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martedì 10 giugno 2014

Antonella Caniato ringrazia gli elettori e annuncia "opposizione ferrea"

Ricevo da Antonella Caniato il seguente comunicato stampa.

Antonella Caniato: " Paderno Dugnano non ha cambiato verso"

Paderno Dugnano, 10/06/2014 - I cittadini di Paderno Dugnano non hanno voluto, democraticamente, cambiare verso, cambiare la visione futura della città, hanno riconfermato Marco Alparone Sindaco della Città e a lui va il nostro augurio di buona fortuna.
A breve saremo chiamati ad una analisi del voto che riesca a evidenziare i punti di forza e i punti di debolezza della nostra campagna elettorale, percorso che ha prodotto iniziative di qualità su temi fondamentali come famiglia, lavoro, territorio, sanità, assistenza ed altro.
Ci siamo confrontati con le persone per facilitare la partecipazione e la condivisione, per trovare risposte ai bisogni che riguardano una parte significativa della nostra comunità.
Ma non è stato sufficiente, del resto eravamo consapevoli che iniziare un cammino così impegnativo non fosse semplice, come sarebbe stato creare eventi e poco altro.
Da oggi, dando un segnale di continuità con lo sviluppo delle politiche amministrative legate al nostro programma, impostiamo un’opposizione che sarà come sempre legata al miglioramento della vita degli abitanti di Paderno Dugnano.
Quindi opposizione ferrea se arriveranno scelte lontane dalla visione di una città aperta , salubre, solidale, e propositiva quando si tratterà di approvare scelte da condividere.
La speranza rimane che la nuova giunta si impegni ad affrontare in modo efficace i numerosi problemi sul territorio diversamente dall’inconsistenza del passato.
Ringraziamo tutti i cittadini che si sono recati a votare domenica, il loro gesto è segno di attenzione al proprio territorio, anche se rimane forte il problema dell’astensionismo che deve fare riflettere tutti sulla capacità della politica nel soddisfare le necessità sempre più evidenziate da chi vive a Paderno Dugnano.
Dunque al lavoro, perché siamo certi che solo “ insieme” possiamo mettere in atto azioni e aggregazioni che ci permetteranno di stimolare la nostra comunità nella ricerca del “buon vivere”.

Antonella Caniato

giovedì 7 novembre 2013

Primarie PD: 7 elettori su 10 non andranno a votare

Le polemiche infuriano tra i quattro candidati alla segreteria del Partito Democratico che tra loro discutono, non del tipo di partito che vogliono costruire e guidare  e del programma che vogliono presentare alle prossime elezioni politiche, ma di tessere fasulle, regolamenti astrusi e altre questioni burocratiche che sembrano interessare solo a loro.
  

L'effetto che queste miserie fanno ad iscritti ed elettori del partito è devastante e la maggior parte di questi si dicono delusi e depressi. Lo confermano i dati impietosi pubblicati oggi da l'Espresso che ha commissionato un sondaggio a Demopolis dal quale emerge che il 73% degli elettori PD intervistati dichiara di non avere alcuna intenzione di partecipare alle Primarie dell'8 dicembre. L'11% ha risposto di non avere ancora deciso, mentre gli elettori che si dicono pronti a partecipare sono solo il 16%.


Se poi si consulta il grafico che registra le intenzioni di voto degli elettori si evince senza ombra di dubbio che Matteo Renzi ha già vinto la gara aggiudicandosi il 66% delle preferenze contro il 21% di Cuperlo e il 10% di Civati, mentre Pittella raggranella solo un misero 3%.
Ma se le cose stanno così, vale la pena di stare ancora  a perdere tempo, soldi e fatica quando più del 70% dei democratici ha ormai gettato la spugna?

