Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post

venerdì 9 maggio 2014

Lavoro, PD e Sinistra

Lunedì scorso il Partito Democratico ha portato a Paderno Dugnano un pezzo da 90, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha illustrato al Metropolis la sua idea dei problemi dell’Italia e le possibili risposte. Sul sito di Gianfranco Massetti leggo questa breve cronaca-commento:
"Ineguaglianza ed egoismi sono i mali del paese a cui bisogna rispondere con equità, giustizia e ricostruzione del senso di comunità in un orizzonte il più condiviso possibile. Poletti ha cercato di descrivere la coerenza tra queste idee e le misure concrete del governo Renzi. Dagli 80 euro alla riforma costituzionale, dalla riforma della pubblica amministrazione al welfare condiviso fino all’idea dell’alternanza scuola – lavoro. Ma è sul jobs act che il ministro è sembrato meno convincente, almeno a parere mio. Il ministro, ed ex presidente della Lega delle Cooperative, non può non sapere che aver cancellato la “causa” nella fine contratto, aver tolto il limite del 20 % per i contratti a tempo determinato e tolto l’obbligo di riassunzione per le violazioni, non farà che aumentare la precarietà e non il lavoro. Bisogna, secondo me, si rafforzare l’impresa (con incentivi, fiscalità, credito, ricerca..) ma non indebolire i lavoratori (nei diritti). Poi il primo maggio resti pure la Festa dei lavoratori e non cambi nome: non se ne sente il bisogno. Per me lavoratori sono tutti quelli che sudano il proprio pane ,con qualsiasi condizione sociale o contrattuale. Tutto il resto del suo ragionamento sull’Italia e sui cambiamenti è stato condito da una domanda retorica stringente: ”Si è vero.. quello che facciamo può essere poco ma perché fino ad oggi non è stato fatto neppure questo?”.
Come suona insopportabile questa domanda retorica, tipica della nuova classe dirigente "rottamatrice" del PD, che ad ogni osservazione sui propri annunci (perché per ora siamo solo agli annunci) risponde regolarmente denigrando i critici con "voi non avete fatto niente pertanto non avete diritto di parola". Questo "stil novo" inaugurato del sindaco-segretario-premier fin dal suo insediamento contro l'opposizione interna, sta facendo venire a molti la voglia di dire "ok, aspettiamo i fatti, ma se non ci saranno...".
Il problema della mancanza di lavoro e della deindustrializzazione in Italia e in Europa è troppo serio per essere lasciato nelle mani dei battutisti ultimi arrivati. Poletti avrebbe fatto meglio a dare qualche risposta agli amministratori locali che gli chiedevano cosa poteva fare un sindaco per affrontare concretamemte questo problema. Non l'ha fatto, perché di idee nuove quelli come lui non ne hanno. Le loro nuove idee sono sempre quelle di cui si parla da 20 anni, cioè più libertà per le imprese e meno tutele per i lavoratori.
La sinistra a Paderno Dugnano, è bene dirlo subito, non ci sta, perché i fatti hanno dimostrato che questa formula non produce nuovo lavoro, ma precari a vita, e se vinceremo le elezioni faremo di tutto perché la politica del lavoro della nuova amministrazione non assomigli per niente a quella del governo Renzi.  

