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venerdì 22 marzo 2013
domenica 17 marzo 2013
sabato 9 marzo 2013
Ma l'Italia, quando si desta?
Gli apprendisti stregoni della grande
stampa, Corriere in testa, sono con le spalle al muro come molti dei loro lettori.
Dopo avere per mesi
fatto campagna elettorale a favore di Grillo e del suo movimento e
tentato di mettere in campo il loro campione, Monti, spingendolo a
improvvisarsi leader politico, di fronte al fallimento delle loro
strategie tese a non fa vincere il centro sinistra, adesso tambureggiano a più non posso per sostenere come
unica via d'uscita un
nuovo governo del Presidente, sostenuto da centrodestra e
centrosinistra "per salvare il Paese". Una riedizione,
insomma, del governo Monti senza Monti.
Confido che Bersani resista e che il PD
sostenga il suo segretario sulla linea delle fermezza di fronte a
questa soluzione che ci condannerebbe ancora una volta
all'immobilismo, mentre l'Italia, Paese ingiusto, ineguale,
sbagliato, arretrato e in parte non piccola, preda e complice di
bande criminali, al Sud come al Nord, avrebbe bisogno per
sopravvivere di un vero cambiamento.
Ascoltando i cittadini discutere nei
negozi e per strada del bel capolavoro da loro realizzato con il voto
del 24-25 febbraio si comincia a percepire un sentimento di paura.
L'impressione è che di fronte all'Italia ingovernabile
e insostenibile confermata dal loro voto si faccia strada nelle menti
di molti degli elettori che hanno consegnato l'Italia alla coppia Grillo-Berlusconi, la consapevolezza del grande errore
commesso per ignoranza, immaturità, rancore cieco verso la politica,
stupidità. E molti di loro adesso balbettano per farsi coraggio l'unica speranza alla quale si è ridotta la loro indignazione: "Si dovranno pur mettere d'accordo".
Io sinceramente spero invece che non si
mettano d'accordo e che se non verrà data la fiducia a Bersani in
Parlamento, si torni subito alle urne per dar modo ai cittadini di
correggere democraticamente il loro errore. Se non si fa così quando
mai gli italiani impareranno a comportarsi in modo adulto e
responsabile?
Gli elettori devono finalmente imparare
ad assumersi la loro parte di responsabilità. Troppo comodo dare sempre la colpa ai "politici".
Se oggi l'Italia è ingovernabile è colpa anche di quei milioni di
cittadini che in una situazione drammatica come quella in cui ci
troviamo da tre anni, hanno continuato a votare imperterriti per un
personaggio screditato e ignobile come Berlusconi o hanno preso la
scorciatoia Grillo nella illusione che oltre a far bene i comizi il
comico genovese sapesse anche governare il Paese e risolvesse qualche
loro problema da nulla, come la disoccupazione, la miseria,
l'insicurezza, la salute.
Questo popolo di immaturi che non sa autogovernarsi perché in realtà ha paura di qualsiasi governo degno di questo nome e teme le sue
regole, deve svegliarsi e imparare in fretta la lezione finché è in
tempo: chi sbaglia subisce le conseguenze dei suoi errori, chi
pretende di non cambiare e non crescere paga il costo delle sue
scelte.
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mercoledì 27 febbraio 2013
Elezioni: il vero vincitore è il debito pubblico
Ricevo dall'amico Favrin questo commento sui risultati elettorali visti in un'ottica diversa dal solito. Egli esprime un punto di vista liberale classico, non banale, che segnalo ai lettori.
Permettetemi di esprimere un’opinione
un po’ meno provinciale in questo mondo globalizzato. Secondo il mio parere i veri sconfitti
di queste elezioni nella provincia Italia sono: la Commissione Europea, la BCE, il Fondo
Monetario Internazionale, qualche grande banca d’affari USA, qualche
società di raiting, le cancellerie delle province nordeuropee, il cui
candidato Mario Monti non è stato riconfermato premier come nei loro
disegni.
Il vincitore invece è il debito
pubblico italiano,che permette agli sconfitti di tenere l’Italia
sotto scacco sull’orlo del baratro, i quali coi loro rating, i loro
spread fanno aumentare la spesa per interessi sul debito.
