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sabato 8 giugno 2013

Libri: a Paderno i lettori ci sono. Aspiranti librai cercasi


Oggi, alla Festa di fine Anno della scuola media Gramsci, come già in passato, ho gestito insieme a mia moglie, a mia figlia e altri genitori il banchetto della vendita di libri usati. Una vera svendita dal momento che i prezzi non superavano i 2 euro per i libri in brossura pesante (cartonati) e 1 euro per le edizioni più leggere ed economiche, fumetti (Tex, Topolino, Supereroi Marvel, 50 cent. l'uno o 1 euro tre.
Quest'anno a differenza degli altri anni la bancarella era molto sguarnita (i genitori non avevano donato molti volumi da vendere) e pochi erano i titoli esposti ad avere un possibile mercato.
C'erano i soliti best sellers di Grisham, Wilbur Smith, Ken Follet, e qualche Stephen King, Patricia Cornwell, qualche romanzo storico di Valerio Massimo Manfredi, una copia di Gomorra (la mia) vecchie edizioni di Vittorini, Svevo, Le Carrè. Ben tre (3) copie di "Tre metri sopra in cielo" dello spacciatore Moccia, uno sfigatissimo Fabio Volo, una raccolta di lettere inviate ad Alessandro Manzoni dalla moglie Enrichetta Blondel, un Durrenmatt in edizione "scolastica", e altri fondi di biblioteche domestiche.
Con mia grande sorpresa, nonostante l'offerta francamente molto povera, quattro ore dopo, alla chiusura della festa, l'incasso della bancarella era risultato superiore ai 50 euro. Sbalorditivo, se si tiene conto del costo stracciato dei libri e anche del fatto che quelli in vendita non erano proprio in ottime condizioni. Ciò dimostra che la domanda di lettura a Paderno Dugnano c'è, perché dunque chiudono le librerie? L'ultima a mollare è la libreria Natura Umana che dopo 8 anni di attività (aveva aperto nel settembre 2005) getta la spugna e se non trova nessuno disposto a rilevare l'esercizio entro fine giugno chiuderà.
Io sono tentato di buttarmi nell'avventura di tenere aperto questo presidio culturale, l'unico o quasi esistente in città, ma non lo posso fare da solo perché le mie sole forze non basterebbero. Insieme ad altri lettori di Padernoforum, ad altri iscritti al Circolo Culturale Restare Umani e ad altri cittadini amanti del rischio imprenditoriale, che considerano il libro e la lettura un bisogno irrinunciabile, sì, lo farei. Esiste a Paderno Dugnano qualche pazzo disposto a partecipare con me a questa impresa?

mercoledì 24 aprile 2013

Bookcrossing, seminare idee, raccogliere cultura


E' in corso da ieri a Cinisello Balsamo il bookcrossing organizzato dal Partito della Rifondazione Comunista in occasione della ”Giornata mondiale del libro” proclamata dall'Unesco, l'organizzazione per lo sviluppo dell'educazione, scienza e cultura delle Nazioni Unite.
Con questa iniziativa Rifondazione Comunista intende sensibilizzare la cittadinanza sul tema e l’importanza della cultura, sempre più soggetta ai tagli dei governi centrali e periferici, che ne vanificano le potenzialità di agente di crescita della comunità e ne mettono sempre più in discussione l’universalità dell’accesso.
Ma cos‘è il Bookcrossing? L’idea di base è di abbandonare libri nell’ambiente urbano, o extraurbano, dovunque si preferisca, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altre persone che eventualmente possano commentarli e abbandonandoli a loro volta farli proseguire nel loro viaggio. Il termine deriva da bookcrossing.com, un club gratuito di libri on-line fondato nel 2001 per incoraggiare tale pratica, al fine di “rendere il mondo intero una biblioteca”.
I casuali lettori, che trovano i libri sui sedili di un autobus, su una panchina nel parco, sul tavolino di un bar, sono invitati a condividere e trasmettere via mail (asinistraconrifo@gmail.com) ai promotori dell'iniziativa fotografie, considerazioni, idee, commenti, spunti suscitati dalla lettura dei libri, che saranno in seguito pubblicati qui e sul sito www.asinistraconrifondazione.wordpress.com.