martedì 11 febbraio 2014

Un Comune può creare lavoro e sviluppo? Si, aiutando chi vuole crearlo

Il 31 dicembre 2013 la Cooperativa Lares 2012 ha chiuso malinconicamente i battenti. Fondata da un gruppo di lavoratori reduci del fallimento Lares, la Cooperativa, in meno di due anni di vita ha realizzato e brevettato due prototipi di prodotti innovativi che promettevano di avere un discreto mercato. 
Il primo era un modello di torcia Led, semplice ma interessante perché in grado di sostituire perfettamente e a basso costo le tradizionali (e insicure) torce di cera a fiamma libera usate nelle processioni religiose, nelle manifestazioni civili, concerti ed eventi. il secondo era un dispositivo che rendeva "intelligente" un semaforo segnalando ai non vedenti il colore, rosso, giallo e verde.
Molti i complimenti e le lodi raccolte, ma pochissimi gli ordinativi e soprattutto nessun finanziamento e senza soldi investiti nelle due idee proposte il futuro per Lares 2012 è finito subito.
Questa conclusione negativa della vicenda interroga tutti quelli che hanno appoggiato a vario titolo l'iniziativa dei lavoratori (io l'ho fatto sul piano della comunicazione) e che pongono il problema di come creare nuovo lavoro in questi tempi di crisi sul nostro territorio. 
Perché l'avventura di Lares 2012 è finita male? Perché il lavoro da solo non basta, il ricco know how tecnologico dei lavoratori non basta, l'inventiva e la capacità realizzativa non bastano per fare impresa. Ci vogliono capitali e mezzi di produzione. I lavoratori-soci di Lares 2012, questo lo sapevano bene, sarebbero bastati 20mila euro di investimento iniziale, ma non sono riusciti a trovarli sul mercato locale e per questo hanno dovuto arrendersi.
Lamentano di non essere mai stati aiutati dalle istituzioni locali, il Comune di Paderno Dugnano soprattutto e hanno ragione. Molti hanno dato loro una mano, la Parrocchia di Dugnano ha dato loro una sede dove progettare i prototipi e avviare la loro attività, molti cittadini singoli e organizzati in associazioni hanno offerto soldi che sono stati utilizzati per fondare la cooperativa, ma l'ente pubblico non ha mosso un dito. Poteva il Comune sostenere la loro iniziativa e aiutarli a decollare?
Certamente non il Comune di Paderno Dugnano la cui amministrazione di destra per bocca del Sindaco ha sempre sostenuto che questo non era il suo compito né la sua intenzione. Un'amministrazione di centro sinistra forse avrebbe potuto, o almeno ci avrebbe provato. Come? Sperimentando nuovi progetti di intervento pubblico e privato a sostegno dell'occupazione e dell'impresa, come quelli che sono illustrati nel programma della Lista Civica Sinistra per Paderno Dugnano. 
Creando ad esempio sulle aree dismesse industriali esistenti, aree da sottrarre alla speculazione edilizia e al cemento residenziale, uno o più "acceleratori di imprese", strutture finalizzate ad agevolare lo sviluppo di aziende innovative, ospitandole in spazi attrezzati in fase di avvio e offrendo servizi ai neo imprenditori. Oppure istituendo un fondo ad hoc per aiutare le giovani aziende innovative a fare i primi passi, a crescere. 
Nello stesso tempo avviare una politica tesa a favorire la nascita e la crescita di mini distretti industriali sostenendo le aziende padernesi che ne fanno parte e quelle che vogliono farne parte sostenendo iniziative collettive quali la partecipazione del "distretto" alle fiere, aprire un centro espositivo della loro produzione, servizi di comunicazione e altri servizi di qualità.
Per Lares 2012 un acceleratore d'impresa e un fondo dedicato avrebbero sicuramente consentito alla Cooperativa di fare i primi passi, e magari i secondi e i terzi.

