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sabato 9 marzo 2013

Ma l'Italia, quando si desta?

Gli apprendisti stregoni della grande stampa, Corriere in testa, sono con le spalle al muro come molti dei loro lettori. 
Dopo avere per mesi fatto campagna elettorale a favore di Grillo e del suo movimento e tentato di mettere in campo il loro campione, Monti, spingendolo a improvvisarsi leader politico, di fronte al fallimento delle loro strategie tese a non fa vincere il centro sinistra, adesso tambureggiano a più non posso per sostenere come unica via d'uscita un nuovo governo del Presidente, sostenuto da centrodestra e centrosinistra "per salvare il Paese". Una riedizione, insomma, del governo Monti senza Monti.
Confido che Bersani resista e che il PD sostenga il suo segretario sulla linea delle fermezza di fronte a questa soluzione che ci condannerebbe ancora una volta all'immobilismo, mentre l'Italia, Paese ingiusto, ineguale, sbagliato, arretrato e in parte non piccola, preda e complice di bande criminali, al Sud come al Nord, avrebbe bisogno per sopravvivere di un vero cambiamento.
Ascoltando i cittadini discutere nei negozi e per strada del bel capolavoro da loro realizzato con il voto del 24-25 febbraio si comincia a percepire un sentimento di paura. 
L'impressione è che di fronte all'Italia ingovernabile e insostenibile confermata dal loro voto si faccia strada nelle menti di molti degli elettori che hanno consegnato l'Italia alla coppia Grillo-Berlusconi, la consapevolezza del grande errore commesso per ignoranza, immaturità, rancore cieco verso la politica, stupidità. E molti di loro adesso balbettano per farsi coraggio l'unica speranza alla quale si è ridotta la loro indignazione: "Si dovranno pur mettere d'accordo".
Io sinceramente spero invece che non si mettano d'accordo e che se non verrà data la fiducia a Bersani in Parlamento, si torni subito alle urne per dar modo ai cittadini di correggere democraticamente il loro errore. Se non si fa così quando mai gli italiani impareranno a comportarsi in modo adulto e responsabile?
Gli elettori devono finalmente imparare ad assumersi la loro parte di responsabilità. Troppo comodo dare sempre la colpa ai "politici". Se oggi l'Italia è ingovernabile è colpa anche di quei milioni di cittadini che in una situazione drammatica come quella in cui ci troviamo da tre anni, hanno continuato a votare imperterriti per un personaggio screditato e ignobile come Berlusconi o hanno preso la scorciatoia Grillo nella illusione che oltre a far bene i comizi il comico genovese sapesse anche governare il Paese e risolvesse qualche loro problema da nulla, come la disoccupazione, la miseria, l'insicurezza, la salute.
Questo popolo di immaturi che non sa autogovernarsi perché in realtà ha paura di qualsiasi governo degno di questo nome e teme le sue regole, deve svegliarsi e imparare in fretta la lezione finché è in tempo: chi sbaglia subisce le conseguenze dei suoi errori, chi pretende di non cambiare e non crescere paga il costo delle sue scelte.

