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venerdì 6 settembre 2013

Referendum "Cambiamo noi", si firma al Carroponte


E' in corso la festa del Partito Democratico al Carroponte a Sesto S. Giovanni e nello stand bar dei giovani è possibile la sera firmare 5 dei 6 referendum di "Cambiamo noi" tranne quello del finanziamento pubblico dei partiti. Qui il programma della festa.
Invito i padernesi a cogliere questa occasione dato che è oramai abbastanza chiaro che non ci sono le condizioni per fare un tavolo a Paderno con questi quesiti e l'unico partito che raccoglie le firme, cioè il PDL, non raccoglie quelle per i referendum di "Cambiamo Noi" (abrogazione Bossi-Fini, destinazione 8x1000, decarcerizzazione tossicodipendenti, divorzio breve, finanziamento pubblico dei partiti.

sabato 31 agosto 2013

Referendum: il PdL raccoglie solo quelli sulla Giustizia


Nella fotonotizia il tavolo di raccolta firme sui referendum sulla giustizia che il PdL (seguendo l'indicazione di Berlusconi che è andato a firmarli presso un tavolo dei Radicali a Roma), ha organizzato questa mattina in piazza Matteotti a Paderno Dugnano.
Alla fine della raccolta alla quale era presente lo stato maggiore del partito con in testa il sindaco Marco Alparone, i moduli contenevano circa 100 firme per ogni referendum.
La raccolta proseguirà domani in Piazza Addolorata a Palazzolo Milanese e probabilmente al mercato di Dugnano martedì e a quello di Palazzolo venerdì prossimo.
Ricordiamo che si potrà firmare anche in segreteria comunale, dove si trovano gli altri 6 referendum radicali (immigrazione, 8 x 1000, stupefacenti, divorzio breve, finanziamento pubblico) e quello sulla prostituzione promosso da alcuni sindaci.

venerdì 30 agosto 2013

Referendum: la raccolta firme continua

Ricevo da Gianni Rubagotti il seguente messaggio relativo alla raccolta di firme sui referendum radicali


Ringrazio Oscar Figus che pur non potendo portare autenticatori è venuto con me stamattina al mercato di Palazzolo Milanese per far conoscere ai cittadini la possibilità di firmare i 12 referendum + 1 (quello sulla legalizzazione della prostituzione) in segreteria comunale.
Domani mattina dalle 930 alle 12.30 ci sarà un tavolo di raccolta firme solo sui referendum sulla giustizia in Piazza Matteotti organizzato dal PDL

martedì 27 agosto 2013

Prostituzione: un referendum per rottamare la Legge Merlin

Chi si recherà in Comune a firmare per i referedum radicali su una serie di temi che vanno dall'eutanasia alla giustizia, troverà anche un referendum per rottamare dopo 55 anni la legge Merlin. 
Alla campagna aderiscono i sindaci di molti comuni italiani, tutti con un unico scopo: “Salviamo i nostri marciapiedi”. Il referendum chiede di cancellare gli articoli che impediscono l’apertura di case di tolleranza, senza toccare le norme che puniscono il reato di sfruttamento della prostituzione e la campagna si è rapidamente diffusa a livello nazionale, con centinaia di punti attivi per la raccolta firme. 
Il business della prostituzione che approfittando dei "buchi" della legge Merlin è controllata in massima parte dalla criminalità organizzata, muove circa 9 milioni di clienti (tra occasionali e abituali), 5 miliardi di euro e 70 mila prostitute (dati Grupppo Abele). Sulle strade, ma anche in appartamenti, alberghi, sexy disco, centri massaggi, ecc. Le cronache raccontano il ritorno delle prostitute nei cinema, l'ingresso nelle sale Bingo e slot machine, la diffusione di centri relax (specialità di cinesi e thailandesi) e il boom di appartamenti. Senza dimenticare i locali mascherati da innocui night club.
Angela Colmellere, sindaco di Miane (Treviso) si dice pronta a consentire l'apertura di un postribolo nella sua città. “E’ una battaglia di civiltà che da donna mi sento di appoggiare, anche per restituire decoro alle città. Non sono contraria alla prostituzione, quando la donna è libera di scegliere. Il fallimento della legge Merlin è evidente: con la spinta di una presunta moralizzazione, ha gettato in strada migliaia di ragazze, soggette ai loro sfruttatori, senza controllo medico-sanitario. Nelle case d’appuntamento è tutto più garantito: igiene, sicurezza e libertà delle ragazze. Per non parlare del gettito fiscale, che potrebbe rimpolpare le casse dei comuni. Le uniche conseguenza negative ricadrebbero sulla malavita, che dovrebbe rinunciare al lucroso business”.
E i parlamentari a destra e a sinistra sembrano d'accordo. Iscrizione alla Camera di Commercio, con tanto di partita Iva, e poi patentino, certificato di qualità e anche cooperative in cui riunirsi per esercitare insieme, nello stesso edificio, la professione più antica del mondo. Sono alcune delle proposte avanzate dalla senatrice Pd, Maria Spilabotte. "Legalizzare e regolamentare la prostituzione, in modo da far emergere un giro d’affari enorme” è l’obiettivo di una proposta di legge presentata dalla Lega Nord al Senato, prima firma Massimo Bitonci e sottoscritta da tutto il gruppo.