giovedì 22 agosto 2013

Un'idea per Paderno. Settembre si avvicina

Settembre si avvicina e si preannuncia un mese cruciale per Paderno Dugnano. Il 5 settembre si terrà la Conferenza dei Servizi che dovrebbe dire l'ultima parola istituzionale sul progetto di autostrada urbana a cielo aperto voluto da Serravalle e osteggiato dai cittadini di cinque comuni tra cui il nostro. Il 12 settembre si terrà l'assemblea sul futuro della città autoconvocata da un gruppo di padernesi, cittadini singoli, soggetti politici e associazioni.
Sono due eventi strettamente collegati. Lo sviluppo del progetto Rho-Monza condizionerà lo sviluppo della città e la lotta per l'interramento portata avanti in  questi cinque anni coincide con la lotta per dare a Paderno Dugnano un futuro diverso da quello deciso da forze e interessi esterni alla città. L'assemblea del 12 settembre è il momento in cui questi interessi alternativi dovranno venire evidenziati con forza e la difesa del progetto di autostrada interrata, voluto dai cittadini e approvato da cinque amministrazioni comunali e all'unanimità anche dal Consiglio Regionale, dovrà essere dichiarata prioritaria nel programma della futura amministrazione padernese.
Come dovrà essere dichiarata prioritaria la difesa dei beni comuni dei cittadini, sicurezza, lavoro, reddito, proprietà, ambiente, territorio, salute, scuola. Soprattutto il reddito e il lavoro sono i due problemi urgenti che la futura amministrazione dovrà mettere al centro della propria azione come evidenziato anche da una recente indagine della Caritas milanese. Finora la giunta di destra che governa Paderno ha sempre affermato di non poter fare nulla su questi due fronti, su quello della difesa del reddito (servizi) per via dei vincoli di spesa e su quello del lavoro perché non sarebbe, per la giunta Alparone, compito del Comune programmare e attuare una politica tesa a creare nuova occupazione.
La futura amministrazione di cui discuteremo il 12 settembre invece dovrà dichiarare con forza il contrario e mettere sul tavolo idee e proposte di intervento pubblico che vadano nella direzione dello sviluppo. La deriva della decrescita e della recessione va contrastata e l'amministrazione comunale deve fare la sua parte creando occupazione dove possibile, sostenendo e premiando l'iniziativa dei privati in questo senso, puntando soprattutto sui giovani, sulle imprese sociali e sulle realtà più forti e attive del territorio.  
Ricordo a tutti l'appuntamento del 12 settembre:

Un'idea per Paderno

Vieni a proporre insieme a noi

LA TUA IDEA DI CITTÀ

Ex Splendor, via Fante d'Italia
12 settembre 2013 – ore 21

Assemblea cittadina autoconvocata da:

Gianni Biffi (Cara Terra Mia), (Mario Rossetti) Lares 2012, Mauro Anelli, Ferruccio Porati, Mario Petazzini (Comitato Eureco-Medicina Democratica), Gianni Rubagotti (Associazione Radicale Enzo Tortora), Maura Vincenzi (Genitori Scuola di Via Tunisia), Lorena Tacco (AIEA), Carlo Arcari (PadernoForum), Alan Fontana, Lucio Romani, Gianfranco Massetti

Infoline: facinel@gmail.com 3281752688

mercoledì 1 maggio 2013

Donnarumma all'assalto...del PD

Le cronache del corteo del 1° maggio di stamattina a Torino, riportano la notizia del dissenso manifestato da una parte degli iscritti del PD contro il loro partito. Un vecchio militante rivolgendosi al sindaco Fassino, gli ha detto "Ho la tessera da 35 anni, prima ero nel Pci. Mi avete deluso con questo governo. Non potete stare con la destra". "E con quale maggioranza dovevamo stare, spiegamelo, con quale?", ribatte il sindaco. "Con tutti. Ma non con Berlusconi".
In questo scambio di battute si può misurare la lontananza ormai esistente tra alcuni dirigenti ex comunisti e una parte della base ex comunista del PD che oggi non si riconosce più nel partito perché non può e non vuole seguire la strada imboccata dal governo Letta. Due mondi opposti che non si capiscono, non si sono mai integrati, né potevano mai farlo, perché uno, quello di Letta e di Fassino, vuole governare comunque, per "salvare" ancora una volta la società ingiusta e diseguale che c'è, l'altro invece vuol stare dalla parte di chi chiede giustizia e uguaglianza, di chi vuole il cambiamento per cambiare finalmente lo stato di cose esistenti, non perché tutto resti com'è. Tra questi due mondi diseguali e distanti il dialogo è impossibile e lo scontro inevitabile.
Questa riflessione mi ha spinto a riaprire le pagine di "Donnarumma all'assalto" un bellissimo libro sul lavoro, su questo valore fondante che i padri della Patria hanno voluto mettere al primo posto della nostra carta costituzionale, ma che la pratica seguita in 65 anni di vita repubblicana ha trasformato in un grande bisogno negato, fattore principale dell'inaccettabile disuguaglianza della società italiana. Volevo leggerne alcuni brani oggi al Parco Toti, durante il Social and Music Party rimandato per il maltempo, e ve lo propongo qui.
Il libro scritto dal sociologo e scrittore Ottiero Ottieri nel 1959 è un diario esposto in forma narrativa dall'autore che dal 1955 al 1957 lavorò come consulente alla direzione del personale della fabbrica di macchine calcolatrici che Adriano Olivetti aprì a Pozzuoli.
La fabbrica olivettiana che intendeva realizzare l'ideale sociale del suo proprietario era quella che riprendeva i modelli avanzati e innovativi della "psicotecnica" basata su test attitudinali per selezionare i suoi operai e valutarne l'idoneità ad essere assunti. Ma la pretesa di applicare questi metodi "moderni" si scontrò immediatamente e inevitabilmente con una realtà arretrata e disperata come quella meridionale, afflitta da una cronica disoccupazione di massa, dall'assenza di una cultura operaia e industriale dove un'umanità dolente, oppressa dal bisogno primario di lavorare per vivere non poteva certo dialogare con la psicologia industriale e le sue pretese di scientificità.
Il disoccupato Donnarumma è l'antagonista naturale del dirigente selezionatore, l'aggressività e l'irriducibilità dei suoi bisogni si scontrano senza possibilità di mediazione con i metodi razionali e le regole del funzionario aziendale. Il divario tra l'enorme offerta di braccia del Mezzogiorno e la insufficiente domanda dell'impresa è troppo grande e lo stesso selezionatore capisce che questa insostenibile diseguaglianza rende il suo lavoro di selezione immorale.

