L'annuncio della calata oggi pomeriggio al Villaggio Ambrosiano di Beppe Grillo, chiamato a Paderno dai grillini locali, ha provocato molte polemiche e inevitabili fratture che ci saremmo invece dovuti risparmiare.
Purtroppo questo è quel che succede quando i cittadini, al posto di scegliere la difficile strada della politica come veicolo delle loro richieste, prendono la scorciatoia del rancore indiscriminato verso la politica, che non porterà loro alcun risultato positivo.
Il blog La Scommessa, che evidentemente considera invece questa venuta una grande vittoria del Comitato, accusa Il Giorno di fare un titolo sbagliato per avere scritto "Rho-Monza, Beppe Grillo guida la protesta", ma il titolo che riporta esattamente il significato politico che ha preso la manifestazione di oggi non è sbagliato. L'arrivo di Grillo, cioè del fondatore di un partito che ha il 25% dei voti in Parlamento, schiaccia oggettivamente i veri contenuti della manifestazione sotto il peso mediatico della sua immagine e marchia definitivamente l'evento.
Qui di sbagliato c'è semmai la gestione del Comitato che ha impostato la sua lotta (e lo si è visto ancora ieri) più contro la politica e le istituzioni locali e nazionali che contro il progetto Serravalle. I gestori del Comitato padernese rimuovendo il fatto che la lotta non è cominciata con le pentole un mese fa, ma è andata avanti, dentro e fuori le istituzioni, per cinque lunghi anni, hanno preteso di negare il ruolo che la politica ha avuto finora nel rallentare il progetto, che infatti doveva partire due anni fa e non ha ancora aperto i cantieri.
Oggi dicono ai politici e ai loro partiti che localmente hanno speso molte energie e risorse in questa lotta: "venite pure, ma nascondetevi perché non siete degni di comparire". Una pretesa ingiusta, sbagliata e inaccettabile soprattutto perché contemporaneamente si consente a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle di intestarsi politicamente una lotta nella quale hanno sempre avuto un ruolo marginale, spaccando il fronte faticosamente costruito tra politica, istituzioni e cittadini che invece dovrebbe venire rafforzato se si vuol avere qualche speranza di vittoria.
I due gestori del Comitato, uno dei quali è non a caso un militante del partito grillino, dicono agli altri partiti locali: "Colpa vostra, dovevate invitare qui i vostri dirigenti nazionali" fingendo di non sapere che la comparsata di Grillo non è la politica che serve alla causa padernese, perché la sua venuta non sposterà di un millimetro i rapporti di forza in campo e non troverà miracolosamente le risorse che servono a fare l'interramento.
Frutto di questa scelta sbagliata sarà un corteo che al posto di manifestare unità e forza porterà in piazza divisioni e debolezze, facendo sentire estranei quelli come me che non condividono questo esito e hanno lavorato inutilmente per evitarlo. E a fronte di questa scelta sbagliata cosa si otterrà di positivo? Beppe Grillo attirerà a Paderno decine di giornalisti e telecamere a parlare, non della Rho-Monza, problema locale che a loro non interessa, ma delle sorti del Governo Letta, delle scelte del suo movimento e di elezioni. Proprio un bel risultato.
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domenica 29 settembre 2013
Una manifestazione che doveva unire e invece divide
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martedì 12 febbraio 2013
Il Papa si dimette. Cosa c'è da gioire?
Ieri, dopo aver appreso la notizia delle dimissioni del Papa, ho atteso con curiosità di vedere le reazioni del mondo cattolico padernese che si esprime sulla rete. E quando sono venute mi hanno sorpreso non poco.
Non è che mi attendessi chissà cosa, ma di fronte al gesto clamoroso e in parte reticente di Ratzinger, non mi aspettavo proprio questo titolo del blog La Scommessa: "Un giorno storico. Viva il Papa che si dimette".
