Visualizzazione post con etichetta processo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta processo. Mostra tutti i post

domenica 16 febbraio 2014

Lares: sit-in di protesta contro i rinvii

Riprendo dal sito dei lavoratori Lares 2012 questa notizia che annuncia una manifestazione di protesta davanti alla ex fabbrica padernese. 

L'avvocato Piergiorgio Weiss ha comunicato ai lavoratori che  si è celebrata a Napoli  l' udienza dibattimentale avanti al Tribunale che avrebbe dovuto sciogliere le riserva sulle numerose eccezioni che le difese avevano sollevato. Il Tribunale però ha ritenuto di non essere in possesso di tutti i documenti necessari per poter decidere ed ha quindi richiesto al Pubblico Ministero di produrli rinviando al 5 marzo 2014 la decisione. Dopo tanta attesa si è davanti all'ennesimo rinvio, passo dopo passo questo processo  sembra proprio volere andare verso la prescrizione. 
E' l'ennesima ingiustizia che si abbatte ancora una volta sui lavoratori che non solo si sono visti negare dalle istituzioni qualsiasi tipo di supporto in tutte le loro iniziative, compresa quella della cooperativa, adesso sembra che neppure dal fronte giudiziario, in cui hanno sempre creduto e sperato, possano vedere finalmente riconosciuti i loro diritti. 
La misura è ormai colma, i lavoratori torneranno a riunirsi mercoledì 19/02/14 alle ore 10.00, davanti ai cancelli della ex Lares per un sit-in di protesta contro i continui rinvii del processo. La vicenda Lares non è solo "affare" dei lavoratori, il fallimento di una delle aziende storiche di Paderno Dugnano è affare di tutti, poichè l'impatto della chiusura della ditta, specialmente col tipo di modalità in cui è avvenuto, è stato devastante anche per l'intera collettività ed è per questo che mercoledì ci aspettiamo il supporto di tutti  e chiediamo a chiunque avesse a disposizione un blog, un giornale, una radio, qualsiasi mezzo di informazione, di riservare uno spazio per parlare di questa vicenda.

giovedì 12 dicembre 2013

Processo Lares, nuova udienza a febbraio 2014

Il Tribunale di Napoli titolare del processo che vede imputato del reato di corruzione l'ex Commissario straordinario, Salvatore Castellano, accusato di  avere favorito nel 2006, in cambio di una sostanziosa "mazzetta" di euro, l'acquisizione della Lares da parte di Marcel Astolfi, manager già condannato per svariati reati, che portò pochi anni dopo la storica società padernese al fallimento. 130 dipendenti finirono sul lastrico senza stipendio con le loro famiglie.
La prima udienza del processo ha visto la presentazione di numerose parti civili. Oltre ai lavoratori ex Lares rimasti senza lavoro si è costituito anche il Governo e la difesa dell'imputato si è ovviamente opposta.   Di conseguenza l'udienza è stata aggiornata alla metà di febbraio 2014. "Speriamo che la cosa non vada per le lunghe - dice Angelo Lupi, della Cooperativa Lares 2012 -. La prescrizione infatti incombe. C'è tempo un anno a mezzo, ma in Italia i tempi della giustizia sono lunghissimi e il rischio c'è".

lunedì 9 dicembre 2013

Lares: domani al Tribunale di Napoli verrà fatta giustizia?


Martedì 10 dicembre, il Tribunale di Napoli deciderà se agli ex lavoratori della Lares Cozzi di Paderno Dugnano spetterà un risarcimento per i danni subiti con la perdita di posto di lavoro e reddito dal 2009 a oggi. Di questi lavoratori i giornali (e i blog locali) non parlano quasi più, come non si parla più della crisi, della deindustrializzazione della città, del vuoto di attività produttive lasciato dalla crisi e non riempito da altre iniziative. I lavoratori che hanno perso tutto a causa della truffa messa a segno da falsi imprenditori e da commissari di governo corrotti possono oggi solo sperare nella giustizia che forse verrà fatta da un Tribunale per ottenere qualche forma di risarcimento per il danno subito. Riporto qui sotto l'ultimo post pubblicato dal loro blog il 5 dicembre scorso.

