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sabato 9 giugno 2012

Vanni il banchiere: l'odore dei soldi dietro l'attentato

Spesso dietro i delitti più inspiegabili emerge nel corso delle indagini quello che è il movente più vecchio del mondo: i soldi, la brama di soldi, la voglia di accumularne tanti, sempre di più, a tutti i costi.
E' ciò che sembra stia accadendo anche a Brindisi dove gli inquirenti alla ricerca di un movente che l'autore reo confesso dell'attentato omicida non vuole rivelare e nasconde accanitamente stanno facendo luce sull'attività economica dell'arrestato. Seguendo la semplice pista dei soldi, sta emergendo un profilo insospettato di Giovanni Vantaggiato, il benzinaio con lo yacht.
L'uomo è molto ricco e ha molti interessi economici in tanti campi che vanno dal monopolio della vendita dei carburanti agricoli nella sua zona di residenza, all'attività di prestasoldi. E tutto lascia pensare che il movente dell'assassinio di Melissa Bassi e del ferimento di cinque studentesse sue coetanee sia quello più banale e più abietto: il denaro. Invito gli interessati a leggere questo bel servizio di BrindisiReport.it quotidiano online della città pugliese che sta seguendo in modo magistrale tutta la storia.

giovedì 7 giugno 2012

Moai

Brindisi: l'attentatore avrebbe confessato

Arrestato con l'accusa di strage l'attentatore di Brindisi. Si chiama Giovanni Vantaggiato, 68 anni di Cupertino (Lecce) e avrebbe confessato di aver fatto l'attentato tutto da solo per motivi non chiari di rancore personale verso il preside della scuola o verso la Giustizia.
L'annuncio ufficiale della svolta nelle indagini sul tragico attentato che ha ucciso Melissa Bassi e ferito gravemente altre studentesse, è arrivato stanotte e si attende dalla conferenza stampa che si terrà questa mattina alle 11 di saperne di più su questa misteriosa vicenda.
A stringere il cerchio attorno all'autore della strage i filmati delle telecamere che avrebbero confermato la presenza dell'auto del Vantaggiato sul luogo dell'attentato e le celle telefoniche della zona che hanno registrato i movimenti del suo cellulare. Per avere informazioni di prima mano è possibile collegarsi con la fonte più vicina che è il giornale online Brindisireport.it che sta "coprendo" la notizia quasi in tempo reale.

mercoledì 6 giugno 2012

Brindisi: fermato un sospetto attentatore

Notizie clamorose vengono da Brindisi. "E’ imminente il fermo di polizia giudiziaria a carico del benzinaio 68enne di Copertino che gli investigatori del pool che indaga sulla strage del 19 maggio davanti alla scuola Morvillo Falcone ritengono responsabile dell’attentato. Sembra che la psicologia del personaggio sia tale da lasciar ritenere che altre volte si sia vendicato in maniera violenta per contrasti di vario tipo, anche se mai come la mattina del 19 maggio a Brindisi".
Questo scrive in prima pagina il quotidiano online Brindisireport.it . Nell'articolo del giornale brindisino si scrive che il sospettato non sarebbe un terrorista o un mafioso.  Non ci sono neppure conferme ufficiose circa il movente, ma tutto porta ad un rapporto presunto di odio nei confronti del dirigente scolastico della Morvillo Falcone. 
Gli investigatori illustreranno i particolari delle indagini domani mattina a Brindisi. Per questa sera si attende un comunicato che sarà diramato dalla questura di Lecce.

