Visualizzazione post con etichetta carceri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carceri. Mostra tutti i post

domenica 7 luglio 2013

"Cambiamo noi" lancia sei nuovi referendum

Ricevo dal costituendo Comitato Referendario "Cambiamo noi", il comunicato che segnalo ai lettori.
I cittadini padernesi hanno ora la possibilità di firmare 12 nuove proposte di referendum recandosi in Comune in via Grandi, 15, negli orari
- da lunedi a venerdi dalle 8.15 alle 12.30;
- lunedi, martedi e giovedi anche dalle 16.45 alle 17.45;
- sabato dalle 8.15 alle 12.15.
Sono disponibili i 6 referendum del comitato "Cambiamo noi" promossi dai radicali e appoggiati anche da SEL e Psi: I quesiti, consultabili sul sito http://www.cambiamonoi.it   sono:
- Due proposte sull'Immigrazione: abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare (http://www.cambiamonoi.it/referendum/immigrazione) per intenderci si parla di riformare la Bossi-Fini
- Libertà di scelta nella destinazione dell’otto per mille (http://www.cambiamonoi.it/referendum/8xmille) affinché la quota relativa alle scelte non espresse sull’8xMille (attualmente più del 50% del totale, circa 600 milioni di euro l’anno, ridistribuita alle confessioni religiose) rimanga in capo al bilancio generale dello Stato.
- Decarcerizzazione delle violazioni per fatti di lieve entità della normativa suglistupefacenti (http://www.cambiamonoi.it/referendum/droghe) Per eliminare quelle norme che riempiono le carceri di consumatori.
- Divorzio breve (http://www.cambiamonoi.it/referendum/divorzio-breve) Per eliminare i tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio. Per diminuire il carico sociale e giudiziario che grava sui cittadini e sui tribunali in termini di costi e durata dei procedimenti.
Attenzione perché il sesto quesito è in un modulo a parte e tratta dell'Abolizione finanziamento pubblico partiti (http://www.cambiamonoi.it/referendum/finanziamento-partiti)
Il socialismo è nato per difendere il quarto stato, ovvero una classe di cittadini privi di beni immobili che potessero dar loro una rendita e dei mezzi di produzione che permettessero loro un profitto.

giovedì 11 aprile 2013

3 proposte di legge per i diritti dei cittadini detenuti

Gianni Rubagotti e il Consigliere comunale del PD, Roberto Ranzenigo, invitano i cittadini padernesi a firmare sabato prossimo, dalle 10 alle 12 in Piazza Divina Commedia (Tilane), le 3 proposte di legge di iniziativa popolare promosse dall'Osservatorio Antigone, attivo nella difesa dei diritti dei cittadini detenuti.
A fianco di Antigone si schierano anche altre realtà tra le quali Associazione Federico Aldrovandi, Associazione nazionale giuristi democratici, Cgil, Gruppo Abele, Unione Camere penali italiane.
Le 3 proposte di legge riguardano: 1) modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto penale; 2) per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri; 3) introduzione del reato di tortura nel codice penale.
Il loro testo è consultabile sul sito www.3leggi.it

mercoledì 6 febbraio 2013

Emergenza carceri: Napolitano a San Vittore


Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha incontrato oggi i detenuti, il personale e i volontari del penitenziario milanese di San Vittore e visitato un raggio del carcere. "Nessuna parte vorrà negare gravità ed emergenza della questione carceraria" ha detto.
Le ragioni della visita del Presidente Napolitano a San Vittore (la prima volta nella storia della Repubblica) sono legate allo scandalo delle carceri italiane il cui sovraffollamento (quasi 66 mila detenuti per 47 mila posti) è solo uno degli aspetti più eclatanti della violazione della Costituzione da parte dello Stato in materia di detenzione. All'esterno del penitenziario di San Vittore il Capo dello Stato ha incontrato un presidio del partito Radicale. "Se mi fosse toccato mettere una firma lo avrei fatto non una ma dieci volte": Giorgio Napolitano ha così risposto al radicale Marco Cappato che invocava un provvedimento di amnistia, sottolineando che tuttavia occorre un voto del Parlamento. "La cosa a cui non mi posso arrendere - ha continuato - è che si dica: o l'amnistia o non si fa nulla. Bisogna fare tutto quello che è possibile tenendo fermo che, se non si può avere il consenso in Parlamento, non passa".