Pensare che il debito possa essere
rifinanziato all’infinito da un prestatore di ultima istanza con
libertà di stampa "di cartamoneta” è pura illusione. Weimar
insegni.
E allora? Propongo una riflessione. Qual’è l’istituzione che può
permettersi il mantenimento di cinque burocrazie: Bruxelles, governi
nazionali, regioni, provincie, comuni, il cui compito è quello di
ridistribuire ricchezze che non ci sono più? Un’ultima
riflessione, non è assolutamente vero che il mercato non si
autoregola, in mancanza di regole il mercato, attualmente si sta
autoregolando, naturalmente non in modo indolore.
Pierino Favrin
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sabato 16 febbraio 2013
Moai
domenica 10 febbraio 2013
Monti, il borghese riformista immaginario
Mario Monti ha presentato oggi a Milano
la sua idea di centralità e dichiarato la sua vera identità politica,
culturale e sociale.
Non è stata una sorpresa. Il profilo di questa identità, infatti, è
quello di una borghesia italiana più immaginaria ed auspicabile che
reale, più evocata che disponibile qui e ora. Un'identità, del
resto, che non è mai stata centrale nella storia della nostra
Repubblica se non forse in qualche momento del dopoguerra e non lo è adesso dal momento che l'ombra di Montezemolo, dietro la sagoma del professore, resta
appunto sfuggente.
Non è un caso se nel suo discorso trasmesso in
diretta dal Corriere.it il professore ha citato come unica figura di
riferimento quella di Alcide De Gasperi, un leader democratico, cristiano e borghese che i democristiani populisti di allora (Fanfani, Rumor, Moro, Cossiga) si affrettarono a far
fuori e mettere da parte non appena possibile.
Mario Monti nel suo discorso si è definito un liberale deluso
da Berlusconi, che ha ammesso di aver votato nel 1994, per impedire a Occhetto
e alla sua "gioiosa macchina da guerra" di vincere le
elezioni. Ma Berlusconi in ben tre governi non ha mai fatto nulla di
liberale, ha sottolineato il professore, e oggi tenta di comprare i voti con i soldi degli italiani senza memoria.
Il Monti che oggi si candida a governare non
prevede di fare alleanze dopo il voto con Berlusconi e Bersani, l'uno perché si è
alleato con la Lega anti europea e promette condoni fiscali ed
edilizi, restituzioni di tasse ed esenzioni contributive, insostenibili e ingiuste; l'altro perché si è alleato con Vendola e
la CGIL, che vuol risolvere i problemi occupazionali e sociali con
massicce iniezioni di soldi pubblici.
Berlusconi - ha detto- gli aveva proposto di
guidare i moderati, ma lui ha risposto di no perché: "l'Italia
non ha bisogno di più moderati, ma di più riformisti".
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sabato 2 febbraio 2013
Moai
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venerdì 25 gennaio 2013
Sondaggi: Bersani e Monti insieme possono governare

Nonostante il battage sollevato attorno
al "ritorno in campo" di Berlusconi e nonostante il tifo
che molti commentatori fanno per chiunque prometta di ridimensionare
il successo che il PD si prepara a cogliere alle imminenti elezioni
politiche, i sondaggi confermano che la lepre è ancora Bersani e il
cane di Arcore ne mangia la polvere senza avvicinarsi di un metro.
Youtrend, il sito che propone
settimanalmente la media dei sondaggi elettorali pubblica la sua
ultima tabella dalla quale si ricava che tra la destra berlusco
leghista e centro sinistra ci sono sempre 9,7 punti di svantaggio: 28,2% a 37,9%.
L'unico governo stabile proiettato da questi dati (nonostante le aperture a destra del presidente del Consiglio dimissionario) è un centro-centrosinistra
dal momento che la coalizione che sostiene Mario Monti è data al
14,7%. Alleati, Bersani e Monti, potrebbero governare, mentre
un accordo tra il professore e il cavaliere non avrebbe i numeri per
farlo.
Questi dati fanno dire a Bruno Tabacci,capolista alla Camera per il Centro
Democratico, alleato del centro sinistra, che un'intesa per governare
il Paese dopo il voto, tra Bersani e Monti è nelle cose.
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giovedì 17 gennaio 2013
lunedì 7 gennaio 2013
Politica padernese: chi sosterrà la Lista Monti?