Sono passati ormai 7 anni da quando nel 2006 il commissario straordinario Salvatore Castellano, in cambio di una mazzetta di svariate migliaia di euro, favori' l'acquisizione della Lares da parte di Marcel Astolfi .Castellano diede la prima ma decisiva spinta alla valanga che si abbatte' poco dopo sui 130 dipendenti dell'azienda. Le conseguenze , come tutti sanno,  furono disastrose :nel giro di un paio d'anni, la Lares venne condotta al fallimento. Nell'inchiesta che segui'  e che riguardo' anche la Metalli Preziosi, Astolfi insieme ad alcuni dei suoi collaboratori vennero riconosciuti colpevoli di svariati reati, mentre invece per l'allora commissario governativo Castellano, l'accusa fu di corruzione. Sono trascorsi molti anni da allora ma  complice anche la crisi , per la maggior parte dei lavoratori e delle loro famiglie, l'esistenza  e' ancora ferma al 2009 , l'anno in cui, a dispetto della  buona situazione commerciale, l'azienda inesplicabilmente falli'. Martedi, 10 dicembre, dopo vari rinvii, il tribunale di Napoli decidera' se nella condotta di Castellano siano ravvisabili eventuali responsabilita' nei confronti dei lavoratori e se ad essi spettera' un eventuale riconoscimento dei danni subiti. Dopo le varie condanne assegnate, adesso manca solo l'ultimo atto affinche' venga  fatta giustizia completa in questa vicenda e forse le luci torneranno ad accendersi su gli ex lavoratori Lares le loro famiglie,  abbandonati a se' stessi dalle istituzioni in tutti questi anni. Tra loro sono tante le famiglie in gravi difficolta' e sebbene l'orgoglio porti molte persone a nascondere il proprio dramma, si sa di parecchie situazioni  ormai giunte al limite. Che succedera' a queste famiglie quando, molto presto , gli ammortizzatori sociali  saranno esauriti e  con nessuna possibilita' di reimpiego all'orizzonte? E' una spirale catastrofica che per ha avuto origine 7 anni fa. Da allora si vive precariamente, senza certezze ne'  futuro, cercando un giorno dopo l' altro di restare a galla, in qualche modo. Si guarda a martedi' 10 con il fiato sospeso ma confidando ancora  nella giustizia, certi  che le decisioni che verrano prese saranno tese alla comprensione della situazione in cui versano i lavoratori e al riconoscimento dei loro diritti.

mercoledì 24 aprile 2013

Eureco: ancora uno sconto di pena. Perché?

Ricevo dal Comitato Eureco il seguente comunicato a commento della sentenza di ieri contro Giovanni Merlino che ha ottenuto dal Tribunale un ulteriore (e a detta dei familiari immotivato) sconto di pena.

martedì 9 aprile 2013

Processo Eureco: la difesa tenta di scaricare la colpa sulle vittime

COMUNICATO STAMPA 
Processo Eureco: per la difesa un vergognoso scarico di responsabilità 
sulle vittime del rogo
Tribunale di Milano 8 aprile 2013, settima udienza del processo Eureco con l'inaccettabile replica degli avvocati dell'imputato e dell'azienda, i quali, pur non essendo tecnici hanno voluto proporre una ricostruzione tecnica della tragedia diversa dalla ricostruzione puntuale espressa dal PM nella precedente udienza.
Sia nei fatti che nei modi la linea difensiva dell'imputato si dimostra scorretta e pervicacemente dilatoria, infatti dopo aver chiesto il rito abbreviato non condizionato, ottenendo agevolazioni di pena, chiede una nuova perizia tecnica dai tempi lunghissimi. Inoltre è emerso evidente il tentativo di voler scaricare le colpe sui lavoratori bruciati vivi per
irresponsabilità di un imprenditore già recidivo: condannato per i reati di omicidio colposo, incendio colposo e violazioni delle norme riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro, inquinamento e smaltimento irregolare di rifiuti pericolosi. 
Un comportamento del genere è abominevole, ancor più dopo aver saputo delle intercettazioni telefoniche del Merlino effettuate dai magistrati in cui l'imputato incita i propri difensori alla ricerca di motivazioni contro i propri dipendenti.
L'affermazione di un avvocato della difesa che “il primo ad essere addolorato per l'accaduto è
Giovanni Merlino” urta il dolore e la sofferenza dei parenti delle vittime e dei lavoratori superstiti. Confidiamo in una puntuale e meticolosa replica del Pubblico Ministero, D.ssa Manuela Massenz in occasione della prossima udienza del 23 aprile alla quale seguiranno sicuramente quelle degli avvocati delle Parti Civili per smontare e sbugiardare la ricostruzione dei difensori.
Il “Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco” si augura che il Giudice respinga la richiesta dell'imputato e che venga considerato come aggravante il tentativo dilazionatorio messo in atto da una personalità particolarmente pericolosa in cui prevalgono gli interessi personali ed il profitto a scapito dei dipendenti, della società e dell'ambiente.
Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco

martedì 26 marzo 2013

Processo Eureco: Merlino "imprenditore pericoloso"

Il Comitato Eureco ha diffuso questo comunicato a commento della richiesta  di condanna di Merlino, titolare dell'azienda, da parte del Pubblico Ministero al processo di Milano.

6 ANNI E MEZZO SARANNO SUFFICIENTI PER UN PENTIMENTO?
Tribunale di Milano, 25 marzo 2013, sesta udienza del processo Eureco, imperniata sulla requisitoria del Pubblico Ministero e degli avvocati di Parte Civile.
Il “Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco” ha molto apprezzato la precisione con cui il Pubblico Ministero, D.ssa Manuela Massenz ha elencato i fatti accaduti e la descrizione della personalità dell'imputato Giovanni Merlino.
Ha sottolineato innanzitutto la recidività del Merlino (nel 2005 aveva patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione per i reati di omicidio colposo, incendio colposo e violazioni delle norme riguardanti la sicurezza sui luoghi di lavoro). Ha elencato le numerose inosservanze relativamente al mancato rispetto delle minime norme di sicurezza, la falsificazione dei documenti tecnici e del loro mancato aggiornamento ed inoltre ha descritto precisamente la modalità allucinante e medioevale in cui i lavoratori operavano in fabbrica, ed ha evidenziato la protervia con cui gestiva i rapporti con i dipendenti e le forme contrattuali precarie per speculazioni economiche.
Il capitolo della personalità dell'imputato è stata quanto mai puntuale, un individuo/imprenditore
particolarmente pericoloso per la società perché, nel tempo, ha usato qualsiasi modalità e metodo irregolare per massimizzare i propri profitti a scapito di tutto e di tutti. Ha rivelato che da una intercettazione telefonica l'imputato intendeva incolpare e perseguire i sui dipendenti addossando loro le responsabilità dell'accaduto.
Riteniamo molto indulgente la richiesta di pena di 6 anni, 5 mesi e 20 giorni per un soggetto che non si è minimamente ravveduto e pentito e che continua a preoccuparci per danni che ancora potrebbe provocare con le relazioni in essere. Non ci sembra comunque un buon esempio per tutti coloro che continuano ad operare nel mondo del lavoro senza rispettare le regole.
Nuovo appuntamento l'8 aprile per la replica della difesa e le controdeduzione del PM, prima della sentenza definitiva.

domenica 13 gennaio 2013

Eureco: presidio alla prossima udienza

Segnalo ai lettori questo comunicato del Comitato Eureco che invita al presidio davanti al Tribunale di Milano in occasione della prossima udienza del processo al proprietario della società che finora ha rifiutato di risarcire due delle quattro vittime dell'incendio perché lavoratori albanesi di una cooperativa che lavoravano all'interno dell'azienda.

