i dipendenti albanesi della cooperativa morti o feriti, se rifiutano i quattro soldi offerti oggi da Merlino, dovranno aspettare molti anni la liquidazione del danno subito.
Il Tribunale ha rimandato le arringhe delle parti civili e del PM a una nuova udienza fissata per il 25 marzo.

domenica 13 gennaio 2013

Eureco: presidio alla prossima udienza

Segnalo ai lettori questo comunicato del Comitato Eureco che invita al presidio davanti al Tribunale di Milano in occasione della prossima udienza del processo al proprietario della società che finora ha rifiutato di risarcire due delle quattro vittime dell'incendio perché lavoratori albanesi di una cooperativa che lavoravano all'interno dell'azienda.

COMUNICATO STAMPA
Il “Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco” informa che mercoledì 16 gennaio 2012 si è terrà la quinta e decisiva udienza del processo Eureco.
Il GUP dovrà prendere una decisione molto importante e significativa, perché dopo il tentativo da parte dell'assicurazione degli imputati di dare una provvigionale ai familiari di due soli dipendenti interni deceduti, ad oggi non ci sono riscontri di una situazione analoga per i familiari e lavoratori della cooperativa che operava esclusivamente nell'azienda dei Merlino.
Il GUP, dopo aver rinviato quattro volte le udienze del processo nel tentativo di consentire un risarcimento degli imputati alle parti lese, ora dovrà verificare la reale volontà di far risarcire i danni della tragedia provocati dal pervicace mancato rispetto di qualsiasi norma di sicurezza sul lavoro e di rispetto dell'ambiente, anche a tutte le altri parti civili.
Nel caso non ci siano riscontri di questo genere nei confronti degli altri familiari delle vittime e lavoratori superstiti, sarà scontato il rinvio a giudizio ad un processo penale regolare per omicidio colposo nei confronti di Giovanni Merlino e della figlia.
Per manifestare l'importanza del principio che “la Giustizia non è, e non deve essere monetizzabile”, il 16 Gennaio p.v., il Comitato ed altre Associazioni impegnate su questo tema, come Medicina Democratica, A.I.E.A.: Associazione Italiana Esposti Amianto, Rete Sicurezza Milano, come di consueto durante le udienze del processo, realizzeranno un presidio davanti al Tribunale di Milano a partire dalle ore 9.00.
Si invitano Associazioni e Cittadini alla partecipazione per dare un importante segnale di rispetto dei diritti dell'uomo, dei lavoratori e dell'ambiente molto spesso dimenticato da imprenditori senza scrupolo e per far valere l'Etica e la Giustizia.

Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco
 http://cveureco.altervista.org - comitatovittime.eureco@gmail.com - Tel: 335.6863489
per solidarietà: IBAN IT71P0760101600000009791656 - causale “PRO LAVORATORI EURECO”

lunedì 3 dicembre 2012

Un sereno Natale per i superstiti Eureco

Ricevo e segnalo ai lettori questo comunicato che annuncia in occasione delle festività natalizie una iniziativa di solidarietà organizzata dall'Associazione Centriamo il Futuro e dal Comitato a sostegno dei famigliari delle vittime e dei lavoratori Eureco. 

Regala un sereno Natale ai famigliari delle vittime e ai lavoratori Eureco

Paderno Dugnano 30/11/2012 
Proposta: consegna di un centinaio di scatolette, per la raccolta fondi entro natale a favore delle vittime della tragedia Eureco e le loro famiglie, a diverse attività commerciali presenti sul territorio di Paderno Dugnano nei sette quartieri che rappresentano la città.

Modalità di svolgimento: prepareremo le scatolette sopra cui ci sarà il simbolo del Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco vicino al simbolo della nostra associazione, con una frase che reciterà: "Regala un sereno natale ai famigliari delle vittime e ai lavoratori Eureco" e le consegneremo nelle attività commerciali che accetteranno con piacere di esporle sui propri “banconi” nel periodo pre natalizio.
Ci impegneremo di proporre al comune di mettere sul suo sito l'elenco di tali attività commerciali per fornire loro un ritorno di immagine come promotori della raccolta fondi e proporremo di elencare tali attività anche alla Calderina.
Sul nostro sito e sul blog costruiremo una cartina di Paderno Dugnano con il riferimento dell'attività commerciale dove le scatoline saranno presenti con foto e post per pubblicizzarle.
Queste iniziative saranno proposte con lo scopo di invogliare ancor più gli esercenti commerciali ad aderire seriamente al progetto benefico!!!!