giovedì 7 marzo 2013

Il PD scelga di essere la sinistra che manca al Paese

Mentre sui giornali continua la campagna che punta a demolire il PD di Bersani dopo la conclusione unitaria, ma reticente e debole, della direzione del partito, il Partito Democratico padernese inizia una riflessione sull'esito elettorale del 24-25 febbraio in vista delle prove che lo attendono tra breve: le comunali del 2014 e forse, tra pochi mesi, nuove elezioni politiche.
Ho riflettuto sulle tre diverse letture del voto che sono state espresse nell'ordine dal neodeputato Ezio Casati, dall'ex sindaco e consigliere comunale Gianfranco Massetti, dal coordinatore del PD, Oscar Figus. Delle tre letture quella di Massetti mi appare la più stimolante culturalmente e politicamente convincente. 
Egli analizza la "sconfitta" dei Democratici e la spiega in maniera chiara e netta che qui riassumo: il PD ha mancato l'obiettivo perché di fronte a un'occasione storica non ha saputo scegliere se essere di destra o di sinistra. La gente lo ha capito, ha visto l'ambiguità di fondo di un partito figlio di un compromesso al ribasso tra due tradizioni politiche antagoniste e alternative, e l'ha rifiutata perché inadeguata e superata.
E' questa non risolta ambiguità che ha impedito al partito in campagna elettorale di fare discorsi chiari e diretti, esempi efficaci e proposte concrete su temi quali reddito di cittadinanza, conflitto di interessi, dimezzamento degli stipendi e la fine dei privilegi degli eletti. "Insomma non una Italia giusta, ma Italia da rifare, Italia da cambiare perché l’Italia è ingiusta. Quando c’è sofferenza, rabbia, rancore, paura, sgomento non si può rispondere con la tranquillità “mitterandiana” di chi sembra abbia la pancia piena, ma con l’incazzatura e la determinazione di chi vuole cambiare davvero perché non ne può più", ha affermato Massetti.
Il PD non poteva promettere un vero cambiamento delle condizioni di vita delle persone schiacciate dalla crisi di sistema perché al suo interno ha preteso e pretende di far convivere linee politiche divergenti (destra e sinistra, ma anche innovazione e conservazione) definendo questa insostenibile contraddizione "ricchezza" e "pluralismo" mentre si trattava e si tratta solo di ipocrisia. Per questo motivo il PD è apparso agli elettori come una forza di conservazione che individua il suo perimetro di rappresentanza nei lavoratori garantiti, sindacalizzati, statali, pensionati agiati, borghesi. Tutti soggetti sociali che non sentono sulla loro pelle il bisogno di un radicale cambiamento perché convivono con un Paese profondamente ingiusto, ineguale, corrotto, inefficiente e clientelare.

martedì 5 marzo 2013

Il PD padernese dopo le elezioni


Pensieri del dopo elezioni
Paderno Dugnano, 5 marzo 2013 - A una settimana dal risultato elettorale si impone qualche riflessione a mente fredda: la coalizione di centrosinistra ha preso più voti delle altre ma, a causa di questa legge elettorale, non è ancora chiaro se e come potrà esprimere un governo del Paese.
In Lombardia una Lega Nord in controtendenza anche rispetto alle altre sue regioni storiche ha sconfitto in tutte le provincie (tranne Milano e Mantova) una coalizione di Centrosinistra che tiene solo nelle grandi città.
A Paderno Dugnano il Partito Democratico è il primo partito con una percentuale di voti di poco sotto il risultato delle politiche del 2008 e molto al di sopra di tutti i risultati successivi.
La questione se abbiamo vinto o abbiamo perso, spesso presentata con un approccio alla politica da tifoso, è in realtà più complessa e richiede una valutazione sugli obiettivi.
In Lombardia possiamo dire con chiarezza di aver perso e che invece Maroni (forse non la Lega) ha siglato il suo capolavoro politico: governatore a Milano e oppositore a Roma. Come era nei suoi obiettivi, nonostante il calo di voti in Veneto e, drammatico, in Piemonte.
A livello nazionale la situazione è ancora fluida, dobbiamo però aver chiaro che l’obiettivo della nostra coalizione è, e deve rimanere, cambiare il Paese e, nonostante con questo risultato elettorale sia un obiettivo difficile da raggiungere, abbiamo il dovere di perseguirlo oppure di fare un passo indietro.
Certamente non si può sempre inseguire gli altri.
La coalizione di centrodestra, con Lega al seguito, ha governato l’Italia per anni con maggioranze bulgare eppure non ha fatto nessuna delle riforme liberali e/o federaliste che ha sempre annunciato. Nessuna azione per il bene di tutti solo interventi a favore di qualcuno.
Con loro non è possibile nessun accordo, neppure in chiave di governabilità.
A Grillo, che invece dice tutti a casa, rispondiamo seriamente con le nostre proposte di riforma dei partiti, che impone trasparenza e democraticità, di riforma dello Stato, meno parlamentari e meno spese, e di legge elettorale, maggioritaria, uninominale e a doppio turno, e apriamo una discussione davanti al Paese.