mercoledì 30 gennaio 2013

PD: Sviluppo e ripresa nel Nord Milano guardando all'Europa

La campagna elettorale del Partito Democratico che vede l'ex sindaco, Ezio Casati, impegnato in prima linea ad invitare gli elettori padernesi a mettere la croce sul simbolo del PD al Parlamento e a votare per Ambrosoli presidente e i candidati democratici alla Regione, inizia ufficialmente dopodomani con un'iniziativa nella quale il partito illustrerà le sue proposte per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo nel Nord Milano.
L'incontro che ha per titolo "SVILUPPO E RIPRESA, IL NORD MILANO E IL MODELLO EUROPEO" si terrà venerdì 1 febbraio, ore 21.00 presso l’Auditorium Tilane in piazza della Divina Commedia, Paderno Dugnano (MI).
Partecipano:
Ezio Casati – Candidato alla Camera dei Deputati
Antonio Panzeri – Europarlamentare Europeo
Fabrizio Vangelista – Candidato in Regione Lombardia – collegio MI
Edoardo Tozzo -  Consigliere Comunale Cusano Milanino

lunedì 14 gennaio 2013

Emergenza occupazione: che vuol fare l'amministrazione?

Il Consigliere del Partito Democratico di Paderno Dugnano ha presentato al Sindaco di Paderno Dugnano e all’assessore alle Attività Produttive la seguente interpellanza che segnalo ai lettori.

Oggetto: interpellanza sulla situazione occupazionale a Paderno Dugnano

L’anno 201 3 si presenta con l’aspetto di grandi problematiche occupazionali, anche nel nostro territorio, dopo anni di difficili condizioni sociale ed economiche che hanno messo in crisi molte famiglie. Da diversi mesi si susseguono notizie sul peggioramento della situazione occupazionale a Paderno Dugnano.
Di queste difficoltà né il Consiglio Comunale né la Commissione consiliare che doveva e poteva occuparsene ne sono stati informati.
Pertanto con la presente sono a richiedere informazioni aggiornate circa lo stato di salute e/o di agitazione sindacale delle realtà produttive che più ci preoccupano:
1. DARTY presso Euromercato
2. ILVA di via Piaggio
3. Pirelli di via Cassina Nuova per Bollate
4. Rosa manichini di Palazzolo Milanese
Con la presente si vuole sapere anche quali iniziative solidaristiche e di politica amministrativa codesta Amministrazione Comunale ha messo in campo, dettagliatamente e per singola realtà produttiva.