mercoledì 7 agosto 2013

Il Comune twitta anche referendum e proposte di legge

Gianni Rubagotti ci informa che in Comune è ancora possibile firmare per i referendum e le proposte di legge come si legge sul sito comunale.

Facendo seguito alla lettera aperta che hai pubblicato sul tuo blog (e a una recente circolare ministeriale che obbliga tutti i comuni a farlo) il sito del comune di Paderno Dugnano ha twittato i link a una pagina del suo sito dove dà informazione non solo dei referendum, ma anche delle proposte di legge a disposizione della firma dei cittadini residenti a Paderno e anche altrove.L'informazione data da questa pagina è importante: ho scoperto solo adesso che potevo firmare in Comune la proposta di legge rifiuti zero e che è già disponibile il nuovo referendum per la legalizzazione della prostituzione (su cui spero che i tuo blog permetterà di fare una riflessione più avanti). Riporto qui l'elenco completo come da pagina del sito ricordando che dal 5 al 29 agosto 2013 si può firmare solo al mattino dalle ore 8.15 alle ore 12.30 e che la segreteria è chiusa sabato 10, 17, 24 e 31 agosto.     1. Progetto di legge di iniziativa popolare - Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia (dopo il 2 agosto 2013 non sarà più possibile firmare la proposta sull'eutanasia negli uffici comunali ma soltanto ai banchetti di raccolta firme che i volontari continueranno a organizzare quotidianamente)     2. Proposta di legge di iniziativa popolare - Legge rifiuti zero: per una vera società sostenibile     3. Proposta di legge di iniziativa popolare - Modifiche alle legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell'impatto penale     4. Proposta di legge di iniziativa popolare - Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri     5. Proposta di legge di iniziativa popolare - Introduzione del reato di tortura nel Codice penale     6. Referendum radicali: - Responsabilità civile dei giudici - Magistrati fuori ruolo - Custodia cautelare - Abolizione dell’ergastolo - Separazione delle carriere dei giudici - Divorzio breve - Droghe - Abolizione finanziamento pubblico ai partiti - Otto per mille - Lavoro e immigrazione     7. Referendum popolare abrogativo - Abrogazione parziale Legge Merlin.

sabato 3 agosto 2013

Referendum: lettera aperta

Ricevo e segnalo ai lettori questa lettera aperta inviata da Gianni Rubagotti al sindaco Marco Alparone
 
Buongiorno Signor Sindaco,
nel ringraziarla del suo appoggio ai referendum sulla giustizia su twitter e della sua disponibilità a dare una mano per questi Le segnalo che a oggi non vedo sul sito comunale l'avviso della presenza dei moduli di raccolta firme.
Questo mi stupisce perché pur non essendo la sua una amministrazione pro-eutanasia l'avviso della presenza dei moduli sulla proposta di legge relativa alla sua legalizzazione era stato dato correttamente.
Le chiedo, nonostante siamo in agosto, di intervenire: essendoci una generale mancanza di informazione su questo diritto dei cittadini anche la presenza di questa informazione sul sito comunale è fondamentale.