venerdì 22 marzo 2013

Biblioteca virtuale da sfogliare in treno e in metrò


Direttamente dagli Usa l’originale idea che favorisce la diffusione della lettura. Si tratta di biblioteche digitali “allestite” all’interno dei treni delle metropolitane, dai cui “scaffali” i passeggeri possono consultare e scegliere gratuitamente libri da scaricare e leggere. L’originale iniziativa è di di tre studenti della Miami Ad School per favorire la lettura tra i pendolari in viaggio. Nell’articolo pubblicato sulla rivista “Bookriot” si sottolinea come uno dei grandi piaceri di spostarsi con i mezzi pubblici sia proprio avere l’occasione di leggere e spiare quel che leggono le altre persone. Estremamente affascinante quindi l’idea di sfruttare questo ambiente per incoraggiare la curiosità verso i libri e l’abitudine alla lettura. Gli studenti della Miami Ad School, Max Pilwat, Keri Tan e Ferdi Rodriguez, hanno concepito allora un’idea innovativa, realizzabile attraverso una moderna tecnologia, che permette ai passeggeri di leggere le prime dieci pagine dei libri più famosi del momento mentre sono in metropolitana.
La soluzione è semplice e brillante. Un poster con i titoli dei libri che recano un codice a barre scannerizzabile con il cellulare è situato nella carrozza del treno. Chi è interessato a leggerli avvicina il cellulare e usando Near Field Communication scarica le prime dieci pagine del libro. Alla fine della lettura l'utente riceve l'indirizzo della libreria più vicina dove può trovare il libro.

domenica 30 settembre 2012

Hitler a Berlino: le belve nel giardino


"In the Garden of Beast. Love, Terror, and an American Family in Hitler's Berlin" (il titolo della versione italiana è "Il giardino delle bestie – Berlino 1934") è un libro che bisogna assolutamente leggere.
Scritto da Erik Larson, è un romanzo storico basato su fatti realmente accaduti durante l'ascesa al potere di Adolf Hitler e del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, negli anni trenta, pubblicato nel 2011 da Crown Publishers e, nel 2012, in Italia dalla casa editrice Neri Pozza (pag. 560, euro 18).
Al centro del racconto ci sono le figure dell'ambasciatore americano a Berlino, William E. Dodd, della moglie Martha Johns, dei figli Martha e Bill, e si basa su documenti diplomatici, lettere, appunti personali e in particolare i diari di William Dodd e della figlia Martha.
Il libro racconta con le parole scritte giorno per giorno dai protagonisti, come ha potuto "l'uovo del serpente" schiudersi indisturbato e inoculare il suo veleno mortale in uno dei paesi più colti e civili d'Europa, senza che i rappresentanti delle maggiori potenze mondiali, testimoni oculari dell'orrore nazista, non facessero nulla per convincere i rispettivi governi ad impedirlo schiacciando la testa del rettile quando ancora era possibile evitando la tragedia della guerra.
La storia inizia nel 1933 quando William E. Dodd, oscuro professore di storia all'Università di Chicago,  privo di esperienza politica e diplomatica, viene nominato ambasciatore a Berlino. Dodd conosceva bene il tedesco, amava e ammirava la Germania dove aveva studiato in gioventù, ma il presidente USA decise di mandarlo lo stesso per il semplice motivo che le sue prime, seconde e terze scelte per quell'incarico importantissimo l'avevano rifiutato giudicandolo una missione troppo rischiosa.
Il titolo del libro fa riferimento al famoso parco di Berlino chiamato Tiergarten che può essere tradotto "giardino degli animali o delle bestie", ai cui margini sorgeva la residenza dei Dodd e attraverso cui l'ambasciatore faceva lunghe passeggiate per incontrare colleghi diplomatici con cui desiderava scambiare quattro chiacchiere senza che orecchie indiscrete della Gestapo ascoltassero.