La domanda che tutti si pongono
all'apertura di una campagna elettorale che si annuncia piena di
colpi di scena è la seguente: a Paderno Dugnano quanto vale il
partito di Monti e dove pescherà tra meno di due mesi i suoi
potenziali elettori?
1) La destra è a pezzi. La Lega
esce da un commissariamento durato oltre un anno mentre il PdL,
abbandonato anche dal sindaco Alparone che viene dato in partenza per
altri lidi elettorali (a proposito se si vuol presentare alle
Regionali deve dimettersi alla svelta) è in pieno marasma. Il
recente accordo elettorale faticosamente siglato tra Maroni e
Berlusconi, infatti, non scioglie tutti i dubbi e le contraddizioni esistenti
tra i due partiti segnati da pesanti rotture, soprattutto tra militanti ed elettori.
2) Il "centro" elettoralmente
parlando non esiste. Alle ultime regionali l'UdC aveva raccolto pochi
spiccioli di voti e in tutti questi anni non ha segnalato in modo
significativo la sua presenza in vita.
3) A sinistra del PD c'è confusione: SEL, il partito di Vendola alleato del PD, semplicemente non c'è, mentre RC e PdCI, molto ridimensionati nel 2009 non sembrano affatto in ripresa. I Verdi politicamente scomparsi sono stati fagocitati dal "progetto" Ecocivico che oggi si è alleato con gli sfuggenti "arancioni" e l'IDV dipietrista sotto le bandiere neogiustizialiste dell'ennesimo magistrato prestato alla politica. Tutti insieme questi soggetti sparsi quanto valgono oggi a Paderno? Impossibile dirlo.
3) A sinistra del PD c'è confusione: SEL, il partito di Vendola alleato del PD, semplicemente non c'è, mentre RC e PdCI, molto ridimensionati nel 2009 non sembrano affatto in ripresa. I Verdi politicamente scomparsi sono stati fagocitati dal "progetto" Ecocivico che oggi si è alleato con gli sfuggenti "arancioni" e l'IDV dipietrista sotto le bandiere neogiustizialiste dell'ennesimo magistrato prestato alla politica. Tutti insieme questi soggetti sparsi quanto valgono oggi a Paderno? Impossibile dirlo.
4) Il Movimento 5 Stelle in città parla solo grazie al blog La Scommessa che ha scelto da tempo di fare propaganda alle sue iniziative e ai suoi
candidati. Concretamente i grillini padernesi in città non fanno
niente, neanche un sito internet o un blog, ma ciò nonostante sull'onda del successo nazionale aumenteranno di molto i
voti raccolti alle regionali del 2010, incamerando la protesta anti
Monti in diretta competizione con la destra.
5) Il PD in questo convulso scenario in
transizione si conferma protagonista solido e stabile della vita
politica cittadina. Il partito ha fatto oltre tre anni di
opposizione decisa e responsabile, in città, in Provincia e in
Regione presentando tramite il web, manifesti, volantini, eventi e iniziative, nuove proposte e soluzioni
politiche alternative a quelle della giunta di destra e la sua
immagine di forza di governo presso i cittadini si è molto
rafforzata. Le ultime primarie nazionali hanno portato al voto circa 2mila elettori e hanno confermato il suo radicamento sociale e politico.
Chi rappresenterà allora la lista di
Monti a Paderno Dugnano? A chi rivolgerà, la "lista dei
professori", la sua offerta politica? Agli orfani del PdL, ai
democratici che non vogliono scegliere tra populisti e
socialdemocratici, ai centristi senza centro? Per ora l'unico segnale in questo senso è l'offerta di collaborazione avanzata a Monti via Twitter dai passerotti di Paderno7 on air, il blog ex alparoniano della giovane destra padernese, ma non mi sembra molto indicativo di una tendenza. Sarebbe bello sapere.
Moai
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giovedì 3 gennaio 2013
Che bravo il Monti politico: complimenti Professore, 7+
Volevo iniziare la giornata con un bel commento sulla situazione politica che apre il nuovo anno, ma mi sono imbattuto in un commento fulminante inviato da un lettore del Corriere.it ad un articolo sul nuovo Monti politico, indaffarato in questi giorni a mettere in piedi il suo "rassemblement", parola non a caso rubata al lessico berlusconiano che tradotta dal francese significa "raduno, raccolta, addensamento".