Cordiali Saluti,
Gianni Rubagotti
iscritto dell'Associazione Radicale Enzo Tortora

martedì 23 luglio 2013

Podestà firma i referendum radicali

Ricevo questo comunicato dall'Ufficio Stampa della Provincia di Milano  e lo segnalo ai lettori interessati .

Podestà sottoscrive i referendum proposti dal Partito Radicale
Milano, 23 luglio 2013 – Oggi, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, si recherà presso l’anagrafe del Comune di Milano per sottoscrivere i referendum proposti dal Partito Radicale.

lunedì 22 luglio 2013

Al Carroponte si firma per i referendum di "Cambiamo noi".

I cittadini padernesi fino a lunedì prossimo avranno l'occasione di unire il dilettevole (a festa di SEL al Carroponte, il cui programma è consultabile a http://www.carroponte.org/IT/Calendario/2013/luglio/22.aspx) con l'utile cioè la firme di 5 dei 6 referendum del comitato "Cambiamo noi" (http://www.cambiamonoi.it)  cioè:
- Due proposte sull'Immigrazione: abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare (http://www.cambiamonoi.it/referendum/immigrazione) per intenderci si parla di riformare la Bossi-Fini
- Libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille (http://www.cambiamonoi.it/referendum/8xmille) affinché la quota relativa alle scelte non espresse sull’8xMille (attualmente più del 50% del totale, circa 600 milioni di euro l’anno, ridistribuita alle confessioni religiose) rimanga in capo al bilancio generale dello Stato.
- Decarcerizzazione delle violazioni per fatti di lieve entità della normativa sugli stupefacenti (http://www.cambiamonoi.it/referendum/droghe) Per eliminare quelle norme che riempiono le carceri di consumatori.
- Divorzio breve (http://www.cambiamonoi.it/referendum/divorzio-breve) Per eliminare i tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio. Per diminuire il carico sociale e giudiziario che grava sui cittadini e sui tribunali in termini di costi e durata dei procedimenti.
Inoltre si possono firmare le 3 proposte di legge dell'osservatorio Antigone sulle carceri:
    * Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto penale
    * Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri
    * Introduzione del reato di tortura nel codice penale
il cui testo integrale è disponibile sul sito
Molto efficace e difatti molto frequentata dai visitatori la riproduzione in un container della cella tipo di un carcere italiano.

mercoledì 10 luglio 2013

Grillo dice sì ai referendum radicali.

Gianni Rubagotti, storico militante radicale padernese mi ha segnalato questo lancio dell'AGI su Grillo e i referendum proposti dalle associazioni che fanno capo alla galassia radicale.

Beppe Grillo, leader del Movimento5 stelle, al microfono di Radio Radicale, annuncia anche la propria firma e il proprio sostegno ad alcuni dei referendum promossi dai Radicali.
 "Pannella bisogna rispettarlo per quello che è e per quello che è stato per la politica italiana, un guerriero, io personalmente non sono un politico di razza come lui, provengo da altri ambienti", ha spiegato Grillo che, alla domanda se sia pronto a firmare e appoggiarne le iniziative referendarie, replica: "Assolutamente sì" (AGI)


Ora vedremo cosa faranno i grillini locali e se vorranno partecipare a un comitato promotore.

