giovedì 21 marzo 2013

Via Sant'Ambrogio, sotto i tigli c'è un'idea di città

Sulla questione del progetto di messa in sicurezza di via Sant'Ambrogio che la giunta Alparone vorrebbe attuare tagliando 65 tigli e rifacendo un marciapede reso impraticabile dalle loro radici, ferve la discussione. Si stanno raccogliendo firme sotto una petizione popolare per impedire il taglio degli alberi e associazioni, partiti, cittadini si stanno mobilitando. Come sempre, il Sindaco, è riuscito a spaccare la città dimostrando una desolante incapacità politica. 
In Consiglio Comunale il consigliere Grassi del Partito Democratico ha presentato lunedì scorso un OdG che chiedeva al sindaco di fermare l'iter del progetto perché a suo avviso la città e nemmeno il quartiere di Palazzolo erano stati adeguatamente consultati al riguardo (150 risposte a un questionario semi clandestino non sono una consultazione). Ma Sindaco e maggioranza hanno respinto la richiesta affermando che dovevano rispondere solo alla volontà di quei 150 cittadini. Alparone ha inoltre sostenuto che progetti alternativi al taglio delle piante e al mantenimento del doppio senso di circolazione non ne esistono, mentre invece un progetto diverso che salva gli alberi c'è, ed è quello del senso unico con rifacimento dei marciapiedi e pista ciclabile che l'amministrazione precedente di centro sinistra aveva programmato, ma non aveva fatto in tempo a realizzare prima delle elezioni del 2009.
In realtà il vero punto del contendere non sono tanto gli alberi, quanto e lo spiega bene questa lettera di Pierino Favrin che vi invito a leggere, l'equilibrio tra la loro presenza e la viabilità del quartiere e più in generale la visione dello sviluppo della città: 

Torniamo al tema del contendere. In paesi storici come lo sono le nostre frazioni, i viali alberati non sono opportuni. I tigli della via S.Ambrogio hanno scardinato i marciapiedi rendendoli impercorribili, pazienza per le persone normali ma sopratutto per le persone dal passo incerto e le carrozzine dei disabili.
Tenete conto, per contro, che i sensi unici allungano i percorsi per raggiungere le proprie mete io, per esempio, per andare da via Monte Sabotino 88 da Rainoldi a Paderno faccio almeno due kilometri in più da quando c'e il senso unico in via Gramsci. Aumentano la velocità dei veicoli, l'inquinamento, il consumo di carburante. Danneggiano irreversibilmente il commercio morente locale a favore della grande distribuzione. 
Chiedere per credere ai commercianti di via Coti Zelati. Quindi non credo che i pro a favore del taglio dei tigli siano meno dei pro a favore del loro mantenimento. E non vedo un'attentato all'eco sistema di Paderno se vengono eliminati. Per mantenere l'equilibrio ecologico, contestualmente si ripiantino in un luogo più adatto a noi e a loro.
Giace un progetto dei Lions di Paderno per la piantumazione di alberi in un ambito già individuato, sarebbe l'occasione per realizzarlo.


Il problema come era prevedibile  non riguarda solo Palazzolo, ma Paderno Dugnano perché vede al centro il modello di sviluppo della città che è un insieme di quartieri, ex paesi storici, la cui integrazione mai realizzata è diventata obbligatoria all'interno però di una visione unitaria. Mi sembra pertanto opportuno che Sindaco e giunta ne prendano atto e sospendano il loro miope programma, che guarda solo a quello spicchio di quartiere, per consultare correttamente e adeguatamente tutti i padernesi. Come? Con un Referendum Consultivo previsto dal Regolamento della Partecipazione e dallo Statuto Comunale. Si informino i cittadini del problema in modo completo e poi li si chiami a decidere su questa o quella proposta: taglio di un filare di alberi con rifacimento del marciapiede e mantenimento del doppio senso di marcia in via Sant'Ambrogio o mantenimento degli alberi, realizzazione del senso unico in via Sant'Ambrogio con rifacimento dei marciapiedi e costruzione di una pista ciclabile, identificazione della viabilità alternativa di quartiere.

9 commenti:

Alberto ha detto...

Ammetto che non mi piace l'idea che si taglino degli alberi, però comprendo la necessità nello specifico caso. Però non sarebbe opportuno semplicemente sostituirli con alberi le cui radici non siano così dannose? Il problema di fondo lo comprendo, io la pista ciclabile in Via Renato Serra mi rifiuto di percorrerla per tale motivo. Le radici la rendono un percorso peggiore di uno su sterrato! Credo inoltre che innalzare la quota del marciapiede (o pista ciclabile nel caso da me citato) serva solo a spostare nel tempo il problema.

Gianni Rubagotti ha detto...