martedì 5 giugno 2012

Brindisi, rompere il silenzio stampa

Dell'attentato di Brindisi e delle indagini per scoprire gli autori della tentata strage di studentesse i giornali nazionali non danno più notizia. Per chi vuol rimanere aggiornato su questo misterioso atto di terrorismo che ha provocato la morte di Melissa Bassi e il ferimento di altre sue compagne, due delle quali sono ricoverate al Centro Grandi Ustionati di Brindisi e una, la più grave e ancora in pericolo di vita, all'ospedale di Pisa, c'è per fortuna il giornale on line http://www.brindisireport.it/ che tiene questa notizia in prima pagina. Oggi vi si possono leggere cinque articoli dedicati: alla visita del Ministro alla Gioventù, Andrea Riccardi, agli studenti brindisini, alle ragazze ferite che lottano per la vita in ospedale e alle famiglie delle vittime a Mesagne, alle reazioni dei docenti della scuola colpita, alle indagini su una finta bomba sistemata vicino ad una scuola di Ostuni, e una interessante analisi delle ipotesi che stanno circolando soprattutto in rete sulle motivazioni dell'attentato terroristico.
Al centro di queste ipotesi avanzate anche da personaggi molto qualificati, ci sarebbero moventi economici o geopolitici e i responsabili sarebbero misteriose quanto improbabili entità nazionali (massoneria, servizi deviati, ecc) o in alternativa servizi segreti di governi stranieri. Per dimostrare l'esistenza di una stategia più vasta si collega l'attentato alla scuola a quello brigatista al dirigente Ansaldo e altri episodi oscuri accaduti di recente.

venerdì 1 giugno 2012

Brindisi, tornate a casa due delle ragazze ferite

L'attentato di Brindisi e la morte di Melissa Bassi sono già uscite dalle pagine dei principali giornali nazionali, pertanto riprendo e rilancio su PadernoForum le notizie che invece pubblica quotidianamente la testata online Brindisireport.it che vi invito a leggere se volete rimanere informati su questa tragica vicenda. 
Cominciamo dalle notizie relative alle ragazze ferite. Hanno fatto rientro, finalmente, nelle loro case a Mesagne, Selena Greco e Vanessa Capodieci, mentre le altre due studentesse, Azzurra Camarda e Sabrina Ribezzi, sono ancora ricoverate nel Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi. Le loro condizioni rimangono delicate e stazionarie. Ieri una delle due ragazze, è stata sottoposta ad un’operazione di pulizia e d’impianto della nuova pelle, mentre oggi, la stessa operazione è stata fatta sull’altra ragazza. La situazione rimane ancora delicata. Entrambe le giovanissime ragazze hanno ustioni su quasi il 60% del corpo. 
Prosegue intanto la mobilitazione degli studenti brindisini i quali, dopo la manifestazione nazionale del 26 maggio, riuniscono oggi l'assemblea studentesca provinciale “per concretizzare quanto espresso nella manifestazione ‘Io non ho paura’. L’assemblea sarà aperta a tutti gli studenti della Provincia ed organizzata in modalità laboratoriale”. Gli studenti della consulta si riuniranno alle 17 in quattro gruppi di lavoro: memoria, lavoro nelle scuole, lavoro sul territorio, rete tra le scuole. “Lo scopo è quello di discutere sulle proposte concrete da portare nelle scuole e nelle città, non ci fermeremo – dice la coordinatrice Martina Carpani -  come abbiamo ripetuto sabato, quando i riflettori saranno spenti. Ora comincia il lavoro più grande da fare ogni giorno per la promozione dei valori di legalità, democrazia, partecipazione e verità”.

lunedì 28 maggio 2012

Moai

Brindisi, una settimana dopo la strage, il silenzio

A una settimana di distanza, l'attentato terroristico di Brindisi nel quale ha perso la vita la giovane Melissa Bassi e altre sue compagne sono rimaste ferite, alcune gravemente, il tragico evento è già praticamente scomparso dalle prime pagine dei giornali nazionali. Altre "emergenze" più appassionanti incalzano: gli scandali in Vaticano, quello impersonato da Formigoni e quelli del calcio scommesse. Così Melissa e le sue compagne svaniscono pian piano nell'ombra, come le indagini e i colpevoli di quel gesto orrendo che rotolano ormai sulla china della dimenticanza.
Per reagire a questa deriva rilancio un articolo apparso ieri sul quotidiano online Brindisireport.it. Se la lotta per la legalità si nutre di memoria il nostro primo dovere è continuare a chiedere che sia fatta luce e non si spengano i riflettori, a Brindisi come a Paderno Dugnano.