domenica 7 luglio 2013

"Cambiamo noi" lancia sei nuovi referendum

Ricevo dal costituendo Comitato Referendario "Cambiamo noi", il comunicato che segnalo ai lettori.
I cittadini padernesi hanno ora la possibilità di firmare 12 nuove proposte di referendum recandosi in Comune in via Grandi, 15, negli orari
- da lunedi a venerdi dalle 8.15 alle 12.30;
- lunedi, martedi e giovedi anche dalle 16.45 alle 17.45;
- sabato dalle 8.15 alle 12.15.
Sono disponibili i 6 referendum del comitato "Cambiamo noi" promossi dai radicali e appoggiati anche da SEL e Psi: I quesiti, consultabili sul sito http://www.cambiamonoi.it   sono:
- Due proposte sull'Immigrazione: abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare (http://www.cambiamonoi.it/referendum/immigrazione) per intenderci si parla di riformare la Bossi-Fini
- Libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille (http://www.cambiamonoi.it/referendum/8xmille) affinché la quota relativa alle scelte non espresse sull’8xMille (attualmente più del 50% del totale, circa 600 milioni di euro l’anno, ridistribuita alle confessioni religiose) rimanga in capo al bilancio generale dello Stato.
- Decarcerizzazione delle violazioni per fatti di lieve entità della normativa suglistupefacenti (http://www.cambiamonoi.it/referendum/droghe) Per eliminare quelle norme che riempiono le carceri di consumatori.
- Divorzio breve (http://www.cambiamonoi.it/referendum/divorzio-breve) Per eliminare i tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio. Per diminuire il carico sociale e giudiziario che grava sui cittadini e sui tribunali in termini di costi e durata dei procedimenti.
Attenzione perché il sesto quesito è in un modulo a parte e tratta dell'Abolizione finanziamento pubblico partiti (http://www.cambiamonoi.it/referendum/finanziamento-partiti)
Il socialismo è nato per difendere il quarto stato, ovvero una classe di cittadini privi di beni immobili che potessero dar loro una rendita e dei mezzi di produzione che permettessero loro un profitto.

sabato 8 giugno 2013

Lettera aperta alla sinistra padernese

L'amico Gianni Rubagotti ha molto da dire e da proporre. Ieri mi ha mandato questa "Lettera aperta alla sinistra padernese", rivolta non tanto al PD quanto a SEL e alle altre forse della sinistra laica, che meriterebbe delle risposte.

A livello nazionale SEL ha annunciato di aver aperto un "cantiere" a cui ha invitato anche gli iscritti al PD delusi dal mancato appoggio a Rodotà.
Esiste una sinistra laica che guarda al socialismo europeo e ai diritti che sta facendo guadagnare ai suoi cittadini che a Paderno, dove manca un vero gruppo di SEL fa ancora più fatica a trovarsi per iniziare un cammino che porti chi non si riconoscerà più nel Partito Democratico a creare una sua lista, magari a lui alleata ma capace di esprimere valori fortemente alternativi a quelli del PDL sulla laicità dello stato e su questi di mettere in difficoltà il Movimento 5 Stelle chiedendogli di prendere posizione su questi temi.
Un buon punto di partenza potrebbe essere allora la creazione anche a Paderno di un comitato referendario per i nuovi quesiti referendari proposti dai radicali ma appoggiati da SEL e Psi.
I quesiti, consultabili sul sito http://www.cambiamonoi.it/ riguardano:
- Immigrazione: abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare (http://www.cambiamonoi.it/referendum/immigrazione) per intenderci si parla di riformare la Bossi-Fini
- Libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille (http://www.cambiamonoi.it/referendum/8xmille) affinché la quota relativa alle scelte non espresse sull’8xMille (attualmente più del 50% del totale, circa 600 milioni di euro l’anno, ridistribuita alle confessioni religiose) rimanga in capo al bilancio generale dello Stato.
- Decarcerizzazione delle violazioni per fatti di lieve entità della normativa sugli stupefacenti (http://www.cambiamonoi.it/referendum/droghe) Per eliminare quelle norme che riempiono le carceri di consumatori.
- Divorzio breve (http://www.cambiamonoi.it/referendum/divorzio-breve) Per eliminare i tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio. Per diminuire il carico sociale e giudiziario che grava sui cittadini e sui tribunali in termini di costi e durata dei procedimenti.
- Abolizione finanziamento pubblico partiti (http://www.cambiamonoi.it/referendum/finanziamento-partiti)
Il socialismo è nato per difendere il quarto stato, ovvero una classe di cittadini privi di beni immobili che potessero dar loro una rendita e dei mezzi di produzione che permettessero loro un profitto.
E' così strano pensare che il quarto stato di oggi siano gli immigrati stritolati dalla burocrazia, le coppie dei ceti popolari che non possono divorziare per motivi economici, i consumatori di droghe leggere che finiscono in carcere per uno spinello perché non hanno un avvocato costoso e tutti quei cittadini privati di un welfare che avrebbero se i fondi non assegnati dell'8 per mille andassero tutti allo stato?
Esiste una parte del popolo di questo paese senza difese di fronte alla burocrazia e senza paracaduti di fronte al mercato del lavoro.
Esiste a Paderno un'area di elettori attenta a una sinistra di questo tipo: come dimostrano anni di buoni risultati del vecchio Psi, il 7 per cento dei verdi quando hanno corso da soli nel 1994, il buon risultato del Psi rifondato 2 elezioni fa.
Esiste qualcuno disposto a rappresentarla?
ps. per chi guarda il dito che indica la Luna e non la Luna, NON intendo candidarmi quindi questo appello non è a uso e consumo di un mio "posticino" in qualche lista.