Nel testo del suo post, il titolare del blog, Giovanni Giuranna, ha scritto che la notizia lo "riempiva di gioia" e poi ha pubblicato una poesia in dialetto milanese di Alberto Manzoni, dedicata all'evento, nel quale l'autore affermava di credere alle ragioni di un ritiro per malattia.
Sono sconcertato. Non capisco proprio le espressioni gioiose sulla drammatica scelta papale. Il Corriere della Sera oggi scrive: "Non essendo riuscito a cambiare la Curia, Benedetto XVI è arrivato ad una conclusione amara: va via, è lui che cambia. Si tratta del sacrificio estremo, traumatico, di un pontefice intellettuale sconfitto da un apparato ritenuto troppo incrostato di potere e autoreferenziale per essere riformato".
Forse non si tratta solo di malattia. Dietro la decisione del Pontefice tedesco c'è probabilmente dell'altro, molto altro, e in ogni caso non vedo cosa ci sia da gioire. A questo proposito ho ricevuto oggi dall'amico Pierino Favrin un sonetto senza titolo dedicato al grande evento che, pur sempre in dialetto milanese, fornisce un altro punto di vista rispetto a Manzoni. Lo sottopongo al vostro giudizio.
Non è che mi attendessi chissà cosa, ma di fronte al gesto clamoroso e in parte reticente di Ratzinger, non mi aspettavo proprio questo titolo del blog La Scommessa: "Un giorno storico. Viva il Papa che si dimette".
Nel testo del suo post, il titolare del blog, Giovanni Giuranna, ha scritto che la notizia lo "riempiva di gioia" e poi ha pubblicato una poesia in dialetto milanese di Alberto Manzoni, dedicata all'evento, nel quale l'autore affermava di credere alle ragioni di un ritiro per malattia.
Sono sconcertato. Non capisco proprio le espressioni gioiose sulla drammatica scelta papale. Il Corriere della Sera oggi scrive: "Non essendo riuscito a cambiare la Curia, Benedetto XVI è arrivato ad una conclusione amara: va via, è lui che cambia. Si tratta del sacrificio estremo, traumatico, di un pontefice intellettuale sconfitto da un apparato ritenuto troppo incrostato di potere e autoreferenziale per essere riformato".
Forse non si tratta solo di malattia. Dietro la decisione del Pontefice tedesco c'è probabilmente dell'altro, molto altro, e in ogni caso non vedo cosa ci sia da gioire. A questo proposito ho ricevuto oggi dall'amico Pierino Favrin un sonetto senza titolo dedicato al grande evento che, pur sempre in dialetto milanese, fornisce un altro punto di vista rispetto a Manzoni. Lo sottopongo al vostro giudizio.
Lì tuc a dumandas perché la fa
Se strac de co opur se strac de corp,
Se l’è per quel a se po no dag tort,
Perché per vun che l’è dal ciel
iutà,
L’è na resun che la cunvinc no trop,
Anca perché esendo sta inscì fort,
Se capis no me l,ha podù lasà.
Ma mi che sofri spes del so stes mal,
Pensi el perché de tanta decisiun
L’è minga de cercà d’ent di
giurnal,
Perché sensalter l’è la depresiun,
Per ves minga sta bun suprì el sineder
Li ben nascost de sota el cupulun.
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domenica 27 gennaio 2013
Ecocivici ovvero il buco nero della soggettività
Gli Ecocivici padernesi, la frazione minoritaria di ex verdi, ex movimentisti, ex berlusconiani, ex
qualcosa (o mai stati politicamente qualcosa), a un mese dalle
elezioni nazionali e regionali hanno emesso il loro lungo (15
o 20 cartelle) quanto incomprensibile documento, con il quale, come si dice,
"prendono posizione" rispetto al voto imminente.
L'ecumenico gestore del blog La
Scommessa ha subito gioito pubblicando la "notizia" e,
pensando di fare cosa buona e giusta, titolandola: Ecocivici
padernesi: "Non votiamo a destra". Sbagliato. A indurlo in errore è stato il
tentativo di trovare una sintesi comune nel trovarobato di variegate
idee o ideologie di cui ognuno degli iscritti al "nuovo
soggetto" è portatore. Leggendo coraggiosamente il loro lungo
documento, frutto evidente di faticose mediazioni, egli ha creduto di
poter estrarre dei fatti certi. Presuntuoso.