COMUNICATO STAMPA
Il “Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco” informa che mercoledì 16 gennaio 2012 si è terrà la quinta e decisiva udienza del processo Eureco.
Il GUP dovrà prendere una decisione molto importante e significativa, perché dopo il tentativo da parte dell'assicurazione degli imputati di dare una provvigionale ai familiari di due soli dipendenti interni deceduti, ad oggi non ci sono riscontri di una situazione analoga per i familiari e lavoratori della cooperativa che operava esclusivamente nell'azienda dei Merlino.
Il GUP, dopo aver rinviato quattro volte le udienze del processo nel tentativo di consentire un risarcimento degli imputati alle parti lese, ora dovrà verificare la reale volontà di far risarcire i danni della tragedia provocati dal pervicace mancato rispetto di qualsiasi norma di sicurezza sul lavoro e di rispetto dell'ambiente, anche a tutte le altri parti civili.
Nel caso non ci siano riscontri di questo genere nei confronti degli altri familiari delle vittime e lavoratori superstiti, sarà scontato il rinvio a giudizio ad un processo penale regolare per omicidio colposo nei confronti di Giovanni Merlino e della figlia.
Per manifestare l'importanza del principio che “la Giustizia non è, e non deve essere monetizzabile”, il 16 Gennaio p.v., il Comitato ed altre Associazioni impegnate su questo tema, come Medicina Democratica, A.I.E.A.: Associazione Italiana Esposti Amianto, Rete Sicurezza Milano, come di consueto durante le udienze del processo, realizzeranno un presidio davanti al Tribunale di Milano a partire dalle ore 9.00.
Si invitano Associazioni e Cittadini alla partecipazione per dare un importante segnale di rispetto dei diritti dell'uomo, dei lavoratori e dell'ambiente molto spesso dimenticato da imprenditori senza scrupolo e per far valere l'Etica e la Giustizia.

Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco
 http://cveureco.altervista.org - comitatovittime.eureco@gmail.com - Tel: 335.6863489
per solidarietà: IBAN IT71P0760101600000009791656 - causale “PRO LAVORATORI EURECO”

lunedì 26 novembre 2012

Eureco: avvocati e magistrati parlano, le vittime soffrono

Ricevo e segnalo il comunicato emesso dal comitato di sostegno delle vittime Eureco a seguito dell'ultima udienza del processo in corso a Milano contro Giovanni Merlino, titolarfe dell'azienda di Palazzolo dove il 4 novembre 2010 morirono bruciati vivi  4 lavoratori.
COMUNICATO STAMPA
Oggi 23 Novembre 2012 si è tenuta la quarta udienza del processo Eureco e ad oltre due anni dalla tragedia si è ancora in una fase interlocutoria.
L'insistenza del GUP di ricercare la mediazione economica fra le parti responsabili della tragedia e le parti civili lese ha portato ad un nuovo rinvio dell'udienza al 16 gennaio 2013, nonostante il parere contrario di due avvocati di parte civile che chiedevano il rinvio a giudizio degli imputati.
Come comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco riteniamo questa modalità preoccupante e fuorviante.
LA GIUSTIZIA NON E', E NON DEVE ESSERE MONETIZZABILE
Il tentativo di andare incontro all'enorme disagio economico e morale di gran parte delle famiglie delle vittime e dei lavoratori sopravvissuti non può essere sostitutivo della legittima richiesta di Giustizia in un caso in cui ci siano degli imputati recidivi per tragedie analoghe (nel 2005 un morto nell'insediamento di San Nazzaro dei Burgundi) e che potrebbero, se non scoraggiati, riproporre altri disastri simili.
Come risulta evidente dalle ricostruzioni, dai numerosi incidenti verificatisi nelle aziende dei Merlino fino al tragico scoppio del 4 Novembre 2010, si evince come non siano state rispettate le più elementari norme di sicurezza per i lavoratori e operato in sfregio al territorio di Paderno Dugnano, smaltendo rifiuti altamente tossici e pericolosi contravvenendo alle regole di salvaguardia dell'ambiente.
Il Gup chiede che prima della prossima udienza di gennaio ci siano dei concreti passi da parte degli imputati per definire un congruo risarcimento. Manifestiamo una forte preoccupazione e forti dubbi, visto il palleggiamento fra imputati ed assicurazione sulla definizione di una proposta e sulla divisione in categorie fra vittime dipendenti e vittime appartenenti alla cooperativa (che lavorava esclusivamente per Eureco e “ideata” dai Merlino)
Infatti la compagnia assicuratrice sta giocando su cavilli per allungare i tempi e indebolire la tenacia di chi si trova in grave sofferenza per mancanza di lavoro e sussistenza. Quello che è scandalosamente emerso è che rispetto ai massimali di polizza la compagnia assicuratrice metterà a disposizione meno del 30% di questi valori. Abbiamo invece apprezzato l'intervento di un avvocato che si è stupito che il Gup si basi solo sulla disponibilità della Assicurazione e non abbia fatto pressione sui Merlino in una contribuzione diretta coi loro beni, ma anzi temiamo che sia già stato messo in atto un dirottamento di questi verso altri lidi. 
In conclusione riteniamo che nel processo Eureco ci siano tante disparità e diversità rispetto ad analoghi processi di tragedie nei luoghi di lavoro. Bisogna continuare a informare e vigilare perché venga rispettata la dignità umana e promossa una coscienza sull'importanza della sicurezza sul lavoro e la salvaguardia ambientale.