giovedì 21 marzo 2013

Via Sant'Ambrogio, sotto i tigli c'è un'idea di città

Sulla questione del progetto di messa in sicurezza di via Sant'Ambrogio che la giunta Alparone vorrebbe attuare tagliando 65 tigli e rifacendo un marciapede reso impraticabile dalle loro radici, ferve la discussione. Si stanno raccogliendo firme sotto una petizione popolare per impedire il taglio degli alberi e associazioni, partiti, cittadini si stanno mobilitando. Come sempre, il Sindaco, è riuscito a spaccare la città dimostrando una desolante incapacità politica. 
In Consiglio Comunale il consigliere Grassi del Partito Democratico ha presentato lunedì scorso un OdG che chiedeva al sindaco di fermare l'iter del progetto perché a suo avviso la città e nemmeno il quartiere di Palazzolo erano stati adeguatamente consultati al riguardo (150 risposte a un questionario semi clandestino non sono una consultazione). Ma Sindaco e maggioranza hanno respinto la richiesta affermando che dovevano rispondere solo alla volontà di quei 150 cittadini. Alparone ha inoltre sostenuto che progetti alternativi al taglio delle piante e al mantenimento del doppio senso di circolazione non ne esistono, mentre invece un progetto diverso che salva gli alberi c'è, ed è quello del senso unico con rifacimento dei marciapiedi e pista ciclabile che l'amministrazione precedente di centro sinistra aveva programmato, ma non aveva fatto in tempo a realizzare prima delle elezioni del 2009.
In realtà il vero punto del contendere non sono tanto gli alberi, quanto e lo spiega bene questa lettera di Pierino Favrin che vi invito a leggere, l'equilibrio tra la loro presenza e la viabilità del quartiere e più in generale la visione dello sviluppo della città: 

Torniamo al tema del contendere. In paesi storici come lo sono le nostre frazioni, i viali alberati non sono opportuni. I tigli della via S.Ambrogio hanno scardinato i marciapiedi rendendoli impercorribili, pazienza per le persone normali ma sopratutto per le persone dal passo incerto e le carrozzine dei disabili.
Tenete conto, per contro, che i sensi unici allungano i percorsi per raggiungere le proprie mete io, per esempio, per andare da via Monte Sabotino 88 da Rainoldi a Paderno faccio almeno due kilometri in più da quando c'e il senso unico in via Gramsci. Aumentano la velocità dei veicoli, l'inquinamento, il consumo di carburante. Danneggiano irreversibilmente il commercio morente locale a favore della grande distribuzione. 
Chiedere per credere ai commercianti di via Coti Zelati. Quindi non credo che i pro a favore del taglio dei tigli siano meno dei pro a favore del loro mantenimento. E non vedo un'attentato all'eco sistema di Paderno se vengono eliminati. Per mantenere l'equilibrio ecologico, contestualmente si ripiantino in un luogo più adatto a noi e a loro.
Giace un progetto dei Lions di Paderno per la piantumazione di alberi in un ambito già individuato, sarebbe l'occasione per realizzarlo.


