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mercoledì 26 febbraio 2014

Immigrati: eliminare i CIE in quattro mosse

Tramite Change.org Luigi Manconi mi ha inviato a firmare questa petizione che chiede la chiusura dei famigerati e illegali Centri di Identificazione ed Espulsione. Cosa che ho fatto e vi invito a fare.


I Centri di identificazione ed espulsione (Cie), sono strutture di trattenimento per gli stranieri in condizione di irregolarità, destinati all'espulsione.
In Italia i Cie sono 11 di cui solo 5 sono attualmente in funzione. I tempi di permanenza sono diventati, negli ultimi anni, prima di 6 e poi di 18 mesi. 
Attualmente sono ristrette in questi centri circa 460 persone a fronte di costi molto alti per il mantenimento in funzione delle strutture. E in esse gli standard essenziali di tutela dei diritti fondamentali della persona sono costantemente violati.
Considerato tutto ciò, chiediamo che, come previsto da una norma del "Decreto Cancellieri", sia resa effettiva e realizzabile in tempi rapidi, l'identificazione in carcere dei detenuti stranieri passibili di espulsione. 
Chiediamo di aumentare il periodo di validità del permesso di soggiorno per attesa occupazione, e chiediamo che il richiedente asilo che ha presentato domanda all'interno del Cie, possa attendere fuori dal centro la risposta da parte della Commissione Territoriale Asilo.
Chiediamo che siano adottate tutte le misure alternative al trattenimento nel Cie e, che vengano rafforzati gli strumenti della partenza volontaria e del rimpatrio volontario assistito. 
Il trattenimento degli stranieri nei centri dovrebbe diventare una misura eccezionale finalizzata esclusivamente al rimpatrio. Grazie,

Luigi Manconi via Change.org

lunedì 21 ottobre 2013

Venezia: grandi navi nel Canal Grande. Stop all'autolesionismo


Il regista e attore Gabriele Muccino, ha scritto al Sindaco di Venezia e al Presidente della Regione Veneto, un appello che si può firmare come petizione su Change.org chiedendo di vietare per elementari ragioni di sicurezza l'ingresso nel Canal Grande delle grandi navi da crociera.
"Sapete meglio di me che le fondamenta della città non sono altro che millenari pali di legno sui quali si posa in un assoluto miracolo di ingegneria, l’intera città. E’ innegabile che le immense eliche di quelle spaventose navi che attraversano i grandi canali, erodano spaventosamente il fondale arrivando a togliere solidità alle suddette fondamenta della città. Il risultato è che verrebbe tutto giù come un castello di carte. Non voglio nemmeno pensare a cosa accadrebbe se solo una di queste navi grandi quanto interi quartieri, sbagliasse per pochi centimetri manovra e col suo inimmaginabile abbrivio, si schiantasse sulla città".
Al divieto di ingresso per le grandi navi nel Canal Grande si oppongono gli operatori turistici veneziani perché, dicono, sarebbe un grave danno per la loro attività. 
Personalmente considero questa posizione, inaccettabile nel metodo perché nel caso di Venezia gli interessi nazionali e mondiali alla sua conservazione sono ben superiori a quelli di un bottegaio che vende gondole di plastica, e nel merito  miope e autolesionista, come sempre si sono rivelate quelle dei commercianti che si opponevano alla chiusura dei centri storici, considerati alla stregua del loro cortile o del loro parcheggio.
Miope perché oggi chi a suo tempo strillava per lo stop alle auto insorgerebbe se i salotti dello shopping venissero riaperti al traffico. Autolesionista perché se dovesse capitare a Venezia (e il rischio è concreto) una catastrofe tipo Giglio causata da una manovra sbagliata o da un banale guasto, su chi ricadrebbero i danni?

venerdì 30 agosto 2013

Paderno Dugnano: pentolata di protesta contro la Rho-Monza

Grande successo della pentolata di protesta contro la Rho-Monza promossa dai cittadini padernesi residenti nelle case attorno all'Unes di Via Battisti. 
Ieri sera alle 21 per due minuti decine di cittadini del quartiere hanno manifestato rumorosamente dai loro balconi e dalle finestre come è documentato da questo filmato.