martedì 20 novembre 2012

Eureco, venerdì la prossima udienza

"Non dimenticare" promettono tutti quando si parla di Eureco, l'azienda dove due anni fa sono morti bruciati vivi quattro lavoratori, due italiani e due albanesi. Tutti precari, tutti vittime indifese di un sistema, quello dello "smaltimento" di rifiuti industriali, tossici e nocivi, che "legalmente" produce soldi da una parte e morti dall'altra. 
Ma poi dimenticano, mentre i sopravvissuti vivono stentatamente, senza lavoro né reddito, senza sostegno da parte delle istituzioni e con qualche aiuto di quella parte più solidale della città. Venerdì, 23 novembre, a Milano si terrà una nuova udienza, la quarta, davanti al gup Antonella Bertoja, del processo a carico di Giovanni Merlino, il titolare della Eureco accusato di omicidio colposo plurimo, traffico illecito di rifiuti pericolosi e violazione delle norme di sicurezza.
I tre lavoratori albanesi scampati per miracolo, con ferite più o meno gravi, al rogo di Palazzolo, Kasem Xhani, Ferit Meshi e Shuli Lulzim, sono parti lese nel processo assieme ai famigliari dei lavoratori uccisi sul lavoro. Sperano nel giudizio del Tribunale per ottenere almeno la giustizia terrena, cioè il risarcimento del danno che è stato fatto alla loro salute e alle loro vite uscite distrutte comunque dall'incendio. In un articolo pubblicato su il Giorno del 4 novembre 2012, si legge a proposito della loro situazione: "Kasem, il più giovane, sta cercando di ricostruirsi una vita, si è sposato da sette mesi. Ma deve fare i conti con le continue operazioni, la schiena non gli lascia pace. E a complicare tutto il lavoro che non c’è, la disoccupazione agli sgoccioli. Il collega Ferit ha finito anche quella, quattro persone sulle spalle, tre mesi d’affitto in arretrato. Shuli ha già l’avviso di sfratto in mano, è in prova in un’azienda che si occupa sempre di smaltimento rifiuti. L'unico lavoro che è riuscito a trovare e che in questo momento non può rifiutare".
Leggendo questo si capisce che il confronto tra le vittime e il padrone della Eureco, responsabile di quanto è accaduto, è e resta ineguale e inaccettabile. Loro sono in condizioni di assoluto disagio, senza lavoro, senza reddito, senza casa, minacciati di sfratto e non possono scegliere, al punto che devono accettare di tornare a lavorare in mezzo ai rifiuti, cioè a rischiare ancora vita e salute almeno per mangiare. Sperano nella giustizia terrena del Tribunale. Ma nell'attesa di una conclusione, si spera positiva, del giudizio che vita fanno? 
Aspettando che le istituzioni latitanti e distanti, sorde e grigie, si decidano a fare la loro parte pensiamo che basterebbe una "poll tax civica" di un euro a testa per dare loro l'aiuto sufficiente ad arrivare alla sentenza in condizioni più civili e dignitose oltre che meno inique e ingiuste. E' così impossibile farlo?

