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martedì 17 dicembre 2013

Mafia e Paderno Dugnano: "non esistono interpellanze urgenti"

Chi si attendeva di ricevere dal primo cittadino padernese qualche notizia in merito alla clamorosa scoperta che un agente della "sua" Polizia Locale controllava targhe sospette per conto di un boss della mafia pedinato dalle forze dell'ordine, è rimasto deluso.
Ieri sera in Consiglio Comunale il sindaco Alparone, come accade spesso, ha fatto teatro. Dopo aver preteso l'allontanamento di pubblico e giornalisti dall'aula consiliare per rispettare la privacy delle persone coinvolte in questo ennesimo oscuro episodio che caratterizza la sua amministrazione, egli ha raccontato ai consiglieri di maggioranza e opposizione molto poco. Molto meno di quello che i giornali locali avevano già scritto, e dopo aver detto quattro striminzite banalità tese a minimizzare l'accaduto e aver rimandato alla conclusione delle indagini ulteriori comunicazioni, ha liquidato in fretta la spinosa faccenda.
Naturalmente l'interpellanza "urgente" presentata dal consigliere Mauro Anelli non è stata presa in considerazione perché, come ha dichiarato il presidente Papaleo, "non esistono interpellanze urgenti", anche se l'oggetto della richiesta presentava oggettivi caratteri di urgenza. I regolamenti prevedono che a un'interpellanza presentata all'ultimo momento venga data risposta alla successiva seduta del Consiglio Comunale, senza eccezioni.
Di conseguenza l'assemblea cittadina discuterà di questo grave fatto se tutto andrà bene a metà gennaio. A quella data all'interpellanza di Anelli si aggiungerà forse un Ordine del Giorno condiviso da più gruppi politici che insieme chiederanno l'istituzione di una Commissione o un Osservatorio antimafia di natura consiliare, allargato (queste le intenzioni) alle associazioni che sul territorio si mobilitano e diffondono la cultura della legalità contro la presenza mafiosa.

giovedì 21 marzo 2013

Scandalo Salgaro: il Pd chiede la Commissione

Se il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale pensavano di essersela cavata lunedì scorso tentando di mettere malamente il coperchio allo scandalo Salgaro (il primo non rispondendo, il secondo  negando una Commissione dedicata a fare luce), hanno fatto male i loro conti.  
Il comunicato diffuso oggi alla stampa dal vertice del Partito Democratico parla chiaro: il problema è politico. Si tratta di accertare chi, tra l'ex assessore e il Sindaco, dice la verità: il primo cittadino era al corrente oppure no? La mancanza di trasparenza su questo punto lede la dignità del Consiglio Comunale.


IL SINDACO E L'ASSESSORE
Paderno Dugnano, 21 marzo 2013 - La risposta alla nostra richiesta urgente di chiarimenti sui motivi del licenziamento dell’Assessore Salgaro da parte del Sindaco Alparone è stata assolutamente insufficiente.
L’Assessore, improvvisamente rimosso dal proprio ruolo con un comunicato stampa del Sindaco la scorsa settimana, ha - a sua volta - rilasciato delle dichiarazioni ai giornali in cui ha affermato che sia il Sindaco che altri erano a conoscenza da tempo della sua situazione debitoria.
Ma il Sindaco, in Consiglio Comunale, lo ha smentito, dichiarando di esserne venuto a conoscenza solo la scorsa settimana, di aver chiesto all’Assessore una scelta di responsabilità e – dopo 48 ore – non avendone ricevuta risposta lo ha rimosso.
Questo senza chiarire null’altro (in nome della riservatezza) ad esempio se e chi - in Giunta o in Consiglio – sapeva della situazione, mentre il Presidente Papaleo (apparso questa volta figura di parte più che di garanzia) contestava la legittima richiesta delle opposizioni di una Commissione Consiliare o dei Capigruppo.
Non si capisce, quindi, come sia possibile che un assessore comunale per anni non paghi le tasse al Comune, accumulando decine di migliaia di euro di debiti, e negli stessi anni incassi l’indennità per una funzione pubblica, oltretutto mal svolta, senza che il Sindaco se ne accorga.
Solo che a questo punto la questione non è più solo il problema finanziario, né da quanto dura, né come il Sig. Salgaro ha svolto il proprio ruolo di Assessore.
Il fatto stesso che l'ex Assessore Salgaro e il Sindaco Alparone affermino pubblicamente cose in palese contrasto fra loro lede la dignità del Consiglio Comunale.
Qualcuno ha mentito, e i Cittadini hanno diritto di sapere la verità, vogliamo delle risposte chiare e maggiore trasparenza e per questo chiediamo una Commissione Consiliare Speciale.
Non è una questione personale, è una questione politica.

Oscar Figus
Coordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

martedì 19 marzo 2013

Pietro Boggia, un grande esempio di impegno civile


La seduta del Consiglio comunale di ieri sera, oltre alla comunicazione del Sindaco sul defenestrato assessore Salgaro, ha preso atto anche di un altro annuncio di dimissioni: quelle del Consigliere Pietro Boggia del Partito Democratico che ha deciso di lasciare i banchi dell'opposizione per gravi motivi di salute.
Il suo messaggio di saluto a tutta l'assemblea, alla giunta e ai colleghi di partito è stato molto toccante perché, improvvisamente evocata dalla sua figura, l'immagine della lotta per la vita di un uomo colpito da una crudele malattia, ha costretto tutti i presenti in sala e chi ascoltava i lavori da casa via web a riflettere sulla fragilità della nostra natura umana e sul grande coraggio che alcuni di noi sanno mostrare in queste occasioni.
"La mia salute è sempre più precaria – ha detto Boggia – mi hanno già asportato un polmone e dopo un periodo che speravo di convalescenza, dopo aver ripreso la mia attività di insegnante e Consigliere comunale, da ottobre 2012 il tumore si è ripresentato e oggi non ce la faccio più. Le poche forze che mi rimangono le devo usare tutte per lottare contro la malattia e devo pertanto abbandonare, rinunciare ad insegnare e a fare politica attiva".
Il Consigliere si è dimesso lasciando il suo posto in Consiglio a Carola Colnago, prima dei non eletti nel 2009, ma ha assicurato che anche da casa continuerà a occuparsi della cosa pubblica. Ha ringraziato tutti coloro che in nove anni di attività al servizio della città si sono confrontati con lui nell'assemblea cittadina. Ezio Casati, che lo ha invitato nel 2004 a candidarsi, Gianfranco Massetti, Sindaco con il quale ha collaborato dai banchi della maggioranza, Marco Alparone, Sindaco con il quale si è confrontato da quelli dell'opposizione, sempre lealmente nella diversità delle opinioni e delle posizioni politiche e ha chiuso ringraziando i padernesi che hanno avuto fiducia in lui, che egli ha cercato di rappresentare.
Il suo discorso dignitoso e commovente ha raccolto l'applauso corale dell'assemblea al termine del quale il Presidente del Consiglio, Papaleo, ha riconosciuto che: "Il Consigliere Boggia ci ha dato oggi una grande lezione di impegno civile", mentre il Sindaco ha sottolineato che: "Il suo è un grande esempio di cui la città deve andare fiera".

Alparone reticente sullo scandalo Salgaro

Molta curiosità ieri sera in Consiglio comunale per l'atteso chiarimento sullo scandalo Salgaro. Scandalo, sì, perché così in qualsiasi altra città verrebbe definita la vicenda poco trasparente di un assessore in carica che come imprenditore accumula nel tempo un debito fiscale non pagato nei confronti dell'amministrazione di cui fa parte e dalla quale riceve uno stipendio.
Attesa delusa. Chi sperava che il Sindaco avrebbe fatto doverosa chiarezza si è dovuto scontrare contro la sua pervicace reticenza e il solito muro di gomma, tipico comportamento di chi ha una concezione privatistica della politica e della gestione della cosa pubblica.
Nelle sue comunicazioni in apertura di seduta, Alparone, non ha risposto per niente alle domande sulla brutta e ancora limacciosa faccenda. Si è limitato a ripetere le poche cose che tutti hanno letto sulla stampa e cioè che lui non ne sapeva niente, che quando l'ha saputo pochi giorni fa ha chiesto a Salgaro di dimettersi perché non poteva restare al suo posto nelle condizioni di morosità fiscale in cui versava, che non avendo l'assessore colto il suo invito ha proceduto a ritirargli le deleghe. Il tutto condito con grandi espressioni di comprensione umana e solidarietà per "l'amico Angelo" che come molti altri imprenditori combatte contro la crisi, ecc. 
Naturalmente sulla realtà del fantomatico debito tributario, cosa, quanto, da quanto tempo, come mai lui ne è stato informato solo ieri, e altre domande interessanti del genere, ha invocato il rispetto della riservatezza dovuta a Salgaro come se questi non fosse un amministratore in carica, titolare dei lavori pubblici e altre deleghe importanti, sfiduciato per comportamenti non corretti, ma un comune cittadino in difficoltà. Un capolavoro di reticenza e ipocrisia travestite da "sensibilità".