Stasera si replica e i cittadini, che hanno fatto circolare in rete anche una mozione on line che è possibile firmare su Change.org, invitano tutti, anche quelli che non abitano nelle case immediatamente circostanti il tracciato autostradale a riunirsi nella piazza del supermercato con pentole e mestoli per partecipare così alla manifestazione di dissenso.
La notizia è stata ripresa dall'edizione on line del Corriere della Sera (Milano) che ha pubblicato anche il video. Insomma la manifestazione rumorosa ha centrato l'obiettivo immediato della visibilità uscendo dal ristretto ambito locale.

lunedì 8 luglio 2013

Il PD e la comunicazione

L'amico Gianni mi ha scritto: "Hai letto quello che ha scritto la responsabile comunicazione del PD? Ha detto che se riceve un'altra petizione sugli F35 ne compra uno e bombarda lei.
Lo so che, a differenza di Francesco Boccia,  Roberta Maggio, ha perlomeno capito che non sono elicotteri antincendio (un bel passo in avanti) però se questi che volevano riformare il Paese scelgono una così come esperta di comunicazione..".
Che dire? Roberta Maggio attualmente è Responsabile New Media nel Forum ICT del Partito Democratico. Si occupa della comunicazione politica sui nuovi media e di agenda digitale. 
Si è laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna con una tesi in comunicazione politica. Ha lavorato nelle sedi nazionali de I Democratici, l’Ulivo e La Margherita, curandone le campagne di comunicazione istituzionali ed elettorali, ilmedia planning e l’organizzazione degli eventi. Dal 2006 al 2008 è nello staff del Ministro delle Comunicazioni per la comunicazione sul web. Nel 2008 si occupa della comunicazione del Partito Democratico e dello startup di Youdem, la web tv del partito. 
Comincio a capire perché la comunicazione del PD faccia da anni sempre più pena.

venerdì 31 maggio 2013

L'Europa vuol vietare ai contadini l'autoproduzione delle sementi

Ricevo da Change.org l'invito a firmare questa petizione che segnalo agli interessati.


Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”.
La legge si chiama “Plant Reproductive Material Law”e tenta di gestire la regolamentazione di piante e semi.
Chiediamo al Parlamento europeo che questa legge venga archiviata. Il diritto all’alimentazione e la libertà da ogni vincolo sulla possibilità di autoprodursi il cibo sono sacrosante.
Mi chiamo Francesco e ho 26 anni. Come molti ho a cuore la mia salute di cui l’alimentazione è cardine principale. Per questo motivo ho cominciato a produrmi il cibo autonomamente in un orto idroponico.
I piccoli coltivatori hanno esigenze diverse dalle multinazionali e per i piccoli coltivatori pagare una tassa per approvare le sementi può diventare un ostacolo. Anche se questa legge verrà inizialmente indirizzata solo ai contadini commerciali infatti, si sta stabilendo comunque un precedente.
L’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la successiva semina – pietra miliare per una vita sostenibile – diventerà un atto  non consentito che avvantaggerà i grandi monopoli sementieri a scapito dei piccoli orti nei giardini delle case europee.
Gli agricoltori devono poter mantenere vive le varietà vegetali con uno scambio libero di semi, diritto base del sostentamento personale, senza lasciare la possibilità a nessuno di monopolizzarli e gestirli. Diciamo no alla “Plant Reproductive Material Law”.
Francesco Salvadore via Change.org

Firma la petizione

martedì 23 aprile 2013

IKEA: si fanno utili con lo sfruttamento "democratico"


Ricevo da Terrelibere.org l'invito a firmare una petizione rivolta alla multinazionale svedese IKEA per chiederle di smettere la sua insostenibile politica di sfruttamento del lavoro nel settore logistico.

Nel polo logistico di Piacenza c’è l’immenso magazzino Ikea che serve Italia, Svizzera e Mediterraneo orientale. Braccia egiziane, pakistane, albanesi spostano le merci che arrederanno le nostre case. Non sono lavoratori assunti direttamente, ma tramite cooperative in subappalto. 
Dopo blocchi, scioperi e proteste, chiedono condizioni di lavoro dignitose. In particolare, la fine degli straordinari e dei riposi punitivi. Secondo i sindacalisti, questi metodi somigliano sempre più al lavoro a giornata in agricoltura che una volta veniva definito "caporalato".
Le lotte all’Ikea danno continuità a quelle vittoriose al corriere TNT, dove i lavoratori – migranti hanno ottenuto migliori condizioni di lavoro e soprattutto milioni di euro di contributi per le casse pubbliche, con un beneficio per tutta la collettività. L’irregolarità nei contratti di lavoro, spesso presente nella rete dei subappalti, danneggia tutti noi: lo Stato incassa meno risorse e quindi è costretto a tagliare i servizi. "Noi stranieri siamo di passaggio - dicono i lavoratori -, ma lottiamo anche per gli italiani".

martedì 9 aprile 2013

L'Italia deve riconoscere la lingua dei sordi

Ho ricevuto da Change.org l'invito a firmare questa petizione che ho immediatamente condiviso. Invito i lettori di Padernoforum a fare altrettanto qui.