Tempistica: ci prodigheremo a consegnare entro il 7 dicembre il materiale nei negozi per ritirarlo il 20 dicembre.
La consegna del denaro raccolto alle famiglie delle vittime e dei lavoratori eureco avverà previo accordo con il comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori eureco e prontamente comunicato.
L'associazione invita tutti i cittadini, commercianti e non, a rendersi disponibili a collaborare per questa iniziativa benefica anche effettuando per solidarietà un bonifico sul c.c.p. Intestato a:
A.i.e.a (associazione italiana esposti amianto)
Iban: it71p0760101600000009791656 causale: contributo per i lavoratori Eureco.

lunedì 26 novembre 2012

Eureco: avvocati e magistrati parlano, le vittime soffrono

Ricevo e segnalo il comunicato emesso dal comitato di sostegno delle vittime Eureco a seguito dell'ultima udienza del processo in corso a Milano contro Giovanni Merlino, titolarfe dell'azienda di Palazzolo dove il 4 novembre 2010 morirono bruciati vivi  4 lavoratori.
COMUNICATO STAMPA
Oggi 23 Novembre 2012 si è tenuta la quarta udienza del processo Eureco e ad oltre due anni dalla tragedia si è ancora in una fase interlocutoria.
L'insistenza del GUP di ricercare la mediazione economica fra le parti responsabili della tragedia e le parti civili lese ha portato ad un nuovo rinvio dell'udienza al 16 gennaio 2013, nonostante il parere contrario di due avvocati di parte civile che chiedevano il rinvio a giudizio degli imputati.
Come comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco riteniamo questa modalità preoccupante e fuorviante.
LA GIUSTIZIA NON E', E NON DEVE ESSERE MONETIZZABILE
Il tentativo di andare incontro all'enorme disagio economico e morale di gran parte delle famiglie delle vittime e dei lavoratori sopravvissuti non può essere sostitutivo della legittima richiesta di Giustizia in un caso in cui ci siano degli imputati recidivi per tragedie analoghe (nel 2005 un morto nell'insediamento di San Nazzaro dei Burgundi) e che potrebbero, se non scoraggiati, riproporre altri disastri simili.
Come risulta evidente dalle ricostruzioni, dai numerosi incidenti verificatisi nelle aziende dei Merlino fino al tragico scoppio del 4 Novembre 2010, si evince come non siano state rispettate le più elementari norme di sicurezza per i lavoratori e operato in sfregio al territorio di Paderno Dugnano, smaltendo rifiuti altamente tossici e pericolosi contravvenendo alle regole di salvaguardia dell'ambiente.
Il Gup chiede che prima della prossima udienza di gennaio ci siano dei concreti passi da parte degli imputati per definire un congruo risarcimento. Manifestiamo una forte preoccupazione e forti dubbi, visto il palleggiamento fra imputati ed assicurazione sulla definizione di una proposta e sulla divisione in categorie fra vittime dipendenti e vittime appartenenti alla cooperativa (che lavorava esclusivamente per Eureco e “ideata” dai Merlino)
Infatti la compagnia assicuratrice sta giocando su cavilli per allungare i tempi e indebolire la tenacia di chi si trova in grave sofferenza per mancanza di lavoro e sussistenza. Quello che è scandalosamente emerso è che rispetto ai massimali di polizza la compagnia assicuratrice metterà a disposizione meno del 30% di questi valori. Abbiamo invece apprezzato l'intervento di un avvocato che si è stupito che il Gup si basi solo sulla disponibilità della Assicurazione e non abbia fatto pressione sui Merlino in una contribuzione diretta coi loro beni, ma anzi temiamo che sia già stato messo in atto un dirottamento di questi verso altri lidi. 
In conclusione riteniamo che nel processo Eureco ci siano tante disparità e diversità rispetto ad analoghi processi di tragedie nei luoghi di lavoro. Bisogna continuare a informare e vigilare perché venga rispettata la dignità umana e promossa una coscienza sull'importanza della sicurezza sul lavoro e la salvaguardia ambientale.