mercoledì 1 agosto 2012

Una social community per promuovere la fotografia d’autore

Segnalo agli interessati questo comunicato stampa. Libreriamo.it in tre mesi di vita ha già totalizzato 30mila utenti unici al mese e la sua pagina Facebook conta 1.500 fan.
Da una costola di Libreriamo, il primo social book magazine completamente dedicato alla promozione della lettura e dei libri, nasce una fan-page completamente dedicata alla promozione della fotografia d’autore. I Grandi maestri della fotografia, le mostre più importanti al mondo, gli eventi fotografici di maggior livello saranno i protagonisti della nuova pagina di Facebook. Il tutto con il fine esclusivamente della sensibilizzazione nei riguardi di una delle forme d’arte che ha tantissimi proseliti in tutto il mondo.
Tutto è nato da un’idea di Saro Trovato, direttore responsabile di Libreriamo, con il fine di promuovere la lettura e dei libri. Un’ampia sezione del social magazine è infatti dedicato alla fotografia d’autore, con interviste, critiche, presentazioni, commenti con i più autorevoli esponenti del mondo della fotografia nazionale e internazionale.
“Il nostro fine è contribuire alla diffusione della lettura e allo stesso tempo a stimolare gli italiani riguardo a tutto ciò che può rappresentare arte e cultura. – Afferma Saro Trovato - La lettura e la fotografia sono dei linguaggi che meritano maggiore diffusione, anche perché possono contribuire a migliorare il “senso civico” della nostra Italia. Per troppo tempo siamo stati “vittime”, da un lato, dell’eccesso di ”acculturamento” televisivo e, dall’altro, del volontario isolazionismo di autori e artisti che hanno ritenuto sgradevole avvicinarsi alla cultura di massa.”
Fotografiamo by Libreriamo avrà come protagonisti personaggi come Man Ray, Avedon, Scianna, Testino, Lange, Cartier-Bresson, solo per fare qualche nome, ovvero i più grandi maestri della fotografia, i quali diventeranno il principale punto di riferimento della community. Forte attenzione anche alle più importanti collezioni mondiali, alle più importanti “esposizioni” che vivono in giro per il mondo. Protagonisti saranno anche le agenzie e gli archivi fotografici più importanti del Pianeta, fonte immensa di materiali che possono ormai considerarsi patrimonio dell’Umanità.
Protagonisti della pagina saranno anche i libri fotografici, molto diffusi tra gli amanti della fotografia e che attraverso l’opera di sensibilizzazione della pagina di Fotografiamo by Libreriamo possono avere una più ampia diffusione di pubblico. Maggiori lettori di questo settore possono infatti fare da stimolo ad una parte dell’industria culturale italiana che vive grazie a queste produzioni.
La pagina proporrà e condividerà, altresì, i lavori e le opere dei nuovi interpreti della fotografia contemporanea, senza tralasciare i numerosi foto-maker che abitano ormai il mondo della rete, molti dei quali si fanno già notare per la forte sperimentazione dei propri lavori, anche da parte della critica più autorevole. La condivisione riguarderà anche i “post” delle pagine più belle e ricche di contenuti e materiali dedicati alla fotografia d’autore, ormai punto di riferimento per milioni di fan che stabilmente stazionano su Facebook.
Da non dimenticare che i veri protagonisti saranno gli utenti di Facebook, i quali potranno condividere, “postare”, commentare in prima persona all’interno della pagina, contribuendo in tal senso ad arricchire la pagina e a costruire sempre più community coinvolgendo tutti i loro amici.

sabato 9 giugno 2012

Festa di fine anno alla Gramsci

Dopo una burrascosa esperienza 8 anni fa come presidente del Comitato Genitori della Gramsci-Don Minzoni (ero riuscito a litigare con tutti, genitori, insegnanti, preside ecc.) ho deciso di non occuparmi più direttamente di scuola. Avevo una visione molto diversa da quella della maggioranza dei genitori e degli insegnanti (non parliamo del preside) sul ruolo del Comitato. Un esempio su tutti: io volevo che ci occupassino di cose quali la valutazione degli studenti, i buon funzionamento dei servizi scolastici, la didattica, gli altri invece pensavano che il nostro ruolo dovesse limitarsi a organizzare una bella festa di fine anno, fare le salamelle, tirare su dei soldi da usare poi per progetti non sempre utili e sensati. La rottura era inevitabile.
L'anno scorso quando la mia ultima figlia ha iniziato a frequentare la stessa scuola media ho ricominciato a seguire da lontano quello che succedeva e quando si è trattato di fare la festa di fine anno io e mia moglie ci siamo offerti di collaborare al banchetto dei libri usati. I libri mi piacciono e l'idea di riciclare i vecchi libri per comprarme dei nuovi da inserire nella biblioteca scolastica mi sembrava buona. Oggi l'ho fatto per la seconda volta e mi sono divertito.
I libri usati regalati dalle famiglie rappresentavano una immagine parziale finché si vuole, ma chiara dei libri che passano nelle tante Billy (la più venduta libreria Ikea) che abbiamo nelle nostre case.

