Visualizzazione post con etichetta uomo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta uomo. Mostra tutti i post
venerdì 6 dicembre 2013
mercoledì 22 agosto 2012
Green Hill, Cisl: prima i cani o i lavoratori rimasti disoccupati?
Tutti noi abbiamo seguito con più o meno attenzione la vicenda dell'allevamento Green Hill. Un luogo dove migliaia di cani di razza beagle venivano allevati e mantenuti per fare da cavie nelle sperimentazioni scientifiche, definite da molti con il termine sbrigativo di "vivisezione", dell'industria farmaceutica. Cosa che avviene legalmente da decenni in Italia e all'estero.
In un'intervista a La Stampa di Torino, il Segretario Generale della Fai Cisl di Brescia, Daniele Cavalleri, esprime preoccupazione per il destino dei 23 lavoratori oggi disoccupati dell'allevamento Green Hill di Montichiari, sequestrato il 18 luglio scorso dalla Procura di Brescia.
"Io lascio volentieri la ribalta alla Procura, alla Lega antivivisezione e a tutti quelli che sono corsi a mettersi in mostra e a farsi fotografare a Montichiari - dichiara Cavalleri - ma non rinuncio a dire il punto di vista del sindacato: 1) la Cisl è contro la vivisezione; 2) Green Hill ha assunto 23 persone per curare l'allevamento dei beagle: nient'altro; 3) questi lavoratori chiedono rispetto perché non sono né torturatori, né aguzzini; 4) se c'è una scala naturale di valori al primo posto non ci sono rane, cani, maiali, gatti e pesci, ma la persona umana".
Per la Cisl ora la priorità è dare un futuro a quei 23 salariati rimasti senza lavoro. Di certo, continua Cavalleri nell'intervista rilasciata a La Stampa, "non aiuta la decisione di mettere l'allevamento sotto sequestro e di svuotarlo affidando i cani a chiunque ne faccia richiesta. Invito tutti a riflettere sull'assurdità di questa cosa. Sarebbe come se una mattina un Procuratore decidesse di mettere sotto sequestro uno stabilimento di automobili e disponesse che le macchine pronte per la consegna venissero distribuite a chi le chiede. Ci voleva e ancora ci vorrebbe un po' più di equilibrio!".
Per la Cisl ora la priorità è dare un futuro a quei 23 salariati rimasti senza lavoro. Di certo, continua Cavalleri nell'intervista rilasciata a La Stampa, "non aiuta la decisione di mettere l'allevamento sotto sequestro e di svuotarlo affidando i cani a chiunque ne faccia richiesta. Invito tutti a riflettere sull'assurdità di questa cosa. Sarebbe come se una mattina un Procuratore decidesse di mettere sotto sequestro uno stabilimento di automobili e disponesse che le macchine pronte per la consegna venissero distribuite a chi le chiede. Ci voleva e ancora ci vorrebbe un po' più di equilibrio!".
Su Facebook dove è stata rilanciata questa intervista che propone il dilemma "cani-lavoratori", un lettore, Armando De Giovanni, risponde così: "Prima i cani: i lavoratori che si prestavano a commettere per lucro certe nefandezze ai danni di animali indifesi è giusto che paghino in prima persona ; io li metterei, insieme ai dirigenti dell'azienda, in galera !".
Questo botta e risposta ripropone un tema antico che poi è lo stesso identico dell'Ilva sequestrata dalla magistratura: l'Italia "sostenibile," che noi cittadini democratici e progressisti vogliamo, può rimenere una Repubblica democratica fondata sul lavoro o deve diventare una Repubblica democratica fondata sulla persona umana (e dunque animale)?
Etichette:
cani,
economia,
green hill,
lavoro,
uomo
lunedì 5 marzo 2012
Stile uomo: il ritorno della barba
Segnalo agli interessati questo comunicato stampa che rivela le preferenze delle donne italiane per quanto riguarda l'aspetto maschile. Uomo barbuto è sempre piaciuto. Dicono..
Basta maschi acqua e sapone, con il volto liscio e dall’aspetto a volte bambinesco. Oggi il 78,5% delle donne italiane preferisce l’uomo con la barba, sinonimo di forza e virilità. Folta, appena accennata, stilizzata o ridotta ai minimi termini sotto forma di pizzo, la barba ha fatto quest’anno il suo ritorno sui volti dei maggiori sex symbol internazionali, soprattutto tra quelli emergenti. Ritenuti più mascolini (61%) e intraprendenti (47%) rispetto alla categoria dei rasati, gli uomini con la barba raccolgono innumerevoli consensi dal pubblico femminile. Lo sanno bene a Hollywood, dove sono sempre di più gli attori che ultimamente hanno abbandonato lo stile imberbe, come Brad Pitt e Johnny Depp. Una tendenza esportata dai guru internazionali dell’immagine e arrivata anche in Italia, dove attori, sportivi, cantanti e testimonial pubblicitari conquistano il pubblico grazie alla loro barba incolta. I più desiderati dal gentil sesso? Barba, fascino da rivoluzionario e bellezza esotica sono le caratteristiche che accomunano i primi tre sex symbol preferiti dalle donne: Bruno Gabrerizo (66%) batte George Clooney (37%), Colin Branca (57%) meglio di Leonardo di Caprio (54%), Raoul Bova (62%) è preferito ad Alessandro Gassman (43%).Le donne decretano il nuovo sex symbol, il quale deve essere tenebroso, bello e impossibile, ma soprattutto deve avere la barba incolta. Sfatato, inoltre, il luogo comune che vede solo gli uomini sopra i 40 anni piacere con la barba sul viso; sono spesso i personaggi emergenti del piccolo e grande schermo, infatti, a conquistare al gentil sesso mantenendo la peluria sul volto. Un trend internazionale confermato da un recente studio effettuato della Northumbria University di Newcastle su un campione di donne tra i 18 e i 44 anni. Secondo i ricercatori, sarebbe proprio la peluria del volto ad attrarre di più il genere femminile, attraverso un meccanismo inconscio rivelatore di maturità sessuale.
Iscriviti a:
Post (Atom)