Per quanto riguarda le elezioni in
Regione Lombardia gli ecocivici scrivono: "Il nostro sostegno
andrà a chi, tra i candidati delle liste
presenti SEL, ETICO, PD, Patto Civico, 5 Stelle,
saprà meglio rappresentare quelle che sono le priorità che noi
ecologisti riteniamo più importanti"
Per quanto riguarda le elezioni
Politiche nazionali: "La Rete Ecocivici di Paderno Dugnano
condivide l’ispirazione originaria di Rivoluzione Civile,
auspicando l'elezione di numerosi rappresentanti vicini ai temi
ambientali, dei diritti, della pace, della solidarietà che possano,
all'interno del Parlamento, portare avanti quelle istanze che oggi
sono totalmente assenti".
Insomma, in
Parlamento ci vogliono andare o sperano di andarci i loro capi (gli
ex Verdi come Bonelli ad esempio) e dunque la scelta obbligata è
salire, previo accordi, sul taxi di Ingroia. Al
Pirellone invece, dove la possibilità di entrare in Consiglio
regionale è assai remota, liberi tutti, ognuno scelga di votare per
chi gli pare, dall'odiato PD, ai grillini, passando per SEL, il cartello dei Comunisti e la lista Ambrosoli. Un bel ventaglio di opzioni.
La sintesi tentata
da Giuranna era generica, non improbabile, ma evidentemente
inaccettabile per l'ex berlusconiano, anzi ex alparoniano, Negrisoli, uno dei coordinatori del gruppo locale, che si è affrettato a respingerla come troppo "propagandistica". In un post di
risposta a Giuranna, infatti, egli ha tenuto a precisare che in quel titolo
bisognava specificare che gli ecocivici non avrebbero votato
"nemmeno per certa sinistra, soprattutto in Lombardia, dove
tra le diverse opzioni è compreso il Movimento 5 Stelle".
Il sottotesto di
questo attorcigliamento verbale è che lui, Negrisoli, voterà in
Regione per la candidata grillina e il Movimento 5 Stelle, che non hanno niente a che vedere con "certa sinistra". Concludendo: per
chi votano gli Ecocivici padernesi? E chi lo sa, ma soprattutto,
Giovanni, diciamolo, chi se ne frega?
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giovedì 17 gennaio 2013
Scene di campagna elettorale a Paderno
Campagna elettorale a Paderno Dugnano. Per ora si colgono solo segnali deboli di un evento che tra poco più di un mese metterà in gioco i destini dell'Italia e della nostra regione, la Lombardia.
Oggi ne ho visti due che segnalo e affido al giudizio dei lettori Il primo è un manifesto bizzarro per forma e contenuti il cui significato davvero mi sfugge. E' stato affisso in via Ugo La Malfa ed è un manifesto azzurrino che mostra il senatore Mario Mantovani, ex sottosegretario del governo Berlusconi, coordinatore regionale del PdL dirigente politico e capo della corrente alla quale appartiene il sindaco Marco Alparone, in una veste, appunto, bizzarra.
Il capataz azzurro è ritratto in maniche di camicia, con la giacca sulla spalla. Il messaggio che lancia il suo manifesto (altra bizzarria) privo di qualsiasi simbolo politico e dunque privo di un oggetto, è difficile da decrittare anche per un esperto in comunicazione politica. Lo slogan dice: "Una politica sana per un territorio sano" e lascerebbe pensare all'atto di fede di un sindacalista agrario anche perché nella foto Mantovani sembra vagamente un coltivatore diretto. A stupire poi è il payoff piazzato sotto il nome: "Sindaco di Lombardia".