mercoledì 6 giugno 2012

La televisione del potere brucia la cultura

La notizia della scomparsa a 91 anni dello scrittore americano Roy Bradbury è un'occasione per andarsi a rileggere il suo capolavoro, Fahrenheit 451, un romanzo di fantascienza scritto nel 1953 che in Italia è uscito nel 1966, con il titolo "Gli anni della Fenice" (Oscar Mondadori, 210 pag, euro 9).
Si tratta del libro più predittivo del nostro futuro-presente che io abbia mai letto e rileggerlo oggi a 50 di distanza dalla sua prima edizione (la mia copia è stata stampata nel 1972) mi emoziona ancora per la sua chiarezza di visione.
La storia descrive un ipotetico futuro nel quale leggere libri è un reato. Per contrastarlo è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato, non a spegnere gli incendi, ma a bruciare ogni tipo di libro che viene trovato nelle case dei cittadini disobbedienti. Il titolo del romanzo viene da alcuni riferito alla temperatura di autocombustione della carta, 451 gradi Fahrenheit appunto, che corrispondono a 232,78 °C. Ma di questo non si trova traccia nel testo del romanzo (451 è solo il numero sull'elmetto da pompiere del protagonista Montag), inoltre non esiste un'unica temperatura di autocombustione della carta (la carta da giornale brucia a 185 °C, mentre la carta da lettera, più spessa, a 360 gradi.
Il protagonista del libro lavora nel corpo dei vigili del fuoco che hanno il compito di rintracciare i colpevoli del "reato di lettura". 

giovedì 10 maggio 2012

Sara, un'autrice alla ricerca di personaggi

Piccoli scrittori crescono a Paderno Dugnano. Lunedì prossimo, 14 maggio, alle 20,30, si terrà presso il caffè letterario "Chiacchiere e Caffè", di via Coti Zelati 50 a Palazzolo la presentazione del libro di Sara Laudicina, "Un'autrice in cerca di personaggi", prima opera pubblicata dalla giovane scrittrice padernese.
Sara, 20 anni, iscritta alla Statale di Milano al 1° anno del corso di laurea di Mediazione Linguistica e Culturale, descrive così il suo primo lavoro di scrittura. "E' un libretto (115 pagine), una raccolta di brevi racconti racchiusi nella "cornice" di un racconto più lungo che percorre il libro dalla prima all'ultima pagina – dice -. Il personaggio, l'io narrante, è Anna, una sorta di mio alter ego, una scrittrice afflitta dal blocco dello scrittore, che una notte in una specie di sogno parte in un viaggio mentale alla scoperta di se stessa".
Un viaggio in compagnia di un folletto blu che la guida e l'aiuta a scoprire e far emergere le storie sepolte nel suo inconscio. I racconti sono tutti fantastici e raccontano storie d'amore, d'avventura, di fantascienza tutti più o meno incentrati sulla eterna lotta tra bene e male.
"Il libro è stato pubblicato dall'editore Maremmi di Firenze al quale sono arrivata partecipando al Premio Letterario l'Autore che non ho vinto, ma che mi ha offerto la possibilutà di pubblicare il libro – racconta Sara -. Il libro è stato stampato in mille copie ed è acquistabile via internet sui siti delle principali librerie online. A presentare il libro al Caffè Letterario di Palazzolo sarà Valerio Semenzin. Passeremo una bella serata parlando del mio libro e facendo quattro chiacchiere, potrete farmi tutte le domande che volete, e con 11 euro potrete portarvi a casa una copia del libro (naturalmente dedicato e autografato)". 
Ps: Sara Laudicina è una delle studentesse del Gadda che nel 2010 hanno partecipato al primo Corso di Giornalismo da me organizzato e gestito in collaborazione con il Centro di Aggregazione Sociale Falcone e Borsellino.