martedì 20 novembre 2012

Eureco, venerdì la prossima udienza

"Non dimenticare" promettono tutti quando si parla di Eureco, l'azienda dove due anni fa sono morti bruciati vivi quattro lavoratori, due italiani e due albanesi. Tutti precari, tutti vittime indifese di un sistema, quello dello "smaltimento" di rifiuti industriali, tossici e nocivi, che "legalmente" produce soldi da una parte e morti dall'altra. 
Ma poi dimenticano, mentre i sopravvissuti vivono stentatamente, senza lavoro né reddito, senza sostegno da parte delle istituzioni e con qualche aiuto di quella parte più solidale della città. Venerdì, 23 novembre, a Milano si terrà una nuova udienza, la quarta, davanti al gup Antonella Bertoja, del processo a carico di Giovanni Merlino, il titolare della Eureco accusato di omicidio colposo plurimo, traffico illecito di rifiuti pericolosi e violazione delle norme di sicurezza.
I tre lavoratori albanesi scampati per miracolo, con ferite più o meno gravi, al rogo di Palazzolo, Kasem Xhani, Ferit Meshi e Shuli Lulzim, sono parti lese nel processo assieme ai famigliari dei lavoratori uccisi sul lavoro. Sperano nel giudizio del Tribunale per ottenere almeno la giustizia terrena, cioè il risarcimento del danno che è stato fatto alla loro salute e alle loro vite uscite distrutte comunque dall'incendio. In un articolo pubblicato su il Giorno del 4 novembre 2012, si legge a proposito della loro situazione: "Kasem, il più giovane, sta cercando di ricostruirsi una vita, si è sposato da sette mesi. Ma deve fare i conti con le continue operazioni, la schiena non gli lascia pace. E a complicare tutto il lavoro che non c’è, la disoccupazione agli sgoccioli. Il collega Ferit ha finito anche quella, quattro persone sulle spalle, tre mesi d’affitto in arretrato. Shuli ha già l’avviso di sfratto in mano, è in prova in un’azienda che si occupa sempre di smaltimento rifiuti. L'unico lavoro che è riuscito a trovare e che in questo momento non può rifiutare".
Leggendo questo si capisce che il confronto tra le vittime e il padrone della Eureco, responsabile di quanto è accaduto, è e resta ineguale e inaccettabile. Loro sono in condizioni di assoluto disagio, senza lavoro, senza reddito, senza casa, minacciati di sfratto e non possono scegliere, al punto che devono accettare di tornare a lavorare in mezzo ai rifiuti, cioè a rischiare ancora vita e salute almeno per mangiare. Sperano nella giustizia terrena del Tribunale. Ma nell'attesa di una conclusione, si spera positiva, del giudizio che vita fanno? 
Aspettando che le istituzioni latitanti e distanti, sorde e grigie, si decidano a fare la loro parte pensiamo che basterebbe una "poll tax civica" di un euro a testa per dare loro l'aiuto sufficiente ad arrivare alla sentenza in condizioni più civili e dignitose oltre che meno inique e ingiuste. E' così impossibile farlo?

martedì 6 novembre 2012

Movimento 5 Stelle: parlarsi addosso con le tragedie altrui

Della serie chi sa fa e chi non fa parla o scrive (a vanvera), vi segnalo questo intervento che il portavoce del Partito Democratico di Paderno Dugnano, Oscar Figus, ha inviato ai blog.
Figus risponde così alla provocatoria, inutile e sbagliata polemica, sollevata da un'esponente del Movimento 5 Stelle e ospitata dal blog "La Scommessa" . Tema della polemica la scarsa partecipazione dei cittadini, dell'amministrazione e delle forze politiche alle manifestazioni indette per ricordare la tragedia Eureco. 
Al posto di chiedersi "cosa ho fatto io?" per impedire questo esito deludente e darne conto, la militante grillina pensa di cavarsela come sempre a basso costo facendo la prima della classe, denunciando e stigmatizzando gli altrui comportamenti. E lo fa strumentalizzando una tragedia. Segue l'intervento di Oscar Figus.

Mi spiace dover intervenire sull’argomento delle celebrazioni Eureco, mi spiace perché credo non si debbano mai strumentalizzare le tragedie per argomentare pro-posizioni di parte.
Silvana Carcano (esponente del M5S e persona che rispetto pur nella diversità di visione politica)  a mio avviso sbaglia.
Sbaglia perché trae delle conclusioni sulla sola base della giornata di domenica, evidentemente senza conoscere tutto il lavoro quotidiano che c’è al di la delle occasioni di presidio.
Il Comitato Eureco, organizzatore della giornata, è stato voluto e fondato da Lorena Tacco (di AIEA), da Mario Petazzini (di Rifondazione) e da me (segretario del PD cittadino) più altre persone  che hanno deciso che l’impegno perché questi lavoratori e le loro famiglie, pur fra tanti lavoratori e famiglie in crisi, meritavano un’attenzione particolare al di la delle legittime posizioni politiche di ognuno.
E infatti i nostri partiti, andate a vedere, non usano questo argomento nella polemica politica; è il Comitato che denuncia le assenze dell’amministrazione o di altri quando necessario o ne riconosce i contributo quando ci sono.