Che significa? Perché Mantovani, pesantissimo culo di pietra, potentissimo boss della casta berlusconiana, signore delle tessere e rapace collezionista di poltrone, a livello locale, nazionale ed europeo, viene a Paderno Dugnano a raccontare ai cittadini di essere "solo" un sindaco? Mistero.
Il secondo segnale meno bizzarro, ma più comprensibile nel suo squallore, di questo inizio di campagna elettorale padernese è lo spot di Silvana Carcano, candidata di Beppe Grillo alla carica di presidente della Lombardia, intervistata sullo sfondo tragico dei superstiti della Eureco, che il gestore del blog La Scommessa ha pensato bene di rilanciare sul suo diario. A differenza del manifesto di Mantovani, lo spot della Carcano, il simbolo del partito lo ha messo in bella evidenza a chiusura del filmato. Così le intenzioni di quelli che hanno costruito, diffuso su Youtube e rilanciato sul loro blog uno spot politico che strumentalizza la tragedia Eureco, sono molto più chiare.
Oggi ne ho visti due che segnalo e affido al giudizio dei lettori Il primo è un manifesto bizzarro per forma e contenuti il cui significato davvero mi sfugge. E' stato affisso in via Ugo La Malfa ed è un manifesto azzurrino che mostra il senatore Mario Mantovani, ex sottosegretario del governo Berlusconi, coordinatore regionale del PdL dirigente politico e capo della corrente alla quale appartiene il sindaco Marco Alparone, in una veste, appunto, bizzarra.
Il capataz azzurro è ritratto in maniche di camicia, con la giacca sulla spalla. Il messaggio che lancia il suo manifesto (altra bizzarria) privo di qualsiasi simbolo politico e dunque privo di un oggetto, è difficile da decrittare anche per un esperto in comunicazione politica. Lo slogan dice: "Una politica sana per un territorio sano" e lascerebbe pensare all'atto di fede di un sindacalista agrario anche perché nella foto Mantovani sembra vagamente un coltivatore diretto. A stupire poi è il payoff piazzato sotto il nome: "Sindaco di Lombardia".
Che significa? Perché Mantovani, pesantissimo culo di pietra, potentissimo boss della casta berlusconiana, signore delle tessere e rapace collezionista di poltrone, a livello locale, nazionale ed europeo, viene a Paderno Dugnano a raccontare ai cittadini di essere "solo" un sindaco? Mistero.
Il secondo segnale meno bizzarro, ma più comprensibile nel suo squallore, di questo inizio di campagna elettorale padernese è lo spot di Silvana Carcano, candidata di Beppe Grillo alla carica di presidente della Lombardia, intervistata sullo sfondo tragico dei superstiti della Eureco, che il gestore del blog La Scommessa ha pensato bene di rilanciare sul suo diario. A differenza del manifesto di Mantovani, lo spot della Carcano, il simbolo del partito lo ha messo in bella evidenza a chiusura del filmato. Così le intenzioni di quelli che hanno costruito, diffuso su Youtube e rilanciato sul loro blog uno spot politico che strumentalizza la tragedia Eureco, sono molto più chiare.
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sabato 25 agosto 2012
Blog: informazioni, commenti e....opinioni
A cosa servono i blog padernesi? Recentemente i gestori di due dei quattro blog cittadini si sono interrogati sulla validità della loro presenza in rete e alla fine si sono risposti, uno affermando che "non è l'informazione" la mission di un simile strumento, l'altro definendo "inefficace" il blog per richiamare l'attenzione dei cittadini su un problema comune. Insomma il limite secondo i due è insito nello strumento.
Detto questo i gestori dei due "diari" in questione, La Scommessa e PadernoInblog, hanno continuato a fare più o meno le stesse cose di prima, rassegnandosi in pratica a vivacchiare restando "inefficaci" e senza una mission informativa. Eppure una risposta alla domanda posta dai due "colleghi" c'è ed è molto semplice. Se i loro mezzi non li soddisfano perché non fanno notizia e non richiamano l'attenzione dei lettori sui problemi da loro posti la ragione sta forse nel modo di approcciare il blogging e non nei limiti del mezzo.