Una settimana dopo la strage, il silenzio
di Fabio Mollica, 26 maggio 2012 alle 09:30
Sette giorni fa qui ho visto l’orrore ed ho conosciuto il terrore. Ho sentito le grida strazianti, filmato i brandelli di vestiti sparsi sul piazzale, i libri in fumo. Nelle mente ritornano ancora le macchie di sangue. E soprattutto una delle ragazze, la meno grave tra tutte, che vagava in piedi, sostenuta da due passanti. Era attonita. Non capiva. Forse non c’era.
Oggi, sul luogo della tragedia, alla stessa ora dell’esplosione, c’è solo qualche telecamera, i furgoni con le parabole. E tanto silenzio. Lo stesso silenzio che ho ritrovato nelle scuole brindisine, due giorni dopo l’attentato. Arrivano due ragazzi e lasciano due fiori, si soffermano un paio di minuti, gli occhi lucidi. Guardano la distesa di fiori e messaggi, la maglietta della squadra di basket lasciata accanto alla foto di Melissa.
Questo era il luogo della gioia. Del vociare e del traffico bloccato all’orario d’ingresso e di uscita dalla scuola. Oggi qui non si sente più nulla. Questa è diventata la piazza del silenzio e del dolore. Del ricordo e delle lacrime. Anche la rabbia, qui, viene soffocata.
Forse non basterà dedicare questo luogo a Melissa Bassi. Forse servirà un monumento per ricordare il 19 maggio del 2012. La frase in memoria del giorno maledetto l’ha già scritta un bambino, su uno dei tanti cartelloni attaccati alle transenne: «Abbiamo imparato a volare come gli uccelli; abbiamo imparato a nuotare come i pesci; ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli».

giovedì 24 maggio 2012

Brindisi, la stampa, le foto e i bastardi

Una foto vale più di mille parole, ha scritto l'autore della bella immagine che illustra il post precedente dedicato al tram Milano-Limbiate. Ma spesso le parole che una foto comunica sono sbagliate, violente, inaccettabili e mettono in luce il peggio di chi le comunica. 
A dimostrarlo in modo inequivocabile sono molte  immagini e parole che sono circolate sulla stampa e sulla rete dopo la tragedia di Brindisi dove due istituzioni democratiche, la stampa e la magistratura, non hanno dato prova di responsabilità, capacità professionale ed equilibrio. 
"L'unica cosa che voglio adesso è essere lasciato in pace. Sono un uomo onesto e non c'entro niente con la bomba. Ieri è stato un incubo ma per fortuna hanno capito che sono onesto". Così ha detto in un video pubblicato sul sito de 'La Stampa' e 'Il Mattino', l'ex sospettato per l'attentato alla scuola di Brindisi costato la vita a Melissa Bassi e sbattuto in prima pagina con tanto di foto, nome e cognome. 
A Brindisi è emerso in tutta evidenza il ruolo malato dei media che in questi casi amplificano il rumore di fondo dei boatos e delle illazioni, moltiplicato dal web e dai social network, fino a rendere tutto incomprensibile e insopportabile con la pubblicazione di falsi scoop che mettono alla gogna degli innocenti o (e questo forse è il peggio) con la pubblicazione di immagini violente delle vitime minorenni dell'attentato, in sfregio a tutte le regole professionali e le leggi in materia.

martedì 22 maggio 2012

Brindisi: i giovani padernesi uniti contro la barbarie

I giovani padernesi vogliono reagire al vile attentato davanti alla scuola di Brindisi nel quale ha perso la vita una studentessa di 16 anni, Melissa, e altre sue compagne sono rimaste ferite. Per questo stanno preparando una manifestazione pubblica, una fiaccolata, che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni a Paderno Dugnano. Un evento organizzato autonomamente per ribadire la volontà di opporsi alla barbarie e la consapevolezza di dover cominciare ad agire insieme, come giovani, superando le differenze culturali e politiche, riconoscendosi uguali in quanto soggetto debole di una società che di fatto li emargina condannandoli a una vita di precariato.
Tutto questo si legge sul sito Paderno7 dove Efrem Maestri ha scritto: "Noi giovani padernesi dobbiamo abbandonare di fronte a questo gesto le nostre posizioni politiche e scendere in piazza: se si vogliono cambiar le cose e migliorarle è necessario non dividerci e stringerci attorno affinché la parte sana della nostra società si raccolga e faccia la sua parte.Sarebbe bello organizzare, assieme alle scuole del territorio, alle Istituzioni, alle associazioni, ai cittadini un evento per rompere questo “assordante silenzio” fatto di reticenza e di omertà: una fiaccolata, che parta dal comando della Polizia Locale (recentemente colpito) e che arrivi fino a Piazza Falcone Borsellino (sfregiata dalla cena della ‘ndrangheta il 31 ottobre 2009)". Una proposta che è stata sostanzialmente accolta da Francesco Rienzo, gestore del sito, e che speriamo si concretizzerà tra breve in una manifestazione pubblica di giovani. Sarebbe la prima volta e costituirebbe un precedente importante e molto positivo.