Gianfranco Massetti

sabato 25 agosto 2012

Ilva: la salute e il lavoro sono beni comuni inscindibili

Sul caso Ilva riporto il Comunicato del Direttivo Nazionale di Medicina Democratica diffuso a fine luglio con il quale l'associazione si schiera a fianco dei magistrati che hanno posto sotto sequestro gli impianti inquinanti e messo in galera i dirigenti aziendali. Secondo la Costituzione la salute è un bene comune che va difeso anche contro le esigenze produttive e di profitto che non possono affermarsi danneggiando la comunità.


Comunicato Stampa

LAVORO E SALUTE SONO INSCINDIBILI ANCHE ALL’ILVA DI TARANTO
Di fronte alla gravissima situazione di inquinamento ambientale, nota da tempo, denunciata a più riprese e da più parti tanto in sede locale che nazionale, provocata dalla modalità di gestione degli impianti dell’ILVA di Taranto Medicina Democratica ritiene di dover appoggiare la coraggiosa decisione del GIP Patrizia Todisco di procedere al sequestro preventivo degli impianti in alcuni reparti della produzione “a caldo” altamente inquinanti per l’ambiente esterno, come estremo e, ahimè, tardivo rimedio alla situazione di danno grave per la salute della cittadinanza e degli operai stessi impiegati negli impianti.
Tale azione non può onestamente essere presentata come prevaricazione della magistratura ma piuttosto come sbocco obbligato di anni e anni di denunce purtroppo inutili vista la volontà di profitto pervicacemente affermata da parte delle direzioni aziendali anche contro i più elementari diritti, sanciti nella nostra Costituzione, alla salute e alla difesa della vita dei lavoratori e dei cittadini.
I dati epidemiologici largamente e da tempo noti sono impressionanti, ma senza un’imposizione pubblica, sia delle amministrazioni statali e che di quelle regionali, è ormai accertato che l’azienda non si muoverebbe mai, preferendo esercitare l’usuale ricatto occupazionale, particolarmente efficace in questo periodo storico.
Medicina Democratica, dalla sua fondazione, non ha mai smesso di affermare che LA SALUTE DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI INQUINATI È UN BENE COMUNE che va difeso anche contro le esigenze produttive e di profitto che, ancora a norma della nostra Costituzione, non possono affermarsi danneggiando la comunità. Nessun lavoratore deve essere costretto a lavorare in luoghi di lavoro altamente inquinanti, tanto meno sotto ricatto occupazionale. Allo stesso modo nessun cittadino deve essere esposto al rischio noto di malattia a causa dell’inquinamento prodotto dalla fabbrica.

mercoledì 22 agosto 2012

Green Hill, Cisl: prima i cani o i lavoratori rimasti disoccupati?

Tutti noi abbiamo seguito con più o meno attenzione la vicenda dell'allevamento Green Hill. Un luogo dove migliaia di cani di razza beagle venivano allevati e mantenuti per fare da cavie nelle sperimentazioni scientifiche, definite da molti con il termine sbrigativo di "vivisezione", dell'industria farmaceutica. Cosa che avviene legalmente da decenni in Italia e all'estero. 
In un'intervista a La Stampa di Torino, il Segretario Generale della Fai Cisl di Brescia, Daniele Cavalleri, esprime preoccupazione per il destino dei 23 lavoratori oggi disoccupati dell'allevamento Green Hill di Montichiari, sequestrato il 18 luglio scorso dalla Procura di Brescia.
"Io lascio volentieri la ribalta alla Procura, alla Lega antivivisezione e a tutti quelli che sono corsi a mettersi in mostra e a farsi fotografare a Montichiari - dichiara Cavalleri - ma non rinuncio a dire il punto di vista del sindacato: 1) la Cisl è contro la vivisezione; 2) Green Hill ha assunto 23 persone per curare l'allevamento dei beagle: nient'altro; 3) questi lavoratori chiedono rispetto perché non sono né torturatori, né aguzzini; 4) se c'è una scala naturale di valori al primo posto non ci sono rane, cani, maiali, gatti e pesci, ma la persona umana".
Per la Cisl ora la priorità è dare un futuro a quei 23 salariati rimasti senza lavoro. Di certo, continua Cavalleri nell'intervista rilasciata a La Stampa, "non aiuta la decisione di mettere l'allevamento sotto sequestro e di svuotarlo affidando i cani a chiunque ne faccia richiesta. Invito tutti a riflettere sull'assurdità di questa cosa. Sarebbe come se una mattina un Procuratore decidesse di mettere sotto sequestro uno stabilimento di automobili e disponesse che le macchine pronte per la consegna venissero distribuite a chi le chiede. Ci voleva e ancora ci vorrebbe un po' più di equilibrio!".
Su Facebook dove è stata rilanciata questa intervista che propone il dilemma "cani-lavoratori", un lettore, Armando De Giovanni, risponde così:  "Prima i cani: i lavoratori che si prestavano a commettere per lucro certe nefandezze ai danni di animali indifesi è giusto che paghino in prima persona ; io li metterei, insieme ai dirigenti dell'azienda, in galera !".
Questo botta e risposta ripropone un tema antico che poi è lo stesso identico dell'Ilva sequestrata dalla magistratura: l'Italia "sostenibile," che noi cittadini democratici e progressisti vogliamo, può rimenere una Repubblica democratica fondata sul lavoro o deve diventare una Repubblica democratica fondata sulla persona umana (e dunque animale)?