A parte il non padernese di nascita Oscar Figus nessuno ricorda che la via Sant'Ambrogio è parte della Comasinella, antica via che Manzoni usava per andare dalla sua Villa di Cormano a Milano a piedi e che attraversa i 3 centri storici più importanti di Paderno (Paderno-Dugnano, Incirano, Palazzolo) e nonostante sulla cartina del comune questa via finisca in Piazza Addolorata a Palazzolo, l'antico tracciato fiancheggia Viale Bagatti e la Villa.
Se si guardasse la cosa da questa prospettiva si vedrebbe che già in via Gramsci e a Incirano questa strada è a senso unico.

Più che dei 2 chilometri in più da fare io mi preoccuperei invece di come fare il senso unico: infatti a Incirano seguendo il senso prima si vedono i parcheggi e poi i negozi col risultato che una sera ho visto l'edicola Saperi e Sapori aperta e ho fatto i chilometri per trovare un posto per parcheggiare e andare a trovarlo.

E di tenere i parcheggi in Sant'Ambrogio non a pagamento ma magari in disco orario vicino ai negozi, data la moria di negozi in corso vicino ai posti a pagamento (mentre chi va al supermercato parcheggia gratis). Chi non ci crede faccia un giro a via Roma proprio verso via Gramsci...

Anonimo ha detto...

non posso che definirmi in accordo con l'attenta analisi del Sig. Favrin.Capisco l'importanza del verde (anche qui bisognerebbe discutere di verde volutamente destinato a costruire altro ...) ma effettivamente quando si cammina a piedi (e sicuramente molte persone non lo fanno)e si deve far fronte a numerosi ostacoli non è piacevole, come non è piacevole una viabilità assurda con sensi unici interminabili. Non sono padernese di nascita (sarà anche una fortuna boh)come Oscar Figus , ma ho sempre apprezzato la sosta a pagamento nelle zone centrali, poichè quando venni ad abitare in questa città non era possibile trovare mai e dico mai uno straccio di parcheggio a causa di coloro che come sempre approfittavano del disco orario....
Giovanna

Gianni Rubagotti ha detto...

Se il disco orario non viene rispettato basta qualche bella multa e si recupera molto più di quello che si perde togliendo il pagamento della sosta.
Il problema ora è che di posti liberi ce n'è un sacco, perché di clienti i negozi non ne hanno più.
In Via Roma ho visto in pochi metri 3 negozi chiusi su 5, in Piazza della Meridiana e nella piazzetta interna è una desolazione e noi pensiamo di aiutarli facendo pagare il prodotto che comprano un euro in più perché devono anche pagare la sosta?
Potrei accettare i pagamento solo se ne venisse esentato chi compra qualcosa.

Anonimo ha detto...

Innanzitutto penso che nn sia giusto equiparare un albero esistente ad uno appena impiantato, a maggior ragione se si parla di alberi con decine di anni sulle spalle e che per rimpiazzare sarà necessario un analogo periodo di maturazione.
Naturalmente se la strada è dissestata bisogna intervenire, ma come diceva giustamente Andrea Favrin, la decisione migliore è quella che nasce dalla riflessione.
Segnalo che tale problema è stato creato da una scorretta manutenzione, in particolare da un'errata potatura. Forse il problema non è il tiglio in sè, ma colui che è deputato al suo mantenimento.
Sono fortemente convinto che si possa raggiungere una soluzione salvaguardando i tigli, che non sono dei tronchi semplicemnte, ma un patrimonio naturale.
Ho letto molto attentamente le considerazioni del sig favrin e penso che il suo ragionamento nasca con un vizio all'origine perchè ha un'impostazione auto-centrica.
Mi ha colpito in particolar modo l'esempio di un percorso tipo e dei suoi effetti sull'ambiente, presupponendo chiaramente che tale tragitto venga fatto in auto.
Io non penso che tutti i nostri spostamenti debbano essere effettuati con la macchina, a partire da chi porta i figli a scuola e passando da tutte le persone che pur di andare in auto fanno in giri dell'oca.
Penso a chi abita in via battisti, in buone condizione di salute, e prende l'auto per andare alla biblioteca tilane, lamentando per giunta la mancanza di parcheggio...
O chi per andare in banca o andare a trovare un parente qualche via più in là usa l'auto.
Paderno Dugnano è percorribile in lungo ed in largo con le macchine.
In ogni anfratto può passare l'auto.
Anche io se dovessi usare l'auto, per andare in banca ad esempio, raggiungere una decina di posti e di case di parenti a paderno, dovrei fare km in più.
Andando a piedi o in bicicletta risparmio quasi il 40% di tragitto, ed il 100% del carburante.
Non è questione di ecologismo, ma di opportunità e di salute.
Se invece si tratta di una contingenza, dove per mille motivi ci vuole l'auto, il problema non si pone.
Io penso che nelle valutazioni si dovrebbe considerare l'auto come uno dei mezzi per spostarsi, non come l'unico mezzo, tanto più che molti spostamenti di breve e medio raggio si possono effettuare a piedi o in bicicletta.
Ed a proposito della bicicletta dico questo: a paderno non servono le piste ciclabili, serve una rete ciclabile. Il rifacimento della via è un’opportunità in tal senso.
Circa il traffico pesante: che sia a senso unico o doppio senso i camion ed i tir non devono assolutamente passare per le vie della città. E quindi bisogna insistere sull'AC perchè prenda provvedimenti in merito.
Non si può assolutamente considerare il traffico pesante come la normalità.
Non penso inoltre che il senso unico aumenti le velocità, basti vedere le auto che sfrecciano in via cesare battisti. Piuttosto è la mancanza di controlli e di strumenti di dissuasione, che dovrebbero esserci a prescindere che siano strade a doppio o a senso unico.
Circa il fatto che il senso unico possa danneggiare i negozi in favore in favore della grande distribuzione, sono scettico: innanzitutto dipende da come viene fatto il senso unico,come diceva anche Gianni Rubagotti, e poi perchè essendo un delegato di confcommercio conosce bene quali sono i limiti ed i problemi degli esercizi commerciali a paderno.
Nel thread sotto riportato ha scritto proprio due post a riguardo (per completezza l'ultimo post era il mio): http://padernoforum.blogspot.it/2012/12/natale-padernese-al-buio-ha-senso.html
In conclusione, tagliare questi alberi non comporterà certo stravolgimenti climatici, nè certo cambierà la nostra vita, ma questo non penso possa essere la giustificazione, e nemmeno una della giustificazioni, per operare questo intervento con leggerezza.
Saluti

Andrea

Anonimo ha detto...

Sarebbe bello trasformare tutti i paesi in grandi isole ciclopedonali.
Purtroppo ,finchè l'automobile rimane il meno apprezzato mezzo di locomozione ad eccezione di tutti gli altri(parafrasando Churchill),sarà impossibile uccidere la bestia,forse si potrebbe ammansirla.
passo e chiudo
pierino favrin

Unknown ha detto...

Caro Pierino, perché passo e chiudo? Non si può come fai tu lanciare seriamente una discussione per affrontare un problema partendo però dall'affermazione di un "valore indisponibile" che determina una realtà indiscutibile e immodificabile: l'automobile prima di tutto.
Qui nessuno ha proposto di eliminare le automobili da via Sant'Ambrogio e di trasformare la città in una grande area ciclopedonale (anche se l'esempio di Friburgo dice che si può fare con successo). Qui si propone solo di introdurre un senso unico, una viabilità alternativa a quella attuale, che salvaguardia i tigli, sistema i marciapiedi e realizza una pista ciclabile. Mi sembra una mediazione praticabile rispetto agli estremi: via i tigli, nessun allargamento dei marciapiedi, nessuna ciclovia e doppio senso di marcia. Insomma, cerchiamo di fare i politici, cioè i mediatori: tu cosa sei disposto a concedere a biciclette, pedoni e alberi in cambio di continuare a usare l'automobile? Niente? Metti il tuo diritto individuale davanti a quelli che rispondono ad altri valori e stili di vita? E pensi che questo sia corretto e soprattutto produttivo?

Anonimo ha detto...

Caro Carlo,ho scritto passo e chiudo
perchè pensavo, per quel che mi riguarda ,di aver espresso chiaramente cosa penso circa questo broblema.Derogando ai miei principi di evitare i ping pong ho fatto un'aggiunta.Il chiudo vale per me,altre opinioni,considerazioni etc sono benvenute,chi di dovere poi ne tragga le conclusioni.
ciao
pierino favrin

Anonimo ha detto...

La vicenda dei tigli di via S Ambrogio e quindi della creazione o meno del senso unico,
pur nella sua dimensione locale, si prefigura come la scelta tra due visioni di città tra loro molto diverse.
Quella che prediligo è la città a misura d'uomo ed in particolare quella che difende i diritti dei cittadini meno "forti".
La creazione del senso unico ha come caratteristiche:

1 attenzione ad una viabilità "lenta": biciclette, a piedi, carrozzine (bambini e disabili);

2 salvaguardia del carattere locale e di quartiere della via;

3 salvaguardia comunque del collegamento con il sistema viario intra ed extra comunale;

4 approccio alla città morbido e ad alta fruibilità, ed in ciò non concordo con Favrin, al contrario ritengo che, un'approccio leggero alla città, al contrario dell'approccio invasivo e "sporco" delle auto, aiuta il "passeggio" e quindi il commercio intelligente e moderno;

5 salvaguardia il valore non solo ambientale ma anche economico del patrimonio arboreo;
6 valorizza la memoria storica della città..

Giorgio G