mercoledì 17 aprile 2013

Governo: cosa vogliono gli elettori milanesi del centro sinistra

Il 46% di 5.289 elettori che hanno partecipato alle primarie del centro sinistra, conferma la fiducia a Bersani come capo del governo, il 43% chiede un governo sostenuto da PD, SEL, M5S. Il governissimo o un governo PD, PDL e Lega raccoglie il 18%.
Questi in sintesi i risultati del sondaggio web lanciato dal Partito Democratico di Milano con una mail inviata agli iscritti e agli elettori delle primarie. Gli intervistati (3.447 maschi e 1.842 femmine) hanno risposto al questionario che prevedeva tre domande su governo, commissioni parlamentari e finanziamento ai partiti. La consultazione ha interessato una maggioranza di non iscritti (65%), rispetto al 35% di iscritti al partito. Il 32% degli intervistati si dichiara a favore di un governo PD a guida Bersani che porti in parlamento gli otto punti di programma su cui cercare il sostegno delle altre forze politiche. Per il 14% l'esecutivo deve essere sempre a guida Bersani, ma con una maggioranza formata da Sel e M5S. Il 29% sostiene un governo Pd, Sel e M5S, ma con un premier diverso da Bersani, mentre il 16% auspica un governo del Presidente o istituzionale con un'alleanza trasversale di tutte le forze politiche. Solo il 2% vorrebbe un esecutivo con Pdl e Lega. Bassa anche la percentuale di chi auspica un voto immediato (7%).
Interessanti i risultati sul tema delle commissioni parlamentari. Per il 47% degli intervistati le commissioni andrebbero istituite al più presto mentre per il 33% sarebbe sufficiente che i parlamentari Pd si riunissero in gruppi di lavoro tematici per preparare iniziative legislative. Il 20% ritiene invece che vada rispettata la prassi costituzionale, aspettando la formazione del governo per costituire le commissioni.
Secondo la maggioranza relativa dei partecipanti (38%) bisognerebbe costruire un sistema di finanziamento pubblico/privato, dove la parte pubblica sia vincolata al rispetto di alcune condizioni, quali la parità di genere nelle liste elettorali e la selezione democratica dei quadri dirigenti. Per il 24% degli intervistati, invece, il finanziamento pubblico ai partiti andrebbe abolito del tutto. Il 27% ritiene che vada costruito un sistema di finanziamento privato che, al di sotto di una certa soglia dia diritto a un finanziamento minimo.

sabato 9 marzo 2013

Ma l'Italia, quando si desta?

Gli apprendisti stregoni della grande stampa, Corriere in testa, sono con le spalle al muro come molti dei loro lettori. 
Dopo avere per mesi fatto campagna elettorale a favore di Grillo e del suo movimento e tentato di mettere in campo il loro campione, Monti, spingendolo a improvvisarsi leader politico, di fronte al fallimento delle loro strategie tese a non fa vincere il centro sinistra, adesso tambureggiano a più non posso per sostenere come unica via d'uscita un nuovo governo del Presidente, sostenuto da centrodestra e centrosinistra "per salvare il Paese". Una riedizione, insomma, del governo Monti senza Monti.
Confido che Bersani resista e che il PD sostenga il suo segretario sulla linea delle fermezza di fronte a questa soluzione che ci condannerebbe ancora una volta all'immobilismo, mentre l'Italia, Paese ingiusto, ineguale, sbagliato, arretrato e in parte non piccola, preda e complice di bande criminali, al Sud come al Nord, avrebbe bisogno per sopravvivere di un vero cambiamento.
Ascoltando i cittadini discutere nei negozi e per strada del bel capolavoro da loro realizzato con il voto del 24-25 febbraio si comincia a percepire un sentimento di paura. 
L'impressione è che di fronte all'Italia ingovernabile e insostenibile confermata dal loro voto si faccia strada nelle menti di molti degli elettori che hanno consegnato l'Italia alla coppia Grillo-Berlusconi, la consapevolezza del grande errore commesso per ignoranza, immaturità, rancore cieco verso la politica, stupidità. E molti di loro adesso balbettano per farsi coraggio l'unica speranza alla quale si è ridotta la loro indignazione: "Si dovranno pur mettere d'accordo".
Io sinceramente spero invece che non si mettano d'accordo e che se non verrà data la fiducia a Bersani in Parlamento, si torni subito alle urne per dar modo ai cittadini di correggere democraticamente il loro errore. Se non si fa così quando mai gli italiani impareranno a comportarsi in modo adulto e responsabile?
Gli elettori devono finalmente imparare ad assumersi la loro parte di responsabilità. Troppo comodo dare sempre la colpa ai "politici". Se oggi l'Italia è ingovernabile è colpa anche di quei milioni di cittadini che in una situazione drammatica come quella in cui ci troviamo da tre anni, hanno continuato a votare imperterriti per un personaggio screditato e ignobile come Berlusconi o hanno preso la scorciatoia Grillo nella illusione che oltre a far bene i comizi il comico genovese sapesse anche governare il Paese e risolvesse qualche loro problema da nulla, come la disoccupazione, la miseria, l'insicurezza, la salute.
Questo popolo di immaturi che non sa autogovernarsi perché in realtà ha paura di qualsiasi governo degno di questo nome e teme le sue regole, deve svegliarsi e imparare in fretta la lezione finché è in tempo: chi sbaglia subisce le conseguenze dei suoi errori, chi pretende di non cambiare e non crescere paga il costo delle sue scelte.

