Chi si attendeva di ricevere dal primo cittadino padernese qualche notizia in merito alla clamorosa scoperta che un
agente della "sua" Polizia Locale controllava targhe sospette
per conto di un boss della mafia pedinato dalle forze
dell'ordine, è rimasto deluso.
Ieri sera in Consiglio Comunale il sindaco
Alparone, come accade spesso, ha fatto teatro. Dopo aver preteso
l'allontanamento di pubblico e giornalisti dall'aula consiliare per
rispettare la privacy delle persone coinvolte in questo ennesimo
oscuro episodio che caratterizza la sua amministrazione, egli ha
raccontato ai consiglieri di maggioranza e opposizione molto poco. Molto meno di quello che i giornali locali avevano già scritto, e dopo
aver detto quattro striminzite banalità tese a minimizzare
l'accaduto e aver rimandato alla conclusione delle indagini ulteriori
comunicazioni, ha liquidato in fretta la spinosa faccenda.
Naturalmente l'interpellanza "urgente"
presentata dal consigliere Mauro Anelli non è stata presa in considerazione perché,
come ha dichiarato il presidente Papaleo, "non esistono
interpellanze urgenti", anche se l'oggetto della richiesta presentava oggettivi
caratteri di urgenza. I regolamenti prevedono che a un'interpellanza
presentata all'ultimo momento venga data risposta alla
successiva seduta del Consiglio Comunale, senza eccezioni.
Di conseguenza l'assemblea cittadina
discuterà di questo grave fatto se tutto andrà bene a metà gennaio. A quella
data all'interpellanza di Anelli si aggiungerà forse un Ordine del
Giorno condiviso da più gruppi politici che insieme chiederanno
l'istituzione di una Commissione o un Osservatorio antimafia di
natura consiliare, allargato (queste le intenzioni) alle associazioni
che sul territorio si mobilitano e diffondono la cultura della legalità contro la presenza mafiosa.
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martedì 17 dicembre 2013
Mafia e Paderno Dugnano: "non esistono interpellanze urgenti"
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giovedì 21 marzo 2013
Scandalo Salgaro: il Pd chiede la Commissione
Se il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale pensavano di essersela cavata lunedì scorso tentando di mettere malamente il coperchio allo scandalo Salgaro (il primo non rispondendo, il secondo negando una Commissione dedicata a fare luce), hanno fatto male i loro conti.
Il comunicato diffuso oggi alla stampa dal vertice del Partito Democratico parla chiaro: il problema è politico. Si tratta di accertare chi, tra l'ex assessore e il Sindaco, dice la verità: il primo cittadino era al corrente oppure no? La mancanza di trasparenza su questo punto lede la dignità del Consiglio Comunale.
IL SINDACO E L'ASSESSORE
Paderno Dugnano, 21 marzo 2013 - La risposta alla nostra richiesta
urgente di chiarimenti sui motivi del licenziamento dell’Assessore
Salgaro da parte del Sindaco Alparone è stata assolutamente
insufficiente.
L’Assessore, improvvisamente rimosso
dal proprio ruolo con un comunicato stampa del Sindaco la scorsa
settimana, ha - a sua volta - rilasciato delle dichiarazioni ai
giornali in cui ha affermato che sia il Sindaco che altri erano a
conoscenza da tempo della sua situazione debitoria.
Ma il Sindaco, in Consiglio Comunale,
lo ha smentito, dichiarando di esserne venuto a conoscenza solo la
scorsa settimana, di aver chiesto all’Assessore una scelta di
responsabilità e – dopo 48 ore – non avendone ricevuta risposta
lo ha rimosso.
Questo senza chiarire null’altro (in
nome della riservatezza) ad esempio se e chi - in Giunta o in
Consiglio – sapeva della situazione, mentre il Presidente Papaleo
(apparso questa volta figura di parte più che di garanzia)
contestava la legittima richiesta delle opposizioni di una
Commissione Consiliare o dei Capigruppo.
Non si capisce, quindi, come sia
possibile che un assessore comunale per anni non paghi le tasse al
Comune, accumulando decine di migliaia di euro di debiti, e negli
stessi anni incassi l’indennità per una funzione pubblica,
oltretutto mal svolta, senza che il Sindaco se ne accorga.
Solo che a questo punto la questione
non è più solo il problema finanziario, né da quanto dura, né
come il Sig. Salgaro ha svolto il proprio ruolo di Assessore.
Il fatto stesso che l'ex Assessore
Salgaro e il Sindaco Alparone affermino pubblicamente cose in palese
contrasto fra loro lede la dignità del Consiglio Comunale.
Qualcuno ha mentito, e i Cittadini
hanno diritto di sapere la verità, vogliamo delle risposte chiare e
maggiore trasparenza e per questo chiediamo una Commissione
Consiliare Speciale.
Non è una questione personale, è una
questione politica.
Oscar Figus
Coordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano
Coordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano
martedì 19 marzo 2013
Pietro Boggia, un grande esempio di impegno civile

La
seduta del Consiglio comunale di ieri sera, oltre alla comunicazione del
Sindaco sul defenestrato assessore Salgaro, ha preso atto anche di un
altro annuncio di dimissioni: quelle del Consigliere Pietro Boggia
del Partito Democratico che ha deciso di lasciare i banchi dell'opposizione per
gravi motivi di salute.
Il
suo messaggio di saluto a tutta l'assemblea, alla giunta e ai
colleghi di partito è stato molto toccante perché, improvvisamente
evocata dalla sua figura, l'immagine della lotta per la vita di un uomo colpito da una
crudele malattia, ha costretto tutti i presenti in sala e chi
ascoltava i lavori da casa via web a riflettere sulla fragilità
della nostra natura umana e sul grande coraggio che alcuni di noi sanno mostrare in queste occasioni.
"La
mia salute è sempre più precaria – ha detto Boggia – mi hanno
già asportato un polmone e dopo un periodo che speravo di
convalescenza, dopo aver ripreso la mia attività di insegnante e
Consigliere comunale, da ottobre 2012 il tumore si è ripresentato e
oggi non ce la faccio più. Le poche forze che mi rimangono le devo
usare tutte per lottare contro la malattia e devo pertanto abbandonare,
rinunciare ad insegnare e a fare politica attiva".
Il
Consigliere si è dimesso lasciando il suo posto in Consiglio a
Carola Colnago, prima dei non eletti nel 2009, ma ha assicurato che anche da casa continuerà a occuparsi della cosa pubblica. Ha ringraziato tutti
coloro che in nove anni di attività al servizio della città si sono
confrontati con lui nell'assemblea cittadina. Ezio Casati, che lo ha
invitato nel 2004 a candidarsi, Gianfranco Massetti, Sindaco con il
quale ha collaborato dai banchi della maggioranza, Marco Alparone, Sindaco con il
quale si è confrontato da quelli dell'opposizione, sempre lealmente nella diversità delle
opinioni e delle posizioni politiche e ha chiuso ringraziando i
padernesi che hanno avuto fiducia in lui, che egli ha cercato di
rappresentare.
Il
suo discorso dignitoso e commovente ha raccolto l'applauso corale dell'assemblea al termine del quale il Presidente del Consiglio,
Papaleo, ha riconosciuto che: "Il Consigliere Boggia ci ha dato
oggi una grande lezione di impegno civile", mentre il Sindaco ha
sottolineato che: "Il suo è un grande esempio di cui la città deve
andare fiera".
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Alparone reticente sullo scandalo Salgaro
Molta curiosità ieri sera in Consiglio
comunale per l'atteso chiarimento sullo scandalo Salgaro. Scandalo,
sì, perché così in qualsiasi altra città verrebbe definita la
vicenda poco trasparente di un assessore in carica che come imprenditore accumula nel tempo un debito fiscale non pagato nei
confronti dell'amministrazione di cui fa parte e dalla quale riceve
uno stipendio.
Attesa delusa. Chi sperava che il
Sindaco avrebbe fatto doverosa chiarezza si è dovuto scontrare
contro la sua pervicace reticenza e il solito muro di gomma, tipico comportamento di chi ha una concezione privatistica della politica e della gestione della cosa pubblica.
Attesa delusa. Chi sperava che il
Sindaco avrebbe fatto doverosa chiarezza si è dovuto scontrare
contro la sua pervicace reticenza e il solito muro di gomma, tipico comportamento di chi ha una concezione privatistica della politica e della gestione della cosa pubblica.
Nelle sue comunicazioni in apertura di
seduta, Alparone, non ha risposto per niente alle domande sulla brutta e ancora limacciosa faccenda. Si è limitato a ripetere le poche cose
che tutti hanno letto sulla stampa e cioè che lui non ne sapeva
niente, che quando l'ha saputo pochi giorni fa ha chiesto a Salgaro
di dimettersi perché non poteva restare al suo posto nelle
condizioni di morosità fiscale in cui versava, che non avendo
l'assessore colto il suo invito ha proceduto a ritirargli le deleghe.
Il tutto condito con grandi espressioni di comprensione umana e
solidarietà per "l'amico Angelo" che come molti altri
imprenditori combatte contro la crisi, ecc.
Naturalmente sulla realtà
del fantomatico debito tributario, cosa, quanto, da quanto tempo,
come mai lui ne è stato informato solo ieri, e altre domande
interessanti del genere, ha invocato il rispetto della riservatezza
dovuta a Salgaro come se questi non fosse un amministratore in
carica, titolare dei lavori pubblici e altre deleghe importanti, sfiduciato per comportamenti non corretti, ma
un comune cittadino in difficoltà. Un capolavoro di reticenza e
ipocrisia travestite da "sensibilità".
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