Un media personale rivolto al pubblico, se vuole avere un ruolo informativo e di opinione riconosciuto dai lettori deve in primo luogo offrire informazioni e opinioni. I due blog citati lo fanno? Io credo che lo facciano molto poco e in ogni caso informazione ed opinione non sono i loro obiettivi principali come del resto hanno ammesso.
Un esempio piccolo, ma significativo di quanto sto affermando è quello relativo alla decisione del 1° Circolo didattico di eliminare la piscina dall'offerta formativa. Io quando ne sono venuto a conoscenza, anche se privo di informazioni approfondite ho subito ritenuto giusto darne conto su PadernoForum perché la cosa in sè era una "notizia" di interesse pubblico dal momento che riduceva la qualità dell'offerta educativa (il nuoto è una pratica sportiva qualificante oltre che la conoscenza e la padronanza fisica di un elmento fondamentale per un bambino qual è l'acqua) delle scuole elementari di uno dei circoli didattici della città.
I gestori dei due blog citati sono uno Presidente del Consiglio di Circolo e l'altro membro dello stesso organismo e hanno partecipato alla decisione di cancellare la piscina dal programma, ma nessuno dei due ha ritenuto di dover dare la "notizia" ai loro lettori. Il gestore del La Scommessa dopo la pubblicazione della notizia sul mio blog ha invece ritenuto di dover "precisare" fornendo (meglio tardi che mai) informazioni utili a comprendere come e perché i genitori e i docenti del 1° Circolo erano giunti a quella decisione.
In conclusione, anche se in breve e in modo incompleto, PadernoForum ha fatto informazione e ha fornito ai lettori un primo commento dell'accaduto. I loro due blog no.
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martedì 12 giugno 2012
Dove volano le aquile
A cosa serve il mio blog? La domanda se la pone Giovanni Giuranna titolare de La Scommessa che da più di tre anni cerca di giocare un ruolo sulla piazza virtuale padernese.
E' una domanda singolare perché è di quelle che si rispondono da sole. Se le te la poni dopo quattro anni di lavoro vuol dire che non sai più bene perché lo fai e dunque la risposta spontanea è: a niente.
Giuranna interrogandosi sul suo blog rivela di aver creduto che questo potesse servire "a lanciare allarmi" su qualche rischio locale, ma a fronte - osserva - dell'assenza a Paderno Dugnano di "persone vigili capaci di coglierne il significato e di muoversi conseguentemente" un blog che lancia allarmi non ha significato, non ha alcuna utilità.
Partendo da questa affermazione egli ne fa un'altra, cioè che a Paderno regna "l'apatia civile". Per cambiare le cose ci vuole dunque: "una terapia culturale di medio-lungo periodo. Occorre formare, educare, far pensare, dare orizzonti di senso, mettere in cammino...".
Mi ero ripromesso di fronte agli evidenti sbandamenti di Giovanni che rivelavano una oggettiva difficoltà a ritrovare il bandolo di una matassa perduta, di astenermi dal commentare, ma di fronte a una richiesta di aiuto (praticamente una chiamata al 118) non posso più tacere. Non posso, insomma, citando un maestro del liberalismo italiano, non dirmi cristiano.
Il suggerimento che gli offro per aiutarlo a ritrovare il bandolo perduto è: riparti dall'oggetto del tuo blog dichiarato al momento della nascita. La Scommessa voleva, come a suo tempo aveva scritto il suo gestore, riconnettere il Villaggio Ambrosiano alla città, cioè impedire che il "quartiere ghetto" di Paderno venisse lasciato andare alla deriva nell'indifferenza dei padernesi. La domanda ovvia che gli faccio oggi è: perché al posto di inseguire progetti velleitari che sono oggettivamente fuori dalla tua portata, non cerchi di fare quel che volevi fare quando hai creato il blog? Ritieni che questo obiettivo originario sia poco interessante oppure credi di averlo già raggiunto e superato?
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