Il problema come era prevedibile  non riguarda solo Palazzolo, ma Paderno Dugnano perché vede al centro il modello di sviluppo della città che è un insieme di quartieri, ex paesi storici, la cui integrazione mai realizzata è diventata obbligatoria all'interno però di una visione unitaria. Mi sembra pertanto opportuno che Sindaco e giunta ne prendano atto e sospendano il loro miope programma, che guarda solo a quello spicchio di quartiere, per consultare correttamente e adeguatamente tutti i padernesi. Come? Con un Referendum Consultivo previsto dal Regolamento della Partecipazione e dallo Statuto Comunale. Si informino i cittadini del problema in modo completo e poi li si chiami a decidere su questa o quella proposta: taglio di un filare di alberi con rifacimento del marciapiede e mantenimento del doppio senso di marcia in via Sant'Ambrogio o mantenimento degli alberi, realizzazione del senso unico in via Sant'Ambrogio con rifacimento dei marciapiedi e costruzione di una pista ciclabile, identificazione della viabilità alternativa di quartiere.

mercoledì 21 novembre 2012

Lotto per il 18: raccolta firme in Tilane


Segnalo ai lettori l'incontro “Diritti al lavoro“ del 24 Novembre, organizzato dal Comitato per il referendum "Lotto per il diciotto" di Paderno Dugnano, durante il quale verrà proiettato un film documentario girato da Giuliano Bugani (lo stesso registra che ha realizzato la videoinchiesta sulla Eureco)
L'incontro si terrà presso la Biblioteca Tilane. Il programma prevede:
ore 10.00 alle 13.00 un Presidio in Piazza della Divina Commedia con raccolta di firme per i referendum
ore 15.30: Proiezione del film documentario di Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu “FIOM - Viaggio nella base dei metalmeccanici“
ore 17.00: Intervento di Andrea Di Stefano, economista e direttore della rivista “Valori“Al termine chiusura con rinfresco
Per informazioni:
http://lottoperildiciottopaderno.blogspot.it/
http://www.facebook.com/referendumlavoro.padernodugnano

domenica 21 ottobre 2012

Articolo 18: le regole da sole non creano nuovo lavoro


Federazione della Sinistra, Ecocivici, Sel, IdV, sono le forze politiche che hanno presentato nei giorni scorsi in Cassazione i quesiti referendari per il ripristino dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.  Alla Ecofesta che si terrà oggi al Parco Toti di Paderno Dugnano, ci sarà un banchetto per la raccolta delle firme promosso dal Comitato referendario cittadino che si è costituito giovedì scorso presso il Circolo Arci di Palazzolo. 
Il PD come è noto non aderisce all'iniziativa referendaria perché in primo luogo contraddice il voto favorevole con il quale il Partito Democratico ha approvato la discussa riforma Fornero, ma anche perché, come ha sottolineato il segretario Bersani, "le regole da sole non bastano per creare lavoro".
Il mondo è cambiato, il lavoro è cambiato, le nostre vite sono cambiate. La campagna pur sacrosanta per contrastare la perdita dei diritti dei lavoratori non basta. Oltre il 30% dei lavoratori italiani ha un contratto “atipico” e per quanto riguarda le nuove assunzioni  8  su 10 avvengono con un contratto precario. Di fronte a questo cambiamento che è intervenuto negli ultimi 20 anni, la difesa dell’articolo 18 è una battaglia di retroguardia dato che non protegge i diritti delle generazioni precarie. Lavoratori che non devono essere licenziati perché è sufficiente non rinnovare il contratto alla sua scadenza, che non hanno accesso alla cassa integrazione, alla maternità, alla malattia, che non hanno ferie pagate e non parliamo della pensione.
Serve, al più presto, non il ripristino di una norma giusta che fa però riferimento a una realtà ormai estinta, ma una nuova misura di protezione sociale che cancelli l'apartheid in atto nel mondo del lavoro e restituisca occupazione, salario e dignità a milioni di persone. Una riforma che non sprechi le enormi risorse spese per la formazione delle giovani generazioni che in questi ultimi anni, l'esistenza dell'articolo 18 non ha difeso dal precariato.