Noi sordi abbiamo una lingua senza voce. Ma la nostra lingua, la Lingua dei Segni italiana (LIS), non è riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese. Eppure la LIS rende possibile la comunicazione tra sordi e l’integrazione tra sordi e udenti. Chiediamo quindi al Parlamento italiano di riconoscere ufficialmente la LIS come già avviene in 44 paesi del mondo (tra i quali Iran, U.S.A., Cina, Spagna, Francia).
Il mancato riconoscimento della LIS porta i sordi a dover affrontare diversi problemi, come non avere la possibilità di poter spiegare al pronto soccorso i nostri problemi di salute o dover trascorrere anni a scuola senza un'assistente che conosca la LIS.
Siamo un gruppo di ragazzi, tutti sotto i trenta anni. Due cose ci uniscono: siamo sordi e ci siamo incontrati grazie ad una radio. Radio Kaos ItaLis è nata da un’idea che potrebbe sembrare paradossale: creare un progetto radiofonico per promuovere l’integrazione tra sordi e udenti. E ci siamo riusciti, dimostrando a noi stessi che le barriere all’integrazione possono essere superate.
Abbiamo lanciato la petizione #iosegno la settimana scorsa e poche ore dopo il Presidente Pietro Grasso ci ha voluto incontrare in Senato. Durante l’incontro, avvenuto venerdì scorso, Grasso ha dichiarato che si impegnerà a facilitare l'iter legislativo per il riconoscimento della LIS. Ha poi letto l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di LINGUA, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”
Non ci saremo mai aspettati che in così poco tempo avremmo potuto ottenere il sostegno del Presidente del Senato. Questo ci inorgoglisce e ci dà la forza di andare avanti per continuare nella nostra battaglia per il riconoscimento della LIS. Ma non possiamo ancora cantare vittoria.
Per questo dobbiamo essere in tanti a firmare la petizione per chiedere a tutti i capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato di impegnarsi affinchè la LIS venga finalmente riconosciuta come lingua ufficiale dal Parlamento italiano.

lunedì 11 marzo 2013

Caledarara: per Alparone il Polo scolastico è solo una previsione

"Il polo scolastico non potrà essere realizzato in questa legislatura, è semplicemente una previsione, una possibilità che non precludiamo qualora ci fossero le disponibilità finanziarie e di fronte a delle progettualità condivise con i cittadini e le famiglie come ho personalmente ribadito nel corso di un incontro pubblico a Calderara sulla scuola".
Degli emendamenti al PGT contrari a questo progetto presentati dal Partito Democratico in dicembre, quando il Piano è stato adottato in Consiglio comunale, non aveva tenuto conto, ma oggi, messo alle strette dalla rivolta di insegnanti e genitori e da una petizione di quartiere che ha già raccolto centinaia di firme, il sindaco Alparone fa marcia indietro. Il polo scolastico non si farà in questa legislatura e forse non si farà mai dal momento che la sua attuazione dipenderà dalle disponibilità finanziarie che notoriamente non ci sono e probabilmente non ci saranno per un bel pezzo.
Lo ha dichiarato oggi per mezzo di un comunicato stampa che portava il titolo: "Basta bugie sul nuovo Polo scolastico di Calderara", come se a raccontarle fosse stato qualcuno che si è inventato un progetto "inesistente" che invece è contenuto nel PGT, a fini, egli dice, di campagna elettorale. Non quella appena conclusa s'intende, ma quella che di fatto sta per cominciare in vista delle elezioni comunali del 2014 quando scadrà il suo mandato.
Nessun nuovo polo, insomma (per ora), solo idee in libertà, ragionamenti, opinioni. I cittadini, genitori e insegnanti di Calderara, possono stare tranquilli?

mercoledì 6 marzo 2013

Difendiamo il parco di Calderara, firmiamo tutti la petizione

Ricevo dagli amici del Comitato Caraterramia questa segnalazione relativa alla petizione a favore del mantenimento e riqualificazione della Scuola Elementare Don Milani a Calderara, contro l'ipotesi di "Polo scolastico" avanzata dalla giunta Alparone. 
Il Partito Democratico, in coerenza con la sua battaglia sul PGT , che lo ha già visto presentare in Consiglio Comunale un emendamento contrario al progetto di cementificazione del parco di via Chopin e alla edificazione privata sull'area dalla scuola e del suo giardino, appoggia totalmente la petizione e invita tutti i cittadini a firmarla. Il PD conferma inoltre la presentazione di una sua Osservazione al PGT in questo senso.

