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mercoledì 15 gennaio 2014

Leganti Naturali: altro che allarmismo, le ceneri sono arrivate già inquinate

A conclusione del tavolo tecnico di ieri pomeriggio il Sindaco Marco Alparone deve aver deciso che era venuta l'ora di indossate l'elmetto e di scendere in trincea. Ha diffuso un comunicato stampa con il quale annunciava di avere scritto a Regione Lombardia (il testo è pubblicato in home page sul sito comunale) chiedendo di riesaminare l’Autorizzazione rilasciata a Leganti Naturali e di disporre la rimozione delle scorie qualora non si riscontri la risoluzione definitiva degli odori molesti al Villaggio Ambrosiano.
Nel comunicato si legge: “La situazione deve essere costantemente monitorata e pretendo la massima attenzione da parte degli Enti preposti alla tutela ambientale e sanitaria – sottolinea il Sindaco – Fino ad oggi ho riscontrato ampia collaborazione, adesso mi aspetto che le soluzioni messe in campo diano ulteriori risultati per risolvere definitivamente il disagio degli odori molesti. Ho ribadito, comunque, che la rimozione delle scorie deve essere la soluzione da attuare qualora dai monitoraggi dovessero emergere criticità”.
A provocare l'improvvisa svolta, nelle forme e nei toni oltre che nei contenuti, della comunicazione del primo cittadino è stata sicuramente la lettura dei primi risultati delle analisi relative alle scorie stoccate al Villaggio Ambrosiano che ieri pomeriggio l'azienda ha portato al tavolo tecnico con Arpa, Comune e Regione. Pare, infatti, che nelle scorie sia stato rilevato un elevato contentuto di ammoniaca che era già presente al momento del conferimento delle ceneri, responsabili dell'inquinamento.
Ciò giustificherebbe la immediata reazione del Sindaco il quale nella sua lettera ribadisce che portare via le scorie da Paderno Dugnano "è la soluzione da attuare in caso di criticità". E le "criticità" sembrano finalmente emerse da sotto le 10mila tonnellate di ceneri pesanti stoccate nel bunker.
Di qui la decisione di Alparone di colmare immediatamente il deficit di trasparenza nella comunicazione ai cittadini che lo ha contraddistinto nelle scorse settimane, decidendo di pubblicare, sempre sul sito del Comune, tutta la documentazione relativa al dossier Leganti Naturali, compresi i risultati delle analisi che rilevano la difformità delle scorie stoccate dall'autorizzazione rilasciata dalla Regione, direttamente sul sito comunale per consentire a tutti di prenderne visione.
I cittadini inquinati del Villaggio non facevano "allarmismo", avevano ragione da vendere.

domenica 12 gennaio 2014

Inquinamento: un'amministrazione poco trasparente non è credibile

Il comportamento del Sindaco di Paderno Dugnano che emerge dalle sue interviste alla stampa nelle quali dice molte cose alle quali non corrispondono fatti (atti, delibere, comunicati ufficiali, ecc), e non dice altre cose relative ad atti compiuti quasi clandestinamente, è coerente con quello ondivago e ambiguo al quale ci ha abituati dal 2009 a oggi.
Alparone non ha mai annunciato azioni di autotutela della sua amministrazione coinvolta nell'inquinamento della Leganti Naturali, ma veniamo a sapere informalmente via twitter dal Comando della Polizia Locale, che quest'ultima ha inviato alla magistratura milanese i rapporti delle sue ispezioni per valutare le violazioni delle norme e i reati ambientali eventualmente commessi dall'azienda.
Il sindaco attualmente non sa ancora quante scorie e cosa siano realmente quelle stoccate nel bunker dell'azienda e non conosce con precisione la natura dei gas emessi nell'aria, ma accusa i cittadini che protestano e denunciano l'inquinamento di "continuare a fare allarmismo".
Il sindaco si comporta in modo poco responsabile quando delega di fatto all'azienda inquinatrice la soluzione del problema e pretende di essere l'unico controllore e garante della soluzione adottata dall'impresa. Egli continua a definire l'inquinamento "molestie olfattive ", un tentativo evidente di minimizzare l'emergenza e ridurla a semplice fastidio per sostenere la sua scelta di far respirare ai cittadini i miasmi ancora per un mese e oltre dal momento che nessuno assicura la cessazione delle emissioni entro la metà di febbraio.
Mi sembra sia venuto il momento di dire con forza a Marco Alparone che è ora di smetterla di fare il furbo, non parlare di pericoli per la salute né di inquinamento, ma cautelarsi inviando alla Magistratura i verbali della Polizia Locale.
Il Sindaco deve cominciare in modo trasparente a fare gli interessi dei padernesi, non quelli della Leganti Naturali, azienda ormai screditata quanto meno sul piano tecnico (se è in buona fede), alla quale non si può delegare la ricerca di una soluzione al disastro da lei combinato. Non è credibile. 
Tantomeno può continuare a nascondersi dietro le rassicurazioni della Regione, un ente che ha autorizzato ad operare un impianto "sperimentale", funzionante solo sulla carta come si è visto, senza sottoporlo a doverosa Valutazione di Impatto Ambientale.
La questione della rimozione delle scorie infine. Anche se le analisi delle ceneri stoccate (che finora non sono state fatte) dovessero confermare la loro natura non pericolosa per la salute, l'allontanamento delle ceneri da Paderno deve venire prevista come soluzione doverosa nel caso l'azienda entro i termini dichiarati (metà febbraio) non avrà eliminato in modo certificato ogni tipo di inquinamento.

giovedì 13 giugno 2013

Un PGT fatto su misura della rendita fondiaria e della proprietà immobiliare

Ricevo da Gianfranco Massetti questo commento sul PGT che la destra approverà entro fine settimana nella più totale indifferenza della città, distratta dall'urgenza di più pressanti problemi. Ma il destino del territorio peserà su quello dei padernesi i quali sembrano non comprendere che il loro disagio è aggravato dal fatto di vivere in una non città che il piano di Alparone-Bogani condanna a rimanere immobile. Un territorio senza indentità nè futuro, un'area speculativa consegnata alla rendita e alla proprietà immobiliare.

PGT: un brutto traguardo
La Regione e la Provincia “demoliscono” il PGT di Bogani
L’approvazione definitiva del PGT è prevista per sabato 15 giugno. Appena in tempo. Il Centrodestra si vanterà di questo suo successo (noi si e voi no), presunto. Presunto perché non hanno fatto presto e bene, ma tardi e male. Dopo aver detto, nel 2009,che in qualche mese avrebbero terminato il PGT che il centrosinistra non era riuscito ad approvare, sono passati 4 anni, molte spese per approvare in via definitiva un PGT brutto, mal fatto, peggiorato nelle Controdeduzioni e bocciato da Regione e Provincia. Lo bocciano nella sostanza e lo approvano nella forma, potenza dell’ipocrisia filo leghista. Tre riflessioni.
Le controdeduzioni
Abbiamo più volte detto che il PGT, adottato nel dicembre 2012, aveva forti pecche. Per questo il PD ha prima fatto degli emendamenti per cercare di miglioralo e poi ha presentato delle Osservazioni, come prevede la legge. Queste osservazioni insieme ad altre 260 di cittadini, associazioni e partiti sono state viste dalla Giunta che nel “controdedurle” ha peggiorato la qualità del PGT adottato . Ulteriore consumo di suolo libero nel Parco del Seveso e nelle aree del Parco Grugnotorto; peggiorata l’alta trasformabilità, ampliata la possibilità di costruire nelle aree agricole e tantissimi regali puntuali. Perché ad osservazioni analoghe ci sono risposte diverse (Oss.122-123-124-125)? Perché certe aree industriali diventano ad alta trasformabilità ed altre no? Perché certe aree diventano subito edificabili ed altre solo con piani attuativi? Dov’è l’interesse pubblico in queste scelte? Unica nota positiva :la bocciatura generale del Polo scolastico di Calderara.
La Provincia
La Provincia da un parere di compatibilità condizionata con il PTCP ma fa numerosissime osservazioni . Ne riporto testualmente alcune. Chiede di “approfondire la trattazione dei centri storici motivando i discostamenti” , chiede di “precisare il complessivo sistema di tutti i vincoli compreso il perimetro del PLIS”, dice che “manca una definizione puntuale e organica di un progetto di rete ecologica comunale” e suggerisce una “generale revisione dell’impianto del quadro cartografico”. Afferma che si rende necessario “rivedere la strategia” del Piano dei Servizi, dice no alla “riduzione del PLIS per l’ambito di trasformazione AT8 e di rivedere quello del Villaggio Ambrosiano. Chiede infine di prevedere una quota di edilizia convenzionata di almeno il 20% nell’housing sociale. Le risposte? Evasive e al limite della legittimità.