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venerdì 22 marzo 2013
martedì 12 marzo 2013
giovedì 20 dicembre 2012
India: i Marò italiani a casa "in licenza" per Natale
(corriere.it). I nostri due marò, trattenuti (sono di fatto dei prigionieri politici ndr) dal 15 febbraio scorso in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
trascorreranno il Natale a casa, con i loro cari.
Lo ha stabilito
l'Alta Corte del Kerala, chiamata questa mattina a pronunciarsi sulla
richiesta presentata dai due marò, di una licenza per le festività
natalizie. Il giudice dell'Alta Corte dello stato indiano ha disposto una
licenza di due settimane per i militari a partire dal momento in cui lasceranno il Paese. Per la
licenza dovrà essere lasciata una garanzia finanziaria di 60 milioni
di rupie, pari a oltre 826 mila euro.
domenica 2 settembre 2012
Marò: il caso davanti alla Corte Suprema indiana
Che fine hanno fatto i nostri due marò detenuti illegalmente (questa è la mia, e non solo mia, opinione) da sei mesi in India? I giornali hanno ormai smesso di darne notizia, ma io periodicamente cerco di raccogliere informazioni al riguardo consultando il web e diffonderle a chi come me segue questa vicenda di interesse nazionale e umano. Le ultime notizie sulla situazione dei nostri militari prigionieri sono state diffuse l'altro ieri dall'agenzia Reuters di cui ripubblico il sevizio.
(Reuters) - L'Italia ha portato la vicenda dei due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani davanti alla Corte Superma a Nuova Dehli, nell'ambito della disputa sulla giurisdizione del caso.
I due militari appartenevano ad una unità del battaglione San Marco imbarcato nella petroliera Enrica Lexie con funzioni antipirateria. Il 15 febbraio scorso, mentre erano in navigazione nell'Oceano Indiano, al largo dello stato del Kerala, hanno sparato contro un peschereccio, scambiandolo per una nave di pirati, come ha riferito l'Italia.
Secondo il governo italiano la sparatoria è avvenuta in acque internazionali, fuori dalla giurisdizione indiana. Nuova Dehli contesta invece questa interpretazione e sostiene che l'incidente sia avvenuto in una "zona contigua", dove si applica la legge indiana.
Il caso ha inasprito i rapporti tra Italia e India, con Roma che insiste nel pretendere che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano processati in Italia.
"Questo caso potrebbe rappresentare un nuovo precedente per una legge del genere, perché l'India non ha mai affrontato una situazione come questa", ha detto l'avvocato Diljeet Titus, che difende l'Italia presso la Corte Suprema.
Ad aprile, l'Italia ha pagato 190.000 dollari di risarcimento per ognuna delle famiglie delle vittime, che hanno lasciato cadere le accuse, ma il caso di Stato è proseguito.
L'Italia si è rivolta alla Corte Suprema dopo che l'Alta Corte del Kerala ha stabilito che i due militari possono essere giudicati secondo la legge indiana.
martedì 5 giugno 2012
India: i nostri marò sono liberi
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, finalmente liberi su cauzione, hanno potuto lasciare le uniformi (che hanno sempre indossato per sottolineare la loro identità di soldati italiani) con le quali li avevamo sempre visti da febbraio ad oggi, e indossare camicia e jeans.
Così, i due marò coinvolti in una vicenda che ha portato ai ferri corti le diplomazie indiana e italiana, dopo 104 giorni trascorsi in carcere, finalmente da uomini liberi sono saliti su un'auto bianca che li ha portati all'Hotel Trident di Kochi in India.
Varcata la soglia sono stati salutati con calore, sorrisi e strette di mano. Da oggi la loro vita riprenderà ad avere un corso quasi normale. Quasi, perché se è vero che hanno ottenuto il beneficio della libertà dietro cauzione (quasi 290mila euro), hanno l'obbligo fino al processo di non allontanarsi oltre la zona di competenza del Commissariato di Kochi. (corriere.it)
La notizia è molto positiva e anche se la strada per chiudere questa strana vicenda sarà lunga, il fatto che i nostri militari siano tornati liberi mi fa molto piacere. Ritengo pertanto di poter togliere il poster della campagna "liberiamo i nostri marò" dalla home page del blog, assicurando comunque i lettori che continuerò a seguire la storia di questi servitori dello Stato e a dare notizie dei suoi sviluppi.