venerdì 10 agosto 2012

Il lavoro, il salario, la dignità

Il lavoro non è mai una sicurezza. Forse è sempre stato così, ma oggi la parola "lavoro" è sempre più sinonimo di precarietà, auto sfruttamento, angoscia. Lo hanno sperimentano sulla loro pelle sei muratori di un cantiere edile di via Ozanam a Paderno Dugnano che avevano accettato di lavorare anche in agosto, quando tutti vanno in ferie, nella speranza di guadagnare qualche soldino in più e invece hanno dovuto scontrarsi con un padrone che non li pagava.
Ieri mattina di fronte a questa dura realtà hanno deciso di protestare e si sono messi in sciopero minacciando di salire sul tetto della villetta che stavano ristrutturando e anche di buttarsi di sotto se non avessero ricevuto gli stipendi pattuiti: 20 o 30mila euro in tutto.
Ne è nata una lunga trattativa, che ha coinvolto, oltre al titolare dell'azienda, i Carabinieri e il Vicesindaco Bogani, che si è conclusa (pare) con la decisione del committente dei lavori di versare gli stipendi ai lavoratori i quali hanno dovuto, ancora una volta, sottoporsi a questa duplice fatica: lavorare e farsi pagare.  

giovedì 26 luglio 2012

Falegnami, calzolai, macellai, fabbri: questi i lavori del futuro

L’Osservatorio Openjobmetis che analizza i dati provenienti dalla rete delle 130 filiali Openjob sparse su tutto il territorio nazionale, segnala che è in corso sul mercato del lavoro un ritorno al passato. Dal calzolaio in Toscana al falegname in Abruzzo, nella nostra Penisola cresce la richiesta di quelle figure professionali tipicamente artigianali delle quali sembrava essersi persa la memoria.
Il mercato del lavoro è tutt’altro che saturo di tutte quelle figure legate alla tradizione manifatturiera e produttiva italiana. Accanto ai profili più tecnici, sempre molto ambiti dalle aziende - come tornitori, fresatori e saldatori – si registra su tutto il territorio italiano una crescente richiesta di macellai, pasticceri, falegnami e calzolai. Mestieri, questi, che le generazioni più giovani raramente decidono di approcciare, ma che oggi sembrano in ripresa. Forse stiamo assistendo a un cambio di mentalità, ad una riscoperta delle nostre radici.
Diverse le posizioni aperte nelle filiali Openjobmetis, da Nord a Sud: oltre ai falegnami della Val di Sangro, sono richiesti anche carpentieri a Castelfranco Veneto, operai addetti alla levigatura legno a Oderzo, maître a Milano, macellai ad Ascoli Piceno, fabbri a Roseto degli Abruzzi, calzolai a Empoli e Civitanova Marche, dove sono richiesti anche sarti con elevata esperienza.
Dall’indagine emerge inoltre che operai calzaturieri specializzati sono richiesti anche a Monsummano Terme e a Pontedera, dove si registra anche una carenza di maestri di confezione nel settore tessile. C’è poi bisogno di panettieri e pasticceri ad Alessandria, mentre ad Empoli e Prato sono numerose le richieste di personale qualificato per il comparto pelle.
Non solo tradizione però. E’ importante sottolineare come l’indagine evidenzi parallelamente un’altra tendenza: tra i profili più richiesti, infatti, si segnalano anche ingegneri meccanici ed elettronici e periti tecnici, tutti rigorosamente con voto di laurea alto e, nel caso dei periti, un’elevata specializzazione. Caratteristica vincente nel mercato del lavoro di oggi.

