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giovedì 19 gennaio 2012

Il caso Ponzoni sui quotidiani di oggi

Il "Sistema Ponzoni" è sostanzialmente uscito dalle prime pagine dei quotidiani anche se degli articoli sul tema si trovano nelle pagine di cronaca all'interno. Unica eccezione il Fatto che nel taglio basso di prima ha la manchette della rubrica "Corrotti e Votati" che rimanda all'articolo di Gianni Barbacetto a pagina 10 dal titolo: Regione Lombardia, 20 anni dopo è ancora Tangentopoli.
Il Corriere di Milano pubblica un servizio dal titolo: Formigoni, nel 2015 non mi candideròIl Giornale di Berlusconi-Feltri-Sallusti, in prima non ha niente, ma nelle pagine interne pubblica un servizio dal titolo: Trovati a casa di Ponzoni l'elenco delle nomine e gli sponsor dei manager. La Repubblica Milano invece titola: Mazzette per i centri commerciali. Il denaro consegnato a Ponzoni. 
Sull'edizione online de Il Giorno, nello spazio dedicato alle "lettere al direttore", Ugo Cennamo risponde a un lettore che scrive:
Abitando a Desio ho divorato ogni articolo sul caso Ponzoni. Non mi sono limitato ai giornali, ho letto anche su Internet e ho appreso che Ponzoni aveva dei giornalisti a libro paga. Ma non ho trovato nemmeno una riga su questo aspetto della vicenda sul giornale. È una disattenzione voluta per coprire la categoria? Ferdinando, Desio
Gentile lettore nell’edizione del nostro giornale di ieri, a pagina 21 del fascicolo nazionale, trova la notizia di cui lei parla. Va però chiarito che i giornalisti in questione non sono indagati. Al momento non risulta abbiano commesso alcun tipo di reato e quindi non c’è ragione per sottolineare con particolare enfasi questo aspetto della vicenda. Non si tratta quindi di una difesa aprioristica, ma di colleghi che per il momento hanno l’unica responsabilità di aver curato l’ufficio stampa di un personaggio coinvolto in un’inchiesta giudiziaria. Risultassero complici in operazioni illecite non faticheremmo a scriverlo a chiare lettere. Senza scandalizzarci perché sappiamo come gira il mondo e nessuna categoria è senza peccato.  

mercoledì 18 gennaio 2012

Caso Ponzoni: il titolo è..

Il "caso Ponzoni" conquista finalmente la prima pagina del Corriere della Sera, forse perché dietro la faccia giovane e carina (mi ricorda qualcuno) dell'ex assessore regionale ciellino comincia ad emergere quella grigia e rugosa del governatore a vita, Roberto Formigoni.
Il titolo, piccolo e a piè di pagina, del quotidiano di via Solferino è: Caso Ponzoni, "L'ex assessore comprava i voti anche per il PdL". Repubblica titola, sempre in prima: Le amicizie particolari del celeste Formigoni. L'Unità scrive che "Formigoni traballa", mentre il Fatto titola: Quando Formigoni è in vacanza a spese altrui.
Incredibile il silenzio "pastorale" su questa faccenda della prima pagina del giornale dei vescovi, Avvenire, che su Ponzoni-Formigoni non dice una parola. Inarrivabile, infine, il Giornale che al posto dell'incercerato Ponzoni mette in prima pagina..."il pluri inquisito Filippo Penati".
Al partito berlusconiano per bocca del suo segretario Alfano, da Roma, tocca la difesa d'ufficio del Pirellone a dimostrazione che questo ennesimo scandalo regionale targato PdL non è "un fatto personale" come pretende il governatore, è invece tutto politico: “Le accuse rivolte a Ponzoni non intaccano in alcun modo il presidente Formigoni né il sistema-Lombardia che si avvale di un percorso amministrativo di eccellenza”. Ma chi ci crede? Ponzoni e Formigoni non erano amici, erano amiconi perché l'ex assessore era il suo collettore di voti in Brianza.
Insomma lo scenario temuto da Alfano è molto chiaro: a breve questa inchiesta franerà addosso al celeste Roberto e travolgerà il suo quasi ventennale regime in Lombardia.