sabato 14 luglio 2012

Referendum abrogativo delle indennità ai parlamentari

Ricevo e pubblico questo messaggio relativo alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo delle indennità parlamentari.
Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261).     Ben pochi, credo. Si tratta di un referendum,  l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica. La raccolta firme si concluderà  il   30 luglio 2012 ( termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).
Cosa occorre fare? Recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare entro il 28 luglio. Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta.
Ecco l'articolo di cui si chiede l'abrogazione:
(Articolo  2 della  Legge 31 Ottobre 1965,  n. 1261)
Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di   15 giorni di presenza  per ogni  mese ed  in  misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni.

lunedì 5 marzo 2012

No Tav: perché non fare un referendum in Val Susa?



La "guerra dei due mondi", come ha definito Guido Viale sul Manifesto il conflitto scatenato tra i No Tav e il governo sulla linea ferroviaria Torino-Lione, è ormai arrivata vicinissima al punto di non ritorno e all'orizzonte del confronto, se così restano le cose, c'è solo un durissimo show down per decidere chi deve averla vinta tra le Forze dell'Ordine e i guerriglieri Valsusini fiancheggiati dagli antagonisti di tutta Italia. 
Un esito disastroso per tutti e che tutti dovremmo cercare di scongiurare. Che fare per riuscire a ricomporre dentro il perimetro della democrazia questo scontro? La prima cosa da fare sarebbe quello che finora non è stato mai fatto (perché?), cioè consultare i cittadini direttamente interessati, gli abitanti della Val Susa. Adriano Sofri ha avanzato una proposta su Repubblica del 3 marzo, una proposta che io condivido e che vi invito a leggere.

Non pochi si sono chiesti perché non organizzare qualcosa di simile a un referendum sulla Tav in Val di Susa. Io ci avevo pensato dopo aver scritto qui che la maggioranza degli abitanti della valle era contraria alla Tav. Questo mi sembrava di aver capito, e mi è stato obiettato che non sia così. 
Chiunque vede che se gli avversari della Tav in valle, e anzi nella stessa bassa valle, fossero una minoranza, le loro ragioni (e magari la loro ragione, perché anche la minoranza di uno può aver ragione) dovrebbero fare i conti con una condizione ben diversa da quella di una popolazione scavalcata e sfidata da decisioni altrui. Ieri una corrispondenza di Niccolò Zancan sulla Stampa si intitolava così: "Siamo una minoranza, ma abbiamo ragione".
Non so come stiano le cose, né quanto l'opposizione alla Tav si sia ridotta per la durezza presa dalla lotta e la dissociazione da attori e modi degli scontri. Ma consultare le persone non sarebbe un passo giusto, e utile a interrompere un corpo a corpo di cui qualcuno forse si compiace, ma dal quale senz'altro i più vorrebbero trovare il modo di uscire lealmente?
Non c'è la possibilità giuridica di ricorrere a un referendum che decida su un tema simile, se non sbaglio, e nemmeno l'eventualità politica. Il governo, benché giri ancora attorno al brutto affare, ha spalle abbastanza coperte dai partiti e dall'opinione media per tener duro sul "rispetto degli impegni assunti", i "lavori che vanno avanti", il "dialogo ma senza rimettere in discussione" eccetera. 
Ma governo, partiti e opinione pubblica non possono eludere il rischio immediato di un confronto di forza che costi un prezzo altissimo ora, e lasci a lungo un extraterritorio d'Italia in una situazione di esilio interno. Ho visto che l'idea di un referendum - diciamo, meno tecnicamente, di una consultazione popolare - evoca immediatamente la discussione su chi dovrebbe essere chiamato a pronunciarsi: dalla Valle, magari nemmeno tutta intera, fino a tutta l'Italia.