lunedì 23 luglio 2012

Eureco: la differenza tra maiuscolo e minuscolo

La Giustizia non è di questo mondo. Non è un luogo comune è una realtà perché sulla Terra, la Giustizia con la G maiuscola, non esiste. Nei Tribunali, infatti, la Giustizia ha un altro nome, si chiama Diritto perché è un'altra cosa: è più umanamente la giustizia terrena, con la g minuscola.
Occorre ricordarlo a chi è rimasto sorpreso dall'esito delle prime udienze del processo Eureco iniziato a Milano nelle scorse settimane. Come è noto il GUP dovendo decidere sulle numerose richieste di costituzione di parte civile avanzate, oltre che dai superstiti feriti e dai famigliari delle vittime, da enti locali, associazioni, sindacati, comitati, ha ammesso solo i famigliari delle quattro vittime operaie, ed i tre lavoratori infortunati che hanno subito gravi lesioni. Sono ancora stati ammessi il Comune di Paderno Dugnano, ma solo per l’incendio, la CGIL, ma solo per il danno all’immagine, mentre il giudice ha respinto le richieste di Aiea, Medicina Democratica e del Comitato di sostegno delle vittime e dei famigliari.
Le associazioni escluse hanno diffuso un comunicato nel quale hanno denunciato la decisione del magistrato come "ingiustificata" e sostanzialmente ingiusta. Nel comunicato scrivono "Il GUP ha rinviato la discussione alla prossima udienza del 28 settembre 2012 invitando le vittime parti civili e la società EURECO a trovare un accordo monetario, quasi che si possa ridurre la giustizia a merce di scambio relegando i morti ed i feriti nel dimenticatoio, così ingiustizia è fatta!!!" e hanno ribadito che essi chiedono "Giustizia non monetizzazione".
Mi spiace dover dire che questa accusa al magistrato non la condivido perché sbagliata, inoltre non aiuta a capire chi legge senza conoscere i fatti. E i fatti nudi e crudi sono i seguenti. I famigliari delle vittime ed i lavoratori feriti in vista del processo hanno dovuto scegliere: chiedere il rinvio a giudizio del titolare della Eureco per "omicidio volontario" come hanno fatto quelli della Thyssenkrupp o chiedere di processare il padrone della Eureco (come poi è stato fatto), per "omicidio colposo plurimo aggravato".
Hanno scelto la seconda ipotesi processuale per motivi che con la Giustizia con la G maiuscola c'entrano poco, ma che sono invece basati sulla ragionevole certezza di vedere applicata concretamente la giustizia terrena. Nel primo caso infatti, se l'imprenditore responsabile della strage venisse condannato per "omicidio volontario", i superstiti e le famiglie potrebbero rivalersi solo su di lui per la "monetizzazione" del danno, dal momento che l'assicurazione non risponderebbe di nulla. Nel secondo caso invece l'assicurazione pagherà.
Insomma di fronte al rischio di vedere condannato il responsabile della morte dei lavoratori, ma di non ricevere il giusto risarcimento economico del danno patito, i lavoratori superstiti e le famiglie hanno scelto la strada della "monetizzazione". Ed è difficile dar loro torto perché il rischio che Merlino, condannato per "omicidio volontario" non avrebbe poi risarcito i danni (perché non in grado di farlo), era molto concreto.
Pertanto non è corretto oggi scandalizzarsi del fatto che il GUP abbia chiesto alle parti prima del giudizio di trovare un accordo monetario. Quel magistrato ha fatto solo il suo dovere perché il processo che si farà in autunno si concluderà comunque con una "monetizzazione" del danno. E in questo quadro non aveva oggettivamente giustificazione la presenza come "parti" delle associazioni e dei comitati.
Tutto ciò possiamo definirlo e sicuramente lo è triste e "ingiusto", ma è pur sempre la differenza che corre tra la G e la g, tra il mondo ideale e quello in cui vivono le persone in carne ed ossa. Ed i superstiti e i famigliari delle vittime della Eureco sono persone in carne ed ossa.