giovedì 22 novembre 2012

Primarie "aperte" del centro sinistra, una scelta democratica



A tre giorni dall'apertura delle elezioni primarie del centro sinistra l'argomento giustamente è al centro dell'attenzione dei commentatori politici e dei cittadini interessati alla cosa pubblica. I sondaggi si susseguono e vengono utilizzati per avvalorare le previsioni più diverse.
Secondo quello realizzato dal Cise (Centro italiano studi elettorali) della Luiss per il Sole 24 Ore. Bersani è oggi in vantaggio con il 48%, contro il 38% di Renzi. Nichi Vendola, è al 10%. Gli altri due candidati sono su valori ancora più bassi: 3,4 per cento per Laura Puppato e 1% circa per Bruno Tabacci.
Il sondaggio conferma che la percentuale delle persone che hanno intenzione di andare a votare domenica è molto alta: 32% e un altro 7% è incerto. Secondo i rilevatori del Cise, il 70% di coloro che hanno intenzione di votare Bersani ha votato per il Pd nelle ultime elezioni politiche. Renzi invece, sembra essere più bravo a pescare nel bacino degli (ex) elettori del centrodestra. Tra i suoi potenziali elettori, infatti, meno della metà ha votato Pd nel 2008, mentre il resto proviene da partiti del centrodestra (a cominciare dal Pdl: 28%).
Le primarie all'italiana sono per loro natura  "aperte" anche al  voto degli avversari politici che le usano per tentare di influire sul risultato. E' un rischio che il PD e il centro sinistra hanno voluto correre e l'affluenza alle urne ci dirà quanti elettori di centro destra hanno scelto di sfruttare questa opportunità. Difficilmente a Paderno Dugnano vedremo noti esponenti della destra cittadina presentarsi ai seggi, anche se sicuramente molti "cani sciolti" lo faranno. Chi vota infatti deve firmare, ed è giusto che lo faccia, la propria adesione ai valori propri del centrosinistra che sono in gran parte diversi e contrari di quelli del centrodestra. Ma fa tutto parte del gioco democratico che guarda a un futuro migliore del nostro Paese scommettendo sulla crescita della coscienza democratica dei cittadini.
L'Italia uscirà dalla miseria morale solo quando ognuno di noi si sentirà responsabile, per se’ e per gli altri, delle proprie opinioni, portando rispetto a quelle degli altri, senza strumentalizzarle o sfruttarle.

venerdì 9 novembre 2012

Primarie: il PD apre le sedi per registrare gli elettori


Segnalo agli interessati questo comunicato diffuso dal Partito Democratico padernese.

Le Primarie Nazionali del centro sinistra si terranno domenica 25 novembre 2012. Invitiamo gli elettori del centro sinistra che intendono votare a  registrarsi presso le sedi del Partito Democratico di Paderno Dugnano ai seguenti indirizzi:
Sede PD via M.L. King 1  - Paderno Dugnano
Lunedì   dalle 21:00 alle 23:00
Sede PD via Gramsci 57   - Paderno Dugnano
Martedì   dalle  16:00 alle 18:00
Giovedì   dalle  21:00 alle 23:00
Oppure on-line sul sito delle primarie: http://www.primarieitaliabenecomune.it/
E' possibile inoltre registrarsi il giorno stesso della votazione presso le sedi elettorali. I luoghi dei seggi elettorali saranno comunicati quanto prima.

mercoledì 31 ottobre 2012

Gli elettori di Grillo delusi dal Cav o dal PD?

I media sono fatti così. Due giorni dopo l'evento "epocale", il titolo sulle elezioni siciliane è praticamente scomparso dalla parte alta della prima pagina dei principali giornali italiani e quando c'è occhieggia ridimensionato tra un boxino, un commentino, una vignetta. Significativi però e a mio avviso meritevoli di attenzione.
La Repubblica ad esempio ha un titolo su due righe di una colonna e mezza che dice: "Crocetta apre ai Grillini. La replica: ci seduca". Ciò dimostra che forse aveva ragione Mussolini: l'Italia populista è femmina, chiede di essere sedotta, non sposata e per questo finisce inevitabilmente fottuta e abbandonata.
La Stampa ribatte sul tema con un ruffianesco corsivo dal titolo "Compagni di Beppe" in cui l'onirico Gramellini afferma che i grillini non sono elettori delusi di Berlusconi, come molti commentatori sostengono, ma "compagni", cioè lettori de "Il Fatto" e spettatori di Santoro delusi dal PD. Elettori che, lascia intendere il corsivista, vorrebbero venire riconquistati dal deludente amante che con Bersani avrebbe spento il sogno della "Bella Politica" per offrire loro solo il prosaico presente quotidiano della politica.
Ma è davvero così? Gli elettori di Grillo non sono un popolo di delusi dal berlusconismo, ma come si sarebbe detto un  tempo "compagni che sbagliano" delusi dal partito frutto dell'ultimo compromesso storico tra ex Popolari ed ex DS? 
Mi piacerebbe verificare questa ipotesi e pertanto propongo ai lettori di Padernoforum un sondaggio nella colonna di destra con il quale chiedo loro di scegliere tra le due risposte. Sono molto curioso di vedere cosa ne uscirà.