giovedì 3 maggio 2012

Paderno Dugnano, il mio libro sei tu

Una riuscita operazione di arte pubblica quella che Giulia Ticozzi ha realizzato con il progetto "Il mio libro sei tu" il cui risultato concreto sono stati 14 libri d'autore, presentati ieri sera all'Auditorium Tilane davanti a una sala straboccante di persone, amici e parenti degli autori coinvolti nel progetto, cittadini padernesi e non.
Il progetto della fotografa milanese ha centrato il suo obiettivo. Grazie a un paziente lavoro durato sei o sette mesi con base nella Biblioteca padernese (che conferma così la sua mission di luogo della produzione culturale), l'artista ha creato insieme ai cittadini/autori una collana di libri alcuni dei quali si rivelano delle piccole opere d'arte.
I libri, sono diversissimi tra loro per materiali, formati e contenuti, ma tutti raccontano storie locali, vecchie e nuove, utilizzando diverse forme espressive, dalle fotografie ai disegni, alla grafica ai dvd, alle copie di documenti storici, manoscritti, cartoline, poesie, racconti, ricordi di famiglia. Giulia Ticozzi con un grande lavoro di ascolto e condivisione, stimolo e partecipazione ha lasciato comunque il suo segno su tutti.
Oggi la Biblioteca ha uno scaffale in più, uno scaffale a rotelle come gli altri, ma di colore arancione vivo, che raccoglie i libri creati dai cittadini. Le opere resteranno in libera consultazione e costituiscono un racconto intimo, personalissimo e originale di una Paderno Dugnano vista con gli occhi, i sensi e le emozioni, i gusti e gli stili di chi li ha immaginati e realizzati.

Ecomafie: le navi dei veleni uccidono ancora

La motonave Jolly Rosso era una nave della società di navigazione Ignazio Messina & C. utilizzata, alla fine della sua vita operativa nel 1989, per trasportare rifiuti tossici. La nave si arenò il 14 dicembre 1990 sulla spiaggia in località Formiciche, nel Comune di Amantea in provincia di Cosenza. 
Venne così alla luce con il suo spiaggiamento il business delle "navi dei veleni" gestito dalla mafia. La Jolly Rosso si incagliò dopo aver navigato per alcune ore alla deriva, in seguito all'abbandono da parte dell'equipaggio (che aveva tentato senza riuscirci di affondarla ndr), con assetto molto inclinato a causa dell'imbarco di acqua avvenuto attraverso alcune falle nello scafo. 
Al momento dello spiaggiamento, la nave trasportava, stando ai documenti ufficiali, generi di consumo e tabacco. Venne demolita sul luogo del naufragio nel 1991. Una lunga inchiesta durata diversi anni si è conclusa nel maggio 2009 con l'archiviazione. La vicenda è stata anche collegata all'assassinio di Ilaria Alpi a Mogadiscio.
I rifiuti che aveva nelle stive vennero trasportati in tutta fretta dalla nave a due  discariche di Amantea, dove ne sono stati seppelliti circa centomila metri cubi ai bordi del  fiume Olivo proprio nel  punto preciso  dove la Rosso spiaggiò. Le autorità lo hanno a lungo negato, ma una delle discariche contiene residui nucleari non naturali, che provocano un aumento della temperatura del suolo di circa sei gradi. Le analisi dei tecnici dell'Arpacal e dei Vigili del Fuoco hanno registrato un valore di radioattività fino a sei volte superiore ai valori di fondo normalmente presenti nella zona e l'evidente aumento dei tumori nell'area di Amantea confermano l'effetto della presenza di Cesio radioattivo nel terreno. 
Oggi su questa vicenda è stato scritto un libro, "L'altra faccia della Calabria - Viaggio nelle navi dei veleni" da Sara Dellabella, capo servizio di politica e interni presso l’agenzia di stampa parlamentare AgenParl (www.agenparl.it). Il libro è il racconto del backstage di un reportage televisivo, una storia dove il percorso della ricostruzione giornalistica si accompagna ai racconti e le esperienze dei compagni di viaggio alla scoperta di una regione per molti versi ancora inesplorata.

