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domenica 12 gennaio 2014
domenica 22 dicembre 2013
Moai
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giovedì 3 ottobre 2013
Berlusconi sconfitto, il titolo è....
Rassegna stampa di una giornata, quella di ieri, che qualcuno ha definita pomposamente la fine di un'era. Berlusconi è politicamente finito, e da quel saltimbanco che è, ha messo in scena la sua ultima malinconica farsa tutto da solo, approfittando della diretta TV.
Uno spettacolo che oggi i principali quotidiani italiani descrivono in modo diverso, ma prevedibile. Cominciamo dall'organo berlusconiano per eccellenza, il Giornale.
"Caccia ai berlusconiani" è il titolone vittimista sormontato da un occhiello: "Il tradimento ha pagato", chiuso da un catenaccio velenoso: "Scissionisti già divisi sulla creazione di un nuovo partito".
Segue Libero che titola ammirato "La piroletta di Silvio", nel tentativo di dare un senso più strategico alla disperata ritirata dell'ex leader del centro destra.
Il Fatto è lapidario "La buffonata" nel sommario si legge "Berlusconi giravolta disperata 'Si al governo'. Letta nipote se lo tiene come alleato" mentre il titolo del fondo di Travaglio è: "Governo Dudù" citando il nome del cagnetto della fidanzata di Silvio, la famosa miss Calippo.
Speranzoso, ma esagerato, il Corriere della Sera: "Resa di Berlusconi, ora il governo è più forte", il fondo di Massimo Franco titola "Il coraggio dei moderati" in cui si continua a evocare il fantasma di una destra che non c'è e si chiede al PD di non "umiliare" il povero Silvio. Incorreggibile.
La Stampa fa la cronaca: "Fiducia a Letta, il PdL si spacca". Due fondi in apertura e di spalla riassumono la situazione. Il primo registra la morte politica: "La fine del leader carismatico", il secondo chiude la bara: "Come gestire l'eredità del Cavaliere".
La Repubblica titola: "La sconfitta di Berlusconi" e nei due fondini in apertura dice: "Il tramonto di una stagione" e sottolinea "Il Cavaliere vice del suo vice". Feroce Altan nella vignetta. Berlusconi saluta il cagnolino, "Oh Dudù!", che gli risponde ingrato "Chi sei?".
L'Unità soddisfatta (ma sperava di più) a tutta pagina: "Berlusconi perde la faccia" e nel fondo avverte: "La battaglia non è finita".
Il titolo del Manifesto è "Scudo incrociato" a sottolineare che il vincitore in campo è ancora una volta la fortissima radice democristiana dei dioscuri Letta-Alfano. Nel fondo si conferma: "Parricidio democristiano".
L'Avvenire. giornale dei Vescovi, afferma contento: "Il governo c'è. Più saldo". La Padania, giornale dei barbari ringhia delusa risalendo le valli: "Farsa italia".
Alla prossima.
Uno spettacolo che oggi i principali quotidiani italiani descrivono in modo diverso, ma prevedibile. Cominciamo dall'organo berlusconiano per eccellenza, il Giornale.
"Caccia ai berlusconiani" è il titolone vittimista sormontato da un occhiello: "Il tradimento ha pagato", chiuso da un catenaccio velenoso: "Scissionisti già divisi sulla creazione di un nuovo partito".
Segue Libero che titola ammirato "La piroletta di Silvio", nel tentativo di dare un senso più strategico alla disperata ritirata dell'ex leader del centro destra.
Il Fatto è lapidario "La buffonata" nel sommario si legge "Berlusconi giravolta disperata 'Si al governo'. Letta nipote se lo tiene come alleato" mentre il titolo del fondo di Travaglio è: "Governo Dudù" citando il nome del cagnetto della fidanzata di Silvio, la famosa miss Calippo.
Speranzoso, ma esagerato, il Corriere della Sera: "Resa di Berlusconi, ora il governo è più forte", il fondo di Massimo Franco titola "Il coraggio dei moderati" in cui si continua a evocare il fantasma di una destra che non c'è e si chiede al PD di non "umiliare" il povero Silvio. Incorreggibile.
La Stampa fa la cronaca: "Fiducia a Letta, il PdL si spacca". Due fondi in apertura e di spalla riassumono la situazione. Il primo registra la morte politica: "La fine del leader carismatico", il secondo chiude la bara: "Come gestire l'eredità del Cavaliere".