lunedì 21 maggio 2012

Terrorismo e terremoto? Colpa di Monti


La rassegna stampa delle prime pagine dei quotidiani di oggi mette il luce tutti i limiti culturali del giornalismo italiano. Di fronte alle tragedie che da sabato a oggi si sono abbattute sul nostro Paese le reazioni e le chiavi di lettura degli eventi fornite dalla grande stampa nazionale sono sconfortanti. Alcune, quelle della destra, squallidamente prevedibili, altre quelle del giornalismo "serio" inconsistenti o fuori bersaglio. Insomma i giornali non sanno cosa scrivere e allora improvvisano a capocchia.
Il Corriere della Sera titola a tutta pagina sul terremoto e affida l'editoriale ad Antonio Stella che dopo aver riassunto il suo pensiero nella sentenza: "Le fatalità prevedibili" ripete la solita giaculatoria sulle tragedie italiane, perennemente annunciate (da secoli) che non si riescono mai a "prevenire". L'attentato di Brindisi è già scivolato in taglio basso. Amen.
Repubblica parlando del terremoto mette in risalto la condizione sociale delle vittime: "Quei dannati inghiottiti dalle loro fabbriche", un titolo da Lotta Continua anni '70 che fa risuonare il vecchio inno socialista: "Figli dell'officina, dannati della terra...".
Anche la Stampa, quotidiano della Fiat, in un titoletto del montaggio sul terremoto di prima pagina li definisce "I forzati della notte", una strana lettura sociologica della realtà del lavoro da parte del quotidiano della più grande città-fabbrica d'Italia. Gli operai uccisi dal sisma facevano il turno di notte, capirai che novità. 

Melissa e gli indifferenti


Antonio Gramsci (1917)
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

domenica 20 maggio 2012

Brindisi: the show must go on, nella città-oratorio

Una trentina di persone, quasi tutti esponenti politici del centro sinistra padernese, consiglieri comunali e di quartiere del PD, dell'Italia dei Valori e della FdS (c'erano anche Verdi ed Ecocivici, ma senza bandiere), ai quali si è aggiunto il capogruppo della Lega, Caldan, si sono riunite in Piazza Falcone e Borsellino questa mattina per testimoniare la loro solidarietà alle vittime dell'attentato di Brindisi e manifestare il loro sgomento per quanto è accaduto. Sgomento che si unisce alla perplessità dopo le ultime dichiarazioni degli inquirenti che attribuiscono a una pista locale, non mafiosa, a un "personaggio isolato" la paternità del gesto stragista.
Stamattina dunque, se si escludono i rappresentanti dei partiti e di una parte dell'assemblea comunale, la città di Paderno Dugnano ha manifestato la più totale indifferenza di fronte a questo gravissimo attentato. Ben rappresentata in questo sentimento di egoismo ed estraneità dal "suo" sindaco, Marco Alparone, che sollecitato ieri sera, si è rifiutato di aderire all'invito dei partiti per non turbare la festa sportiva della scuola Don Bosco, la tradizionale corsa  in programma stamattina alla quale il "primo cittadino" ha preferito partecipare. 
"The show must go one" ha deciso coerentemente il sindaco berlusconiano che sulla tragedia di Brindisi si limiterà molto probabilmente a pronunciare il solito ipocrita e lacrimevole discorso in apertura del Consiglio Comunale di martedì prossimo, dopo il rituale "minuto di silenzio". 
Come si vede il modo di agire di Alparone e della sua giunta di anime morte è sempre lo stesso: addormentare una città che sembra già dormire fin troppo per sua natura, far evadere i cittadini dalla loro realtà e soprattutto  impedire che li possa sfiorare il pensiero di far parte di una comunità più grande di quella della parrocchia e del quartiere.