sabato 7 luglio 2012

Eureco: il Comitato manifesta davanti al Tribunale

Segnalo il comunicato stampa diffuso dal "Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco" che invita i cittadini a manifestare insieme davanti al Tribunale di Milano, lunedì mattina alle 8.30, in occasione dell'udienza preliminare del processo per l'omicidio di quattro lavoratori.
COMUNICATO STAMPA
Il “COMITATO A SOSTEGNO DEI FAMILIARI DELLE VITTIME E DEI LAVORATORI EURECO” informa che in data 9 luglio p.v. inizierà il processo per omicidio colposo plurimo nei confronti dei titolari dell'Eureco per la morte di quattro lavoratori avvenuta per imprudenza, negligenza, imperizia e per inosservanza delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e per trattamento e smaltimento irregolare di rifiuti pericolosi e per lesioni gravi nei confronti dei superstiti.
Ad oltre un anno e mezzo dalla tragedia (4 novembre 2010), a seguito dell'incendio provocato dalla scintilla di un muletto in avaria, morirono: Sergio Scapolan, Salvatore Catalano, Harun Zequiri e Leonard Sheu ed altri 4 operai rimasero feriti e ustionati, finalmente si apre uno spiraglio di giustizia con l'udienza preliminare di lunedì 9, nella quale si affronterà la costituzione delle “Parti Civili”.
Per il nostro Comitato sarà una prima occasione importante per verificare la risposta delle Istituzioni alle aspettative ed ai diritti negati alle famiglie delle vittime e dei lavoratori Eureco, ancora oggi inesistenti.
Infatti la quasi totalità di queste persone versa ancora in un grave stato psicologico ed in deprecabile disagio economico per la mancanza di lavoro, nessuna prospettiva positiva, abbandonati al loro disagio ed alle loro sofferenze.
Nella speranza che la Magistratura proceda speditamente verso l'accertamento della verità e l'emanazione di una sentenza giusta, il 9 luglio vedrà i “COMITATO A SOSTEGNO DEI FAMILIARI DELLE VITTIME E DEI LAVORATORI EURECO” costituirsi “Parte Civile” congiuntamente alle altre Associazioni promotrici delle iniziative organizzate per sostenere psicologicamente e materialmente queste persone: A.I.E.A. (Associazione Italiana Esposti Amianto) e Medicina Democratica.
Per richiamare l'attenzione sulla tragedia, sul disagio dei lavoratori e delle loro famiglie e perché sia da monito per non ripetere omicidi per premeditata incuranza o per dolo in nome del profitto, il 9 luglio verrà effettuata una manifestazione ed un presidio a partire dalle ore 8.30 di fronte al Tribunale di Milano in Corso di Porta Vittoria/Piazza Marco Biagi.
Si invitano tutti i cittadini e le Associazioni sensibili e solidali con queste persone trascurate delle Istituzioni a partecipare all'iniziativa perché la Giustizia faccia il suo corso rapido e giusto.
Paderno Dugnano, 05/07/2012
comitatovittime.eureco@gmail.com

lunedì 23 aprile 2012

Marò: la Corte suprema indiana ammette il ricorso italiano

Buone notizie dall'India. Il Corriere.it ci informa che la Corte suprema di New Delhi ha deciso di ammettere il ricorso presentato dall'Italia in merito all'incostituzionalità della detenzione dei nostri due marò. I giudici hanno chiesto al governo dell'Unione indiana e allo stato del Kerala di presentare una memoria. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 8 maggio.
I nostri soldati, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, erano stati arrestati con l'accusa di aver ucciso due pescatori lo scorso 15 febbraio dopo averli scambiati per pirati. Nel ricorso per "incostituzionalità", presentato dalla Repubblica italiana, si chiede che i due militari siano consegnati alle autorità di Roma in quanto la reclusione da parte della polizia del Kerala viola il principio dell'immunità sovrana e gli articoli 14 e 21 della Costituzione indiana. L'avvocato della difesa, Harish Salve, ha sottolineatodi fronte alla Corte che lo stato del Kerala è incompetente a giudicare una disputa tra due Stati sovrani e in cui sono implicati dei militari.
Nel frattempo, Latorre, uno dei due marò è finito in prima pagina sui quotidiani indiani che lo descrivono come un "eroe" per aver con il suo intervento salvato la vita a un fotoreporter che stava finendo sotto le ruote di un pulmino. Il militare accortosi del pericolo si è gettato senza esitazioni, come si vede nella fotografia, contro il veicolo riuscendo a fermarlo prima che le ruote del mezzo schiacciassero il malcapitato.