La Repubblica titola: "La sconfitta di Berlusconi" e nei due fondini in apertura dice: "Il tramonto di una stagione" e sottolinea "Il Cavaliere vice del suo vice". Feroce Altan nella vignetta. Berlusconi saluta il cagnolino, "Oh Dudù!", che gli risponde ingrato "Chi sei?".
L'Unità soddisfatta (ma sperava di più) a tutta pagina: "Berlusconi perde la faccia" e nel fondo avverte: "La battaglia non è finita".
Il titolo del Manifesto è "Scudo incrociato" a sottolineare che il vincitore in campo è ancora una volta la fortissima radice democristiana dei dioscuri Letta-Alfano. Nel fondo si conferma: "Parricidio democristiano".
L'Avvenire. giornale dei Vescovi, afferma contento: "Il governo c'è. Più saldo". La Padania, giornale dei barbari ringhia delusa risalendo le valli: "Farsa italia".
Alla prossima.
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sabato 27 aprile 2013
Moai
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giovedì 4 aprile 2013
mercoledì 6 marzo 2013
sabato 24 novembre 2012
Muoia Silvio con tutti i filistei
La fuoriuscita dal berlusconismo in
atto da tempo nella destra italiana lascia a secco, come relitti di un
naufragio sul bagnasciuga, molti tra i più fanatici (e beneficiati) seguaci del
cavaliere i quali non riescono proprio ad accettare un esito che li
destina inevitabilmente ai margini del partito e del potere.
Tra questi ci sono i personaggi più
squallidi e impresentabili del circo Barnum messo in piedi 10 anni fa
dall'impresario di Arcore il quale, a forza di venire implorato e
sollecitato da questo parterre di nullità, sembra aver ceduto alla
sua natura megalomane e incarognita. La notizia è di queste ultime ore:
deluso e offeso dalla scelta di Alfano di dare una svolta definitiva,
in senso democratico, al PdL con l'annuncio delle primarie e
soprattutto con l'intenzione dichiarata di impedire le candidature di
personaggi "indagati" (il Cav per primo dunque), pare che
l'ex leader si sia deciso a partecipare alle elezioni del 2013 con una lista personale.
Ha annunciato, infatti, di aver pronta una lista di "imprenditori" e personaggi della "società civile" con in testa la solita Santanchè
che, lui dice, "è un'imprenditrice", anche se molto civile non appare.
Insomma l'ex monarca decaduto fa quello
che, chi lo conosce bene, si attendeva: distrugge il PdL per poter
tornare a fare il leader maximo della "sua" destra che egli
definisce con scarsa fantasia "la casa dei moderati", come
la Standa che, quando la possedeva, chiamò senza molto successo "la casa
degli italiani". Fu un fallimento quell'avventura imprenditoriale e probabilmente sarà un fallimento anche quest'ultima avventura "politica".
Insomma è una minestra riscaldatissima
la ridiscesa in campo del cavaliere scornacchiato e pensionato dal
suo ex delfino, Alfano, il quale, forte della sua origine
democristiana, cioè politica e non imprenditoriale, è ormai
determinato a rifondare il PdL con lo strumento delle primarie
nazionali e non con un discorso dal predellino dell'automobile in San
Babila.
Riuscirà Berlusconi a ritornare in
campo o la sua è l'ultima e disperata mossa di un personaggio
incapace di riconoscere il suo tramonto? Lo vedremo nei prossimi
giorni, ma è già possibile affermare che sarà difficile per lui
riuscire a rimontare in sella. Al massimo si troverà a cavalcare un
pony, adeguato alla sua statura politica e umana, ma non alle sue
ambizioni e necessità.
E' malinconica e triste la fine di
questo miliardario di successo negli affari, ma fallito
sostanzialmente come politico. Nel 1994 conquistò l'Italia perché
riuscì nell'impresa di unire le destre vecchie e nuove in un unico
soggetto-contenitore sotto la sua guida. Oggi che senza di lui le
destre potrebbero ritrovare una nuova forma di unione più
democratica e meno monarchica, al posto di favorire l'evoluzione del
progetto di Alfano scende in campo per distruggerlo e impedirlo.
L'unico programma possibile per lui è "un uomo solo al
comando, io" anche se questo vuol dire dividere e spaccare il
suo schieramento condannandolo alla sconfitta definitiva. Muoia
Silvio con tutti i filistei.
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domenica 11 novembre 2012
venerdì 19 ottobre 2012
martedì 26 giugno 2012
martedì 1 maggio 2012
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