Il commento si intitola: "Non gli basta tagliare pensioni e posti di lavoro, adesso vuol tagliare anche le ali al Pd" ed è firmato dal lettore CassandraT2. Io lo trovo centratissimo. Eccolo.
Il commento si intitola: "Non gli basta tagliare pensioni e posti di lavoro, adesso vuol tagliare anche le ali al Pd" ed è firmato dal lettore CassandraT2. Io lo trovo centratissimo. Eccolo.
E bravo il nostro Professore! Avete
visto come ha fatto presto il sobrio tecnico Monti a trasformarsi in
politico professionista? Non per niente abbiamo la miglior scuola di
trasformismo d'Europa, se non del mondo. Subito un tocco di modernità
piazzandosi su twitter e avviando addirittura un "gioco di
ruolo"; poi avanti con la sempiterna promessa magica di ridurre
le tasse (dopo averle alzate al massimo livello sopportabile); poi
promette di "fare le riforme" (anche questa l'avevamo già
sentita), dopo averne sfornate alcune da capestro; infine, si
dichiara "progressista", accusando gli altri di
conservatorismo o di populismo, a scelta; sorvola sui temi etici
sgraditi al Vaticano e via di questo passo, rubacchiando argomenti da
campagna elettorale a destra e a manca.Non pago di tutto quello che
ci ha tagliato, adesso vuole anche tagliare l'ala sinistra del Pd
(legittimamente rafforzata dai suoi elettori con le primarie), per
crearsi un alleato della sua misura, anzi della sua "taglia".
Fra un po' vedremo Monti regalare il suo loden a Bersani e
insegnargli come mascherare una sinistra che si vesta da destra e
stia ferma al centro per farsi guidare da lui.Grazie Napolitano, bel
regalo ci hai fatto.
giovedì 27 dicembre 2012
Moai
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domenica 16 dicembre 2012
Moai
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mercoledì 12 dicembre 2012
Moai
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lunedì 10 dicembre 2012
Moai
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domenica 9 dicembre 2012
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domenica 18 novembre 2012
Moai
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lunedì 1 ottobre 2012
Il PD e la sfida elettorale
Ormai è chiaro:
l'avversario da battere alle prossime elezioni nazionali è il PD
socialdemocratico di Pierluigi Bersani. Da tempo è in atto una
campagna martellante contro la possibile vittoria nel 2013 del centro
sinistra, portata avanti da tutti gli orfani di Berlusconi. E per
orfani intendo non tanto i suoi dispersi seguaci, dipendenti, soci,
avvocati e miracolati vari, riciclati della prima repubblica ai quali
si sono aggiunti in seguito nani e ballerine figli della seconda, ma
tutti quei soggetti sociali ed economici di ben altro peso che grazie
a Berlusconi hanno potuto continuare ad arricchirsi e fare il bello e
il cattivo tempo in Italia indisturbati dopo la dissoluzione
del CAF spazzato via da Mani Pulite 20 anni fa.
Tra questi ci sono
anche i protagonisti saliti più di recente alla ribalta dei media,
antagonisti dichiarati del PD bersaniano, i quali sperano di
ereditare la vasta messe di voti lasciati sul mercato dal
contemporaneo crepuscolo dell'ex leader della destra di Arcore e
dell'ex condottiero padano di Gemonio, sottraendoli a un centro
sinistra che cerca di riportare questi elettori alla ragione dopo la
sbornia populista.
Il Partito
Democratico nel 2013 si troverà solo contro tutti. Dovrà
fronteggiare, oltre al residuo PdL e a ciò che resta della Lega, la
nuova "palude" gattopardesca formata da tutti quelli che in
nome del cambiamento in realtà non vogliono assolutamente cambiare
il modello e l'assetto tradizionale del potere nel nostro Paese.
Italia dei Valori,
Ecocivici, grillini, estremisti urlatori che insultano il PD perché
non è abbastanza di sinistra o democratico o innovativo, sono solo
disturbatori fastidiosi che cercheranno di rompere le scatole a
Bersani inserendosi nelle primarie e appoggiando il guastatore
interno, Renzi, ma il vero avversario del PD bersaniano è il
combinato disposto di forze eterogenee che hanno già di un candidato
leader, il professore, senatore a vita, Mario Monti, candidatura che
sulla carta appare loro vincente.
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