martedì 5 giugno 2012

Spiritual per il lavoro

Venerdì 8 giugno alle 21.00, presso il Santuario di Santa Maria Annunciata, via Piaggio, 8 a Paderno Dugnano, i lavoratori Lares in collaborazione con la Comunità Pastorale di Paderno Dugnano, invitano la cittadinanza a partecipare ad un momento di riflessione, di preghiera e di canto. Ad eseguire gli "spiritual" sarà il Gruppo Corale dell'Aurora, il quale annovera tra i propri componenti anche un lavoratore Lares. "Gli spiritual sono le primarie espressioni di credo religioso, iniziate dagli schiavi africani negli Stati Uniti. Solitamente gli schiavi neri cantavano queste canzoni, accompagnandosi con rumori prodotti da coperchi di pentole e lattine, al fine di battere il tempo. Lo spiritual era un canto spirituale, come dice il nome stesso, che veniva dedicato a Dio per alleviare i dolori e le sofferenze della schiavitù..." (tratto da Wikipedia). Questo evento, oltre a rappresentare un importante appuntamento sotto il profilo culturale e religioso, darà anche la possibilità a chi lo desidera, di contribuire ad aiutare i lavoratori alla realizzazione del loro progetto di cooperativa. (comunicato lavoratori Lares)

sabato 26 maggio 2012

Provincia di Milano: cresce la disoccupazione

L'Osservatorio Economia e Lavoro della Provincia di Milano presentando i dati relativi al 2011 e ai primi mesi del 2012 sottolinea che continua  l'incertezza e la tendenza negativa non accenna a fernarsi . Nel 2011, secondo l’ISTAT, l’occupazione nella provincia di Milano è aumentata dell’1,1%, ma il dato positivo è dovuto solo all’incremento dei lavoratori part-time (17,8%) e a quelli a tempo determinato (8,8%).
La disoccupazione, pur presentando una diminuzione dello 0,9% nel 2011, si è mantenuta a livelli superiori anche a quelli del 2009, anno in cui la crisi non aveva ancora prodotto tutti i suoi effetti. Nel periodo ottobre-dicembre dell’anno scorso, i disoccupati milanesi sono aumentati in modo significativo, analogamente a quanto evidenziato dai Centri per l’Impiego, e la disoccupazione è poi esplosa nel corso dei primi mesi del 2012.
Nel 2011, al pari del 2010, si è registrato un modesto incremento della domanda di lavoro (+1,2%), con un aumento ancora più modesto del numero di assunzioni (+0,4%), al netto del lavoro domestico. Le assunzioni nel 2011 hanno avuto un andamento positivo nel primo semestre, peggiorato a partire da luglio per volgere in negativo negli ultimi tre mesi. La tendenza si è confermata anche nei primi 4 mesi del 2012 e, comparando lo stesso periodo del 2011, si registra un decremento dell’1,7%.
Non dissimile da quello delle assunzioni è stato il trend degli assunti. Il dato di +3,1% in nuovi contratti di lavoro, non segna di per sé un aumento della domanda o delle possibilità offerte, quanto invece una riduzione della durata dei contratti e una diminuzione della frequenza di più avviamenti per ogni singolo lavoratore. Nel caso degli assunti, il peggioramento è stato più evidente: il trend negativo nel 2011, prosegue con il segno meno nei primi mesi del 2012.

giovedì 10 maggio 2012

Il lavoro umano è un diritto o una merce?