martedì 17 gennaio 2012

Caso Ponzoni: questa è la stampa, bellezza

La stampa italiana è credibile? Difficile affermarlo. I giornali li fanno gli uomini e gli uomini hanno le loro idee, passioni, amicizie, interessi e convenienze. Pretendere che questi moventi non entrino in gioco quando si stratta di dare notizie che li riguardano o riguardano i loro amici, soci, editori di riferimento, padroni e datori di lavoro, è davvero illusorio.
Certo ci sono le leggi e le deontologie professionali, ma un giornale politicamente, culturalmente ed economicamente orientato in un certo modo, metterà sempre la sordina a uno scandalo che riguarda la "cordata" di cui è parte e userà i tromboni contro tutti gli altri.
Lo dimostra il trattamento che i giornali milanesi riservano oggi alla notizia del mandato di cattura spiccato contro Massimo Ponzoni, enfant prodige ciellino, fondatore del circolo di Forza Italia di Desio e più votato esponente del PdL brianzolo, ex assessore regionale all'Ambiente e attualmente segretario del Consiglio regionale Lombardo, coinvolto in uno scandalo politico-economico in cui si tira in ballo anche il presidente Formigoni. Per non parlare dei voti presi, pare, dai clan mafiosi che in Brianza come è noto sono di casa.
Il Giorno di oggi, ad esempio, principale quotidiano brianzolo, è l'unico a dare la notizia mettendo correttamente un titolo in prima pagina, stampando però il pezzo a pagina 15. Un po' in sordina, insomma. Ma è molto di più di quanto hanno fatto gli altri grandi quotidiani milanesi di respiro nazionale quali Corriere, Giornale, Avvenire. Gli unici giornali che, oltre a Il Giorno, hanno tenuto in prima pagina nazionale, stranamente con pochissima evidenza, la notizia sono stati quelli di centro sinistra: Repubblica, che gli ha dato un titolino in taglio basso, l'Unità in taglio bassissimo, idem il Manifesto. Anche Il Fatto, sempre così indignados contro i "corrotti", gli ha dato un microtitolo.
Ben altro trattamento era stato invece riservato questa estate a Filippo Penati e alla sua vicenda giudiziaria (che dopo sei mesi non ha provato niente contro di lui). Prime pagine nazionali per settimane, titoloni e commenti a valanga. Un "linciaggio mediatico" in piena regola come dicono sempre quelli messi alla gogna dalla stampa. Insomma il "Sistema Sesto" doveva fare notizia, il "Sistema Brianza" no, perché? Domanda inutile?

lunedì 16 gennaio 2012

"Arrestate Ponzoni". Aperta l'inchiesta sul "Sistema Brianza"

Rilancio dal Corriere.it questa notizia
L'ex assessore regionale della Lombardia e attuale consigliere Pdl all'ufficio di presidenza del Pirellone, Massimo Ponzoni, è destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip di Monza, Walter Mapelli. L'accusa è di bancarotta fraudolenta in relazione al crac della società "Il Pellicano". Ponzoni, che secondo quanto si apprende si trova attualmente all'estero per lavoro, è accusato di bancarotta nell'ambito del crac della società. Arrestati, nell'ambito della stessa inchiesta, Franco Riva, ex sindaco di Giussano, Antonino Brambilla, vice presidente della provincia di Monza e Brianza, Rosario Perri, ex assessore provinciale e direttore dell'uffico tecnico del Comune di Desio, e l'imprenditore Filippo Duzzoni. In tutto la Procura di Monza ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e due agli arresti domiciliari. Le accuse contestate sono relative a ipotesi di bancarotta e corruzione relativa all'approvazione dei pgt dei Comuni di Desio e Giussano. Perquisizioni in Regione e nella sede del Comune di Desio.
Sulle inchieste relative a Ponzoni e sulla società "Il Pellicano" segnalo inoltre  questo articolo da Il Fatto Quotidiano
Un altro terremoto giudiziario si abbatte dunque sul Pdl lombardo, dopo l’arresto del vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani, per una presunta corruzione legata al settore dello smaltimento dei rifiuti speciali....
Nella Pellicano srl, che aveva sede a Desio, in provincia di Monza e Brianza nella segreteria politica di Ponzoni, erano soci altri esponenti di punta del Pdl lombardo: l’attuale assessore regionale Massimo Buscemi, il consigliere regionale Giorgio Pozzi e Rosanna Gariboldi, ex assessore provinciale a Pavia e moglie del parlamentare berlusconiano Giancarlo Abelli, già condannata per riciclaggio. Immobili di lusso costruiti da Pozzi, con la società General Project & Contract, sono interessati al “condono” dei sottotetti attualmente in discussione in consiglio regionale.
Quella sulla bancarotta della Pellicano non è l’unica inchiesta che vede coinvolto Ponzoni, il signore incontrastato del Pdl in Brianza (alle ultime ragionale ha raggiunto il record di 11 mila preferenze), saldamente legato al governatore Roberto Formigoni. Ex assessore regionale all’ambiente, Ponzoni ricopre attualmente la carica di consigliere segretario del Consiglio regionale della Lombardia. La Procura di Monza lo ha indagato anche per corruzione, con l’accusa di aver ricevuto una tangente di 220 mila dal costruttore bergamasco Filippo Duzioni per operazioni  urbanistiche a Desio. Anche Duzioni figura nella lista delle persone raggiunte dall’ordine di custodia cautelare.