Brindisi: pista terroristica, interrogati due sospetti



Non è mafiosa la mano che starebbe dietro l'orribile attentato di Brindisi. L'ipotesi più probabile, secondo gli inquirenti, è quella dell'azione terroristica. La svolta delle indagini avvenuta questa notte è riportata da Brindisireport.it giornale online cittadino che è diventata la fonte principale di notizie sulla tragica vicenda. Riporto integralmente l'ultimo articolo con la foto visibile sulla pagina facebook  del sito che è stato messo ko dalla mole enorme di contatti. Ricordo che stamattina alle ore 9.30 ci sarà un presidio in piazza Falcone e Borsellino a Paderno Dugnano indetto dai partiti del centro sinistra.

SVOLTA NELLE INDAGINI: DUE SOSPETTATI IN QUESTURA. PISTA TERRORISTICA
La pista imboccata dalla polizia a Brindisi è quella dell’azione terroristica. In queste ore ci sono due persone in questura sottoposte ad interrogatori e verifiche da parte degli investigatori della Digos e della Squadra Mobile. Si tratta di soggetti identificati attraverso le registrazioni di una videocamera di sorveglianza, dei quali si stava approfondendo la posizione. In un caso si tratta di un ex militare di professione, con conoscenze di elettronica, e parenti con rivendita di bombole di Gpl per uso domestico.
La video camera ha effettuato la registrazione nel cuore della notte, sembra attorno alle 2 del mattino di ieri. Agli interrogatori partecipano i funzionari dello Sco giunti da Roma, ed è troppo presto per dire se i sospettati saranno sottoposti a fermo di polizia giudiziaria. Resta sta stabilire perché sia stato scelto come obiettivo l’Istituto professionale di Stato per i Servizi sociali “Morvillo Falcone”.
Sempre da fonti ufficiose, si è appreso che il detonatore a timer dell’ordigno fabbricato con bombole di gas propano liquido non era un dispositivo particolarmente sofisticato. La polizia ha effettuato contestualmente all’accompagnamento in questura dei due sospettati estese perquisizioni nei loro domicili e relative pertinenze.
L’ipotesi dell’attentato di stampo mafioso dunque è venuta completamente a cadere, e nelle prossime ore si saprà di più a proposito delle decisioni del pm della procura di Brindisi che sta seguendo il caso assieme alla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Milto De Nozza.

sabato 19 maggio 2012

Brindisi: il crimine che dichiara guerra all'Italia. Presidio a Paderno


Assistiamo sgomenti al barbaro attentato di Brindisi.Siamo addolorati per le conseguenze tragiche dell'attentato e per le sofferenze inflitte. Siamo fortemente preoccupati per le strategie criminali e deliranti che intendono colpire la democrazia del nostro Paese.
Non possiamo rimanere fermi, dobbiamo reagire civilmente stringendoci attorno alle vittime; dando solidarietà ai familiari, agli studenti, al mondo della scuola, all'associazionismo, alle istituzioni e alla città di Brindisi; rafforzando le nostre istituzioni democratiche.
Per questo Il PD Milano - Area Metropolitana aderisce e invita tutti ad aderire ai presidi odierni delle ore 17 in Piazza San Fedele e delle 18.30 in via Palestro.
Segreteria Partito Democratico Area Metropolitana Milanese

Questa è una delle tante reazioni sgomente, angosciate e preoccupate che da ogni parte si sono levate dopo il terribile attentato di stamattina a Brindisi. Centinaia di manifestazioni sono state organizzate subito in tutta Italia sia per oggi che per domani. Anche a Paderno Dugnano i partiti hanno deciso di reagire dando un segno tangibile della volontà di opporsi tutti insieme a questa barbarie criminale.
Oscar Figus, segretario del PD, la FdS e altre associazioni padernesi hanno indetto per domani mattina dalle ore 9.30 un presidio in piazza Falcone Borsellino.