"Se i nostri intellettuali non fossero tanto incolti quanto politicamente vecchi avrebbero avvertito, nel dibattito sulla riforma del mercato del lavoro fra il ministro Fornero e il segretario della Cgil, Camusso, il riflesso della contraddizione fra una Costituzione, che definisce (ancora) il lavoro «un diritto», e la domanda di modernizzazione, che lo assimila a una merce esposta alla domanda e all'offerta e all'esigenza di produttività; contraddizione che è anche l'ostacolo che incontrerà il governo tecnico sulla strada della crescita".
Leggere Piero Ostellino, cioè un intellettuale liberale depresso perché costretto a fare i conti con la realtà nazionale che non è mai stata per ragioni storiche e per sua intima natura, liberale, è sempre utile. Nel capoverso che riporto da il Corriere della Sera di ieri c'è infatti il nocciolo della questione italiana: una Costituzione, un sindacato e dei partiti che definiscono il lavoro "un diritto" si scontrano con un ceto imprenditoriale e finanziario che in nome delle esigenze produttive e del profitto vorrebbe assimilarlo e trattarlo come una "merce".
Ostellino ovviamente è convinto che ridurre il lavoro a merce sia la strada giusta da percorrere per "liberare" la nostra economia e far ripartire lo sviluppo. Egli come altri liberisti è convinto che il lavoro come diritto risponda a una posizione ideologica "vecchia" mentre il lavoro come merce rappresenti invece la "modernità", dimenticandosi ovviamente di dichiarare che anche quest'ultima è in realtà un'ideologia vecchia, anzi vecchissima e sanguinosa perché produttrice di odio e violenza sociale.
Ostellino, che non è un ignorante, ma pretende di imporre il suo punto di vista ideologico, rimuove il fatto che il lavoro umano, prodotto dalla carne viva e dal sangue caldo, considerato una "merce" per millenni, è stato con fatica liberato a livello mondiale dalle sue catene grazie alle innumerevoli e sanguinosissime lotte di massa, sindacali e politiche, seguite al manifesto di Marx nel 1848, alla fine della schiavitù in America e alle rivoluzioni socialiste in Russia e in Cina. Riproporre oggi, in Europa, il lavoro come "merce", opponendo l'ideologia liberista che ripropone la benefica quanto invisibile "mano del mercato" a quella socialdemocratica che invece prevede l'intervento concreto e trasparente di tutte le parti sociali nel governo dell'economia nazionale, vuol dire pretendere di riportare indietro le lancette della storia e rimettere le catene della miseria e della subalternità ai lavoratori.

giovedì 3 maggio 2012

Lavoro: i disoccupati in Italia sfiorano il 10%

Nel mese di marzo il tasso di disoccupazione italiano è salito al 9,8%, il livello più alto almeno dall'inizio delle serie storiche mensili nel 2004.
Lo rende noto Istat spiegando che, se si guarda alle serie storiche trimestrali, il tasso è il più alto dal terzo trimestre 2000. Nel mese di febbraio il tasso era pari al 9,6%, rivisto da 9,3%. Il numero dei disoccupati, pari a 2,506 milioni di persone, aumenta del 2,7% (+66.000) rispetto a febbraio e del 23,4% (+476.000) su base annua.
Il tasso di disoccupazione giovanile cresce al 35,9%, con un aumento di 2 punti percentuali rispetto a febbraio e di 7,7 punti su base annua. Istat segnala che la disoccupazione giovanile segna il livello massimo sia dall'inizio della serie storica mensile nel 2004 sia dall'inizio della serie trimestrale nel quarto trimestre 1992.
Il tasso di occupazione scende di 0,1 punti in termini congiunturali al 57%. Il numero di occupati, pari a 22,947 milioni di persone, si riduce di 35.000 unità rispetto a febbraio per effetto di una diminuzione nella componente maschile. Gli inattivi diminuiscono dello 0,3% su mese (-40.000). Il tasso di inattività si posiziona così al 36,7%, con una flessione di 0,1 punti in termini congiunturali e di 1,1 punti su base annua.
dal sito www.reuters.com