lunedì 4 marzo 2013

Voti comprati: l'Italia criminale che inquina la democrazia

La notizia del giorno che apre tutti i TG è quella dello sbarco a Roma dei grillini con i loro due capi. Per me invece è quella dell'arresto a Monza dell'ex assessore monzese al patrimonio del PdL per compravendita di voti dalla camorra.
Venti euro un voto singolo, 50 in caso di voto famigliare. Questa la tariffa secondo il Gip di Monza, Claudio Tranquillo, titolare dell'inchiesta che ha portato in prigione 35 persone tra cui l'ex amministratore monzese del PdL e diversi personaggi che avrebbero gestito le attività criminali nel capoluogo brianzolo negli ultimi anni. Questa inchiesta è simile a quella che aveva già portato in autunno all'arresto dell'assessore regionale del PdL, Zambetti, e aveva provocato la caduta della giunta Formigoni.
Ciò conferma un pensiero che mi gira insistentemente per la testa da lunedì sera, quando è terminato lo spoglio dei voti delle elezioni politiche che hanno visto la clamorosa e inattesa rimonta del partito di Berlusconi. Dove il capo della neodestra italiana ha vinto di più? Nelle regioni dove più forte è il controllo sociale della criminalità organizzata, Sicilia, Calabria, Campania,Puglia e in Lombardia, dove questa criminalità si è intrecciata da 20 anni a quella economica, come tutte le inchieste della Magistratura hanno dimostrato.
Lo scenario italiano uscito dalle elezioni della scorsa settimana è dunque il seguente: il 30% del Paese è rappresentato da un centrosinistra che cerca responsabilmente di salvare l'Italia dalla rovina, il 30% da un centrodestra irresponsabile, pesantemente inquinato dalle bande criminali, che aveva già portato nel 2011 il Paese sull'orlo del baratro, e il 30% da un movimento populista antieuropeo, che disprezza le istituzioni, cavalca la protesta prodotta dal disagio sociale e punta dichiaratamente allo sfascio. 
Se questa è la realtà, e temo sia così, il problema vero evidenziato dal voto è la incapacità della democrazia italiana di autoriformarsi che poi vuol dire l'incapacità degli italiani di autogovernarsi. E una simile carenza non può venire imputata a questo o a quello: siamo tutti coinvolti. Ha ragione Bersani a dire a Grillo: "Tutti a casa? Va bene, tutti però, anche tu".  

Moai


mercoledì 27 febbraio 2013

Elezioni: a Paderno lo scenario è cambiato

Si cominciano a registrare a Paderno Dugnano commenti e giudizi sul voto del week end elettorale in città. Qualcuno comincia ad accorgersi della nuova realtà segnalata da Padernoforum a partire da lunedì sera: gli equilibri politici padernesi sono cambiati e di molto.
Lo sottolinea con dovizia di dati il blog dei Condomini 167 Caraterramia: il centrodestra è stato severamente punito. PdL e Lega insieme raccolgono un totale di voti pari a quelli del solo Partito Democratico che diventa così la prima forza politica della città. Lo tsunami elettorale è arrivato e gli elettori hanno fatto la loro scelta tra sommersi e salvati. 
I numeri di questa grande svolta sono a disposizione di tutti sul sito comunale. Il PdL, alle elezioni Politiche del 2008, aveva totalizzato il 36,7% dei consensi (Senato). Due giorni fa ne ha raccolti il 40% in meno. La Lega Nord  nel 2008 (Senato) aveva ottenuto in 14,14%. Oggi ne raggranella a fatica l'8,27%.
Il risultato ottenuto dal PD padernese che in questo generale arretramento di tutte le forze politiche tradizionali  riesce a mantenere quasi intatte le sue percentuali di voto rispetto a cinque anni fa, 30,6% al Senato nel 2013 contro il 31% del 2008, non può venire rimosso e negato. Lo scenario è cambiato e tra un anno, alle elezioni amministrative, la partita si giocherà probabilmente tra squadre diverse. La destra berlusco-leghista oggi non è più al centro del campo e le due formazioni in campo si chiamano PD e Movimento 5 Stelle.

Elezioni: il vero vincitore è il debito pubblico

Ricevo dall'amico Favrin questo commento sui risultati elettorali visti in un'ottica diversa dal solito. Egli esprime un punto di vista liberale classico, non banale, che segnalo ai lettori.

Permettetemi di esprimere un’opinione un po’ meno provinciale in questo mondo globalizzato. Secondo il mio parere i veri sconfitti di queste elezioni nella provincia Italia sono: la Commissione Europea, la BCE, il Fondo Monetario Internazionale, qualche grande banca d’affari USA, qualche società di raiting, le cancellerie delle province nordeuropee, il cui candidato Mario Monti non è stato riconfermato premier come nei loro disegni.
Il vincitore invece è il debito pubblico italiano,che permette agli sconfitti di tenere l’Italia sotto scacco sull’orlo del baratro, i quali coi loro rating, i loro spread fanno aumentare la spesa per interessi sul debito.
Pensare che il debito possa essere rifinanziato all’infinito da un prestatore di ultima istanza con libertà di stampa "di cartamoneta” è pura illusione. Weimar insegni.
E allora? Propongo una riflessione. Qual’è l’istituzione che può permettersi il mantenimento di cinque burocrazie: Bruxelles, governi nazionali, regioni, provincie, comuni, il cui compito è quello di ridistribuire ricchezze che non ci sono più? Un’ultima riflessione, non è assolutamente vero che il mercato non si autoregola, in mancanza di regole il mercato, attualmente si sta autoregolando, naturalmente non in modo indolore.
Pierino Favrin

Grillo? No, Maroni

Due blog padernesi, Paderno7, vicino al centrodestra e Padernoinblog, gestito da un coordinatore degli Ecocivici, hanno rotto il silenzio elettorale e pubblicato i loro commenti sui risultati nazionali. 
Di Paderno e del mutato scenario politico cittadino disegnato dagli elettori, che non è fotocopia di quello nazionale, né di quello regionale, non parlano. Pertanto commenterò questa volta i risultati nazionali.
Chi è il generale vincitore non solo virtuale, ma materiale di queste elezioni? Tutti dicono Grillo, io dico Maroni.
Il segretario federale della Lega, "l'avvocato di Varese", come lo chiamava Bossi, il leader della seconda generazione leghista, quella degli allievi del Capo che hanno condiviso la guida del movimento senza però stare nel suo "cerchio magico" ha vinto quel trofeo che il leader padano non è mai riuscito a portare a casa: la Lombardia.
L'ex militante di Avanguardia Operaia ha dimostrato che la scuola leninista ha un suo valore. Ha capito più degli altri che la Lombardia era il vero palio di questa corsa: chi vinceva sotto il Pirellone, vinceva  o determinava la vittoria anche a Roma. E ha avuto ragione lui perché vincendo qui il "barbaro sognante" ha portato a casa un triplo bottino: la possibile nascita della macro-regione del Nord, la vacatio romana, con un governo che il PD non potrà formare proprio per via della vittoria della destra in Lombardia, frutto del suo rischioso accordo con Berlusconi, la sopravvivenza e dunque il futuro della Lega.
Grillo non ha vinto niente, ha fatto perdere gli altri, come al Palio di Siena. Maroni Roberto Ernesto, detto Bobo, ha conquistato invece la chiave della stanza più alta della Lombardia, dalla quale si domina la "città infinita", al centro della Padania. Grazie al suo capolavoro politico la Lega è da oggi "padrona a casa sua", cioè dell'area economicamente e tecnologicamente più ricca ed importante del Sud Europa. Ha, insomma, realizzato il suo oggetto sociale.

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni, il titolo è: "Di Pietro fuori, eletto Scilipoti"

Sbatti il "mostro" italiano in prima pagina. I titoli dei principali giornali del giorno dopo l'apocalisse sono i seguenti.
La Repubblica a piena pagina: Boom di Grillo, Italia ingovernabile. Corriere della Sera: Voto choc: non c'è la maggioranza. Il Messaggero: Ha vinto l'ingovernabilità. La Stampa: Grillo boom, Parlamento bloccato. Il Giornale: Miracolo Berlusconi. L'Unità: La Camera al Centro sinistra, paralisi al Senato. Grillo trionfa. Libero: Il leone Silvio sbrana il giaguaro. Il Fatto: Fuga dal voto. Calo al Nord, crollo al Sud. La Padania: Sconfitti Monti e il PD, Grillo a valanga. L'Avvenire: uno scontento stellare.
Commenti sparsi. Da Repubblica: "Lega va ko in Piemonte e Veneto. Ora punta tutto su Maroni al Pirellone". Dal Corriere della Sera: "Vincono Grillo e Berlusconi, sconfitta di Monti". Ma anche: "PD e Monti hanno i numeri per eleggere il nuovo presidente" (della Repubblica ndr).
La Stampa: "Ingoia fuori, il triste crepuscolo degli dei minori. Scilipoti e Razzi eletti in Parlamento". Il Giornale: "Sallusti: Berlusconi ha salvato il Paese". Il Messaggero: "La Campania tifa Silvio, la Sicilia Grillo". 
Su il Fatto, il blog di Angela Vitaliano titola: Elezioni 2013: "A casa avete mandato solo le nostre speranze".  