Per alcuni giorni ancora è possibile, per chi non lo avesse ancora fatto, sottoscrivere la petizione volta ad impedire la cementificazione del parco di Via Chopin, e la costruzione di immobili privati nell'attuale area pubblica della scuola elementare Don Milani.
Un punto dove è possibile sottoscrivere la petizione è il negozio di generi alimentari di Via Cardinal Riboldi 139 (di fronte all’edicola) a Calderara. E’ necessario portare un documento.
Un invito a sottoscrivere la petizione rivolto a tutti i cittadini, con particolare riferimento ai residenti di Calderara. La questione non riguarda solo il personale scolastico e gli attuali frequentatori della scuola elementare, ma tutti noi perché vengono messi in pericoli beni nostri, di tutti, come lo sono i parchi pubblici.
Invitiamo quindi a sottoscrivere la petizione per raggiungere il massimo numero di firme, e se possibile fate girare la mail e convincete amici, vicini e parenti dell’importanza (per tutti) della questione.

giovedì 4 ottobre 2012

Difendiamo le norme che tutelano salute e sicurezza sul lavoro

Ricevo dall'AIEA di Paderno Dugnano questa petizione che vi chiedo di leggere con attenzione perché si oppone alla cancellazione da parte del governo Monti delle norme che tutelano la sicurezza sul lavoro.

PETIZIONE: " NON CANCELLATE LE NORME PER LA SALUTE 
E SICUREZZA  SUL LAVORO"

Mentre il Governo Monti si appresta a varare il decreto semplificazioni bis, a parte le forti prese di posizione dei sindacati confederali alle modifiche alla salute e sicurezza sul lavoro ed un comunicato congiunto di Boccuzzi e Damiano del PD, a livello politico vige il silenzio più assoluto e nessuno ha finora espresso, non dico critiche, ma nemmeno opinioni sul testo provvisorio del Decreto. 
Questo bozza del decreto semplificazioni bis, contiene, una riduzione della formazione e della sorveglianza sanitaria per i lavori "brevi" (meno di 50 giorni) , l'eliminazione dell'obbligo di elaborare i dati aggregati sanitari di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, l'eliminazione del DUVRI e del coordinamento per lavori brevi, l'eliminazione del Documento di Valutazione dei rischi (DVR) per le piccole aziende (fino a 50 addetti) e per quelle a basso rischio, lo snaturamento del piano operativo di sicurezza e coordinamento per cantieri, l'eliminazione degli obblighi relativi ai cantieri per "piccoli" scavi, l'eliminazione dell'obbligo di comunicazione degli infortuni alle autorità di pubblica sicurezza, l'eliminazione delle competenze delle autorità di pubblica sicurezza e della Procura della Repubblica in caso di infortuni, l'eliminazione da parte dell'Organo di Vigilanza di richiedere prescrizioni per nuovi luoghi di lavoro o di ristrutturazione di quelli esistenti, la deresponsabilizzazione dell'obbligo di notifica.
Con lo slogan del Governo di meno burocrazia per le aziende, si cancellano importanti norme per la salute e sicurezza sul lavoro, e tutto ciò è inaccettabile!
Per bloccare questo ennesimo e vergognoso attacca al TU Sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/08), c'è bisogno dell'impegno di tutti, ecco perchè  oltre a sindacati (che ringrazio per il loro intervento), ai partiti politici (che per ora tacciono), tutti sono chiamati a dire la loro su questo decreto semplificazioni bis, a cominciare dalle Regioni, alle Asl, ai medici competenti, ai tecnici della prevenzione, alle associazioni, al mondo dell'informazione, ecc.
Inoltre, chiedo a tutti, di fare sentire la propria voce, aderendo ad una petizione sacrosanta, inviando il proprio nominativo, azienda, qualifica e città a: bazzoni_m@tin.it
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze