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martedì 12 febbraio 2013

Lingue date per morte da studiare


Chi dice che il latino è una lingua morta e che nell'era tecnologica in cui viviamo è una materia che non offre certo sbocchi professionali? L'evento mediatico di ieri seguito da tutto il mondo quasi in diretta, non ci sarebbe stato se Giovanna Chirri, da 20 anni cronista per l'ANSA in Vaticano, non fosse stata promossa ai suoi tempi con un bel 9 in latino dal liceo classico Ennio Quirino Visconti di Roma.
La giornalista, unica tra i cronisti ieri presenti in Vaticano a padroneggiare la lingua di Cicerone (anche molti cardinali non hanno capito subito le parole del Papa) dalla sala stampa ha ascoltato e tradotto all'impronta l'annuncio di Benedetto XVI e per prima al mondo ha dato la notizia delle dimissioni del Pontefice. Così la Chirri ha dettato alla sua agenzia il flash delle 11.46 che in pochi secondi ha fatto il giro del mondo ed è stato rilanciato, prima della conferma ufficiale del Vaticano, dall'agenzia Reuters, poi dalla Cnn e a seguire da al Arabiya, France Presse e dai britannici Telegraph e Bbc e Sky News.
"Certo, fare il giornalista vaticanista senza sapere nulla del latino proprio non va.." ha commentato la giornalista autrice del clamoroso scoop. Insomma, per i giovani che vogliono fare questa professione un consiglio da seguire è: studiate bene le lingue, a cominciare da quelle date per morte.  

martedì 4 settembre 2012

Editoria: da oggi su “Avvenire” una rubrica in latino

Riprendo dall'agenzia AGI questa notizia che mi sembra interessante per i numerosi latinisti e studenti padernesi.
Roma, 3 settembre 2012. Una lingua morta? Niente affatto. Almeno a leggere “Avvenire” che da domani, ogni martedì, darà spazio a una nuova rubrica scritta interamente in latino. La lingua di Cicerone sta vivendo un periodo di rinnovata, sorprendente attenzione in tutto il mondo, come dimostra anche il fatto che nell’anno scolastico appena iniziato in Germania un terzo degli studenti dei licei ha chiesto di poterla imparare. 
Da sempre attento alla valorizzazione degli idiomi classici, Avvenire vuole così offrire l’occasione per “riflettere sui nostri giorni alla luce della sapienza che gli antichi scrittori, classici e cristiani, elaborarono nel passato”. Gli articoli appariranno a scadenza settimanale nello spazio “Hortensius”. E il martedì successivo, oltre al nuovo testo in latino, apparirà anche la traduzione del testo precedente. 
Assieme ai suoi lettori, Avvenire “si mette, dunque, in dialogo con gli autori di quella nobile ‘respublica litterarum’ che ha unito per secoli i popoli dell’Europa’. Autore della rubrica è don Roberto Spataro, professore di Letteratura cristiana antica presso la Facoltà di lettere cristiane e classiche dell’Università Pontificia Salesiana. (AGI)