lunedì 30 aprile 2012

Tilane: 16 libri d'artista raccontano Paderno Dugnano

Il mio libro sei tu è il lavoro che Giulia Ticozzi ha realizzato insieme agli abitanti di Paderno Dugnano, in un dialogo con la città, proseguito per molti mesi, che ha avuto luogo all’interno della Biblioteca Tilane, sul giornale locale La Calderina, nelle scuole e nelle case delle persone.
Tanto è discreto l’impatto visivo del progetto nello spazio della biblioteca quanto è forte il suo valore simbolico: sono stati realizzati 16 preziosi libri d’artista, in copia unica, ognuno da una persona o un gruppo di persone diverso, che forniscono nel loro complesso un racconto inedito e non-ufficiale della città.
I libri sono da subito a disposizione dei cittadini, dapprima mostrati in uno scaffale apposito e successivamente destinati ad essere patrimonio della biblioteca.
Mercoledì 2 maggio alle ore 21 il progetto viene presentato nel corso di una serata civica, alla presenza dell’artista Giulia Ticozzi e dei cittadini che hanno partecipato.
ll progetto Il mio libro sei tu è realizzato nell'ambito di ART AROUND,immagini per lo spazio pubblico, un articolato progetto di arte pubblica che coinvolge otto giovani artisti e collega idealmente otto luoghi della cultura del Nord Milano.

Il blog Paderno Eventi ha intervistato Giulia Ticozzi qui

lunedì 26 marzo 2012

Gian Carlo Caselli presenta a Cormano "Assalto alla Giustizia"


Gian Carlo Caselli, procuratore Capo della Repubblica a Torino, ritorna a Cormano per presentare martedì 27 marzo alle ore 21 in Sala Consiglio il suo ultimo libro, "Assalto alla giustizia" (editore Melampo). Il magistrato avrebbe dovuto presentare il suo libro a Cormano il 20 febbraio scorso, ma aveva rinunciato a causa delle minacce nei suoi confronti diffuse dagli estremisti No TAV. Riprendo dal sito del Comune di Cormano l'annuncio dell'iniziativa.

Caselli utilizza un linguaggio chiaro e semplice per farsi capire dal lettore comune; le sue argomentazioni, i suoi rilievi, i suoi propositi, sono sempre espressi in modo diretto, lineare, così che  le sue parole possono essere comprese appieno anche da chi non è del mestiere. Ne emerge il pensiero di un uomo di legge, sempre in prima linea a combattere terrorismo e mafia.
Andrea Camilleri, che del libro ha scritto la prefazione, così annota : "Dalle pagine di questo libro emerge in tutta evidenza un impegno così vibrante e appassionato che quasi trascende l’oggetto stesso del contendere per assurgere a una sorta di manuale di comportamento civile".
Il libro è un'analisi degli ultimi 18 anni della nostra storia, condotta da un magistrato non solo impegnato nell'esercizio delle sue funzioni ma anche preoccupato per gli effetti devastanti di quello che il titolo efficacemente definisce"assalto alla giustizia", ovvero il sistematico attacco alla funzione indipendente ed autonoma della magistratura nel controllo della legalità (autonomia indispensabile per essere garante degli interessi di tutti i cittadini e non solo di una parte, per di più privilegiata).
L'incontro di domani sera può dunque diventare occasione di informazione di confronto e di dibattito su una parte importante della storia italiana degli ultimi 18 anni, grazie anche alla partecipazione di Mario Portanova, giornalista del Fatto Quotidiano.