Moai


lunedì 25 febbraio 2013

Elezioni: A Paderno il PD è il primo partito con oltre il 30%

Il primo partito di Paderno Dugnano con il 30% dei voti è il Partito Democratico, sia al Senato che alla Camera. Inseguono, staccati di circa 10 punti e quasi appaiati al Senato, PdL e 5Stelle (mentre alla Camera Grillo sorpassa nettamente Berlusconi), Monti e la Lega procedono quasi alla pari al 9% circa, SEL è al 2,5% circa, Ingroia all'1,5%, Giannino all'1%. L'astensionismo atteso e temuto non c'è stato perché l'affluenza è stata mediamente sopra l'81%.
Un risultato in linea con il 2008 quello del PD che conferma i suoi voti, mentre è un tracollo il risultato del PdL che perde per strada quasi il 16% dei voti e un tonfo anche per la Lega che perde il 5% dei consensi. Complessivamente l'alleanza di destra che guida il Comune scende dal 51% di 5 anni fa al 34% di oggi. Un salasso di 16 punti percentuali che sono passati pari pari al movimento di Grillo, vero vincitore di queste elezioni. Un vincitore che non governerà, ma che impedirà di fatto qualunque governo. Questi a caldo i primi dati che ricavo da quelli del mio seggio e che si leggono quasi identici sul sito del Comune dove lo scrutinio del Senato è già a due terzi dei voti, mentre quello della Camera è a circa un terzo. La tendenza mi sembra comunque chiara ed è in parte confernata dai dati ufficiali relativi al Senato dove a un terzo dei seggi scrutinati il PD è in testa di 5 punti sul PdL e di circa 10 punti sul M5S.

domenica 24 febbraio 2013

Elezioni 2013: affluenza in aumento (62,08%) a Paderno

La mia giornata passata  al seggio della scuola De Marchi come rappresentante di lista del Partito Democratico è cominciata alle 9.30 di mattina con il caffè bevuto al bar Barone. Poi dentro al seggio a presentarmi ai presidenti delle sezioni nelle quali ero registrato. Alle 10.00 mentre fuori fioccava fitta una neve acquosa, l'affluenza degli elettori appariva già molto sostenuta. L'impressione è che la gente abbia deciso questa volta di votare, contro tutte le previsioni, in misura superiore alle stime. 
Lo hanno dimostrato l'affollamento e le code che si sono formate nei corridoi della scuola. Qualche disagio l'ha provocato la neve che ha reso scivolosi e infidi l'ingresso, la scalinata e la rampa di accesso al seggio, fino a quando una squadra di operai del Comune ha provveduto a sgombrarli e spargere sale per evitare possibili incidenti, ma questo non ha fermato gli elettori.
La maggioranza degli elettori sembrava essere bene informata sulle modalità e le possibilità di voto. Uno di questi ha voluto rivelarmi il suo voto, dispensato a pioggia, grazie alle norme elettorali vigenti: alla Regione aveva votato per il candidato presidente di una delle coalizioni e dato la preferenza al candidato consigliere di un altro partito non coalizzato, alla Camera aveva scelto un simbolo e al Senato un altro ancora. Totale, quattro voti a quattro diverse forze politiche in diretta competizione tra loro. Non male.
A metà giornata l'affluenza aveva già superato il 30% e nel pomeriggio era aumentata ancora fino alle 19, quando le lavagne delle sezioni segnalavano che si era ormai arrivati a quota 56%. Un bel salto in avanti rispetto alle Regionali del 2010 quando alla stessa ora l'asticella si era fermata al 39,8%. Alle 22.00, alla chiusura dei seggi l'affluenza ha superato il 62% in tutta la città: 12 punti in più di tre anni fa.
Che significato ha questa corsa alle urne e come influirà sui risultati lo sapremo e lo capiremo meglio domani sera alla fine del primo spoglio, ma fin d'ora si può dire che forse, quello del non voto, non si confermerà il primo partito del Paese. 
La posta in gioco questa volta è molto alta e gli elettori padernesi sembrano averlo capito.

sabato 23 febbraio 2013

Election Day: come si vota

Ricevo da Oscar Figus, portavoce del Pd di Paderno Dugnano questo comunicato che ci informa sulle modalità di voto nel week end elettorale. Buon voto a tutti.

Ci siamo, si vota domenica 24 febbraio dalle 8:00 alle 22:00 e lunedì 25 dalle 7:00 alle 15:00.
Presentatevi al vostro seggio con
· documento di identità e
· tessera elettorale, se non avete la tessera elettorale oppure è piena potete richiederla in Comune
Ai seggi riceveremo tre schede:
· scheda verde per il rinnovo del consiglio regionale lombardo
· scheda rosa per la Camera,
· scheda gialla per il Senato   (solo i cittadini che hanno compiuto 25 anni)

        scheda verde          scheda rosa         scheda gialla

Nella scheda verde (regione Lombardia) va messa la croce sul simbolo del Partito
POTETE INDICARE UNA PREFERENZA, se volete, scrivendo anche solo il COGNOME del candidato.
Nella scheda rosa (camera) e gialla (senato) va messa SOLTANTO la croce sul simbolo del Partito, 
NON SI POSSONO INDICARE PREFERENZE.
Presso il comune di Paderno Dugnano l'ufficio elettorale rimarrà aperto per  i duplicati delle tessere elettorali  smarrite con un orario "speciale":
· Oggi e domani sabato 24 febbraio dalle ore 8.15 alle 19.00 (orario continuato)
· domenica 24 febbraio dalle 8.00 alle 22.00 (orario continuato)
· lunedì 25 febbraio dalle 7.00 alle 15.00
L'ufficio anagrafe rimarrà aperto per il rilascio delle carte identità anche domenica 25 febbraio dalle ore 8.00 alle ore 20.00 (orario continuato)

Trasporto disabili
Al fine di favorire l'esercizio di voto agli elettori disabili, l'Amministrazione Comunale effettuerà apposito servizio di trasporto dal luogo di residenza sino al plesso in cui è costituita la sezione elettorale di appartenenza, la fruizione del servizio sarà svolta gratuitamente
domenica 24 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 19.00
lunedì 25 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 12.00
è subordinato a prenotazione presso l’ufficio elettorale, per ogni informazione rivolgersi ai seguenti numeri telefonici 02.91004 465/426

Moai


martedì 19 febbraio 2013

Un nuovo umanesimo per ricostruire l'industria culturale

La crisi economica, sociale e morale nella quale è sprofondata l'Italia (a partire dalla Lombardia) non è frutto del caso, ma è figlia di 20 anni di dittatura culturale berlusconiana che si è affermata grazie al dominio incontrastato della TV commerciale.  
Rimuovere questo pesante strato di ideologie inquinate di populismo liberista dalla coscienza dei cittadini sarà il compito della prossima stagione d'iniziativa culturale democratica e progressista che la nuova Lombardia deve promuovere. Ne è convinto Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano, candidato per il PD al Pirellone che ho intervistato oggi, dopo la sua visita alla Biblioteca Tilane, insieme all'ex sindaco Gianfranco Massetti.

La cultura è una risorsa economica direttamente produttiva o è solo un costo come dice la destra?
"Può essere molto produttiva a patto che si nutra di idee nuove. La cultura è civiltà: forma alla cittadinanza, protegge dall’imbarbarimento, fornisce nuovi strumenti ai giovani e ai cittadini, li educa alla giustizia e alla responsabilità, dà forma al presente e costruisce il futuro – sostiene -. Questo mi ha insegnato l’esperienza di lavoro culturale e intendo metterla alla prova su scala più ampia, nel Consiglio regionale lombardo. Se sarò eletto i miei primi impegni saranno: nuove politiche di apertura e di interscambio internazionale per la cultura, l’educazione alla legalità, il riutilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità, nuovi strumenti e azioni contro tutti i razzismi e il neofascismo".
59 anni, laureato in lettere, Capelli ha fondato e dirige anche la “Scuola di cultura politica” dell'istituzione milanese, diventata in 3 anni, con i suoi 700 iscritti, luogo di formazione per molti giovani. Questa intensa attività ruota intorno ai temi del bene comune, del pensiero critico e al progetto di un nuovo umanesimo.
"Quello che la destra considera solo un costo e un lusso per pochi, è invece un investimento produttivo di grande rilevanza per tutti – afferma -. La filiera fatta di formazione, educazione, informazione, arti visive, creatività, letteratura, teatro e cinema, è un campo di attività che nei Paesi più sviluppati quali, Germania, Francia e Stati Uniti, dà lavoro a milioni di persone che producono e vivono di cultura. Un'attività economicamente importante sia per chi la consuma che per chi la realizza"

lunedì 18 febbraio 2013

Aspettando Godot


Da due mesi tutto tace dalle parti dell'amministrazione padernese, La giunta Alparone, sembra non avere ancora smaltito il pranzo di Natale e il cenone di capodanno. Ma questo silenzio post prandiale prolungato dalla campagna elettorale, è diventato insopportabile. Abbiamo chiesto a Marco Coloretti di commentare questa irreale situazione che ancora una volta rispecchia il basso livello politico di una destra sempre più lontana dai bisogni della città.  

Si potrebbe dire: nessuna nuova, buona nuova. Ma è proprio così, pensando all’assordante silenzio delle istituzioni padernesi negli ultimi due mesi?
Non è la prima volta che ciò accade e questa volta, secondo me, è ancora più preoccupante. L’anno scorso aprimmo noi con una conferenza stampa nella quale elencammo l’insieme delle cose da fare, il bilancio di previsione in primis, quest’anno siamo alle solite. Ma con un aggravante: settimana prossima si vota per il Parlamento e per la Regione Lombardia. Aver aspettato di “vedere” il voto per poi procedere dimostra l’incapacità di questa amministrazione di essere prima di tutto al servizio della città che li ha eletti.

Eppure non sembrano particolarmente occupati dalla campagna elettorale.
Lasciami togliere un sassolino dalla scarpa: come è già successo in passato, ci risulta che anche stasera ci sia una bella cena ad inviti in un noto ristorante della città. Cento padernesi selezionati alla corte del candidato Mantovani, con l’illustre presenza del Sindaco. Liberi ovviamente di fare come credano: resta il fatto però che le campagne elettorali si fanno tra i cittadini e non con alcuni di essi, la crème padernese. In questi casi, spesso lo ha dimostrato la cronaca, si rischia di avere una maionese impazzita.

E allora dobbiamo attendere l’esito elettorale per avere notizie da Palazzo?
Se per notizie intendi ciò che a me sembra normale – cioè convocazioni ufficiali in sedi istituzionali per discutere di materia amministrativa – penso di si. Nel contempo, ti posso solo anticipare alcune preoccupazioni che avvertiamo come PD, partito e gruppo consiliare, e di cui abbiamo parlato nel corso delle nostre assemblee pubbliche, in giro per la città.

Immagino a cominciare dal bilancio di previsione 2013.
Facciamo un passo indietro e parliamo di IMU, che è anche un tema di campagna elettorale su cui si sprecano promesse tanto ingannevoli quanto truffaldine. Abbiamo visto pubblicati – anche per iniziativa dei blog padernesi - i dati della raccolta IMU 2012 divisi per comune. Per mio diletto, ho provato a vedere come è posizionata la nostra città rispetto ai comuni intorno e a quelli significativamente vicini a noi per dimensione dell’area milanese. Ebbene sono emerse alcune cifre su cui ci sarebbe da discutere approfonditamente e sulle quali chiameremo a rispondere l’amministrazione padernese.

domenica 17 febbraio 2013

Caffé Letterario: aperitivo con Rosanna

Mercoledì 20 febbraio alle ore 11.30 vi invito tutti al Caffè Letterario a prendere un aperitivo con me e a conoscere la mia amica Rosanna Santonocito, candidata alla Regione Lombardia con Ambrosoli.
Rosanna è giornalista de "Il Sole 24 Ore", responsabile del canale Internet Job24.it e del blog JobTalk. Si è sempre occupata di lavoro e di innovazione, creazione di impresa, giovani, donne e di lavoratori over 50, scrivendo su giornali, libri, in radio e in tv, web e social media. H
a scritto molti libri dai titoli significativi: "Il tuo curriculum vitae. Come scriverlo e presentarlo", "Il colloquio di lavoro, come affrontarlo", "A caccia di lavoro, le astuzie e le strategia, per cominciare bene", e altri molto utili in momenti come questi.Dal suo programma elettorale riporto questa dichiarazione che annuncia quale sarà il suo impegno principale in Consiglio Regionale.
Bisogna rimettere il lavoro al centro dell'economia e del progetto di vita delle persone. Finora ho raccontato le storie e i problemi del lavoro, adesso vorrei contribuire, con la mia esperienza, a trovare le soluzioni e gli strumenti per creare occupazione, ma che sia una occupazione buona, e alla crescita della Lombardia. Nel rispetto delle persone e valorizzando il loro talento e le loro capacità.