La notizia è molto positiva e anche se la strada per chiudere questa strana vicenda sarà lunga, il fatto che i nostri militari siano tornati liberi mi fa molto piacere. Ritengo pertanto di poter togliere il poster della campagna "liberiamo i nostri marò" dalla home page del blog, assicurando comunque i lettori che continuerò a seguire la storia di questi servitori dello Stato e a dare notizie dei suoi sviluppi.
mercoledì 30 maggio 2012
India: marò liberi su cauzione
Buone notizie dall'India. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone potranno uscire dal carcere, dietro versamento di una cauzione. Ad aprire la strada alla decisione, la decisione del governo dello Stato indiano del Kerala di voler rinunciare, nei confronti dei due marò, alle accuse richiamate nel cosiddetto Sua Act, convenzione contro il terrorismo marittimo firmata a Roma nel 1988. L'Alta Corte del Kerala ha deciso dopo aver ascoltato le parti - difensori dei marò, e rappresentanti del governo del Kerala e di quello centrale - avrebbe dunque deciso che è opportuno, e che esistono sufficienti garanzie, per permettere ai due fucilieri del San Marco di attendere il processo in condizioni di libertà vigilata, dietro versamento di centomila rupie a testa, circa 1.500 euro.
venerdì 25 maggio 2012
I nostri marò non sono più in carcere
I marò italiani "trattenuti"
dal governo indiano del Kerala, hanno lasciato il carcere e sono oggi
ospitati nella Borstal House di Kochi, scelta come loro nuova
residenza in attesa degli sviluppi del processo. Fonti italiane
hanno sottolineato che la nuova sistemazione, che mette fine alla
loro detenzione in un carcere comune, è sicuramente decorosa.
Nell'edificio adibito a uffici i nostri marò saranno sistemati in
due stanze, ed avranno uno spazio per loro per potersi muovere e
svolgere esercizi fisici. L'udienza che era prevista per oggi davanti
all'Alta Corte di Kochi è stata rinviata a lunedì.
giovedì 17 maggio 2012
Marò: i militari lasceranno il carcere tra 20 giorni
Segnalo questo lancio di agenzia che ci
informa sulle ultime novità provenienti dall'India in merito alla
detenzione dei nostri due marò accusati senza prove di aver ucciso
due pescatori indiani e per questo in carcere da tre mesi.
(ASCA) - Roma, 17 mag - Le autorità
del Kerala hanno disposto oggi il trasferimento dei marò italiani,
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dal carcere di Trivandrum ad
un'altra struttura della città, la Borstal School di Kochi, indicata
dalla delegazione italiana come possibile alternativa alla prigione.
Lo rende noto la Farnesina, precisando che il trasferimento avverrà
tra venti giorni.
La decisione delle autorità carcerarie e di polizia è venuta allo scadere della settimana disposta dalla Corte Suprema di New Delhi per questa decisione, ed al termine di una serie di riunioni, anche con la delegazione italiana sul posto.
La decisione delle autorità carcerarie e di polizia è venuta allo scadere della settimana disposta dalla Corte Suprema di New Delhi per questa decisione, ed al termine di una serie di riunioni, anche con la delegazione italiana sul posto.
domenica 13 maggio 2012
Marò: gli italiani stanno perdendo la pazienza. Monti rischia
E' stata estesa fino al 25 maggio la
carcerazione dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre detenuti in India. Lo ha
deciso il tribunale di Kollam, dove stamane sono tornati i due
fucilieri del battaglione San Marco. Lo stesso giudice ha anche
respinto la richiesta avanzata dall'Italia di libertà su cauzione
per i due militari.
Diventa sempre più insopportabile e
inaccettabile la politica portata avanti in questo caso dal governo
Monti mentre si moltiplicano in Italia le manifestazioni di
solidarietà con i nostri militari e di critica verso il governo che si è dimostrato troppo condiscendente nei
confronti degli indiani che evidentemente perseguono obiettivi
politici che sfuggono alla maggioranza dei cittadini (nella foto i figli dei due militari alla manifestazione di Roma).
Leggere i commenti dei lettori
pubblicati dal Corriere.it è illuminante. "Chissà se l'India
si sarebbe comportata alla stessa maniera se sulla petroliera invece
che i marò ci fossero stati dei marines. Il nostro dicastero degli
Esteri non ha saputo, forse sarebbe meglio dire voluto, mostrarsi
deciso per imporre il rispetto delle leggi" scrive un lettore e
un altro commenta: "I maro' erano in missione anti-pirateria.
Consiglio di leggere qualcosa sul fenomeno (scoprendo che molti
pirati che operano nell'oceano indiano sono ex-pescatori). Nessuno
dice che i militari devono essere rilasciati, ma che, in base al
diritto internazionale, devono essere giudicati in Italia".
lunedì 23 aprile 2012
Marò: la Corte suprema indiana ammette il ricorso italiano
Buone notizie dall'India. Il Corriere.it ci informa che la Corte suprema di New Delhi ha deciso di ammettere il ricorso presentato dall'Italia in merito all'incostituzionalità della detenzione dei nostri due marò. I giudici hanno chiesto al governo dell'Unione indiana e allo stato del Kerala di presentare una memoria. La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 8 maggio.
I nostri soldati, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, erano stati arrestati con l'accusa di aver ucciso due pescatori lo scorso 15 febbraio dopo averli scambiati per pirati. Nel ricorso per "incostituzionalità", presentato dalla Repubblica italiana, si chiede che i due militari siano consegnati alle autorità di Roma in quanto la reclusione da parte della polizia del Kerala viola il principio dell'immunità sovrana e gli articoli 14 e 21 della Costituzione indiana. L'avvocato della difesa, Harish Salve, ha sottolineatodi fronte alla Corte che lo stato del Kerala è incompetente a giudicare una disputa tra due Stati sovrani e in cui sono implicati dei militari.
giovedì 12 aprile 2012
Marò: una strana perizia balistica
La vicenda dei due marò italiani detenuti in India perché sospettati di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati continua ad apparire torbida e inquinata da fattori politici esterni. Lo sostiene il Sole 24 Ore che sul suo sito smonta la perizia balistica di parte indiana secondo la quale i fucili sequestrati a bordo della nave sarebbero "compatibili" con quelli che hanno sparato le pallottole mortali.
Il quotidiano scrive che la perizia balistica, eseguita dal Forensic Sciences Laboratory, afferma che i pescatori sono stati uccisi da proietili sparati da due fucili Beretta Arx-160, armi che però non fanno parte dell'arsenale a disposizione dei marò imbarcati sulla Enrica Lexie. Gli inquirenti indiani hanno quindi sequestrato a bordo della nave italiana sei fucili AR-70/90 e due mitragliatrici Minimi ma nessun ARX-160. Come si spioega questa vistosa contraddizione? Il sospetto che gli inquirenti indiani, influenzati dalla politica locale, stiano facendo un gioco sporco sulla pelle dei nostri soldati prende sempre più corpo.
domenica 25 marzo 2012
India: i nostri Marò non hanno sparato sui pescatori, liberateli
Gli indiani tengono in carcere i fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, pur in assenza di prove concrete contro di loro. Le inspiegabili lungaggini della perizia balistica si spiegano solo con la volontà di trattenere i nostri militari per motivi prettamente politici. Riprendo da Il Sole 24 Ore uno stralcio di questo articolo di Gianandrea Gaiani che riporta i risultati di una perizia indipendente che segnalo agli interessati.
Sul caso della petroliera Enrica Lexie parla l'ingegner Luigi Di Stefano, perito tecnico che ha lavorato per alcuni tribunali italiani e consulente di società per cause legate a incidenti aerei inclusa Itavia per il "caso Ustica" che ha messo a punto un rapporto dettagliato su quanto accaduto il 15 febbraio al largo delle coste del Kerala. Un rapporto indipendente ma che dimostra come «molti elementi non quadrino» dice Di Stefano al Sole 24Ore.com. «A cominciare dall'autopsia effettuata dall'anatomopatologo del Tribunale indiano, il professor Sisikala» che ha recuperato il proiettile dal corpo di uno dei due pescatori uccisi, definendolo calibro 0,54 pollici, pari a 13 millimetri cioè un calibro oggi inesistente». «Il proiettile è stato repertato con misure indicate in modo criptico e furbesco» sostiene Di Stefano. «Se Sisikala avesse espresso le misure del proiettile in forma canonica, cioè con calibro e lunghezza in millimetri, avrebbe scritto calibro 7,62 e lunghezza 31 millimetri. Il caso sarebbe già chiuso dal 16 febbraio, giorno successivo al fattoe giorno dell'autopsia. Invece del diametro ha reso nota la "circonferenza" (credo sia la prima volta al mondo) e invece dei millimetri ha usato i centimetri». Di Stefano non ha dubbi. I dati indicati confermano che si tratta della cartuccia 7,62x54R ex sovietica, sparata dalla mitragliatrice russa PK che nulla ha a che vedere con la cartuccia 5,56x45 di unica dotazione ai nostri marò e utilizzabile sia con i fucili Beretta AR 70/90 sia con le mitragliatrici FN Minimi in dotazione». Per Di Stefano quindi «le autorità indiane sanno fin dal 16 febbraio che il calibro non è quello delle armi italiane, e anche ammettendo una doverosa verifica tutto si sarebbe risolto in una ispezione alle canne dei fucili Beretta .
lunedì 19 marzo 2012
India: la vita dei nostri soldati vale meno di 15 miliardi?
La carcerazione preventiva per i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani che loro ritenevano essere pirati, è stata estesa per altri 14 giorni su ordine del magistrato di Kollam in India. E' da più di un mese che i nostri due soldati sono prigionieri nello stato del Kerala (la foto è tratta da Panorama.it), sequestrati di fatto dalla politica locale che li sta usando biecamente per la sua campagna elettorale. Oggi si aprono i seggi ed è questo il motivo che tiene in galera i nostri connazionali.
Ma l'interesse politico locale non è sufficiente a giustificare la brutta piega presa dalla vicenda. Ci sono troppe incongruenze dietro il comportamento degli indiani- Perché ci vuole più di un mese per fare le perizie balistiche sulle armi dei due marò? Perché la magistratura del Kerala si rifiuta di far eseguire le autopsie sui cadaveri dei due pescatori uccisi, delitto di cui sono accusati i nostri soldati? A quale disegno ostile risponde questa evidente provocazione nei confronti dell'Italia?
L'improvviso deteriorarsi delle relazioni tra i due Paesi potrebbe venire spiegato dal fatto che queste sono troppo favorevoli per noi e la cosa infastidisce molto qualcuno che ha interessi contrari. Il nostro governo lo sa bene ed è per questo motivo che Monti tace. Gli scambi commerciali tra i Italia e India hanno raggiunto e superato i 7,5 miliardi di euro nel 2011, con un +25% rispetto al 2010. Le imprese italiane sono molto attive nei settori auto, moda e infrastrutture e il nostro obiettivo è espandere il business fino ad arrivare a 15 miliardi nel 2015.
Dietro la vicenda processuale dei due marò ci sono dunque corposi interessi economici, ma questi non possono pregiudicare a lungo l'onore nazionale. Se tra quindici giorni i due soldati non verranno liberati, il governo dei professori deve fare qualcosa di più convincente per difendere la nostra dignità.
giovedì 8 marzo 2012
Riportiamo a casa i nostri marò
Come potrete vedere nella colonna di destra ho deciso di aderire alla campagna nazionale "Salviamo i nostri marò" che chiede al governo Monti di fare di tutto per riportare a casa al più presto i nostri due lagunari incarcerati ingiustamente in India.
I due sottufficiali del Reggimento San Marco, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, imbarcati come scorta armata su una petroliera in funzione anti pirateria nell'Oceano Indiano, sono stati coinvolti in un conflitto a fuoco sul quale permangono molti lati oscuri, avvenuto comunque in acque internazionali dove l'India non ha giurisdizione.
Attirati in modo fraudolento in un porto indiano e fatti scendere a terra con una scusa, vengono oggi usati come ostaggi di una contrapposizione politica interna allo stato del Kerala dove è in corso una competizione elettorale che li sta sfruttando come strumenti di lotta tra fazioni. Non possiamo accettarlo.
I due sottufficiali del Reggimento San Marco, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, imbarcati come scorta armata su una petroliera in funzione anti pirateria nell'Oceano Indiano, sono stati coinvolti in un conflitto a fuoco sul quale permangono molti lati oscuri, avvenuto comunque in acque internazionali dove l'India non ha giurisdizione.
Attirati in modo fraudolento in un porto indiano e fatti scendere a terra con una scusa, vengono oggi usati come ostaggi di una contrapposizione politica interna allo stato del Kerala dove è in corso una competizione elettorale che li sta sfruttando come strumenti di lotta tra fazioni. Non possiamo accettarlo.
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