mercoledì 15 febbraio 2012

Caselli: la Giustizia è sotto attacco

Gian Carlo Caselli, procuratore capo presso la Corte d'Appello di Torino, torna a Cormano per presentare lunedì 20 febbraio alle ore 21 in Sala Consiglio il suo ultimo libro, "Assalto alla giustizia" (editore Melampo).
Caselli utilizza un linguaggio chiaro e semplice per farsi capire dal lettore comune; le sue argomentazioni, i suoi rilievi, i suoi propositi, sono sempre espressi in modo diretto, lineare, sicché le sue parole possono essere comprese appieno anche da chi non è del mestiere. Ne emerge il pensiero di un uomo di legge, sempre in prima linea a combattere terrorismo e mafia.
Andrea Camilleri, che del libro ha scritto la prefazione, così annota: "Dalle pagine di questo libro emerge in tutta evidenza un impegno così vibrante e appassionato che quasi trascende l’oggetto stesso del contendere per assurgere a una sorta di manuale di comportamento civile".
Il libro è un'analisi degli ultimi 18 anni della nostra storia, condotta da un magistrato non solo impegnato nell'esercizio delle sue funzioni ma anche preoccupato per gli effetti devastanti di quello che il titolo efficacemente definisce"assalto alla giustizia", ovvero il sistematico attacco alla funzione indipendente ed autonoma della magistratura nel controllo della legalità (autonomia indispensabile per essere garante degli interessi di tutti i cittadini e non solo di una parte, per di più privilegiata).
L'incontro di lunedì 20 febbraio può dunque diventare occasione di informazione di confronto e di dibattito su una parte importante della storia italiana degli ultimi 18 anni.  

sabato 28 gennaio 2012

E-book: aumentano in Italia i libri digitali dei piccoli editori

Il settore editoriale in Italia cambia pelle e torna a crescere grazie alle tecnologie e soluzioni digitali. Lo afferma il 24° Rapporto Italia dell'Eurispes, sottolineando la riduzione dei titoli e delle copie provocata dalla crisi e indicando il mutamento il mutamento in atto in tutta la filiera editoriale, sempre più attenta alle possibilità offerte dal web e dalle tecnologie digitali. L'editoria on demand, nata grazie allo sviluppo delle tecnologie digitali, rappresenta una valida alternativa al comune canale di vendita, utile soprattutto per una produzione di nicchia e settoriale, si pensi alla letteratura scientifica e accademica, a tiratura limitata e da cui possono trarre vantaggio soprattutto gli autori emergenti. Riprendo da un servizio di Adnkronos lo scenario che vi segnalo.

L'editoria degli ultimi venti anni ha inglobato elementi prima estranei all'editoria tradizionale della carta stampata, creando un mercato in cui il libro, seppure primeggiando, deve condividere i suoi spazi con prodotti elettronici (cd-rom e dvd), servizi digitali (banche dati e servizi Internet) ed e-book: un mercato digitale, insomma, che rappresenta attualmente il 10% del mercato editoriale complessivo, valore per lo più stazionario dal 2007 al 2010.
Il mercato degli e-book in Italia è estremamente giovane, per cui risulta abbastanza difficile tracciarne un quadro rappresentativo ed esauriente: nasce nel 2010 offrendo a gennaio 1.601 titoli italiani attivi in formato e-book (ovvero leggibili su un dispositivo dedicato), per arrivare a 6.950 a fine anno per un fatturato di 1,5 milioni di euro ed un totale di 380.000 e-reader venduti (il prezzo medio di un reading device è ancora abbastanza alto, tra i 200 e i 300 euro). 

domenica 15 gennaio 2012

Nella quiete notturna della Gualdana

La premiata ditta F&L ha defintivamente chiuso i battenti. Carlo Fruttero se n'è andato raggiungendo il socio Franco Lucentini scomparso nel 2002 e l'Italia letteraria resta orfana di uno straordinario sodalizio culturale che ha contribuito alla crescita della moderna narrativa nel nostro Paese. Fruttero e Lucentini, infatti hanno diretto insieme dal 1961 al 1986 la collana di fantascienza Urania di Mondadori. 
Tra i successi della coppia di scrittori, La donna della domenica (1972), un giallo di ambientazione torinese portato poi sul grande schermo, nel 1975, da Luigi Comencini (con Marcello Mastroianni).
Il suo ultimo romanzo, Donne informate sui fatti (2006), sempre ambientato a Torino, lo ha scritto da solo, ma si inserisce perfettamente nella grande opera a quattro mani che i due autori amici, "compagni di banco" di una vita intera, prima alla Einaudi e poi a La Stampa e alla Mondadori, hanno costruito insieme.
Lo scrittore se n’è andato oggi pomeriggio nella sua casa nella pineta di Roccamare, vicino a Castiglione della Pescaia), dove "fino alla fine ha continuato ad osservare il mondo che lo circondava con lucidità e a reinterpretarlo con la sua ironia che dispensava anche a chi lo andava a trovare. Sfogliava i quotidiani locali alla ricerca di notizie curiose, che lo appassionavano più delle beghe politiche, rileggeva i classici..".
La pineta di Roccamare è sicuramente quella descritta in uno dei suoi indimenticabili gialli, Enigma in luogo di mare, che nel romanzo egli ha celato sotto il nome di "pineta della Gualdana". Un luogo misterioso dove "una certa segretezza incombe dovuta in parte alla natura stessa, in parte ai suoi caratteri acquisiti", un condominio esclusivo di 157 ville immerse "in un gran bosco cupo e deserto" dove vivono oltre a numerosi animali sinantropici, bisce, lucertole, topi, cinghiali, istrici, barbagianni, pochi residenti stabili. Per questi ultimi "la pineta non rappresenta un luogo effimero e solare dove passare le vacanze estive, ma un rifugio, un nascondiglio fuori dal mondo, dove curare le diverse ferite della vita".

martedì 27 dicembre 2011

Giorgio Bocca

Ho avuto pochi maestri nella mia vita. Pochi quelli buoni, pochi anche quelli cattivi. Il fatto è che a 65 anni suonati non so dire se ho imparato più dai primi che dai secondi. Professionalmente i miei maestri sono stati quelli che ho trovato in casa da ragazzo, due giornalisti che avevano in comune solo uno spiccato odio-amore per l'Italia e gli italiani: Giovanni Guareschi e Giorgio Bocca. Mio padre li leggeva e li amava. Io imparai a farlo.
Del primo ho assorbito la saga di Mondo Piccolo, cioè l'Italia che cambiava passando dalla guerra e dalla miseria al primo faticoso benessere, rimanendo però sempre in fondo all'anima, contadina, povera e semplice, umana. Un'Italia che andava a Roma, in URSS e in America, ma guardava al mondo restando aggrappata al natio paesello "che è tanto bello". Del secondo ho invece divorato famelico i grandi reportage dall'Italia del boom, il Paese che scopriva il segreto di: "Fare soldi, per fare soldi, per fare soldi".
La sua capacità di buttarci in faccia con brutale franchezza, dalle pagine de "Il Giorno" (allora un grande quotidiano di cui l'attuale è solo l'ombra..) chi eravamo e chi stavamo diventando, era straordinaria ed è stata immortalata dal fulminante incipit dedicato a Vigevano: "Di abitanti cinquantasettemila, di operai venticinquemila, di milionari a battaglioni affiancati, di librerie neanche una". Nemmeno Tacito avrebbe saputo fare meglio: una storica città d'arte, famosa per l'architettura della sua splendida piazza progettata dal Bramante nel 1492, veniva ridotta in 15 parole al rango di una squallida fat city.
Guareschi è scomparso nell'estate del '68, Bocca è morto l'altro ieri, a Natale. In questi 40 anni ho scritto umilmente la mia storia di giornalista e oggi so bene quanto devo ai due maestri. A Bocca mi sono ispirato andando in giro per i distretti del made in Italy per scoprirne i segreti del successo nei primi anni 80 e raccontarli ad altri imprenditori. Fino a pochi mesi fa seguendo la sua strada, continuavo a guardare dentro i territori della nostra economia diffusa per scoprire i segreti della loro resistenza nel mondo globale. Oggi ho smesso di seguire questa pista e lascio ad altri l'incarico di raccontare il presente per anticipare il futuro. Lui aveva smesso di raccontare da molto tempo anche se continuava a scrivere o meglio a riscrivere i suoi reportage.
Il libro "Il Provinciale" che considerava una specie di testamento comincia con l'8 settembre e la sua scelta decisiva di salire in montagna con altri ufficiali del suo reparto sbandato di alpini e si conclude venti anni fa con la descrizione di una nevicata fuori dalla sua casa in Val d'Aosta: "Adesso vien giù forte, ce ne saranno già 15 centimetri, esco a pisciare, sommo piacere celtico, guardare il foro giallino nel bianco immacolato della neve, avvolto dal fruscio della neve che cade e sono felice esattamente come lo ero nei lontani anni della neve e del fuoco. Che resta da capire?". Già.